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Tag: Impianti Di Risalita

Created: Martedì, 06 Giugno 2017 07:14
Hits: 533
Category: Portfolio
Tags: Attualità Congresso OITAF, Impianti Di Risalita

Oltre 350 persone hanno partecipato
al Congresso Oitaf 2017 a Bolzano

Da sinistra: Ing. Markus Pitscheider (Segretario generale dell’OITAF), Mag. Jörg Schröttner (nuovo Presidente di OITAF) e Martin Leitner (Presidente uscente)


Trasporto ed emozione, il futuro delle funivie

L’ 11° congresso dell’Organizzazione Internazionale Trasporti a Fune che si è svolto in giugno a Bolzano con la partecipazione e gli interventi di costruttori, esercenti ed esperti di livello internazionale, ha spalancato le porte alle prospettive di crescita di un settore produttivo nato agli inizi del secolo scorso, cresciuto prevalentemente in montagna al servizio del turismo invernale ma oggi chiamato ad affrontare e risolvere problemi di trasporto nelle situazioni più diverse, a cominciare dalle congestionate metropoli immobilizzate e nevrotizzate dal traffico. «Il segmento degli impianti a fune urbani – ha detto Martin Leitner, presidente uscente dell’OITAF – ha aperto potenzialità di sviluppo enormi». E sta rispondendo alla domanda crescente di una mobilità pulita ed ecologica che si può riflettere con esiti fortemente positivi sul clima sociale

Si è svolto in giugno a Bolzano l’11° Congresso funiviario mondiale che ha ospitato 350 partecipanti provenienti da 30 Paesi. L’alto Adige è stato per la prima volta il palcoscenico di questa periodica occasione di scambio e confronto internazionale di alto livello tra gli operatori del settore funiviario. «Portare questo congresso in Sudtirolo era un obiettivo auspicabile perché qui hanno sede i leader mondiali del settore. L’organizzazione del congresso a Bolzano rappresenta un’occasione e un’opportunità uniche per l’economia e il turismo altoatesini e contribuisce anche a consolidare ulteriormente la posizione dell’alto Adige quale sede eccellente per lo sviluppo di tecnologie alpine», ha dichiarato il Presidente della Provincia Arno Kompatscher in apertura di congresso. L’appuntamento è stato organizzato dall’OITAF in collaborazione con l’EURAC e gli interventi dei relatori sono stati tradotti in cinque lingue. L’OITAF è l’unica organizzazione internazionale del settore funiviario che riunisce gli esercenti e le imprese funiviarie, i costruttori di impianti a fune e le autorità di sorveglianza di 31 Paesi in tutti i continenti allo scopo di promuovere e sviluppare i trasporti a fune. Dal 1984 la sede della segreteria generale dell’OITAF presso l’Ufficio Trasporti Funiviari a Bolzano è diretta dall’ing. Markus Pitscheider. Martin Leitner, presidente uscente dell’organizzazione ha detto: «Negli ultimi sei anni, dal congresso di Rio de Janeiro nel 2011 che ho avuto l’onore di presiedere, il settore funiviario ha fatto passi da gigante. Gli impianti a fune sono diventati una soluzione concreta ai problemi di mobilità. All’impiego nel settore del turismo e degli sport invernali, la cui dimensione è rimasta costante, si è aggiunto il segmento degli impianti a fune urbani, che ha aperto potenziali enormi». Prima dell’apertura dei lavori congressuali, si è tenuta l’assemblea generale dell’OITAF in occasione della quale lo stesso Martin Leitner, vicepresidente della Leitner di Vipiteno, ha ceduto la propria carica a Jörg Schröttner del Ministero dei trasporti, delle tecnologie e dell’innovazione di Vienna.

Ecologia, sostenibilità e impatto positivo sul «sociale»
All’insegna del titolo congressuale «Funivie: trasporto ed emozione», 33 relatori di fama mondiale hanno tra l’altro discusso a Bolzano dello sviluppo degli impianti a fune in ambito urbano e turistico. Le funivie sono state confrontate con altri mezzi di trasporto per quanto riguarda le emissioni di CO2 e la loro redditività, prendendo a modello per il futuro impianti a fune urbani già realizzati in Europa e America. A La Paz in Bolivia, ad esempio, è in fase di ultimazione una rete di 30 km di cabinovie con 26 stazioni. Un altro esempio di trasporti innovativi è quello della funivia della città colombiana di Medellin che unisce i quartieri socialmente svantaggiati con il centro urbano. Il tragitto per raggiungere il lavoro durava prima un’ora e mezza mentre ora si impiegano solo 30 minuti. Il cosiddetto «Metrocable» ha contribuito a riportare la tranquillità in un quartiere una volta turbolento, il benessere è visibilmente migliorato e la criminalità è diminuita. E questo è solo un esempio degli effetti che una soluzione ingegnosa di mobilità a mezzo funivia può avere sulla vita sociale ed economica delle persone. Durante il congresso è stata inoltre fatta luce sugli aspetti tecnici ed economici della gestione e dell’esercizio degli impianti a fune. Una metà giornata dei lavori congressuali è stata invece dedicata alla tecnica funiviaria pura, nel corso della quale esperti e ditte costruttrici hanno potuto informarsi sulle novità e sulle nuove conoscenze del settore. Quindi in sintesi: le funivie assicurano prosperità e rendono possibile godere dell’offerta turistica tutto l’anno oltre ad essere tra i mezzi di trasporto più ecologici e sostenibili.

La fune futura protagonista nelle città
indispensabile spina dorsale del turismo
Il prof. Heiner Monheim, uno dei «keynote speaker» ed esperto di trasporti, è convinto che le funivie possano tenere testa al traffico crescente. «Le cabinovie ad ammorsamento automatico sono ormai indispensabili in ambito urbano - ha affermato - Gli impianti a fune possono infatti rappresentare un’integrazione intelligente ai mezzi di trasporto pubblico, potendo ridurre le code, risolvere i problemi di parcheggio e preservare l’ambiente. Le funivie sono inoltre configurabili in maniera flessibile, di poco ingombro e realizzabili in tempi rapidi e a costi d’esercizio relativamente contenuti, con ridotti impatti sull’ambiente. Gli impianti a fune non devono pertanto temere alcun confronto. In futuro abbiamo bisogno di nuove soluzioni e le funivie sono per molti aspetti la soluzione ideale per il trasporto di materiali e passeggeri. Le numerose esperienze maturate con progetti funiviari realizzati in ambito urbano lo confermano in modo inequivocabile». Gli impianti a fune in ambito urbano hanno un fine economico e sociale, ma non solo, contribuiscono infatti in misura considerevole allo smistamento del traffico. Le funivie rimangono comunque la spina dorsale del turismo nell’area alpina, garantiscono prosperità nelle zone periferiche e contrastano lo spopolamento. In questo importante settore economico e turistico operano numerose aziende, tecnici, operatori economici, enti statali e locali, esperti di turismo, legali ma anche persone legate al mondo della ricerca e delle tecnologie connesse con la costruzione degli impianti a fune. Il Congresso funiviario mondiale ha offerto loro un’opportunità di incontro e di scambio di idee a livello internazionale oltre alla possibilità di informarsi in occasione delle relazioni tecniche presentate sugli impianti a fune.

L’Alto Adige pioniere nel settore funiviario
ed eccellente «padrone di casa»
La prima funivia al mondo autorizzata per il trasporto pubblico fu inaugurata a Bolzano nel 1908. La funivia del Colle trasporta in pochi minuti abitanti e turisti dal fondovalle sull’idilliaco monte dei bolzanini. Ma già prima della Grande Guerra esistevano funicolari a Caldaro, al Virgolo e a Bolzano-Guncina oltre a una ferrovia a cremagliera che da Bolzano portava a Collalbo. Le scoperte del pioniere delle funivie Luis Zuegg di Lana determinarono poi ulteriori, rivoluzionari sviluppi.
Il programma di contorno del congresso ha entusiasmato gli ospiti internazionali. Non poteva naturalmente mancare la visita al Messner Mountain Museum di Castel Firmiano. «Noi in Alto Adige abbiamo, per così dire, contribuito a inventare gli impianti a fune e vantiamo una lunga tradizione nel settore, visto che i due grandi costruttori di funivie risiedono in questa regione - ha affermato convinto il padrone di casa Reinhold Messner -  Senza le funivie il nostro turismo sarebbe impensabile. Questa forma di trasporto in montagna, e in futuro in misura crescente anche in ambito urbano, dovrà continuare a essere sviluppata e migliorata sotto l’aspetto tecnico». Il congresso si è concluso con una serata di gala al Kursaal di Merano mentre per il giorno conclusivo è stata organizzata un’escursione a Soprabolzano con visita alla funivia del Renon e un incontro serale sulla storia delle funivie in Sudtirolo, Italia, Svizzera e Germania. Una mostra di foto storiche delle funivie altoatesine presso l’EURAC, il centro di ricerca fondato a Bolzano nel 1992,  ha fatto da cornice al primo Congresso funiviario mondiale in Italia.

 

Created: Lunedì, 05 Giugno 2017 04:57
Hits: 486
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita

La produzione di quelle cruciali guarnizioni che interagiscono tra la fune e la puleggia degli impianti di risalita sta conquistando una fetta sempre maggiore del mercato specifico e sta diventando sempre più importante per l’attività dell’azienda di Cusano Milanino che spazia su molti altri settori. Le ragioni del successo risiedono nel continuo miglioramento del prodotto, nella rigorosa valutazione della sua efficienza mediante attenti e prolungati test sul campo, nel rapporto di collaborazione strettissimo con la clientela e nella flessibilità produttiva capace di arrivare a soddisfare esigenze di «personalizzazione»

Il 2017 è un anno di grande fermento per Isopren: i settori nei quali si è investito in tecnologia e risorse negli ultimi due anni stanno dando positivi risultati con costante crescita; le attività commerciali e tecniche si susseguono senza sosta. Inoltre Isopren, per presidiare e sviluppare nuove aree industriali, ha inserito nel suo organigramma la figura del Sales Development Manager, che da subito ha profuso nuove energie e ottenuto significativi riscontri. I settori di riferimento della Isopren (estrazione mineraria, trasporto di fluidi anche alimentari, pompaggio del calcestruzzo, componenti speciali per unità combattenti navali militari) stanno portando interessanti risultati con una crescita del fatturato a doppia cifra su queste aree. Il comparto degli anelli in gomma per impianti a fune sta raccogliendo i frutti delle semine passate. Sergio Donadeo, (nella foto) Key Client Manager dell’azienda e responsabile commerciale del settore, ci racconta: «Riceviamo sui nostri anelli feedback entusiasmanti relativi alle prove, sempre più lunghe e quindi sempre più significative, condotte nei punti maggiormente sollecitati di impianti ad alte prestazioni, tipicamente quelli ad agganciamento automatico. Le prove di durata valutate su periodi sempre più lunghi e con ripetute conferme, anno su anno, sono la via sperimentale per certificare la validità del nostro prodotto. I test realizzati in laboratorio sono indicativi per la messa a punto di nuovi elastomeri, ma la raccolta di dati sul campo e nel tempo riprovano la validità delle scelte tecnologiche». Ad avvalorare le affermazioni a livello tecnico sono i positivi riscontri delle vendite: dalle ultime analisi commerciali condotte si evidenzia che il settore degli impianti di risalita e dei veicoli cingolati ha registrato per Isopren un incremento di circa il 20% su base annua, con l’acquisizione di nuovi clienti distribuiti in Lombardia, Trentino, Veneto e Austria. A rendere sempre più interessante la produzione Isopren è anche all’ampliamento della gamma di anelli a catalogo con nuovi profili e misure. La sfida oggi si gioca per Isopren sui mercati esteri; incoraggiante in tal senso il grande interesse riscontrato ad Interalpin 2017, che concretamente ha portato ad un aumento delle ordinazioni del 15% sul periodo. Perseguendo la promozione e la diffusione del proprio prodotto all’Estero, Isopren sarà presente a Santiago del Cile a Expo Andes dal 18 al 20 ottobre 2017.

