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Far Fabbrica Artigianale Reti - MontagnaOnline.com

Far Fabbrica Artigianale Reti

Category: Portfolio Created: Mercoledì, 09 Novembre 2016 12:13 Hits: 625
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Festa grande di compleanno
per una rete lunga 70 anni

L’8 ottobre scorso si è celebrato  l’anniversario di fondazione della Fabbrica Artigianale Reti fondata da Battista Ribola nel 1946 e portata nel tempo dal figlio Mario, nato nello stesso anno, ad un livello di eccellenza che ne fa oggi l’azienda leader in Italia e in Europa nella lavorazione dei fili di fibre sintetiche per la realizzazione  di una vastissima gamma di prodotti per  molti settori applicativi, tra i quali il mondo della montagna bianca e delle piste da sci. Tra lo stabilimento di Provaglio d’Iseo che sarà prossimamente ampliato e il ritrovo conviviale a Borgo Santa Giulia, oltre duecento ospiti si sono stretti attorno a Mario Ribola e alla sua famiglia per festeggiare l’evento ed augurare un futuro felice come il passato e ancora tutto da scrivere

Momenti di commozione, qualche lacrima tanta  allegria. Ricordi del passato, progetti per il futuro nella storia di un uomo e di un’azienda che hanno compiuto insieme 70 anni dentro la rete di un destino che per loro non è  per niente e non soltanto un’immagine metaforica. Una sarabanda di belle emozioni ha percorso la grande festa di compleanno che l’8 ottobre scorso ha celebrato nella Franciacorta, tra Provaglio d’Iseo e lo splendido Borgo Santa Giulia a Timoline di Corte Franca (servizio impeccabile, ottimo pranzo),  l’importante anniversario di un’azienda che è leader in Italia e in Europa nella produzione di reti in fibre sintetiche per lo sport, l’industria, l’antinfortunistica, il tempo libero, l’agricoltura, la pesca. La FAR (Fabbrica Artigianale Reti) di Provaglio d’Iseo è nata ufficialmente il 9 luglio 1946 quando Battista Ribola (classe 1915), artigiano costruttore di reti per i pescatori del Lago d’Iseo e per l’uccellagione da «roccolo», iscrisse la sua impresa all’Ufficio Provinciale del Commercio e dell’Industria di Brescia; Mario Ribola, terzo figlio di Battista dopo Luigi e Giuseppina e prima di Franca, è nato a Sale Marasino l’11 luglio 1946, ha imparato dal padre a costruire reti con fili di cotone e canapa a 10 anni e poi nel tempo con genialità, intuito, intraprendenza e tanto lavoro ha fatto decollare quella piccola impresa a livelli internazionali cavalcando prontamente negli anni Sessanta la «rivoluzione della plastica» (dai fili di canapa e cotone ai fili di polietilene, polipropilene, poliestere, nylon) e diversificando, dilatando progressivamente la produzione ad una gamma di applicazioni vastissima. 

