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Tag: Osservatorio Turistico

Created: Domenica, 29 Gennaio 2017 08:27
Hits: 355
Category: Portfolio
Tags: Osservatorio Turistico
Salvo eccezioni, da fine novembre a inizio gennaio l’innevamento naturale non è stato particolarmente favorevole su buona parte dell’arco alpino. Dopo le precoci precipitazioni di metà novembre una cappa di alta pressione si è stabilizzata per circa due mesi ma, per fortuna, le basse temperature hanno consentito agli impianti di innevamento tecnico di «sparare» a pieno regime fin da subito garantendo l’apertura degli impianti e la fruizioni di piste perfettamente innevate fin dagli inizi di dicembre.  Grazie agli enormi investimenti sulla tecnologia per la produzione di neve tecnica anche quest’anno, per gli impiantisti e gli operatori dell’indotto turistico, il fatidico «collo di bottiglia» delle feste di fine anno si è potuto riempire con un bilancio quasi per tutti positivo o, nella peggiore delle ipotesi, «non del tutto negativo». Vediamo come sono andate le cose nelle maggiori aree sciistiche dell’arco alpino

VALLE D’AOSTA
Passaggi e presenze in rialzo da Cervinia a Courmayeur
Ferruccio Fournier, presidente dell’Associazione valdostana impianti a fune (AVIF) precisa che la stagione invernale dello sci in Valle d’Aosta ha preso avvio il 17 ottobre con l’apertura della parte alta del comprensorio di Cervinia-Zermatt e grazie alle abbondanti nevicate di fine novembre tutte le principali stazioni sciistiche valdostane hanno potuto aprire, con comprensori pressoché integralmente praticabili, già dal 26 novembre. Le piogge e le temperature in rialzo che hanno caratterizzato l’inizio dicembre hanno, in parte, compromesso i tracciati alle quote più basse e le piste di rientro; tuttavia con l’arrivo di una successiva perturbazione di aria fredda e l’utilizzo dei sistemi di innevamento programmato è stato possibile ovviare e recuperare tali criticità garantendo agli sciatori, già a partire dal periodo pre-Natalizio, condizioni perfette dei tracciati con i comprensori aperti per il 95% della loro estensione. Grazie all'ottimo innevamento dei 22 comprensori valdostani, nel periodo compreso tra l'apertura delle piste e l'Epifania, l’affluenza degli sciatori è stata considerevole. Infatti, rispetto alla media degli ultimi tre anni, si sono registrati un +24% delle giornate sci e un +33% del fatturato; in merito ai maggiori incassi va tuttavia segnalato che, in questo avvio di stagione, le stazioni hanno potuto applicare la tariffa piena in quanto i comprensori fin da subito sono stati interamente agibili mentre, nelle stagioni precedenti, a causa di una generale carenza di neve i comprensori erano parzialmente aperti e le società avevano adottato una riduzione del costo dello skipass. Fournier evidenzia infine che, nei primi giorni dell’anno, la pista del Ventina di Cervinia è stata premiata come la terza pista di sci più bella del mondo (meglio ci sono solo « The Stash » ad Avoriaz (Francia) e « Dave Murray Downhill » a Whistler (British Columbia, Canada). È quanto emerge dalla classifica stilata dall'emittente televisiva Cnn, che ha giudicato le migliori 100 piste di sci a livello internazionale. La graduatoria finale si basa sulle opinioni di Andrew Weibrecht, membro della Nazionale statunitense di sci alpino e medaglia olimpica, di John Stifter, redattore della rivista statunitense 'Powder', del freerider Mike Douglas, e di Nicola Iseard, direttore della rivista Fall Line.

PIEMONTE/VIA LATTEA
Cresce la fiducia dopo un dicembre da record
Un innevamento eccellente delle piste, un paesaggio prettamente invernale e il successo, con annessa vetrina mediatica internazionale, della Coppa del Mondo di sci alpino a Sestriere. Questi gli ingredienti che hanno fatto la differenza a livello di stazioni turistiche invernali per il comprensorio sciistico della Vialattea, letteralmente preso d’assalto durante le festività natalizie da decine di migliaia di turisti. E che differenza! «Era almeno un ventennio che non si registrava un inizio di stagione come questo - ha commentato soddisfatto dopo l’Epifania l’Ing. Giovanni Brasso, Presidente della Sestrieres Spa -  Ad oggi abbiamo venduto circa mezzo milione di giornate di giornate sci, tra giornalieri, plurigiornalieri e stagionali». Le vacanze natalizie hanno segnato a Sestriere e nel comprensorio sciistico della Vialattea un’affluenza da record con il tutto esaurito in molte località. Durante il giorno i rifugi sulle piste sono stati meta di tantissimi sciatori come anche bar, ristornati, pub, pizzerie in centro hanno lavorato a pieno regime con le prenotazioni per la cena in overbooking durante l’intero periodo. Successo anche per i locali notturni, dove il divertimento è proseguito sino all’alba, e per gli appuntamenti proposti a Casa Olimpia e al Rifugio La Stampa. Buona affluenza anche a Pragelato, destinazione dello sci nordico di Turismovialattea, con 35 km di piste da sci di fondo ben innevati, complici le temperature polari (-16°C il giorno dell’Epifania per la Pradzalunga) che si sono registrate a partire dai primi giorni del 2017. Sole e cielo azzurro hanno accompagnato il soggiorno dei turisti arrivati da ogni parte del mondo. Ad essi si sono aggiunti i proprietari di seconde case, tornati in massa a frequentare le montagne olimpiche durante il periodo natalizio. Adesso è tempo di tirare un po’ il fiato, giusto per qualche giorno. Passate le feste il contro esodo ha riportato la gente al lavoro ed i giovani sui banchi di scuola: tutti con ancora impresse nella memoria queste fantastiche giornate trascorse sulle piste della Vialattea. In molti hanno promesso di tornare presto, già il prossimo weekend, per calzare nuovamente gli scarponi e concedersi ancora emozionanti discese sulle piste del comprensorio olimpico. Cesana Torinese, Claviere, Pragelato, Sauze di Cesana, Sauze d’Oulx e Sestriere, ovvero le località che compongono il Consorzio Turistico dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, sono pronte per proseguire alla grande la stagione invernale.
Dopo l’Epifania, dall’8 al 29 gennaio 2017, il Consorzio Turistico Via Lattea ha proposto la formula Hotel/Residence+ Skipass. È il momento migliore della stagione, quello con le piste meno affollate e interessanti promozioni da 4 a 7 giorni a prezzi particolarmente convenienti a partire da 4 notti e 4 giorni di skipass a 228 euro a persona (in hotel a 2 stelle in bed & breakfast con sistemazione in camera doppia). Per il Capodanno ortodosso, nella notte fra il 13 ed il 14 gennaio, sono arrivati turisti dalla Russia da altri Paesi dell’Europa dell’Est. Dal 14 gennaio hanno preso il via le settimane bianche di privati e tour operator con i charter della neve che atterreranno a Caselle e in altri aeroporti del nord-ovest. C’è attesa anche per la settimana di Carnevale con il calendario scolastico della Regione Piemonte che apre allo sport con cinque giorni di riposo, dal 25 febbraio al 1 marzo, che possono essere dedicati allo sci come accade per molti studenti provenienti da altri Paesi. L’ultima proposta stagionale del Consorzio Turistico Via Lattea è «Neve Primavera», per sciare sino alle porte di Pasqua, con pacchetti turistici particolarmente convenienti dall’1 al 9 aprile 2017.

