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Gallery 3 Columns - MontagnaOnline.com

Tag: Gestione area sciabile

Created: Mercoledì, 16 Maggio 2018 11:52
Hits: 217
Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
 

La società trentina di informatica nata nel 2014 da un progetto sperimentale in  collaborazione tra la Fondazione Bruno Kessler e la Polizia di Stato ha prodotto un’applicazione con quale, mediante smartphone, l’operatore di soccorso che interviene sul luogo dell’incidente può monitorare dettagliatamente tutte le specificità dell’evento e trasmettere al gestore della skiarea una moltitudine di dati utili per una mappatura precisa della casistica e per un importante tutela sul piano delle responsabilità. Ce ne parla Riccardo De Filippi, a capo di un team di giovani ricercatori che ha sviluppato il progetto

Riccardo De Filippi (a destra), con Filippo Ongaro

Il prodotto si chiama «Safe». È un sistema formato da un’applicazione installabile su ogni smartphone ed una pagina web, capace di monitorare dettagliatamente casistiche e statistiche degli incidenti sciistici in una skiarea.  L’ha realizzata la società Motorialab s.r.l. di Trento, nata nel 2014 per iniziativa di quattro soci quale frutto di un progetto di ricerca tra la Fondazione Bruno Kessler, l’ente di ricerca di interesse pubblico del capoluogo trentino, e la Polizia di Stato di Moena  che gestisce l’attività di prevenzione e soccorso sulle piste da sci.  A che cosa serve? «È un servizio utile per i gestori degli impianti di risalita e dei comprensori sciistici che fino ad oggi hanno potuto disporre solo di dati sparsi e frammentari sui casi di incidenti registrati sulle aree di loro competenza e responsabilità. Con la nostra app applicata al suo smartphone, il soccorritore che interviene sul luogo dell’incidente mappa innanzitutto la posizione precisa dell’evento e, grazie ad una pagina web, registra tutte le generalità del tipo di soccorso effettuato che poi potranno essere  raccolte ed elaborate in un unico  contenitore per poter avere una valutazione statistica e una mappatura per zone sciabili della casistica. Si tratta di dati importanti  che servono per avere un quadro preciso delle situazioni incidentarie nell’area sciistica e anche per poter disporre di una documentazione testimoniale oggettiva in caso di contenziosi giudiziari. SAFE é anche giá pronto ad ospitare dati personali assicurando riservatezza ed integrità della privacy oltre che resilienza del sistema in caso di attacchi come richiesto dal nuovo DPGR in vigore da Maggio 2018.». Chi parla e spiega è Riccardo De Filippi, uno dei fondatori di Motorialab e uno degli inventori di  Safe, un uomo di 47 anni che non ha ancora perso l’entusiasmo ridente dei vent’anni e lavora bene con giovani collaboratori come Filippo Ongaro, il responsabile commerciale  che è di San Martino di Castrozza ed ha trent’anni. Nato a Milano da una famiglia triestina «che mi ha trasmesso la passione per lo sci», Riccardo si è laureato a  Padova in scienze forestali, materia a cui non è estranea l’informatica necessaria per le mappature satellitari dei grandi spazi.  Poi ha girato un po’ il mondo parlando inglese e tedesco oltre all’italiano. Per dieci anni è stato all’estero con la famiglia, tra Olanda (Master in geoinformatica presso l’Università di Wageningen) e Zurigo (progetti geo-oriented al Politecnico di Zurigo) ha maturato un’esperienza di specializzazione in database digitali ed ha intrapreso la carriera di ricercatore. Tornato in Italia nel 2009 e stabilitosi a Trento, ha iniziato a lavorare  alla Fondazione Bruno Kessler dove, insieme a Cesare Furlanello, Shamar Droghetti e Luca Colleoni e in collaborazione con

la Polizia di Stato (in particolare con Salvatore Ascione, al tempo responsabile del  «Servizio sicurezza e soccorso» e oggi a capo della Squadra Mobile) ha iniziato lo sviluppo del sistema. «Abbiamo avviato un progetto  sperimentale di ricerca per studiare le dinamiche dei soccorsi in pista – ricorda De Filippi – e creato  un software che poteva aggiungere ai dati forniti dalla  Polizia una georeferenziazione capace di “battezzare” con precisione la posizione e il tempo dell’incidente». Il sistema «Sicurskiweb», all’inizio sperimentale («Siamo partiti nell’inverno 2011/12 da Pampeago, Pinzolo poi la skiarea Mottolino di Livigno, San Martino-Tognola e il Cermis, le prime località che hanno creduto in questo lavoro») è stato perfezionato e arricchito nel tempo fino ad arrivare all’attuale stato avanzato di Safe. «Oggi con la nostra app – continua Riccardo - è possibile avere una registrazione dettagliata delle diverse specificità nella casistica degli incidenti, le ore critiche di punta, la tipologia della clientela interessata, la relazione tra età anagrafica e incidenti,  i confronti tra le diverse specialità praticate eccetera.  Ogni comprensorio ha esigenze particolari e noi possiamo in qualche modo “personalizzare” il nostro prodotto sulle richieste del cliente. È certo comunque che Safe consente in linea generale di fare ordine e risparmiare tempo in un capitolo delicato e sensibile nella gestione delle skiaree come quello dell’incidentistica e dell’infortunistica.  L’obiettivo finale è la creazione di un unico standard di rilevazione con il quale  potersi anche confrontare con altri». Intanto si sta mettendo perfettamente a punto il sito  www.motorialab.com destinato a diventare un punto di riferimento ineludibile per tutti gli operatori professionali della montagna bianca. E intanto Safe si sta facendo conoscere ed apprezzare sempre di più  facendo riscontrare anche un buon successo commerciale oltre al certificato successo sul piano operativo e funzionale. «Nel nostro paniere – dice Filippo Ongaro – ci sono ad oggi 13 clienti tra i quali Madonna di Campiglio, Kronplatz, Alta Badia, 3 Zinnen, Sesto Pusteria, Pampeago, Pinzolo, Folgarida-Marilleva. Vendiamo il prodotto in forma di licenze annuali che dipendono dal numero di giornate sci. Safe è disponibile a partire da 1200 Euro l’anno fino ad arrivare ad un massimo di 2500 Euro l’anno per le aree più grandi. Abbiamo sottoscritto una convenzione con ANEF per  una scontistica agli associati». Il numero delle località-clienti è certamente destinato a salire se passa (come dovrebbe passare) l’idea che anche nel campo della sicurezza e del soccorso le informazioni professionali sono molto più importanti di attività e iniziative locali attivate in modo volonteroso ma spesso estemporaneo. «Crediamo veramente che Safe sia un servizio utile alla comunità dello sci», conclude Riccardo De Filippi. Ha ragione.
www.motorialab.com