Il protagonista di una storia
costruita con intelligenza e passione
Insomma, non poteva che essere lui, «il Mario», il protagonista della festa. Lui che dopo aver dispensato grasse risate tavolo per tavolo con il suo sterminato repertorio di barzellette si è asciugato gli occhi dietro gli occhiali, si è soffiato il naso e ha sconfitto il magone quando ha ricevuto dai suoi dipendenti («Non ho mai dovuto licenziare nessuno») la targa che gli hanno donato per i settant’anni dell’azienda  e per i suoi; lui che pure ricorda sempre di far parte di una famiglia nata dall’amore tra papà Battista, il fondatore, e quella gran donna di Isabella Archetti, la sua mamma: «Sono circondato da figli e nipoti che rappresentano il futuro. Se saranno interessati a continuare il nostro lavoro gli darò una mano». C’erano tutti, naturalmente, «i figli e i nipoti», insieme a oltre duecento ospiti tra amici, collaboratori, fornitori, clienti, giornalisti  che si sono trovati davanti ai capannoni dello stabilimento di Provaglio d’Iseo dove 13 telai, 3 orditoi e altri macchinari tessili d’avanguardia nel 2015 hanno prodotto e venduto 500 mila kg di reti per 50 Paesi del mondo alimentando un fatturato di oltre 6 milioni di Euro («Il fatturato negli ultimi anni è cresciuto costantemente del dal 3 al 5%»).  Hanno organizzato tutto loro, «i figli e i nipoti»,  «mi hanno anche fatto mettere questa camicia qui con le iniziali M.R.»: Isabella, la figlia di 39 anni,  sposata con Federico Consoli, che l’ha reso nonno ragalandogli i due nipotini gemelli Leonardo e Riccardo; Antonello e Massimiliano, i figli della sorella Franca; Marilde (moglie di Andrea, mamma di Giosuè e di Giacomo) e Anna, le figlie della sorella Giuseppina detta «Giusy». E naturalmente, sempre accanto a lui, c’era Rita, la donna della sua vita, sua moglie da quarant’anni, con quegli occhi di smeraldo dei quali si innamorò il giovane scatenato che oltre a far crescere l’azienda fondata da papà Battista praticava corsa a piedi, ciclismo, vela, sci alpinismo, apriva vie di sesto grado sull’Adamello, faceva spericolate gare di motocross. «Era un vulcano – ricorda la signora Rita Bianchi in Ribola – con una voglia di vivere e una carica di entusiasmo travolgenti. Io ero l’opposto, timida e riservata. La sua personalità mi ha dato la scossa, mi ha conquistata».  Rita l’ha seguito anche in azienda («Lavoro ancora oggi, ogni giorno, a fianco di Mario, come mia figlia e i miei nipoti») e il vulcano non ha mai smesso di produrre lapilli e lava infuocata di idee, progetti, investimenti come nel suo essere scorresse una corrente di perenne giovinezza. «Come sto oggi a settant’anni? – si chiede il Mario – Come se ne avessi venti, tale e quale…».
 

Nello stabilimento di Provaglio
dove lavorano macchine meravigliose
Esprime il concetto mentre sta facendo visitare agli ospiti lo stabilimento di Provaglio d’Iseo aperto nel 1997 su un’area produttiva di 8500 mq, dopo il trasferimento dalla prima sede di Sulzano dove erano arrivati i primi telai d’occasione «che all’inizio si facevano andare a mano perché mancava ancora la corrente». Ecco le «cantre» su cui vengono ordite le rocche di filo per riempire i «subi» a loro volta montati sui telai per la tessitura che comporrà le diverse trame; ecco i telai «raschel» (tipi di telaio con aghi), macchine di impressionante e affascinante complessità costruttiva che tessono con miracolosa precisione e secernono semilavorati di diverse trame, diversi spessori, diverse dimensioni; ecco macchine che torcono e annodano cordini e cordoni dai diversi diametri e per diversi utilizzi; ecco dime per comporre «quadri» di reti rinforzate all’interno con fili di acciaio per arrampicate artificiali e parchi giochi. E poi il reparto confezione dove si taglia, si borda, si dimensiona secondo le esigenze e le committenze; l’angolo riservato ancora alla pesca curato in particolare dalla sorella Franca; una dipendente che fa vedere come si facevano una volta le reti a mano («Mi ha insegnato proprio il signor Mario, che è bravissimo»); il «plotter» per  stampare i marchi con cui clienti e sponsor possono personalizzare le loro reti; il laboratorio con i macchinari e gli strumenti che valutano scientificamente capacità di tenuta, elasticità e resistenza delle diverse tipologie di prodotto. Produzione industriale dall’anima artigianale, specializzazione,  qualità certificata nel 2006 secondo le norme UNI EN ISO 9001. Dallo stabilimento  di Provaglio escono reti di protezione e delimitazione per piste da sci («La prima prodotta nel 1964 per proteggere un punto particolarmente pericoloso sulla pista del Corno d’Aola a Ponte di Legno»), reti per tutti gli altri sport (calcio, calcetto, tennis, pallavolo, beach volley, beach tennis, hockey, pallamano, pallanuoto), reti anticaduta (certificate secondo la norma UNI EN 1263-1), reti di recinzione, reti per parchi gioco e parchi avventura, reti per la caccia, per la pesca e gli allevamenti ittici, per l’agricoltura (antigrandine, raccolta olive)  e per l’attività venatoria.

