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Tag: Motori Sulla Neve

Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
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Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Le motoslitte classiche
dell'inverno «made in USA»

Le macchine della Arctic Cat sono importate da vent’anni in Italia dalla società di Balerna (Svizzera). Vengono prodotte da cinquant’anni con rigorosi sistemi di monitoraggio industriale a Thief River Falls, un paesino del Minnesota dove  la neve non manca mai e dove i suoi abitanti le usano ogni giorno, anche per andare al lavoro. Negli anni la produzione si è allargata ad una gamma che conta ormai ben 38 modelli tra i quali spicca la «Bearcat 7000 XT», l’ammiraglia di una flotta in grado di risolvere qualsiasi problema di spostamento e di lavoro sulla neve

Arctic Cat è il marchio che per il 2017 vanta una gamma di motoslitte  vastissima, ben 38 modelli, oltre alle tante varianti e colori diversi! Nel nord del Minnesota (Midwest degli Stati Uniti), a pochi chilometri dal confine canadese vengono prodotte e assemblate queste motoslitte da ben 55 anni. Arctic Cat é il maggior datore di lavoro a Thief River Falls dove gli 8500 abitanti, durante i lunghi inverni gelidi con temperature che di solito toccano i -30°C, si mettono alla guida della loro motoslitta ogni giorno, anche per andare al lavoro! Nello stabilimento della Arctic Cat ogni ciclo di montaggio, ogni serraggio di un bullone, viene monitorato puntigliosamente tramite un sistema elettronico che non ammette errori: se scappa un errore il sistema blocca automaticamente la linea di produzione fino a quando l’errore non viene risolto. Questa severità nel controllo di qualità operata sui motori garantisce la quasi perfezione che supera il 99%. Nel settembre 2016 Arctic Cat ha trasferito tutta l’amministrazione, il reparto design e la dirigenza in uno stabile totalmente ristrutturato di fine ’800 che a quei tempi era un deposito per le merci che arrivavano o partivano dal fiume Mississipi. Una parte dei motori che vengono installati nelle motoslitte vengono prodotte in uno stabilimento a 400 km più a sud, a ca. 100 km dalla capitale Minneapolis.
Qui a Saint Cloud, Arctic Cat assembla motori per quads e motoslitte da ben 10 anni in uno stabilimento considerato il più moderno del mondo. Da oltre 20 anni i mezzi Arctic Cat sono importati e distribuiti in Italia dalla Snopex SA di Balerna (Svizzera), azienda attiva da trent’anni che opera anche nei settori delle macchine agricole e dei Quad (ATV e UTV).

Arctic Cat Bearcat 7000 XT,
la fuoriclasse nel lavoro pesante

Il nuovo motore con raffreddamento indipendente dalla neve
Il cuore del Bearcat 7000 XT è il moderno e affidabilissimo motore C-TEC 4-tempi da 1049cc che eroga ben 100 KW/ 135 CV, un tre cilindri a 12 valvole; molto silenzioso, a basse emissioni nocive e con un consumo di carburante talmente irrisorio che permette di condurre la Bearcat, con il suo serbatoio di 56 litri, per tanti chilometri. Il sistema di raffreddamento a liquido é completamente indipendente, come in un autovettura: non necessita della neve per raffreddare così da permettere il funzionamento del motore per ore senza il rischio che si surriscaldi (classico problema delle motoslitte quando la neve é poca e/o gelata). Per il gravoso traino di rimorchi a slitta  a basse velocità il raffreddamento del motore é sempre garantito. Dotato di una tripla alimentazione a iniezione elettronica (EFI) e anche di un sistema elettronico di gestione «state-of-the-art» progettato per aumentare il freno motore nelle ripide discese.

Sospensione posteriore XTRA-Action
La parte posteriore è articolata: questo permette un confort maggiore sulle piste polverose o in neve fresca, geniale quando si va a ritroso nella neve profonda perché la motoslitta non si «scava» nella neve. Ben pensato è inoltre la possibilità di bloccare la parte articolare con un semplice movimento della mano, che dà la sensazione di una sospensione standard.

Nuovi Variatori Team
Tutti i modelli con motori 9000, 8000, 7000 e 6000cc, compreso il Bearcat 7000 XT, sono dotati dai nuovi variatori Team prodotti in un azienda sempre del Minnesta Il variatore primario é a reazione rapida «Team Rapid Response», più leggero di ben 113 grammi, riduce così le masse rotanti del 5%. I cuscinetti più affi dabili e le boccole hanno il 70% in più di superfice a contatto e ciò migliora la durata di vita.

Tanti accessori
Oltre alla luce di retromarcia c’è in più una luce di sostegno (standard) per un ottima visione notturna. Per il Bearcat sono a disposizione tanti accessori, per esempio: Portapacchi anteriori e posteriori, Rollbar, porta sci e snowboard, freni elettroidraulici di sicurezza sotto le pedane, sedile per terzo passeggero per menzionarne alcuni.
www.snopex.com

Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
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Tags: Motori Sulla Neve
Una notte di luna piena, una spettacolare processione luminosa fatta di tecnologica potenza, con i quindici «gatti» Kässbohrer che compongono la flotta in forza alla Mottolino S.p.A. di Livigno ad arrampicarsi sui pendii innevati fino a raggiungere il rifugio  Camanel e  raccogliersi  a semicerchio in una sorta di religiosa intimità intorno al «protagonista» della fantastica serata, il PistenBully «600 Polar W» numero 2500 uscito dalla Casa tedesca da quando è entrato in produzione nel 2006. Un destino favorevole e intelligente ha voluto che la consegna del modello che reca con sé un numero di produzione così rotondo e importate avvenisse in Italia e in uno dei comprensori che più di altri hanno stretto negli anni con l’azienda tedesca, attraverso la filiale italiana guidata da Valter Tura, un rapporto di collaborazione che travalica l’ambito professionale e commerciale per diventare un rapporto di amicizia e di reciproca stima. La notte di luna piena del 10 gennaio scorso era carica di emozione e di commozione per la consegna del Pisten Bully «600» numero 2500. I fari dei «gatti rossi» illuminavano la scena sullo sfondo bianco della neve, nel freddo calmo e siderale dei 2000 metri. La simbolica chiave di accensione è passata con una calorosa stretta di mano da Jens Rottmair, CEO di Kässbohrer arrivato dalla sede centrale di Laupheim per la grande occasione accompagnato dal direttore commerciale  Stefan Spindler, a Luciano Rocca, il giovanotto di settant’anni (classe 1945) che è  stato il fondatore del piccolo impero del Mottolino e oggi continua ad essere il sanguigno «capotribù» di una larga famiglia costruita con il non trascurabile contributo della formidabile, simpaticissima signora Imelde, legata in uno stretto vincolo di amore e di passione con  il proprio lavoro e il proprio territorio.  

Una grande famiglia
per un grande progetto
Per celebrare l’avvenimento erano presenti, infatti, quasi tutti i componenti della famiglia Rocca, insieme a Rottmair e Spindler, insieme a Valter Tura e Barbara Pucci, direttore e assistente marketing di Kässbohrer Italia, insieme a noi di pM e  insieme a tutti i gattisti della flotta impegnati per l’evento prima di sguinzagliarsi nella notte a preparare le piste per il giorno dopo. Luciano ha cinque figli: i gemelli Davide (responsabile piste e innevamento) e Marco, amministratore delegato della Mottolino S.p.A., sono del 1970; Andrea, che ha aperto e gestisce il birrificio «1816» nel centro del paese, è del 1971; Anna, che insieme alla cognata Siria, moglie di Marco,  cura i due negozi  di abbigliamento della famiglia, è del 1974; Sara, la più «piccola», è del 1984 e collabora nel controllo di gestione della società. I nipotini (per il momento) sono sette, due i figli di Marco, tre di Andrea, due le bambine di Sara. Ecco a voi la grande famiglia Rocca che è sinonimo di Mottolino, la skiarea esposta sul versante sud della lunga valle incisa dal torrente Spöll che sigilla l’ultimo


I gemelli Marco e Davide Rocca,
il cuore commerciale
e tecnico della Mottolino Spa

lembo settentrionale della Lombardia, porzione sopraelevata della Valtellina, territorio extradoganale,  «piccolo Tibet lombardo» dalle temperature talvolta siberiane e dalle neve sempre certa. «Il suo isolamento – dice Marco Rocca – ha sempre favorito una frequentazione stanziale, da settimana bianca o week end lungo, e scoraggiato il mordi e fuggi, diventando quindi un fattore positivo per la fidelizzazione della clientela che per l’80%, ormai, è straniera». Acquistando le prime quote dalla famiglia Quadrio Curzio che aveva avviato l’attività impiantistica, Luciano Rocca è entrato nella società di gestione nel 1990, l’anno stesso in cui venne inaugurata la telecabina che ancora oggi sale dai 1816 metri del fondovalle («1816», non a caso, è anche il marchio delle preziose birre prodotte da Andrea) ai 2400 metri della stazione d’arrivo dove negli anni Novanta è stato aperto un rifugio-ristorante, il M’eating Point capace di oltre 1000 posti a sedere. Proprio quest’anno sono state acquisite le ultime quote residue sul mercato e la Mottolino S.p.A. è interamente nel portafoglio della famiglia Rocca.

Un «brand» che vuol dire sci
ma non soltanto sci
Mottolino S.p.A vuol dire sci ma non solo, come vedremo. Attualmente gestisce una telecabina, quattro seggiovie ad agganciamento automatico (di cui una a sei e tre a quattro posti) e due skilift.  Questi  impianti  servono, su un’area di 210 ettari, 70 km di piste battute («A parte quella dedicata a Giorgio Rocca, veramente molto ripida e difficile, tutte le altre piste, comprese le nere, sono in campo aperto, talmente larghe da non creare nessun problema per nessuno») di cui 80% è coperto da un impianto di produzione per la neve programmata. «Abbiamo 150 dipendenti tra addetti agli impianti, ristorazione, noleggio – dice Marco – contiamo mediamente sei milioni di passaggi a stagione e il nostro fatturato si aggira sui 16 milioni di Euro, di cui 4 provengono dall’attività di ristoro dei nostri due rifugi». Il M’eating Point, all’arrivo della cabinovia,  è stato realizzato nel 1997 e si compone, oltre agli spazi attrezzati all’esterno, di tante salette distinte «la realizzazione di ognuna della quali – ricorda papà Luciano – era stata affidata ad una impresa del posto, perché volevamo valorizzare il più possibile il lavoro locale». Il Camanel, in quota, prende il nome dialettale dello scomparto d’areazione degli antichi fienili contadini ed è un capolavoro architettonico di bellezza rustica, costruito nel 2001 con roccia, travi e assi antichi ricavati da baite del posto in demolizione, ma talmente «vero» dall’apparire autenticamente antico.  È questo un must del Mottolino che è un vero e proprio «brand» legato all’idea del fun e di una vita da vivere con gioia: la qualità, lo spirito d’iniziativa, l’invenzione. «Abbiamo allestito uno snowpark che è tra i più belli d’Europa – continua Marco -  ma ci piace fare anche altre cose. Il nostro brand è su una linea di abbigliamento giovane che proponiamo nei nostri negozi Rinascente e Galleria, abbiamo avviato l’iniziativa “Adotta un vigneto in Valtellina” con la quale ci impegnamo già da cinque anni a ritirare il raccolto di un vigneto sopra Teglio garantendo il reddito al contadino che lo coltiva per poi consegnarlo ad una casa vinicola che gestisce la vinificazione da cui ricaviamo 5000 bottiglie etichettate con il marchio Mottolino; abbiamo creato il “Mottolino the Team”, una squadra professionale di freestylers composta da quattro ragazzi dai 15 ai 20 anni, tra i quali mio figlio Jan, da avviare ad una attività di livello professionale a cui garantiamo il sostegno per quanto riguarda la preparazione atletica e mentale, l’assistenza medica, il marketing;  abbiamo anche una piccola televisione locale che si chiama “Street the voice” per comunicare e rappresentare la vita di  Livigno».

