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Cinquant’anni d’amore con la Regina delle Dolomiti - MontagnaOnline.com

Cinquant’anni d’amore con la Regina delle Dolomiti

Category: Portfolio Created: Giovedì, 19 Gennaio 2017 08:27 Hits: 257
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La società Funivie Marmolada della famiglia Vascellari celebra quest’anno le «nozze d’oro» del rapporto con il più grande massiccio montuoso delle Alpi Orientali su cui ha scritto una grande storia di imprenditorialità e innovazione con la costruzione della funivia che da Malga Ciapela sale a Punta Rocca e con una serie di altre straordinarie realizzazioni, tutte concepite per arricchire l’offerta turistica, sportiva e perfino culturale (basta pensare al museo della Grande Guerra) del territorio in cui opera. Ultime in ordine cronologico e inaugurate in occasione di questo importante anniversario, sono i due avveniristici ascensori che faciliteranno il passaggio dalla stazione di Punta Rocca al ghiacciaio e che costituiranno un ulteriore motivo di attrazione per chi vuole vivere da vicino il fascino e i panorami di una delle più belle montagne del mondo

Due ascensori avveniristici e panoramici per rendere la montagna sempre più accessibile agli appassionati di sport, agli amanti della natura d’alta quota o, semplicemente, a chi vuole soltanto provare l’emozione dell’altitudine in sicurezza e comodità. Le Funivie Marmolada festeggiano i primi 50 anni di attività con quello che sanno fare meglio: investire in tecnologia all’avanguardia ampliando l’offerta turistica del territorio in cui sono inseriti. È un modello applicato con successo sia in Marmolada (www.funiviemarmolada.com) che Tofana, a Cortina d’Ampezzo, dove è presente l’altro impianto di risalita gestito dalla famiglia Vascellari: Freccia nel Cielo (www.freccianelcielo.com).

La celebrazione di un’attività
che dura da mezzo secolo

«Cinquant’anni anni sono un traguardo importante, una tappa simbolica della nostra attività che celebriamo anche con un grande risultato tecnologico, per rendere la montagna sempre più alla portata di tutti», commenta Mario Vascellari, presidente della società Marmolada srl. «È questo uno degli obbiettivi centrali del nostro operato – prosegue Vascellari -. Si pensi che dall’iniziale portata di 400 persone all’ora dei primi anni Sessanta già nel 2004 avevamo raggiunto una capacità di trasporto di circa 1.000 persone all’ora, coprendo oggi tre tronconi con un dislivello di oltre 1.800 m e collegando in 12 minuti Malga Ciapela a Punta Rocca». In occasione dell’importante anniversario, un filmato «50 anni di cielo tra la Marmolada e Cortina, tra funivie e famiglia» racconta la storia delle due funivie e della famiglia Vascellari, gli imprenditori che hanno investito in questi due avveniristici e arditi progetti. A completare la ricostruzione storica è stata inoltre realizzata una mostra fotografica sui 50 anni della funivia «Marmolada 50 years moving to the sky», visitabile al piano intermedio del terzo tronco della funivia a Punta Rocca, che racconta il connubio fra la tecnologia e la montagna, una relazione a volte difficile ma che ha portato nel tempo la possibilità a tanti di venire in contatto con una delle montagne più belle al mondo, riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco già nel 2009. Questo percorso iconografico racconta la storia imprenditoriale di una famiglia che ha vissuto il territorio sviluppandone la crescita anche turistica, creando valore per il contesto sociale ed economico nel quale le funivie sono inserite.

