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Assemblea ANEF 2017 - MontagnaOnline.com

Assemblea ANEF 2017

Category: Portfolio Created: Martedì, 26 Aprile 2016 08:21 Hits: 263
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Il Ministro dello Sport
Luca Lotti con Valeria Ghezzi

Alleanze, impegno e investimenti
per il FUTURO SOSTENIBILE della montagna

Il 19 maggio, a Forte dei Marmi, l’assemblea generale 2017 dell’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari si è svolta sul tema «Efficienza e sostenibilità: un nuovo modello per il turismo di montagna» e ha visto la partecipazione del Ministro dello Sport Luca Lotti che ha ribadito la volontà del Governo di proseguire nelle politiche di sostegno al sistema turistico montano. La relazione della presidentessa Valeria Ghezzi ha introdotto il tema dell’appuntamento partendo dalla valutazione delle difficoltà prodotte da inverni incerti e dai crescenti ma indispensabili oneri che gravano sulle società impiantistiche per la produzione di neve tecnica. In questo quadro l’ecosostenibilità e la tutela dell’ambiente sono un valore da perseguire con un «lavoro di squadra» tra tutti gli enti e operatori del settore seguendo le indicazioni dettate nella «Carta di Cortina», il documento firmato nel 2016 dal Ministro dell’Ambiente Galletti che indica un orizzonte di sviluppo e fa della località ampezzana, in vista dei Mondiali di sci alpino del 2021, un vero laboratorio di ricerca

È finita con una stretta di mano e un forte abbraccio ideale l’annuale assemblea generale che l’ANEF (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari) ha celebrato quest’anno a  Forte dei Marmi il 19 maggio.  Valeria Ghezzi, presidentessa dell’Associazione dal 2014, ha riconosciuto che gli ultimi due governi succedutisi alla guida del Paese  si sono dimostrati con i fatti molto sensibili alle problematiche della montagna bianca; l’onorevole Luca Lotti, attesissimo ospite d’onore dell’evento, attuale Ministro dello sport nel governo Gentiloni e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del precedente  governo Renzi, ha ribadito l’impegno, «da amante della montagna», a continuare nel positivo rapporto di collaborazione e  proficua interlocuzione con l’ANEF che ha consentito di «portare a casa risultati importanti, primo fra tutti l’aver riportato al centro dell’attenzione la montagna e i suoi problemi trascurati per anni».  «Non stiamo facendo politica – ha detto Valeria Ghezzi ringraziando il giovane Ministro per la sua presenza – stiamo verificando fatti concreti che riguardano la nostra attività di impiantisti e l’economia della montagna bianca per dire che un’attenzione come quella che abbiamo ricevuto dagli ultimi due Governi non l’avevamo mai avuta prima. Parlo ad esempio dei rapporti che hanno consentito di risolvere il problema della vita tecnica degli impianti di risalita, della questione IMU, della revisione della legge 363, del legame con i Ministeri dell’ambiente e dell’Istruzione, della disponibilità continuamente dimostrata all’ascolto e all’impegno in favore del nostro mondo». «Che cosa dobbiamo fare? – ha detto Luca Lotti - Dobbiamo investire sulla montagna perché è il modo per creare ricchezza e benessere sui molti territori che vivono di turismo invernale ed estivo. La montagna bianca in particolare, trainata dalla pratica dello sci e dal lavoro degli impiantisti, avrà nei Campionati Mondiali di Cortina del 2021 un positivo effetto di traino per gli investimenti in montagna. Investimenti non fini a se stessi e pensati non solo per le località più importanti, capaci di coinvolgere un numero sempre maggiore di utenti per avvicinarli alla montagna come è stato fatto per il collegamento infrastrutturale tra Emila e Toscana su cui, come Governo, abbiamo messo 20 milioni. Investire vuol dire pensare anche ad incentivi per le strutture ricettive, all’impegno nelle politiche per il turismo sostenibile e per il rapporto con la scuola e i giovani. Continueremo a finanziare il progetto “Quando la neve fa scuola” in collaborazione con  FISI e ANEF che vedrà coinvolto più di un milione di studenti.  E continueremo a lavorare insieme a voi, con altre occasioni di confronto in futuro. Chiudo -  ha concluso il Ministro – citando un poeta inglese che ha scritto: “Quando gli uomini e le montagne si incontrano grandi cose accadono”». Applausi abbastanza scroscianti per l’augusta presenza che si è fatta attendere non più di tanto («Scusate il ritardo ma vengo da un Consiglio dei Ministri dove si è parlato dei vaccini…») e per la brillantezza dell’intervento; stretta di mano con Valeria Ghezzi; abbraccio ideale con un mondo che veramente sta avvertendo di aver forse (e finalmente…) trovato interlocutori giusti nella cabina di comando del Paese.