  «Le nostre macchine al lavoro
sulla neve e sulla terra»

Jens Rottmair è per la seconda volta a Livigno per la consegna del PistenBully 600 numero 2500. Simpatico, affabile, nato 49 anni fa ad Augsburg, località bavarese nota già al temo dei Romani come Augusta Vindelicorum,  Rottmair è «felicemente sposato da 25 anni con Corinna e padre di due figli maschi». Da 11 anni è anche il CEO della Kässbohrer di Laupheim dopo aver ricoperto un altro incarico dirigenziale presso la Phoenix, società di vendita e gestione dei farmaci equivalenti della Ratiopharm appartenente al gruppo Merkle. Con lui, seduto accanto al direttore commerciale Stefan Spindler a una tavola del ristorante Luciano's del M’eating Point, si snocciolano i numeri della azienda tedesca di Laupheim. «Il nostro fatturato – dice Rottmair -  si aggira sui 200 milioni di Euro. Ogni anno produciamo 600 nuovi mezzi che esportiamo in 70 Paesi del mondo che diventano 110 se si calcola la produzione BeachTech avviata nel 1991 per la costruzione dei mezzi adatti alla pulizia e alla manutenzione delle spiagge. Kässbohrer ha prodotto il suo primo battipista da neve nel 1969 e da allora sono usciti dagli stabilimenti di Laupheim 21 mila mezzi di cui 12 mila sono ancora in esercizio. Per il prossimo futuro puntiamo naturalmente sul costante perfezionamento dei nostri mezzi e dei nostri prodotti, tra i quali il sistema SNOWsat di gestione della flotta e di misurazione dell’altezza del manto nevoso delle piste. È un prodotto fortemente innovativo che ci ha portati nel futuro e su cui puntiamo molto.  Proprio  il Mottolino, dove siamo adesso, è stato il primo cliente italiano; attualmente SNOWsat è stato venduto a 90 clienti ed equipaggia 600 mezzi battipista, non soltanto i nostri PistenBully ma anche macchine della concorrenza. Un altro settore su cui puntiamo molto  nel prossimo futuro sono i mezzi utility del marchio PowerBully avviato due anni fa, mezzi da lavoro per spostamenti terra, per attività di sollevamento, rimozioni, attività di lavoro varie, base per escavatori, trivelle, gru, cestelli porta persone ecc., un  mercato particolarmente attivo negli Stati Uniti. Così Kässbohrer diventerà leader non soltanto sulla neve».


Lo sviluppo nella «Vallaccia»,
un problema da risolvere
Basta così? No. Ci sarebbe, anzi c’è, un altro argomento importante, un progetto di sviluppo dell’area sciabile che è incagliato in una vicenda «indegna di un Paese civile», come ci tiene a sottolineare Marco. «È il progetto di allargamento dello skirama nella Vallaccia – racconta l’AD della Mottolino S.p.A. – una valle vergine molto aperta che consentirebbe un aumento del 30% delle nostre potenzialità di offerta sciistica. L’iter per l’installazione di una nuova seggiovia a sei posti della lunghezza di 2000 metri sviluppati su 600 metri di dislivello è partito nel 2007.  Dopo aver superato lo scoglio dei primi ricorsi che ci erano piovuti addosso, l’autorizzazione all’avvio dei lavori è arrivato nel 2015 a firma del presidente del Consiglio Matteo Renzi e infatti noi abbiamo cominciato a lavorare posando i plinti, predisponendo la linea per l’innevamento, tenendo le componenti dell’impianto ferme in un deposito. Sembrava che non ci fossero più problemi quando ci è piovuto addosso un altro ricorso al TAR, questa volta da parte   di Legambiente, che ci ha bloccati di nuovo. A nostra volta abbiamo inoltrato un ricorso al Consiglio di Stato che sarà discusso in maggio».