I due nuovi ascensori «Otis»,
eccellenza mondiale nel settore

Acciaio e vetro sono i materiali utilizzati per i due ascensori che faciliteranno il passaggio dalla stazione di Punta Rocca al ghiacciaio. Chiamati Rocca e Penia, come le due cime più alte del massiccio della Marmolada, hanno una portata di 42 persone ciascuno e di fatto sostituiscono le quattro rampe di scale, in gran parte esterne alla struttura, che prima erano necessarie per superare i 14 metri di dislivello tra piano di imbarco di Punta Rocca e il ghiacciaio. Grazie alle porte in vetro e alle ampie vetrate delle cabine è possibile ammirare la maestosità delle vette dolomitiche che circondano la Marmolada già dall’ascensore. Realizzati da Otis, un’eccellenza mondiale nel settore, questi si aprono direttamente sulle piste permettendo di raggiungerle agevolmente. Un vantaggio che piacerà non solo agli sportivi, spesso ostacolati dall’equipaggiamento tecnico, ma anche da quanti vorranno apprezzare la montagna in tutta comodità e sicurezza solo per godere di scorci unici ed emozionanti. Inoltre, come prescrive la normativa, ci sono delle scale interne parallele agli ascensori, anche queste panoramiche poiché si sviluppano intorno alle ampie vetrate della struttura. Il progetto ha preso l’avvio circa 3 anni fa. In particolare, della progettazione e del coordinamento delle attività si è occupato lo studio G22 Projects srl di Lana (BZ) (www.g22projects.com) mentre i lavori sono stati realizzati dall’impresa altoatesina Metall Ritten (www.metallritten.com), entrambi con ampia esperienza sul territorio per quanto riguarda le costruzioni in metallo. «La realizzazione di questi due ascensori è stata impegnativa per l’altitudine e la conformazione del luogo: sono stati utilizzati per il trasporto dei materiali i gatti delle nevi, l’elicottero e la stessa funivia per gli ingombri minori. Il vento che arriva a 3.000 metri di altitudine ha costretto, ad esempio, a legare tutti gli strumenti per evitare che volassero via», ha spiegato l’architetto Claudine Holstein dello studio G22 Projects. I lavori sono stati avviati nel maggio 2016 con la perforazione e il successivo consolidamento delle basi dei due ascensori che si muovono su uno strapiombo di circa 1000 metri sulla parete Sud della Marmolada. La struttura riflette i colori della natura nei diversi momenti della giornata grazie all’acciaio e ad un’ampia parte di vetrate che permettono di ammirare lo spettacolare panorama circostante. «L’eccellente risultato è da oggi sotto gli occhi di tutti. Siamo orgogliosi dell’apprezzamento ricevuto dai tecnici e dalle autorità competenti che hanno approvato questo progetto che migliora l’aspetto complessivo della stazione con una struttura architettonicamente innovativa. Infine, ringraziamo le autorità e le istituzioni che hanno partecipato all’inaugurazione e alla benedizione dei due ascensori», afferma Mario Vascellari.

L’offerta turistica
in un territorio baciato dalla bellezza della natura

«La missione della nostra società – dice ancora Vascellari - è quella di ampliare l’offerta turistica del territorio. Con i nostri impianti di risalita promuoviamo ricchi calendari di eventi che hanno l’obiettivo di animare sia la stagione invernale che quella estiva per rendere la montagna una meta turistica da godere tutto l’anno e quest’anno lo facciamo all’insegna del cinquantesimo, che inizia qui in Marmolada e proseguirà in estate in Tofana, dove Freccia nel Cielo a luglio avvierà le sue manifestazioni commemorative». Sui siti delle funivie di Marmolada e di Tofana, infatti, è possibile trovare indicazioni per salire in quota per ammirare le albe spettacolari sulle Dolomiti, magari gustando prelibate colazioni, per provare l’ebbrezza di sciare per primi sulla pista della Bellunese in Marmolada, 12 km di pura adrenalina, o di Forcella Rossa a Cortina la pista più spettacolare e impegnativa di tutto l’anfiteatro dolomitico di Cortina. Ricca l’offerta di aperitivi in alta quota, di eventi musicali nella cornice ineguagliabile delle Dolomiti e l’organizzazione di escursioni, sia invernali che estive, adatte a tutti i livelli: da principianti ad appassionati di sport estremi. Per quanto riguarda lo sci, in particolare, vale la pena di sottolineare che la Marmolada fa parte del comprensorio sciistico più grande del mondo: Dolomiti Superski. È inoltre un importante punto di collegamento per il Sellaronda, uno degli ski tour più suggestivi dell’intero arco alpino che si può percorrere, anche in giornata, attorno al massiccio del Sella attraverso 4 passi dolomitici, Campolongo, Gardena, Sella e Pordoi. Grande attenzione anche alla qualità dellaneve sulle piste con l’utilizzo di strumenti per ottimizzare l’innevamento artificiale che rilevano la profondità della neve per poi innevare solo dove c’è bisogno, con grande risparmio energetico e dell’uso dei battipista.                                      n