Il potenziamento dell’export
e l’adesione all’ANEF
Per affrontare con professionalità l’impresa e in generale l’export, l’azienda ha deciso di affidarsi anche a un Temporary Export Manager, che con le proprie esperienze e competenze nello sviluppo commerciale su mercati internazionali possa trovare nuove opportunità di collaborazione. L’adesione ad ANEF conferma la volontà di voler essere sempre più vicini ai conduttori di impianti a fune e alle loro problematiche, per comprenderne e assimilarne il punto di vista, approfondire le questioni tecniche, capire la natura dei fenomeni e conoscendo i materiali verificare il loro comportamento nelle diverse condizioni d’uso. In virtù anche delle competenze tecniche pluri-settoriali dell’Ufficio Tecnico, ora potenziato nel numero dei suoi componenti, Isopren offre un’apprezzata collaborazione con la clientela a perseguire l’obiettivo del miglioramento continuo delle prestazioni degli impianti.  È l’Ufficio Tecnico di Isopren che studia e progetta tutte le attrezzature produttive, sulla base della realtà industriale aziendale e anche su eventuali specifiche esigenze del cliente. La flessibilità produttiva dell’azienda si è arricchita ulteriormente con l’integrazione nel parco macchinari di un nuovo strumento, specificatamente progettato per attuare delle «personalizzazioni» sugli anelli. Spiega Sergio Donadeo: (nella foto) «Capita che nel corso delle visite sugli impianti ci venga chiesto se possiamo attuare, su un numero ridotto di pezzi, modifiche al profilo nominale dell’anello, come ad esempio l’approfondimento della gola, al fine di guidare con più efficacia la fune in quei punti dell’impianto che lo richiedono, e ora possiamo!»
www.isopren.it

Created: Lunedì, 05 Giugno 2017 04:57
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Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita



L’ultimo gioiello della CWA si chiama Omega IV 10 SI D ed è stata progettata specificamente per la nuova D-Line della Doppelmayr, la tecnologia d’avanguardia che ha esordito nel 2015 con la cabinovia Kirchenkar a Hochgurgl, in Austria. La nuova cabina, che esordirà in Italia a partire dal prossimo inverno sulla funivia Alba di Canazei-Ciampac, fornisce ai suoi passaggeri un extra spazio in più. Grazie alle sue più ampie dimensioni, offre infatti una spaziosità incomparabile, con sedili dalla larghezza maggiorata rispetto agli standard abituali per ogni persona ma disponibili anche nella versione a seduta unica dalla bella linea. Altri vantaggi sono lo spazio aggiuntivo ricavato per le gambe e un accesso comodo dovuto all’altezza d’ingresso standard di 2068 millimetri. L’ Omega IV 10 SI D con il suo design  elegante e la sua funzionalità abbinati e ben meditati concetti costruttivi convince non solo gli operatori funiviari ma anche i passeggeri. In Italia, le collaudate cabine della CWA sono sempre più apprezzate. Nel 2015 la funivia Molino - Le Buse a Falcade (61 Omega IV-8 SI) e la cabinovia Belvedere a Brunico (32 Conus 15) sono state attrezzate con cabine CWA. Nel 2016, equipaggiate con il pratico Ski Rack Twistin, che permette un efficiente imbarco e sbarco e offre una comodità di seduta costante, sono state attivate sugli impianti di Klausberg a Cadipietra (38 Omega IV-10 SI Twistin), di Pradel-Salei a Canazei (80 Omega IV 8 SI Twistin). Sempre per il 2016 non va dimenticata anche la cabinovia di Lauzen in Val Senales (27 Omega IV-10 LWI). In questo  2017, durante il quale ha esposto  i suoi prodotti all’Interalpin di Innsbruck nello stand Doppelmahr dove il numero di visitatori e l'interesse suscitato sono stati in linea con le aspettative dell’azienda, la CWA ha acquisito commissioni per Livigno (in totale 68 Omega IV 10 SI Twistin per San Rocco) e ordinazioni ulteriori per Madonna di Campiglio – Cinque Laghi (15 Omega IV-8 LWI) e Brunico – Belvedere (3 Conus 15). Insomma, le prospettive di crescita in Italia sono ottime  e non manca il lavoro per l’azienda fondata da Anton Frech nel 1939 ad Aarburg, nel Cantone Argovia in Svizzera con la denominazione originaria di «Carrosseriewerke Aarburg», nome che porta ancora oggi con orgoglio con l’acronimo CWA anche se nel tempo molte cose sono cambiate. La sede direzionale e produttiva si è trasferita dal 1980 ad Olten, nel Canton Soletta; la produzione originaria di veicoli antincendio e di bus è stata abbandonata per dedicarsi al settore dei veicoli per il trasporto a fune; i figli di Anton Frech, il fondatore, hanno rinunciato nel 2001 alla continuità familiare in seno all'azienda e ceduto l'intera proprietà al gruppo Doppelmayr. Oggi l’attività dell'azienda non si esaurisce con la gamma delle cabine e funive, ma si diversifica con i veicoli per funicolari, monorotaie e shuttle, nonchè con altre costruzioni speciali in alluminio. L'organizzazione interna della filiera «artigianale» è organizzata verticalmente per ogni specifica branca produttiva, vale a dire che per la singola produzione di piccole cabine così come di grandi e veicoli speciali, lo staff di progettisti, il centro di acquisti, la gestione del magazzino, dei pezzi di assemblaggio e la produzione stessa convivono gomito a gomito all'interno di uno stesso specifico spazio aziendale, così da risolvere alla base qualsiasi problematica legata alla filiera organizzativa e produttiva. CWA Construction SA/Corp. risulta essere ancora l'unica azienda del settore a vantare al proprio interno un ufficio design per tutte le proprie realizzazioni di serie o particolari di produzione unica.
www.cwa.ch

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
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Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
DirectDrive
Efficiente, silenzioso e... «risparmioso»

In quindici anni di grande successo, il sistema di azionamento senza riduttore introdotto dall’azienda di Vipiteno nel settore degli impianti di risalita ha conquistato una clientela sempre più numerosa in tutto il mondo grazie alle sue qualità operative che abbinano assoluta affidabilità di funzionamento e riduzione dell’usura con la capacità di abbattere rumorosità e consumi energetici. L’integrazione con il convertitore di frequenza LeitDrive perfeziona ulteriormente il suo funzionamento in qualsiasi condizione di carico e salvaguarda tutte le componenti del sistema

Con il sistema di azionamento senza riduttore di velocità DirectDrive e il convertitore di frequenza LeitDrive, Leitner ropeways ha fissato nuovi standard, ancora oggi ineguagliati a distanza di 15 anni. Il fatto che trovino impiego in circa 90 impianti a fune e 335 impianti eolici in 24 Paesi parla chiaro: i pregi di queste straordinarie tecnologie di azionamento convincono i clienti in tutto il mondo e soddisfano i più elevati requisiti di affidabilità, sostenibilità e silenziosità. E questo grazie anche al processo di sviluppo realizzato interamente in casa Leitner ropeways, dalla progettazione alla produzione.
Tutto ciò è inoltre garanzia di massima qualità del prodotto e costante innovazione. La lunga esperienza di Leitner ropeways assicura competenza, sia nello sviluppo del prodotto sia nel servizio di assistenza, e prestazioni d’eccellenza per qualsiasi esigenza. «Direttamente dal produttore alle piste da sci»: è questo il segno distintivo della qualità superiore che convince i clienti di tutto il mondo ormai da più di 15 anni. Grazie al processo di produzione completamente «inhouse», l’originale Leitner ropeways è sempre «up to date» e tutti i risultati del lavoro di ricerca dell’azienda confluiscono regolarmente nel DirectDrive.
I vantaggi della produzione «inhouse» sono apprezzati anche da Georg Bliem, amministratore delegato di Planai-Hochwurzen-Bahnen GmbH, la società degli impianti di Schladming (Austria): «Abbiamo adottato il DirectDrive di casa Leitner per la prima volta nella Gipfelbahn Hochwurzen di Rohrmoos. Ci sentiamo in dovere di operare in modo sostenibile e innovativo e l’esperienza con il sistema Leitner ci ha insegnato che rispettare l’ambiente non significa affatto penalizzare le prestazioni, anzi!».

Efficienza collaudata,
affidabilità imbattibile
Il cuore del Leitner DirectDrive è costituito dal motore sincrono collegato direttamente alla puleggia e formato da tre parti mobili, il rotore e due cuscinetti. Ciò permette di risparmiare completamente tutto l’olio motore richiesto dai tradizionali riduttori planetari. Poiché il Leitner DirectDrive funziona con meno componenti e a un numero di giri inferiore, l’usura e il rischio di guasti si riducono notevolmente. Oltre a una maggiore affidabilità, il sistema garantisce anche una sensibile diminuzione delle emissioni acustiche. Ecco perché anche per Igor Marzola, titolare della stazione sciistica Piz Sella in Val Gardena, la scelta non è stata difficile: «Avendo avuto un’esperienza positiva con la tecnologia di azionamento di Leitner ropeways, abbiamo deciso di adottare di nuovo il DirectDrive. Dato che a soli pochi metri dalla stazione motrice c’è un rifugio con solarium, dovevamo scegliere la soluzione più silenziosa. E la scelta è stata quella giusta: il suono sommesso del motore si sente solo fino a tre metri di distanza e poi sparisce completamente».

Georg Bliem      Igor Marzola    Manfred Krings

Le migliori destinazioni

scelgono l’affidabilità Leitner
L’efficienza del sistema di azionamento si completa con il convertitore di frequenza LeitDrive che, grazie alla perfetta sintonia con il motore, garantisce un rendimento globale elevato in tutte le condizioni di esercizio. L’effetto sinergico è potenziato inoltre dalla possibilità di sfruttare il calore recuperato dal sistema di raffreddamento per il riscaldamento o per ottenere acqua calda. Anche per quanto riguarda la sostenibilità e la tutela delle risorse naturali, il sistema di azionamento Leitner ropeways si colloca dunque ai vertici del settore e non sorprende che sia impiegato in molti dei comprensori sciistici più rinomati, come Kitzbühel, Laax e il Ghiacciaio dello Stubai. Anche per la Gebrüder Krings Bergbahnen GmbH di Obertauern questa tecnologia, grazie ai numerosi vantaggi che offre, rimane «unica e ineguagliabile». Nell’estate 2017 la società rinnoverà l’impianto Seekarspitzbahn già esistente con un nuovo prodotto Leitner ropeways: una seggiovia da 8 posti ad ammorsamento automatico dotata di DirectDrive. «Considerata la nostra lunga e proficua collaborazione - spiega l’amministratore delegato Manfred Krings - abbiamo deciso di affidarci a Leitner anche per il nuovo impianto. Un altro motivo che ci ha portati a fare questa scelta è stato il DirectDrive, che utilizziamo già in altri due impianti. I vantaggi principali riguardano la riduzione delle emissioni acustiche e dei consumi di energia elettrica e i minori costi di manutenzione rispetto ad altri impianti simili».
www.leitner-ropeways.com


Il progetto dell'impianto a fune più spettacolare delle Alpi svizzere prosegue secondo i piani

