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Tag: Gestione area sciabile

Created: Domenica, 29 Gennaio 2017 10:12
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Tags: Gestione area sciabile
Due nuove piste artificiali
per un battesimo da fuoriclasse

In Austria, nella stazione sciistica di Puchberg Am Schneeberg, l’azienda bergamasca ha realizzato un impianto servito da due nastri trasportatori della Sunkid e composto da due percorsi di 150 mt. e da un campo scuola. Per l’inaugurazione, sul manto di materiale sintetico che riproduce perfettamente la scorrevolezza della neve, è scesa anche Michaela Dorfmeister, grandissima campionessa del recente passato, vincitrice di una Coppa del Mondo e di sette medaglie olimpiche e mondiali. Un motivo di orgoglio e di soddisfazione in più per i fratelli Bertocchi che stanno conquistando sempre maggior credito in Italia e nel mondo con prodotti d’avanguardia, ideali per integrarsi perfettamente alla neve in inverno e per diventare un’offerta importante in estate

Sport & Fun, consentire di praticare lo sport del cuore e garantire il divertimento: questo è l'obiettivo delle nuove piste da sci artificiali di Neveplast, realizzate insieme al partner austriaco Sunkid in quel di Puchberg Am Schneeberg, località ad un'ora di macchina da Vienna. L’inaugurazione del nuovo impianto ha visto come eccezionale madrina una grande campionessa del recente passato come Michaela Dorfmeister, vincitrice della Coppa del Mondo generale nel 2002, per cinque volte prima nelle graduatorie di specialità (2 in discesa, 2 in superG, 1 in gigante), sette medaglie all’attivo nel suo cospicuo palmarès, tra le quali due ori olimpici (discesa e superG a Torino 2006) e due ori mondiali (discesa a St. Anton 2001 e superG a St. Moritz 2003). È stato naturalmente motivo di grande orgoglio per la ditta bergamasca dei fratelli Bertocchi veder battezzata la nuova pista da una fuoriclasse che ha un posto di riguardo nella storia dello sci femminile e che non ha mancato di esaltare le qualità del manto artificiale. L’elegante e precisa sciata della Dorfmeister combinata all’elevata tecnologia insita nel manto Neveplast ha reso l’inaugurazione un momento davvero speciale ed unico. Ottime le impressioni sue e dei vari atleti presenti all’inaugurazione che hanno elogiato la nuova superficie. 

Manti sintetici alleati
delle stazioni sciistiche
L’impianto è ubicato presso la stazione sciistica di Puchberg, 2600 abitanti nel distretto di Neunkirchen, una tra le mete turistiche più visitate della Bassa Austria, i cui gestori hanno voluto fortemente due piste da sci di 150 metri e un campo scuola di 30 serviti da due comodi nastri trasportatori della ditta Sunkid. Nel solo giorno dell’inaugurazione 50 ragazzi alle prime armi hanno imparato a muovere i primi passi sugli sci con grande soddisfazione di tutti gli addetti, in previsione di un grande avvio di stagione.  Il connubio tra sport e divertimento è indice di successo per le installazioni Neveplast.  Realizzare una pista da sci in Neveplast dà la possibilità ai gestori delle stazioni sciistiche di tenere aperti gli impianti anche in estate, sponsorizzare in anticipo le attività invernali, ampliare il proprio target e far divertire adulti e bambini. La compatibilità tra manto Neveplast e neve garantisce l’inizio della stagione invernale anche con minime precipitazioni. Neveplast è un supporto ideale funzionando da isolante termico tra neve e terreno.

Un 2016 da record,
tra le montagne e le spiagge
L’inizio dell’anno è un momento di riflessione su quello appena passato. Un 2016 straordinario in termini di vendite che ha consolidato la leadership dell’azienda italiana in tutti i settori dove opera a livello mondiale. Più di 150 installazioni in tutto il mondo tra pista da sci e pista Tubby operando in ambienti titalmente diversi dalle stazioni sciistiche alle spiagge. Altra soddisfazione per Neveplast è il fattore sicurezza: anche quest’anno nessun incidente si è verificato sui propri impianti, non un piccolo dettaglio in un campo come quello della sicurezza, diventato giustamente priorità tra i gestori. La ditta italiana ha investito molto per offrire prodotti all’avanguardia ed in linea con le regolamentazioni internazionali. 

NP70: la soluzione perfetta
per non consumare neve
Ultimo ma non meno importante fatto: c’è da attestare che anche il settore dei prodotti di servizio per le stazioni sciistiche ha dato grandi soddisfazioni. I gestori degli impianti hanno mostrato grandissimo apprezzamento per Neveplast NP70, prodotto semplice e funzionale che, posizionato ad inizio stagione, elimina gli elevati costi di gestione risolvendo definitivamente il problema del consumo di neve nelle aree di imbarco e sbarco di sciovie, seggiovie, sulle risalite degli ski lift e attraversamenti strada. Utilissimo in tutte le zone ove è difficile produrre o portare neve o dove questo intervento ha costi sostenuti. Il manto posato sul terreno ad inizio stagione garantisce la fruibilità come su neve. La particolare forma del materiale anche in caso di caduta accidentale di detriti fa sì che gli sci degli ospiti non si rovinino. Record di vendite in Italia con sempre più clienti i quali, dopo aver provato piccole quantità, integrano di anno in anno sempre più aree.  Il mercato estero non è stato da meno di quello italiano: come nel nostro Paese, il prodotto è sempre più apprezzato in molte Nazioni del mondo, dovunque ci sia neve e si pratichi lo sci. Dice ad esempio Adam Edwards, gestore impianti della stazione sciistica di Mt. Buller (Australia):  «Neveplast NP70 ha superato le nostre più rosee aspettative ed è stato utilissimo per la stagione invernale. Qui da noi i gestori degli impianti ed i supervisori sono entusiasti del prodotto!»
www.neveplast.it

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www.24hassistance.com

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La produzione cresce,
aspettando le Olimpiadi

I Giochi Olimpici Invernali del 2018 vedranno protagonista l’azienda bergamasca, già impegnata nel collocare le installazioni di sicurezza lungo le piste della località coreana che ospiteranno le gare di sci alpino. Con questo prestigioso incarico si è ulteriormente rafforzato il credito della società in materia di sicurezza nelle stazioni invernali. Reti di protezione, transenne, materassi ad aria e multi-densità, segnaletica

Da 40 anni Liski mette in sicurezza le ski area di tutto il mondo con i suoi prodotti della Linea Winter. In Korea, per le prossime Olimpiadi Invernali, sono stati allestiti diversi km di protezioni con rete tipo «A». Sulla pista di Yongpyong, sede delle discipline tecniche, gli impianti con i pali «Pro» sono stati montati e ultimati nel mese di dicembre per un totale di circa 1600 metri. Si aggiungono ai 3600 metri allestiti lo scorso anno con pali «OB» nella «Jeongseon Alpine Ski Venue», sede delle discipline veloci. Oltre a questi impianti, Liski ha fornito reti «B» per 6 km, reti «C», transenne «Limit» per 3 km, V-Board , e altre attrezzature tecniche. Proprio le transenne «Limit»  continuano ad essere uno dei prodotti più richiesti dal mercato, anche nella formula a noleggio proposta da Liski con i suoi «pacchetti rental», che comprendono anche le reti «B» e «C», reti scivolamento, materassi ad aria e in gommapiuma, tende di partenza, frames porta striscioni pubblicitari, strutture porta striscioni di arrivo con pali a traliccio, barre a iniezione e i propri tecnici qualificati per la gestione di tutto il materiale.