Un rapporto di fiducia
consolidato negli anni
In attesa di una sentenza sperabilmente favorevole, siamo nel cuore di un’altra stagione «partita con poca neve ma con temperature propizie che ci hanno consentito di sparare neve e di offrire alla nostra clientela piste perfette». Un’altra stagione, dunque, sottobraccio a Kässbohrer e ai PistenBully, un legame esclusivo che («Salvo un rarissimo ed isolato “cornino”…», ha detto qualcuno…) dura dal 1992, quando è arrivato a Livigno il primo mezzo della Casa tedesca, un «PB43.320D».  Tanti anni dopo, nel 2010, al Mottolino è arrivato anche il primo SNOWsat, il sistema satellitare di gestione della flotta prodotto da Kässbohrer, venduto in Italia e ora montato su tutti i mezzi. Il rapporto si consolida, si rafforza di anno in anno e, con la consegna del 600 Polar W numero 2500, sono saliti a quindici i mezzi battipista della flotta Pisten Bully al Mottolino: quattro «600 Polar» con verricello, tre «600 Park Bully», un «300 Polar», quattro «600 Standard», un «100», un «300 cabinato», un «200» dotato di gru e cestello. «Sono mezzi che lavorano solo cinque mesi l’anno – dice Davide Rocca, responsabile delle piste e dell’innevamento, una roccia di giovane uomo appassionato di motori -  ma in quei cinque mesi lavorano tutti i giorni, per 25 ore al giorno se fosse possibile, per una media complessiva di 1000 ore a stagione. È chiaro che con questo carico di impegno l’affidabilità e l’efficienza dei mezzi sono fondamentali come è fondamentale poter contare su un servizio di assistenza pronto, puntuale, competente come quello che noi otteniamo dalla Essevi di Valerio Degasperi officina autorizzata Kässbohrer». «Con un parco macchine come il nostro – aggiunge Marco – il rapporto di fiducia con l’azienda fornitrice non deve avere ombre. È quel rapporto di fiducia che dura da tanti anni tra Kässbohrer e Mottolino, tra Valter Tura e me, mio padre, la nostra famiglia». E parte istintivo un bel «cinque» di ringraziamenti reciproci tra l’amministratore di Kässbohrer Italia e l’AD della Mottolino S.p.A., sedici anni di differenza anagrafica, perfetta sintonia sul piano umano e professionale.  Succede quando, dopo  la consegna ufficiale all’aperto dell’ultimo 600 Polar W e della «chiave simbolica», la compagnia si è raccolta per la cena nella bellissima sala con travi a vista del Camanel e ha già voluto prendere la parola, tradotto dal tedesco dall’ottima Barbara Pucci, Jens Rottmair, il CEO di Kässbohrer, ormai totalmente di proprietà del magnate tedesco Ludwig Merkle. «Grazie al Mottolino per questa stupenda giornata, per questa fantastica organizzazione, per il rapporto di collaborazione che ci lega da tanti anni. È stato tutto veramente molto bello ed emozionante». Confermiano: il 10 gennaio 2017 al Mottolino di Livigno si è vissuta una giornata veramente bella ed emozionante.                 


SNOWsat ... e in sei anni ha già conquistato
l'Italia con 100 sistemi di gestione

Già nelle due passate stagioni invernali SNOWsat ha fornito il proprio supporto a diversi comprensori sciistici italiani. Oltre alla garanzia di un manto nevoso uniforme, ci sono anche molti altri motivi per cui un numero sempre maggiore di comprensori sciistici sceglie SNOWsat. Quasi 50 sistemi di gestione della flotta e delle piste SNOWsat, comprensivi di misurazione della profondità della neve (V3), entreranno presto in funzione nei comprensori sciistici italiani. Di questi, circa la metà sono nuovi e saranno installati in queste settimane. Altrettanti veicoli sono già o saranno presto equipaggiati con il sistema base di gestione della flotta (V1) che serve a registrare i dati del veicolo e alla gestione della flotta.
Tutto iniziò nel 2010 a Mottolino, dove oggi ci sono 14 veicoli equipaggiati con SNOWsat. Seguirono poi altri comprensori sciistici, come Sitc Canzei, Carosello 3000 Livigno, Grandi Funivie Alta Badia, Colfosco e Madonna di Campiglio, che oggi non vogliono più rinunciare ai vantaggi di SNOWsat. Ciò che conta per loro non è soltanto il continuo perfezionamento del sistema, ma anche il fatto di ricevere tutto da un unico fornitore: Kässbohrer, che è leader del mercato. C'è poi, naturalmente, anche la rassicurante sensazione di poter garantire con SNOWsat ottime condizioni di innevamento per tutta la stagione. Per questi motivi, alcuni di questi comprensori sciistici stanno potenziando e completando la loro flotta con SNOWsat. Nel frattempo se ne sono aggiunti di nuovi: come Funivie del Boè e Sciovie Ladinia in Alta Badia, o ancora San Vigilio dove, insieme con l'area sciistica Miara, è in corso il passaggio da PowerGIS a SNOWsat. C'è anche il comprensorio di Schnalstaler Gletscherbahnen AG, che già alla fine della scorsa stagione ha iniziato a installare SNOWsat. Presto, lassù, 6 veicoli – alcuni dei quali di altra marca – saranno equipaggiati con il sistema base di gestione della flotta V1 di Kässbohrer. Un altro nuovo acquisito è il comprensorio di Obereggen, che ripone grandi speranze nel costante perfezionamento di SNOWsat. Dal canto suo, SNOWsat sta facendo di tutto, con la sua squadra di oltre venti collaboratori, per non deludere queste speranze.
Maggiori particolari e il resoconto di alcune esperienze arriveranno a fine stagione!

www.pistenbully.it

 

Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
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Nell’Area di Arexpo a Milano, di fronte all’Albero della Vita, si sono cimentanti dal 10 al 12 Novembre 2016 120 tra i più grandi campioni di sci e snowboard di tutto il mondo, di fronte a un parterre di oltre 21.000 appassionati entusiasti. Due settimane più tardi, i migliori freestyler si sono spostati a Mönchengladbach in Germania per la Coppa del Mondo dell’Arag Big Air Festival. Con acrobazie l'élite dello snowboard e del freestyle ha entusiasmato il pubblico, in entrambi le manifestazioni.
A Milano l’evento è stato allestito da Funivie al Bernina S.p.A., l'area sciistica cara ai milanesi. Una sfida importante che l'Avv. Franco Vismara, titolare del comprensorio sciistico, accarezzava da anni. «Dopo anni di considerazioni, quest'anno ho trovato i giusti partners per far decollare un tale evento», ha detto Franco Vismara. Ora può guardare indietro con orgoglio. «Abbiamo avuto 20 giorni di tempo per costruire il tutto e circa sei giorni sono stati necessari solo per il montaggio della struttura in acciaio.» Importantissimo per la riuscita della manifestazione anche il Pisten Bully 100 che ha fresato e lisciato in maniera impeccabile la parte dell’atterraggio, consentendo a tutti gli atleti di dare il meglio.La perfezione della pista, realizzata anche con le nevi della Valmalenco e magistralmente disegnata dall’ing. Antonio Noris, unita alla bellezza di saltare di notte davanti all’Albero della Vita, ha trasformato l’evento in un’esperienza unica per tutti: atleti e spettatori. La pista del Big Air and The City Milano, dedicata al Cav. Francesco Vismara, padre del patron della manifestazione, è stata giudicata da tutti, atleti, allenatori, giudici e dirigenti della F.I.S. (la Federazione Internazionale Sci), la pista più bella del mondo.  Dice ancora Vismara: «Come titolare della Schooner Viaggi, agenzia specializzata in incentive, ho realizzato eventi in tutto il mondo per i nostri clienti, ma questo li batte davvero tutti. Avendo come solo interlocutore me stesso e l’amico Noris, ho potuto dar fondo all’immaginazione realizzando qualcosa che ha entusiasmato il pubblico e reso felici gli sponsor! » Un momento da ricordare? «Il sabato immediatamente antecedente la gara, quando per un problema di collegamenti si è fermata una delle macchine per la produzione della neve. Fortunatamente pochi giorni prima era nevicato sulle nostre Alpi e siamo riusciti a far arrivare dalla Valmalenco 8 Tir di neve fresca che, velocemente spianata e fresata dal nostro PistenBully, ha salvato la manifestazione.»
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A novembre la rivista economica tedesca «WirtschaftsWoche» ha pubblicato un ranking sul tema «Le aziende di fascia media più innovative». Kässbohrer Geländefahrzeug AG ha conquistato un convincente 21esimo posto su 3.500 imprese.  La si usa molto spesso, ma quanti significati abbraccia la parola «innovazione»? Oltre a indicare inventiva, perfezionamento di qualcosa di già esistente e creazione di prodotti e funzioni sempre nuovi, il termine «innovazione» è sinonimo di coraggio, curiosità e volontà incondizionata di tradurre in realtà una buona idea e di farne un'applicazione di successo. Su incarico della rivista WirtschaftsWoche, la società di consulenza aziendale Munich Strategy Group (MSG) ha monitorato e valutato anche le nuove forme di approccio, ad esempio nel settore del marketing e dell'organizzazione. L'analisi è stata condotta su 3.500 aziende tedesche con un fatturato compreso tra dieci milioni e un miliardo.  Nella prima fase, MSG ha confrontato i dati aziendali e ha parlato con clienti, esperti del ramo nonché amministratori delegati, titolari e consiglieri. È stato così selezionato un gruppo più ristretto di 400 aziende, per le quali è stato elaborato un «punteggio innovazione». Sebastian Theopold, fondatore di MSG e responsabile di questo studio, non soltanto ha prestato particolare attenzione agli indicatori economici, come crescita del fatturato e redditività, ma ha anche valutato dinamismo, reputazione e leadership in rapporto alla capacità innovativa, chiedendosi se un'azienda si distingue perché introduce continue novità, se è considerata innovativa dalla concorrenza e se contribuisce a consolidare una cultura che promuove lo sviluppo di nuove idee.  Considerata la severità dell'analisi, approdare al 21esimo posto è stata una conferma della strategia aziendale di Kässbohrer Geländefahrzeug AG, che da sempre ha uno sguardo lungimirante e fornisce costantemente nuovi impulsi all'intero settore.
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«La prova di Coppa del Mondo di combinata nordica, a gennaio, è stata un buon banco di prova per i Campionati del Mondo!». Hannu Krouvi, responsabile delle piste di Lahti, è davvero rilassato e guarda con fiducia alle prossime settimane. «Al momento stiamo usando quattro PistenBully, un PistenBully 400, due modelli più piccoli PistenBully 100 e un PistenBully Paana. Adesso, per i Campionati del mondo, riceveremo ancora da Kässbohrer un PistenBully 300 e un PistenBully 100 4f. A quel punto avremo davvero un equipaggiamento perfetto!». Per i Campionati del Mondo dovranno essere realizzate a febbraio due diverse piste di gara, una per il pattinato e l'altra per lo stile classico. Ci vorrà inoltre un «anello di riscaldamento» lungo un chilometro. «Quando fa più caldo usiamo il PistenBully 100 con cingoli in gomma, per non rovinare il manto nevoso superficiale. Con il Paana trasportiamo la neve artificiale fin sulle piste. Il PistenBully 400, invece, si occupa di rendere più soffice lo strato superficiale per le gare di freestyle».  Normalmente le piste vengono preparate la sera, in modo tale che possano indurirsi di notte. Spesso, però, Hannu Krouvi deve decidere sul momento: «Stabiliamo se preparare le piste la sera sempre in base alle condizioni del tempo. Se il bollettino meteo promette neve per la notte, rimandiamo la preparazione al mattino. Ma normalmente usciamo alle 21.00. Lo stadio lo prepariamo sempre con le macchine grandi, le altre piste con quelle più piccole. Del tracciato dello skiathlon, invece, si occupa regolarmente il PistenBully 400, perché per questa gara servono 4 corsie».

