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Il futuro degli impianti a fune tra solide certezze e nuovi traguardi - MontagnaOnline.com

Il futuro degli impianti a fune tra solide certezze e nuovi traguardi

Category: Portfolio Created: Martedì, 06 Giugno 2017 07:14 Hits: 524
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Oltre 350 persone hanno partecipato
al Congresso Oitaf 2017 a Bolzano

Da sinistra: Ing. Markus Pitscheider (Segretario generale dell’OITAF), Mag. Jörg Schröttner (nuovo Presidente di OITAF) e Martin Leitner (Presidente uscente)


Trasporto ed emozione, il futuro delle funivie

L’ 11° congresso dell’Organizzazione Internazionale Trasporti a Fune che si è svolto in giugno a Bolzano con la partecipazione e gli interventi di costruttori, esercenti ed esperti di livello internazionale, ha spalancato le porte alle prospettive di crescita di un settore produttivo nato agli inizi del secolo scorso, cresciuto prevalentemente in montagna al servizio del turismo invernale ma oggi chiamato ad affrontare e risolvere problemi di trasporto nelle situazioni più diverse, a cominciare dalle congestionate metropoli immobilizzate e nevrotizzate dal traffico. «Il segmento degli impianti a fune urbani – ha detto Martin Leitner, presidente uscente dell’OITAF – ha aperto potenzialità di sviluppo enormi». E sta rispondendo alla domanda crescente di una mobilità pulita ed ecologica che si può riflettere con esiti fortemente positivi sul clima sociale

Si è svolto in giugno a Bolzano l’11° Congresso funiviario mondiale che ha ospitato 350 partecipanti provenienti da 30 Paesi. L’alto Adige è stato per la prima volta il palcoscenico di questa periodica occasione di scambio e confronto internazionale di alto livello tra gli operatori del settore funiviario. «Portare questo congresso in Sudtirolo era un obiettivo auspicabile perché qui hanno sede i leader mondiali del settore. L’organizzazione del congresso a Bolzano rappresenta un’occasione e un’opportunità uniche per l’economia e il turismo altoatesini e contribuisce anche a consolidare ulteriormente la posizione dell’alto Adige quale sede eccellente per lo sviluppo di tecnologie alpine», ha dichiarato il Presidente della Provincia Arno Kompatscher in apertura di congresso. L’appuntamento è stato organizzato dall’OITAF in collaborazione con l’EURAC e gli interventi dei relatori sono stati tradotti in cinque lingue. L’OITAF è l’unica organizzazione internazionale del settore funiviario che riunisce gli esercenti e le imprese funiviarie, i costruttori di impianti a fune e le autorità di sorveglianza di 31 Paesi in tutti i continenti allo scopo di promuovere e sviluppare i trasporti a fune. Dal 1984 la sede della segreteria generale dell’OITAF presso l’Ufficio Trasporti Funiviari a Bolzano è diretta dall’ing. Markus Pitscheider. Martin Leitner, presidente uscente dell’organizzazione ha detto: «Negli ultimi sei anni, dal congresso di Rio de Janeiro nel 2011 che ho avuto l’onore di presiedere, il settore funiviario ha fatto passi da gigante. Gli impianti a fune sono diventati una soluzione concreta ai problemi di mobilità. All’impiego nel settore del turismo e degli sport invernali, la cui dimensione è rimasta costante, si è aggiunto il segmento degli impianti a fune urbani, che ha aperto potenziali enormi». Prima dell’apertura dei lavori congressuali, si è tenuta l’assemblea generale dell’OITAF in occasione della quale lo stesso Martin Leitner, vicepresidente della Leitner di Vipiteno, ha ceduto la propria carica a Jörg Schröttner del Ministero dei trasporti, delle tecnologie e dell’innovazione di Vienna.