Da Bergamo al mondo
nel segno della qualità
Liski ha sempre curato particolarmente la protezione in pista: così come le reti, anche i materassi sono  indispensabili per gli impianti di risalita che vogliono garantire la massima sicurezza per le proprie piste; vengono prodotti in misure standard con forma e geometria personalizzata per ogni esigenza. Sono sempre moltissimi i materassi che Liski produce nella sua sede di Bergamo e che vengono venduti in tutta Italia e anche all’estero grazie alla sua fitta rete di distributori e rivenditori. Possono essere anche personalizzati con colori vari e con la stampa in digitale di qualsiasi soggetto si voglia pubblicizzare. I materassi ad aria e multi-densità sono stati testati con successo anche in Spagna nei laboratori della FIM (Federazione Internazionale Motociclismo) proprio per essere utilizzati nella gare MotoGP e SuperBike, segno ulteriore della qualità , in termini di sicurezza, dei prodotti offerti da Liski. Nella sezione materassi ad aria, si sono aggiunti 2 articoli: uno per i parterre di slalom, e uno per le competizioni di Ski-Cross/snowboard. Entrambi i prodotti sono stati testati in pista e studiati per garantire oltre alla sicurezza anche una facilità di gestione e ottimizzazione degli spazi gara. Inoltre si è sviluppata una nuova versione del materassino porta striscioni pubblicitari, che andrà fissato al gonfiabile,  dando una massima visibilità per gli sponsor sia sul lato interno del parterre sia sul tetto per le  riprese aeree. Un’altra categoria di prodotti chiave è la segnaletica per le piste da sci e per i comprensori sciistici; dai classici pali segnaletici in vari materiali e colori ad indicare il diverso grado di difficoltà della pista, ai pannelli digitali in vari misure. Questi ultimi in colore fluorescente garantiscono una migliore visibilità in condizioni critiche, e sono completamente personalizzabili con il logo del comprensorio o degli sponsor, e con l’indicazione di qualsiasi avviso di pericolo o di informazione. Lo stesso concetto vale per i cartelli segnaletici, prodotti a norme UNI con un materiale plastico e flessibile totalmente antinfortunistico, e resistente alle basse temperature. Di grande rilevanza sono anche i materiali di soccorso, quali Toboga in vetroresina o alluminio, i materassi  e i kit di steccobende a depressione, e i fermacapo universali.

Il drone alleato contro
il pericolo valanghe
Per la prevenzione e il disgaggio valanghe, Liski ha continuato la promozione del nuovo sistema brevettato «Sniper», presentato su tutto l’arco alpino, con diverse giornate organizzate con i gestori degli impianti di risalita, i Vigili del Fuoco e gli enti preposti alla prevenzione delle valanghe. Dopo anni di studi, progettazione e un’intensa sperimentazione con la preziosa collaborazione di Cervino Spa, ATM Srl e Liski hanno presentato il sistema «Sniper», aeromobile a pilotaggio remoto (drone) e SNP, esplosivo pirotecnico di ultima generazione studiato per le esigenze di settore. I vantaggi, come riscontrato dai professionisti del comparto neve nelle giornate di presentazione, sono molteplici: intervento immediato, possibilità di detenzione esplosivo, precisione nel disgaggio grazie al GPS integrato ed estrema sicurezza per il personale addetto. Gli impianti e gli enti pubblici preposti hanno ben recepito la grande utilità e i grandi vantaggi di questo innovativo sistema.
Liski esporrà nelle più importanti fiere internazionali: ISPO di Monaco di Baviera (5-8 Febbraio 2017) e Interalpin di Innsbruck (26-28 Aprile 2017).
www.liski.it

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Il nuovo inverno
è partito… col botto

TAS (sistemi di distacco programmato e prevenzione valanghe, strumenti di monitoraggio ambientale, sistemi per l’allargamento delle piste da sci) è una delle divisioni che vedono impegnato il gruppo francese su tutti i fronti operativi di una stazione invernale. Insieme a Sufag (impianti per l’innevamento programmato) è anche l’attività della holding che nel primo scorcio di questa stagione 2016/17 ha fornito le maggiori performances commerciali in Italia, consentendo con i suoi esploditori sperimentati e perfezionati in decenni di attività di bonificare e proteggere dal rischio valanghe numerose zone strategiche di molte località sciistiche

MND Italia, filiale dell’omonimo gruppo francese, è oramai conosciuta nel settore della montagna bianca, come il partner idoneo a soddisfare le svariate esigenze degli operatori montagna. Sono diverse le unità produttive di MND Group, tutte forti di anni di esperienze e di know-how esclusivi. I marchi sono: LST (impianti di risalita, nastri trasportatori e tappeti d’imbarco), Techfun (impianti ludici), MBS (materiali di sicurezza e soccorso per le piste da sci), TAS (sistemi di distacco programmato e prevenzione valanghe, strumenti di monitoraggio ambientale, sistemi per l’allargamento delle piste da sci), Sufag (impianti per l’innevamento programmato). Con questa completezza di offerta MND Group è in grado di supportare i clienti dalla fase di progettazione a quella di realizzazione di nuovi impianti/installazioni, fino al post vendita con gli interventi di manutenzione programmata ed i controlli periodici.

Un intervento decisivo
tra Prato Nevoso e Artesina
Da padroni, in questo inizio stagione 2016/2017, l’hanno fatta i prodotti delle veterane del gruppo TAS e Sufag. In Piemonte il comune di Frabosa Sottana (Cuneo) ha scelto di affidarsi alla tecnologia TAS ed alla sua esperienza trentennale in ambito di distacco programmato di valanghe per la messa in sicurezza dello skiweg tra Prato Nevoso ed Artesina. Punto nevralgico nel collegamento dei due comprensori, presenta la necessità di una bonifica costante e puntuale per garantire un passaggio sicuro agli sciatori. Artesina non era nuova a questo tipo di dispositivi. Risale infatti al 2009, l’installazione di due Gazex inerziali da 0,8 e da 1,5m3 e di un deposito, a protezione della seggiovia Castellino. Silvio Bassignano (responsabile valanghe della società Artesina), ormai da sette anni lavora con il sistema Gazex e si occuperà quindi, in collaborazione con Enrico Martina (direttore tecnico della Prato Nevoso), del funzionamento e della gestione della nuova installazione. Anche in questo caso si è dimostrato come la collaborazione tra i vari addetti ai lavori sia stata fondamentale: dal comune, al progettista dott. Giorgio Colombo, da MND Italia ai tecnici Nicola Dameno e Giovanni Songini (collaboratori esterni del gruppo MND), la collaborazione è stata strettissima. consentendo di trovare la soluzione più idonea per gestire la situazione contingente. Dopo una serie di sopralluoghi sia invernali sia estivi, si è scelto di installare un deposito, collegando 1 esploditore Gazflex da 1,5m3 e 2 esploditori inerziali da 3m3. La consegna dei lavori da parte del comune a MND Italia, è stata effettuata verso la fine del mese di ottobre 2016 e il 12 dicembre l’impianto è stato collaudato ed è entrato in funzione. La settimana successiva al collaudo, precipitazioni di più di un metro di neve hanno permesso a TAS di dimostrare, ancora una volta, l’efficacia dei propri sistemi, garantendo un’immediata bonifica del pendio sovrastante lo skiweg e confermando così, positivamente, anche la scelta effettuata dal Comune di Frabosa Sottana.