PIEMONTE/CUNEESE
Neve ottima e abbondante caduta dal cielo
Anche il Cuneese ha beneficiato di quelle abbondanti nevicate che hanno fatto delle Alpi Occidentali l’unica porzione delle Alpi dove, a fine anno 2016, la copertura nevosa degli skirama era prevalentemente naturale. Questa favorevole circostanza ha naturalmente incentivato la passione dei turisti sciatori che hanno contribuito a far segnare dei numeri record come il + 38% di passaggi che si è fatto registrare a Frabosa Soprana nella prima settimana del 2017 di gennaio rispetto alla prima settimana del 2016. Ecco una carrellata di testimonianze sull’andamento del primo scorcio di stagione nelle diverse località sciistiche del Cuneese:
Sergio Ferrando (Artesina)
Ad Artesina si è registrato un Natale senza grossa affluenza, un post-vacanza dal 26 di dicembre con un po’ più di gente, con proiezione di un tutto esaurito sul Capodanno (con forte richiesta per pernottamenti). Sorprendentemente, sono pervenute tantissime richieste di pernottamenti dal 2 all’8 di gennaio, richieste che vanno in controtendenza rispetto agli anni passati quando, dopo il Capodanno, si andava in flessione. Nella settimana dell’Epifania  si è prospettato il tutto esaurito.
Gianluca Oliva (Prato Nevoso)
A Prato Nevoso nelle vacanze di Natale si sono avuti almeno 200mila persone con buone presenze anche nelle seconde case. Particolarmente incoraggianti i numeri legati agli impianti con mezzo milione di passaggi accumulati tra la vigilia di Natale e l'Epifania che hanno contribuito in maniera decisiva anche al successo del Mondole, il più grande comprensorio sciistico del Cuneese. «Siamo molto soddisfatti per i risultati ottenuti. il modo migliore per festeggiare un compleanno importante come quello dei 50 anni - dice Gianluca Oliva amministratore di Prato Nevoso spa -. Mi piace in particolare ricordare la notte di Capodanno che ha richiamato in Conca più di ventimila persone confermandosi l'evento più seguito sulle montagne del Nord Ovest».
Luca Defilippi (Hotel Miramonti-Frabosa Soprana)
Per il weekend di Capodanno abbiamo registrato il tutto esaurito. Straordinariamente, dal 1° all’8 di gennaio, abbiamo registrato un significativo +38% rispetto alla stessa settimana del 2016.
Francesco Ferrari (Hotel La Piazzetta - Limone Piemonte)
Fino al 27/28 di dicembre, le prenotazioni erano poche; poi, all’ultimo, l’Hotel si è riempito per il capodanno. La tendenza pare sia quella di prenotare l’albergo all’ultimo, tenendo in considerazione meteo e disponibilità economiche di fine anno/mese. (Intervista telefonica del 29 dicembre).
Costantino Catto (Residence Limone e Hotel Principe-Limone Piemonte)
Per il periodo delle vacanze di Natale siamo molto migliorati rispetto all’anno passato, grazie alla presenza della neve ed all’apertura degli impianti sciistici. All’Hotel Principe abbiamo registrato un tutto esaurito fino all’8 gennaio, mentre il Residence Limone Palace era completamente prenotato fino a Capodanno, con un 80% di occupazione nella settimana dal 1° all’8 gennaio 2017.
Giulia Robaldo (San Giacomo di Roburent) Alla stazione sciistica di Sangiacomo-Cardini Ski si è registrata una buona affluenza di sciatori nel fine settimana. La speranza è che l’afflusso si possa spalmare per lo meno la prossima settimana, fino all’8 di gennaio.

VALTELLINA
Il bicchiere mezzo pieno a costo di alti costi
Neve naturale poca, impegno organizzativo tantissimo. In tutta la Valtellina, da Ovest a Est, dalla Val Chiavenna a Livigno passando per la Valmalenco, le precipitazioni naturali sono state avare ma, anche a costo di enormi sforzi, non è stata fatta mancare la neve programmata per consentire ai turisti invernali la pratica del loro sport preferito. A Madesimo la stagione è partita bene con piste preparate già dal 19 novembre grazie alla prima nevicata della stagione, fatto che ha permesso agli appassionati di sciare presto sulle piste del Groppera. Però da quella data in poi, purtroppo, il meteo non ha aiutato, come è successo per la quasi la totalità dell’arco alpino, e solo grazie al buon lavoro della società degli impianti si è comunque riusciti a mantenere ed offrire piste in condizioni perfette. I turisti hanno molto apprezzato la qualità dello sci che unita alle belle giornate di sole hanno prodotto una nuova forma di vacanza che prevedeva sia lo sci che  escursioni sugli Andossi o pedalate in fat bike.  Gli alberghi che avevano registrato il tutto esaurito per le feste di Natale e Capodanno hanno subito qualche cancellazione principalmente dovuta alle condizioni di scarso innevamento generale. Ma sono positivi i numeri previsti per febbraio.
Bicchiere mezzo pieno in Valmalenco nonostante sull’Alpe Palù e dintorni la neve naturale sia scesa dal cielo soltanto tra il 7 e l’8 novembre imbiancando però con un buon strato le quote sopra i 2000 mt. Poi, come altrove, le temperature certo non rigide come quelle che sarebbero giunte agli inizi di gennaio ma comunque sufficienti a consentire le condizioni per sparare neve artificiale hanno consentito l’accensione degli impianti di innevamento e l’apertura di tutti e dieci gli impianti per servire i 50 km di piste dello skirama (tranne la «Gustavo Thöni») già a Sant’Ambrogio. «Non ci possiamo lamentare – dice  Lino Lenatti, direttore della società Funivie al Bernina – perché le temperature favorevoli e il bel tempo hanno spinto la clientela ad una frequentazione stabile della nostra località senza gli alti e bassi che si verificano quando il tempo è variabile. Tra l’Immacolata e l’Epifania è andata comunque decisamente meglio rispetto all’anno scorso con un 20% in più di passaggi, ma il dato è relativo solo a questo rapporto con il periodo disastroso di fine 2015. Se dovessimo fare una relazione con altre stagione più normali saremmo sotto di qualche punto».
A Bormio ha nevicato solo a metà novembre e solo a partire da quota 2000, in maniera insufficente per preparare le piste. Nonostante questo, grazie all’innevamento tecnico, gli impianti sul Vallecetta sono stati aperti il 3 di dicembre, quelli di San Colombano il 20 dicembre.  A Bormio l’impianto di innevamento programmato, che conta 170 generatori di neve, ha prodotto 680 mila metri cubi di neve tecnica dagli inizi di dicembre all’Epifania coprendo i due milioni di metri quadrati della skiarea su cui sono state preparate i 50 km di piste battute, tra le quali la mitica «Stelvio».  Le temperature non particolarmente favorevoli e il forte vento che ha caratterizzato alcune giornate soprattutto alle quote più alte non hanno certamente aiutato ma nel complesso il bilancio è stato positivo, soprattutto se rapportato alla drammatica situazione della stagione precedente, anche se a costo di elevati impegni economici. «Buono il periodo dell’Immacolata – dice Valeriano Giacomelli della Società SIB  Bormio – discreto anche il periodo prenatalizio con un incremento  di passaggi del 15% rispetto al dicembre 2015. Questa è una stagione tutta da inventare, da vivere giorno dopo giorno, con costi di gestione molto elevati.  Noi non abbiamo ad esempio un grande bacino di acqua che garantisca la risorsa idrica necessaria per  innevare artificialmente lo skirama in tempi brevi. Dobbiamo pompare il 70% dell’acqua necessaria dal fondovalle. Ad oggi (15 gennaio n.d.r.) solo in energia elettrica abbiamo speso un milione di Euro, di cui il 60% destinato all’alimentazione dell’innevamento programmato».

ADAMELLO SKI
Inizio con il «segno più» tra Lombardia e Trentino
Positivo il bilancio di Adamello Ski a conclusione del periodo delle feste di fine anno, dal ponte dell’Immacolata all’Epifania. I dati ed il confronto in percentuale rispetto allo stesso periodo della stagione invernale 2015/2016 dicono che si è realizzato un + 13%  relativamente ai primi ingressi,  si sono contati 2,8 milioni di passaggi sulle nostre piste (+15%), si è ottenuto il + 16% Skipass venduti. In particolare gli skipass da 1 e da 2 giorni hanno fatto registrare un aumento del 22%, dovuto sicuramente alla promozione dello skipass online che fino al 23 dicembre era in vendita a 25 Euro e alla massiccia affluenza di turisti italiani provenienti dalle città di prossimità.  La prima parte della stagione 2016/2017 è stata caratterizzata (come pure la stagione precedente, dove la prima nevicata è stata quella del 10 gennaio 2016) dall’assenza di precipitazioni nevose, alla quale si è sopperito grazie ai sistemi d’innevamento programmato, dei quali l’intera ski area Pontedilegno-Tonale è dotata. All’Immacolata il 50% delle piste era aperto e si è avuto un ottimo Natale con il 70% delle piste aperte; a metà gennaio sono aperte 38 piste su un totale di 41.  Oltre ai grandi sforzi messi in campo per garantire al più presto la sciabilità sul maggior numero possibile di piste e alle speciali promozioni sugli skipass, Adamello Ski sta suscitando l’interesse degli sciatori anche grazie a nuovi ed importanti investimenti: la cabinovia Presena ha sostituito una vecchia seggiovia e due sciovie e collega Passo Paradiso (2.585 m) a Passo Presena (3.000 m) in soli 7 minuti e due nuovi rifugi, sempre sul ghiacciaio, che apriranno a breve. Capanna Presena, a quota 2.700 m, sostituisce il rifugio precedente e ospita al suo interno anche 5 camere con servizi ed un piccolo ma grazioso centro benessere, mentre Panorama 3.000 Glacier è uno speciale sky bar a 3.000 m dove si potranno gustare le bollicine delle cantine Ferrari di Trento, ammirando il Presena da un lato e il Pian di neve dall’altro, da una posizione davvero privilegiata.


