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Relazione del Presidente ANEF AA - MontagnaOnline.com

Relazione del Presidente ANEF AA

Category: Portfolio Created: Lunedì, 14 Maggio 2018 08:04 Hits: 275
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«Confermiano il nostro impegno 
per le sfide di oggi e di domani»

Pubblichiamo il testo integrale della relazione con cui il presidente dell’associazione degli esercenti funiviari dell’Alto Adige ha aperto il congresso che si è svolto l’11 aprile a Bolzano. Nella sua analisi Sartori non ha nascosto i problemi che stanno di fronte alla categoria degli impiantisti ma ha anche rivendicato i risultati ottenuti quali motori di una economia trainata dalla pratica degli sport invernali che produce benessere e posti di lavoro per l’intera filiera del turismo. Con capacità imprenditoriale e onerosi investimenti si è riusciti a superare anche le stagioni più critiche e ad avere, come nell’inverno appena concluso, risultati positivi. Bisogna dunque continuare sulla strada di un costante miglioramento dell’offerta per  consolidare il proprio ruolo e garantire, nello stesso tempo, la salute e lo sviluppo delle imprese

di Helmut Sartori presidente
dell’associazione degli esercenti funiviari dell’Alto Adige 

Autorità del Tirolo e dell’Alto Adige, cari amici esercenti funiviari sui due lati del Brennero. Salutiamo per la prima volta quest’anno i nostri colleghi del Trentino a cui porgo il più cordiale benvenuto. Un particolare saluto è rivolto al vicepresidente del gruppo tecnico degli esercenti funiviari tirolesi, Hannes Parth e al presidente degli esercenti funiviari Trentini, Francesco Bosco.  Rivolgo un cordiale saluto anche alle relatrici di oggi, Martha Gärber e Tanja Frieden, nonché ai rappresentanti della stampa.  Siamo particolarmente lieti di organizzare oggi a Bolzano questo convegno comune, in occasione della fiera specialistica Prowinter, cosa di cui ringrazio l’amministrazione fieristica, il presidente Dr. Armin Hilpold e il direttore Dr. Thomas Mur. Sono ormai trascorsi oltre vent’anni da quando si è svolto il primo convegno comune degli esercenti funiviari, a quei tempi a Merano. Da allora ci incontriamo regolarmente per procedere ad uno scambio di esperienze, discutere gli sviluppi del turismo montano e, in relazione a ciò, dibattere i problemi comuni. Siamo profondamente convinti della necessità d’intensificare in futuro questa cooperazione e di ampliarla ulteriormente, nell’intendimento di affrontare insieme le sfide sempre più ambiziose che si profilano all’orizzonte, soprattutto a livello dell’Unione Europea, alla ricerca, ove possibile, di soluzioni.   «Il valore del nostro lavoro a sostegno dell’economia»  Il nostro settore è ripetutamente sotto i riflettori dei mass media e viene spesso duramente criticato. Troppo di frequente ci viene attribuito il marchio di devastatori dell’ambiente, anche se ciò non risponde a verità, perché sappiamo benissimo che l’ambiente costituisce, anche per noi, un capitale prezioso. La circostanza che le imprese funiviarie diano un apporto determinante al valore aggiunto del turismo invernale, e nel frattempo anche di quello estivo, assicurando alle nostre valli alpine occupazione e benessere, e rappresentando per l’indotto del turismo una risorsa irrinunciabile, sono aspetti che, purtroppo, passano spesso in secondo piano. I circa 12 milioni di pernottamenti invernali in Alto Adige corrispondono ad un valore aggiunto annuale in forma di potere di acquisto generato esternamente di circa 1,9 miliardi di euro, equivalenti al 9,5% del prodotto interno lordo dell’Alto Adige. Le aree sciistiche altoatesine danno lavoro a circa 2.000 addetti, di cui 750 con contratto di lavoro a tempo indeterminato e 1.250 con contratto di lavoro stagionale. Gran parte degli addetti stagionali sono agricoltori che possono disporre in tal modo di una fonte di reddito aggiuntiva sicura. Attualmente l’Alto Adige conta 370 impianti funiviari che trasportano annualmente durante la stagione invernale oltre 120 milioni di