Created: Lunedì, 14 Maggio 2018 09:19
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Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile, Fiere Chiusura Stagione 2018
 

Sul podio del successo nella stagione olimpica

Le forniture per i Giochi Invernali olimpici e paralimpici che si sono svolti in Corea del Sud hanno contrassegnato in modo particolare un inverno che però, come sempre, ha visto l’azienda di Brissago Valtravaglia in prima fila anche su molti altri fronti dell’agonismo e della sicurezza delle skiarea con i suoi prodotti

 

Per SPM la stagione 2017/18 si è conclusa confermando il trend positivo degli ultimi anni: come per le ultime cinque stagioni si è registrato un nuovo record di fatturato. I fattori che hanno contribuito a questo risultato sono la quasi totale fornitura delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi di Pyeongchang e la fornitura esclusiva delle Finali di Coppa del Mondo di Sci Alpino ad Åre, che anticipa quella per i Mondiali 2019 che si terranno nella località svedese. A questi vanno poi ad aggiungersi tutti gli altri importanti eventi con cadenza annuale (tappe di Coppa del Mondo) e molti altri «minori» quali i FIS Alpine Junior World Ski Championships a Davos, i Campionati Italiani Aspiranti in Val Sarentino, il Criterium Nazionale Cuccioli, ecc. Numerosi anche i lavori di messa in sicurezza delle piste da sci: con la collaborazione del partner VS Vidori Silvano sono state montate strutture di tipo A in Italia, Kurdistan, Svizzera, Svezia e Norvegia. Anche la stagione 2017/18 è stata straordinaria per le vendite del consolidato puntale brevettato Brush Grip, una «genialata» dell’azienda di Brissago Valtravaglia destinata a restare nella storia come l’invenzione del palo snodato sul finire degli anni Settanta. A questo si è aggiunta la nuova plastica per tubi da slalom modello Platinum, super resistente agli urti anche in condizioni estreme. Per i grandi eventi si sono registrate ottime vendite dei nuovi materassini pubblicitari «a L» per le aree d’arrivo, approvati dalla FIS e utilizzati da Swiss Ski, il City Event di Stoccolma e le finali di Coppa del Mondo ad Åre. Ha suscitato notevole interesse il tunnel di partenza trasparente utilizzato a Campiglio: eventi minori hanno richiesto dei prodotti simili studiati «ad hoc». Sul piano della ricerca si sono approfondite la conoscenza e l’esperienza nel campo degli impatti ad alta velocità e della sicurezza nel settore delle moto: non a caso le vendite dei materassi di protezione per i circuiti  motociclistici stanno aumentando sensibilmente di anno in anno. Per presentare la sua produzione,  SPM ha partecipato come espositrice all’ ISPO di Monaco di Baviera, evento strategicamente irrinunciabile per lo sviluppo di new business e il mantenimento di relazioni con partner esteri e altre aziende. A Mountain Planet di Grenoble ha esposto il partner francese Vola Racing e a Prowinter dirigenti e tecnici dell’azienda hanno partecipato come visitatori. Chiusa la stagione 2017/18, SPM sta comunque già pensando al prossimo futuro. Si stanno infatti sviluppando molte novità che verranno presentate al mercato per la prossima stagione invernale che, si spera, sia positiva come quella appena passata per consolidare il trend favorevole del mercato di riferimento. In SPM si ritiene infatti che sia in Italia che all’estero ci sono state situazioni positive che fanno credere in una ulteriore crescita del mercato. Le straordinarie nevicate e la crescita numerica di «turisti invernali» hanno fatto sì che si creassero situazioni particolarmente favorevoli per  la clientela. L’andamento positivo della stagione appena terminata e la sempre più importante attenzione per la sicurezza dei comprensori sciistici, hanno fatto si che la realtà e l’offerta dell’azienda varesina rispondesse pienamente alle esigenze dei clienti.
www.spm-sport.com

Created: Giovedì, 15 Marzo 2018 13:36
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Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile, Attrezzature ludiche
 
A destra Edo (mancato nel 2017), con papà Aldo e il fratello NIccolò allo stand di Interlapin 2017

Vent’anni di passione sulla «neve artificiale»

È un compleanno amaro per l’azienda bergamasca fondata nel 1998, pioniera nella produzione di tappeti sintetici capaci di riprodurre perfettamente la scorrevolezza del manto naturale e quindi protagonista a livello mondiale del sogno di sciare sempre e dovunque, anche quando la neve naturale non c’è. Edoardo Bertocchi, il fondatore, non c’è più, purtroppo. Ma sarà il fratello Niccolò a portare avanti quel sogno, con lo stesso impegno nel cercare sempre qualità e innovazione per sempre nuovi prodottiù avanzate per sostenere e vincere la sfida sempre più ardua contro i mutamenti climatici e il costante aumento delle temperature. Tutto comincia da una progettazione corretta…

