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CAA Polizia Moena - MontagnaOnline.com

CAA Polizia Moena

Category: Portfolio Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 10:12 Hits: 832
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I poliziotti sciatori in pista
per la sicurezza e il soccorso

Il servizio coordinato dal Centro Addestramento Alpino di Moena opera da sessant’anni fedele come sempre all’impegno di tutelare gli sciatori di tutte le età sulle piste da sci. Quest’anno sono 194 gli operatori che compongono le pattuglie presenti in 53 località sciistiche italiane. Sono grandi appassionati della montagna altamente qualificati, usciti da specifici corsi di formazione, che hanno il compito di sorvegliare sul traffico sciistico e di intervenire in caso di incidenti e infortuni, svolgendo anche funzioni di prevenzione controllo sempre più sollecitate dall’alta frequentazione delle stazioni invernali e da tendenze sportive talvolta pericolose

Dice il dottor Vittorio Zamparelli, funzionario della Polizia di Stato e direttore del Centro Addestramento Alpino di Moena: «Quest’anno il nostro Servizio Sicurezza e Soccorso in montagna vede impegnati 194 operatori da noi formati e altamente qualificati distribuiti in 53 località sciistiche. Le pattuglie attive sui territori, composte da un minimo di tre elementi, dipendono da 13 Questure ma durante la loro attività continuano a fare riferimento a noi per quanto riguarda il coordinamento tecnico.  I nostri poliziotti sciatori rappresentano un presidio dello Stato in montagna, svolgono una funzione di tutela della sicurezza e compiti di assistenza che sono molto apprezzati dalle società di gestione delle località che dagli stessi sciatori, dai quali abbiamo avuto molti attestati di riconoscimento e di stima». Si sta parlando del servizio che la Polizia di Stato svolge da sessant’anni, vale a dire da quando il suo embrione nacque con la costituzione di un nucleo di 100 agenti destinati a garantire ordine pubblico e sicurezza in occasione delle Olimpiadi bianche di Cortina d’Ampezzo del 1956. Da allora, salvo un brevissimo periodo a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta quando tutte le risorse delle forze dell’ordine vennero impegnate nella lotta al terrorismo, questo servizio gestito all’interno dell’ufficio Affari Generali dal Centro Addestramento Alpino di Moena ha costituito un presidio di legalità e sicurezza sulle nevi dei comprensori sciistici. Nel corso degli anni ha assunto avanzatissime caratteristiche professionali, e non è un caso che le polizie europee più volte facciano riferimento all’esperienza italiana per ricevere corsi di formazione e di aggiornamento. Alla meticolosa preparazione giuridica gli operatori del servizio devono aggiungere un’elevata abilità sciistica ed approfondite conoscenze dell’ambiente montano. I «poliziotti sciatori» («Ricordo un articolo di giornale degli anni Sessanta – dice Zamparelli -  che li aveva già definiti allora “angeli della neve”») presidiano le  skiarea, intervengono in caso di comportamenti irregolari da parte degli sciatori e sono in grado anche di assistere gli infortunati nella sterminata casistica di incidenti più o meno gravi che si registrano ogni inverno. Vengono addestrati in corsi di formazione e di costante aggiornamento e costituiscono una presenza spesso fondamentale e risolutrice per le vite umane in pericolo o in difficoltà. Soprattutto in questi ultimi anni, l’esplosione del fenomeno del freeride, la pratica dello sci fuori pista e in neve fresca, ha visto impegnati giornalmente gli operatori della Polizia di Stato in recuperi di sciatori infortunati o addirittura, purtroppo, deceduti a causa di traumi o poiché travolti da valanghe. «Sono naturalmente ottimi sciatori, la maggior parte dei quali ha anche frequentato corsi di specializzazione sci /alpinistica tenuti presso il CAA, animati soprattutto da una grande passione per la montagna e per questa attività di servizio gratificante ma anche molto impegnativa». Il dottor Zamparelli («Mi ritengo un discreto sciatore»), romano, 58 anni, laureato in Giurisprudenza nel 1987 e sposato con due figli («La mia