passeggeri. Il fatturato annuo ammonta a circa 300 milioni di euro. C’è una lezione che possiamo senz’altro trarre dall’esperienza dell’ultimo inverno: non si discute sul fatto che lo sci sia (e che sarà) la locomotiva del turismo e che rappresenti anche una garanzia del successo economico e dell’occupazione, rendendo l’arco alpino una delle regioni più attraenti anche in una prospettiva futura. Le statistiche dimostrano che per circa il 70% degli ospiti invernali la possibilità di sciare rappresenta il criterio determinante al momento di effettuare una prenotazione. Perché in futuro la situazione non cambi devono essere però poste in essere misure e iniziative appropriate. Una sfida importante sarà rappresentata dalla valorizzazione degli sport invernali, rendendoli ancora più interessanti e attraenti e dando loro nuovi impulsi. Moderni impianti di risalita, una preparazione eccellente delle piste e una ricca offerta gastronomica rappresentano un presupposto essenziale, ma spesso non sufficiente, per il successo di una destinazione turistica. Si riscontra in generale un chiaro aumento delle aspettative nei confronti degli sport invernali e quindi anche degli impianti funiviari. Divengono sempre più importanti un posizionamento univoco e un profilo ben definito. Ciò vale soprattutto per le aree sciistiche più piccole, ove questi requisiti rappresentano a lungo termine una condizione di sopravvivenza. Devono essere offerte prospettive avvincenti, che facciano dello sci, e con esso anche delle vacanze invernali, un’esperienza a trecentosessanta gradi. Per raggiungere quest’obiettivo e garantire agli sport invernali e alle vacanze sugli sci un posizionamento di lungo periodo, è necessaria una cooperazione ancora più stretta tra tutte le categorie operanti nel turismo invernale.  L’onere degli investimenti e il ruolo della Giunta Provinciale  Grazie alla nostra continua capacità innovativa si è potuta allestire un’ottima offerta di piste da sci ben preparate e di modernissimi impianti di risalita, che consentono agli ospiti di ammirare il nostro splendido paesaggio montano in assoluta sicurezza e con il massimo comfort. Sono però necessari allo scopo ogni anno notevoli investimenti per mantenere lo standard elevato della nostra offerta di servizi, nonché per aumentarlo ulteriormente e per soddisfare le esigenze in costante mutamento dei nostri ospiti, in sintonia con l’evoluzione delle attività ricreative.  Ci sono però anche aree meno sviluppate e imprese funiviarie con limitate capacità d‘investimento, che devono essere particolarmente sostenute e incentivate per poter rimanere competitive. È innegabile che gli sforzi economici che il nostro settore deve intraprendere comportano costi sempre più elevati. Basti pensare al continuo lievitare dei costi dell’energia e dei carburanti, che aumentano esponenzialmente da un anno all‘altro. La Giunta provinciale altoatesina ha recentemente rielaborato i criteri sugli incentivi all‘economia. Negli ultimi 10 anni si sono investiti solo nella costruzione e nell’ammodernamento degli impianti funiviari mediamente circa 50 milioni di euro ogni anno.  Cospicui investimenti saranno dedicati nei prossimi anni in particolare alla costruzione di bacini di accumulo e all’ampliamento e potenziamento degli impianti di innevamento. Attualmente in Alto Adige abbiamo un volume d’invaso complessivo di 1,55 milioni di metri cubi d’acqua per l’innevamento programmato, ulteriori bacini di accumulo con un volume d’invaso di circa 1,5 milioni di metri cubi sono attualmente in fase di progettazione. Al fine di garantire un utilizzo sostenibile delle risorse idriche e di soddisfare i criteri stabiliti dal Piano generale di utilizzazione delle acque pubbliche entro il 2020 sarà necessario un volume d’invaso aggiuntivo di circa 2,2 milioni di metri cubi d’acqua, per consentire l’innevamento delle piste da sci in un periodo relativamente breve.   