Neveplast, azienda bergamasca leader mondiale nel settore piste da sci artificiali, spegne quest'anno la ventesima candelina. Nel 1998 Edoardo Bertocchi, partendo dall'intuizione del papà Aldo che aveva sviluppato un materiale plastico con la stessa scorrevolezza della neve, fonda la società Neveplast. Due anni dopo l'inizio dell'attività Niccolò, fratello minore di Edoardo, affianca Edo al timone dell' azienda. È l'inizio dell'avventura Neveplast dei fratelli Bertocchi che porteranno l'azienda bergamasca sul tetto del mondo, nel giro di vent' anni, partendo da uno scantinato. Vent’anni anni di sacrifici, di scommesse e sperimentazioni alla ricerca della qualità e dell'innovazione. Un percorso tortuoso, senza garanzie, affrontato con la grinta e la fame di chi parte dal nulla ma ha in mente una visione rivoluzionaria: sciare ovunque ci sia un pendio, anche in città, estate e inverno, con la sensazione di essere sopra un manto di neve vera.  Una scommessa che sa di sogno se si torna indietro nel tempo alla fine degli anni '90 quando in pochissimi in Italia conoscevano il mercato delle piste da sci artificiali e nessuno avrebbe investito tempo ed energie in un settore così di nicchia.  La passione per la montagna e  la profonda convinzione della valenza positiva della pratica sportiva come veicolo anche di valori sociali  hanno fatto di Neveplast un eccellenza nel mercato internazionale delle piste da sci artificiali. Un traguardo che riempie d'orgoglio, una festa che Neveplast non può che dedicare ad Edoardo Bertocchi, anima creativa e guida visionaria della società, prematuramente scomparso lo scorso agosto.  Caratteristiche peculiari di Neveplast sono il rivoluzionario materiale con il coefficiente di attrito pressoché pari a quello della neve e l’ottima tenuta laterale garantita dal particolare design del prodotto.  L' azienda bergamasca introduce fin dall’inizio nuovi standard tecnici per migliorare la performance sportiva sulla superficie sintetica. Il segreto è quello di esaltare le prestazioni pur utilizzando il tradizionale equipaggiamento. Il manto Neveplast è stato il primo a riprodurre le stesse sensazioni che si hanno sulla neve senza bisogno di utilizzare sistemi di irrigazione.  Lo sci alpino è il primo mercato nel quale Neveplast investe e si impone sulla scena internazionale, grazie anche alla passione e all' abilità sciististica dei fondatori. Subito dopo grande attenzione è dedicata anche allo sci nordico. E allora via allo sviluppo e alla ricerca di prodotti specificatamente studiati e per riprodurre i circuiti sia in tecnica classica che libera!   Nella prima metà degli anni duemila, grazie all’intuizione di Edoardo, Neveplast introduce l’idea di trasformare i prodotti Neveplast da prettamente sportivi in attività ludiche. In particolare nel 2002 è stato testato e poi introdotto nel mercato «Tubby», lo snowtubing estivo con cui sono state realizzate più di 1600 installazioni in tutto il mondo. Negli anni successivi, a seguito del successo di Tubby, Neveplast ha introdotto il concept del drifting sulle piste artificiali. Prima lo Skiddy, adrenalina pura per go kart sul Neveplast, garantendo il feeling e la sensazione di guidare come su neve, e poi lo S-kid,  minikart a gettoni che «driftano» sul Neveplast e che incontra una fascia di pubblico quali ragazzini e teenager.  Neveplast ha intuito in tempi non sospetti l'importanza di quello che oggi è comunemente definito «Urban skiing» (sciare in ambienti urbani). Non è stato facile all' inizio diffondere l’idea che praticare lo sport invernale per eccellenza può e deve essere una pratica accessibile, divertente e per tutti.  I tanti progetti realizzati in tutto il mondo, soprattutto quelli nei grandi centri urbani, che hanno permesso a migliaia di persone di avvicinarsi allo sci e allo snowboard, hanno confermano il successo del format. L’idea dello sci urbano è quello di portare lo sci in città, per poter far appassionare agli sport invernali nuovo pubblico con lo scopo finale di portarlo sulla neve ed in montagna durante il periodo invernale.   Per festeggiare i 20 anni di attività Neveplast è orgogliosa di annunciare la realizzazione di due importanti progetti.  Il primo riguarda la crescita dell’azienda: entro l’estate 2018 verrà completata la nuova sede che accorperà gli uffici commerciali e amministrativi con la produzione, l’assemblaggio e la logistica.
Il secondo è un progetto sviluppato a Copenaghen del quale si parlerà molto nel mondo per la portata avveniristica del format e per il messaggio di sostenibilità che lo caratterizza.
www.neveplast.it

Le piste NEVEPLAST sul tetto
del termovalorizzatore di Copenaghen
A Copenaghen, a pochi km dalla piazza principale della capitale danese, sarà inaugurato il prossimo autunno il termovalizzatore di Amager Bakke- Copenhill: una struttura da oltre 700 milioni di Euro che, bruciando i rifiuti, diventerà la fonte di energia e teleriscaldamento della capitale danese e delle città limitrofe.  Un progetto pazzesco, avveniristico e unico al mondo. Firmato dal prestigioso studio di architettura Bjarke Ingles Group il progetto incoronerà Copenaghen come la prima capitale al mondo a emissioni zero. Oltre al sofisticato e innovativo aspetto architettonico, questa complessa opera ingegneristica è destinata a diventare la meta privilegiata per tutti gli sportivi, in particolare per gli sciatori. Sul tetto dell’impianto, grazie alle sue enormi dimensioni, 200 metri di lunghezza, e 90 di altezza nascerà la pista da sci più grande del Paese, con oltre 400 metri di tracciato per sci e snowboard. Una vera e propria stazione sciistica, sviluppata tutta su neve artificiale che porta la firma di Neveplast. L’azienda bergamasca infatti si è aggiudicata la gara di appalto indetta dagli ideatori danesi del progetto superando innumerevoli test di garanzia e qualità del prodotto, dimostrando ancora una volta il suo valore internazionale nel settore piste da sci artificiali.  Tre le piste, quella nera che parte dall’alto, scende per 180 metri ed è servita da uno skilift, c’ è poi la pista blu da 75 metri che unisce il tracciato impegnativo con i 150 metri di pista verde per tutti i livelli. Queste ultime due saranno servite da dei nastri trasportatori.

