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CAA Polizia Moena - MontagnaOnline.com

CAA Polizia Moena

Category: Portfolio Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 10:12 Hits: 310
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Sessant’anni al servizio
della sicurezza e del soccorso

Il servizio gestito dal Centro Addestramento Alpino di Moena festeggia un compleanno importante fedele come sempre all’impegno assolto in questi decenni a tutela degli sciatori di tutte le età. Quest’anno sono 230 gli operatori che compongono le pattuglie presenti in 58 località sciistiche italiane. Sono grandi appassionati della montagna altamente qualificati, usciti da specifici corsi di formazione, che hanno il compito di sorvegliare sul traffico sciistico e di intervenire in caso di incidenti e infortuni, svolgendo anche funzioni di  prevenzione controllo sempre più sollecitate dall’alta frequentazione delle stazioni invernali e da tendenze sportive talvolta pericolose

Il Servizio «Sicurezza e Soccorso in Montagna» della Polizia di Stato compie quest’anno i suoi sessant’ anni di attività. Non sono pochi sessant’anni, soprattuto se trascorsi a svolgere un servizio importante come quello di garantire la sicurezza del prossimo in montagna, ad alte quote, sulla neve dell’inverno e delle piste da sci.  La ricorrenza meriterebbe festeggiamenti ufficiali e brindisi pubblici se non si conoscesse lo spirito di servizio e il basso profilo con cui i protagonisti di questo servizio hanno svolo il loro compito e si sono passati negli anni il prezioso testimone della loro professionalità, dalla loro abnegazione e della loro professionalità per rappresentare lo Stato  e la sua autorità nel garantire la sicurezza e il soccorso in molte località delle montagne italiane.  Oggi sono 230 i poliziotti sciatori che operano in 58 stazioni invernali nel quadro dell’attività del servizio gestito dal Centro Addestramento Alpino della Polizia che ha sede a Moena ed è diretto dal comandante Vittorio Zamparelli. Presidiano i comprensori, intervengono in caso di comportamenti irregolari da parte degli sciatori e sono in grado di assistere gli infortunati nella sterminata casistica di incidenti più o meno gravi che si registrano ogni inverno. Vengono addestrati in corsi di formazione e di costante aggiornamento e costituiscono una presenza spesso fondamentale e risolutrice per le vite umane in pericolo o in difficoltà. Soprattutto in questi ultimi anni, l’esplosione del fenomeno del freeride, la pratica dello sci fuori pista e in neve fresca, ha visto impegnati giornalmente gli operatori della Polizia di Stato in recuperi di sciatori infortunati o addirittura, purtroppo, deceduti a causa di traumi o poiché travolti da valanghe. E può capitare che l’intervento tempestivo salvi delle vite umane: «Tra le migliaia di soccorsi attuati nelle località che usufruiscono del nostro servizio, abbiamo avuto casi gravi di arresto cardiaco e in diversi casi le persone colpite sono state salvate dall’intervento delle nostre pattuglie grazie al defibrillatore, il cui uso fa parte delle competenze che si maturano durante la formazione». Parla Graziano Bortolotti, 54 anni, Ispettore Capo della Polizia di Stato dal 1981, fiemmasco DOC di Cavalese ed ex fondista delle Fiamme Oro con militanza agonistica a livello nazionale, l’uomo che da cinque anni svolge la funzione di coordinatore di questo particolare servizio all’interno dell’ufficio Affari Generali.

Tutto è cominciato
con le Olimpiadi di Cortina
Tradizionalmente, la nascita del Servizio di Sicurezza e Soccorso si fa risalire alle Olimpiadi invernali di Cortina del 1956, quando 100 Guardie di P.S. vennero impiegate nelle attività di ordine e sicurezza pubblica, ma anche di assistenza alle gare in occasione della prestigiosa manifestazione, sulle piste da sci. La formazione del personale venne affidata, sin da allora, alla struttura che è oggi conosciuta come il Centro Addestramento Alpino della Polizia di stato di Moena (C.A.A.). Il servizio si è protratto ininterrottamente nell’arco di questi sessanta anni, con un’unica parentesi nel periodo 1976-1980 «quando – ricorda Bortolotti - tutte le risorse umane del Corpo vennero destinate a combattere il terrorismo degli anni di piombo». Le peculiari attività svolte dal personale sulle piste da sci si collocano nell’ambito del controllo del territorio con la funzione di prevenzione degli incidenti e della repressione dei reati. Il servizio, di recente regolamentato da un Decreto del Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, viene svolto alle dirette dipendenze delle Questure di riferimento ed in particolare degli Uffici Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, sotto il coordinamento tecnico del Centro Addestramento Alpino. L’attività, che impiega uomini e mezzi secondo un piano di anno in anno licenziato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, inizia, di norma, l’8 dicembre con l’apertura dei primi impianti e cessa soltanto alla chiusura dell’ultimo comprensorio servito. Viene svolto 7 giorni su 7 dall’orario di apertura delle piste alla chiusura giornaliera degli impianti. Le pattuglie operanti sono tenute a garantire l’efficacia del servizio gestendo, d’intesa con la Questura, la fruizione di ferie o recuperi. Qualora se ne verificasse la necessità viene sostituito con altro personale in modo da non pregiudicare la funzionalità del dispositivo. Tutto ciò comporta evidentemente uno sforzo logistico non indifferente ed un continuo coordinamento tra Questure, competenti Direzioni Centrali della Polizia di Stato e Centro Addestramento Alpino.