Nuovi esploditori
ad Arabba e a Courmayeur
Sofma, la società degli impianti di Arabba, ha deciso di ampliare la scorsa estate il sito Gazex di «Le Forfes» (realizzazione TAS del 2005), aggiungendo un esploditore da 1,5m3 ad inerzia ai due da 4,5m3 e a quello da 1,5m3 del modello standard, già presenti in sito. Vista l’efficacia del sistema, utilizzato oramai da più di 10 anni, in termini di gestione e prevenzione del pericolo valanghe in una zona nevralgica per il collegamento del comprensorio con il Sellaronda, i vertici e gli operatori della società non hanno avuto dubbi nel fare questa scelta.
Un esploditore da 3m3 inerziale è stato fornito invece alla Courmayeur Mont Blanc Funivie. Veterana nell’utilizzo di questa tecnologia, si attesta come una delle prime società che ha installato sul proprio comprensorio sciistico degli esploditori Gazex. Risale infatti al 1991 la realizzazione dei loro impianti. Nel corso degli anni, la società ha sempre eseguito una manutenzione e dei controlli programmati e costanti, particolare importante per garantire l’efficacia e le performances del sistema. TAS infatti è in grado, con l’ausilio dei propri tecnici qualificati e costantemente aggiornati, di offrire ai clienti contratti di manutenzione che prevedono di base: la chiusura dell’impianto a fine stagione sciistica, il controllo globale degli esploditori, del deposito e delle canalizzazioni durante il periodo estivo e la messa in servizio nel corso della stagione autunnale, prima della riapertura.

Il sistema Modulo per
l’allargamento delle piste
La proposta TAS non si concentra solo ed esclusivamente sulla produzione di sistemi per il distacco programmato di valanghe. Partecipazioni Territoriali, con il supporto dell’Ing. Andrea Gobber di Monplan, ha firmato infatti un contratto per la fornitura del sistema Modulo, la soluzione progettata e prodotta dalla società francese per l’allargamento delle piste da sci. Questa prima installazione a livello italiano di 27 elementi Modulo, è stata realizzata a San Martino di Castrozza e ha permesso di ampliare, di circa 2,5 m, un tratto di skiweg della lunghezza di 120 m, nella ski-area Ces-Valcigolera. Il vantaggio principale della soluzione Modulo, è identificabile nella riduzione dei tempi di realizzazione dell’intervento rispetto ai sistemi tradizionali (vedi per esempio le terre armate), dando vita di conseguenza ad una diminuzione significativa dei costi complessivi. Anche in ambito monitoraggio, TAS ha avuto modo di confermare la propria competenza. È stata infatti scelta dalla Cervino per la fornitura di una palina Nivexc. La necessità della società valdostana era quella di monitorare costantemente una zona valanghiva nei pressi della telecabina Cervinia-Plain Mason. Grazie al posizionamento di questo strumento i dati, relativi all’altezza della neve, alla sua temperatura a livello dei vari strati (una misurazione ogni 10 cm) e alla temperatura del suolo, vengono forniti in tempo reale ai responsabili della sicurezza che hanno così modo di effettuare corrette e reali valutazioni sulla stabilità del manto nevoso e d’intervenire nei tempi e nei modi più consoni.

Innevamento tecnico
potenziato a Santa Croce in Val Badia
Come accennato all’inizio, anche il settore sistemi d’innevamento, ha ottenuto degli ottimi risultati. Sufag, con l’ausilio e l’esperienza dei tecnici specializzati della filiale MND Italia, ha potuto consolidare ulteriormente la sua presenza sul mercato nazionale. Anche quest’anno numerosi sono stati gli interventi di potenziamento delle sale di pompaggio e le vendite di generatori di neve a ventola e ad asta. Le Seggiovie Santa Croce in Val Badia hanno confermato la preferenza per i prodotti Sufag in quanto li ritengono in grado di soddisfare appieno le loro esigenze, andando ad individuare le soluzioni più adatte e performanti. Quest’anno la società degli impianti ha deciso di potenziare l’impianto d’innevamento, realizzando una vasca di accumulo e nuovo locale pompaggio dove è stata installata una nuova sala macchine, che come vedete nelle foto, si è integrata perfettamente nell’ambiente circostante. Sufag si è fatta carico delle forniture dei materiali idraulici ed elettrici necessari, mentre la società ha provveduto all’installazione dei macchinari forniti, così da ottimizzare i costi utilizzando i propri collaboratori e le aziende locali. Il risultato è stata una perfetta integrazione del «nuovo» con l’impianto d’innevamento esistente. La nuova sala di pompaggio può contare ora su: una nuova prima pompa Linea Alta da 200 kw di portata 35 l/sec a 400 mt e una seconda pompa Linea Bassa da 132 kw di portata 35 l/sec a 240 mt.Sono state installate anche 2 pompe per il carico della vasca di accumulo esistente, portata 45 l/sec a 40 mt da 30 kw, così da poter trasferire l’acqua in caso di necessità. Per ottimizzare i consumi elettrici, è stata inserita una valvola per linea gravitario, che va ad alimentare i generatori di neve posizionati nelle parti più basse del comprensorio.

Generatori ancora più avanzati
nel «parco macchine» di Sufag
Il parco generatori è stato integrato: con nuove aste Taurus 2.0 dotate di compressore e nuovi generatori a ventola Compact Peak montati su torri mobili GunLift da 4 mt. Questo accessorio permette di posizionare il cannone ad una maggiore altezza migliorando la produzione di neve, ma in caso di necessita è possibile rimuoverlo e trasportarlo facilmente presso un altro idrante, come un classico generatore mobile.
Anche l’inizio della stagione 2016/2017 ha confermato quanto sia fondamentale dotarsi di impianti di innevamento moderni e professionali, muniti di generatori performanti anche alle temperature marginali, e sale di pompaggio potenti che possano ridurre i tempi di produzione di neve a pochi giorni, garantendo un’apertura puntuale delle piste con un’eccellente qualità del manto nevoso. Per tutte queste ragioni, Sufag si attesta ancora una volta come il partner di riferimento. Disponendo di molteplici e variegate soluzioni, è in grado di soddisfare le esigenze delle differenti realtà montane. Anche per queste tipologie d’impianto, una corretta e sistematica verifica permette di allungarne la vita e potenziarne i rendimenti. Tutto ciò ai clienti è oramai ben chiaro ed è per questo motivo che la squadra dei tecnici italiana, da settembre a fine novembre, è impegnata assiduamente (in sede e sul campo), in una serie di interventi di manutenzione per clienti di vecchia data e nuove realtà. Molte stazioni inoltre hanno potenziato il parco generatori, usufruendo della legge di bilancio 2017 che prevede il cosiddetto super ammortamento 140%, la deduzione extracontabile del 40% per gli investimenti in nuovi beni strumentali (indicazioni ai commi 8 e 9 dell’articolo 1).
www.mnd-group.com

Created: Domenica, 29 Gennaio 2017 10:12
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Le reti anticaduta
nella rete della sicurezza

