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Federfuni Italia

Category: Portfolio Created: Mercoledì, 09 Novembre 2016 13:53 Hits: 588
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«Due anni dopo: gli obiettivi raggiunti,
gli obiettivi  ancora da raggiungere»

A Modena, durante le giornate di Skipass, proprio dove nel 2014 la nuova organizzazione di rappresentanza degli impiantisti era nata con una scissione dall’ ANEF, i dirigenti dell’Associazione hanno tracciato un dettagliato bilancio del lavoro svolto e hanno individuato le problematiche ancora irrisolte sulle quali concentrare l’impegno nel prossimo futuro. In primo piano, tra le altre, il rifinanziamento delle leggi che consentono il sostegno pubblico alle imprese del trasporto funiviario nelle regioni a statuto ordinario nel rispetto della stessa ispirazione costitutiva dell’Associazione, volta a tutelare gli interessi di tutti gli esercenti funiviari di tutti i territori montani, più o meno privilegiati

di Andrea Formento e Andrea Colla
presidente e vicepresidente vicario di Federfuni Italia
(nella foto rispettivamente a destra e al centro)

Lo slogan dell’assemblea costitutiva di Federfuni Italia era stato: «Una nuova governance per la montagna». Due anni dopo la nostra nascita, questo slogan è per noi più che mai valido. È una frase che racchiude in sé il desiderio di rilancio dell’intero comparto montano, non solo funiviario ma delle economie di aree vaste seppur poco popolate, dove il territorio deve essere posto al centro di ogni analisi e di ogni p

rospettiva di sviluppo, dove ai residenti devono essere garantiti livelli occupazionali tali da consentire la permanenza «in loco» contrastando così lo spopolamento delle vallate, la conservazione del contesto ambientale e del patrimonio storico, artistico, culturale e immobiliare. In questo contesto è indubbio che le aziende funiviarie assolvono anche ad una funzione di presidio sociale. Abbiamo così immaginato una associazione che potesse superare quelle che in passato sono state le divergenze sulle modalità di assunzione degli indirizzi, delle strategie e dell’allora organizzazione associativa. Siamo partiti da una diversa impostazione di carattere gestionale e decisionale, con lo studio della revisione delle regole di governance e delle maggioranze deliberative che da sempre hanno condotto l’associazione di categoria non solo in ordine agli obiettivi da raggiungere ma soprattutto sulle scelte strategiche per il loro raggiungimento. Abbiamo impostato e adottato un nuovo testo di Statuto, innovativo, che prevedesse tutto ciò ispirandosi ad alcuni punti cardine della visione che ci ha ispirati: rappresentiamo le aziende italiane, grandi o piccole che siano, e ne difendiamo gli interessi; rappresentiamo il territorio, tutto il territorio, e i problemi di uno diventano i problemi di tutti; raccogliamo le necessità dai nostri associati e le necessità di un singolo diventano le necessità di tutti; ciò che facciamo lo facciamo per tutti e nell’interesse di tutti.

L’organizzazione interna
garanzia di rappresentatività
Fondamentali sono stati la scelta di  una nuova denominazione; il rinnovo degli organi sociali, l’assegnazione di un ruolo ai territori mediante l’individuazione di 5 aree omogenee affinché i loro rappresentanti in Consiglio portassero in Associazione le differenti esigenze di ciascuna di esse; la preventiva definizione del numero dei consiglieri e del numero di questi assegnati in rappresentanza di ciascuna regione; l’assegnazione della rappresentanza dell’Associazione al presidente ma anche ai vicepresidenti per i rapporti politici e per quelli di area omogenea; la definizione degli obiettivi e dei quorum costitutivi e deliberativi per Consiglio e Assemblea.