Le prospettive della montagna bianca
sulla riva del mare di Versilia
Si è chiusa così, con questo gran finale, un’assemblea ANEF che ha portato in riva allo splendido mare della Versilia i problemi della montagna in una sorta di gemellaggio  e di rapporto solidaristico tra i due poli  naturalistici fondamentali per il turismo in Italia e nel mondo. La location era Villa Bertelli, antica «sede italiana prodotti esplodenti» dove lavoravano ben 1500 persone nei dintorni della prima guerra mondiale, un edificio liberty nel tempo trasformato prima in albergo ed oggi in luogo pubblico aperto a eventi e manifestazioni. Il tema dell’assemblea, impegnativo e quantomai moderno era «Efficienza e sostenibiltà: un nuovo modello per il turismo in  montagna», sollecitato  dalle problematiche sempre più stringenti che derivano dalle mutazioni climatiche, dalle trasformazioni tecnologiche, dal consumo di risorse, dall’utilizzo sempre più indispensabile dell’innevamento programmato e dalla necessità di tutelare innanzitutto l’ambiente; un tema scaturito anche dai contenuti della «Carta di Cortina» firmato nel gennaio del 2016 dal Ministro dell’Ambiente Galletti e da diversi enti e associazioni, tra le quali l’ANEF, che ha innescato importanti iniziative già in corso di cui si è parlato nell’assemblea  e ha promosso l’individuazione e la messa in atto di strategie che coniughino la sostenibilità economica con quella ambientale favorendo lo sviluppo di un turismo sostenibile, fondato sull’efficienza nell’uso delle risorse, sulla limitazione delle emissioni e dei costi enegetici, sulla eliminazione degli sprechi e sull’educazione ambientale.

Un’economia da difendere
per il benessere di interi territori
Moderatore dei lavori Duilio Giammaria, giornalista e conduttore televisivo della trasmissione «Petrolio», bravissimo e competente. Pubblico molto folto, popolato dai maggiori big dell’industria impiantistica e dai molti gestori che il giorno precedente avevano  animato la seduta formale dell’Assemblea per l’approvazione dei bilanci e il disbrigo di altre incombenze statutarie interne all’organismo affiliato a Confindustria che raccoglie la grande maggioranza delle società impiantistiche italiane. Presidentessa in forma, sempre più a suo agio nel ruolo delicato ereditato nel 2014 da Sandro Lazzari,  sempre più impegnata a conferire all’ANEF il profilo alto di importante player nell’economia nazionale costruendo credibilità, autorevolezza,  organizzazione, competenze. Dopo i saluti del sindaco di Forte dei Marmi Umberto Buratti e del consigliere ANEF per la Toscana Rolando Galli («Le nostre montagne sono quelle di Zeno Colò e Celina Seghi. Grandi tradizioni ma inverni sempre più difficili. La politica ci deve aiutare per i costi dell’innevamento tecnico e per riequilibrare i pesi degli impegni tra gli impiantisti e l’indotto»), Valeria Ghezzi ha svolto la relazione che potete leggere integralmente in queste pagine con il legittimo e orgoglioso piglio di chi è consapevole di avere attivato meccanismi istituzionali importanti e toccato corde sensibili per il presente e il futuro per la categoria che rappresenta. «L’efficienza e la sostenibilita sono insieme una sfida e un grande impegno – ha detto  in sintesi – non sono solo un obiettivo raggiungibile ma rappresentano un valore sia sul piano economico che del marketing per il quale è opportuno e conveniente lavorare». La relazione è partita da una valutazione dell’ultima stagione invernale che ha visto il panorama alpino diviso in due,  tra le Alpi Occidentali che hanno avuto risultati positivi a due cifre grazie ad un abbondante innevamento naturale e le Alpi centro-orientali penalizzate dalla sempre più consueta carestia di precipitazioni ma  salvate dalla neve programmata «che è la chiave di volta del turismo invernale in montagna, una montagna che vuole continuare a vivere e non vuole spopolarsi».