Entro la stagione invernale 2018/2019 Leitner ropeways realizzerà sul Piccolo Cervino, per Zermatt Bergbahnen, la funivia 3S (funivia trifune) più alta del mondo.
Nonostante le sfide poste dall'altitudine estrema, la prima delle tre estati previste per la costruzione si è svolta nel migliore dei modi. L’altezza e le condizioni del terreno di questo progetto in alta quota richiedono infatti
una progettazione coscienziosa, preparativi accurati e interventi molto precisi e scrupolosi da parte di tutte le persone e imprese coinvolte. Lavorare in questo contesto costituisce una sfida particolare per gli installatori. Le condizioni dell'aria in quota sollecitano l'organismo in misura decisamente maggiore rispetto a quanto accade a valle e il pericolo di crepacci nei ghiacciai richiede particolare prudenza.
Ad aggravare la situazione si aggiungono anche le condizioni meteorologiche. A settembre era già caduto un metro di neve e le temperature sono scese fino a meno 12 gradi. «Nonostante le difficilissime condizioni ambientali, la fantastica collaborazione di tutte le imprese che partecipano alla costruzione ha permesso un considerevole avanzamento dei lavori. La realizzazione del più grande progetto edilizio della nostra storia avanza nel pieno rispetto dei piani», sottolinea Markus Hasler, CEO di Zermatt Bergbahnen AG.
La nuova funivia risulta superlativa sotto molteplici punti di vista. Nell’ambiente d'alta quota è esposta a condizioni di vento e meteorologiche particolarmente estreme. Inoltre deve superare distanze considerevoli. Condizioni ideali per un impianto trifune che, tra l’altro, si distingue per un’elevata stabilità al vento. La funivia trifune più alta del mondo, a quasi 4.000 metri di quota, sarà completata per entrare in funzione nella stagione invernale 2018/2019.
L’impianto ultramoderno, che vanta l'efficiente tecnica di azionamento DirectDrive a emissioni ridotte, integrerà la funivia esistente su una distanza di circa otto chilometri. Aumenta la capacità di trasporto di 2000 persone all’ora e crea i presupposti per un funzionamento ininterrotto della funivia. Le 25 confortevoli cabine sono state progettate da Pininfarina, il famoso studio italiano di design noto tra l'altro per avere già collaborato con marchi quali Ferrari e Maserati.
Partendo dalla stazione a valle del Trockener Steg a 2.939 metri di altitudine, la funivia si svilupperà lungo il ghiacciaio del Theodul fino al Matterhorn glacier paradise (Piccolo Cervino) a 3.883 metri. L'impianto migliorerà in maniera significativa il collegamento dei comprensori sciistici tra Svizzera e Italia.
La prima fase di costruzione, svoltasi nella stagione estiva 2016, ha rispettato pienamente le previsioni. A metà ottobre sono iniziati i lavori di montaggio nella stazione a valle. La costruzione dei piloni di sostegno richiede lavori e interventi importanti. A causa delle condizioni del terreno, ripido e roccioso, è necessario scavare molto in profondità, talvolta fino a 30 metri, per realizzare fondazioni di cemento stabili. Le quattro fondazioni con basamento hanno richiesto l'impiego di circa 440 metri cubi di calcestruzzo. Il primo pilone di sostegno è stato montato a fine agosto e sono già in corso i lavori per il secondo. La prossima estate sarà avviata la realizzazione del terzo pilone. Nella stazione a monte è stato possibile, nel mese di agosto, concludere i lavori di scavo e iniziare i lavori di betonaggio.

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
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Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
        Franco Balada

Il 2017 sarà l’anno della costituzione e apertura della BMF ITALIA, filiale Italiana del gruppo svizzero di Flums. Bartholet Maschinenbau è l’azienda produttrice di impianti a fune per il trasporto su neve e per il trasporto urbano che negli ultimi anni, a conclusione di una ristrutturazione interna e di un processo di potenziamento operativo, ha decisamente rafforzato le sue potenzialità operative mettendo a segno una importante serie di lavori, a «casa sua», in Svizzera, e all’estero. E l’Italia è tra i mercati più ambiti

La filiale italiana della BMF, acronimo di Bartholet Maschinenbau Flums,  azienda elvetica  fondata nel 1962 da Anton Bartholet e dal 1994 guidata dal figlio Roland, produttrice di impianti di risalita o per il trasporto urbano. Dal 2014 titolare anche del prestigioso marchio e della produzione di Gangloff Cabins. BMF Italia sarà controllata al 100% dalla casa madre ma sarà guidata dall’italiano Franco Balada. Hassan Hofer sarà il più stretto collaboratore operativo di Balada per la progettazione e la cantieristica. Nei prossimi mesi saranno aperti In Trentino-Alto Adige, un ufficio dove opererà in pianta stabile un servizio di segreteria , un magazzino e un ufficio tecnico. L’idea è quella di  attrezzare fin da subito una struttura tecnico - commerciale che si raffronti con la clientela e possa interagire con i diversi fornitori  italiani dell’automazione, delle opere civili e di molti altri interventi necessari all’installazione degli impianti. La nascita della filiale italiana di BMF sarà certamente un evento importante nel panorama dell’attività impiantistica nel nostro Paese, se si vuole un altro segnale positivo del piccolo, modesto risveglio di attività imprenditoriale del settore dopo diversi anni di  stagnazione. A guidare l’iniziativa sarà lo stesso manager che dal  2011 lavora con impegno per affermare la tecnologia e i prodotti di BMF nel nostro Paese sfidando i colossi che fino ad oggi hanno dominato il nostro mercato. Franco Balada, 54 anni, è bergamasco di Lovere che ha avviato la sua storia professionale come direttore della stazione e della Scuola Sci di Montecampione. In seguito ha virato il proprio impegno verso il settore della gestione operativa delle stazioni invernali passando, come direttore vendite, in Gespi, Sufag Italia e, per oltre dieci anni amministratore, in York Neve, la società francese produttrice di impianti per l’innevamento tecnico acquisita nel 2012 da Technoalpin . «BMF Italia – dice Balada – nasce per una richiesta e una necessità del mercato. Il numero di impianti già realizzati dal 2011 ad oggi giustifica e reclama una presenza più strutturata sul nostro territorio per la necessità di essere più vicini alla clientela, garantire un’assistenza adeguata, proporre con maggiore incisività le proposte del nostro gruppo, convincere la platea degli impiantisti italiani che esiste un’alternativa altrettanto qualificata al duopolio vigente.  L’Italia è un mercato  a cui BMF guarda con molta attenzione e molto interesse. Sono convinto, anche sulla base del lavoro che abbiamo già impostato in questi anni, saremo in grado di vincere la nostra scommessa». .

I primi successi in Italia,
dal Tonale a San Domenico
Dal 2011 ad oggi si sono già installati diversi impianti BMF nel nostro Paese. Il primo è stata la seggiovia ad agganciamento automatico a sei posti realizzata per la società Sinval al Passo del Tonale, dove è stato installato anche una nuova sciovia. In Calabria, sui monti della Sila, sono state realizzate una telecabina a 8 posti e una seggiovia quadriposto ad agganciamento fisso. A San Domenico di Varzo è entrata in funzione la seggiovia sei posti Bondolero equipaggiata con seggiole Porsche Design. Nella emergente località piemontese in provincia di Verbania che ha il suo cuore sciistico nell’Alpe Ciamporino, Balada ha stretto un forte legame di reciproca fiducia con Franco Malagoni e figli, l’imprenditore italo-svizzero che con i suoi investimenti sta letteralmente trasformando l’immagine e le potenzialità turistiche di un piccolo paesino privo di importanti infrastrutture in una stazione sciistica di altissimo livello, favorita da una esposizione favorevole all’innevamento naturale e da una accessibilità stradale straordinaria. Non a caso BMF ha ottenuto l’aggiudicazione per  la costruzione a San Domenico della prima cabinovia panoramica «Design by Porsche Design Studio» in Italia. L’inizio dei lavori di montaggio dell’impianto  è previsto per il mese di luglio 2017. La cabinovia, lunga poco meno di 1,5 km, comprende due sezioni e porta da San Domenico all’Alpe Ciamporino. Il primo tronco del nuovo impianto segue un nuovo percorso, il secondo tronco sostituisce la linea dell’impianto esistente.

La presenza importante
tra i Cantoni elvetici
Il 2016 è stato  un anno importante per  Bartholet Ropewyas non soltanto in Italia.  Il gruppo svizzero che ha sede a Flums, nel Canton San Gallo, dopo essere uscito da un processo di  ristrutturazione interna e di ricambio ai vertici dell’azienda ha dispiegato le sue potenzialità produttive dotandosi di nuovi macchinari e mettendo a segno risultati importanti. Naturalmente cominciando dalla «sua» Svizzera. Già in questo inverno 2016/17 il frequentatori del comprensorio sciistico di Pizol, nel Canton San Gallo, hanno potuto vivere un notevole miglioramento in temini di comfort con la nuova, comoda seggiovia a sei posti ultramoderna che ha sostituito l’antiquato skilift di Schwamm. L’impianto utilizza le confortevoli seggiole Porsche Design con cupole di protezione contro le intemperie. Anche l’Engadina ha una nuova attrazione impiantistica firmata BMF. La seggiovia a sei posti Curtinella  è il nuovo biglietto da visita del comprensorio sciistico Corvatsch- Furtschellas a St. Moritz. L’impianto, con i suoi 2200 metri di sviluppo, è il più lungo di tutto il Canton Grigioni e sostiuisce una vecchia sciovia.La nuova seggiovia supera un dislivello di 750 mt e ha una capacità di trasporto di 2400 persone/ora alla velocità di 6 m/s. Un’altra moderna seggiovia a sei posti è stata installata tra il Canton Grigioni e il Canton Uri. Si tratta della Oberalp Calmut, seggiovia equipaggiata con seggiole Porsche dotate di riscaldamento  che rappresenta un passo importante per il collegamento tra i due comprensori sciistici di Andermatt e Sedrun. Sempre restando in Svizzera,  BMF ha realizzato la scorsa estate una nuova sciovia nel comprensorio sciistico di Oeschinensee nei pressi di Kandersteg (Canton Berna). E per l’estate 2017 è prevista l’entrata in funzione della nuova funivia Frümsen-Staubern. Si tratta di un’opera sostituiva di un vecchio impianto nella  Valle del Reno. Il nuovo impinato sarà una più veloce funivia a va e veini a due funi (1 fune portante e 1 fune trante. Staubern è un apprezzato punto di partenza per escursioni nella regione dell’Alpstein dell’Appenzello. Si è optato per due cabine da 8 posti «Design by Porsche Design Studio».  Il nuovo impianto sarà costruito parallelamente al vecchio  per non interrompere  l’attività della società che gestisce le funivie.

Nuovi interventi anche
in Francia e in Bosnia
Non solo Italia e non solo Svizzera, ovviamente. Tra le altre opere in cantiere o in fase di ultimazione, BMF conta interventi recenti anche in Francia e in Bosnia Erzegovina. La stazione sciistica di Val Thorens, in Francia, si è aggiudicata da parte di una giuria di porofessionisti e addetti ai lavori il titolo di miglior comprensorio sciistico del mondo nel 2013 e nel 2014.  Il quella località prestigiosa Bartholet Ropeways si è aggiudicata nel febbraio 2016 l’incarico per la costruzione della seggiovia a sei posti ad ammorsamento automatico di Boismint, un passo decisivo per lo sviluppo di BMF in Francia. I lavori di  costruzione delle oepre civili e di installazione delle componenti meccaniche stanno procedendo regolarmente dopo  un parziale ritardo causato da una chiusura assi posticipato (8 maggio) della stagione e l’impianto sarà presto regolarmente in funzione. Dalla Francia alla Bosnia, dove nel 2017 Bartholet costruirà due nuovi impianti a fune: una seggiovia ad ammorsamento fisso a quattro pposti e una seggiovia  ad ammorsamento automatico a sei popsti. Il comprensorio sciistico di Bjelasnica in Bosnia Erzegovina attira numerosi turisti ed è situato nelle immediate vicinanze del confine cittadino della capitale Sarajevo. Durante le Olimpiadi invernali del 1984, Bjelasnica ospitò le gare di sci alpino maschile. Gli interventi di ammodernamento nella zona saranno eseguiti in consorzio con l’azienda polacca Supersnow (innevamento programmato).