 
 
 

famiglia sta a Roma ma è sempre felice di venirmi a trovare in una località splendida come la Val di Fassa») dirige il Centro Addestramento Alpino di Moena da tre anni: «Operiamo la prima selezione tra i poliziotti che si candidano a questo incarico, organizziamo e gestiamo i corsi di formazione e di addestramento tenuti da istruttori della struttura, molti dei quali sono anche Guide Alpine e molti provengono dal  Gruppo Sportivo FFOO Moena che ha sede presso il Centro. A questi, ogni anno, segue un corso di aggiornamento. Provvediamo all’equipaggiamento delle pattuglie coordinandoci con le Questure presso le quali verranno inviati a presidio delle aree sciistiche». Gli uomini della Polizia di stato in servizio sulle piste sono in grado di assicurare un’efficace controllo del territorio, prevenendo e reprimendo i comportamenti illeciti o scorretti, e nel caso di incidenti di operare i necessari rilievi per accertare le reali responsabilità. «I nostri poliziotti sciatori – dice  Zamparelli – sono ufficiali di pubblica sicurezza e agenti e ufficiali di polizia giudiziaria.  Possono operare in ambiti di polizia giudiziaria, comminare sanzioni in caso di comportamenti scorretti nel rispetto del codice di comportamento sulle piste da sci. Con la loro presenza danno sicurezza, fanno sentire ai cittadini-sciatori la presenza delle forze dell’ordine e hanno le capacità e le competenze per intervenire in missioni di soccorso, sono forniti di un’efficace preparazione per il primo intervento su traumi ed una consolidata e documentata abilitazione all’utilizzo del defibrillatore». Importante è il rapporto di collaborazione che si instaura con le società di gestione dei comprensori sciistici che forniscono alle pattuglie loro assegnate la sistemazione logistica. «È importante per le località poter disporre di un servizio che garantisce legalità e sicurezza sulle piste, capacità di intervento in diversi ambiti, professionalità e dedizione. Ma un altro non trascurabile contributo a cui i gestori tengono molto è la professionalità che i nostri uomini possono fornire nelle rilevazioni necessarie a seguito di incidenti  in pista, una casistica che spesso produce lunghi strascichi giudiziari e vede pesantemente coinvolti i gestori degli impianti. Le valutazioni oggettive e fattuali sul luogo dell’incidente svolte dai nostri uomini hanno valore probatorio e assumono rilevanza determinante».
Il Servizio Sicurezza e Soccorso in montagna, di recente regolamentato da un Decreto del Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, viene svolto alle dirette dipendenze delle Questure di riferimento ed in particolare degli Uffici Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, sotto il coordinamento tecnico del Centro Addestramento Alpino. L’attività, che impiega uomini e mezzi secondo un piano di anno in anno licenziato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, inizia, di norma, l’8 dicembre con l’apertura dei primi impianti e cessa soltanto alla chiusura dell’ultimo comprensorio servito. Viene svolto 7 giorni su 7 dall’orario di apertura delle piste alla chiusura giornaliera degli impianti. Le pattuglie operanti sono tenute a garantire l’efficacia del servizio gestendo, d’intesa con la Questura, la fruizione di ferie o recuperi. Qualora se ne verificasse la necessità viene sostituito con altro personale in modo da non pregiudicare la funzionalità del dispositivo. Tutto ciò comporta evidentemente uno sforzo logistico non indifferente ed un continuo coordinamento tra Questure, competenti Direzioni Centrali della Polizia di Stato e Centro Addestramento Alpino . «I nostri ragazzi – dice Zamparelli – sono tosti perché amano la montagna e quello che fanno. Cominciano alla mattina presto e staccano solo alla fine della giornata facendo “la scopa”, vale a dire verificando che, a impianti chiusi, non ci siano più sciatori sulle piste e quindi che nessuno sia in difficoltà. È un impegno continuo che si può sostenere solo se si è animati da una grande passione».