La formazione scrupolosa
e la passione per la montagna
Il personale impiegato è sottoposto ad una scrupolosa formazione a cura del Centro Addestramento Alpino. Il personale dopo il superamento di una prova selettiva intesa a valutarne le attitudini e capacità sciistiche, svolgono un corso di formazione della durata di due settimane, segue, infine, un aggiornamento annuale nel periodo immediatamente precedente l’attivazione del servizio. Il percorso formativo prevede in sintesi l’affinamento di una serie di abilità tecnico-pratiche connesse all’operatività in montagna, l’acquisizione delle migliori prassi per la rilevazione degli incidenti, lo studio delle normative di settore. Particolare attenzione viene riservata a ciò che attiene alla salvaguardia dell’incolumità degli operatori stessi, con l’assegnazione di moderni ed idonei equipaggiamenti di protezione. Infine si punta sulla buona conoscenza delle norme di primo soccorso con un addestramento mirato alla traumatologia che comprende anche l’abilitazione all’uso del defibrillatore. Per tale motivo il Centro Addestramento Alpino, non solo, nel corso del tempo ha consentito l’abilitazione di un importante numero di istruttori BLSD, ma ha anche conseguito lo specifico accreditamento della Provincia di Trento per la formazione di personale, anche esterno, all’impiego del defibrillatore. Il collante principale che caratterizza il Servizio è tuttavia la grande passione per la montagna e le discipline che vi si praticano che accomuna tutto il personale, pur a fronte di un’attività faticosa e impegnativa tesa al massimo risultato per la collettività.

I «numeri» importanti
di una attività importantissima
Il ruolo del C.A.A., non si esaurisce nella fase formativa, infatti, come detto, la Scuola è responsabile del coordinamento tecnico del servizio che si attua anche attraverso un’attività di supervisione, di verifica «in loco» e di contatti con le società di gestione dei comprensori sciistici per la risoluzione di qualsiasi problematica dovesse nascere. Infine, il C.A.A. mantiene le sue prerogative di Centro di formazione specialistica e quindi di qualificazione e specializzazione per tutte le discipline alpine in favore dei reparti della Polizia di Stato a più spiccata valenza operativa. Inoltre è sede del gruppo sportivo FFOO sport invernali. Anche quest’anno la componente sportiva del Centro ha portato lusinghieri risultati in campo internazionale fra cui spicca quello conseguito dall’agente scelto Federico Pellegrino vincitore della Coppa del Mondo nello sci di fondo- specialità sprint.  Dalla sua nascita il Servizio Sicurezza e Soccorso in Montagna della Polizia di Stato ha realizzato oltre 360.000 interventi. La stagione invernale 2015/16 ha visto l’impiego di 230 operatori in 58 stazioni sciistiche su tutto il territorio nazionale. Si tratta di un numero di risorse analogo allo scorso anno ma che, contando le sostituzioni resesi necessarie ha interessato quasi 250 unità. Ben 69 unità hanno prestato servizio in 19 aree sciistiche nella provincia di Trento portando a termine 4.980 interventi. Gli interventi di soccorso realizzati in totale sono stati 15.193 in sintonia pertanto con quelli della precedente stagione (a dimostrazione del fatto che i comprensori sciistici hanno comunque avuto una stagione significativa dal punto di vista presenze nonostante le bizzarrie del tempo).

• Gli interventi che hanno
richiesto l’arrivo dell’elisoccorso sono stati 534;
• gli interventi in valanga 12;
• le denunce ricevute 162;
• le sanzioni amministrative elevate 602;(con un lieve calo)
• le persone denunciate 102;
• i decessi verificatisi 7 (3 per cause traumatiche e 4 per malore).
• 9 persone sono state soccorse con il defibrillatore e di queste 2 sono sopravvissute