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Gallery 3 Columns - MontagnaOnline.com

Tag: Eventi

Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 14:19
Hits: 14
Category: Portfolio
Tags: Eventi

La cittadina della Val Pusteria è stata insignita per il 2018 del titolo che dal 1997 una giuria internazionale assegna a quei centri alpini che si distinguono per la qualità delle loro politiche amministrative in relazione ai valori e ai dettami della Convenzione delle Alpi. La vivace viva culturale, la bellezza dell’ambientazione paesaggistica, la cura del decoro urbano, l’attenzione alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente montano, il rapporto con i giovani e le nuove tecnologie sono alcune delle motivazioni che hanno consentito a Brixen di essere insignita del titolo insieme agli impegni sottoscritti per proseguire anche nel futuro sulla stessa strada


Brixen/Bressanone è la nuova «Città alpina dell’anno» per il 2018 secondo la valutazione della giuria internazionale che dal 1997 assegna il riconoscimento tra le città dello spazio alpino che realizzano in maniera esemplare e paritaria gli interessi dell’economia, dell’ambiente e del sociale nel proprio comune in linea con i dettami della Convenzione delle Alpi. Il titolo costituisce da un lato un riconoscimento per le politiche finora adottate da una città, dall’altro vuole anche essere un incoraggiamento e un impegno a proseguire con decisione la via intrapresa. Le città premiate cooperano nell’ambito dell’omonima associazione. Attualmente aderiscono alla rete 16 città di Slovenia, Germania, Austria, Svizzera, Italia e Francia. Bressanone (2018) dopo Tolmezzo (2017), Belluno (1999), Trento (2004), Sondrio (2007), Bolzano (2009) e Lecco (2013), è la settima Città alpina dell’anno italiana. Bressanone rappresenta il centro regionale di uno dei principali complessi vallivi della Provincia autonoma di Bolzano. La vivace città alpina, che conta circa 22.000 abitanti, ha ottenuto il titolo grazie a diversi meriti e ai suoi ambiziosi obiettivi. Secondo la motivazione della Giuria internazionale, la città presenta successi sostenibili in particolare per quanto riguarda una politica alpina capace di futuro, orientamenti innovativi e per sapersi proporre come destinazione modello in una posizione cruciale tra città e montagna. Inoltre Bressanone attua in modo mirato strategie della Convenzione delle Alpi e fa emergere elementi promettenti per il futuro.

Metropoli alpina per la cultura
e la consapevolezza alpina
Con l’assegnazione del titolo di «Città alpina dell’anno» Bressanone entra a far parte dell’omonima associazione, che quest’anno festeggia il ventesimo anniversario della propria costituzione. Con la sua attività l’associazione si impegna per uno sviluppo ecologicamente e socialmente compatibile dello spazio alpino. «Il conferimento del titolo, oltre al riconoscimento per le iniziative realizzate, intende fornire una motivazione per dare al futuro un’impostazione sostenibile. In particolare occorre rafforzare la consapevolezza alpina e consolidare le relazioni con il territorio circostante, senza perdere di vista gli obiettivi di fondo di una politica alpina sostenibile, che non è coerente con pesanti progetti infrastrutturali. In futuro questo potrebbe essere percepito come l’aspetto centrale della città»: questa la raccomandazione formulata dai membri della Giuria. In novembre i rappresentanti delle altre città alpine e della Giuria si sono incontrati per un seminario di lancio dell’iniziativa. «Il seminario ci ha offerto l’opportunità di approfondire insieme le priorità che Bressanone si è data per il 2018 nella prospettiva di dare attuazione alla Convenzione delle Alpi», ha dichiarato la consigliera comunale Elda Letrari.
La vivace vita culturale è di per sé sufficiente per fare di Brixen/Bressanone una città alpina per eccellenza: tre lingue alpine riconosciute, l’iniziativa Città-Montagna, così come il contesto paesaggistico, sono tutti elementi che determinano il carattere alpino della città. Il quadro è completato da diversi programmi lungimiranti, come il progetto Smart city-destination, o il processo di acquisizione di un profilo all’insegna della simbiosi tra città e montagna. È inoltre evidente un forte impegno anche nella protezione della natura e del paesaggio, infatti a Bressanone e nei dintorni sono presenti diverse aree protette e di interesse ecologico, così come alcune significative aree archeologiche. Da anni infine il comune punta allo sviluppo delle energie rinnovabili.