Da oltre cinquant’anni, nella sterminata produzione per molteplici campi di applicazione, il retificio di Provaglio d’Iseo guidato da Mario Ribola riserva uno spazio particolare alla realizzazione di prodotti destinati in particolare alla montagna bianca, alla protezione delle piste da sci e delle situazioni più critiche che si possono creare in una skiarea. Tra questi le reti che proteggono lo spazio critico di arrivo delle seggiovie, testate e certificate secondo le rigorose regole delle norme UE

Tra i moltissimi tipi di reti destinati ai più diversi campi di applicazione realizzati dai 13 telai Rachel che operano nello stabilimento della FAR a Provaglio d’Iseo, quelle riservate alla sicurezza nelle skiarea delle stazioni invernali ricoprono uno specifico segmento produttivo. Il retificio bresciano fondato nel 1946 da Battista Ribola (70 anni festeggiati nel 2016!) e guidato oggi dal figlio Mario (70 anni compiuti nel 2016!) ha battezzato il proprio rapporto con le problematiche della sicurezza sulla neve a partire dagli anni Sessanta, quando installò la sua prima rete a protezione dei passaggi particolarmente pericolosi lungo la pista del Corno d’Aola a Ponte di Legno. Da allora, tra le reti per la cacciagione e la pesca, per tutti gli sport (calcio, pallavolo, tennis…), per l’agricoltura (antigrandine, raccolta olive), per gli allevamenti ittici, per il tempo libero e per i campi gioco, anche le reti per proteggere i bordi delle piste da sci e le situazioni più  critiche in punti nevralgici delle skiaree sono entrate in pianta stabile nella produzione della FAR. Tra queste meritano un particolare rilievo le reti anticaduta arrivo seggiovie, vale a dire le reti che vengono installate a protezione di quello spazio d’arrivo al culmine dell’impianto apparentemente «innocuo» ma in realtà potenzialmente rischioso, soprattutto per gli utenti più impazienti e indisciplinati . Per questo specifico scopo la FAR realizza due tipi di prodotto entrambi testati e certificati secondo la normativa UNI EN 1263-1, forniti con appositi sigilli di identificazione-prodotto e manuale d’istruzione per montaggio, collaudo e rinnovi. Entrambe le reti sono realizzate in polietilene con alto trattamento di stabilizzazione ai raggi UV, alta tenacità, idrorepellenti, termofissate annodate. I due tipi di rete si distinguono per la trama della maglia e quindi per il peso, di 270 g/m2 il prodotto con maglia più  larga da 100 mm, di 410 g/m2 per il prodotto con maglia più stretta da 70 mm. Entrambe hanno una finitura perimetrale con corda in poliestere ad alta tenacità del diametro di 15 mm infilata sul perimetro e ulteriore bordatura fatta a macchina. Asole agli angoli per l’aggancio ai pali di sostegno. La qualità e l’affidabilità di queste reti è garantita dal rispetto delle regole attuative stabilite dalla normativa UNI EN 1263-1 relativa alla rete anticaduta certificata per applicazioni orizzontali che ne determina le caratteristiche costruttive nonché le modalità di montaggio, le prescrizioni per il controllo, la conservazione, la durata.

Un’eccellenza maturata
In anni di esperienze
Da anni la FAR è specializzata nella produzione di reti di protezione anticaduta, anche in campo antinfortunistico per i cantieri.  Queste particolari reti sono prodotte in polipropilene multifilamento e in nylon autoestinguente, realizzate su misura a richiesta del cliente. La qualità eccellente è garantita dai costanti controlli effettuati durante il ciclo produttivo all’interno dell’azienda con vari test di resistenza e carico mentre la sicurezza del prodotto è garantita dalle certificazioni vigenti nell’Unione Europea. Grazie ai particolari trattamenti a cui vengono sottoposte durante la fase produttiva, le reti di protezione non subiscono alterazioni di colore e non perdono le tipiche caratteristiche tecniche di resistenza. Le reti anticaduta vengono fornite con i sigilli di identificazione del prodotto, con l’apposito certificato e con il manuale d’istruzioni. Oltre al servizio di vendita FAR garantisce anche un’assistenza post-vendita offrendo la possibilità di effettuare test e rinnovare i certificati delle reti come stabilito dalle normative vigenti.

Tutto quel che serve per
proteggere le piste da sci
Oltre alle reti anticaduta, la FAR propone naturalmente molti altri tipi di prodotti al mondo della montagna bianca: le reti di protezione di tipo «A» e «B»  realizzate in polietilene con alto trattamento di sensibilizzazione UV, alta tenacità, idrorepellenti, termofissate, annodate,  con finitura perimetrale con doppia bordatura; le transenne di delimitazione in polietilene dalle diverse altezze (dai 60 ai 120cm); le transenne frangivento classiche da180 o 200 cm e il modello «Ski America» dalla trama più fitta e dall’altezza di 120 cm; un’ampia gamma di accessori per le reti di protezione e delimitazione come le filacce di segnalazione con bandierine triangolari realizzate in treccia di polietilene stabilizzato airaggi UV, le filacce di segnalazione con stampa personalizzata, le bobine di corda (treccia in polietilene da 100 mm di diametro); gli elastici con palline fermareti usati anche per fissare teloni pubblicitari sulle reti, il telo ombra 90% realizzato in monofilo e piattina di polietilene stabilizzato ai raggi UV, i pali con punta e senza punta.
www.far-reti.it

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La stagione invernale 2015-2016, sulle Alpi è stata divisa in due periodi: il primo, da novembre a fine gennaio scarsamente nevoso e il secondo molto nevoso e con tutte le caratteristiche di un inverno normale con nevicate intense, valanghe spontanee anche di grandi dimensioni, incidenti da valanga, nevicate con sabbia del deserto.  Anche sui monti Appennini la stagione invernale è stata divisa in due periodi e caratterizzata, più delle Alpi, da un innevamento inferiore alla media.