Created: Giovedì, 15 Marzo 2018 07:39
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Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
 

Sicurezza e innovazione
nella palestra del Grande Sci


 

Nelle più prestigiose tappe della Coppa del Mondo, alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi coreane l’azienda di Brissago Valtravaglia (Varese) guidata da Giovanni Berutti ha confermato con le sue forniture un livello di qualità che la pongono in un ruolo leader nel settore. Dalle reti ai pali, dai materassi a nuove soluzioni produttive anche nel mondo del motociclismo, il marchio varesino continua a crescere segnando affermazioni e fatturati sempre più consistenti

Un’ennesima stagione invernale sta volgendo al termine ed è ormai arrivato il momento di tirare le somme anche per l’azienda varesina di Brissago Valtravaglia. Negli ultimi anni SPM è cresciuta notevolmente: nuove figure professionali, nuovi progetti e solide collaborazioni hanno fatto si che l’azienda fosse pronta a sfide sempre più grandi. Le prove non hanno tardato ad arrivare: nuove strutture di «tipo A» sono state montate (grazie anche alla collaborazione del partner VS Vidori Silvano) in Italia, Kurdistan, Svizzera, Svezia e Norvegia. La neve, tanto attesa da tutti, ha fatto si che si consolidasse il trend di vendite positivo registrato in estate. E poi le Olimpiadi e le Paralimpiadi in Corea che, aggiuntesi agli altri importanti eventi, hanno contribuito a raggiungere un nuovo record di fatturato e a proclamare l’azienda varesina come fornitore preferito dai grandi eventi internazionali. Inoltre la maggior parte dei Comitati Organizzatori di Coppa del Mondo hanno scelto SPM: Killington, Beaver Creek, St Moritz, Val Gardena, Madonna di Campiglio, Kranjska Gora, Adelboden, Wengen, Cortina in collaborazione con VS di Vidori Silvano, Kitzbuhel, Schladming, Lenzerheide, Crans Montana, Kvitfjell, le nuove Stoccolma e Ofterschwang e le Finali di Are. La località Svedese ha già collaborato con SPM e VS per la messa in sicurezza delle piste che vedranno cimentarsi gli uomini e le donne nelle discipline veloci e tecniche in occasione dei prossimi Mondiali di Sci Alpino 2019. A queste si sommano le gare italiane di Coppa del Mondo Snowboard di Cortina e di Cervinia, oltre che numerosissimi altri appuntamenti. Tra le importanti novità dell’anno, SPM ha presentato un nuovo tunnel di partenza, utilizzato per la tappa di Coppa del Mondo di Madonna di Campiglio: completamente trasparente e con struttura «a S», rispondeva all’esigenza di portare i fotografi fino al cancellato di partenza, senza però recare disturbo ad atleti e allenatori. Il prodotto è piaciuto particolarmente anche da altri comitati organizzatori ed è stato richiesto da altri clienti (con personalizzazioni aggiuntive). Spostandoci in finish area, l’azienda varesina ha fornito a Swiss Ski un nuovo tipo di materasso pubblicitario approvato dalla FIS per coprire i materassi air pads dell’area d’arrivo, che è utilizzato per tutte le gare di Coppa del Mondo in Svizzera. Il sistema è stato apprezzato e richiesto da molti altri comitati organizzatori, tra cui quello svedese di Are, che l’ha utilizzato per le Finali 2018 e per il parallelo in notturna di Stoccolma. Durante la stagione, SPM si è distinta per la nuova plastica di altissima qualità dei tubi modello «Platinum»: già testata durante l’inverno 2016/17, si è rivelata resistente a condizioni estreme e dalle prestazioni elevate. I tubi Platinum sono oggi utilizzati in quasi tutte le gare di Coppa del Mondo, dalla maggior parte delle federazioni nazionali e numerosissimi sci club. SPM si muove anche sull’estivo e ha offerto una gamma completa di prodotti per i circuiti moto: materassi Energy Absorber e Air Pads rispondono alle norme della Federazione Internazionale di Motociclismo e sono omologati FIM come sistemi di protezione. I materassi di protezione SPM sono già utilizzati da molti dei maggiori circuiti moto d’Europa. SPM conferma così il trend crescente degli ultimi cinque anni e chiude un'altra stagione di soddisfazioni segnando un nuovo importante record di fatturato.
www.spm-sport.com

Created: Venerdì, 16 Febbraio 2018 07:39
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Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
Guarda il video
https://youtu.be/zAXWiUJCglY

MND Group e la Federazione Internazionale Sci (FIS) hanno unito le loro forze per coinvolgere le nuove generazioni nella pratica degli sport sulla neve.


Quale leader nella progettazione e nella produzione di soluzioni adatte allo sviluppo delle aree montane e della mobilità nelle zone turistiche ed urbane, la collaborazione è appropriata per entrambe le organizzazioni. Il presidente della FIS Gian Franco Kasper ha commentato, “il futuro degli sport sulla neve, dipende dal fatto che i vari soggetti, interessati a questo settore, operino in sintonia. Questa collaborazione è il passo fondamentale per andare in questa direzione e siamo orgogliosi di lavorare insieme”.
L’amministratore delegato e fondatore Xavier Gallot-Lavallée ha aggiunto, “MND è soddisfatta di collaborare con la FIS nell’iniziativa “portiamo i bambini sulla neve” e di condividere i nostri sforzi per coinvolgere, a livello mondiale, sempre più bambini nella pratica dello sci. Il nostro impegno quotidiano è volto ad individuare le soluzioni migliori per tutte quelle persone che praticano sport invernali e stiamo lavorando, di pari passo con FIS, riguardo vari argomenti come: la qualità della neve, la sicurezza sulle piste, …”.
Il Gruppo francese MND è composto da cinque dei marchi più conosciuti a livello mondiale, nello sviluppo delle aree montane; LST – impianti di risalita, Sufag – sistemi d’innevamento, Techfun – impianti adrenalinici per il tempo libero, Tas – prevenzione dei rischi naturali e MBS – attrezzature per la sicurezza in montagna. Il Gruppo ha fornito, in tutto il mondo, più di 3000 clienti in 49 diversi paesi, diventando così un’organizzazione di fama internazionale.
Con un accordo triennale, FIS e MND Group tramite il programma “portiamo i bambini sulla neve”, focalizzeranno il loro impegno sulla “formazione” delle nuove generazioni. Questa collaborazione genererà una serie di azioni e di strumenti che consentiranno la facile organizzazione di eventi e di attività per portare i bambini sulla neve. Tra tutti, tema chiave sarà quello dedicato alla sicurezza in montagna. Per affrontare l’argomento, sarà realizzato un cartone animato sull’educazione alla sicurezza che uscirà a fine gennaio 2018.

