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Tag: Osservatorio Turistico

Created: Domenica, 29 Gennaio 2017 08:27
Hits: 443
Category: Portfolio
Tags: Osservatorio Turistico
Salvo eccezioni, da fine novembre a inizio gennaio l’innevamento naturale non è stato particolarmente favorevole su buona parte dell’arco alpino. Dopo le precoci precipitazioni di metà novembre una cappa di alta pressione si è stabilizzata per circa due mesi ma, per fortuna, le basse temperature hanno consentito agli impianti di innevamento tecnico di «sparare» a pieno regime fin da subito garantendo l’apertura degli impianti e la fruizioni di piste perfettamente innevate fin dagli inizi di dicembre.  Grazie agli enormi investimenti sulla tecnologia per la produzione di neve tecnica anche quest’anno, per gli impiantisti e gli operatori dell’indotto turistico, il fatidico «collo di bottiglia» delle feste di fine anno si è potuto riempire con un bilancio quasi per tutti positivo o, nella peggiore delle ipotesi, «non del tutto negativo». Vediamo come sono andate le cose nelle maggiori aree sciistiche dell’arco alpino

VALLE D’AOSTA
Passaggi e presenze in rialzo da Cervinia a Courmayeur
Ferruccio Fournier, presidente dell’Associazione valdostana impianti a fune (AVIF) precisa che la stagione invernale dello sci in Valle d’Aosta ha preso avvio il 17 ottobre con l’apertura della parte alta del comprensorio di Cervinia-Zermatt e grazie alle abbondanti nevicate di fine novembre tutte le principali stazioni sciistiche valdostane hanno potuto aprire, con comprensori pressoché integralmente praticabili, già dal 26 novembre. Le piogge e le temperature in rialzo che hanno caratterizzato l’inizio dicembre hanno, in parte, compromesso i tracciati alle quote più basse e le piste di rientro; tuttavia con l’arrivo di una successiva perturbazione di aria fredda e l’utilizzo dei sistemi di innevamento programmato è stato possibile ovviare e recuperare tali criticità garantendo agli sciatori, già a partire dal periodo pre-Natalizio, condizioni perfette dei tracciati con i comprensori aperti per il 95% della loro estensione. Grazie all'ottimo innevamento dei 22 comprensori valdostani, nel periodo compreso tra l'apertura delle piste e l'Epifania, l’affluenza degli sciatori è stata considerevole. Infatti, rispetto alla media degli ultimi tre anni, si sono registrati un +24% delle giornate sci e un +33% del fatturato; in merito ai maggiori incassi va tuttavia segnalato che, in questo avvio di stagione, le stazioni hanno potuto applicare la tariffa piena in quanto i comprensori fin da subito sono stati interamente agibili mentre, nelle stagioni precedenti, a causa di una generale carenza di neve i comprensori erano parzialmente aperti e le società avevano adottato una riduzione del costo dello skipass. Fournier evidenzia infine che, nei primi giorni dell’anno, la pista del Ventina di Cervinia è stata premiata come la terza pista di sci più bella del mondo (meglio ci sono solo « The Stash » ad Avoriaz (Francia) e « Dave Murray Downhill » a Whistler (British Columbia, Canada). È quanto emerge dalla classifica stilata dall'emittente televisiva Cnn, che ha giudicato le migliori 100 piste di sci a livello internazionale. La graduatoria finale si basa sulle opinioni di Andrew Weibrecht, membro della Nazionale statunitense di sci alpino e medaglia olimpica, di John Stifter, redattore della rivista statunitense 'Powder', del freerider Mike Douglas, e di Nicola Iseard, direttore della rivista Fall Line.