Gli organi decisori dell’Associazione sono stati così strutturati:
Associati: iscritti con le caratteristiche di sempre con le medesime attribuzioni, ma con le precisazioni più avanti illustrate in merito alle maggioranze deliberative
Consiglio Direttivo: è stato opportuno definire il numero massimo dei componenti e la distribuzione degli stessi tra le singole regioni prevedendo un presidente e più vicepresidenti, ciascuno proveniente da ciascuna area omogenea con le competenze di sempre e con le maggioranze deliberative in seguito elencate
Comitato di Presidenza: composto dal presidente dai vicepresidenti e da un componente ulteriore per ciascuna area omogenea. Questi costituiscono altresì gli eventualli gruppi di lavoro e sono responsabili dei progetti dell’Associazione con i compiti attualmente previsti.
Le aree omogenee individuate sono: 1) Val d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia; 2)Trentino, Alto Adige; 3) Veneto, Friuli; 4) Toscana Emilia, Marche, Umbria; 5)Abruzzo, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e altri.
Tutte le decisioni dell’Associazione sono deliberate dal Consiglio Direttivo, dall’Assemblea degli associati e dal Consiglio di Presidenza per quanto di loro competenza nel rispetto dello Statuto, con le maggiornaze degli aventi diritto previste dallo stesso Statuto in relazione agli argomenti dibattuti.

DECRETO MILLEPROROGHE.
L’iniziativa è stata avviata nella primavera del 2014 per cercare di risolvere definitivamente la questione della «fine vita tecnica». Si sono tenute numerose riunioni sia in Regione Toscana che al Ministero con il sottosegretario De Angelis e con i parlamentari toscani. È proseguita nell’autunno di quell’anno arrivando quasi ad ottenere il risultato principale quando un testo che prevedeva l’eliminazione della vita tecnica è stato inserito nel collegato alla  Legge di Stabilità. Per alcune problematiche tecniche il provvedimento non è stato portato a compimento. Abbiamo quindi sostenuto con forza l’esigenza di un inserimento nel «Milleproroghe». Le pressioni hanno prodotto il risultato sperato e con la conversione in legge del provvedimento tutti gli impianti di risalita hanno potuto godere di un ulteriore anno di servizio oltre la scadenza prevista ed un anno aggiuntivo in caso di revisione generale. È stato anche il provvedimento che ha messo in luce la necessità di rivedere tutto il concetto di «fine vita tecnica». Questo è stato un ulteriore risultato ottenuto da coloro che poi si sono costituiti in Federfuni Italia, così come le diverse proroghe ottenute nel corso degli anni sono state ottenute grazie al contributo fondamentale dei rappresentanti delle Regioni che poi hanno costituito Federfuni Italia.

ABOLIZIONE VITA TECNICA IMPIANTI
Ecco il testo dell’art.31 bis della legge 164:
1 – I termini previsti dal paragrafo 3.1 delle norme regolamentari di cui al Decreto del Ministro dei Trasporti 2 gennaio 1985, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale nr. 26 del 31 gennaio 1985, relativi alla scadenza di vita tecnica complessiva massima degli impianti a fune, non si applicano ai medesimi impianti che risultano positivi alle verifiche effettuate dai competenti uffici ministeriali secondo i criteri definiti con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente Decreto.
2 – Nelle more dell’emanazione del Decreto Ministeriale di cui al comma 1, gli impianti la cui vita tecnica, compresa l’eventuale proroga prevista dalle vigenti disposizioni di legge, non è scaduta possono godere di una proroga di un anno, previa verifica della loro idoneità ai fini della sicurezza dell’esercizio da parte dei competenti uffici ministeriali.
3- Possono godere dei benefici di cui ai commi 1 e 2 anche gli impianti la cui vita tecnica, compresa l’eventuale proroga prevista dalle vigenti disposizioni di legge, è scaduta da non oltre due anni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, previa verifica della loro idoneità ai fini della sicurezza dell’esercizio da parte dei competenti uffici ministeriali

DECRETO PERSONALE
L’approvazione del Decreto in fase di costituzione di Federfuni Italia ha impedito la nostra partecipazione attiva alla sua definizione che ha formalmente e sostanzialmente cambiato l’organizzazione del nostro personale. Tuttavia siamo riusciti a canalizzare l’attenzione della commissione tecnica su alcune idee e proposte della nostra Associazione. Riteniamo che questo Decreto possa e debba essere in buona parte migliorato e ci faremo carico di rivendicarne la necessità. Proporremo la revisione di alcune parti dello stesso utilizzando l’esperienza maturata nell’anno appena trascorso, primo anno di applicazione del Decreto, che ha messo in evidenza alcune difficoltà di applicazione.