Tecnologie avanzatissime
per il trasporto urbano
Nel 2016 BMF ha riportato importanti successi anche nel settore sempre più emergente del trasporto urbano. Il 19 novembre, alla presenza della ministra per l’ambiente Ségolène Royal e del sindaco della città Francois Cuillandre, è stata inaugurata a Brest, città portuale nel nord della Francia,  la prima funivia francese integrata nella rete pubblica di trasporti. Nel primo fine settimana di esercizio si sono registrati più di 18 mila passeggeri. Durante i circa tre minuti di viaggio, l’impianto scavalca il fiume Penfeld che divide in due la città. Dato che il fiume viene utilizzato come canale di accesso al porto, è stato necessario realizzare un unico pilone di sostegno dall’altezza di 82 metri. La tecnologia sviluppata e brevettata per questa opera da Bartholet è una novità assoluta mondiale. Si basa infatti su un principioo di funzionamento secondo il quale le cabine s’incrociano una sopra l’altra anziché una di fianco all’altra. Il sistema è  costituito da due funi portanti e due funi traenti per ogni via di corsa, I diversi scartamenti delle due cabine permettono ai veicoli di incrociarsi a metà percorso uno sopra l’altro cosicché per ogni stazione è sufficiente un’unica piattaforma d’imbarco. Grazie a questa soluzione la committenza pubblica della città di Brest ha potuto ridurre notevolmente l’impatto dimesionale e i costi di costruzione delle stazioni. Essendo integrata nella rete dei traspporti pubblici, la funivia deve garantire un’operatività vicina al 100%. Per questa ragione tutti i componenti essenziali per il funzionamento dell’impianto sono ridondanti. Anche in Russia, nel centro di Mosca, Bartholet sta costruendo un nuvo impianto di trasporto urbano. Si tratta di un impianto misto  (TPM) con gondole «Design by Porsche Design Studio» che porta i passeggeri dallo stadio olimpico fino al punto più alto della città che si chiama Vorobyovy Gory («la collina dei passeri») dove sorge una nuova area di svago. Nella sua prima sezione l’impianto scavalca il fiume Moscova e presenta due sostegni impressionanti a forma di Y e alti 30 metri, posizionati lungo le rive. Nella seconda sezione, grazie ad uno scambio rapido, vengono introdotte in aggiunta dieci seggiole a 4 posti. La seconda sezione sostituisce una seggiovia a due posti fissa che finora portava a un trampolino per il salto con gli sci.  Perché il nuovo impianto soddisfi le elevte esigenze dei moscoviti, le cabine sono dotate di Wi-fi, monitor, lettori MP3, nonché illuminazione interna ed esterna, Due delle complessive 35 gondole presentano una dotazione-cabina di classe VIP e, all’occorrenza, possono essere introdotte in servizio in breve tempo. Inoltre, in inverno, le cabine sono dotate di potrtasci, mentre in estate di supporto biciclette. Tra le altre cose l’impianto funge da navetta per lo stadio olimpico di Luzniki dove nel 2018 si giocherà la finale dei Campionati Mondiali di calcio.
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Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
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Tags: Impianti Di Risalita
Il 4 gennaio scorso atterra in redazione sulle moderne piste informatiche un comunicato della sezione regionale del CAI dell’Emilia Romagna con il quale il presidente Vinicio Ruggeri invita il Governo e le Regioni Toscana ed Emilia Romagna a destinare le risorse previste per la realizzazione del collegamento tra La Doganaccia e Corno alle Scale ad «uno sviluppo più appropriato della montagna». Il comunicato è una requisitoria contro il progetto, articolata su una visione della montagna che contesta l’utilizzazione degli impianti di risalita e la dominanza della cultura sciistica nella fruizione del territorio montano. Noi di pM abbiamo deciso di pubblicarlo perché quello della compatibilità tra sviluppo commerciale e conservazione ambientale è un tema a cui nemmeno gli impiantisti hanno mai voluto sottrarsi. Ecco il testo integrale del comunicato del CAI Emilia Romagna.

Contro gli impianti che
deturpano la natura
Il Club alpino italiano dell'Emilia Romagna esprime una ferma contrarietà alla realizzazione degli interventi per la sostituzione e l'ampliamento degli impianti di risalita tra il Corno alle Scale (Comune di Lizzano Belverere – BO) e il comprensorio sciistico di Doganaccia (Comune di Cutigliano – PT), nell'Appennino Tosco Emiliano. Auspica poi il dirottamento delle risorse previste sulla promozione di uno sviluppo appropriato della montagna, che ne tuteli e valorizzi le peculiarità ambientali e culturali attraverso il sostegno degli itinerari di escursionismo e la realizzazione di una adeguata rete di ricettività e di ristorazione fondata sulle eccellenze agroalimentari della montagna. La presa di posizione del CAI fa seguito all'intesa per la promozione dell'offerta turistica dell'Appennino siglata alcuni giorni fa a Sestola (MO) tra le Regioni Toscana ed Emilia Romagna, alla presenza del Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti. Un accordo che vale oltre 20 milioni di Euro, questa la cifra complessiva destinata dal Governo a sostegno del progetto, a cui la Regione Emilia Romagna aggiungerà altri 6 milioni di Euro.
«Colpisce lo strabismo della Regione Emilia Romagna, che da un lato con il sistema delle Aree protette tutela le peculiarità ambientali e culturali della montagna e promuove un turismo dolce a basso impatto ambientale (primo fra tutti il recente investimento di 1.300.000 Euro per l'Alta Via dei Parchi) e dall'altro continua a voler investire risorse su un modello di sviluppo fondato sulla monocultura dello sci da discesa, ormai in evidente crisi a causa delle mutate condizioni climatiche», afferma il Presidente del CAI Emilia Romagna Vinicio Ruggeri. «Dai dati sull'innevamento in Appennino appare evidente un calo generale delle precipitazioni e uno spostamento in avanti dell'inizio delle nevicate necessarie a garantire la sciabilità delle piste. Il balletto dei trasferimenti di proprietà degli impianti del Corno alle Scale – sempre in perdita - verificatosi negli ultimi 20 anni e l’inattività degli impianti nei periodi natalizi per mancanza di neve ne sono la prova». Dalla parte emiliana il progetto prevede un nuovo impianto nella Val di Gorgo, che parta dai bar-ristoranti alla base delle piste e salga alle spalle del bivacco invernale sul lago Scaffaiolo. Si tratta di una valle frequentata assiduamente da camminatori in ogni stagione, in inverno con le racchette da neve e da scialpinisti, per la sua bellezza non deturpata da impianti di risalita. L’impianto, inoltre, sarebbe in gran parte compreso nel SIC/ZPS (Sito di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale) Monte Cimone, Libro Aperto, Lago di Pratignano, un'area sottoposta a «Misure Generali di Conservazione» dalla normativa regionale. Il CAI Emilia Romagna evidenzia le tendenze in atto del turismo in Appennino: dal rapporto dell'Osservatorio turismo Unioncamere Emilia Romagna «Il turismo in Emilia Romagna nel 2015» si ricava che nell'inverno 2014-2015 ci sono state 375.000 presenze (+4,7% sul 2013-2014), mentre nell'estate 2015 1.663.000 presenze (+3,7/% su estate 2014). «Da cui si deduce che se il turismo invernale aumenta un po' più del turismo estivo (e sarebbe necessario scorporare il dato tra sciatori e altri frequentatori di ambiente innevato), l'Appennino verde pesa per l'82% di presenze sul turismo montano (e per il 69% di arrivi, quindi con permanenze maggiori che in inverno)», continua Ruggeri. «Lo stesso rapporto sottolinea inoltre che l'elemento mancante per una completa declinazione turistica della montagna verde e naturale è quello dell'ospitalità, a causa della maturità del sistema ricettivo». Il CAI Emilia Romagna dunque invita le Regioni Emilia Romagna e Toscana a un confronto con le associazioni ambientaliste, gli enti locali, i GAL per la definizione di un progetto alternativo per lo sviluppo dell'economia montana.

Contro l’immobilismo
e i pregiudizi che fanno morire la montagna
A fronte di questa dura presa di posizione contraria al collegamento sciistico tra Cutigliano e Corno alle Scale, non potevano mancare le considerazioni degli operatori del mondo degli impianti di risalita coinvolti nella vicenda direttamente o a livello rappresentativo. Più che irritato è quasi sorpreso e incredulo Marco Ceccarelli, componente della famiglia che da decenni gestisce gli impianti della Doganaccia che servono 15 km di piste e che dalla prossima primavera si arricchiranno di un’altra funivia: «A parte che di questo collegamento si è cominciato a parlare addirittura negli anni Sessanta e a parte che il primo abbozzo di progetto operativo  risale al 2000,  mi sembra che quel documento del CAI dimostri come non si siano capiti per niente lo scopo e gli obiettivi dell’intervento. Il collegamento tra la Doganaccia e Corno alle Scale non nasce per servire esclusivamente la pratica dello sci da discesa ma per fornire un prezioso mezzo di accessibilità ad una bellissima zona naturalistica non da tutti raggiungibile a piedi e quindi per valorizzare quella zona dal punto di vista turistico per 365 giorni l’anno. Si tratterebbe di una infrastruttura realizzata in conformità con le direttive europee che prescrivono di  fornire la migliore accessiblità possibile ai luoghi. Sarà il primo collegamento organico tra due Regioni sugli Appennini,  un appuntamento da non mancare proprio per modificare la vocazione monoculturale della nostra montagna. Nella parte toscana non è prevista addirittura una pista da sci; nella parte emiliana la seggiovia ad agganciamento automatico razionalizzerebbe il parco impianti di Corno alle Scale e gli darebbe il profilo a tutto tondo di località all season. La progettazione dell’intervento è in fase molto avanzata. L’investimento complessivo di circa 40 milioni di Euro sarà a carico delle due Regioni che sono concordi nel voler imprimere una spinta di sviluppo ad una zona dell’Appennino altrimenti depressa. Ricordo che in montagna solo con questi tipi di interventi si ottengono sviluppo e benessere per le economie locali. Ricordo che dove gli impianti sono stati chiusi, come a Piandinovello,  l’indotto si è fermato e dai 27 esercizi commerciali che c’erano ora se ne sono sopravvissiti sei. Senza investimenti infrastrutturali l’economia di ferma. E l’immobilismo di certe persone e di certe posizioni è la rovina della nostra montagna». Dice Luigi Quattrini, presidente di Federfuni Emilia Romagna e direttore di stazione al Cimone «Non conosco bene i dettagli del progetto. Mi risulta che si tratterebbe di realizzare il collegamento installatndo due impianti, una seggiovia che sale dalla parte emiliana e un’ovovia che sale dalla parte Toscana, I due impianti si incontrerebbero all’altezza del Lago Scaffaiolo, proprio sul crinale dell’Appennino dove spesso soffiano venti forti. Questo è uno dei problemi gestionali che andrebbero attentamente valutati in un serio studio di fattibilità del progetto. Solo valutando gli aspetti tecnici dell’operazione si può stabilire se il progetto è fattibile e conveniente. E io sarei assolutamente d’accordo, salvo appunto difficoltà tecniche. Altre valutazioni di natura ideologica, invece, mi sembrano inconsistenti se rapportate all’importanza che un intervento del genere potrebbe avere sullo sviluppo di entrambe le aree. Detto terra a terra: o si può sciare o i paesi chiudono bottega. Se non si continua a far funzionare la giostra dello sci, dopo chi ci dà da mangiare a noi montanari?»