Ecologia, sostenibilità e impatto positivo sul «sociale»
All’insegna del titolo congressuale «Funivie: trasporto ed emozione», 33 relatori di fama mondiale hanno tra l’altro discusso a Bolzano dello sviluppo degli impianti a fune in ambito urbano e turistico. Le funivie sono state confrontate con altri mezzi di trasporto per quanto riguarda le emissioni di CO2 e la loro redditività, prendendo a modello per il futuro impianti a fune urbani già realizzati in Europa e America. A La Paz in Bolivia, ad esempio, è in fase di ultimazione una rete di 30 km di cabinovie con 26 stazioni. Un altro esempio di trasporti innovativi è quello della funivia della città colombiana di Medellin che unisce i quartieri socialmente svantaggiati con il centro urbano. Il tragitto per raggiungere il lavoro durava prima un’ora e mezza mentre ora si impiegano solo 30 minuti. Il cosiddetto «Metrocable» ha contribuito a riportare la tranquillità in un quartiere una volta turbolento, il benessere è visibilmente migliorato e la criminalità è diminuita. E questo è solo un esempio degli effetti che una soluzione ingegnosa di mobilità a mezzo funivia può avere sulla vita sociale ed economica delle persone. Durante il congresso è stata inoltre fatta luce sugli aspetti tecnici ed economici della gestione e dell’esercizio degli impianti a fune. Una metà giornata dei lavori congressuali è stata invece dedicata alla tecnica funiviaria pura, nel corso della quale esperti e ditte costruttrici hanno potuto informarsi sulle novità e sulle nuove conoscenze del settore. Quindi in sintesi: le funivie assicurano prosperità e rendono possibile godere dell’offerta turistica tutto l’anno oltre ad essere tra i mezzi di trasporto più ecologici e sostenibili.

La fune futura protagonista nelle città
indispensabile spina dorsale del turismo
Il prof. Heiner Monheim, uno dei «keynote speaker» ed esperto di trasporti, è convinto che le funivie possano tenere testa al traffico crescente. «Le cabinovie ad ammorsamento automatico sono ormai indispensabili in ambito urbano - ha affermato - Gli impianti a fune possono infatti rappresentare un’integrazione intelligente ai mezzi di trasporto pubblico, potendo ridurre le code, risolvere i problemi di parcheggio e preservare l’ambiente. Le funivie sono inoltre configurabili in maniera flessibile, di poco ingombro e realizzabili in tempi rapidi e a costi d’esercizio relativamente contenuti, con ridotti impatti sull’ambiente. Gli impianti a fune non devono pertanto temere alcun confronto. In futuro abbiamo bisogno di nuove soluzioni e le funivie sono per molti aspetti la soluzione ideale per il trasporto di materiali e passeggeri. Le numerose esperienze maturate con progetti funiviari realizzati in ambito urbano lo confermano in modo inequivocabile». Gli impianti a fune in ambito urbano hanno un fine economico e sociale, ma non solo, contribuiscono infatti in misura considerevole allo smistamento del traffico. Le funivie rimangono comunque la spina dorsale del turismo nell’area alpina, garantiscono prosperità nelle zone periferiche e contrastano lo spopolamento. In questo importante settore economico e turistico operano numerose aziende, tecnici, operatori economici, enti statali e locali, esperti di turismo, legali ma anche persone legate al mondo della ricerca e delle tecnologie connesse con la costruzione degli impianti a fune. Il Congresso funiviario mondiale ha offerto loro un’opportunità di incontro e di scambio di idee a livello internazionale oltre alla possibilità di informarsi in occasione delle relazioni tecniche presentate sugli impianti a fune.

L’Alto Adige pioniere nel settore funiviario
ed eccellente «padrone di casa»
La prima funivia al mondo autorizzata per il trasporto pubblico fu inaugurata a Bolzano nel 1908. La funivia del Colle trasporta in pochi minuti abitanti e turisti dal fondovalle sull’idilliaco monte dei bolzanini. Ma già prima della Grande Guerra esistevano funicolari a Caldaro, al Virgolo e a Bolzano-Guncina oltre a una ferrovia a cremagliera che da Bolzano portava a Collalbo. Le scoperte del pioniere delle funivie Luis Zuegg di Lana determinarono poi ulteriori, rivoluzionari sviluppi.
Il programma di contorno del congresso ha entusiasmato gli ospiti internazionali. Non poteva naturalmente mancare la visita al Messner Mountain Museum di Castel Firmiano. «Noi in Alto Adige abbiamo, per così dire, contribuito a inventare gli impianti a fune e vantiamo una lunga tradizione nel settore, visto che i due grandi costruttori di funivie risiedono in questa regione - ha affermato convinto il padrone di casa Reinhold Messner -  Senza le funivie il nostro turismo sarebbe impensabile. Questa forma di trasporto in montagna, e in futuro in misura crescente anche in ambito urbano, dovrà continuare a essere sviluppata e migliorata sotto l’aspetto tecnico». Il congresso si è concluso con una serata di gala al Kursaal di Merano mentre per il giorno conclusivo è stata organizzata un’escursione a Soprabolzano con visita alla funivia del Renon e un incontro serale sulla storia delle funivie in Sudtirolo, Italia, Svizzera e Germania. Una mostra di foto storiche delle funivie altoatesine presso l’EURAC, il centro di ricerca fondato a Bolzano nel 1992,  ha fatto da cornice al primo Congresso funiviario mondiale in Italia.