La prossima tappa dello sviluppo:
le «reti sottili» e l’abbigliamento
Ma per il vulcano non basta ancora. Come negli anni Novanta la sede di Sulzano era diventata non più sufficiente a sostenere una produzione che cresceva costantemente, anche oggi lo stabilimento di Provaglio non basta più per i prossimi progetti. Bisogna allargarsi. Finalmente si sono sbloccati i permessi per utilizzare ad uso industriale 3000 dei 9000 metri quadrati che la FAR aveva da tempo acquistato nel terreno adiacente l’attuale stabilimento. «È tutto a posto – dice Marco Simonini, sindaco di Provaglio dal 2014 -  Abbiamo approvato in Consiglio Comunale la variante al Piano di Governo del Territorio per definire la destinazione d’uso.  Il Mario può costruire il nuovo capannone e sono contento perché devo dire che pochi imprenditori privati contribuiscono a sostenere diverse iniziative della vita comunitaria con la sua stessa generosità». Il nuovo stabilimento per fare cosa? «Per la produzione delle cosiddette reti sottili – risponde il Mario – quelle che ancora ci mancano. Sono quei tipi di reti finissime che si utlizzano nell’abbigliamento». Eccolo qua il nuovo lapillo che schizza dal vulcano: irrompere nel mondo della moda! Non solo le piste da sci e lo sport, non solo l’industria automobilistica (le retine dei bagagliai di altre applicazioni nell’abitacolo), non solo tutto il resto comprese la vecchia pesca e la vecchia caccia: ecco che parte la sfida per competere anche in quell’universo-moda che vale miliardi nei conti della bilancia commerciale italiana. Ma quante macchine nuove? Quanti nuovi operai (adesso sono 37) saranno assunti per la nuova attività? Quale fetta di fatturato in più? «Calma. Teniamo come sempre i piedi per terra. Faremo un passo per volta. Adesso, intanto, andiamo a mangiare». 

Tra gli amici di casa
e gli «amici di spiaggia»
Da Provaglio d’Iseo a Borgo Santa Giulia, un antico complesso elegantemente ristrutturato e diventato resort di alta classe, per l’occasione (eccezionale) animato da un terzetto jazz (chitarra, contrabbasso, batteria) di ottima qualità. Antipasto-buffet all’aperto in una bella giornata assolata tra le ondose colline di Franciacorta trapuntate di vigne, con il Mario che si divide per le foto e per mille battute tra un amico e l’altro. C’è il commercialista di fiducia ma anche il compagno di avventure fotografiche, perché il Mario è anche iscritto al Circolo Iseo Immagini e partecipa a mostre di fotografia artistica; c’è Silvano Vidori che arriva dritto dal mondo della neve dove è  stato grande allenatore e dove lavora come espertissimo installatore di  reti del «tipo A»; ci sono diverse autorità locali (oltre al sindaco Simonini), giornalisti di rango come Giorgio  Lonardi di Repubblica e Riccardo Venchiarutti, redattore del TG3 della RAI nonché sindaco di Iseo, che ha vissuto in prima persona il grande evento della passerella sul lago di Christo; ci sono gli amici di Sale Marasino, Peschiera Maraglio, Monte Isola, i luoghi bresciani delle sue radici, ma anche gli «amici di spiaggia» di Jesolo, il mare dove è sempre andato con la famiglia. Nella grande sala del pranzo i tavoli rotondi da otto sono segnalati con i nomi di tutti gli sport e di tutte le altre attività dove le reti FAR giocano la loro parte fondamentale. Il Mario sta seduto poco e non si sa quanto mangi. Si sposta tra i tavoli, saluta, ride, scherza, spara l’ultima barzelletta che gli viene in mente (un poco osée…). È un giorno di emozioni e di gioia l’8 ottobre 2016: si festeggiano i 70 anni della FAR di Provaglio d’Iseo e i 70 anni di Mario Ribola, figlio di Battista e Isabella Archetti. Quando, tra le sorelle Franca e Giusy, ha tra le mani la targa che gli hanno donato i suoi dipendenti, il Mario si commuove, si soffia il naso, si asciuga una lacrima e dice: «Ci vediamo tra altri settant’anni». Attenzione, non è una barzelletta: il vulcano, per quanto commosso, forse non sta scherzando.

www.far-reti.it