Una città attiva, in rete e
orientata ai giovani
Bressanone può già vantare un collegamento in rete di buon livello. Dal 2018 l’adesione alla «Città alpina dell’anno», un vivace partenariato tra città alpine sostenibili, si aggiunge all’appartenenza, già operativa e significativa nella prospettiva della messa in rete, alle associazioni Alleanza per il Clima e al Patto dei sindaci.
Inoltre Brixen/Bressanone pratica un’attiva politica giovanile e ha istituito un proprio Parlamento dei giovani, un importante presupposto per la futura partecipazione alla rete delle città alpine insignite del titolo. «Per la nostra città è un onore essere eletta «Città alpina dell’anno» - ha detto il sindaco Bressanone Peter Brunner -  Allo stesso tempo, ciò rappresenta anche una grande responsabilità, di cui siamo pienamente consapevoli. Durante questo anno e i successivi noi intendiamo vivere e praticare a tutto tondo la filosofia della «Città alpina dell’anno». Un aspetto fondamentale in tal senso è la collaborazione con altre città appartenenti all’associazione. Solo così si possono gettare ponti, allacciare nuove amicizie e conseguire obiettivi comuni per lo sviluppo sostenibile dello spazio alpino».

Created: Giovedì, 07 Dicembre 2017 12:38
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Category: Portfolio
Tags: Eventi
 

 

Grande novità per la 12° edizione di Orobie Film Festival: l'evento cambia location!
L’iniziativa ha registrato negli anni un’affluenza di pubblico sempre maggiore, attirando sia appassionati di cinematografia sia amanti della montagna. Proprio a questo è dovuto il cambiamento: il Cinema Gavazzeni di Seriate, dal 23 al 27 gennaio 2018, con i suoi 452 posti, diventerà il nuovo punto di riferimento per l'evento cinematografico e nel quale si terranno tutte le proiezioni dei film in concorso, la cerimonia di premiazione e gli spettacoli.

www.montagnaitalia.com

Created: Giovedì, 19 Gennaio 2017 08:27
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Category: Portfolio
Tags: Eventi, Impianti Di Risalita
 

Il nuovo impianto è stato realizzato dall’azienda di Lana (Bolzano), braccio operativo in Italia della casa madre austriaca di Wolfurt, per conto della società Monterosa2000 con il contributo della Regione Piemonte e dei Comuni di Alagna e Riva Valdobbia.  Insieme al Funifor già esistente, raddoppia in pratica la capacità di trasporto verso Passo Salati, migliorando il collegamento con Gressoney all’interno del Monterosa Ski e rendendo più facilmente fruibili le due piste blu che, in quota, baciate dal sole ed esposte su un panorama fantastico, costituiscono un’importante attrazione per tutti, a cominciare da principianti, bambini e famiglie

 

