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Giovanna Della Cagnoletta - MontagnaOnline.com

Giovanna Della Cagnoletta

Category: Portfolio Created: Sabato, 24 Settembre 2016 08:27 Hits: 957
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La signora di GEA, produttrice
di giochi e di divertimento

Figlia di un pioniere dell’innevamento tecnico, è cresciuta tra Bormio e Livigno, ha studiato a Milano. Nel 2000 ha dato lo stesso nome di una divinità greca all’azienda di Langhirano che in sedici anni è diventata leader nel settore degli allestimenti ludici destinati ai bambini e alle famiglie, per le stazioni invernali ma non solo…

Nella mitologia greca Gea era il nome della divinità primigenia moglie di Urano e madre di Giove ma Giovanna Della Cagnoletta non pensava a lei quando nel 2000 ha battezzato la «sua» Gea Fun Specialist, oggi azienda leader nel settore di prodotti, allestimenti e servizi per il gioco, lo svago e il divertimento destinati per il 40% della produzione alla montagna bianca dell’inverno. «Quel nome è stato scelto da me così, per caso. Ho scoperto dopo che era lo stesso della dea madre terra degli antichi greci e mi è piaciuto ancora di più». A quel punto, a quella nascita ufficiale da cui si è sviluppata una attività in costante crescita che vede oggi l’azienda di Langhirano presente non solo in Italia ma in numerose Nazioni europee, era arrivata una giovane donna animata da «un forte bisogno di indipendenza», la maggiore («Dopo di me sono arrivati Francesca e Paolo») dei figli di Mario Della Cagnoletta, negli anni Ottanta intraprendente pioniere dell’innevamento tecnico («Usciva  di notte per annusare l’aria e valutare le temperature»)  con il marchio Valteco. La famiglia ha le radici in Valtellina («Mio padre, che ha 79 anni, esattamente trenta più di me, ha sempre sciato finché ha potuto e io, come mia sorella e mio fratello, ho imparato a sciare piccolissima, letteralmente con il ciuccio in bocca, tra Bormio e Livigno») ma la formazione scolastica avviene a Milano e dintorni.  Giovanna si diploma in lingue in una scuola sperimentale e Cernusco sul Naviglio e segue un corso parauniversitario in scienze turistiche alla Bocconi. Padroneggia disinvolta l’inglese, governa con una certa autorevolezza il francese,  mastica con volonteroso impegno il tedesco. E, soprattutto, vuole lavorare. «Ho cominciato subito, a 19 anni, nell’azienda di famiglia a fianco del presidente». Il «presidente», per chi non l’avesse capito, è papà Mario. Insieme a lui, dopo altre diverse esperienze lavorative («Alcuni anni in una società di morsetteria e altrettanti a Telepiù come segretaria del Direttore Tecnico dell’emittente») negli anni Novanta avvia la diversificazione orientata ad affiancare alla produzione dei «cannoni sparaneve» quella per la realizzazione di componenti, attrezzature, installazioni per lo svago e il tempo libero vedendo quanto questo tipo di attività fosse già viva negli Stati Uniti o in Francia. «Il primo prodotto – ricorda Giovanna - fu lo snowtubing che importai dagli Stati Uniti dove ero stata proprio per vedere come fosse sviluppato quel settore oltreoceano». In pochi anni il catalogo di prodotti si arricchisce, la clientela aumenta e le prospettive di crescita di quel segmento produttivo si fanno credibili. Quando, nel 2000, Della Cagnoletta cede Valteco a Sergio Lima si rende dunque necessario dare un nome proprio e autonomo all’attività. Giovanna dice Gea, e Gea sia. «All’inizio ci siamo concentrati quasi esclusivamente sulla montagna e sull’inverno, per i primi 4-5 anni il grosso del nostro fatturato proveniva dalla stazioni sciistiche. Il mio prodotto forte si chiamava  Fantaski, me lo aveva ceduto Ernesto Bassetti. In Italia non è stato facile proporre il nostro tipo di produzione perché nel nostro Paese non è radicata una cultura dello svago, del “loisir” come ad esempio in Francia».  Ma le cose stanno cambiando: i parchi-gioco, le installazioni ludiche, i  percorsi didattici, i gonfiabili e i «materiali morbidi» diventano un’attrazione sempre più rilevante per i bambini e quindi per le famiglie. Gea vanta oggi un catalogo vastissimo per outdoor e indoor, produzioni in materiali plastici ma anche in legno, per la montagna, per le città e per il mare («Anche se è sempre l’inverno a fare la parte del leone»). pharmacy Per la neve ha inventato SkiBimbo Tech, un percorso di discesa monitorata e «computerizzata» per i bambini;  a Livigno ha attrezzato «The Beach» un’area destinata a freestylers e snowboarders dove compaiono grandi sagome di squali; a Carezza è nato con Gea un parco per bambini chiamato «Naniland» dove rivivono i personaggi e le storie della saga di Re Laurino. Sono soltanto tre esempi delle mille realizzazioni che «vengono pensate, progettate e realizzate in stretto contatto con la committenza, ascoltando le sue esigenze e andando incontro alle sue aspettative».  Gea, «compatibilmente con un clima economico certamente non favorevole», in questi sedici anni è cresciuta e sta crescendo ispirandosi sempre al principio della qualità. Ma in questi sedici anni è anche successo che Giovanna, durante una fiera, ha conosciuto  Matteo Pulli e che dal loro riuscitissimo fidanzamento perenne sono nati Pietro e Giacomo, rispettivamente dieci e undici anni, sciatori provetti, appassionati e impegnati come il loro papà pur senza approdare all’agonismo.
«E io? Mai fatta una gara in vita mia. Io sono una sciatrice contemplativa – dice Giovanna – scio bene, naturalmente, ma sulla Stelvio di Bormio non mi preoccupo più di tanto se i miei tre uomini mi lasciano abbondantemente indietro.  A me la montagna bianca piace tantissimo, l’ho sempre avuta nel cuore. Ma mi piace viverla in totale relax, magari da sola, anche soltanto prendendo il sole su una sdraio. Negli ultimi anni mi sono avvicinata allo sci di fondo, di solito molto snobbato dai discesisti.  È faticoso ma merita di essere provato e apprezzato». Tanto più se da quella disciplina si impara a non mollare mai come fa Gea, che tra passo alternato e passo di pattinaggio ha sempre preferito fare un passo avanti nella creatività e nell’innovazione.