Piano di sviluppo del collegamento
Doganaccia/Corno alle Scale

Ecco il testo del progetto sposato dalle Regioni Emilia Romagna e Toscana per l’intervento infrastrutturale volto a imprimere nel medio periodo positive ricadute turistiche, economiche, commerciali sul comprensorio durante tutto l’arco dell’anno
PREMESSA

Il presente progetto di intervento è di per se la più importante realizzazione dell'Appennino Centro-settentrionale degli ultimi anni. La sua importanza deriva da quattro fattori principali, che durante la seguente analisi andremo ad analizzare prendendo spunto da diversi studi fatti in più regioni e che giustificheranno in modo esaustivo un intervento così unico. Non è da sottovalutare che il presente intervento è volto a razionalizzare in modo capillare le aree sciabili delle valli prese in considerazione. Riteniamo inoltre che per una gestione oculata del patrimonio locale si debba intervenire con nuovi modelli di gestione economica di rete volti allo sviluppo nelle sue complessità. Il costo globale dell'intervento è di € 12.000.000,00 e consiste nella creazione di una funivia di arroccamento sul versante toscano e di una seggiovia su quello emiliano. L'investimento, come di seguito evidenziato, è ampiamente sostenibile e di sicura fattibilità essendo compatibile a tutti gli strumenti urbanistici e ripropone i suggerimenti della Comunità Europea.

 I quattro fattori che intendiamo analizzare sono:
1)    Analisi del territorio dove si svolgono gli interventi,
2)    Analisi delle ricadute socio economiche sulla popolazione residente,
3)    Analisi economica degli interventi nel suo complesso sia per il tessuto economico che per le amministrazioni stesse.
4)    Rilancio di immagine per zone considerate depresse;

1.    Analisi del territorio dove si svolgono gli interventi,
Il territorio su cui insiste l'intervento è caratterizzato da un'area molto vasta ed abbraccia due regioni: Emilia Romagna e Toscana, ed in particolare  le valli principali oggetto di questo intervento sono la Valle del Reno e la Montagna Pistoiese nel suo complesso, ma non sono da sottovalutare ulteriori ricadute sul territorio che in seguito andremo ad identificare.
Partendo dal concetto unanimemente riconosciuto che gli impianti di risalita sono il maggior moltiplicatore economico che esista in montagna per il settore turistico, che le grandi stazioni mondiali hanno fatto la propria  fortuna andando a collegare numerose stazioni dando vita a caroselli che hanno da soli rilanciato l'immagine di tutte le località, che per l'Appennino sarebbe il primo nel suo genere che andrebbe a collegare addirittura due regioni, il presente progetto è di facile realizzazione, e di per se un elemento di innovazione unico e conclude un percorso iniziato con la prima ipotesi di realizzazione risalente ai primi anni Sessanta.
Lo stesso progetto che vogliamo condividere è ritenuto ideale per  le sue quattro  caratteristiche principali, sia per il versante Emiliani che Toscano:
1)    basso impatto ambientale,
2)    costi minori di manutenzione e gestione del comprensorio,
3)    ottimo equilibrio di portata oraria invernale che estiva.
4)    razionalizzazione economica degli impianti.

2.    Analisi delle ricadute socio economiche sulla popolazione residente
Le ricadute socio economiche sul territorio sono analizzabili valutando tre principali fattori che con la tabella seguente potranno evidenziare ancor meglio  la nostra ipotesi. In primis l'impatto ambientale, che è tema ricorrente nella nostra analisi permettendo un forte coinvolgimento emotivo da parte di tutti ad un progetto così ambizioso. Un altro fattore da analizzare è la ricaduta occupazionale che sarebbe veramente fondamentale in momento così difficile nelle due zone. Si pensi che per una persona assunta in un comprensorio turistico, la ricaduta sul territorio è di dieci assunzioni (fonte ISTAT), e pertanto si può tranquillamente ipotizzare oltre duecento nuove occupazioni su un territorio che negli ultimi anni ne ha perse circa 700 con la chiusura di gran parte del comparto industriale. Inoltre possiamo presumere che questa realizzazione andrebbe a riformare quel tessuto di piccoli commercianti che nel tempo si sono persi ed hanno contribuito in maniera determinante all'impoverimento economico e culturale delle zone oggetto dell'intervento, e saremmo dunque in presenza di un potenziamento della leva generazione di valore per il territorio (incoming = export), da cui ne deriverebbe la crescita del PIL locale. Ultimo aspetto da sottolineare è la ricaduta sulla nuova antropizzazione delle valli; infatti questa realizzazione oltre al forte impatto sulla stagione invernale, darebbe sviluppo concreto ad una vera destagionalizzazione del territorio dando modo alle persone di poter tornare a vivere in montagna e sviluppando in maniera seria e concreta nuovi tipi di turismo e nuove opportunità lavorative.
La sottostante tabella è complessiva e, partendo dalla situazione esistente, analizza tre fattori:
- occupati diretti nella stazione sugli impianti,
-  occupati indiretti, ma direttamente interessati dallo sviluppo della stessa;
-  operatori indiretti, non direttamente coinvolti nella stazione ma che ne  trarranno benefici
-  operatori che avranno ricaduta nei fondo valle, che però non potendo dare dati certi non saranno presi in considerazione nella tabella sottostante.

Anno 2017 2018 2019 2020 2021 2022
Occupati diretti 45 50 50 50 50 50
Occupati indiretti interessati 450 520 750 1000 1000 1000
Occupati indiretti 30 100 150 200 300 400
Operatori di fondo valle - - - - - -
Totali 525 670 950 1250 1350 1450


La soprascritta tabella è tendenzialmente molto prudenziale ma evidenzia alcuni fattori molto interessanti:
1)  Occupati diretti
Sono i lavoratori occupati attualmente nelle due stazione, per la maggior parte stagionali e cioè lavorano circa 6 mesi l'anno; con la realizzazione del progetto diventerebbero assunti in maniera permanente. Inoltre non ci sarebbe un aumento esponenziale degli assunti dovuta alla razionalizzazione ed all'efficientamento del personale che porterebbe ad equilibrio finanziario nella gestione del comprensorio.
2)  Occupati indiretti, direttamente interessati
Sono tutte quelle persone che sono direttamente coinvolte nelle attività della stazione e che trarrebbero grande beneficio da questo modello gestionale. I numeri, che peraltro sono ipotizzati, sono veramente prudenziali perché come si può ben dedurre in seguito lo sviluppo del comprensorio la sua destagionalizzazione e la conseguente realizzazione di nuovi servizi porterà sicuramente numeri ben maggiori.
3)  Occupati indiretti non direttamente interessati
Sono quelle persone che trarranno beneficio allo sviluppo della località ma che non sono direttamente collegati allo sviluppo turistico. Questi sono gli artigiani manutentori ecc. che sia nella fase di creazione che in seguito, nella fase di mantenimento della zona, trarranno beneficio dalla creazione delle infrastrutture, servizi ecc. Anche in questo caso la scala è più che prudenziale, considerando le opportunità che sono nate con collegamenti simili a quello da noi previsto.
4)  Occupati nei fondo valle
Questi non sono stati trattati perché molto difficili da quantificare, ma ricadrebbe nei fondo valle e sul territorio di provenienza del turista.

Infine, analizzando la tabella occupazionale, emerge immediatamente un dato fondamentale: circa 1500 nuove occupazioni, che si andrebbero a recuperare nel territorio;  un numero di posti di lavoro che ad oggi investimenti diversi da quello da noi proposto difficilmente potrebbero garantire, anche in considerazione del fatto che potrebbero essere recuperati in “nuovi mestieri”.

3.    Analisi economica degli interventi nel suo complesso sia per il tessuto economico che per le amministrazioni stesse
Questo aspetto risulta essere estremamente interessante in quanto ha lo scopo di far emergere alcuni fattori che andrebbero radicalmente ad invertire alcune criticità emerse negli anni e che non hanno mai trovato riscontro e nessun tipo di soluzione. Analizzando coerentemente i dati possiamo dimostrare che l'investimento è più che sostenibile ed anzi è la vera e definitiva riqualificazione della zona. La tabella che segue vuole evidenziare in particolare due dati: la sostenibilità economica da parte dell'ente pubblico, e la realizzazione di un vero equilibrio economico della stazione nel suo complesso. Le voci ed i numeri che andremo a sviluppare tengono conto di alcuni studi fatti dall'Arpiet Piemonte e dall'università di Torino e del documento nato dal convegno fatto al Senato in cui venivano prese in considerazione le aree marginali Italiane (quasi sempre corrispondenti alle zone di montagna). La tabella parte da un fattore economico esistente e si sviluppa in base all'ipotesi della nascita del nuovo comprensorio fra il 2017 ed il 2018 e mette in risalto le ricadute economiche per l'intero territorio in questione, sia per i residenti che per le istituzioni. La tabella tiene conto delle approfondite conoscenze della zona e dei dati che contraddistinguono tutte le località invernali europee. Il primo è costituito dai fruitori del comprensorio, che aumenta gradatamente di pari passo con lo sviluppo del territorio. Questo dato è stato ipotizzato in maniera precauzionale nella misura di una spesa pro capite di euro 15,00, mentre si andrebbe ad attestare ad euro 20,00 dal 2018 (anch'esso ampiamente sottostimato). Secondo queste analisi, il comprensorio nel suo complesso raggiungerebbe la autosufficienza già nel 2018. Infatti, ad più che prudenziale aumento del fatturato del 45%, corrisponderebbe un pressoché inalterato aumento dei costi complessivi rendendo il tutto autosufficiente. Questo tema, decisamente articolato, sarà analizzato con un apposito business plan aziendale. Inoltre sono fondamentali i due dati sul fatturato indiretto e sugli incassi degli enti locali che aumenterebbero in maniera quasi esponenziale. Questi dati, oltre a tener conto del territorio, utilizzano in modo sistematico gli studi fatti dalle maggiori Università italiane ed europee. Ad esempio, tengono conto di alcuni fattori fondamentali che sono alla base delle motivazioni per cui si mantengono  in vita tutte le stazioni invernali: entrambe le partenze delle due stazioni sono site oltre i 1400 metri di altitudine. Il moltiplicatore del fatturato dalla stazione rispetto all'indotto è dato da un recente studio dell'università di Torino, che evidenzia come la spesa media per una giornata sci di uno sciatore italiano va da 111 a 124 euro (dati Università di Torino),  e questa incide per circa il 20% sullo skipass; e perciò è facilmente  intuibile che il rapporto sia 1a 9-10. Nella nostra tabella peraltro abbiamo ipotizzato rapporti molto minori: infatti siamo partiti per l'anno 2017 da un rapporto di 1 a 5, fino ad arrivare ad un rapporto di 1 a 8 nel 2020; dato sempre minore da quello evidenziato dallo studio, ma più che giustificabile in quanto, con un adeguata promozione ed andando a posizionare in maniera concreta il comprensorio, si vorrebbero intercettare turismi più di permanenza sul territorio. Questo fattore diventa per noi fondamentale nello sviluppo del territorio, trasformando il comparto turistico in maniera simile a quella delle zone alpine più sviluppate. Sarebbe facilissimo far emergere che in una analisi più complessa e dettagliata della nostra zona potrebbero nascere dati molto maggiori ed incoraggianti; si pensi solo che nella stagione estiva, il lago Scaffaiolo è frequentato da oltre 50-60.000 turisti e che con la nuova razionalizzazione del comprensorio sarebbe molto più appetibile e frequentabile.