L’innevamento tecnico
costi quel che costi…
L’innevamento tecnico è un onere enorme per le società di gestione delle skiarea ma quali sarebbero i costi economici e sociali se non ci fosse questa risorsa tecnologica? si è chiesta la Ghezzi. «Disoccupazione, alberghi vuoti, economie territoriali distrutte, crollo degli investimenti», è la risposta. Per questo è indispensabile avere dalla politica responsabilità di impegni  e incentivi perché il castello non crolli. Per questo è fondamentale lavorare con «uno spirito di squadra» tra tutte le componenti coinvolte nel problema per trovare le soluzioni che garantiscano il futuro. Per questo l’ANEF ha attivato rapporti sempre più stretti con i ministeri del turismo, dell’ambiente, dei trasporti, dell’istruzione per mobilitare risorse e iniziative;  per questo ha promosso il coinvolgimento dei partners industriali e di aziende che sono eccellenze mondiali nell’attività dell’associazione (l’assemblea di Forte dei Marmi ha potuto contare su un prestigioso pool di sponsors); per questo va consolidato sempre di più il legame con la Federazione Italiana Sport Invernali e con il Ministero dell’istruzione per portare i giovani alla montagna e agli sport invernali. E poi si è svolto  il tema centrale della sostenibilità, dell’equilibrio da ricercare  tra sviluppo e rispetto dell’ambiente, tema che si  colloca nell’anno inernazionale del turismo sostenibile e chiama gli operatori del settore ad una assunzione di responsablità e di trasparenza nella valutazione dell’impatto ambientale che  investono  l’impiantistica e i processi di  produzione dell’innevamento tecnico. «Tutelare e conservare l’ambiente naturale, patrimonio unico e irripetibile, è un impegno che non deve essere vissuto come un onere ma come un investimento», ha detto la Ghezzi richiamandosi ai contenuti della Carta di Cortina e introducendo l’intervento di  Carlo Maria Medaglia, capo segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

La tutela ambientale come
percorso ineludibile di sviluppo
«La Carta di Cortina – ha detto Medaglia – si inquadra in un processo di consapevolezza e impegno verso i temi ambientali che è all’ordine del giorno a livello internazionale, già contemplato in numerosi documenti sottoscritti dagli Stati e che vedrà tavoli di dibattito ai massimi livelli nel prossimo futuro». Il concetto di sostenibilità si sposa con quello di innovazione nella gestione delle risorse naturali, nell’efficienza energetica, nello sviluppo delle energie rinnovabili con lo scopo di portare lavoro e ricchezza nei territori.  Le componenti sociale, ambientale, imprenditoriale si devono legare nello sforzo di procedere in questa direzione. Ma per farlo è importante che la filiera economica del turismo di montagna crei un quadro di riferimento omogeneo, non spezzettato, che insomma tutti remino con lo stesso impegno nella stessa direzione e per gli stessi obiettivi.  Così sarà anche possibile focalizzare gli investimenti che lo Stato sarà chiamato a sostenere senza disperdere risorse ma destinandole a soluzioni che rispondano alle esigenze della tutela ambientale ma siano anche efficaci e produttive per le imprese.  Così «la Carta di Cortina è un punto di partenza per trasformare un libro dei sogni in qualcosa di concreto, nella traccia di un percorso virtuoso da seguire». E Cortina, in attesa di ospitare i Campionati Mondiali di sci alpino del 2021 che le sono stati assegnati al congresso FIS di Cancun, sta diventando il laboratorio per  mettere in campo iniziative ecosostenibli sul fronte della valutazione delle impronte ambientali con le misurazioni dei metodi Carbon Footprint e Water Footprint, sul piano dello sviluppo sostenibile (efficienza energetica, energie rinnovabili, nuova mobilità) e  della gestione delle risorse naturali (uso del suolo e dell’acqua, rifiuti). «La sostenibilità – ha concluso Medaglia – non è una coccarda, un fiore all’occhiello da esibire ma un’esigenza ineludibile che tutti dobbiamo percorrere pensando al futuro e alle nuove generazioni, un processo costruttivo che dobbiamo percorrere tutti insieme per ottenere risultati tangibili».