www.mnd-group.com/en/

https://youtu.be/zAXWiUJCglY

Created: Martedì, 13 Febbraio 2018 07:00
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Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
  • 62 km di reti di protezione B
  • 20 km di reti di tipo C
  • 3 km di reti di tipo BC
  • 2.200 m di materassi di protezione
  • 50 chiavi e 335 punte
  • 2.500 pali da slalom (preolimpiche)
  • 760 teli per le porte (per tutte le discipline olimpiche)
  • 20.000 pettorali (per tutte le discipline olimpiche)
  • 3.630 V board per il fondo
  • 3 km di transenne

 

 

 Auguriamo a tutti buona continuazione dei Giochi e tanti indimenticabili successi.

 

www.spm-sport.com

Created: Domenica, 21 Gennaio 2018 04:57
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Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
 
                                                                                    

Si sa che i percorsi talvolta molto lunghi e spesso da superare su fondi ghiacciati costituiscono uno sgradevole «pass» da subire per lo sciatore che inizia la sua giornata di sci avviandosi, sci in spalla, verso l’impianto di risalita che lo porterà in quota. Il nastro trasportatore prodotto dall’azienda austriaca di Imst si propone come soluzione logistica ideale per questa situazione, consentendo all’utente di raggiungere l’impianto di arroccamento con gli sci ai piedi e in totale relax

Ormai le stazioni sciistiche  offrono quasi sempre agli ospiti un elevatissimo livello di comfort. Al giorno d'oggi non è più possibile fare a meno di collegamenti wireless, seggiovie riscaldate, fantastiche funivie,  comodissime cabinovie e piste perfettamente allestite e battute. Gli ospiti, insomma, possono beneficiare di ogni genere di comodità. Ma anche in presenza di tutti gli standard di elevato comfort, resta ancora in molti casi una situazione critica che può disturbare il feeling tra l’utente e la località sciistica. Infatti, proprio all'inizio della giornata sugli sci, si può incontrare il fastidioso problema di spostarsi dal parcheggio delle macchine al primo impianto portandosi gli sci in spalla e camminndo con gli scarponi ai piedi su un terreno spesso ghiacciato e per tratti spesso anche abbastanza lunghi. È dunque innanzitutto necessario gestire questi percorsi faticosi dai parcheggi ai primi ski-lift per cancellare questo fastidioso inconveniente. Infatti questi tragitti sono spesso ripidi e scivolosi e vengono percepiti come relativamente difficili con gli scarponi da sci ai piedi. Un esempio di come si possono «recuperare» i propri ospiti sin dal parcheggio è stato offerto in questa stagione invernale dalla tappa di Coppa Mondo a Cortina d'Ampezzo per le prove di velocità sulla mitica pista delle Tofane nell’incantevole panorama delle Dolomiti. Con il nuovo tappeto magico installato dalla Sunkid, percorrendo solo pochi scalini, da quest’inverno gli ospiti della «regina delle Dolomiti» dall'estremità inferiore del parcheggio raggiungono il nastro trasportatore e procedono comodamente verso la stazione a valle . Dopo la discesa, gli ospiti attendono solo per pochi altri metri, senza ulteriori sforzi e stress, fino a quando non raggiungono la cassa e il primo skilift. Se desiderano procedere fino allo skilift successivo dopo aver strappato il biglietto, a disposizione degli amanti degli sport invernati si trova di nuovo un tappeto magico con cui possono superare un'altra gradinata.  E così una meravigliosa giornata sugli sci ha inizio senza fatica e senza stress q eusto è il modo migliore per cominciare bene. Questo esempio rappresenta solo una delle numerose possibilità d'applicazione del tappeto magico come mezzo di trasporto anche intorno al complesso sciistico. E lo stesso vale per il percorso che si snoda dal centro della località fino alla funivia o anche per il rientro in hotel.
Il tappeto magico, che si può utilizzare a prescindere dalle condizioni climatiche, non deve obbligatoriamente trovarsi su prati, ma può anche essere integrato nell'asfalto sotto forma di installazione permanente per consentirne l'impiego tutto l'anno.

Esempi dei progetti realizzati nell'area
a margine del complesso sciistico:

● parcheggio per autovetture in direzione alla stazione a valle
● sottopassi
● attraversamento con ponte
● raccordi alla zona della gastronomia
● percorsi di ritorno alla stazione degli ski-lift
● collegamento tra complessi sciistici
● ghiacciaio in direzione della stazione di montagna
www.sunkidworld.com

Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 10:12
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Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile

I poliziotti sciatori in pista
per la sicurezza e il soccorso

Il servizio coordinato dal Centro Addestramento Alpino di Moena opera da sessant’anni fedele come sempre all’impegno di tutelare gli sciatori di tutte le età sulle piste da sci. Quest’anno sono 194 gli operatori che compongono le pattuglie presenti in 53 località sciistiche italiane. Sono grandi appassionati della montagna altamente qualificati, usciti da specifici corsi di formazione, che hanno il compito di sorvegliare sul traffico sciistico e di intervenire in caso di incidenti e infortuni, svolgendo anche funzioni di prevenzione controllo sempre più sollecitate dall’alta frequentazione delle stazioni invernali e da tendenze sportive talvolta pericolose