Solo professionisti all’opera
per tracciare i binari
Sono appena otto in tutto gli operatori che preparano le piste per i Campionati del Mondo. Questo perché la pista classica presuppone un enorme know-how, in particolare con il PistenBully 400 e il tracciatore quadruplo. Durante le gare, poi, sono continuamente in funzione tutti e cinque i battipista. Nemmeno il salto con gli sci può fare a meno di PistenBully: «Il trampolino lo prepariamo sempre con il rullo. Ma per la pista di atterraggio e la zona di stacco usiamo sempre un PistenBully grande». Hannu non si occupa soltanto dei Campionati del Mondo. «Lahti ha 65 chilometri di piste per fondisti ‘normali’. Se durante i Mondiali nevicherà parecchio, non ci sarà davvero di che annoiarsi», commenta Hannu, ridendo. Un ottimo augurio per tutti i partecipanti!
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Un battipista del tutto nuovo e speciale, capace di arrampicarsi dovunque sulla neve e che, quando «si apre», diventa una straordinaria cucina superattrezzata da cui escono prelibatezze di ogni genere proprio lì, in alta quota, direttamente sulle piste. Si chiama Snowlicious, è il binomio di successo nato dalla collaborazione tra l’azienda di Vipiteno del gruppo Leitner e lo starkoch italiano Andrea Campi, di casa presso l’Osteria al Dosso di Aprica. L’idea si è trasformata in un grande successo che ha attirato una partnership prestigiosa come quella di Audi

La straordinaria idea di una cucina mobile è venuta ad Andrea Campi, giovane e intraprendente cuoco valtellinese dell’Aprica, desideroso di ridare slancio al fiacco flusso di lavoro dell’ora di pranzo: i clienti preferivano infatti rimanere fuori a quell’ora, trascorrendo il tempo in montagna o all’interno dei comprensori sciistici. Ecco quindi la decisione: se le persone non vengono nel mio ristorante, allora sarò io a portare il mio ristorante da loro. Quello che all’inizio era solo una postazione mobile esterna, si è presto trasformata in una vera e propria visione, ovvero creazioni culinarie servite nei luoghi più affascinanti del mondo, il tutto preparato e impiattato sul momento a bordo di un battipista. Nasce così l’esclusiva collaborazione tra Prinoth e l’ingegnoso chef. I ruoli sono così suddivisi: uno fornisce l’idea gastronomica, l’altro trasforma i battipista e li allestisce con una cucina degna di un vero professionista e tutta la dotazione tecnica necessaria.

Con il marchio Audi
alle gare di Coppa del Mondo
Il feedback da parte del pubblico è stato talmente positivo che ora sulle Alpi viaggia una piccola armata di battipista gourmet, presenti presso diverse location dei comprensori sciistici, con l’intento di fare comunicazione utilizzando esperienze coinvolgenti. Perché il battipista gourmet può essere personalizzato con il proprio marchio, assicurando così massima visibilità anche durante gli eventi più caotici. Proprio per questo, per l’inverno 2016/17, Audi ha realizzato una partnership con Snowlicious, rafforzando così la propria presenza sul territorio in qualità di sponsor degli sport invernali. La prima occasione si è presentata lo scorso dicembre in occasione della Coppa del mondo di sci FIS Audi a Sestriere, per proseguire poi con gli eventi di Coppa del mondo in Val Gardena e in Alta Badia. E nel 2017 il food truck Snowlicious marchiato Audi continuerà ad entusiasmare il pubblico!

Hard Rock Café
sulla neve dei Pirenei
Con oltre 200 chilometri di piste, Grandvalira è il più grande comprensorio sciistico dei Pirenei ed è situato nell’area orientale di Andorra. Si compone di sei settori (Encamp, Canillo, El Tarter, Soldeu, Grau Roig und Pas de la Casa) tutti collegati tra di loro e che fungono da punto di accesso all’area. Il comprensorio è apprezzato da famiglie in cerca di relax come anche da freeskier amanti della neve. Il truck Snowlicious richiama gli sportivi che dopo mangiato desiderano tornare subito sulle piste, ma anche chi non vuole proprio slacciare gli scarponi durante il giorno, il tutto godendosi tanta aria fresca e un meraviglioso panorama a 360 gradi. Qui Snowlicious è stato scelto da Hard Rock Cafè.

