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«Quota Futuro» - MontagnaOnline.com

«Quota Futuro»

Category: Portfolio Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27 Hits: 46
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I partecipanti alla tavola rotonda
da sinistra, seduti, Paolo Nicoletti, Valeria Ghezzi,
Flavio Roda, Andrea Corsini e Aurelio Marguerettaz

Avviso alla Montagna Bianca:
il collegamento fà la forza

Unire comprensori, collegare valli, integrare skirama: è questo lo sforzo da compiere per sviluppare ulteriormente il turismo invernale offrendo una proposta sempre più varia e articolata di opportunità sciistiche; è questo l’impegno che si devono porre le società impiantistiche, gli enti locali e la politica nazionale per potenziare la capacità di attrazione non solo dei grandi caroselli già esistenti ma soprattutto delle medie e piccole località al fine di strapparle da una evitabile emarginazione. Se ne è parlato in una tavola rotonda organizzata nelle giornate dello Skipass di Modena e a cui hanno partecipato Valeria Ghezzi (Presidente ANEF), Andrea Corsini (Assessore Regionale al Turismo Emilia Romagna), Aurelio Marguerettaz (Assessore Regionale al Turismo Valle d’Aosta), Paolo Nicoletti (Amministratore Delegato della Fondazione Cortina 2021), Flavio Roda (Presidente FISI)

Durante lo svolgimento dello Skipass di Modena si è svolta una tavola rotonda sul tema «Quota futuro: i nuovi progetti di collegamento per lo sviluppo del turismo di montagna». Tema quantomai centrato perché, guardando al futuro della Montagna Bianca,  ci si rende conto che la sua continuità e soprattutto il suo sviluppo si giocano anche sul fronte del potenziamento dell’offerta rivolta al popolo degli appassionati della neve e degli sport invernali. Se è vero che restano fondamentali la sfida ai cambiamenti climatici con il perfezionamento delle tecnologie  per la produzione di neve tecnica e un rinnovato impegno ambientalista per il sostegno ad una attività ecosostenibile, è altrettanto vero che è necessario arricchire la proposta sciistica offrendo ad un consumatore sempre più esigente e selettivo opportunità il più possibile vaste e attraenti. Non a caso le fortune dei grandi caroselli sciistici «sci ai piedi» capaci di attirare un pubblico di utenza straniera che si avvia addirittura a diventare maggioritaria nel nostro Paese è dovuta anche alla grande offerta di centinaia di chilometri di piste sciabili attraverso raccordi intervallivi che variano panorami e ambienti, trasformando una giornata sugli sci in una appagante avventura sportiva. Sono invece tempi sempre più duri per le località medio piccole che, oltre a subire le conseguenze di quote ridotte esposte alla cattiveria delle bizze meteorologiche e delle alte temperature, possono offrire all’appassionato soltanto l’esperienza delle stesse piste fatte e rifatte durante la giornata.  Anche e sopratutto per loro pensare all’ipotesi di nuovi collegamenti con l’impegno della mano pubblica a sostegno degli investimenti privati è una prospettiva su cui è il caso di impegnarsi. E comunque, più in generale, l’idea di ampliare e arricchire l’offerta sciistica con l’integrazione tra località e comprensori è un tema su cui lavorare. È appunto il tema della tavola rotonda che si è svolta a Skipass, pilotata in veste di moderatore dal giornalista Luca Ubaldeschi, vice direttore vicario de «La Stampa» di Torino. All’incontro hanno partecipato Valeria Ghezzi (presidente dell’ANEF), Andrea Corsini (Assessore Regionale al Turismo dell’Emilia Romagna), Aurelio Marguerettaz (Assessore Regionale al Turismo Valle d’Aosta), Paolo Nicoletti (Amministratore Delegato della Fondazione Cortina 2021) e Flavio Roda (presidente della Federazione Italiana Sport Invernali).