Con l’inaugurazione della nuova seggiovia quadriposto Cimalegna – Passo Salati prodotta e installata da Doppelmayr in una zona strategica del comprensorio, la porzione piemontese del Monterosa Ski che fa capo ad Alagna Valsesia e alla società Monterosa2000 compie un altro bel passo avanti nella propria crescita e nel proprio sviluppo, sulla strada intrapresa ormai quasi vent’anni fa.  Alagna era un po’ la Cenerentola, l’anello debole nella integrazione perfetta (sci ai piedi e su piste battute) delle tre vallate d’Ayas (Champoluc), del Lys (Gressoney) e del Sesia (Alagna, appunto) tra la Val d’Aosta e l’apice nord-ovest del Piemonte. La vecchia, originaria funivia che saliva a Punta Indren lasciava solo la possibilità di discesa in fuoripista, sia verso Gressoney che verso Alagna, certamente non alla portata di tutti. I Valloni del Bors e d’Olen erano e restano ancora palestre per i virtuosi della neve fresca ma limitavano al Passo dei Salati il limite dell’esplorazione di quanti partivano da Champoluc o da Gressoney La Trinité sapendo di non avere le risorse tecniche per poi scendere fino ad Alagna. Poi tutto è cambiato ed è iniziato un rilancio che sta vivendo ancora nuove tappe. Nel giro di pochi anni un investimento complessivo di oltre 40 milioni di Euro ha consentito, nel 2000, la realizzazione della nuova cabinovia che da Alagna porta a Pianalunga e, nel 2004 del Funifor che da Pianalunga si arrampica al Passo dei Salati per incontrare la cabinovia Gabiet-Salati che sale dallo skirama di Gressoney. Altri 5 milioni sono stati spesi per realizzare nel vallone d’Olen una stupenda pista battuta dotata di innevamento programmato lunga nel suo intero sviluppo una decina di chilometri. Poi si è aggiunta anche la seggiovia che da Pianalunga sale a Bocchetta delle Pisse con annessa pista da sci e impianto di innevamento tecnico ed ora, dopo alcuni interventi sui campi scuola e i piccoli impianti ad Alagna,  ecco il nuovo importante impianto, la seggiovia quadriposto Doppelmayr presentata ufficialmente il 18 dicembre ad Alagna alla presenza del presidente della Regione Sergio Chiamparino e aperta al pubblico il 23 dicembre in uno stupendo panorama bianco prodotto dalle nevicate di novembre e dicembre e in un comprensorio che ha potuto aprire le sue porte agli sciatori dal 2 dicembre e ha programmato di chiuderle il 6 maggio. «Si tratta di una seggiovia ad agganciamento automatico che serve a potenziare la capacità di trasporto della linea che sale a Passo Salati affiancandosi al Funifor e raddoppiandone in pratica la portata – dice Andrea Colla, direttore della società Monterosa2000 che gestisce gli impianti di Alagna - L’investimento per questa nuova opera è stato di circa sette milioni e vi hanno partecipato, oltre alla nostra società, la Regione Piemonte  e i comuni di Alagna e Riva Valdobbia in un rapporto di collaborazione quantomai efficace per sostenere la nostra attività e, con quella, l’economia del nostro territorio e l’occupazione in loco».  La nuova seggiovia che Collegherà Cimalegna (m 2654) al Passo dei Salati (m 3030) è frutto di un lungo e scrupoloso lavoro di progettazione tecnica, di compatibilità ecologica, ambientale ed urbanistica, ma anche di una pianificazione attenta e puntuale dei tempi di realizzazione e di un ingente impegno da parte di Monterosa 2000 Spa e della ditta costruttrice.
L’impianto trasporterà 1600 persone l’ora circa e consentirà quindi di agevolare e velocizzare l’accesso al comprensorio Monterosa Ski dal versante Piemontese, garantendo allo stesso tempo una gestione ottimale delle piste blu di Cimalegna, particolarmente gradite da principianti, bambini e famiglie ed ora fruibili in modo ottimale anche nei week end. Le seggiole dell'impianto, costruito a tempo di record, sono pronte a trasportare gli sciatori verso i 3030 metri della stazione di monte, garantendo così una resa ottimale delle piste blu Bodwitch e Cimalegna, perfette per i principianti ma scelte da tutti per la meravigliosa vista che offrono sul Col d'Olen, sull'Istituto Mosso e sull'intera valle. Il nuovo arrivo offrirà un panorama ancora più suggestivo ed esclusivo sul Ghiacciaio di Bors e sui 4000 del versante sud del Monte Rosa. Inoltre la posizione della stazione di monte favorisce un facile accesso alla famosa discesa freeride denominata «Balma», mentre la scelta dell’agganciamento automatico con seggiole carenate presenta la soluzione ideale all’interno di un comprensorio grande come il Monterosa Ski. Sul piano della gestione dell’impianto, la realizzazione di un magazzino completamente automatico per il ricovero delle seggiole consente di ricoverare tutti i veicoli all’interno del magazzino in breve tempo, per proteggerli dalle intemperie aumentando notevolmente la loro durata.  «La seggiovia Cimalegna – dice Andrea Colla -  si inquadra in un corposo piano industriale della nostra società che nel prossimo futuro prevede anche la realizzazione di un bacino di raccolta idrica, di una nuova pista agonistica con sistema di innevamento integrato e di un nuovo impianto di risalita che sostituirà l’attuale seggiovia biposto che sarà, quest’ultima, riposizionata dotandola di una propria pista per ampliare l’offerta ai principianti». Altro che anello debole… E altro che Cenerentola… Alagna sta facendo i passi per entrare come una principessa nel Gotha delle stazioni sciistiche italiane. 