VENETO
CORTINA/RA VALLES-COL DRUSCIÈ
La stagione è iniziata con poca neve naturale ma almeno un po' di freddo che ha permesso di innevare le piste. Pertanto si è potuta garantire l’apertura al  6 dicembre, la stagione è andata bene fino ad ora, anche perché il turista incomincia a vedere la montagna in inverno non soltanto per lo sci, ma anche per la possibilità di stare all’aria aperta, godersi le giornate di sole, passeggiare e rilassarsi. La sfida è stata colta aprendo durante le vacanze natalizie la funivia che porta fino a Cima Tofana e il cliente invernale ha risposto positivamente! A Cortina si augurano che la neve arrivi presto e che i turisti, specie quelli stranieri, privilegino la località per trascorrere sulla neve le settimane o weekend bianchi. Sta comunque venendo avanti una riflessione che anche nel settore impianti è abbastanza evidente.  Il futuro dovrà essere ripensato  in termini di ulteriori opportunità di svago, sport e divertimento in montagna al di là dello sci.

CIVETTA
Un superlavoro per un bilancio di luci e ombre
Dopo una prima parte di novembre caratterizzata da clima molto freddo, il successivo repentino innalzamento delle temperature ci ha fatto temere per l’ennesimo inizio di stagione in salita. Tuttavia, grazie all’enorme sforzo di uomini e mezzi messo in campo dallo Ski Civetta, la stagione invernale 2016/17 è partita bene con l’apertura di tutti i collegamenti già dal ponte dell’Immacolata. Rispetto alla scorsa stagione abbiamo quindi potuto far registrare, sin da subito, un segno positivo che è rimasto tale sino ad oggi sia per quanto riguarda la vendita di skipass Ski Civetta che Dolomiti Superski. Tuttavia la mancanza di neve naturale, nonostante le ottimali condizioni delle piste, ha un effetto assai negativo sulle presenze sia stanziali che pendolari. Questo è ancor più vero per quanto riguarda il mercato italiano che, anche in periodi chiave come le vacanze di Natale o dell’Immacolata, ha ridotto sia la durata che la frequenza delle presenze e si caratterizza per una schiera sempre più nutrita di non sciatori. Detto questo, tenendo dunque in debita considerazione l’aumento prezzi che si attesta mediamente al 3% ogni anno e confrontando gli attuali incassi con quelli di una stagione «normale» il risultato non può essere considerato entusiasmante. Se a questo aggiungiamo il costo esorbitante sostenuto dalle società impianti per l’innevamento, diventa obbligatoria una seria riflessione per l’intero comparto funiviario in merito a quello che potrà essere il futuro del settore.

ALPE LUSIA/SAN PELLEGRINO
Nonostante le difficoltà evidenti la stagione invernale 2016/17 ha avuto una partenza importante grazie al super lavoro realizzato sulle piste dalle società impianti e già per il Ponte dell’ Immacolata il consorzio Alpe Lusia San Pellegrino è riuscito ad aprire i collegamenti sci ai piedi garantendo così delle entrate positive sugli anni precedenti. La mancanza di neve poi, per le vacanze di Natale, ha condizionato le presenze alberghiere e soprattutto i pendolari, portando così i fatturati a fine vacanze Natalizie in linea con quelli della scorsa stagione. Se consideriamo che il prezzo dello skipass è aumentato del 3% possiamo dire che i fatturati ad oggi sono in negativo. Inoltre dobbiamo aggiungere gli alti costi dell'innevamento che incidono in modo importantissimo sui bilanci.

ARABBA MARMOLADA
L’inizio della stagione invernale 2016/2017 ha visto un importante dispiegamento dell’innevamento programmato e, nonostante la mancanza di neve naturale, le piste erano tutte pronte per il Ponte dell’Immacolata. Fatto che sicuramente ha dato una bella immagine del comprensorio e ha portato a registrare alla fine delle vacanze Natalizie un + 6% di incassi e un + 12.8% di passaggi. Ovviamente questi dati non devono far dimenticare i considerevoli costi necessari a mantenere le piste perfettamente innevate. Inoltre, si è notato una diminuzione netta dei giorni di permanenza nelle strutture alberghiere di Arabba e Marmolada e una sensibile riduzione del n. di giorni consecutivi di acquisto skipass.

DOLOMITI SUPERSKI
Partenza alla grande con «apertura» anticipata
Dal 26 novembre 2016, giorno d'inizio ufficiale della stagione invernale di Dolomiti Superski, al 6 gennaio 2017, festività dell'Epifania, si è registrato un +4% in termini di giornate skipass vendute con un +5% di passaggi complessivi, relazionati allo stesso periodo dell'anno precedente, che si era concluso con risultati da record per il comprensorio sciistico delle Dolomiti. Grande è la soddisfazione dei responsabili di Dolomiti Superski, che, analizzando questi risultati parziali, identificano una serie di fattori e motivi che hanno contribuito in maniera decisiva al loro raggiungimento, pur essendo stato un inizio di stagione difficile, senza neve naturale e con le date delle vacanze di Natale e Capodanno non proprio ottimali:
• grazie alle numerose giornate e nottate di freddo ad inizio novembre 2016, si è potuto iniziare presto e bene con l'innevamento programmato delle piste, raggiungendo così un buon indice di copertura per l'inizio di stagione il 26 novembre 2016 (40 impianti di risalita e 73 km di piste aperti), permettendo anche l’apertura anticipata di numerosi impianti e piste
• apertura del Sellaronda già nel primo weekend di dicembre 2016, fatto storico mai accaduto da quando esiste il Dolomiti Superski. E ciò è ascrivibile in gran parte alla costanza negli investimenti per sviluppare, potenziare e ottimizzare gli impianti di innevamento programmato, che ad oggi garantiscono la copertura del 97% dei 1.200 km di piste di Dolomiti Superski. Per la sola stagione 2016-17 sono stati investiti 20 milioni di Euro in innevatori, condotte, sale macchine, impianti elettrici e bacini di raccolta idrica in diverse zone sciistiche di Dolomiti Superski
• il ponte dell'Immacolata, che in questa stagione è caduto a pennello, ha invogliato tanta gente a concedersi qualche giorno sulle piste da sci. Tra il 26/11 e l’11/12 si registrano +11,5% di passaggi complessivi e +7,4% di primi ingressi complessivi, a dimostrazione dell’ottima sciabilità fin dall’inizio di stagione. Ha sicuramente contribuito a ciò anche la gettonata promozione di inizio stagione „Dolomiti Super Première“, da quest'anno digitalizzata al 100%, con una giornata di alloggio e skipass in omaggio e condizioni particolari per il noleggio dell'attrezzatura e per la scuola sci, da 4 giorni di vacanza prenotati in poi, valida da inizio stagione al 24/12
• le piste innevate alla perfezione hanno riscosso tanto riconoscimento da parte della clientela, che ha potuto fruire di ben 1.000 km di piste e quasi 400 impianti di risalita aperti sotto Natale, in combinazione con tempo soleggiato e mite che ha reso le sciate e le soste in terrazza dei 400 rifugi a bordo pista particolarmente invitanti e piacevoli
• l'offerta di piste perfette in notevole quantità ha invogliato la clientela all'acquisto di skipass stagionali, in aumento sia come tessere Dolomiti Superski che di valle, il che si traduce anche in un maggiore numero di passaggi ai tornelli realizzati dagli appassionati
• il marketing mix capillare implementato prima e durante l'inizio di stagione, con servizi televisivi in diretta dalle piste delle Dolomiti, andati in onda sui maggiori TG nazionali, la comunicazione internazionale a mezzo stampa, la pubblicità online, le campagne sui Social Media, alla radio e sugli altri canali di comunicazione di massa, ha contribuito a lanciare il messaggio «si scia perfettamente sulle piste di Dolomiti Superski», recepito dalla clientela
• le ben quattro gare di Coppa del Mondo di sci in Val Gardena e in Alta Badia, nonché altre competizioni di sport invernali trasmesse dalle stazioni televisive internazionali e nazionali, hanno messo in luce il grande lavoro di innevamento messo in atto dagli operatori per garantire lo svolgimento di tali eventi e di conseguenza anche per la fruizione delle piste da parte degli appassionati di sci
•  il grande ed importante lavoro svolto dagli oltre 3.000 collaboratori e collaboratrici di Dolomiti Superski in tutti i settori dell'attività e da quello dei ben 10.000 esercizi alberghieri e gastronomici, che concorrono a creare il prodotto e l'emozione unica di una vacanza sulle Dolomiti, assieme alle scuole di sci, ai noleggi sci, ai rifugi e a tutti gli altri attori della filiera turistica
• e non da ultimo l'appeal naturale delle montagne più belle del mondo, le Dolomiti, dal 2009 Patrimonio Mondiale UNESCO e da sempre ambite dall'uomo come meta
Dopo le festività inizia tradizionalmente il periodo delle cosiddette «settimane bianche», che si protrarranno fino a metà marzo e le nevicate di metà gennaio hanno portato un po'di sollievo dal punto di vista panoramico, il che invoglia ancora di più a passare qualche giornata immersi nella natura imbiancata e godersi la vasta offerta di piste nelle 12 valli delle Dolomiti. E che questa voglia ci sia lo dimostrano anche i 45.000 appassionati che si sono iscritti gratuitamente alla sezione personale MYDOLOMITI del sito internet di Dolomiti Superski, dove possono personalizzare e gestire la propria esperienza sulle piste, condividere le emozioni con familiari ed amici e utilizzare servizi online utili e dilettevoli, come per esempio il Performance Check e il Wellbeing Factor.