4.    Rilancio di immagine per zone considerate depresse
Questa analisi deve partire secondo noi da una valutazione complessa del territorio, è opportuno infatti fare la considerazione che segue.
Le aree abitate nei pressi dei due comprensori, sia Toscano che Emiliano, hanno visto con la chiusura delle industrie manifatturiere locali un progressivo spopolamento che ha portato ad un impoverimento sempre più marcato del PIL locale ed una sostanziale depressione strutturale, analizzata da numerosi sociologi, e che sta preoccupando in modo trasversale tutte le amministrazioni pubbliche. 
Tornando a valutare in modo concreto il nostro territorio, è facilmente intuibile che l'unico settore che sta di fatto reggendo l'economia della montagna è costituito dalle infrastrutture di trasporto aereo estive/invernali. Infatti, con le proprie aree sciabili e le attività ludico-ricreative, mantengono in modo sostanziale l'appetibilità della montagna, che altrimenti avrebbe un decadimento verticale. Caso concreto nella zona è la Valle del Sestaione, che ad esempio nel 1997 (anno di chiusura degli impianti), aveva oltre 25 esercizi commerciali di varia natura (alberghi, bar, negozi, ecc), mentre a distanza di 18 anni sono rimasti aperti solamente 9 esercizi.
Tenendo in considerazione i fattori sopra citati, questa tendenza può essere sovvertita con le infrastrutture oggetto del presente studio, moltiplicando posti di lavoro e di conseguenza condurre ad un netto ripopolamento delle valli adiacenti ai comprensori.
Comunque, prima di parlare di cifre e degli studi fatti in sede universitaria, vorremmo farvi intuire la volontà di sviluppare nuove sinergie finora impensabili sulle nostre montagne, aprendo ad un turismo a 365 giorni l'anno e basandosi sulla diversificazione delle attività che il nostro territorio può offrire.

Questo progetto non nasce da un'idea casuale e senza fondati motivi, bensì già fin dai primi anni '60 erano state ipotizzate idee di collegamento dei due comprensori e negli anni successivi si era addirittura arrivati a progetti di massima e definitivi per la realizzazione.
Successivamente purtroppo una serie di eventi diversi, non ultima la mancanza di visione prospettica, non hanno permesso di portare a compimento le varie opportunità di sviluppo che negli anni si sono susseguite. Oggi siamo qui ad illustrare e verificare la concreta possibilità di far nascere l'unico progetto di sviluppo dell'Appenino Centro-settentrionale, tenendo conto dei pareri finora dati dai vari esperti settoriali, e di rilanciare non solo i comprensori interessati, ma anche le intere aree montane e addirittura  le due Regioni interessate dall'intervento: Emilia Romagna e Toscana. Tutti siamo in grado di immaginare le possibilità che si potrebbero delineare sulle nostre montagne con queste cifre, non solo prendendo in esame esclusivamente i comprensori ma allargando il raggio d'azione anche a tutte quelle occupazioni che vanno di pari passo con l'auspicabile aumento di affluenza, non più stagionale ma annuale.


L’ACCORDO GOVERNO/REGIONI
Un’intesa comune per lo sviluppo
dell’Appennino Tosco-Emiliano

Ecco il testo del comunicato stampa diramato dopo la firma del protocollo d’intesa firmato in novembre all’Abetone e a Sestola dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti e dai presidenti delle Regioni Emilia Romagna e Toscana Bonaccini e Rossi

Un importante progetto di sviluppo di un intero crinale appenninico che unisce due regioni e diversi comprensori sciistici e che porterà investimenti, certezza nelle gestioni, sviluppo economico, occupazione e un rilancio dell'offerta turistica, Un obiettivo fortemente voluto dai Presidenti delle due Regioni, dai rispettivi Assessori al Turismo, dai Sindaci dei Comuni dei territori interessati da questo progetto a cui il Governo, ai massimi livelli, ha voluto assegnare delle risorse importanti a cui si affiancheranno risorse regionali per dare vita al Progetto Interregionale della Montagna Tosco-Emiliana. Un risultato che ha avuto avvio da una serie di interventi e di documenti prodotti nel corso dell'inverno più difficile degli ultimi anni dalle rispettive sezioni di Federfuni Italia e che sono stati immediatamente condivisi e sopra tutto elaborati da parte delle amministrazioni delle due Regioni e sostenuti con forza in modo particolare dai Sindaci di Abetone, Cutigliano, Vidiciatico e Sestola. Un progetto che Interesserà tutte le stazioni sciistiche ed i comprensori montani delle due regioni, da quelle più importanti e blasonate a quelle meno rinomate ma che comunque rappresentano un opportunità ed una fonte di ricchezza per importanti fette dei territori regionali .

Le risorse saranno utilizzate per garantire la continuità economica e tecnica delle strutture attualmente funzionanti, per il potenziamento e/o la riqualificazione delle strutture esistenti ( impianti di risalita, impianti d'innevamento programmato, battipista ecc. ) e per progetti di ampio respiro e di collegamento tra i diversi comprensori ed infine un aspetto fondamentale sarà rappresentato dalla messa a sistema delle realtà territoriali e societarie attualmente presenti nei vari comprensori e l'attivazione di nuove forme di promozione comune anche attraverso la realizzazione di una biglietteria che possa garantire la fruibilità di tutti gli impianti con uno skipass unico.

Un GRAZIE al Governo ed in particolare al Sottosegretario Luca Lotti, ai Presidenti ed agli Assessori delle due Regioni ed a tutti i Sindaci che hanno fortemente voluto la sottoscrizione di questo protocollo d'intesa che vede coinvolti centinaia di migliaia di cittadini ed una parte importante da un punto di vista economico e territoriale dell'Emilia Romagna e della Toscana. Il passo successivo sarà un forte sostegno anche alle altre attività economiche che insieme alla parte impiantistica compongono l'offerta turistica complessiva del sistema montagna a partire dalla ricettività alberghiera per passare alle attività commerciali e a tutti
coloro che partecipano a questo comparto economico.


UNA RISPOSTA AL CAI
«No a una sterile contrapposizione
tra montagna bianca e montagna verde»

Se si vuole conservare ed alimentare il tessuto economico che garantisce migliaia di posti di lavoro e la vitalità del territorio è sbagliato opporsi ad opere che favoriscono la fruibilità del territorio stesso e ne esaltano le potenzialità turistiche. In questo quadro il collegamento tra Doganaccia e Corno alle Scale è un passo avanti

di Andrea Formento
presidente Federfuni Italia

In riferimento alle varie posizioni emerse in questi periodo ribadiamo che lo sviluppo delle stazioni sciistiche dell’Appennino Tosco Emiliano è assolutamente compatibile con tutte le iniziative di sviluppo del turismo verde, anzi è necessario che vi sia una particolare attenzione da parte delle due regioni e del governo anche a questa tipologia di sviluppo economico della montagna, proposito che in ogni caso è già stato messo in campo da ambedue le regioni,  che però non può prescindere da un consolidamento delle realtà infrastrutturali  impiantistiche che possono essere utilizzate sia nel periodo invernale che in quello estivo, alla sopravvivenza di questo sistema turistico che garantisce migliaia di posti di lavoro in questo tratto di montagna italiana e che garantisce anche di conseguenza la permanenza sul territorio di tantissimi abitanti che traggono, insieme alle loro famiglie, una parte importante del proprio reddito annuale nel periodo invernale. Il Protocollo d’intesa firmato a novembre tra il Governo e le due regioni è un passo importante in questo senso ed il progetto di collegamento tra Cutigliano-Doganaccia e Corno alle Scale, propedeutico anche ad una futura altra tappa  che è rappresentata dal collegamento Abetone-Cimone al fine di realizzare il più grande comprensorio turistico montano nell’Europa del sud, ne rappresenta al meglio la filosofia. Il mantenimento dei posti di lavoro attraverso il consolidamento economico del tessuto esistente, il potenziamento dei servizi e della promozione e l’ampliamento dei collegamenti rappresentano al meglio quello che può e deve essere il percorso di sviluppo economico delle nostre montagne, quelle di tutta l’Italia ed in particolare quelle dell’Appennino e delle Regioni a Statuto Ordinario che per troppi anni hanno dovuto subire la concorrenza delle stazioni sciistiche delle vicine regioni a statuto speciale che possono utilizzare risorse fino ad oggi inimmaginabili per le nostre realtà. Se crediamo alla possibilità di mantenimento di questo tessuto economico anche nel nostro futuro è necessario dare corpo a questo protocollo d’intesa partendo dall’esistente e dallo sviluppo dei collegamenti tra le diverse stazioni turistiche oltrepassando il dogma di un turismo verde antagonista di quello bianco o viceversa. La nostra montagna ha bisogno di servizi e di sviluppo ed è per quello che noi plaudiamo alle iniziative come quelle riportate da diverse associazioni come lo sviluppo della Via dei parchi in Emilia Romagna o altre forme si sviluppo del turismo verde in toscana ma crediamo e vogliamo fortemente e fermamente anche che il progetto ipotizzato dal protocollo d’intesa prenda corpo e diventi realtà. La montagna non ha bisogno di contrapposizioni ma di progetti di sviluppo che guardino al futuro che oggi non può prescindere dal turismo del periodo invernale per la quantità di posti di lavoro che garantisce, per il PIL che produce e per l’attrattiva che ha nei confronti del movimento turistico ed in questi giorni vi è la dimostrazione più eclatante, migliaia di persone che frequentano le nostre stazioni, che utilizzano gli sci o gli snowboard per percorrere le piste la cui copertura nevosa è garantita dagli impianti di innevamento programmato, ma che vengono anche solo per slittare o per camminare sulla nostra neve. Considerare solamente i dati delle attività ricettive è riduttivo e fuorviante della realtà, un turismo come quello appenninico è composito, vi sono nel periodo invernale la maggior parte delle presenze che sono giornaliere, che non soggiornano nelle strutture ricettive ma che oltre agli impianti di risalita utilizzano le strutture di ristorazione o commerciali, i maestri di sci i noleggi, le case in affitto e quanto altro compone la filiera del bianco, cosi come invece nel periodo estivo i numeri sono anche determinati, cosi come riportato dal rapporto “ Il turismo in Emilia Romagna “ da Gruppi sportivi, da persone della Terza età e da famiglie che trovano nel soggiorno in montagna una possibile fuga al gran caldo che c’è stato nell’estate 2015 nelle città emiliane ed in tutta la pianura padana. Basarsi quindi su dati che indicano in 86.000 gli arrivi in montagna emiliana con 375.000 presenze nel periodo invernale 2015 sono necessariamente mancanti di una fetta importante di turisti e quindi non rappresentanti la vera realtà che deve considerare  le oltre400.000 giornate sci vendute solamente dal Comprensorio del Cimone per oltre 4.000.000 di passaggi complessivi, e questo è solo il dato parziale pur della maggiore stazione sciistica emiliana. Infine ma non meno importante considerazione il fatto che anche all’interno delle nuove direttive europee si tende a prevedere la fruibilità anche delle aree protette da parte del turista in quanto soggetto incluso, integrato e fruitore consapevole delle infrastrutture presenti e future. 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
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BMF Bartholet Maschinenbau Flums
La risalita ai vertici del mercato

Il gruppo svizzero Bartholet Maschinenbau Flums, produttore di impianti a fune per il trasporto su neve e per il trasporto urbano, è uscito da una fase di riorganizzazione interna ed ora è attrezzato per lanciare la sua sfida nella competizione concorrenziale, forte di soluzioni tecnologiche d’avanguardia e di una più capillare strutturazione commerciale che ha visto anche la nascita della filiale italiana guidata da Franco Balada. A conclusione di una stagione positiva durante la quale sono stati inaugurati diversi nuovi impianti, BMF sarà naturalmente presente all’Interalpin di Innsbruck per presentare le ultime novità in arrivo dalla Svizzera e per incontrare il grande pubblico e gli operatori del mondo funiviario italiano e internazionale

La stagione invernale 2016-2017 va in archivio. È stata una stagione avara di precipitazioni nevose un po’ su tutto l’arco alpino, ma con condizioni metereologiche gradevoli che hanno favorito i numerosi sciatori che hanno scelto di passare qualche giorno in montagna fuggendo dall’aria pesante della pianura e delle città. Anche per per Bartholet la stagione appena conclusa è stata molto positiva. Numerosi sono i nuovi impianti aperti al pubblico in diversi Paesi e in stazioni prestigiose quali  Svizzera, Francia, Polonia, Russia ecc. mentre altri importanti progetti stanno per essere completati. Il 2017, già ricco di ordini e progetti importanti, sarà l’anno dell’ apertura della BMF Italia, filiale Italiana del gruppo  Bartholet Maschinenbau rafforzato così nelle sue potenzialità operative anche in Italia, seguendo la traccia e le esperienza già fatte con le filiali operative in altri Paesi.