Created: Giovedì, 19 Gennaio 2017 08:27
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Category: Portfolio
Tags: Eventi, Impianti Di Risalita
 

La società Funivie Marmolada della famiglia Vascellari celebra quest’anno le «nozze d’oro» del rapporto con il più grande massiccio montuoso delle Alpi Orientali su cui ha scritto una grande storia di imprenditorialità e innovazione con la costruzione della funivia che da Malga Ciapela sale a Punta Rocca e con una serie di altre straordinarie realizzazioni, tutte concepite per arricchire l’offerta turistica, sportiva e perfino culturale (basta pensare al museo della Grande Guerra) del territorio in cui opera. Ultime in ordine cronologico e inaugurate in occasione di questo importante anniversario, sono i due avveniristici ascensori che faciliteranno il passaggio dalla stazione di Punta Rocca al ghiacciaio e che costituiranno un ulteriore motivo di attrazione per chi vuole vivere da vicino il fascino e i panorami di una delle più belle montagne del mondo

Due ascensori avveniristici e panoramici per rendere la montagna sempre più accessibile agli appassionati di sport, agli amanti della natura d’alta quota o, semplicemente, a chi vuole soltanto provare l’emozione dell’altitudine in sicurezza e comodità. Le Funivie Marmolada festeggiano i primi 50 anni di attività con quello che sanno fare meglio: investire in tecnologia all’avanguardia ampliando l’offerta turistica del territorio in cui sono inseriti. È un modello applicato con successo sia in Marmolada (www.funiviemarmolada.com) che Tofana, a Cortina d’Ampezzo, dove è presente l’altro impianto di risalita gestito dalla famiglia Vascellari: Freccia nel Cielo (www.freccianelcielo.com).

La celebrazione di un’attività
che dura da mezzo secolo

«Cinquant’anni anni sono un traguardo importante, una tappa simbolica della nostra attività che celebriamo anche con un grande risultato tecnologico, per rendere la montagna sempre più alla portata di tutti», commenta Mario Vascellari, presidente della società Marmolada srl. «È questo uno degli obbiettivi centrali del nostro operato – prosegue Vascellari -. Si pensi che dall’iniziale portata di 400 persone all’ora dei primi anni Sessanta già nel 2004 avevamo raggiunto una capacità di trasporto di circa 1.000 persone all’ora, coprendo oggi tre tronconi con un dislivello di oltre 1.800 m e collegando in 12 minuti Malga Ciapela a Punta Rocca». In occasione dell’importante anniversario, un filmato «50 anni di cielo tra la Marmolada e Cortina, tra funivie e famiglia» racconta la storia delle due funivie e della famiglia Vascellari, gli imprenditori che hanno investito in questi due avveniristici e arditi progetti. A completare la ricostruzione storica è stata inoltre realizzata una mostra fotografica sui 50 anni della funivia «Marmolada 50 years moving to the sky», visitabile al piano intermedio del terzo tronco della funivia a Punta Rocca, che racconta il connubio fra la tecnologia e la montagna, una relazione a volte difficile ma che ha portato nel tempo la possibilità a tanti di venire in contatto con una delle montagne più belle al mondo, riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco già nel 2009. Questo percorso iconografico racconta la storia imprenditoriale di una famiglia che ha vissuto il territorio sviluppandone la crescita anche turistica, creando valore per il contesto sociale ed economico nel quale le funivie sono inserite.