PIEMONTE/VIA LATTEA
Cresce la fiducia dopo un dicembre da record
Un innevamento eccellente delle piste, un paesaggio prettamente invernale e il successo, con annessa vetrina mediatica internazionale, della Coppa del Mondo di sci alpino a Sestriere. Questi gli ingredienti che hanno fatto la differenza a livello di stazioni turistiche invernali per il comprensorio sciistico della Vialattea, letteralmente preso d’assalto durante le festività natalizie da decine di migliaia di turisti. E che differenza! «Era almeno un ventennio che non si registrava un inizio di stagione come questo - ha commentato soddisfatto dopo l’Epifania l’Ing. Giovanni Brasso, Presidente della Sestrieres Spa -  Ad oggi abbiamo venduto circa mezzo milione di giornate di giornate sci, tra giornalieri, plurigiornalieri e stagionali». Le vacanze natalizie hanno segnato a Sestriere e nel comprensorio sciistico della Vialattea un’affluenza da record con il tutto esaurito in molte località. Durante il giorno i rifugi sulle piste sono stati meta di tantissimi sciatori come anche bar, ristornati, pub, pizzerie in centro hanno lavorato a pieno regime con le prenotazioni per la cena in overbooking durante l’intero periodo. Successo anche per i locali notturni, dove il divertimento è proseguito sino all’alba, e per gli appuntamenti proposti a Casa Olimpia e al Rifugio La Stampa. Buona affluenza anche a Pragelato, destinazione dello sci nordico di Turismovialattea, con 35 km di piste da sci di fondo ben innevati, complici le temperature polari (-16°C il giorno dell’Epifania per la Pradzalunga) che si sono registrate a partire dai primi giorni del 2017. Sole e cielo azzurro hanno accompagnato il soggiorno dei turisti arrivati da ogni parte del mondo. Ad essi si sono aggiunti i proprietari di seconde case, tornati in massa a frequentare le montagne olimpiche durante il periodo natalizio. Adesso è tempo di tirare un po’ il fiato, giusto per qualche giorno. Passate le feste il contro esodo ha riportato la gente al lavoro ed i giovani sui banchi di scuola: tutti con ancora impresse nella memoria queste fantastiche giornate trascorse sulle piste della Vialattea. In molti hanno promesso di tornare presto, già il prossimo weekend, per calzare nuovamente gli scarponi e concedersi ancora emozionanti discese sulle piste del comprensorio olimpico. Cesana Torinese, Claviere, Pragelato, Sauze di Cesana, Sauze d’Oulx e Sestriere, ovvero le località che compongono il Consorzio Turistico dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, sono pronte per proseguire alla grande la stagione invernale.
Dopo l’Epifania, dall’8 al 29 gennaio 2017, il Consorzio Turistico Via Lattea ha proposto la formula Hotel/Residence+ Skipass. È il momento migliore della stagione, quello con le piste meno affollate e interessanti promozioni da 4 a 7 giorni a prezzi particolarmente convenienti a partire da 4 notti e 4 giorni di skipass a 228 euro a persona (in hotel a 2 stelle in bed & breakfast con sistemazione in camera doppia). Per il Capodanno ortodosso, nella notte fra il 13 ed il 14 gennaio, sono arrivati turisti dalla Russia da altri Paesi dell’Europa dell’Est. Dal 14 gennaio hanno preso il via le settimane bianche di privati e tour operator con i charter della neve che atterreranno a Caselle e in altri aeroporti del nord-ovest. C’è attesa anche per la settimana di Carnevale con il calendario scolastico della Regione Piemonte che apre allo sport con cinque giorni di riposo, dal 25 febbraio al 1 marzo, che possono essere dedicati allo sci come accade per molti studenti provenienti da altri Paesi. L’ultima proposta stagionale del Consorzio Turistico Via Lattea è «Neve Primavera», per sciare sino alle porte di Pasqua, con pacchetti turistici particolarmente convenienti dall’1 al 9 aprile 2017.

PIEMONTE/CUNEESE
Neve ottima e abbondante caduta dal cielo
Anche il Cuneese ha beneficiato di quelle abbondanti nevicate che hanno fatto delle Alpi Occidentali l’unica porzione delle Alpi dove, a fine anno 2016, la copertura nevosa degli skirama era prevalentemente naturale. Questa favorevole circostanza ha naturalmente incentivato la passione dei turisti sciatori che hanno contribuito a far segnare dei numeri record come il + 38% di passaggi che si è fatto registrare a Frabosa Soprana nella prima settimana del 2017 di gennaio rispetto alla prima settimana del 2016. Ecco una carrellata di testimonianze sull’andamento del primo scorcio di stagione nelle diverse località sciistiche del Cuneese:
Sergio Ferrando (Artesina)
Ad Artesina si è registrato un Natale senza grossa affluenza, un post-vacanza dal 26 di dicembre con un po’ più di gente, con proiezione di un tutto esaurito sul Capodanno (con forte richiesta per pernottamenti). Sorprendentemente, sono pervenute tantissime richieste di pernottamenti dal 2 all’8 di gennaio, richieste che vanno in controtendenza rispetto agli anni passati quando, dopo il Capodanno, si andava in flessione. Nella settimana dell’Epifania  si è prospettato il tutto esaurito.
Gianluca Oliva (Prato Nevoso)
A Prato Nevoso nelle vacanze di Natale si sono avuti almeno 200mila persone con buone presenze anche nelle seconde case. Particolarmente incoraggianti i numeri legati agli impianti con mezzo milione di passaggi accumulati tra la vigilia di Natale e l'Epifania che hanno contribuito in maniera decisiva anche al successo del Mondole, il più grande comprensorio sciistico del Cuneese. «Siamo molto soddisfatti per i risultati ottenuti. il modo migliore per festeggiare un compleanno importante come quello dei 50 anni - dice Gianluca Oliva amministratore di Prato Nevoso spa -. Mi piace in particolare ricordare la notte di Capodanno che ha richiamato in Conca più di ventimila persone confermandosi l'evento più seguito sulle montagne del Nord Ovest».
Luca Defilippi (Hotel Miramonti-Frabosa Soprana)
Per il weekend di Capodanno abbiamo registrato il tutto esaurito. Straordinariamente, dal 1° all’8 di gennaio, abbiamo registrato un significativo +38% rispetto alla stessa settimana del 2016.
Francesco Ferrari (Hotel La Piazzetta - Limone Piemonte)
Fino al 27/28 di dicembre, le prenotazioni erano poche; poi, all’ultimo, l’Hotel si è riempito per il capodanno. La tendenza pare sia quella di prenotare l’albergo all’ultimo, tenendo in considerazione meteo e disponibilità economiche di fine anno/mese. (Intervista telefonica del 29 dicembre).
Costantino Catto (Residence Limone e Hotel Principe-Limone Piemonte)
Per il periodo delle vacanze di Natale siamo molto migliorati rispetto all’anno passato, grazie alla presenza della neve ed all’apertura degli impianti sciistici. All’Hotel Principe abbiamo registrato un tutto esaurito fino all’8 gennaio, mentre il Residence Limone Palace era completamente prenotato fino a Capodanno, con un 80% di occupazione nella settimana dal 1° all’8 gennaio 2017.
Giulia Robaldo (San Giacomo di Roburent) Alla stazione sciistica di Sangiacomo-Cardini Ski si è registrata una buona affluenza di sciatori nel fine settimana. La speranza è che l’afflusso si possa spalmare per lo meno la prossima settimana, fino all’8 di gennaio.