LEGGE 25 NOVEMBRE 2015 nr.185, ART.10, COMMA 2BIS
Nelle more dell’emanazione del D.M. 1/12/2015 nr. 203 che, ai sensi dell’art. 31 bis della legge 164/2014 avrebbe dovuto essere emanato entro sei mesi e che invece ha visto la luce solo dopo più di un anno, si è reso necessario provvedere all’ottenimento di una proroga dei termini previsti dal comma 2 del citato art. 31 bis. Questo per consentire agli impianti in scadenza o già scaduti da meno di due anni di poter essere eserciti ancora nella stagione 2015/16 prima del compimento delle revisioni previste per la proroga di vita tecnica. L’attività politica di Federfuni Italia in questo frangente è stata determinante.

NUOVO DECRETO 23/85
È il decreto attuativo dell’art. 31 bis della legge 164 dell’11/11/2014, legge di conversione del «Decreto Sblocca Italia». Il provvedimento che ha consentito l’eliminazione del concetto di «fine vita tecnica» degli impianti a fune. Il Decreto avrebbe dovuto essere emanato entro l’11 maggio 2015; tuttavia, a causa dei tempi della burocrazia italiana, la data è slittata all’1/12/2015, Il Decreto è stato teatro di confronto a volte anche serrato tra il Ministero e le associazioni di categoria, tra le quali la nostra. Abbiamo difeso con forza e determinazione gli argomenti tecnici che ritenevamo fondamentali per la buona gestione delle nostre aziende. Federfuni è stata l’associazione più attenta e presente nella stesura e nella definizione del testo normativo ed altresì nella gestione dei rapporti politici ad altissimo livello. Riteniamo che questo argomento abbia fortemente evidenziato l’importanza, in questo momento, della presenza di due diverse associazioni. Tutelando le diverse esigenze dei diversi territori rappresentati hanno creato le giuste condizioni per costringere la politica nazionale ad affrontare gli argomenti e a trovarne le soluzioni. Il risultato è stato un grande successo. Non accadeva da trent’anni. Ed è stato il successo di tutti, di entrambe le associazioni, dei nostri associati, dei tecnici che hanno lavorato per realizzarlo. Il successo dell’intero settore impianti a fune!

APPLICAZIONE DEL D.M. NR.203–D.M. 7/172016 NR. 1
Si tratta del decreto di applicazione dei contentui previsti dal D.M. 1/12/2015 nr. 203 che ha abolito la scadenza di vita tecnica. Il D.M. nr 1 disciplina le procedure di applicazione del citato decreto in materia di revisioni periodiche, adeguamenti tecnici e di varianti costruttive. Discende da parte del testo del D.M. nr. 203 che era stata stralciata per costituire una sorta di «regolamento». Anche in questa occasione l’apporto tecnico di Federfuni è stato determinante per la stesura dei testi normativi.

RINNOVO CCNL IMPIANTI A FUNE
Lo scorso 12 maggio 2016 a Courmayeur è stato firmato il rinnovo del Contratto Colletivo Nazionale per gli addetti degli impianti di trasporto a fune. Federfuni Italia non è stata chiamata e accettata al tavolo della discussione; abbiamo però potuto constatare, con non poca soddisfazione, che le parti migliorative del nuovo CCNL consistono tutte in proposte da noi avanzare nel corso della trattativa di rinnovo del 2013 con il non dimenticato «documento Colla». Abbiamo ora visto le nostre proposte discusse e in parte recepite, la qual cosa ci porta a poter dire che la nascita della nostra Associazione è servita quindi anche a questo!. Una nostra presenza al tavolo, a fianco di ANEF, avrebbe potuto consentire un risultato ancora migliore, con accordi di maggior favore per tutte le categorie coinvolte, che avrebbero visto il CCNL quale strumento di ulteriore garanzia di occupazione in cambio di maggiore flessibilità operativa e sgravi fiscali e contributivi. Siamo ormai abituati ad attendere… Ci auguriamo che questo si renda possibile al prossimo rinnovo tra tre anni.

DECRETO FUNI
Nella fase di discussione del cosiddetto «Decreto Esercizio», di prossima emanazione, la nostra Associazione ha più volte sensibilizzato il Ministero dei Trasporti ad affrontare entro breve la questione relativa al mantenimento in esercizio delle funi. Questo al fine di definire prima dell’inizio della stagione di manutenzione le nuove regole che si era richiesto di adottare. Le nostre istanze sono state accolte, la parte riguardante le funi è stata stralciata ed è confluita in uno specifico provvedimento (il D.M. 18/5/2016 nr. 144) molto più favorevole alle necessità delle nostre aziende, seppur sempre con la dovuta attenzione al rispetto dei canoni di sicurezza.