La precipitazione nevosa
e la neve al suolo
Per analizzare il cumulo stagionale di neve fresca della stagione, espresso come SAI Index e calcolato per tutto l’Arco Alpino Italiano, sono state utilizzate 83 stazioni nivometeorologiche ubicate fra i 400 e 2740 m di quota.  Il SAI Index della stagione 2016, per le Alpi, è stato pari a -0.26, compreso fra il primo e il terzo quartile e indica un inverno nella media (Fig. 1). La spazializzazione del valore del SAI Index (Fig. 2) evidenzia l’andamento nelle diverse zone geografiche, con i valori maggiori in alcune aree della Valle d’Aosta (mancano dei dati per la zona del Monte Bianco), nel gruppo dell’Ortles Cevedale e in particolar modo nelle Alpi orientali. Per la determinare l’indice SAI per gli Appennini sono state utilizzati i dati di 24 stazioni dall’Emilia Romagna al Molise. Non sono stati utilizzati i dati della Liguria, Campania, Calabria e della Sicilia. L’indice elaborato, sulla media di tutti i valori disponibili nel periodo 1980-2015 si pone al di sotto dello 0.1 percentile (Fig. 3) ed  evidenzia una stagione invernale  poco nevosa. Essendo questo tipo di elaborazione basato su una popolazione di dati non molto consistente, il risultato, pur indicativo per gli Appennini, deve ancora considerarsi sperimentale.  In generale, l’inverno è stato diviso in due grandi periodi: il primo, nei mesi di novembre e dicembre con scarsità di precipitazioni nevose e il secondo con  i mesi di febbraio e marzo nevosi. Questi due importanti periodi sono ben evidenziati nelle mappe di Fig. 4-5-6-7, in cui è riportato lo scarto dello spessore medio mensile della neve al suolo per il mese di gennaio (primo periodo) e di marzo (fine secondo periodo)  rispetto alla media 2010-2015, per le Alpi e per gli Appennini. Nel mese di gennaio si può osservare (Fig. 4) un innevamento maggiore nella Valle d’Aosta e nella parte dell’Ortles Cevedale, rispetto al resto del versante meridionale delle Alpi e gli spessori inferiori al 50% rispetto alla media degli Appennini (Fig. 5). Gli spessori nel mese di marzo (Fig. 6 e 7) sono invece decisivamente maggiori rispetto a gennaio, in conseguenza alle precipitazioni di inizio febbraio e soprattutto della prima decade del mese di marzo.  Infatti, sulle Alpi, nel mese di marzo , le precipitazioni sono abbondanti, specie nella fascia prealpina del Veneto e del Friuli Venezia Giulia e in alcune località del Piemonte. Nella prima decade del mese vengono raggiunti in quasi tutte le stazioni i valore di altezza massima della stagione invernale. L’indice di spessore medio della neve al suolo delle Alpi italiane (Fig. 8) evidenzia chiaramente la pressoché assenza del manto nevoso fino ai primi di gennaio, i 3 periodi principali di precipitazione nevosa (inizio di gennaio, febbraio e marzo), intervallati i primi 2 da un assestamento del manto nevoso e l’ultimo, intervallato da un momento di ripresa in occasione delle precipitazioni del 15-20 di marzo, con cui inizia l’ablazione primaverile che è stata lenta a causa delle temperature fresche di fine aprile e di maggio. Per gli Appennini, l’elaborazione dell’indice di spessore medio della neve al suolo non è ancora disponibile.

Durata ed estensione
del manto nevoso sulle Alpi
La stagione invernale da dicembre ad aprile (DJFMA) (Fig. 9) è durata - 23 giorni oltre i 1600 m di quota e di - 46 giorni fra gli 800 e i 1600 m di quota. Questo valore, oltre i 1600 m di quota, è il secondo più basso dal 1950, preceduto solo da 1989 e precedendo di poco il 2002. Anche il deficit alle quote inferiori si colloca fra i 7 maggiori, come il 2015, ma per motivazioni climatiche diverse. Durante questa stagione la presenza della neve al suolo, nel periodo DJFMA, è stata condizionata essenzialmente dalla scarsità di neve di dicembre, mentre nel periodo marzo-aprile (MA) il deficit è stato contenuto a 3-8 giorni come avvenuto altre volte in passato . L’immagine da satellite MODIS del 20 di gennaio (Fig. 10) mostra una copertura nevosa più estesa nelle Alpi centrali e occidentali rispetto alle Alpi orientali. Dopo le precipitazioni della prima decade del mese di marzo, si raggiunge anche l’estensione massima della copertura nevosa sulle Alpi. Da questo momento in poi inizierà un’accelerata ablazione del manto nevoso, rallentata solo dalle nevicate del 15-20 marzo e dalle basse temperature di maggio (Fig. 11).

Ringraziamenti
Si ringraziano per il contributo nella raccolta dei dati in campo e per aver messo a disposizione gli archivi: Uffici Valanghe afferenti all’AINEVA, il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), l’Alpin Verein Sudtirol (AVS), il Servizio Valanghe Italiano (SVI/CAI), il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF), il Corpo Forestale dello Stato ed in particolare Stefano Pivot  rappresentate di AINEVA in CISA IKAR nella sessione valanghe.

Temperatura
dell’aria in montagna
La stagione invernale (DJFMA) è stata, in quota, di ben +2,5°C più mite della media 1961-1990, secondo inverno più caldo dopo il 2007 e precedendo il 1999 e il 2014 nell’ordine (Fig. 12). Anche il periodo corrispondete all’inverno meteorologico (DJF) è stato di ben +2,4 °C più mite. Questa elevata temperatura è dovuta soprattutto al caldo del mese di dicembre che è stato di ben +4,4°C più caldo, valore mai raggiunto prima nelle serie storiche a disposizione (dal 1920). Questo valore ha ostacolato fortemente anche la produzione di neve programmata per il perdurare di giornate con temperature positive. La temperatura media di marzo/aprile, seppur più calda di +1,8°C rispetto alla media è stata uguale a quella dell’anno precedente, alternando decadi molto miti (III^ decade di marzo I^ e III^ decade di e aprile) a decadi più fresche. L’andamento mite della primavera ha accelerato l’ablazione del manto nevoso.
 
Attività valanghiva spontanea
e provocata sulle Alpi
Nel mese di febbraio, fra l’8 e il 14 in Valle d’Aosta, e il 19 e il 23 di febbraio sul resto delle Alpi, è stata osservata una prima importante attività valanghiva spontanea su tutte le Alpi conseguenti le nevicate dei giorni precedenti, accompagnate da un rialzo termico.  Con le prime nevicate del mese di febbraio sono stati osservati i primi incidenti da valanga, bel 6 in 5 giorni. Il giorno 5 febbraio, nel Tirolo austriaco avviene un incidente da valanga con ben 5 vittime. Il 13 gennaio nel comune di Mont de Lans (F), 6 sciatori fuoripista vengono travolti (3 vittime ) e successivamente, il 18 nel comune di Modane (F), un incidente da valanga determina 6 vittime fra le 18 travolte. Con le nevicate del 27-29 febbraio, vengono osservate le prime grandi valanghe, che nei settori meridionali del Piemonte, interessano anche infrastrutture; anche in Valsavarenche (Valle d’Aosta) le valanghe arrivano nelle zone antropizzate. Poi, con i primi giorni di marzo ma soprattutto con le nevicate del 6-9 marzo,  vengono osservate ,su tutte le Alpi, valanghe di medie e grandi dimensioni. In questo periodo sono stati osservati ancora molti incidenti da valanga: 8 incidenti fra il 5 e il 12 di marzo con il grave incidente del Monte Nevoso (BZ) in cui sono morte 6 persone. Successivamente vengono osservate localmente ancora episodi con valanghe di medie dimensioni lungo molti pendi ripidi. In Francia, nel comune di Barèges, il 22 di marzo periscono in un incidente da valanga 4 escursionisti con racchette da neve dei 15 travolti. Con le miti temperature di aprile, l’attività valanghiva spontanea è osservata in molte aree delle Alpi.  Fra il 18 e il 21 aprile, sulle Alpi italiane, vengono annotati 7 incidenti da valanga con 3 vittime. Anche il Francia e in Svizzera in queste giornate vengono osservati diversi incidenti da valanga con 5 vittime. Questo è il periodo della stagione invernale in cui sono avvenuti più incidenti e più vittime sull’intero arco alpino. In molti incidenti, il distacco della valanga è avvenuto su un piano di scorrimento costituito da una neve ricca di deposizioni di sabbia del deserto, conseguente alle nevicate di metà febbraio o al trasporto, quasi senza precipitazioni, della prima decade del mese di aprile. In sintesi nella stagione invernale 2015-2016 i morti in valanga sono stati un numero inferiore alla media (15) (Fig. 13) ma in soli 9 incidenti mortali. Anche sul resto delle Alpi le vittime (75) sono state inferiori alla media ((Fig. 14) Negli ultimi anni si stanno osservando su tutte le Alpi un aumento degli incidenti con numerosi travolti. L’85% degli incidenti è avvenuto nel periodo febbraio-maggio e ben un terzo nel solo mese di aprile. Il 70% degli incidenti è avvenuto su pendii con inclinazioni maggiore di 40°. Su 15 persone decedute, ben 14 sono morte per traumi (Fonte Pivot, Neve e Valanghe n. 88).