Insieme a un partner
affidabile come Nidec-Ansaldo
La filiale italiana della BMF (acronimo di Bartholet Maschinenbau Flums),  rappresenterà anche il prestigioso marchio di Gangloff Cabins. BMF Italia sarà controllata al 100% dalla casa madre e sarà gestita da Franco Balada che da alcuni anni si sta prodigando per far conoscere al varigato e «ingessato» mondo funiviario Italiano l’azienda BMF. Balada ha maturato un’esperienza importante per cogliere tutte le prossime sfide del difficile mercato. «La nascita della filiale italiana di BMF – dice - è certamente un evento molto atteso nel panorama impiantistico del nostro Paese. Dopo aver già realizzato in poco tempo i primi impianti, con questo stesso passo spedito vogliamo dare al più presto una nostra impronta, spinta tecnica “alternativa” ed innovativa che si differenzi dai soliti marchi “duopolistici” che da troppi anni stanno condizionando, senza non pochi errori, le scelte e le attività imprenditoriali degli esercenti funiviari italiani». Al fianco di BMF da alcuni anni opera un partner internazionale di primo piano. Si tratta della Nidec-Ansaldo, azienda che nel settore delle funi vanta un’esperienza di quarant’anni nella produzione di sistemi di automazione e controllo funiviario. Nidec-Ansaldo, nata dall’acquisizione da parte della multinazionale nipponica, è un’importante realtà vicentina fondata nel lontano 1968 con il marchio BMB. Nel corso degli anni, l’azienda ha partecipato a importanti progetti internazionali per «people movers». Oggi Nidec è un partner unico, operativo, strategico per le prossime sfide che attendono il gruppo Bartholet di cui alcune sono già in corso, quali la funicolare di Istanbul, o l’imponente ruota panoramica di Dubai di cui parleremo ampiamente nei prossimi numeri di pM.

La presenza importante
«in casa», con una crescita costante nei vari Cantoni
La scorsa estate Bartholet Ropeways ha costruito ben quattro impianti in Svizzera: tre seggiovie a 6 posti ad ammorsamento automatico con le confortevoli seggiole «Design by Porsche Design Studio» e una sciovia a Kandersteg. Le nuove seggiovie a 6 posti del Corvatch dell’Oberalb e Pizol. Con queste importanti realizzazioni, Bartholet Ropeways rafforza decisamente la sua presenza sul mercato nazionale svizzero. Per La stagione invernale 2016/17 il trasporto dei turisti nel comprensorio sciistico di Pizol (Canton S. Gallo) vedrà un notevole miglioramento in termini di comfort. Una comoda seggiovia a sei posti, ultra moderna, ha sostituito l’antiquato skilift di Schwamm. L’impianto utilizza le confortevoli seggiole Porsche Design con cupole di protezione contro le intemperie. Sia per la stazione a valle che per la stazione a monte la Bartholet Ropeways ha realizzato stazioni standard carenate. Nella stazione a valle è stato costruito un edificio in cui si trova il magazzino seggiole, completamente automatico.
Seggiovia Corvatsch Curtinella Anche l’Engadina ha una nuova attrazione impiantistica. La seggiovia a 6 posti Curtinella è il nuovo biglietto da visita del comprensorio sciistico Corvatsch-Furtschellas. L’impianto è lungo 2.200 mt. ed è quindi il più lungo di tutto il Cantone dei Grigioni. Offre un collegamento rapido tra Corvatsch e Furtschellas e l’accesso a una pista semplicemente favolosa. Fino all’anno scorso, al suo posto c’era una vecchia sciovia costruita nel 1979. La nuova seggiovia si sviluppa su un dislivello di 750 metri e vanta una capacità di portata di 2400 persone l’ora. Con la seggiovia Curtinella, la Bartholet Ropeways ha costruito un ulteriore impianto che raggiunge una velocità di 6 m/s. La stazione a valle Curtinella è stata realizzata secondo gli input progettuali ricevuti dalla committenza come una semplice struttura in acciaio e molto legno. Con il suo aspetto moderno si inserisce perfettamente nel paesaggio, nonostante le imponenti dimensioni (27 m di lunghezza e 8 m di altezza). A consuntivo della stagione appena conclusa, l’impianto ha riscosso un successo e gradimento da parte degli utenti oltre ogni aspettativa e questo e di buon auspicio per Bmf per i futuri progetti in zona.
Seggiovia di Oberalp Calmut Sul confine tra il Cantone dei Grigioni e il Cantone Uri, è stata realizzata una delle più moderne seggiovie a 6 posti. La realizzazione della seggiovia Oberalp Calmut rappresenta un passo importante per il collegamento tra i due comprensori sciistici di Andermatt e Sedrun. Con il nuovo impianto di Bartholet, la Skiarena Andermatt-Sedrun realizza il secondo progetto avveniristico sul passo dell’Oberalp. I turisti possono raggiungere il Piz Calmut godendo del massimo comfort e di un design gradevole grazie alle seggiole “Porsche” dotate di riscaldamento. Oltre ai sedili, si fanno ammirare per il loro design anche la stazione a valle e quella a monte, che lo studio di architettura Maurusfrei ha progettato ispirandosi a un diamante.
Sciovia di Kandersteg Nel comprensorio sciistico di Oeschinensee nei pressi di Kandersteg, la BMF ha costruito una nuova sciovia. Al posto della sciovia arrivata a fine vita è in funzione ora una sciovia moderna, regolabile in modo continuo. Il nuovo impianto di risalita è più facile da utilizzare anche per gli sciatori inesperti.

Svizzera ma non solo
Svizzera, ovviamente…
Tra le altre opere in cantiere o in fase di ultimazione, BMF conta interventi recenti anche in Francia e in Bosnia Erzegovina. La stazione sciistica di Val Thorens, in Francia, si è aggiudicata da parte di una giuria di porofessionisti e addetti ai lavori il titolo di miglior comprensorio sciistico del mondo nel 2013 e nel 2014.  Il questa stazione prestigiosa Bartholet Ropeways si è aggiudicata nel febbraio 2016 l’incarico per la costruzione della seggiovia a sei posti ad ammorsamento automatico di Boismint, un passo decisivo per lo sviluppo di BMF in Francia. Dalla Francia alla Bosnia, dove nel 2017 Bartholet costruirà due nuovi impianti a fune: una seggiovia ad ammorsamento fisso a quattro posti e una seggiovia  ad ammorsamento automatico a sei posti. Il comprensorio sciistico di Bjelasnica in Bosnia Erzegovina attira numerosi turisti ed è situato nelle immediate vicinanze del confine cittadino della capitale Sarajevo. Durante le Olimpiadi invernali del 1984, Bjelasnica ospitò le gare di sci alpino maschile. Gli interventi di ammodernamento nella zona saranno eseguiti in consorzio con l’azienda polacca Supersnow (innevamento programmato).

Tecnologie avanzatissime
per il trasporto urbano
Nel 2016 BMF ha riportato importanti successi anche nel settore sempre più emergente del trasporto urbano. Il 19 novembre, alla presenza della ministra per l’ambiente Ségolène Royal e del sindaco della città Francois Cuillandre, è stata inaugurata a Brest, città portuale nel nord della Francia,  la prima funivia francese integrata nella rete pubblica di trasporti. Nel primo fine settimana di esercizio si sono registrati più di 18 mila passeggeri. Durante i circa tre minuti di viaggio, l’impianto scavalca il fiume Penfeld che divide in due la città. Dato che il fiume viene utilizzato come canale di accesso al porto, è stato necessario realizzare un unico pilone di sostegno dall’altezza di 82 metri. La tecnologia sviluppata e brevettata per questa opera da Bartholet è una novità assoluta mondiale. Si basa infatti su un principio di funzionamento secondo il quale le cabine s’incrociano una sopra l’altra anziché una di fianco all’altra. Il sistema è  costituito da due funi portanti e due funi traenti per ogni via di corsa. I diversi scartamenti delle due cabine permettono ai veicoli di incrociarsi a metà percorso uno sopra l’altro cosicché per ogni stazione è sufficiente un’unica piattaforma d’imbarco. Grazie a questa soluzione la committenza pubblica della città di Brest ha potuto ridurre notevolmente l’impatto dimensionale e i costi di costruzione delle stazioni. Essendo integrata nella rete dei trasporti pubblici, la funivia deve garantire un’operatività vicina al 100%. Per questa ragione tutti i componenti essenziali per il funzionamento dell’impianto sono ridondanti.
In Russia, nel centro di Mosca, Bartholet sta costruendo un nuovo impianto di trasporto urbano. Si tratta di un impianto misto  (TPM) con gondole «Design by Porsche Design Studio» che porta i passeggeri dallo stadio olimpico fino al punto più alto della città che si chiama Vorobyovy Gory («la collina dei passeri») dove sorge una nuova area di svago. Nella sua prima sezione l’impianto scavalca il fiume Moscova e presenta due sostegni impressionanti a forma di Y alti 30 metri, posizionati lungo le rive. Nella seconda sezione, grazie ad uno scambio rapido, vengono introdotte in aggiunta dieci seggiole a 4 posti. La seconda sezione sostituisce una seggiovia a due posti fissa che finora portava a un trampolino per il salto con gli sci.  Perché il nuovo impianto soddisfi le elevate esigenze dei moscoviti, le cabine sono dotate di Wi-fi, monitor, lettori MP3, nonché illuminazione interna ed esterna, Due delle complessive 35 gondole presentano una dotazione-cabina di classe VIP e, all’occorrenza, possono essere introdotte in servizio in breve tempo. Inoltre, in inverno, le cabine sono dotate di portasci, mentre in estate di supporto biciclette. Tra le altre cose l’impianto funge da navetta per lo stadio olimpico di Luzniki dove nel 2018 si giocherà la finale dei Campionati Mondiali di calcio

www.bmf-ag.ch

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
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LeitControl: «L'iPhone
dei sistemi di controllo»

Le innovazioni sviluppate all’interno dell’azienda esprimono al massimo la combinazione di funzionalità e design che costituisce la filosofia produttiva del gruppo guidato da Anton Seeber, la visione industriale di una sintesi tra sviluppo tecnologico, pregiato design ed elevata affidabilità.  Grazie ad una visualizzazione originale, l’utilizzo del sistema di controllo LeitControl può essere tanto autoesplicativo e di facile impiego quanto quello di un iPhone

Si sa che per Leitner ropeways l’innovazione non può mai essere a discapito dell'affidabilità. Perciò i componenti del sistema di controllo Leitner, sia singoli che combinati, generano una logica complessiva dalla funzione affidabile e perfettamente coordinata. Ciò si basa soprattutto su un criterio: la gestione intuitiva durante il funzionamento è la misura di tutte le cose! L’obiettivo di Leitner ropeways è soprattutto quello di semplificare il lavoro. «Un macchinario è buono solo in relazione alla sua facilità di utilizzo - sostiene Günter Tschinkel, Head of Electrical Engineering da Leitner ropeways - Questa sensazione si trasmette anche agli ospiti del comprensorio sciistico che usufruiscono degli impianti funzionanti lungo le perfette piste. Anche per il macchinista l’utilizzo del sistema di controllo deve essere un piacere». La tecnica di controllo Leitner, compresa la visualizzazione, offre questo in tutte le singole componenti: dall’hardware perfetto, al software sofisticato fino all'attraente e modernissimo dispositivo per un sistema di comando automatizzato.