Il Museo Marmolada Grande Guerra 3000 m.:
il luogo della memoria per un’intera Nazione

Il Museo Marmolada Grande Guerra 3.000 m.  è il più alto d’Europa ma è anche il primo museo in alta montagna dedicato ai cimeli della Grande Guerra rinvenuti sul massiccio della Marmolada. Nel 2015 l’associazione Museo della Grande Guerra in Marmolada Onlus lo ha rinnovato in occasione delle manifestazioni del Centenario, grazie al finanziamento di Marmolada Srl. Il nuovo Museo è stato ampliato in uno spazio all’interno della seconda stazione della funivia (Serauta). Il filo

conduttore del nuovo Museo è il racconto della vita del soldato tra il tunnel della morte e la galleria della vita in cima ad una montagna, che sicuramente non era un luogo adatto per una guerra.
È un museo interattivo e multisensoriale, adatto a tutti i tipi di visitatore: dal bambino, allo storico, allo sciatore che vuole fare una pausa culturale nella sua giornata sugli sci, immergendosi nella storia della guerra di allora. Il significato più grande di questo museo sta nella volontà di trasmettere i valori di pace e di solidarietà, e ogni anno lo fa presentando nuovi eventi utili a mantenere vivi i ricordi di un tragico periodo vissuto dalle popolazioni di questi territori. Il museo si sviluppa su un’area di 300 mq al secondo piano della stazione di arrivo della funivia a Serauta. Il percorso espositivo inizia con la rampa d’ingresso che rievoca un ponte che attraversa un crepaccio nella Città di Ghiaccio. Da qui si ha accesso alla sala che illustra la vita delle popolazioni locali prima dell’evento bellico e subito dopo alle sezioni dedicate al primo anno di guerra e alla trasformazione da uomo a soldato che costituiscono la premessa a quello che è il cuore del museo. Il visitatore può quindi scegliere di entrare nel lungo tunnel, caratterizzato da diversi ambienti tematici, tra i quali spiccano le ricostruzioni simboliche della baracca italiana e di quella austroungarica. Oltre ad esse, nel tunnel s’incontrano le sezioni dedicate ai lavori di scavo, al soccorso dei feriti e alle cure mediche e alla vita nella Città di Ghiaccio. A fianco del tunnel corre l’ambiente espositivo della trincea, che illustra la realtà della vita in guerra. Dalle grandi vetrate, affacciate sul ghiacciaio e su uno spettacolare panorama, alcuni punti d’osservazione con cannocchiali permettono di vedere le principali postazioni di combattimento della Marmolada.
Nel punto di giunzione dei due percorsi paralleli, l’esposizione prosegue con la parte dedicata allo spostamento del fronte, avvenuto alla fine del 1917, in seguito alla disfatta di Caporetto, e all’ultimo anno di guerra, anno dell’occupazione e anche definito “ann de la fam”. Segue un approfondimento sull’immediato dopoguerra, con la ricostruzione e il lento ritorno alla normalità. Nella parte finale del percorso museale un’intera parete è adibita all’esposizione di documenti cartacei, sistemati in appositi cassetti che li proteggono dalla luce e dall’usura.
Tra gli altri spiccano alcune testimonianze relative al capitano Arturo Andreoletti e al tenente Flavio Rosso, le cui figure vengono approfondite nella sezione successiva, insieme a quella dell’ideatore della Città di Ghiaccio, il tenente ingegnere Leo Handl. Dopo questo viaggio nel passato, si torna all’attualità con le ultime vetrine, dedicate ai recenti ritrovamenti effettuati dai volontari del museo, che da anni si occupano anche della manutenzione della zona monumentale sacra e del percorso esterno di Forcella a Vu. La sala video con alcuni filmati d’epoca è il punto di arrivo di un percorso molto emozionante e vuole essere uno spunto di riflessione e di meditazione su quanto visto durante la visita.