 

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Hits: 561
Category: Portfolio
Tags: Osservatorio Turistico
La metodologia di lavoro

Per la Ricerca «Carnevale in montagna – dove si trova posto, quanto si spende» l’analisi è stata condotta nel periodo 3/10 febbraio 2017 attraverso elaborazioni e stime di JFC in base alle seguenti fonti:
• analisi delle offerte di Carnevale – richiesta diretta: questa fase di analisi è stata svolta inviando richiesta diretta e circostanziata sul periodo, offerta e nucleo familiare alla totalità delle strutture ricettive operanti nelle 61 destinazioni turistiche monitorate da Skipass Panorama Turismo, procedendo poi all’elaborazione delle risultanze ottenute sulla base di 1.546 risposte di operatori del sistema ospitale ricettivo alberghiero della Montagna Bianca Italiana, localizzati nelle 61 destinazioni italiane del Panel di Skipass Panorama Turismo;
• analisi dirette delle offerte di Carnevale – richiesta indiretta: questa fase di analisi è stata svolta inviando richiesta circostanziata sul periodo, offerta e nucleo familiare ai siti/portali operanti a supporto del territorio nelle 61 destinazioni turistiche monitorate da Skipass Panorama Turismo, procedendo poi all’elaborazione delle risultanze ottenute sulla base di 631 risposte di operatori del sistema ospitale ricettivo alberghiero della Montagna Bianca Italiana;
• valutazione delle offerte di Carnevale: questa fase di analisi è stata svolta analizzando le offerte esistenti per periodo, offerta e nucleo familiare sui siti/portali operanti a supporto del territorio nelle 61 destinazioni turistiche monitorate da Skipass Panorama Turismo, procedendo poi all’elaborazione delle risultanze ottenute sulla base di 84 risultati conformi;
• studi e rilevazioni Skipass Panorama Turismo;
• banca dati JFC.
Team di Ricerca: Massimo Feruzzi, Lorenzo Ghetti, Monica Valbonesi.

Insieme al periodo delle festività a cavallo di dicembre e gennaio (Natale, Capodanno, Epifania), e alla settimana pasquale (aprile), il Carnevale di fine febbraio/inizio marzo è «il terzo polo» cruciale della stagione invernale per l’economia della montagna bianca. Dopo gli altri due è questo, da sempre, il periodo che regista la maggiore percentuale di occupazione, con un conseguente incremento anche dei prezzi. In attesa di avere il «report» di come è andata quest’anno, pubblichiamo lo studio che Skipass Panorama Turismo, l’Osservatorio Italiano del Turismo Montano, ha elaborato in sede previsionale analizzando, a circa due settimane dalla «classica» settimana di Carnevale (inizi di febbraio), quale sia stata la situazione in termini di prenotazioni, prezzi, offerte, indice di occupazione, etc. del sistema ricettivo operante nelle 61 destinazioni sottoposte a monitoraggio1. In questo studio, oltre a previsioni che sarà interes sante verificare a posteriori, sono comprese valutazioni generali riguardanti questa particolare porzione del calendario invernale che meritano di essere considerate.

Sono ottimi gli indici di occupazione
«Il periodo di Carnevale si conferma, anche quest’anno, con ottimi indici di occupazione – afferma Massimo Feruzzi, Amministratore Unico di JFC e responsabile di Skipass Panorama Turismo – se si considera che già oggi il 21,2% delle strutture a livello nazionale si dichiara sold out. Anche per questo motivo nel periodo 25 febbraio/5 marzo il sistema turistico della Montagna Bianca Italiana incasserà circa 100 Milioni di Euro al giorno, per complessivi 905 Milioni 814mila Euro. Vi è comunque ancora disponibilità, ma una famiglia (2 adulti e 1 bambino) che volesse trascorrere la settimana di Carnevale sui campi di sci deve mettere a budget 2.004,00 Euro2, per il solo soggiorno». Il primo dato che emerge è chiarissimo: nel periodo di Carnevale le promozioni «si bloccano». Basti pensare che solo l’1,6% delle strutture ricettive3 propone, in questo periodo, anche l’offerta «skipass incluso»: tutte le altre escludono l’offerta a priori.
Altro dato interessante riguarda l’occupazione4. Infatti, sempre facendo riferimento alle strutture ricettive analizzate, emerge che:
• a livello nazionale vi è ben il 21,2% delle strutture ricettive che segnano il sold out per la settimana di Carnevale;
•  tale indice decresce gradualmente spostandosi dalle località delle alpi centrali (Trentino Alto Adige: 29,3%) a quelle delle alpi occidentali (26,9%) sino a quelle delle alpi orientali (5,7%), per poi diminuire ancora di più per quanto riguarda le strutture delle località appenniniche (2,3%);
• sono le strutture classificate 4 stelle quelle che segnano le maggiori percentuali di «tutto esaurito» per il periodo (27,5%).
Tra le località alpine, quelle che segnano gli indici di occupazione più alti per il periodo, sono quelle della Provincia di Trento (73,1%), mentre quelle con gli indici di occupazione più bassa sono quelle del Friuli Venezia Giulia (51,7%)5: qui vi è anche una delle poche località italiane – Tarvisio – dove è possibile trovare, per Carnevale, offerte di alloggio con skipass incluso.

I prezzi variabili della settimana bianca
Ma quanto spende una famiglia italiana per trascorrere la settimana di Carnevale (dal 25 febbraio al 4 marzo) sulle piste delle nostre località montane?
Dalla rilevazione emerge che un nucleo familiare composto dai genitori e da un figlio di età inferiore agli 8 anni deve prevedere una spesa media per il solo soggiorno – con trattamento di mezza pensione – pari ad Euro 2.004,00. Prezzo che ovviamente varia a seconda della categoria della struttura ricettiva prescelta, infatti:
• il prezzo medio, a livello nazionale, per il nucleo familiare che sceglie un hotel 2 stelle è pari ad Euro 1.184,00 (sempre con trattamento di mezza pensione);
• per chi preferisce un hotel 3 stelle, il prezzo medio – sempre a livello nazionale – si assesta a 1.694,00 Euro (sempre con trattamento di mezza pensione);
• per un hotel di categoria 4 stelle, sempre con trattamento di mezza pensione, il prezzo per il soggiorno del nucleo familiare sale sino a 2.908,00 Euro (media a livello nazionale).
Riportando questa analisi sugli ambiti territoriali, emerge quale sia il territorio regionale più costoso per dormire e quello dove si spenderà di meno per la settimana di Carnevale6:
Alto Adige e Valle d’Aosta: le strutture turistiche che operano nelle località di questi due ambiti territoriali sono quelle dove è necessario spendere di più per soggiornare a Carnevale: 2.381,00 Euro come media in Alto Adige e 2.282,00 Euro in Valle d’Aosta, sempre come media. Si spende meno della metà per soggiornare in una struttura dell’arco appenninico, mentre – tra gli ambiti alpini – le località più economiche risultano essere quelle della Regione Piemonte e, a seguire, quelle del Friuli Venezia Giulia, sempre per il solo soggiorno in hotel con trattamento di mezza pensione (media regionale). Un’analisi, questa, che valuta solo il costo del soggiorno e non la qualità percepita ed offerta dalle strutture. È infatti utile ricordare, a tal proposito, come la «classifica delle destinazioni montane italiane» stilata da Skipass Panorama Turismo in previsione di questa stagione invernale7  abbia indicato nelle prime 10 posizioni - come «località con i migliori alberghi» – 3 località dell’Alto Adige (due delle quali in prima e seconda posizione) e 2 località della Valle d’Aosta. A questa spesa vanno ovviamente aggiunti i costi per lo skipass, come pure eventuali costi di noleggio attrezzature, maestri di sci, etc., ma anche le spese per attività ricreative, shopping, tassa di soggiorno (ove presente), etc.