DECRETO MADIA
In data 19/8/2016 il Presidente della Repubblica ha emanato il D.LGS 175- Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica. Fra la versione approvata dal Governo e il testo definitivo è stato inserito il comma 7 all’art. 4 che recita: «Sono altresì ammesse le partecipazioni nelle società aventi ad oggetto sociale prevalente la realizzazione e la gestione di impianti di trasporto a fune per la mobilità turistico-sportiva eserciti in aree montane». Si è risolto così l’annoso problema in capo a enti pubblici e piccoli comuni di mantenimento degli impianti sciistici nelle località montane. Determinante l’azione della nostra Associazione. Un particolare ringraziamento va al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, onorevole Enrico Costa, sempre attento alle esigenze della nostra categoria.

IMU
È storia recente il provvedimento della Corte di Cassazione Veneto che ha assimilato le nostre aziende ad aziende turistiche e che conseguentemente a ciò ha assoggettato alla tassazione IMU gli impianti a fune. Le conseguenze economiche e non solo sono note a tutti. Federfuni Italia si è subito attivata ed ha ottenuto un’audizione alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati dove ha difeso fermamente la propria attività di trasporto. Ha quindi perseguito una attiva campagna di contestazione del provvedimento e di richiesta di revisione della normativa da parte del Governo, anche al fianco di UNCEM nazionale. Possiamo ora dire che la questione è sostanzialmente risolta: la legge 208/2015 «legge di Stabilità» ai commi 21 e seguenti ha normato i provvedimenti di esenzione dei cosiddetti «imbullonati» che, di fatto, contemplano anche gli impianti a fune. La successiva circolare 2/2016 ha tradotto in pratica tali esenzioni.

Le prossime sfide
da affrontare e vincere
Federfuni Italia dovrà ora occuparsi di:
a)    Decreto Esercizio
b)    Decreto Infrstruttura
c)    Finanziamento leggi 140/99 e 166/02 a sostegno degli investimenti
d)    Nuovo Decreto Madia sui contratti pubblici
e)    Revisione legge 363/2003 e nuovi contributi

DECRETO ESERCIZIO
Sono state completate la revisione e la nuova stesura del Decreto Esercizio che regolamenterà il nostro settore per i prossimi anni. L’argomento  è di estrema importanza e molto delicato. La discussione è stata affrontata con tutte le necessarie cautele e analisi atte a una rapida approvazione ma anche e soprattutto a una attenta considerazione. Federfuni ha ottenuto l’inserimento dei propri tecnici nella commissione ministeriale che se ne è occupata. Abbiamo partecipato alle riunioni convocate dal Ministero con le altre Associazioni (ANEF, ANITIF e ACIF) e contribuiremo ai lavori come sempre in maniera determinata nell’interesse dei nostri associati. Il testo del Decreto è stato inviato all’Unione Europea ed è ritornato con alcune richieste di chiarimento.

DECRETO INFRASTRUTTURA
La recente emanazione del Decreto Infrastruttura ha costituito una importante innovazione sotto il profilo tecnico-progettuale per la costruzione dei nuovi impianti a fune. Il Decreto, che ha avuto un lungo periodo di gestazione, nella sua applicazione pratica ha già evidenziato alcuni limiti e problematiche che richiederanno nei prossimi anni un processo di aggiornamento e correzione. L’argomento è di estrema importanza e molto delicato. La discussione dovrà essere affrontata con tutte le necessarie cautele e analisi che ne consentano sia una rapida approvazione che, anche e soprattutto, una attenta considerazione. Federfuni ha ottenuto l’inserimento dei propri tecnici nella commissione ministeriale che se ne occuperà. Parteciperemo alle riunioni convocate dal Ministero con le altre Associazioni (ANEF, ANITIF e ACIF) e contribuiremo ai lavori come sempre inm maniera determinata nell’interesse dei nostri associati.