I due nuovi ascensori «Otis»,
eccellenza mondiale nel settore

Acciaio e vetro sono i materiali utilizzati per i due ascensori che faciliteranno il passaggio dalla stazione di Punta Rocca al ghiacciaio. Chiamati Rocca e Penia, come le due cime più alte del massiccio della Marmolada, hanno una portata di 42 persone ciascuno e di fatto sostituiscono le quattro rampe di scale, in gran parte esterne alla struttura, che prima erano necessarie per superare i 14 metri di dislivello tra piano di imbarco di Punta Rocca e il ghiacciaio. Grazie alle porte in vetro e alle ampie vetrate delle cabine è possibile ammirare la maestosità delle vette dolomitiche che circondano la Marmolada già dall’ascensore. Realizzati da Otis, un’eccellenza mondiale nel settore, questi si aprono direttamente sulle piste permettendo di raggiungerle agevolmente. Un vantaggio che piacerà non solo agli sportivi, spesso ostacolati dall’equipaggiamento tecnico, ma anche da quanti vorranno apprezzare la montagna in tutta comodità e sicurezza solo per godere di scorci unici ed emozionanti. Inoltre, come prescrive la normativa, ci sono delle scale interne parallele agli ascensori, anche queste panoramiche poiché si sviluppano intorno alle ampie vetrate della struttura. Il progetto ha preso l’avvio circa 3 anni fa. In particolare, della progettazione e del coordinamento delle attività si è occupato lo studio G22 Projects srl di Lana (BZ) (www.g22projects.com) mentre i lavori sono stati realizzati dall’impresa altoatesina Metall Ritten (www.metallritten.com), entrambi con ampia esperienza sul territorio per quanto riguarda le costruzioni in metallo. «La realizzazione di questi due ascensori è stata impegnativa per l’altitudine e la conformazione del luogo: sono stati utilizzati per il trasporto dei materiali i gatti delle nevi, l’elicottero e la stessa funivia per gli ingombri minori. Il vento che arriva a 3.000 metri di altitudine ha costretto, ad esempio, a legare tutti gli strumenti per evitare che volassero via», ha spiegato l’architetto Claudine Holstein dello studio G22 Projects. I lavori sono stati avviati nel maggio 2016 con la perforazione e il successivo consolidamento delle basi dei due ascensori che si muovono su uno strapiombo di circa 1000 metri sulla parete Sud della Marmolada. La struttura riflette i colori della natura nei diversi momenti della giornata grazie all’acciaio e ad un’ampia parte di vetrate che permettono di ammirare lo spettacolare panorama circostante. «L’eccellente risultato è da oggi sotto gli occhi di tutti. Siamo orgogliosi dell’apprezzamento ricevuto dai tecnici e dalle autorità competenti che hanno approvato questo progetto che migliora l’aspetto complessivo della stazione con una struttura architettonicamente innovativa. Infine, ringraziamo le autorità e le istituzioni che hanno partecipato all’inaugurazione e alla benedizione dei due ascensori», afferma Mario Vascellari.

L’offerta turistica
in un territorio baciato dalla bellezza della natura

«La missione della nostra società – dice ancora Vascellari - è quella di ampliare l’offerta turistica del territorio. Con i nostri impianti di risalita promuoviamo ricchi calendari di eventi che hanno l’obiettivo di animare sia la stagione invernale che quella estiva per rendere la montagna una meta turistica da godere tutto l’anno e quest’anno lo facciamo all’insegna del cinquantesimo, che inizia qui in Marmolada e proseguirà in estate in Tofana, dove Freccia nel Cielo a luglio avvierà le sue manifestazioni commemorative». Sui siti delle funivie di Marmolada e di Tofana, infatti, è possibile trovare indicazioni per salire in quota per ammirare le albe spettacolari sulle Dolomiti, magari gustando prelibate colazioni, per provare l’ebbrezza di sciare per primi sulla pista della Bellunese in Marmolada, 12 km di pura adrenalina, o di Forcella Rossa a Cortina la pista più spettacolare e impegnativa di tutto l’anfiteatro dolomitico di Cortina. Ricca l’offerta di aperitivi in alta quota, di eventi musicali nella cornice ineguagliabile delle Dolomiti e l’organizzazione di escursioni, sia invernali che estive, adatte a tutti i livelli: da principianti ad appassionati di sport estremi. Per quanto riguarda lo sci, in particolare, vale la pena di sottolineare che la Marmolada fa parte del comprensorio sciistico più grande del mondo: Dolomiti Superski. È inoltre un importante punto di collegamento per il Sellaronda, uno degli ski tour più suggestivi dell’intero arco alpino che si può percorrere, anche in giornata, attorno al massiccio del Sella attraverso 4 passi dolomitici, Campolongo, Gardena, Sella e Pordoi. Grande attenzione anche alla qualità dellaneve sulle piste con l’utilizzo di strumenti per ottimizzare l’innevamento artificiale che rilevano la profondità della neve per poi innevare solo dove c’è bisogno, con grande risparmio energetico e dell’uso dei battipista.                                      n