Il successo senza segreti
di un’idea che piace a tutti
Anche sul versante francese dei Pirenei, nel piccolo e familiare comprensorio sciistico Formiguères, gira un food truck Prinoth. I responsabili del comprensorio sono convinti di aver arricchito l’offerta gastronomica tradizionale a disposizione all’interno della zona sciistica grazie a questo investimento. «Per rimanere al passo con la concorrenza, negli ultimi anni abbiamo effettuato alcuni interventi di ammodernamento agli impianti di risalita. Snowlicious è la ciliegina sulla torta, un dono che dedichiamo ai nostri clienti più affezionati in occasione del Natale 2016 - dichiara il direttore del resort Gianni Ragona - Chi si ferma a provare Snowlicious ha l’opportunità di assaggiare le nostre specialità regionali e riparte con un pieno di energie per divertirsi sulle piste».Il successo di Snowlicious non ha segreti, è semplice, l’idea piace a tutti: al cliente perché è una soluzione nuova, semplice e autentica e al gestore perché è flessibile e altamente personalizzabile. La conquista dei battipista gourmet è iniziata!
www.prinoth.com

Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
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Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve

Alex Berger, CEO di F-Tech, ha detto: «Per noi questa collaborazione rappresenta anche una conferma della nostra attività professionale. Ci permette di confrontarci e realizzare insieme nuove opportunità, progetti speciali, obstacle e shooting particolari. Grazie ai battipista Prinoth siamo in grado di ottimizzare i nostri servizi». Gli snowpark sono diventati un elemento fondamentale per il successo di numerosi comprensori sciistici e la collaborazione tra Prinoth e F-Tech consente di ottimizzare in maniera sinergica l’offerta dedicata agli sport invernali. I vantaggi per i gestori sono rappresentati dalla possibilità di programmare i costi e gestire al meglio le risorse; il riscontro in tal senso è dato dall’impiego della nuova tecnologia per la misurazione della neve che assicura operazioni di lavoro notevolmente più efficienti. Alex Berger descrive questi importanti vantaggi: «La combinazione tra prodotti Prinoth e Leica Geosystems ci consente di ottimizzare la nostra attività presso il cliente nell’ambito del comprensorio sciistico. Grazie all’accurata progettazione 3D di snowpark e obstacle speciali otteniamo un considerevole valore aggiunto nella programmazione, ma i nostri progetti 3D possono essere applicati direttamente anche sul veicolo, consentendo quindi ai conducenti dei battipista di lavorare in autonomia nel comprensorio sciistico. I progressi vengono monitorati dall’ufficio, in questo modo possiamo assegnare con maggiore precisione gli incarichi ai responsabili e ridurre i tempi di intervento in loco necessari per la realizzazione». Lo strumento assicura vantaggi in termini economici per l’azienda anche nella manutenzione e, particolare di notevole importanza, garantisce un nuovo livello di sicurezza all’interno del snowpark. «Nella cura quotidiana degli impianti - conclude Alex Berger - questa tecnologia offre un importante elemento di sicurezza: consente infatti di mantenere la forma precisa delle strutture e di conseguenza anche inclinazioni e controllo. Costituisce inoltre una soluzione economica, perché ci permette di lavorare per tutta la stagione facendoci risparmiare tempo in quanto siamo in grado di programmare esattamente le quantità di neve necessarie».
www.prinoth.com

Created: Venerdì, 23 Settembre 2016 08:27
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Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Le motorizzazioni offerte, tutte di casa Rotax, sono cinque: tre con motore a 4 tempi (con cilindrate 600, 900 e 1200) e due con motore a 2 tempi (con cilindrate 600 e 800).  Tra le novità di tutte le motoslitte equipaggiate dai motori quattro tempi troviamo che:
1.    saranno tutte dotate di chiave a radiofrequenza per evitare ogni problema di contatto
2.    è in dotazione l’acceleratore elettrico (ITS) che come diretta conseguenza offre due grossi vantaggi:
a)    fornire il cliente di una chiave programmata nella velocità e potenza secondo sue indicazioni
b)    poter selezionare l’erogazione del motore su tre modalità (eco, sport e standard).

Ancora più apprezzato quest’anno il motore 900 ACE un tre cilindri 4 tempi che unisce potenza, affidabilità e bassi consumi (10l/100km in modalità ECO).
Il modello Lynx Commander 600 E-Tec si ripropone come valida alternativa ai 4 tempi: bassi costi di manutenzione, alta maneggevolezza e potenza, caratteristiche che solo un 2 tempi riesce a dare. Rimane la prerogativa del cingolo con larghezza 60 cm che solo Lynx offre nel mercato mondiale di motoslitte; montato sul modello lavorativo per eccellenza, la «69 Ranger Alpine» con motorizzazione 1200 4-tec, sarà chiodato di serie e sul modello «69 Yeti» il cliente potrà scegliere tra tre motorizzazioni 900 ACE, 600 E-tec e 800 e-tec.

Ski-doo Summit 850 E-tec:
per dominare la neve fresca
«Summit 850 E-tec» è un ulteriore passo in avanti per gli amanti della neve fresca. La nuova motorizzazione 850 E-tec vuol dire non solo più potenza ma anche una risposta pronta e reattiva a tutti i regimi. È nuovo il motore centrale e stretto che rende la guida agevole e divertente, così come nuove sono le carene sagomate per ridurre l’attrito nella neve fresca, nuova è  piattaforma REV gen.4, nuovo il sistema di radiatori tutt’uno con il telaio, nuova la posizione di guida ulteriormente avanzata di 8 cm. …Un inedito cingolo 165” e una altezza dei «denti» da 3” che consente di arrivare dove prima non si poteva neanche immaginare.
Non ci sono parole per descrivere la nuova Summit x 850 e-tec; per capirlo Intercom Dr. Leitner consiglia di visitare uno dei concessionari, una rete di operatori preparati e professionali pronti a consigliarvi il mezzo più idoneo al vostro utilizzo. Degno di nota per il rapporto qualità, prezzo e affidabilità è lo «Skandic WT 550». Un modello lavorativo che continua ad avere il suo seguito di richieste ad un prezzo più che competitivo.