FINANZIAMENTO LEGGI 140/1999 E 166/2002
UN CONTRIBUTO PER LE REGIONI A STATUTO ORDINARIO
Questo è un tema a tutti noi molto caro. Lo consideriamo una sorta di redistribuzione degli interventi pubblici nel nostro settore. Troppe volte ci siamo ritrovati di fronte a situazioni che hanno visto importanti interventi pubblici a sostegno di aziende che operano nelle regioni a statuto speciale del Nord Italia. Troppe volte abbiamo sentito forte la concorrenza di queste realtà verso le  nostre stazioni che debbono vivere solo, o in larga parte, dell’intervento di privati, siano essi singoli imprenditori o gruppi più compositi di operatori economici. Troppe volte i nostri bilanci hanno presentato e presentano tuttora passivi importanti dovuti quasi esclusivamente all’ammortamento delle spese riferite a importanti investimenti effettuati solamente con capitali propri. Riteniamo che  sia giusto che il sostegno pubblico che avviene in queste realtà debba avvenire anche nelle regioni a statuto ordinario che però, purtroppo, a causa del continuo taglio delle risorse si trovano ormai nell’impossibilità di effettuare qualsiasi intervento. Ecco che allora diventa una priorità il rifinanziamento da parte dello Stato di queste due leggi che hanno consentito nei primi anni 2000 un forte rinnovamento degli impianti di risalita nelle stazioni situate nelle regioni a statuto ordinario. Riteniamo che questo sia il momento giusto per colmare, almeno in parte, il forte divario tra i diversi territori. Le nostre società vivono un periodo di grandi difficoltà e forte è il rischio di chiusura. Richiediamo l’attivazione di forme di sostegno, non di sussidio, alle nostre aziende che muovono l’interno turismo della montagna italiana e tutta la sua filiera economica, garantendo occupazione, sviluppo e prosperità a territori che diversamente verrebbero ocompletamente abbandonati. Su solleciazione della nostra Associazione, la Regione Piemonte si è resa disponibile a fare da capofila nei confronti del Governo. Il presidente Sergio Chiamparino ha scritto ad alcuni colleghi di altre regioni, ottenendo un pronto riscontro  di adesione all’iniziativa. La discussione si sposta ora in sede parlamentare nella fase di dibattito della Legge di Stabilità 2016.

DECRETO MADIA SUI CONTRATTI PUBBLICI
Il tema delle concessioni per la costruzione ed esercizio degli impianti è alquanto delicato, soprattutto dopo l’emanazione della direttiva europea che ne impone la messa a gara. Il nuovo Decreto Madia sui contratti pubblici recepirà tale norma. La nostra Associazione si è pertanto  attivata nei confronti del Governo e dei Presidenti di tutte le regioni coinvolte per chiedere un raccordo normativo fra le disposizioni del Decreto Madia nr. 175 e del  decreto «in itinere», segnalando la necessità di una previsione normativa che escluda dalle modalità di affidamento ad evidenza pubblica le società di impianti a fune, quantomeno quelle società riadenti nelle casistiche di cui al citato art. 4 comma 7 del D. LVO 175/2016 (Società a partecipazione pubblica).

REVISIONE LEGGE 363/2003 E NUOVI CONTRIBUTI
Si è tenuta martedì 25 ottobre a Roma, alla presidenza del Consiglio dei Ministri, presso  la segreteria del sottosegretario Luca Lotti, la prima riunione per la revisione della legge nr. 363 sulla sicurezza in pista. Oltre all’onorevole Roger De Menech erano presenti tutte le parti interessate ad una nuova regolamentazione della legge. La FISI era rappresentata dal presidente Flavio Roda. Federfuni Italia era rappresentata dal vicepresidente vicario Andrea Colla e dal consigliere Giampiero Orleoni, presidente di ARPIET (Associazione Regionale Piemontese). Erano anche presenti altri soggeti portatori di interesse, fra i quali gli impiantisti di ANEF, l’ANPAS-CRI, i Maestri di Sci con COLNAZ e AMSI, Special Olympics e FISIP, l’Associazione «Il sorriso di Matilde», la trasmissione RAI «Linea Bianca», i gruppi sportivi dell’Esercito rappresentati dal colonnello Marco Mosso. L’incontro è stato positvio ed è stato predisposto un disegno di legge che a breve inizierà il proprio iter in Parlamento. Federfuni Italia ha apportato un contributo fondamentale alla stesura del testo di legge prevedendo alcuni aspetti altamente innovativi ripresi dalla normativa regionale piemontese (L.R. 26/1/2009 nr.2 e S.M.I).

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