VALERIA GHEZZI, presidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari dal 2014, si è molto spesa in questi anni per qualificare l’impegno degli impiantisti sui temi della ecosostenibilità e dei risparmi energetici sottoscrivendo  la «Carta di Cortina del 2016» ma si è anche battuta per un coinvolgimento della politica e degli interventi pubblici in un settore che rappresenta un rilevante comparto economico e una fonte di benessere per  molti territori sulle Alpi e sugli Appennini. «La politica nazionale – ha detto la Ghezzi -  si sta finalmente rendendo conto della bontà dei collegamenti intervallivi come moltiplicatori dell’economia di un centro di turismo montano, come ulteriore opportunità per creare un interesse professionale ed economico alle persone che vivono sulle nostre montagne. Un aspetto non meno importante è la salvaguardia del territorio: noi impiantisti e tutti gli attori che operano in montagna siamo i primi ad averne cura perché abbiamo la piena consapevolezza del fatto che è la bellezza della natura il primo valore di attrazione per il turista, sia egli sciatore o no. E l’impianto di risalita, che sappiamo essere di gran lunga meno inquinante di qualsiasi altro mezzo di trasporto, dev’essere visto come un’opportunità per raggiungere luoghi immersi nella natura, dunque il nostro compito non è quello di offrire il «giro in giostra sull’impianto» bensì dare la possibilità di raggiungere sia in inverno che in estate ambienti immersi nella natura che la gente non potrebbe godere in nessun altro modo».

ANDREA CORSINI, Assessore Regionale al Turismo Emilia Romagna, è un testimone privilegiato di una esperienza che si sta vivendo tra la sua regione e la Toscana quell’intervento infrastrutturale che prevede di collegare Corno alle Scale con La Doganaccia tramite una seggiovia ad agganciamento automatico che sale dal versante emiliano e una funivia che sale dal versante toscano per incontrarsi sul crinale appenninico all’altezza della zona caratterizzata dalla presenza del Lago Scaffaiolo. Intervento contestato fortemente dal CAI emiliano sulla base di quell’ecologismo pregiudiziale che vede in ogni impianto di risalita un nemico ma sostenuto con forza dal Governo con un cospicuo investimento pubblico. «Il progetto – ha detto Corsini - ha già ottenuto il via libera con le delibere regionali e lo stanziamento di 10 milioni di Euro per parte dalla Toscana e dall’Emilia Romagna. Dal versante toscano sarà costruita una funivia mentre su quello emiliano una seggiovia. Attualmente sono in corso le procedure per le gare d’appalto e ancora non si conosce il nome del costruttore ma si prevede e si spera che gli impianti potranno entrare in funzione nella stagione 2019/2020. Il collegamento vedrà un ampliamento delle piste sino a circa 60 km ma soprattutto potrà godere di un bacino di utenza sia dal versante toscano che emiliano. Il finanziamento globale è destinato anche al miglioramento degli impianti di risalita esistenti. L’accordo interregionale va comunque oltre la montagna e si estenderà ad una collaborazione più ampia in ambito turistico per altre realtà attrattive delle due regioni».

AURELIO MARGUERETTAZ, Assessore Regionale al Turismo Valle d’Aosta, è un politico locale che può ragionare in grande trovandosi ad operare in un territorio come la  «pétite patrie», già privilegiato per l’esposizione geografica, le quote medio alte delle sue località e,  «last but not least», le risorse finanziarie dell’autonomia regionale: «In Val d’Aosta si discute sul progetto di collegamento tra i comprensori Monte Rosa e di Cervinia – ha detto l’assessore -  Questa realtà potrebbe diventare il terzo comprensorio più grande del mondo. I nuovi impianti sul versante svizzero che guarda Zermatt arriveranno presto in quota ad affacciarsi sul versante italiano e per noi rappresentano un’opportunità imperdibile, un’occasione per offrire alla clientela la possibilità di sciare anche sul versante italiano e per la nostra economia di valle un oggettivo aumento economico vista anche la possibilità di un utilizzo estivo degli impianti. Si ipotizza un impianto funiviario di circa 6 km di lunghezza oppure l’abbinamento di una funivia + una telecabina. Il tutto è in fase progettuale e sappiamo tutti noi addetti ai lavori che spesso è più lunga la fase progettuale di quella esecutiva».