Dice il dottor Vittorio Zamparelli, funzionario della Polizia di Stato e direttore del Centro Addestramento Alpino di Moena: «Quest’anno il nostro Servizio Sicurezza e Soccorso in montagna vede impegnati 194 operatori da noi formati e altamente qualificati distribuiti in 53 località sciistiche. Le pattuglie attive sui territori, composte da un minimo di tre elementi, dipendono da 13 Questure ma durante la loro attività continuano a fare riferimento a noi per quanto riguarda il coordinamento tecnico.  I nostri poliziotti sciatori rappresentano un presidio dello Stato in montagna, svolgono una funzione di tutela della sicurezza e compiti di assistenza che sono molto apprezzati dalle società di gestione delle località che dagli stessi sciatori, dai quali abbiamo avuto molti attestati di riconoscimento e di stima». Si sta parlando del servizio che la Polizia di Stato svolge da sessant’anni, vale a dire da quando il suo embrione nacque con la costituzione di un nucleo di 100 agenti destinati a garantire ordine pubblico e sicurezza in occasione delle Olimpiadi bianche di Cortina d’Ampezzo del 1956. Da allora, salvo un brevissimo periodo a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta quando tutte le risorse delle forze dell’ordine vennero impegnate nella lotta al terrorismo, questo servizio gestito all’interno dell’ufficio Affari Generali dal Centro Addestramento Alpino di Moena ha costituito un presidio di legalità e sicurezza sulle nevi dei comprensori sciistici. Nel corso degli anni ha assunto avanzatissime caratteristiche professionali, e non è un caso che le polizie europee più volte facciano riferimento all’esperienza italiana per ricevere corsi di formazione e di aggiornamento. Alla meticolosa preparazione giuridica gli operatori del servizio devono aggiungere un’elevata abilità sciistica ed approfondite conoscenze dell’ambiente montano. I «poliziotti sciatori» («Ricordo un articolo di giornale degli anni Sessanta – dice Zamparelli -  che li aveva già definiti allora “angeli della neve”») presidiano le  skiarea, intervengono in caso di comportamenti irregolari da parte degli sciatori e sono in grado anche di assistere gli infortunati nella sterminata casistica di incidenti più o meno gravi che si registrano ogni inverno. Vengono addestrati in corsi di formazione e di costante aggiornamento e costituiscono una presenza spesso fondamentale e risolutrice per le vite umane in pericolo o in difficoltà. Soprattutto in questi ultimi anni, l’esplosione del fenomeno del freeride, la pratica dello sci fuori pista e in neve fresca, ha visto impegnati giornalmente gli operatori della Polizia di Stato in recuperi di sciatori infortunati o addirittura, purtroppo, deceduti a causa di traumi o poiché travolti da valanghe. «Sono naturalmente ottimi sciatori, la maggior parte dei quali ha anche frequentato corsi di specializzazione sci /alpinistica tenuti presso il CAA, animati soprattutto da una grande passione per la montagna e per questa attività di servizio gratificante ma anche molto impegnativa». Il dottor Zamparelli («Mi ritengo un discreto sciatore»), romano, 58 anni, laureato in Giurisprudenza nel 1987 e sposato con due figli («La mia

 
 
 

famiglia sta a Roma ma è sempre felice di venirmi a trovare in una località splendida come la Val di Fassa») dirige il Centro Addestramento Alpino di Moena da tre anni: «Operiamo la prima selezione tra i poliziotti che si candidano a questo incarico, organizziamo e gestiamo i corsi di formazione e di addestramento tenuti da istruttori della struttura, molti dei quali sono anche Guide Alpine e molti provengono dal  Gruppo Sportivo FFOO Moena che ha sede presso il Centro. A questi, ogni anno, segue un corso di aggiornamento. Provvediamo all’equipaggiamento delle pattuglie coordinandoci con le Questure presso le quali verranno inviati a presidio delle aree sciistiche». Gli uomini della Polizia di stato in servizio sulle piste sono in grado di assicurare un’efficace controllo del territorio, prevenendo e reprimendo i comportamenti illeciti o scorretti, e nel caso di incidenti di operare i necessari rilievi per accertare le reali responsabilità. «I nostri poliziotti sciatori – dice  Zamparelli – sono ufficiali di pubblica sicurezza e agenti e ufficiali di polizia giudiziaria.  Possono operare in ambiti di polizia giudiziaria, comminare sanzioni in caso di comportamenti scorretti nel rispetto del codice di comportamento sulle piste da sci. Con la loro presenza danno sicurezza, fanno sentire ai cittadini-sciatori la presenza delle forze dell’ordine e hanno le capacità e le competenze per intervenire in missioni di soccorso, sono forniti di un’efficace preparazione per il primo intervento su traumi ed una consolidata e documentata abilitazione all’utilizzo del defibrillatore». Importante è il rapporto di collaborazione che si instaura con le società di gestione dei comprensori sciistici che forniscono alle pattuglie loro assegnate la sistemazione logistica. «È importante per le località poter disporre di un servizio che garantisce legalità e sicurezza sulle piste, capacità di intervento in diversi ambiti, professionalità e dedizione. Ma un altro non trascurabile contributo a cui i gestori tengono molto è la professionalità che i nostri uomini possono fornire nelle rilevazioni necessarie a seguito di incidenti  in pista, una casistica che spesso produce lunghi strascichi giudiziari e vede pesantemente coinvolti i gestori degli impianti. Le valutazioni oggettive e fattuali sul luogo dell’incidente svolte dai nostri uomini hanno valore probatorio e assumono rilevanza determinante».
Il Servizio Sicurezza e Soccorso in montagna, di recente regolamentato da un Decreto del Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, viene svolto alle dirette dipendenze delle Questure di riferimento ed in particolare degli Uffici Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, sotto il coordinamento tecnico del Centro Addestramento Alpino. L’attività, che impiega uomini e mezzi secondo un piano di anno in anno licenziato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, inizia, di norma, l’8 dicembre con l’apertura dei primi impianti e cessa soltanto alla chiusura dell’ultimo comprensorio servito. Viene svolto 7 giorni su 7 dall’orario di apertura delle piste alla chiusura giornaliera degli impianti. Le pattuglie operanti sono tenute a garantire l’efficacia del servizio gestendo, d’intesa con la Questura, la fruizione di ferie o recuperi. Qualora se ne verificasse la necessità viene sostituito con altro personale in modo da non pregiudicare la funzionalità del dispositivo. Tutto ciò comporta evidentemente uno sforzo logistico non indifferente ed un continuo coordinamento tra Questure, competenti Direzioni Centrali della Polizia di Stato e Centro Addestramento Alpino . «I nostri ragazzi – dice Zamparelli – sono tosti perché amano la montagna e quello che fanno. Cominciano alla mattina presto e staccano solo alla fine della giornata facendo “la scopa”, vale a dire verificando che, a impianti chiusi, non ci siano più sciatori sulle piste e quindi che nessuno sia in difficoltà. È un impegno continuo che si può sostenere solo se si è animati da una grande passione».




Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 10:12
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Tags: Gestione area sciabile


La stagione invernale 2016-2017 è stata sulle Alpi  italiane divisa in 2 periodi come quella  precedente. La prima parte dell’inverno è stata scarsa di precipitazione e mite a dicembre e novembre, la seconda da febbraio in poi nevosa ma non con importanti quantità. Questo andamento si è ripercosso molto sulla disponibilità della risorsa idrica nivale, specie nelle Alpi orientali.
I dati utilizzati in questo lavoro provengono dai data base dei Servizi Valanghe AINEVA, dalle stazioni di rilevamento presso le dighe delle diverse Compagnie di gestione delle acque superficiali dell’arco alpino (CVA Valle D’Aosta, Enel) , dalla Società Meteorologica Italiana,  dalla consultazione  delle banche dati on-line di alcune regioni, (www.meteotrentino.it, www.provincia.bz.it, http://www.arpa.veneto.it), da comunicazioni personali (http://marcopifferetti.altervista.org/) e dalla consultazione di  alcuni bollettini valanghe del Meteomont (www.meteomont.org).
Per quanto riguarda i dati degli incidenti da valanga sull’arco alpino sono stati consultati i siti www.aineva.it, www.avalanches.org, www.slf.ch e www.anena.org.

La precipitazione nevosa e la neve al suolo
Per analizzare il cumulo stagionale di neve fresca (HN), che viene utilizzato come riferimento per descrivere l’andamento della stagione invernale con riferimenti storici, espresso come SAI Index e calcolato per tutto l’Arco Alpino Italiano, sono state utilizzate 80 stazioni nivometeorologiche ubicate fra i 400 e 2740 m di quota.  Il SAI Index della stagione 2017, per le Alpi, è stato pari a -0.93 (l’indice è adimensionale, 1= inverno medio), sotto la soglia dello 0.10 percentile (-0,80) ad indicare un inverno eccezionalmente (raro) scarso di neve
La spazializzazione del valore del SAI Index evidenzia l’andamento nelle diverse geografiche, con i valori maggiori nelle Alpi Marittime e in Valle d’Aosta, frutto delle nevicate autunnali, in Alto Adige lungo la cresta di confine con l’Austria e nel gruppo dell’Adamello. In tutte le altre aree i valori sono stati fortemente al di sotto della media. I valori dei SAI Index per le Alpi occidentali è stato di -0.53 , per quelle centrali di -0,96 e per quelle orientali di -1,27.
Lo scarto percentuale della precipitazione nevosa rispetto alla media 2010-2016 per novembre-gennaio e febbraio-aprile, evidenzia oltremodo la scarsità di neve della prima parte dell’inverno e la maggior nevosità della seconda parte. In particolare, da febbraio in poi, la precipitazione è stata maggiore nelle Alpi occidentali e lungo la cresta di confine con l’Austria. Anche le Dolomiti meridionali e le Orobie hanno avuto un discreto innevamento.
A fine novembre, nelle Alpi occidentali, in particolare dalle Alpi Liguri alle Alpi Graie, l’inverno era partito bene con oltre 100-120 cm di neve fresca in pochi giorni (21-25 novembre) e oltre i 200 cm in alta quota, andando a formare un normale manto nevoso. Sul resto delle Alpi, in quel periodo le nevicate sono state ridotte man mano che si procedeva verso oriente fino ad essere quasi assenti come neve dalla sinistra del fiume Adige alla Slovenia.
Il  19-21 dicembre nevica ancora nella parte occidentale delle Alpi mentre per vedere la neve anche sulle Alpi orientali occorre aspettare il 12-14 gennaio 2017 con 15-20 cm in quota. Il 13 gennaio nevica anche in pianura.
La prima nevicata importante del 2017 arriva solo tra il 2 e il 6 febbraio quando grazie a diversi impulsi perturbati cadono circa 40-60 cm ovunque oltre i 1500 m con limite neve a 700 m nelle Alpi e più elevata nella fascia prealpina.
Fra il 6 e l’9 febbraio un nuovo impulso determina la comparsa della neve ancora a bassa quota. Dall’11 di febbraio in poi le temperature dell’aria aumentano di nuovo e rimangono sopra la media fino a fine mese.
Poi occorre aspettare la fine del mese di febbraio (28-1 marzo) per avere ancora nuove precipitazioni che proseguiranno anche nei primi giorni di marzo (4-6 marzo)  con abbondanti nevicate un po’ su tutto l’arco alpino.
L’ultima decade del mese marzo è stata caratterizzata invece da una maggiore variabilità che ha interessato maggiormente la parte occidentale delle Alpi con neve (23-26 marzo)  a fine episodio anche a bassa quota..
Il 2-3 aprile un nuovo episodio porta 50-70 cm di neve fresca in quota nelle Alpi occidentali e solo 15-20 nelle Alpi orientali. Seguono poi temperature molto miti fino a fine mese.
Infine, fra il 25 di aprile e il 4-5 di maggio, avviene l’ultimo periodo nevoso importane sull’Arco alpino meridionale. La neve e poi le basse temperature del mese di maggio, hanno contribuito a far rimanere la neve in montagna a lungo.
Questo andamento della stagione invernale ha portato ad un importante deficit di risorsa idrica nivale specie nelle alpi orientali.