Il tema importante del «ricambio generazionale»  Una delle sfide maggiori è senza dubbio rappresentata, anche in considerazione dello sviluppo demografico, dalla problematica del ricambio generazionale. Da alcuni anni non si può più ignorare nelle classiche regioni alpine, come la Svizzera, la Germania, l’Austria e l‘Italia e anche l’Alto Adige, la circostanza che sempre meno bambini e adolescenti imparino e pratichino effettivamente gli sport sulla neve – e in particolare lo sci e lo snowboard. Soprattutto sul mercato principale, quello tedesco, ove le settimane degli sport invernali rappresentavano fino a pochi anni fa una componente fissa nel programma didattico, constatiamo un atteggiamento sempre più critico nei confronti del turismo sugli sci. I motivi per cui ci sono meno bambini sulle piste sono svariati: vi rientrano, ad esempio, l’intenso calendario scolastico, che lascia sempre meno tempo agli sciatori in erba per la pratica delle attività ricreative, come anche la «burocratizzazione» delle manifestazioni scolastiche in generale e la questione della responsabilità del personale didattico. Si aggiunga a ciò anche il fattore, spesso sottovalutato, della competizione con altre attività per il tempo libero, e soprattutto con le offerte ricreative virtuali.  A livello locale è stato istituito alcuni anni fa un apposito gruppo di lavoro che ha approfondito la tematica. In cooperazione con il Collegio professionale dei maestri di sci, con l’Intendenza scolastica e la F.I.S.I. e con il sostegno di IDM, sono state lanciate varie attività e iniziative mirate, aventi l’obiettivo di entusiasmare per lo sci bambini e ragazzi e di rendere più agevole familiarizzarsi con questa disciplina sportiva. Contemporaneamente molti comprensori altoatesini offrono attività mirate di promozione degli sport invernali, che talora si spingono fino a dare ai bambini la possibilità di imparare a sciare gratuitamente.  L’ultima stagione è stata positiva e lo sci resta il traino principale  La stagione invernale che volge al termine ci ha nuovamente dimostrato che per l’attrattiva e la competitività della nostra offerta di servizi sono necessarie, oltre allo sci, anche infrastrutture adeguate, strutture alberghiere e un’offerta alternativa per il tempo libero. Sono stati recentemente pubblicati i primi dati sugli arrivi e i pernottamenti della stagione invernale appena conclusa, che includono anche gennaio. Essi si presentano assai lusinghieri con un incremento del 6,62% rispetto all’anno precedente. Riteniamo che a fine stagione si registrerà un sensibile aumento, sia degli arrivi, sia dei pernottamenti nelle strutture recettive dell’Alto Adige rispetto all’anno prima. A questo risultato hanno contribuito in misura determinante le generose nevicate di inizio stagione e durante tutto l’inverno, a cui si deve quest’anno, al confronto con gli ultimi tre anni, un incremento delle vendite di skipass stagionali e di abbonamenti giornalieri, oltre che la diffusione di una positiva atmosfera invernale. Il risultato stagionale di quest’anno sarà quindi nuovamente positivo per le aziende altoatesine del settore. Tutti i comprensori registrano incrementi di fatturato di vari ordini di grandezza, motivo per cui anche quest’anno le nostre aziende associate effettueranno nuovamente cospicui investimenti allo scopo di mantenere elevata l’attrattiva della location altoatesina. Questo aspetto positivo permette, a mio avviso, di trarre le seguenti due conclusioni: Primo: lo sci continua ad essere assai popolare e, a essere onesti, non esiste una vera alternativa a questa disciplina sportiva per la stagione invernale. Lo sci è e rimane il principale volano del turismo invernale. Questo dato di fatto è stato nuovamente confermato dalla corrente stagione invernale. 
Secondo: gli ultimi anni hanno dimostrato che noi esercenti funiviari siamo in grado di affermarci anche in circostanze difficili. Affrontiamo con successo ogni sfida, non da ultimo grazie allo zelo e alla professionalità dei nostri collaboratori. Concludo qui il mio intervento, rivolgendo a tutti i presenti un augurio di buon lavoro per il convegno odierno.

Molte grazie per la cortese attenzione.