PAOLO NICOLETTI, Amministratore Delegato della Fondazione Cortina 2021, ha davanti a sé l’obiettivo organizzativo dei Campionati Mondiali di sci alpino che andranno in scena tra quattro anni nella «Regina delle Dolomiti».  Che cosa resta da fare ancora in una delle località invernali più celebri al mondo? Cortina è entrata nel mito degli sport invernali con l’organizzazione delle Olimpiadi bianche del 1956, poi ha vissuto un lungo periodo di dorato assopimento, accontentandosi di coltivare il culto di se stessa e la meritata fama di capitale invernale della mondanità, di Mecca bianca per VIP, teste coronate e clientela «blasée». Ma quando si è accorta che questo non bastava per mantenere lucido il suo blasone e soprattutto per incrementare l’utenza italiana ed estera, si è svegliata dal suo torpore, ha riconquistato stabilmente la ribalta della Coppa del Mondo femminile dagli inizi degli anni Novanta e si è buttata a capofitto nella battaglia per la conquista dei Campionati Mondiali che già aveva organizzato nel 1932 e nel 1941, per quanto quell’edizione non fosse stata omologata dalla Federazione Internazionale. Dopo una serie di tentativi di candidatura andati a vuoto (ben quattro), finalmente è arrivato il suo momento con il quinto tentativo. Adesso la Fondazione Cortina 2021 presieduta da Alessandro Benetton è al lavoro e tutti i temi della riconversione nella modernità dei valori antichi sono all’ordine del giorno, compreso quello dell’integrazione e dei collegamenti. Ha detto Nicoletti: «I lavori di collegamento in progetto per l’evento del 2021 saranno all’insegna della mobilità integrata e dovranno servire il paese e il turismo ampezzano nel tempo e al di là dell’evento sportivo. Un primo collegamento tra le Tofane e le 5 Torri è già stato finanziato e si attendono le pratiche per dare il via esecutivo. La Freccia nel Cielo, l’impianto a più tronchi che accompagna l’ospite a scoprire un ampio settore del comprensorio partendo dal paese fino a Cima Tofana a 3244 mt., permetterà al pubblico di arrivare alla zona di arrivo di due diverse discipline».

FLAVIO RODA, presidente della Federazione Italiana Sport Invernali dal 2011, rappresenta l’istituzione sportiva che organizza l’agonismo a tutti i livelli ma non solo, che promuove anche, con l’attività di reclutamento nella base dei praticanti e con i risultati di vertice dei suoi campioni, l’immagine dello sci presso l’opinione pubblica e nei settori sociali più appassionati della montagna. «Come noto – ha detto Roda - i compiti della FISI sono rivolti all’attività agonistica in tutte le fasce d’età e per tutte le discipline sportive invernali. Organizzando oltre 7500 eventi sulla montagna bianca non possiamo che plaudire ai programmi di sviluppo del turismo della neve. Il collegamento tra singole stazioni invernali o comprensori attraverso gli impianti di risalita è sicuramente strategico a livello turistico sia invernale che estivo e la nostra Federazione non può che essere al fianco e di supporto a queste iniziative. Aiutare le stazioni minori con tali collegamenti sappiamo essere nell’interesse della promozione dello sci e automaticamente nell’interesse dei comprensori più grandi».

Dopo gli interventi degli ospiti principali, il moderatore della tavola rotonda ha coinvolto nel dibattito anche Francesco Bosco nella sua qualità di presidente di ANEF Trentino per chiedergli se il collegamento tra San Martino di Castrozza e Passo Rolle sia di attualità. La risposta, inevitabilmente succinta visto lo stato della situazione, è stata che il collegamento si trova in una primissima fase progettuale. Ma poi Bosco, dirigente bergamasco di lungo corso in numerose esperienze presso diverse società impiantistiche, ha parlato soprattutto del suo periodo di attività in alta Val Camonica dove ha vissuto «il miracolo» del collegamento atteso da decenni tra Ponte di Legno e Passo del Tonale, un fatto che ha portato il fatturato della località da 8 a 15,5 milioni di Euro in soli 5 anni, a sottolineare l’importanza strategica fondamentale di questo e di altri collegamenti. Come quello vissuto successivamente, sempre in prima persona a Madonna di Campiglio come direttore generale delle Funive Campiglio, per i lavori di collegamento con la località e le piste di Pinzolo.