Oltre 900 milioni di fatturato
Ma quanto vale questo periodo nella «bilancia» dell’economia turistica del settore, considerando turisti ed escursionisti sia italiani che stranieri?
La settimana di Carnevale «pesa» sulla bilancia turistica della Montagna Bianca Italiana per il 9,2% del totale del fatturato stagionale: nello specifico, nel periodo che da sabato 25 febbraio a domenica 5 marzo (considerando quindi anche questa domenica), Skipass Panorama Turismo stima un fatturato – per la Montagna Bianca Italiana – pari a 905 Milioni 814mila Euro, così suddivisi:
• 404 Milioni 950mila Euro il fatturato del sistema ospitale nella sua complessità di strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere;
• 399 Milioni 580mila Euro è il fatturato dei servizi quali noleggio attrezzature, maestri di sci, skipass ed impianti di risalita vari, etc., vale a dire i servizi collegati alla pratica delle discipline sportive sulla neve;
• 101 Milioni 283mila Euro è l’ulteriore fatturato generato da altri servizi quali ristorazione, commercio, attività ricreative e di divertimento, etc.
Quindi, in questo periodo (da sabato 25 febbraio a domenica 5 marzo) il sistema turistico nazionale della Montagna Bianca incasserà circa 100 Milioni di Euro al giorno.

Note
1 metodologia Skipass Panorama Turismo
2 valore medio nazionale
3 sul totale delle strutture analizzate – vedi metodologia
4 stato dell’arte in data 9 febbraio 2017
5 la media occupazione sul totale delle strutture ospitali è stata calNOTEcolata in data 9 febbraio 2017
6 valore ponderato e calcolato sulla totalità delle strutture ricettive rispondenti, senza differenziazione di classifica, con trattamento HB
7 rilevazione sul «mercato» realizzata attraverso 1.004 interviste CATI e 996 interviste CAWI ad italiani – vedi metodologia «Situazione Congiunturale Montagna Bianca Italiana – Inverno 2016-2017 – Previsioni e Tendenze»


 

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
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Category: Portfolio
Tags: Osservatorio Turistico
 

Tanta neve naturale sulle Alpi Occidentali, pochissima (o in certi casi addirittura niente…) sulle Alpi Centrali e Orientali. Risultati stellari con positività a due cifre da una parte, pareggi e salvataggi conquistati con le unghie e coi denti dall’altra. Da anni, ormai, si è acquisito il fatto che i cambiamenti climatici hanno condotto a stagioni che non hanno più la «normalità» di un tempo. In un balletto sempre più imprevedibile e ovviamente incontrollabile, tra carestie e sbalzi schizoidi di temperature, ogni anno è una sorpresa. Questa volta molto positiva per le Alpi Occidentali; problematica (come quasi sempre) per il resto della corona alpina e dell’Appennino tosco-emiliano. Senza parlare del Centro-Sud, dove ha nevicato fin troppo, complicando ulteriormente la delicata situazione socio-economica provocata dai disastrosi terremoti.  Ma è quasi ormai superfluo dire che, nei casi maggioritari di precipitazioni scarse o inesistenti, la parte del leone l’ha fatta l’innevamento tecnico, vitale àncora di salvezza per il turismo della montagna bianca

VALLE D'AOSTA
Numeri da record per una «stagione boom»

Per la Valle d’Aosta la stagione invernale 2016/17 si è conclusa in gloria a fine marzo per le località minori mentre i comprensori sciistici maggiori, ad esclusione di Cervinia  ed in parte del Monterosa ski che hanno chiuso il 1° maggio, hanno terminato la stagione subito dopo Pasqua.  In generale l’andamento turistico ed economico dell’inverno può definirsi più che positivo dal momento che, a partire da fine novembre, grazie alle nevicate che hanno interessato tutto il territorio Valdostano, tutte le località hanno potuto assicurare fin da subito  paesaggi incantevoli e piste perfettamente innevate grazie anche al continuo intervento migliorativo e manutentivo degli impianti di innevamento programmato. I dati relativi al fatturato lordo di biglietteria derivante dalla vendita dei biglietti e a quelli relativi ai primi ingressi sono abbondantemente positivi sia rispetto alla stagione scorsa sia rispetto a quelli della media delle ultime tre stagioni. Di questa stagione boom si è parlato ufficialmente nella riunione che si è svolta a fine aprile e alla quale hanno partecipato l’assessore al bilancio (Alberto Chatrian) e l’assessore al turismo (Claudio Restano) della regione Valle d’Aosta nonché Ferruccio Fournier, presidente dell’AVIF (Associazione Valdostana Impianti a Fune) . I numeri parlano da soli: a fine stagione,  gli incassi lordi di biglietteria sono pari a  poco meno di 82 milioni di euro, con un risultato percentuale positivo, rispetto alla stagione precedente del + 15% e del + 22% rispetto alla media delle ultime 3 stagioni invernali.  Sempre in termini aggregati, nei comprensori valdostani  i primi ingressi  sono stati di poco superiori a 3 milioni, con un incremento, rispetto all’ultima stagione del + 11% e del + 13 % riferito alla media delle ultime tre stagioni invernali. Al top fra i comprensori valdostani per numero di utenti continua a esserci Cervinia con 742 mila presenze (più 9%), seguita da Courmayeur con 506 mila presenze (e una crescita doppia sul primo posto, del 19 %). Monterosa Ski registra quasi 500 mila presenze a cui si devono aggiungere le 120 mila di Alagna (più 14%). Pila arriva a 495 mila (più 12) e La Thuile a 301 mila (più 16). La stazione cresciuta di più, con un aumento di presenze del 45 per cento rispetto agli anni scorsi è Rhêmes-Notre-Dame: «Gli investimenti fatti sul comprensorio hanno pagato – ha detto Fournier - e il risultato sono 37 mila presenze e 300 mila euro di fatturato». Calano invece, rispettivamente del 14 e del 5 %, Crevacol e Cogne che fanno parte della Pila Spa. 
«Al di là delle differenze tra le stazioni – ha continuato il presidente Avif - in generale siamo soddisfatti, ma bisogna pensare che per il futuro ci vogliono investimenti nuovi». Tra i punti su cui investire secondo i rappresentanti dei cinque grandi gruppi che gestiscono i comprensori valdostani ci sono in prima linea gli impianti di innevamento. «Sono loro alla base della gestione delle nostre piste – ha detto Fournier - e molti hanno più di 20 anni. Bisogna intervenire». «Anche perché – ha aggiunto Giorgio Munari, presidente di Monterosa Ski - fra 30 anni l'innalzarsi della temperatura che gli scienziati prevedono porterà alla sparizione del 60% delle società di impianti sciistici. Dove oggi spariamo con 6 cannoni, domani dovremo averne 60». Sugli investimenti, che secondo tutto il tavolo di discussione dovrebbero tornare a quota 30 milioni all'anno, come nel 2004, Albert Chatrian, assessore al Bilancio, ha detto: «L'incontro è stato fatto per capire quali sono le priorità. A oggi sia per il piano ordinario sia per gli investimenti straordinari non ci sono risorse disponibili. Dobbiamo aspettare l'approvazione, a giugno, del documento economico finanziario regionale». Claudio Restano, assessore al Turismo: «L'industria principale del sistema Valle d'Aosta è il turismo e gli impianti a fune sono un motore importante, trainante, con ricadute importantissime per il territorio. Questo primo incontro apre la via a una serie di altri tavoli a cui dovranno partecipare tutti gli attori del sistema».

PIEMONTE
«La migliore stagione degli ultimi anni»