Nevosità e incidenti da valanga:
indice di pericolosità
Anche per questa stagione è stato calcolato il valore dell’indice di pericolosità della stagione invernale che mette in relazione il numero di morti da valanga e l’innevamento (Valt e Cianfarra, 2015) . Globalmente la stagione invernale (da novembre ad aprile) è stata nella norma per la quantità di precipitazione nevosa anche come numero di morti in valanga.  Pertanto anche l’’indice è risultato «nella norma».

Grado di pericolo valanghe
Sull’arco alpino italiano il grado di pericolo valanghe più utilizzato è stato il 2-moderato, con il 39,5% delle giornate nelle 47 microaree nivologiche nelle quali esso è suddiviso, seguito dal 1-debole con il 38,5% delle giornate . Negli ultimi 10 anni, occorre andare al 2007 per ritrovare una stagione, con uno scarto così ridotto fra il 1-debole e il 2-moderato.

Conclusione
La stagione invernale 2015/16 è stata caratterizzata da due importanti periodi: il primo da novembre a fine gennaio  con poca neve e temperature miti a dicembre, con poche valanghe scarso innevamento eccetto per alcune aree delle Alpi occidentali  e pochi incidenti da valanga. Il secondo periodo, da febbraio ad aprile, con l’inverno vero e caratterizzato da abbondanti precipitazioni nevose, frequenti valanghe anche di grandi dimensioni e molti incidenti da valanga.  Pur essendo divisa in due parti, la stagione invernale rimarrà negli annali, dal punto di vista statistico, una stagione normale nelle Alpi e scarsamente innevata  negli Appennini.

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 10:12
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Sessant’anni al servizio
della sicurezza e del soccorso

Il servizio gestito dal Centro Addestramento Alpino di Moena festeggia un compleanno importante fedele come sempre all’impegno assolto in questi decenni a tutela degli sciatori di tutte le età. Quest’anno sono 230 gli operatori che compongono le pattuglie presenti in 58 località sciistiche italiane. Sono grandi appassionati della montagna altamente qualificati, usciti da specifici corsi di formazione, che hanno il compito di sorvegliare sul traffico sciistico e di intervenire in caso di incidenti e infortuni, svolgendo anche funzioni di  prevenzione controllo sempre più sollecitate dall’alta frequentazione delle stazioni invernali e da tendenze sportive talvolta pericolose

Il Servizio «Sicurezza e Soccorso in Montagna» della Polizia di Stato compie quest’anno i suoi sessant’ anni di attività. Non sono pochi sessant’anni, soprattuto se trascorsi a svolgere un servizio importante come quello di garantire la sicurezza del prossimo in montagna, ad alte quote, sulla neve dell’inverno e delle piste da sci.  La ricorrenza meriterebbe festeggiamenti ufficiali e brindisi pubblici se non si conoscesse lo spirito di servizio e il basso profilo con cui i protagonisti di questo servizio hanno svolo il loro compito e si sono passati negli anni il prezioso testimone della loro professionalità, dalla loro abnegazione e della loro professionalità per rappresentare lo Stato  e la sua autorità nel garantire la sicurezza e il soccorso in molte località delle montagne italiane.  Oggi sono 230 i poliziotti sciatori che operano in 58 stazioni invernali nel quadro dell’attività del servizio gestito dal Centro Addestramento Alpino della Polizia che ha sede a Moena ed è diretto dal comandante Vittorio Zamparelli. Presidiano i comprensori, intervengono in caso di comportamenti irregolari da parte degli sciatori e sono in grado di assistere gli infortunati nella sterminata casistica di incidenti più o meno gravi che si registrano ogni inverno. Vengono addestrati in corsi di formazione e di costante aggiornamento e costituiscono una presenza spesso fondamentale e risolutrice per le vite umane in pericolo o in difficoltà. Soprattutto in questi ultimi anni, l’esplosione del fenomeno del freeride, la pratica dello sci fuori pista e in neve fresca, ha visto impegnati giornalmente gli operatori della Polizia di Stato in recuperi di sciatori infortunati o addirittura, purtroppo, deceduti a causa di traumi o poiché travolti da valanghe. E può capitare che l’intervento tempestivo salvi delle vite umane: «Tra le migliaia di soccorsi attuati nelle località che usufruiscono del nostro servizio, abbiamo avuto casi gravi di arresto cardiaco e in diversi casi le persone colpite sono state salvate dall’intervento delle nostre pattuglie grazie al defibrillatore, il cui uso fa parte delle competenze che si maturano durante la formazione». Parla Graziano Bortolotti, 54 anni, Ispettore Capo della Polizia di Stato dal 1981, fiemmasco DOC di Cavalese ed ex fondista delle Fiamme Oro con militanza agonistica a livello nazionale, l’uomo che da cinque anni svolge la funzione di coordinatore di questo particolare servizio all’interno dell’ufficio Affari Generali.

Tutto è cominciato
con le Olimpiadi di Cortina
Tradizionalmente, la nascita del Servizio di Sicurezza e Soccorso si fa risalire alle Olimpiadi invernali di Cortina del 1956, quando 100 Guardie di P.S. vennero impiegate nelle attività di ordine e sicurezza pubblica, ma anche di assistenza alle gare in occasione della prestigiosa manifestazione, sulle piste da sci. La formazione del personale venne affidata, sin da allora, alla struttura che è oggi conosciuta come il Centro Addestramento Alpino della Polizia di stato di Moena (C.A.A.). Il servizio si è protratto ininterrottamente nell’arco di questi sessanta anni, con un’unica parentesi nel periodo 1976-1980 «quando – ricorda Bortolotti - tutte le risorse umane del Corpo vennero destinate a combattere il terrorismo degli anni di piombo». Le peculiari attività svolte dal personale sulle piste da sci si collocano nell’ambito del controllo del territorio con la funzione di prevenzione degli incidenti e della repressione dei reati. Il servizio, di recente regolamentato da un Decreto del Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, viene svolto alle dirette dipendenze delle Questure di riferimento ed in particolare degli Uffici Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, sotto il coordinamento tecnico del Centro Addestramento Alpino. L’attività, che impiega uomini e mezzi secondo un piano di anno in anno licenziato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, inizia, di norma, l’8 dicembre con l’apertura dei primi impianti e cessa soltanto alla chiusura dell’ultimo comprensorio servito. Viene svolto 7 giorni su 7 dall’orario di apertura delle piste alla chiusura giornaliera degli impianti. Le pattuglie operanti sono tenute a garantire l’efficacia del servizio gestendo, d’intesa con la Questura, la fruizione di ferie o recuperi. Qualora se ne verificasse la necessità viene sostituito con altro personale in modo da non pregiudicare la funzionalità del dispositivo. Tutto ciò comporta evidentemente uno sforzo logistico non indifferente ed un continuo coordinamento tra Questure, competenti Direzioni Centrali della Polizia di Stato e Centro Addestramento Alpino.