VALTELLINA
Il bicchiere mezzo pieno a costo di alti costi
Neve naturale poca, impegno organizzativo tantissimo. In tutta la Valtellina, da Ovest a Est, dalla Val Chiavenna a Livigno passando per la Valmalenco, le precipitazioni naturali sono state avare ma, anche a costo di enormi sforzi, non è stata fatta mancare la neve programmata per consentire ai turisti invernali la pratica del loro sport preferito. A Madesimo la stagione è partita bene con piste preparate già dal 19 novembre grazie alla prima nevicata della stagione, fatto che ha permesso agli appassionati di sciare presto sulle piste del Groppera. Però da quella data in poi, purtroppo, il meteo non ha aiutato, come è successo per la quasi la totalità dell’arco alpino, e solo grazie al buon lavoro della società degli impianti si è comunque riusciti a mantenere ed offrire piste in condizioni perfette. I turisti hanno molto apprezzato la qualità dello sci che unita alle belle giornate di sole hanno prodotto una nuova forma di vacanza che prevedeva sia lo sci che  escursioni sugli Andossi o pedalate in fat bike.  Gli alberghi che avevano registrato il tutto esaurito per le feste di Natale e Capodanno hanno subito qualche cancellazione principalmente dovuta alle condizioni di scarso innevamento generale. Ma sono positivi i numeri previsti per febbraio.
Bicchiere mezzo pieno in Valmalenco nonostante sull’Alpe Palù e dintorni la neve naturale sia scesa dal cielo soltanto tra il 7 e l’8 novembre imbiancando però con un buon strato le quote sopra i 2000 mt. Poi, come altrove, le temperature certo non rigide come quelle che sarebbero giunte agli inizi di gennaio ma comunque sufficienti a consentire le condizioni per sparare neve artificiale hanno consentito l’accensione degli impianti di innevamento e l’apertura di tutti e dieci gli impianti per servire i 50 km di piste dello skirama (tranne la «Gustavo Thöni») già a Sant’Ambrogio. «Non ci possiamo lamentare – dice  Lino Lenatti, direttore della società Funivie al Bernina – perché le temperature favorevoli e il bel tempo hanno spinto la clientela ad una frequentazione stabile della nostra località senza gli alti e bassi che si verificano quando il tempo è variabile. Tra l’Immacolata e l’Epifania è andata comunque decisamente meglio rispetto all’anno scorso con un 20% in più di passaggi, ma il dato è relativo solo a questo rapporto con il periodo disastroso di fine 2015. Se dovessimo fare una relazione con altre stagione più normali saremmo sotto di qualche punto».
A Bormio ha nevicato solo a metà novembre e solo a partire da quota 2000, in maniera insufficente per preparare le piste. Nonostante questo, grazie all’innevamento tecnico, gli impianti sul Vallecetta sono stati aperti il 3 di dicembre, quelli di San Colombano il 20 dicembre.  A Bormio l’impianto di innevamento programmato, che conta 170 generatori di neve, ha prodotto 680 mila metri cubi di neve tecnica dagli inizi di dicembre all’Epifania coprendo i due milioni di metri quadrati della skiarea su cui sono state preparate i 50 km di piste battute, tra le quali la mitica «Stelvio».  Le temperature non particolarmente favorevoli e il forte vento che ha caratterizzato alcune giornate soprattutto alle quote più alte non hanno certamente aiutato ma nel complesso il bilancio è stato positivo, soprattutto se rapportato alla drammatica situazione della stagione precedente, anche se a costo di elevati impegni economici. «Buono il periodo dell’Immacolata – dice Valeriano Giacomelli della Società SIB  Bormio – discreto anche il periodo prenatalizio con un incremento  di passaggi del 15% rispetto al dicembre 2015. Questa è una stagione tutta da inventare, da vivere giorno dopo giorno, con costi di gestione molto elevati.  Noi non abbiamo ad esempio un grande bacino di acqua che garantisca la risorsa idrica necessaria per  innevare artificialmente lo skirama in tempi brevi. Dobbiamo pompare il 70% dell’acqua necessaria dal fondovalle. Ad oggi (15 gennaio n.d.r.) solo in energia elettrica abbiamo speso un milione di Euro, di cui il 60% destinato all’alimentazione dell’innevamento programmato».