Secondo il rapporto pubblicato dall’ARPIET (Associazione Regionale Piemontese delle Imprese Esercenti Trasporto a fune in concessione) la stagione 2016/2017 è  stata sicuramente una stagione da incorniciare per lo sci piemontese. Il meteo che lo scorso anno penalizzò questa parte dell'arco alpino quest’anno ha regalato abbondanti nevicate e il paesaggio imbiancato e le condizioni meteo quasi sempre perfette nei periodi giusti hanno favorito l’arrivo degli sciatori.  I dati raccolti dell’Osservatorio della Montagna che l’Arpiet ha creato con l’Ufficio Studi dell’Unione Industriale di Torino registrano, nelle località sciistiche associate all’Arpiet, un aumento del 29,9% degli skipass venduti (primi ingressi) rispetto allo scorso anno (2,4 milioni in tutto) ed un +35,5% del numero di passaggi che è stato pari a 26 milioni.  I ricavi totali da skipass, sempre nelle località sciistiche piemontesi associate all’Arpiet, nella stagione 2016/2017, sono stati pari a 49,5 milioni di euro, con un aumento del 31,3% rispetto alla stagione precedente e del 10,6% rispetto alla stagione 2014/2015. Il 70,1% dei ricavi si concentra nella zona del torinese, il 22,8% nel cuneese e il 7,1% nel nord-est della regione. L’occupazione è aumentata del 13,5% rispetto alla scorsa stagione, con un numero totale di 679 lavoratori impiegati direttamente dalle stazioni sciistiche (erano 598 l’anno scorso). In particolare sono aumentati del 19,3% i lavoratori stagionali. Considerando i flussi turistici, i dati dell’avvio della stagione 2016-2017 forniti da DMO Piemonte confermano la partenza positiva: il mese di dicembre 2016 ha registrato 50.847 arrivi e 158.887 presenze cioé +33% di arrivi e +37% delle presenze rispetto allo stesso periodo all’anno precedente. La stagione invernale 2015 / 2016 del territorio montano del Piemonte si era chiusa con +7% di arrivi e -12% di presenze: infatti, il territorio aveva risentito del calo dei flussi esteri che la crescita dei flussinazionali non è riuscita pienamente a compensare. «È stata una delle stagioni migliori degli ultimi anni e i dati lo dimostrano – dichiara Giampiero Orleoni, Presidente di Arpiet - La difficile stagione 2015-2016 ha spinto le stazioni sciistiche piemontesi a rafforzare la collaborazione ed il confronto con le Istituzioni e con gli attori del sistema neve per avviare progetti ed individuare strumenti per rafforzare il prodotto turistico montano invernale e rendere le nostre splendide montagne sempre più protagoniste. Abbiamo collaborato con gli Assessorati regionali all'Istruzione, Turismo e Sport all’Istituzione della Settimana dello Sport durante le vacanze di carnevale. E’ un’operazione in cui abbiamo creduto molto, che abbiamo sostenuto economicamente, permettendo a 1.200 bambini di trascorrere una giornata sulla neve, e sui cui siamo a pronti a scommettere anche nei prossimi anni. I dati sono stati molto positivi, durante la settimana dal 25 febbraio al 5 marzo, gli operatori hanno realizzato il 15% degli incassi di tutta la stagione, i ricavi da skipass sono passati dai 3,8 milioni della stagione 2015/2016 a 5,6 milioni, con un amento del 46,1% ed il numero di primi ingressi è aumentato del 50,2% (da 200.524 a 301.249), mentre il numero di passaggi segna un +57,0%, sfiorando i 3 milioni (2,99 contro gli 1,9 dell’anno precedente). Nei prossimi anni - prosegue Orleoni - lavoreremo su progetti strategici, per accrescere e migliorare la ricettività turistica montana e rinnovare gli impianti di risalita e di innevamento programmato, fondamentali per sopperire alla carenza di neve naturale».

LOMBARDIA
«Tenuta», «salvataggio», parole-chiave degli ultimi, critici inverni

Da Est a Ovest, dalla Valchiavenna all’Alta Valtellina, dalla Valsassina alle valli bergamasche e bresciane, l’inverno lombardo non è stato certamente prodigo di innevamento naturale e di condizioni meteorologiche ideali. Le parole «tenuta», «pareggio», «salvataggio» sono quelle che tengono aggrappate le società di gestione degli impianti di risalita alla speranza di continuare l’attività senza che il peso degli impegni economici per l’innevamento tecnico e l’andamento ondivago  della frequenza ne comprometta la redditività. «Quello appena trascorso – dice Massimo Fossati, presidente di ANEF Lombardia – è stato il terzo inverno critico consecutivo, tra i più problematici degli ultimi anni,  molto difficile per tutti, sia per i grandi che per i piccoli comprensori. Il problema più grosso è dato dalle bizzarrie climatiche che alternano alla carenza di  neve naturale improvvisi innalzamenti termici che quest’anno ci hanno impedito di chiudere la stagione in recupero sfruttando le uniche, serie nevicate di febbraio. Inutile dire che l’innevamento tecnico è stato una volta di più la ciambella di salvataggio per consentire l’apertura agli sciatori delle skiarea. Credo sia più che mai di attualità un impegno strutturale degli Enti locali nel sostegno all’attività impiantistica che alimenta le economie territoriali della montagna bianca. I margini di operatività delle società di gestione si stanno assottigliando, diventa sempre più difficile ritagliare risorse per gli investimenti. Devo dire che la Regione Lombardia ha cominciato a rispondere alle nostre esigenze. Negli ultimi quattro anni ha stanziato complessivamente 4 milioni di Euro per il sostegno alle spese per la produzione di neve tecnica, 1,8 milioni per l’ultima stagione. I rapporti tra ANEF Lombardia e la Regione, tramite l’assessore Antonio Rossi, sono ottimi e confidiamo che nel prossimo futuro portino ad una collaborazione ancora più efficace».
In Valchiavenna «gli ultimi due inverni sono stati critici per diversi fattori, innevamento naturale e temperature in particolare, quindi dobbiamo considerare anche la stagione 2016/17 di sostanziale tenuta, o addirittura positiva se consideriamo lo zero virgola qualcosa in più in termini di fatturato rispetto al 2015/16». Marco Garbin è il direttore generale della Ski Area Valchiavenna da cinque anni e dice che «il dato migliore della nostra skiarea è stato quello relativo alla stagione 2008/09 con sette milioni di Euro; considero una stagione buona, tale da consentire margini di investimento, quella con un fatturato a 6 milioni. I cinque milioni della stagione scorsa hanno consentito comunque un salvataggio nei conti e una sostanziale tenuta». Il «salvataggio» è la parola chiave degli ultimi anni per le stazioni sciistiche lombarde. Il comprensorio di Madesimo/Campodolcino ci è arrivato grazie a 246.000 primi ingressi per 2.798.000 passaggi e ad un impegno costante sul fronte dell’innevamento tecnico e nella sfida con i capricci climatici. I suoi 60 km di «piste commerciali» (come le chiama correttamente Garbin per non barare inutilmente) hanno accolto la prima neve naturale a novembre per vederla sparire immediatamente dopo a causa di una settimana di pioggia. L’impianto di innevamento che copre i percorsi tra i 1500 e i 2200 metri di quota ha fatto comunque il suo lavoro consentendo l’apertura degli impianti il 28 di novembre. Si è andati avanti benino per le Feste e si è avuto un ottimo recupero con le uniche nevicate «serie» di febbraio. «A febbraio e fino al 12 marzo - dice Garbin - abbiamo lavorato molto bene, con un trend che ci portava al di sopra del 12% al di sopra dei risultati per lo stesso periodo dell’anno precendente. Poi, improvvisamente è scoppiato il caldo e quel margine in più che valeva almeno 400 mila Euro è scomparso letteralmente come la neve al sole». La Skiarea Valchiavenna ha chiuso gli impianti il 18 aprile, subito dopo una Pasqua altissima e sciisticamente depressa. Ma si guarda già avanti. In estate si lavorerà ad un invaso per 50 mila metri cubi di acqua in località Larici.
In Alta Valtellina, tra Bormio, Santa Caterina Valfurva e Oga/Valdidentro, si è dovuto combattere con una partenza stagionale difficile a causa delle alte temperature. Nonostante questo i primi impianti sono stati aperti il 2 dicembre ma a costo di notevoli sforzi nella produzione di neve programmata. «Ci siamo quasi svenati per aprire gli impianti e garantire la sciabilità delle piste per le feste di fine anno – dice Valeriano Giacomelli, amministratore delegato dalla SIB di Bormio – Per partire abbiamo prodotto 950 mila metri cubi di neve per Bormio, 600 mila per Sant Caterina Valfurva, 350 mila per Oga Valdidentro. L’innevamento programmato ci ha salvati ma a caro prezzo». Poi la stagione è continuata con nevicate naturali sporadiche ed ha avuto una bella impennata di presenze e primi ingressi nel mese di febbraio con le sue basse temperature e fino metà marzo circa, quando l’innalzamento termico ha provocato un autentico tracollo dei manti nevosi. Gli impianti più in quota sono rimasti aperti fino al 25 aprile ma il fondovalle era ormai irraggiungibile con gli sci ai piedi. «Nonostante le difficoltà – conclude Giacomelli – il nostro riscontro si deve considerare positivo, migliore rispetto alla stagione precedente, con un +3% di giornate sciate. Ma i costi per la produzione di neve tecnica stanno diventando sempre più opprimenti per la gestione della società»