La formazione scrupolosa
e la passione per la montagna
Il personale impiegato è sottoposto ad una scrupolosa formazione a cura del Centro Addestramento Alpino. Il personale dopo il superamento di una prova selettiva intesa a valutarne le attitudini e capacità sciistiche, svolgono un corso di formazione della durata di due settimane, segue, infine, un aggiornamento annuale nel periodo immediatamente precedente l’attivazione del servizio. Il percorso formativo prevede in sintesi l’affinamento di una serie di abilità tecnico-pratiche connesse all’operatività in montagna, l’acquisizione delle migliori prassi per la rilevazione degli incidenti, lo studio delle normative di settore. Particolare attenzione viene riservata a ciò che attiene alla salvaguardia dell’incolumità degli operatori stessi, con l’assegnazione di moderni ed idonei equipaggiamenti di protezione. Infine si punta sulla buona conoscenza delle norme di primo soccorso con un addestramento mirato alla traumatologia che comprende anche l’abilitazione all’uso del defibrillatore. Per tale motivo il Centro Addestramento Alpino, non solo, nel corso del tempo ha consentito l’abilitazione di un importante numero di istruttori BLSD, ma ha anche conseguito lo specifico accreditamento della Provincia di Trento per la formazione di personale, anche esterno, all’impiego del defibrillatore. Il collante principale che caratterizza il Servizio è tuttavia la grande passione per la montagna e le discipline che vi si praticano che accomuna tutto il personale, pur a fronte di un’attività faticosa e impegnativa tesa al massimo risultato per la collettività.

I «numeri» importanti
di una attività importantissima
Il ruolo del C.A.A., non si esaurisce nella fase formativa, infatti, come detto, la Scuola è responsabile del coordinamento tecnico del servizio che si attua anche attraverso un’attività di supervisione, di verifica «in loco» e di contatti con le società di gestione dei comprensori sciistici per la risoluzione di qualsiasi problematica dovesse nascere. Infine, il C.A.A. mantiene le sue prerogative di Centro di formazione specialistica e quindi di qualificazione e specializzazione per tutte le discipline alpine in favore dei reparti della Polizia di Stato a più spiccata valenza operativa. Inoltre è sede del gruppo sportivo FFOO sport invernali. Anche quest’anno la componente sportiva del Centro ha portato lusinghieri risultati in campo internazionale fra cui spicca quello conseguito dall’agente scelto Federico Pellegrino vincitore della Coppa del Mondo nello sci di fondo- specialità sprint.  Dalla sua nascita il Servizio Sicurezza e Soccorso in Montagna della Polizia di Stato ha realizzato oltre 360.000 interventi. La stagione invernale 2015/16 ha visto l’impiego di 230 operatori in 58 stazioni sciistiche su tutto il territorio nazionale. Si tratta di un numero di risorse analogo allo scorso anno ma che, contando le sostituzioni resesi necessarie ha interessato quasi 250 unità. Ben 69 unità hanno prestato servizio in 19 aree sciistiche nella provincia di Trento portando a termine 4.980 interventi. Gli interventi di soccorso realizzati in totale sono stati 15.193 in sintonia pertanto con quelli della precedente stagione (a dimostrazione del fatto che i comprensori sciistici hanno comunque avuto una stagione significativa dal punto di vista presenze nonostante le bizzarrie del tempo).

• Gli interventi che hanno
richiesto l’arrivo dell’elisoccorso sono stati 534;
• gli interventi in valanga 12;
• le denunce ricevute 162;
• le sanzioni amministrative elevate 602;(con un lieve calo)
• le persone denunciate 102;
• i decessi verificatisi 7 (3 per cause traumatiche e 4 per malore).
• 9 persone sono state soccorse con il defibrillatore e di queste 2 sono sopravvissute

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 10:12
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Maestro di sci dal 1994, accompagnatore di media montagna e maestro di escursionismo, per oltre dieci anni componente dell’organico del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) del C.A.I. al Gran Sasso con la qualifica di tecnico di soccorso alpino e di elisoccorso

Finalmente! Adesso lo posso dire: a conclusione di una lunga battaglia personale che ha trovato udienza responsabile presso la politica locale, finalmente anche nel mio Abruzzo lo scorso dicembre è stata approvata una legge che introduce il soccorso alpino a pagamento. Si tratta del provvedimento approvato nel Consiglio Regionale a larga maggioranza (favorevole anche il centro-destra e il consigliere Bracco, astenuto il M5S) che istituisce la «Rete Escursionistica Alpinistica Torrentistica Abruzzo (REASTA) per lo sviluppo sostenibile socio-economico delle zone montane e nuove norme per il soccorso in ambiente montano». Finalmente, oltre a mettere ordine nell’importante comparto ambientale, la Regione Abruzzo introduce il soccorso alpino a pagamento come hanno già fatto il Piemonte, la Lombardia, il Trentino Alto Adige, il Veneto e la Valle d’Aosta. Si può leggere, infatti, nel testo del dispositivo di legge: «Gli interventi di soccorso ed elisoccorso di carattere non sanitario, comprensivi di recupero e trasporto, qualora non sussista la necessità di accertamento diagnostico o di prestazioni sanitarie presso un pronto soccorso, sono soggetti ad una compartecipazione alla spesa a carico dell’utente trasportato, se richiesto da quest’ultimo o riconducibile ad esso. La compartecipazione è aggravata qualora si ravvisi un comportamento imprudente».  A promuovere il progetto legislativo nella sede istituzionale della Regione Abruzzo sono stati i consiglieri Pierpaolo Petrucci e Luciano Monticelli che ora ringrazio pubblicamente su queste pagine e che hanno avuto, oltre che il mio sostegno, quello di molti altri addetti ai lavori, dai maestri di sci alle guide alpine, dai soccorritori a diversi esperti del settore. Ha detto Pierpaolo Pietrucci : «La nuova legge valorizza e promuove il nostro patrimonio, punta sulla formazione e su un uso più consapevole delle nostre montagne». Ha detto Luciano Monticelli: «L’imperizia degli escursionisti, abbigliamento e attrezzatura non adeguata, sottovalutazione del rischio sono tutti elementi che nella nuova legge sono indicati come caratteristiche per far pagare l’intervento a chi si avventura in montagna senza la cognizione di quello che sta facendo». Non a caso, proprio pochi giorni prima dell’approvazione della legge, in Abruzzo aveva fatto clamore il caso di alcuni escursionisti romani soccorsi sul Gran Sasso e trovati con abbigliamento e attrezzatura del tutto inadeguata, addirittura con scarpe da ginnastica e pantaloncini corti. Durante una qualsiasi escursione, in inverno o in estate, le prime norme di sicurezza sarebbero quelle della consapevolezza dei propri mezzi tecnici e atletici, della coscienza di un allenamento fisico all’altezza, della conoscenza preventiva dell’itinerario, della comprensione di nozioni di meteorologia e del possesso di una attrezzatura adeguata all’impegno. Purtroppo, spesso non è così. Purtroppo molti si avventurano in montagna senza senso di responsabilità, contando arbitrariamente sulla disponibilità, in caso di problemi, di soccorsi anche molto onerosi (come l’elicottero) forniti gratuitamente a carico della collettività. Adesso basta! Finalmente anche in Abruzzo basta a un privilegio assurdo per persone incoscienti e inconsapevoli. Adesso, anche in Abruzzo, è finito il tempo del «soccorso facile». Anche Gustavo Thöni, il campionissimo dello sci italiano che mi onora della sua amicizia e ha fatto della sua strepitosa carriera un esempio di correttezza e rigore, si è congratulato con i consiglieri regionali per l’approvazione della legge che cancella una vergogna. Finalmente!