Durata ed estensione del manto nevoso nelle Alpi
La stagione invernale da dicembre ad aprile (DJFMA) è durata -25 giorni oltre i 1600 m di quota, la più breve dal 1950 preceduta solo dall’inverno 1988-89 e di - 76 giorni fra gli 800 e i 1600 m di quota, valore più basso in assoluto degli ultimi 67 anni. Nei mesi di marzo e aprile (MA), la neve al suolo è durata rispettivamente -9 giorni ad alta quote (> 1600 m)  e -26 giorni bassa quota (< 1600 m). In quota la neve è poi durata a lungo nel mese di maggio e a seguito delle nevicate del periodo 25 aprile- 5 di maggio.
Nell’immagine da satellite MODIS del 21 dicembre 2016 è ben visibile la neve (color rosso) sulle montagne del Piemonte e della Valle d’Aosta, nel gruppo dell’Adamello Ortles Cevedale e la mancanza di neve naturale nelle Dolomiti e su tutto il Friuli Venezia Giulia. Il 27 di dicembre il settore centro occidentale delle Alpi è innevato mentre il settore orientale è ancora senza neve. La situazione non è molto differente anche il 21 gennaio 2017. Nell’immagine del 14 febbraio, finalmente si osserva la neve sulle Alpi orientali e la copertura nevosa è estesa. Il 21 di Aprile la neve ormai e scarsa su tutte le Alpi italiane. Le precipitazioni di fine Aprile determineranno una ripresa temporanea della copertura nevosa sulle Alpi.  

Le diverse temperature dell’aria in montagna
La stagione invernale (DJFMA) è stato mite (+1,1°C) e con importanti differenze nei vari mesi. Il mese di dicembre è stato particolarmente mite con una temperatura media positiva (come anche novembre) e uno scarto di 3-4°C rispetto alla media. Questa situazione ha condizionato molto la produzione di neve programmata. A titolo di esempio si riporta un grafico delle giornate utili per la produzione di neve per le Dolomiti in cui si evidenzia questa “difficoltà” climatica per la neve artificiale. Il mese di dicembre è stato in quota  il più mite degli ultimi 30 anni e particolarmente calda è stata la 3^ decade del mese. Tuttavia la neve si è mantenuta fredda per la combinazione delle giornate corte e del forte raffreddamento notturno per irraggiamento.
Il mese di gennaio è stato caratterizzato da un lungo periodo freddo (3-21 gennaio) in cui la prima decade del mese di gennaio è una delle più fredde degli ultimi 30 anni e questo ha favorito la formazione di strati basali fragili di brina di profondità Anche i mesi successivi sono risultati miti, ed in particolare marzo con +2,8°C.
Anche il mese di febbraio è stato mite, specie dal 11 in poi. La prima decade di marzo è stata fredda mentre miti sono state le altre 2 decadi. Complessivamente il periodo MA è stato mite con +1,8°C come nel recente 2014 e nel 2007 .  

Attività valanghiva spontanea e provocata sulle Alpi
L’attività valanghiva spontanea è stata più marcata e incisiva dove gli apporti nevosi sono stati maggiori in una stagione con poca neve.
Al di là di singoli periodi con una attività valanghiva significativa (molte valanghe di medie dimensioni, singole grandi valanghe), i periodi con la maggior attività valanghiva spontanea sulle Alpi sono stati la seconda e la terza decade del mese di marzo, in un periodo caratterizzato da elevate temperature dell’aria e, nella terza decade, da una serie di precipitazioni nevose nelle Alpi occidentali.
Per quanto riguarda gli incidenti da valanga,  ci sono stati 3 periodi importanti e critici.
Il primo in occasione della prima nevicata significativa di febbraio quando dal 4 al 7 di febbraio si registrano ben 5 incidenti da valanga (anche in Svizzera e in Austria si registrano 4 incidenti nello stesso periodo), poi dal 9 al 12 di febbraio con 5 incidenti da valanga in Italia e ben 8 in Francia con 1 sola vittima in provincia di Cuneo e infine dal 1 al 5 marzo con ben 14 incidenti da valanga e 6 vittime.  Nel primo periodo la causa principale degli incidenti è stata la presenza diffusa di strati basali di brina di profondità e di cristalli sfaccettati fragili sui quali si sono adagiate le precipitazioni nevose senza consolidarsi. Nella prima decade di marzo, oltre alla neve fresca, il vento ha giocato un ruolo importante nella maggior parte degli incidenti da valanga. Nella stagione invernale 2016 2017 sono stati classificati 46 incidenti da valanga sulle Alpi italiane con 19 vittime da valanga  (25 in Austria, 22 in Francia, 9 in Svizzera)  e in particolare  6 sci alpinisti, 6 sciatori fuori pista e 7 alpinisti).
A queste vittime occorre sommare 1 vittima su strada ad Ortolano (TE) e le 29 vittime a Rigopiano di Farindola (PE).
L’ultima vittima in abitazione registrata in Italia, risaliva al 23 febbraio 1999 al  Villaggio Dailey  di  Morgex (AO)

Nevosità e incidenti da valanga
Indice di pericolosità
Anche per questa stagione è stato calcolato il valore dell’indice di pericolosità della stagione invernale che mette in relazione il numero di morti da valanga e l’innevamento (Valt e Cianfarra, 2015) .
Globalmente la stagione invernale (da novembre ad aprile) è stata inferiore alla norma per la quantità di precipitazione nevosa  (SAI Index oltre lo 0.10 percentile) ma nella media  come numero di morti in valanga.  La combinazione porta ad un indice pari a 1, ovvero “Più morti e meno neve”. In questo conteggio non sono state considerate le vittime di Farindola (Fig. 15).

Conclusione
La stagione invernale 2016-2017 è stata caratterizzata da due importanti periodi: il primo da novembre a fine gennaio  con poca neve e temperature miti a dicembre, con poche valanghe scarso innevamento eccetto per alcune aree delle Alpi occidentali  e pochi incidenti da valanga. Il secondo periodo, da febbraio ad aprile, con l’inverno caratterizzato da  precipitazioni nevose e periodi di forte instabilità del manto nevoso con  incidenti da valanga concentrati in brevi periodi.

Ringraziamenti
Si ringraziano per il contributo nella raccolta dei dati in campo e per aver messo a disposizione gli archivi: Uffici Valanghe afferenti all’AINEVA, il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), l’Alpin Verein Sudtirol (AVS), il Servizio Valanghe Italiano (SVI/CAI), il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF), il Corpo Forestale dello Stato ed in particolare Stefano Pivot  rappresentate di AINEVA in CISA IKAR nella sessione valanghe.               n