Il Museo Marmolada Grande Guerra 3000 m.:
il luogo della memoria per un’intera Nazione

Il Museo Marmolada Grande Guerra 3.000 m.  è il più alto d’Europa ma è anche il primo museo in alta montagna dedicato ai cimeli della Grande Guerra rinvenuti sul massiccio della Marmolada. Nel 2015 l’associazione Museo della Grande Guerra in Marmolada Onlus lo ha rinnovato in occasione delle manifestazioni del Centenario, grazie al finanziamento di Marmolada Srl. Il nuovo Museo è stato ampliato in uno spazio all’interno della seconda stazione della funivia (Serauta). Il filo

conduttore del nuovo Museo è il racconto della vita del soldato tra il tunnel della morte e la galleria della vita in cima ad una montagna, che sicuramente non era un luogo adatto per una guerra.
È un museo interattivo e multisensoriale, adatto a tutti i tipi di visitatore: dal bambino, allo storico, allo sciatore che vuole fare una pausa culturale nella sua giornata sugli sci, immergendosi nella storia della guerra di allora. Il significato più grande di questo museo sta nella volontà di trasmettere i valori di pace e di solidarietà, e ogni anno lo fa presentando nuovi eventi utili a mantenere vivi i ricordi di un tragico periodo vissuto dalle popolazioni di questi territori. Il museo si sviluppa su un’area di 300 mq al secondo piano della stazione di arrivo della funivia a Serauta. Il percorso espositivo inizia con la rampa d’ingresso che rievoca un ponte che attraversa un crepaccio nella Città di Ghiaccio. Da qui si ha accesso alla sala che illustra la vita delle popolazioni locali prima dell’evento bellico e subito dopo alle sezioni dedicate al primo anno di guerra e alla trasformazione da uomo a soldato che costituiscono la premessa a quello che è il cuore del museo. Il visitatore può quindi scegliere di entrare nel lungo tunnel, caratterizzato da diversi ambienti tematici, tra i quali spiccano le ricostruzioni simboliche della baracca italiana e di quella austroungarica. Oltre ad esse, nel tunnel s’incontrano le sezioni dedicate ai lavori di scavo, al soccorso dei feriti e alle cure mediche e alla vita nella Città di Ghiaccio. A fianco del tunnel corre l’ambiente espositivo della trincea, che illustra la realtà della vita in guerra. Dalle grandi vetrate, affacciate sul ghiacciaio e su uno spettacolare panorama, alcuni punti d’osservazione con cannocchiali permettono di vedere le principali postazioni di combattimento della Marmolada.
Nel punto di giunzione dei due percorsi paralleli, l’esposizione prosegue con la parte dedicata allo spostamento del fronte, avvenuto alla fine del 1917, in seguito alla disfatta di Caporetto, e all’ultimo anno di guerra, anno dell’occupazione e anche definito “ann de la fam”. Segue un approfondimento sull’immediato dopoguerra, con la ricostruzione e il lento ritorno alla normalità. Nella parte finale del percorso museale un’intera parete è adibita all’esposizione di documenti cartacei, sistemati in appositi cassetti che li proteggono dalla luce e dall’usura.
Tra gli altri spiccano alcune testimonianze relative al capitano Arturo Andreoletti e al tenente Flavio Rosso, le cui figure vengono approfondite nella sezione successiva, insieme a quella dell’ideatore della Città di Ghiaccio, il tenente ingegnere Leo Handl. Dopo questo viaggio nel passato, si torna all’attualità con le ultime vetrine, dedicate ai recenti ritrovamenti effettuati dai volontari del museo, che da anni si occupano anche della manutenzione della zona monumentale sacra e del percorso esterno di Forcella a Vu. La sala video con alcuni filmati d’epoca è il punto di arrivo di un percorso molto emozionante e vuole essere uno spunto di riflessione e di meditazione su quanto visto durante la visita.