I ricercatori dell’ENEA
al lavoro nel «laboratorio Cortina d’Ampezzo»
È stata quindi la volta di Caterina Rinaldi, Christian Chiavetta e Pierluigi Porta, ricercatori dell’ENEA (agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) che stanno lavorando, in accordo con il Ministero dell’Ambiente e con l’associazione degli impiantisti, su una valutazione scientifica degli attuali livelli di ecosostenibilità di Cortina d’Ampezzo.  «Il nostro lavoro sugli impianti di innevamento programmato – ha detto Chiavetta -  è solo il primo passo, l’inizio di un percorso di ricerca che vuole dare all’ANEF e ai suoi associati riscontri scientifici non solo per fotografare la situazione di fatto ma per impostare strategie di sviluppo in chiave ecosostenibile e per comunicare il valore di questo tipo di sviluppo all’utenza».  Lo studio presentato a Forte dei Marmi ed eseguito monitorando tre impianti di Cortina riguarda la valutazione dell’impatto ambientale dei sistemi di innevamento programmato secondo i metodi degli indicantori ambientali Carbon Footprint (misura dell’ammontare totale delle emissioni di gas ad effetto serra) e del Water Footprint (misura della quantità di acqua utilizzata per produrre un bene o un servizio lungo il suo ciclo di vita). Le misurazioni sono state effettuate sulle quattro componenti del processo produttivo della neve tecnica: bacino di captazione dell’acqua, stazione di pompaggio, rete di distribuzione, produzione tramite cannoni e lance. È risultato, ad esempio, che non si verifica alcun fenomeno di inquinamento nel processo produttivo, che l’uso di energia idroelettrica potrebbe ridurre l’emissione di CO2 che si è verificato essere compresa tra i 700 e 7000 kg per ettaro per l’intera stagione. Sono solo due dati del primo passo di un lavoro che da qui al 2021 estenderà l’analisi dei ricercatori ENEA a tutte le attività produttive della località ampezzana e interesserà la valutazione sulle emissioni delle strutture ricettive e sull’impatto ambientale degli impianti di risalita per chiudere il cerchio e dare all’intero  «sistema Cortina» gli strumenti per ottimizzare le possibilità economiche salvaguardando l’ambiente. «La trasparenza – è intervenuto in proposito Carlo Maria Medaglia – è un valore che dà una percezione diversa della montagna bianca, evita errori di valutazione talvolta grossolani che in alcuni casi  bloccano ingiustamente progetti importanti e fornisce dati certi per investimenti utili e consapevoli».

La pratica dello sci in piena salute
e l’ecoturismo in pieno sviluppo

In attesa del ministro Lotti e dopo un intervento-lampo  di Gianni Lorenzetti, sindaco di Montignoso e presidente della provincia di Massa Carrara («Superiamo i confini, mettiamo in contatto mare e montagna»), si è tenuta una piccola tavola rotonda condotta da  Duilio Giammaria a cui hanno partecipato, oltre a Valeria Ghezzi («Le parole d’ordine sono: sharing economy, fare sistema, lavorare insieme per lavorare meglio»), Flavio Roda, presidente della Federazione Italiana Sport Invernali, e Gianfranco Battisti, presidente di Federturismo. Roda ha sottolineato il fatto che tutta l’attività della FISI si svolge nella natura della montagna invernale e che quindi la bellezza di quell’ambiente è un fattore primario per l’adesione alla pratica degli sport invernali. Il presidente della FISI ha poi ricordato come lo sci  sia un’attività in piena salute che vede crescere costantemente i numeri riguardanti l’attività agonistica giovanile e quanto le stazioni invernali italiane siano all’avanguardia nel mondo sul piano organizzativo e logistico in campo agonistico ma non solo. Ha anche riaffermato la disponibilità dalla federazione che guida dal 2011 a cercare il coinvolgimento con tutti gli altri operatori del settore per l’avvio di iniziative di promozione e la soluzioni di problemi come è avvenuto con il produttivo rapporto stabilito con ANEF e il Ministero dell’istruzione e come sta avvenendo con il contributo dato alla revisione dalla legge 363. Gianfranco Battisti si è concentrato sul valore delle politiche green per il turismo. «Entro il 2020 – ha detto – il turismo green è quello che crescerà di più inseme al turismo culturale. Puntare sul green, sulla ecosostenibilità è vincente non solo sul piano economico ma anche sul piano del marketing perché il mercato  è sempre più sensibile a questa tendenza.  Come nel settore dell’alimentazione sta crescendo sempre di più il biologico,  così nel turismo i comsumatori premieranno sempre di più le aziende e i sistemi che svolgono le loro attività sulla base di criteri ecosostenibili».
Poi il Ministro Luca Lotti è arrivato e l’assemblea generale dell’ANEF 2017 è finita (benissimo) come abbiamo raccontato all’inizio.                                  

 

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