Yanase: le frese neve
per i professionisti
Anche se nella passata stagione la neve si è fatta attendere, buoni risultati sono arrivati anche dalle frese neve. Intercom dr. Leitner è distributore in Italia del marchio Yanase che quest’anno ripropone il modello di punta con un doppio tamburo anteriore, motorizzazione diesel da 42 CV e 1,2 m. di larghezza fresa. L’intera gamma è caratterizzata dall’idrostatica, dall’allestimento con i cingoli e si concentra su un pubblico professionale o comunque molto esigente. Chiamate per avere maggiori informazioni sull’intera vasta gamma di frese offerte.
www.leitner.it

 

 

Created: Venerdì, 23 Settembre 2016 08:27
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Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Sulla neve senza problemi,
con la forza di uno Sherpa

Il modello 1.6L Ti-VCT a 16 valvole è l’ammiraglia della flotta di motoslitte prodotte dall’azienda vicentina dei fratelli Vedovato, la macchina più avanzata della gamma bi-cingolo dotata di caratteristiche uniche, prestazioni d’eccellenza, stabilità e guidabilità garantite anche sulle pendenze più impegnative. A questo nesso altamente professionale si possono abbinare attrezzature intercambiabili che offrono agli operatori molteplici possibilità di utilizzo

Anche per l’inverno 2016/17 Alpina conferma al vertice della gamma bi-cingolo il modello Sherpa 1.6L Ti-VCT 16-valvole, una motoslitta professionale dalle caratteristiche uniche e dalle prestazioni impareggiabili. I suoi punti di forza sono il doppio cingolo da 500 mm. x 3968 mm. e lo sterzo a due pattini, capaci di garantire la massima trazione e stabilità su tutte le nevi pur con insuperabili doti di manovrabilità e agilità. Il baricentro basso e ben posizionato le conferisce un’ottima stabilità sulle pendenze più impegnative, sui passaggi in diagonale e in neve fresca, assicurandole in fase di traino un comportamento neutro con un’ottima manovrabilità. Il motore 4-tempi / 4-cilindri da 1600 cc eroga la considerevole potenza di 115 cv. in tutta rilassatezza grazie alla distribuzione a 16 valvole con fasatura variabile (VCT) con conformità alle norme automotive Euro-5 / EPA. Dunque, Alpina Sherpa 1.6L Ti-VCT 16V si propone come la più qualificata macchina polivalente nel settore professionale in grado di offrire sia le doti di potenza e affidabilità di un moderno battipista che la maneggevolezza e il comfort di una motoslitta veloce nel massimo rispetto dell’ambiente. La macchina è ovviamente predisposta per l’impiego di diverse attrezzature intercambiabili, che ricordiamo qui sotto di seguito, appositamente studiate per far fronte ai più tipici impieghi del settore professionale.

Apparato fresa-tracciapista F-250 :
per lo sci di fondo ma non solo  
Si tratta di un accessorio appositamente studiato per i modelli Sherpa 1.4L e 1.6L Ti-VCT destinato alla battitura e alla manutenzione delle piste per lo sci di fondo (ma estremamente efficace anche per la preparazione delle piste naturali di slittino, piste pedonali e piste baby da sci alpino) che garantisce qualità top del binario da tecnica classica ed estrema accuratezza nell’esecuzione della corsia da skating. Il tracciatore per la tecnica classica, dotato di sollevamento elettrico con precarico a gas e di traslatore laterale, è una delle grosse novità di Alpina, la quale per questo progetto ha messo a punto un esclusivo sistema (Vibra-Cut) in grado di realizzare un binario preciso e compatto con ogni condizione di neve. La macchina è predisposta per il montaggio di uno o due tracciatori indipendenti, per doppi binari paralleli. I comandi della F-250 vengono azionati dalla consolle retroilluminata installata a bordo della SHERPA che comunica tramite il sistema ADCN (Alpina Digital Control Network).

Barella per soccorso SRK:
interventi possibili sempre e dovunque
È l’apprezzato sistema per il soccorso in pista (Safe Rescue Kit), con barella autolivellante che si installa direttamente a bordo della SHERPA per il recupero di feriti lungo piste anche molto ripide, che elimina i rischi derivanti dall’utilizzo di rimorchi o toboga al traino. Il sistema si installa e si rimuove in meno di 5 minuti, rendendo la Sherpa immediatamente disponibile per tutti gli altri utilizzi tipici.

Rimorchio Transalp Bus:
da sei a nove posti in compagnia
Al vertice per le sue doti di sicurezza e comfort (grazie alle sospensioni ad assorbimento progressivo, al sistema anti-dive, ai sedili anatomici con cinture di sicurezza e alle protezioni Rops) è configurabile in versione a 6 o a 9 posti (conversione resa possibile anche successivamente all’acquisto), e può essere equipaggiato con kit parabrezza + hard-top in policarbonato trasparente e portasci posteriore con capienza fino a 9 paia. Simpatico e di notevole impatto l’allestimento «Ski-School» dedicato alle scuole-sci, con la grafica personalizzabile secondo le richieste del cliente, mentre è di sicuro interesse per tutte le ski area e i rifugi la versione destinata al trasporto dei disabili.

Ulteriori informazioni sulla gamma 2017 e su tutte le novità sono disponibili sul sito ufficiale ALPINA all’indirizzo:
www.alpina-snowmobiles.com