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
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L’esperienza nel Grande Sci
al servizio della sicurezza

L’azienda di San Vito di Cadore mette in campo le competenze e la professionalità che il suo fondatore Silvano Vidori ha maturato in decenni di frequentazione, prima come allenatore e poi come operatore, delle più grandi piste e dei più importanti comprensori sciistici. Dal 2003 la sua attività si è fatta apprezzare in Italia e in Europa per l’eccellente livello di specializzazione nei lavori di messa in sicurezza delle piste da sci ai massimi livelli. E anche nella scorsa stagione non sono mancati numerosi interventi. Vediamo…

LLa ditta VS di San Vito di Cadore opera nell’ambito della messa in sicurezza delle piste da sci, offrendo un’ampia gamma di materiali e accessori con soluzioni personalizzate. L’ha fondata nel 2003 Silvano Vidori, 63 anni, «homme de ski» cortinese che dopo essere stato per diverse stagioni l’allenatore responsabile della squadra nazionale A di discesa al tempo della direzione agonistica di Helmuth Schmalzl, ha svolto dal 1995 al 2003 un’attività di rappresentanza per il Nord Est per la SPM di Brissago Valtravaglia. Vidori è l’allenatore che ha svezzato il talento di Kristian Ghedina da quando il fuoriclasse italiano della discesa libera aveva 14 anni e l’ha fatto crescere fino ai suoi esordi vincenti in Coppa del Mondo. In quella veste ha anche maturato sulle più mitiche piste del Grande Sci conoscenze e competenze specifiche in materia di sicurezza che ne hanno fatto uno dei massimi esperti in particolare nel campo dell’installazione delle reti fisse di protezione di tipo «A».  Forte di questo suo bagaglio di conoscenze e animato da una straordinaria passione per il proprio lavoro, Vidori ha deciso nel 2003 di avviare una sua attività imprenditoriale autonoma per fondare la VS, acronimo del proprio nome e cognome. Appoggiandosi a fornitori qualificati e intrecciando rapporti commerciali costantemente rinsaldati dalla qualità del suo lavoro, in pochi anni ha saputo costruire un «catalogo» di prodotti completo, dalle installazioni alle reti, alle delimitazioni; dalla segnaletica all’accessoristica; dai pali strumentazione di soccorso.  Ha condotto studi di sviluppo dei suoi prodotti in collaborazione con alcune università venete; ha saputo meritarsi l’ingresso tra i fornitori delle gare di Coppa del Mondo (in primis quelle femminili «in casa» a Cortina) e ha lavorato per i Mondiali di sci alpino di Val d’Isère del 2009.  La sua clientela ha potuto apprezzare in particolare i materassi della gamma VS e, soprattutto, componenti e modalità di installazione delle reti fisse di tipo A. Coperto da brevetto è il palo in acciaio a TR alto fino a 8 mt. dalla solida affidabilità e dall’ elegante forma ricurva. Ma, soprattutto e senza bisogno di brevetti, non è assolutamente a rischio di imitazione il know-how che Vidori ha maturato nel particolare e importantissimo segmento produttivo e operativo delle installazioni di tipo A.

Installazioni e materiali
di ultima generazione
Di seguito elenchiamo alcuni dei principali interventi realizzati da VS nella scorsa stagione
• A inizio estate la società Golf Pra delle Torri di Caorle ha contattato la VS per il perfezionamento delle strutture già da in atto nelle precedenti stagioni, con integrazione di due nuove linee. Queste strutture sono fondamentali a tutela dei condomini prospicienti al campo stesso e ad altre aree sportive del centro vacanze.
• Il 25 settembre a Courmayeur è stato inaugurato il nuovo «Centro Tecnico Federale», sede degli allenamenti della nazionale italiana di short track. L’impianto è uno dei pochissimi in Europa a essere dotato a bordo pista di materassi mobili di ultima generazione, senza più alcuna balaustra; un’innovazione che risponde ai più alti standard di sicurezza e che permetterà alla struttura di possedere i requisiti necessari per ospitare competizioni olimpiche.
• La ditta VS si è avvalsa della collaborazione della Dolomiticert, mettendo in campo dei test che rispecchiassero le esigenze della ISU «International Skating Union» nella «Communication 1512 e successiva 1726» in materia di sicurezza per incolumità degli atleti.  Il risultato dei valori di impatto sono stati abbondantemente inferiori agli standard attuali.
• A settembre la VS si è impegnata nel ripristino delle protezioni del comprensorio sciistico del Comune di Rhemes Notre Dame (AO).  L’intervento è consistito nello smantellamento delle vecchie strutture fisse esistenti, sostituite con nuovi pali a C posati su appositi telai affogati nel terreno, previsti con delle diverse calandrature sia per esigenze turistiche sia agonistiche.
• Nella stazione di Sesto Pusteria, la Società Drei Zinnen ha richiesto la consulenza e la progettazione per l’allargamento della pista di rientro da Monte Elmo: struttura realizzata con dei telai e sostegni a sbalzo, che ha consentito un allargamento medio della pista da 3.5 fino a 4 mt.  Sul lato esterno sono stati montati dei sostegni per il fissaggio del tavolato necessario al contenimento della neve e degli ancoraggi per i pali necessari al sostegno della rete di protezione.
• Le piste della Soc. Impianti Scoter di San Vito di Cadore hanno subito gravi danni a seguito dell’evento franoso verificatosi ad agosto 2015.  La VS è intervenuta nel ripristino delle protezioni delle piste danneggiate, posizionando una linea di protezione di circa 400 mt con pali a C e rete sulla pista «Bianca», sul lato destro del colatoio della frana; inoltre ha perfezionato la sicurezza delle piste «Serpentina» e «Caprioli» con pali in fibra Ø 50mm, alti cm 250 e 300, a sostegno di reti B.
• In autunno, in seguito a interventi di ampliamento della parte centrale della pista «Saslong» zona entrata Ciaslat in Val Gardena, sono stati smontati e riposizionati i pali TR di sostegno delle reti, installati la scorsa stagione.  Inoltre in occasione della gara di Coppa del Mondo è stato fornito un particolare tessuto accoppiato: si tratta di una lastra di polietilene ad alta densità accoppiata a un tessuto in PVC, che permette un’alta resistenza all’abrasione nonché l’assorbimento in caso di eventuali impatti. Questo prodotto ha ottenuto ottimi riscontri anche a Cortina, dove la Società Ista ha richiesto questo particolare e innovativo materiale per proteggere il rivestimento interno del tunnel sotterraneo, predisposto per il passaggio dei turisti in zona Duca D’aosta. La Società Drei Zinnen di Sesto ha individuato in questo prodotto un ottimo materiale e lo ha messo in atto a protezione del tavolato in legno della loro bellissima pista di slittino, una delle più lunghe dell’Alto Adige.
www.silvanovidori.it