Adamello Ski
Dati sorprendenti per una specie di miracolo
Nel comprensorio a cavallo tra Lombardia e Trentino che ha in Pontedilegno-Tonale la sua stazione regina, l’inverno 2016/2017 verrà sicuramente ricordato come uno dei più avari di neve naturale e con temperature che, soprattutto nella seconda parte, sono state più alte rispetto alla media stagionale. Sarà ricordato anche come l’inverno dei miracoli perché, nonostante queste condizioni, il bilancio che che si può tracciare a fine stagione è decisamente positivo. Anche se, essendo un po’ meno mistici, più che verso il cielo bisognerebbe volgere lo sguardo alle società di impianti e a tutti gli operatori che hanno lavorato con dedizione e con grandi investimenti in energia e neve preparata, per mantenere al meglio il carosello sciistico nonostante temperature che nelle ultime settimane hanno superato i 20 °C. Per quanto riguarda gli incassi, la stagione si è chiusa con una crescita complessiva del 4% rispetto all’anno scorso, dato che rappresenta il miglior risultato di sempre per il comprensorio. Un vero successo, costruito soprattutto sui prodotti più brevi da 1 a 3 giorni. I motivi sono fondamentalmente due. Da un lato, si è constatato che è rinato il turismo del week end, con una clientela italiana e soprattutto lombarda, riconducibile in gran parte ai proprietari delle seconde case. Dall’altro lato, anche il turista straniero ha modificato il modo di concepire la vacanza, privilegiando soggiorni più brevi da 4 e 5 giorni al posto della classica «settimana bianca», e questo richiederà da parte degli operatori formule sempre più flessibili. A livello di passaggi, si confermano gli 11 milioni che sono oramai un dato consolidato nell’ultimo triennio, un’ulteriore conferma della sciabilità in una stagione così avara di neve. Un’ultima riflessione la vogliamo dedicare proprio ai mercati stranieri, con tante nazioni che confermano un buon gradimento della nostra destinazione turistica. Repubblica Ceca, Polonia e Danimarca rappresentano per noi dei mercati consolidati e anche quest’anno hanno fatto registrare molte presenze. A questi mercati si affiancano Inghilterra e Belgio, un po’ più in sofferenza. Infine, tra i mercati emergenti Israele e Svezia, due nicchie di mercato che stanno decisamente crescendo. Intanto sul ghiacciaio Presena si è continuato a sciare fino al 4 giugno. La nuova cabinovia Presena, che porta in soli 8 minuti gli sciatori (ma anche i pedoni!) a 3.000 m di quota, i due nuovi rifugi e più in generale la bonifica ambientale che è stata fatta sul ghiacciaio hanno sicuramente contribuito al buon andamento della stagione invernale e si aspetta che possano aumentare la frequentazione della località anche nei mesi estivi.

TRENTINO
Neve naturale pochissima ma risultati positivi o «in tenuta»

È quasi incredibile come, a fronte della stagione più carente di neve naturale degli ultimi dieci anni, i risultati complessivi dell’andamento turistico invernale in Trentino siano da considerare positivi. «C’è chi ha soltanto pareggiato, chi ha tenuto e chi ha incrementato migliorando ancora le proprie performances – dice Francesco Bosco, presidente di ANEF Trentino e direttore generale di Funivie Campiglio S.p.A. – ma nel  complesso nessuno ha ceduto di schianto e l’ultima è stata una stagione positiva per tutta la provincia tenuto conto, appunto, che negli ultimi dieci anni il livello medio della neve naturale caduta dal cielo era stato di 6 metri e che l’inverno scorso è stato solo di un metro». Il merito di un simile risultato è da ascrivere ovviamente al  livello di efficienza raggiunto dagli impianti di  innevamento programmato che hanno consentito di aprire e condurre in porto la stagione anche con incrementi positivi attorno al 5% sia per i fatturati che per i primi ingressi. «Questo dato è certo per quanto riguarda Madonna di Campiglio», dice Bosco. Naturalmente Madonna di Campiglio con il suo milione di primi ingressi e i 10 milioni di passaggi ha chiuso un’altra stagione da record grazie alla potentissima macchina organizzativa e infrastrutturale che ha messo in campo negli ultimi anni con una illuminata politica di investimenti e ha mostrato le sue potenzialità fin dall’inizio. Quest’anno, dopo le iniziali buone premesse di novembre con le prime nevicate al Passo Grosté, la stagione si è adagiata con temperature che, per fortuna, sono rimaste rigide all’alba e al calare del sole, ma sicuramente superiori alla media stagionale durante il resto del giorno. Lungimiranti, quindi, i lavori fatti pochi mesi prima, quelli che  hanno permesso di potenziare la garanzia-neve sul 95% del comprensorio, con 876 cannoni che coprono i 160 ettari di piste. Fondamentale, la presenza del lago Montagnoli che garantisce lo stoccaggio di circa 200 mila m3 d’acqua. Oggi Funivie Madonna di Campiglio, grazie ai i tre bacini interrati, al laghetto di Campiglio e al lago Montagnoli, ha la possibilità di stoccare 231 mila m3 di acqua con un rapporto mc/ha di 1.500 m3 per ettaro, condizioni che permettono di innevare l'intero comprensorio sciistico in sole 120 ore di freddo. Dunque, poca neve naturale ma tanta neve programmata e soprattutto di altissima qualità. Al 9 gennaio è stato prodotto, per garantire la sciabilità fin dal mese di novembre, oltre un milione e quattrocentomila mc di neve. Per ottenere certe performances si sono dovute affinare tecniche professionali ed esperienze lavorative che hanno reso la produzione di neve e il suo mantenimento una vera e propria arte. Un know how che Funivie Madonna di Campiglio ha saputo coltivare e migliorare anno dopo anno, un patrimonio di conoscenze specifiche necessarie per produrre un manto nevoso ottimale.  E, se la neve programmata è di eccellente qualità, sciisticamente parlando risulta migliore anche di quella naturale. Quindi, se in cantina si vinifica in montagna si «nevifica»!! Ma, come ben sappiamo, non tutte le cantine sono in grado di produrre ottimi vini anche in annate difficili. È sicuramente anche per questo che, nonostante le eccezionali condizioni meteorologiche, è positivo il bilancio del lungo periodo natalizio. Funivie Madonna di Campiglio, dal 24 dicembre 2016 al 8 gennaio 2017 ha registrato sui suoi impianti 182.145 primi ingressi e 1.543.284 passaggi con un incremento, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, del + 1,11% per i primi ingressi e del +1,84% per i passaggi.  In Val di Fassa il consuntivo è  diverso ma tutto sommato lusinghiero. «Abbiamo chiuso con  una leggera flessione – dice Daniele Dezulian,  presidente del Consorzio impianti a fune Val di Fassa e Carezza nonchè vicepresidente dalla SITC di Canazei – con -2,7% sui passaggi totali e con -5% sui primi ingressi ma con un +1% sul fatturato. Per la terza stagione consecutiva siamo partiti con zero centimetri di neve naturale. Nonostante questo abbiamo aperto gli impianti il 3 dicembre garantendo subito ottima sciabilità sul circuito del Sella Ronda.  In complesso si è trattato di una stagione in tenuta tenendo conto che l’inverno 2015/16 era stato per noi veramente eccellente, ai livelli pre-crisi economica, e che quest’anno non abbiamo potuto contare sulla Pasqua, molto bassa e godibile l’inverno scorso, troppo alta quest’anno».

VENETO
Senza neve naturale cresce il «gap» tra le grandi e le piccole stazioni

Ha il senso di una mela spaccata in due il bilancio stagionale che si sente di fare il presidente dell’ANEF Veneto Renzo Minella. «Bisogna premettere che sulla nostra regione ha nevicato pochissimo e questo ha prodotto un forte sbilanciamento di risultati tra i due poli del territorio, tra il Nord del Bellunese e di Cortina e il Sud del Vicentino e del Veronese. Le località più forti e attrezzate hanno potuto sfruttare le temperature favorevoli e dotare le piste dell’innevamento tecnico; le località più fragili  o non hanno neppure aperto gli impianti o l’hanno fatto in modo saltuario, scontando un gap infrastrutturale che in assenza del contributo di precipitazioni naturali si paga pesantemente. Comunque anche per le località maggiori che hanno compiuto forti investimenti sull’innevamento tecnico, l’onere da sostenere ogni anno per questa fondamentale partita di spesa si fa sempre più pesante e impatta in modo fortemente negativo sui bilanci delle società creando situazioni di sofferenza».