Tutti i processi in uno sguardo
e in un unico passaggio
Gli sviluppatori e gli esperti di Leitner ropeways sono riusciti a rendere attraente il sistema di controllo. «Un tempo i sistemi di controllo erano veri mostri con apparecchi pieni di interruttori, pannelli di comandi e spie lampeggianti - spiega Anton Seeber, presidente e amministratore delegato dell’azienda - Abbiamo realizzato un prodotto elegante e di stile, caratterizzato da comando autoesplicativo, perfetta applicabilità e semplicità. Il motto è: tanti interruttori e indicatori quanti sono necessari e allo stesso tempo il minimo possibile». Risultato di tale sforzo sono anche i prodotti come il LeitControl. Serve, inoltre, un solo singolo pannello di controllo, dal quale possono essere comandate tutte le funzioni necessarie per il lavoro giornaliero. Mentre nei sistemi di controllo tradizionali per alcuni processi lavorativi devono essere eseguiti fino sette passaggi, in LeitControl questi passaggi sono memorizzati in una sola operazione e sono completamente automatici e non necessitano di alcuni intervento. «Ciò rende il lavoro al sistema molto autoesplicativo e in poco tempo diventa chiaro anche ai nuovi operatori», afferma Anton Seeber. Ulteriore vantaggio: gli impianti del comprensorio sciistico possono essere controllati tramite monitor e osservati tramite il sistema di visualizzazione Leitner. Il sistema di visualizzazione del processo su Windows non solo rende il lavoro più semplice, ma anche più attraente. «Tutti i processi sono visibili ad occhio e sono eseguiti in un solo passaggio chiaro, pratico e assolutamente facile da eseguire», spiega Günter Tschinkel. Grazie al sistema di visualizzazione ogni singola cabina o seggiola viene rappresentata e le informazioni relative a ogni veicolo possono essere memorizzate. Tutti i dati e le informazioni inerenti gli impianti sono a disposizione con il comando centrale grazie alla rete Ethernet - anche per la diagnostica remota e la manutenzione a distanza via LAN o Internet. Conclude Günter Tschinkel: «Questo processo ottimizzato con elevati standard tecnici ha modificato in maniera evidente il sistema di controllo portando il futuro nel presente!»
www.leitner-ropeways.com

Dicono di LeitControl:

Ecco alcuni giudizi di
qualificati clienti di Leitner ropeways e di LeitControl:

Paul M. Abed (Responsabile di Progetto GD10 Ecatepec in Città del Messico):
«La visualizzazione è facile come in un tablet. Se si necessita di informazioni relative alla temperatura, al massimo utilizzo, alla distanza etc., si può semplicemente toccare l'elemento corrispondente sul touchschreen e si ottengono immediatamente le informazioni. Il sistema è semplicemente grandioso!»

Andreas Kleinlercher (Direttore funivia Stubaier Gletscher)
«Del sistema di controllo LeitControl spiccano in particolare la struttura ben visibile, dall’immagine complessiva fino ai singoli dettagli, le informazioni d'insieme di tutto l’impianto ad ogni
stazione sempre disponibili in registro, la semplicità di utilizzo e la facilitàndi comprensione, la flessibilità nelle diverse situazioni (esempio il rimessaggio...)»

Jan Linstad (Capo Servizio di CD6C Skihytta Ekspress in Trysil, Svezia)
«Il sistema LeitControl con la sua visualizzazione è molto soddisfacente. È facile e semplice da usare e lo si comprende velocemente. Di fatto è basato su Windows e le icone da cliccare, così come le brevi descrizioni, lo rendono facile da usare e affidabile»

Markus Haller (Amministratore Delegato della Ratschings-Jaufen GmbH)
«La visualizzazione di LeitControl tiene conto delle molteplici esigenze del nostro campo di attività. Spesso si sfrutta la localizzazione dei veicoli. Il vantaggio sta nel fatto che ora è possibile seguire gli spostamenti dei veicoli sulla linea. Per il trasporto di bambini, si tratta di una misura di sicurezza aggiuntiva».

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Inaugurato a Pisa
il MiniMetro antitraffico

Con il «Pisa Mover» l’azienda di Vipiteno ha realizzato un mezzo di trasporto urbano che contribuirà in maniera determinante a decongestionare il traffico in una zona nevralgica della località toscana collegando con un tragitto di cinque minuti l’aeroporto Galileo Galilei alla stazione centrale. I due convogli, composti ciascuno da tre vagoni dall’elegante design, sono capaci di ospitare ognuno 107 passeggeri e si muovono automaticamente in regime di «vai e vieni» attivati dal sistema di azionamento diretto esclusivo Leitner DirectDrive. L’innovativo impianto è il frutto di un investimento di oltre 70 milioni sostenuto in partenariato tra enti pubblici e soggetti privati nell’ottica di un più ampio progetto di modernizzazione infrastrutturale della città

Con l’inaugurazione ufficiale del sistema di trasporto MiniMetro PisaMover avvenuta il 18 marzo 2017, Leitner ha dato il via a una nuova era sostenibile della mobilità. Fino a oggi la città toscana di 90.000 abitanti era congestionata da un enorme volume di traffico, con il numero di persone in transito che raddoppiava a causa di pendolari, turisti e studenti. Ma ora, finalmente, la situazione è pronta a cambiare: il PisaMover riuscirà infatti a decongestionare quasi completamente la località toscana dal flusso automobilistico di pendolari. Il sistema firmato Leitner ropeways svolgerà inoltre un fondamentale ruolo nell’ambito del trasporto urbano, migliorando il collegamento con la rete pubblica degli autobus già esistente. In cinque minuti, il MiniMetro conduce i viaggiatori dall’aeroporto Galileo Galilei fino alla stazione centrale nel centro della città. Insieme anche al nuovo parcheggio scambiatore all’altezza della stazione intermedia San Giusto / Aurelia e all’ottimizzazione della rete di piste ciclabili, riduce il traffico e migliora l’aspetto e la qualità della vita di Pisa. Il nuovo MiniMetro è il primo impianto di questo tipo dotato di azionamento diretto Leitner DirectDrive.
Addio code di macchine
dei pendolari, benvenuti comfort e design d’eccellenza

Anche a Pisa, il percorso che porta dall’aeroporto al centro città (1760 metri) è uno tra quelli con maggiore presenza di code. Il PisaMover di Leitner ropeways consentirà di alleggerire dal traffico questo quartiere nevralgico della città, permettendo di coprire il tragitto tra l’aeroporto Galileo Galilei, la zona meridionale di Pisa e la stazione centrale in soli cinque minuti. Entrambi i convogli sono composti da tre vagoni collegati l’uno all’altro e con una capienza totale di 107 passeggeri. I veicoli del MiniMetro a funzionamento elettrico, come anche le stazioni, sono stati progettati dal celebre architetto Adolfo Natalini. Il carrello sul quale sono montati i veicoli rappresenta inoltre un nuovo, speciale sviluppo realizzato in collaborazione con l’università di Pisa, in grado di assicurare un comfort di viaggio davvero elevato. Uno sviluppo tecnologico che ha trovato applicazione anche a Miami dove di recente è stata inaugurata la seconda linea di collegamento tra terminal all’interno dell’aeroporto statunitense.

Quando funziona la collaborazione
tra il pubblico e il privato
Il PisaMover rappresenta un ulteriore esempio di impiego di successo degli impianti urbani di Leitner ropeways, in grado di risolvere in maniera sostenibile complesse problematiche legate al traffico. Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, è convinto dei vantaggi offerti da questo nuovo mezzo di trasporto urbano: «È un modello di mobilità urbana innovativo che avrà un impatto positivo su tutta la città», ha dichiarato il sindaco. L’innovativo impianto si basa su un progetto comune di partenariato pubblico-privato tra Leitner ropeways e il Gruppo Condotte d’Acqua, una tra i più importanti gruppi imprenditoriali italiani. Il progetto include, oltre a progettazione e realizzazione dell’impianto, e delle diverse infrastrutture che hanno messo a nuovo il quartiere San Giusto, anche la gestione del MiniMetro e del parcheggio scambiatore presso la stazione intermedia. Un’opera complessiva da 72 milioni, che ha goduto di un finanziamento di 21 milioni da parte dell’Unione Europea, mentre i restanti sono a carico delle aziende private che hanno realizzato e gestiranno l’opera per i prossimi 33 anni prima che l’intera infrastruttura, così come definito in convenzione, passi al Comune di Pisa.

Rumorosità contenuta e consumi ridotti con
l’azionamento DirectDrive

L’impianto assume una speciale rilevanza anche in considerazione della sua qualità ecologica. Per tutelare al massimo l’ambiente, il PisaMover è stato dotato della più moderna tecnica di propulsione. L’impianto funziona infatti grazie al sistema Leitner DirectDrive che è contraddistinto da consumi ed emissioni ridotte, come anche da una rumorosità molto contenuta. Entrambi i convogli si spostano in modalità va e vieni, muovendosi comunque ognuno sul proprio binario. L’intero sistema prevede il funzionamento completamente automatizzato e può essere gestito in maniera flessibile. I responsabili si aspettano un flusso di passeggeri pari a circa due milioni l’anno, numero che secondo le previsioni dovrebbe arrivare a circa 2,6 milioni a partire dal 2020.
Nuovo sviluppo infrastrutturale
con il parcheggio scambiatore
Alla riduzione del traffico automobilistico nella città contribuisce anche l’offerta Park&Ride con un parcheggio scambiatore in grado di ospitare 1.400 veicoli nell’area della stazione intermedia San Giusto / Aurelia. Situato nelle immediate vicinanze di un’importante uscita autostradale, consente ai pendolari della regione di posteggiare la propria macchina con soli 2,5 € al giorno e raggiungere comodamente e in pochi minuti il centro a bordo del PisaMover. Anche i turisti possono sfruttare l’opportunità di arrivare in maniera rapida e conveniente alla stazione o all’aeroporto, come anche di recarsi dall’aeroporto al centro in pochi minuti. L’impianto fa parte di un’idea di sviluppo infrastrutturale più ampia: infatti si è proceduto alla realizzazione di una nuova rete di piste ciclabili, all’ottimizzazione dei percorsi pedonali, alla creazione di nuove rotonde e all’eliminazione di un pericoloso passaggio a livello.

www.leitner-ropeways.com