DOLOMITI SUPERSKI
Apertura anticipata del Sellaronda e chiusura in recupero straordinario

nche la stagione invernale 2016-17, come quella precedente, è iniziata senza nevicate. Anzi, se nel 2015-16 qualche nevicata a fine novembre c’era stata, seppur accompagnata da un clima mite, lo scorso inverno è partito con l’assoluta mancanza di precipitazioni. Fortuna ha voluto, che le condizioni climatiche fossero invece positive, per quanto riguarda le temperature e l’umidità, che hanno permesso di innevare puntualmente un gran numero di piste per l’apertura degli impianti il 26/11. E questa efficienza, che si basa in gran parte sugli investimenti costanti e cospicui negli impianti di innevamento, effettuati dalle 130 società consorziate di Dolomiti Superski negli ultimi decenni, ha permesso di aprire i primi impianti in anticipo sulla tabella di marcia, con il Sellaronda già percorribile il 3 dicembre, cosa che non era mai successa in 43 anni di storia del comprensorio più grande al mondo. La mancanza totale di neve naturale sulle piste ha inoltre garantito una altissima qualità delle piste stesse, che hanno saputo soddisfare in maniera inaspettata le aspettative della clientela amante dello sci. L’offerta di piste aperte è stata molto vasta fin dall’inizio della stagione e la qualità particolarmente alta ha garantito la sciabilità in quasi tutte le valli, con oltre 600 km di piste aperti su 1.200 e il 70% degli impianti in funzione, il che si è tradotto in numeri più che soddisfacenti come l’11% di passaggi in più rispetto all’inverno precedente. Naturalmente anche il calendario ha fatto la sua parte, con il ponte dell’Immacolata ottimale, in coincidenza con la promozione «Dolomiti Super Première» di inizio stagione. A seguito di un rallentamento registrato nelle prenotazioni durante le settimane a ridosso dell’Epifania, dovuto alle nevicate sulle Alpi Occidentali, in Francia e in Austria continuando a lasciare «a secco» le Dolomiti, con le prime, seppur leggere nevicate di metà gennaio, le prenotazioni si sono nuovamente riprese, a dimostrazione di come il mercato reagisca velocemente a questi eventi atmosferici positivi, se debitamente comunicati.

Feste di fine anno
più che soddisfacenti
I risultati relativi alle vacanze di Natale sono da considerarsi soddisfacenti per Dolomiti Superski, anche se la prima settimana delle festività natalizie non ha fatto registrare il tutto esaurito. Fino all’Epifania abbiamo incrementato del 4% il numero di giornate sci vendute fino a quel momento, con il 5% in più di passaggi agli impianti, sempre rispetto all’anno precedente. Inoltre, il fattore meteo sfavorevole da un lato, ha giocato un ruolo importante anche dall’altro lato, con solo 7 giorni di cielo coperto nell’arco di 8 settimane. E la clientela ha dimostrato di apprezzare piste perfette, temperature piacevoli e tanto sole. Durante le vacanze di Natale abbiamo registrato mediamente 1,7 milioni di passaggi al giorno sugli impianti di Dolomiti Superski, con una media di 130.000 sciatori al giorno sulle piste.

Gli ottimi risultati
dal Carnevale in poi
Anche il periodo che corre tra Carnevale e metà marzo, che per l’industria turistica invernale delle zone dolomitiche è molto importante, in quanto tempo di vacanze per molte nazionalità, ha fatto registrare risultati più che positivi durante la stagione 2016-17. In termini di incassi si è registrato un +4,8% rispetto al 2015-16, con un aumento dei passaggi del 3,4%. I primi ingressi, che sono i cosiddetti “utenti unici” al giorno, sono cresciuti del 1,4% con un +1,8% di giornate sci vendute. La giornata con la maggiore affluenza in termini di primi ingressi è stata il 27 febbraio 2017 con 184.000 persone in pista (+15% verso la giornata di maggiore affluenza della stagione precedente), mentre in data 2 marzo 2017 si sono registrati 2,6 milioni di passaggi agli impianti (+9% in confronto alla giornata con il maggior numero di passaggi nella stagione invernale precedente). Il bel tempo si è rivelato molto importante come fattore di successo, in quanto nelle zone nostre competitrici, dove si sono avute precipitazioni, il meteo ha patito più spesso, garantendo alle Dolomiti un vantaggio di questo tipo. In termini pratici, paragonare i risultati finali della stagione 2016-17 con quelli dell’anno prima, diventa problematico a partire dal 20 marzo circa, in quanto nella stagione 2015-16 le vacanze di Pasqua erano in calendario alla fine di marzo, il che si tramuta in numeri molto più favorevoli sull’arco della stagione intera. Dall’esperienza ultra-quarantennale di Dolomiti Superski si evince, che più la Pasqua è tardi in termini di calendario, più è difficile realizzare grandi numeri nel senso turistico-economico. Gli interessi del mercato iniziano già a spostarsi verso i laghi e le destinazioni più primaverili, che non verso le piste da sci, seppur ancora in perfetto stato di agibilità. Ecco che, se il confronto tra le stagioni si fermasse al 20 marzo 2017 (data delle vacanze di Pasqua nel 2015-16), i numeri sono molto positivi per Dolomiti Superski. Dato che nella stagione invernale appena conclusasi, la Pasqua è stata invece “fuori calendario” per la maggior parte delle zone sciistiche, che hanno chiuso gli impianti prima, i risultati «comparati» risultano falsati.
In ogni caso, al 1° di maggio, data di chiusura degli ultimi impianti di risalita nel Dolomiti Superski, si registra un +1,6% degli incassi totali della stagione, con un -2% di passaggi e un -1.3% di giornate sci vendute.

EMILIA ROMAGNA
«Abbiamo fatto un pareggio e va già di lusso»

Se il 2016 era stato un anno complessivamente positivo per il comparto appenninico dell’offerta turistica dell’Emilia Romagna, quest’anno (in attesa dell’andamento estivo) si comincia facendo un bilancio dei mesi invernali in bilico tra parziali soddisfazioni e consistenti preoccupazioni. Nel 2016 l’Appennino bianco aveva risentito della scarsità di neve in avvio di stagione ma grazie alla Pasqua molto positiva, favorita dal calendario e dalle abbondanti nevicate di febbraio e marzo, aveva ottenuto un bilancio soddisfacente. Gli arrivi nel periodo gennaio-marzo 2016 erano cresciuti del 4,9%, le presenze del 3,8%. Il movimento della clientela straniera, registrava un incremento del 20% degli arrivi e del 7,4% delle presenze, risultato positivo non solo relativamente alla stagione invernale. Quest’anno, in attesa di dati consolidati per tutte le stazioni dell’Appennino emiliano, i discorsi da fare sono un po’ diversi. «È stata una stagione medio bassa – dice Luigi Quattrini, direttore degli impianti del comprensorio del Cimone e presidente di Federfuni Emilia – Quest’anno abbiamo avuto un risultato praticamente pari all’inverno precedente con un mese e mezzo in meno di attività. Nel 2015/16 avevamo aperto a fine novembre, quest’anno alla vigilia di Natale; nel 2015/16 la Pasqua era molto bassa e l’avevamo sfruttata bene quest’anno era troppo alta e  non ci ha portato niente». L’innevamento naturale è stato scarsissimo su tutta la regione («È caduto complessivamente solo un metro e venti di neve contro i cinque metri della media storica») ma nonostante questo e nonostante quella partenza ritardata e quella chiusura anticipata «abbiamo fatto circa 230 mila giornate di sci che ci hanno consentito, appunto, di tenere e di pareggiare i conti della stagione precedente». Merito, ovviamente, dell’innevamento programmato. «Abbiamo un impianto misto con circa 300 aste e una quarantina di ventole che copre circa l’80% del  nostro comprensorio per 30 kilometri di piste. Abbiamo cominciato a lavorare sul fronte dell’innevamento tecnico già negli anni Ottanta, tra i primi in Appennino. Abbiamo ampliato e perfezionato costantemente il sistema  che oggi è diventato di vitale importanza e senza il quale non si potrebbe più operare».

TOSCANA
Neve naturale avara, neve tecnica provvidenziale

Rolando Galli, (nella foto) titolare della Società Abetone Funivie nonché consigliere ANEF per la Toscana e ottimo atleta Master non ha dubbi: «All’Abetone se non avessimo potuto contare sull’innevamento programmato ma ci fossimo affidati soltanto alle precipitazioni naturali avremmo potuto tenere aperti i nostri impianti al massimo quindici giorni». La prima nevicata naturale, infatti, è arrivata soltantoil 3 gennaio. E si  trattava di una spolverata, non certo delle «fioccate» bibliche a cui i toscani sono storicamente abituati. «Sì, siamo sempre stati abituati a metri di neve – continua Galli – e invece l’inverno scorso c’è stato questo pazzesco fenomeno in controtendenza. Basti pensare che ancora nell’inverno 2011/12 erano caduti sette metri di neve naturale durante tutto l’arco della stagione; l’inverno scorso un metro soltanto».
E allora? «Allora, nonostante tutto, siamo riusciti  a tenere rispetto la stagione precedente costruendo il fatturato grazie all’innevamento tecnico senza il quale la giostra si fermerebbe. Con quello abbiamo garantito alla nostra utenza una quindicina di chilometri di piste sempre battute. È un’infrastruttura per la quale abbiamo investito otto milioni di Euro negli ultimi dieci anni ma senza la quale non potremmo più garantire la continuità della nostra attività».





 

 

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Created: Martedì, 26 Aprile 2016 08:31
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Category: Portfolio
Tags: Osservatorio Turistico