ADAMELLO SKI
Inizio con il «segno più» tra Lombardia e Trentino
Positivo il bilancio di Adamello Ski a conclusione del periodo delle feste di fine anno, dal ponte dell’Immacolata all’Epifania. I dati ed il confronto in percentuale rispetto allo stesso periodo della stagione invernale 2015/2016 dicono che si è realizzato un + 13%  relativamente ai primi ingressi,  si sono contati 2,8 milioni di passaggi sulle nostre piste (+15%), si è ottenuto il + 16% Skipass venduti. In particolare gli skipass da 1 e da 2 giorni hanno fatto registrare un aumento del 22%, dovuto sicuramente alla promozione dello skipass online che fino al 23 dicembre era in vendita a 25 Euro e alla massiccia affluenza di turisti italiani provenienti dalle città di prossimità.  La prima parte della stagione 2016/2017 è stata caratterizzata (come pure la stagione precedente, dove la prima nevicata è stata quella del 10 gennaio 2016) dall’assenza di precipitazioni nevose, alla quale si è sopperito grazie ai sistemi d’innevamento programmato, dei quali l’intera ski area Pontedilegno-Tonale è dotata. All’Immacolata il 50% delle piste era aperto e si è avuto un ottimo Natale con il 70% delle piste aperte; a metà gennaio sono aperte 38 piste su un totale di 41.  Oltre ai grandi sforzi messi in campo per garantire al più presto la sciabilità sul maggior numero possibile di piste e alle speciali promozioni sugli skipass, Adamello Ski sta suscitando l’interesse degli sciatori anche grazie a nuovi ed importanti investimenti: la cabinovia Presena ha sostituito una vecchia seggiovia e due sciovie e collega Passo Paradiso (2.585 m) a Passo Presena (3.000 m) in soli 7 minuti e due nuovi rifugi, sempre sul ghiacciaio, che apriranno a breve. Capanna Presena, a quota 2.700 m, sostituisce il rifugio precedente e ospita al suo interno anche 5 camere con servizi ed un piccolo ma grazioso centro benessere, mentre Panorama 3.000 Glacier è uno speciale sky bar a 3.000 m dove si potranno gustare le bollicine delle cantine Ferrari di Trento, ammirando il Presena da un lato e il Pian di neve dall’altro, da una posizione davvero privilegiata.


VENETO
CORTINA/RA VALLES-COL DRUSCIÈ
La stagione è iniziata con poca neve naturale ma almeno un po' di freddo che ha permesso di innevare le piste. Pertanto si è potuta garantire l’apertura al  6 dicembre, la stagione è andata bene fino ad ora, anche perché il turista incomincia a vedere la montagna in inverno non soltanto per lo sci, ma anche per la possibilità di stare all’aria aperta, godersi le giornate di sole, passeggiare e rilassarsi. La sfida è stata colta aprendo durante le vacanze natalizie la funivia che porta fino a Cima Tofana e il cliente invernale ha risposto positivamente! A Cortina si augurano che la neve arrivi presto e che i turisti, specie quelli stranieri, privilegino la località per trascorrere sulla neve le settimane o weekend bianchi. Sta comunque venendo avanti una riflessione che anche nel settore impianti è abbastanza evidente.  Il futuro dovrà essere ripensato  in termini di ulteriori opportunità di svago, sport e divertimento in montagna al di là dello sci.

CIVETTA
Un superlavoro per un bilancio di luci e ombre
Dopo una prima parte di novembre caratterizzata da clima molto freddo, il successivo repentino innalzamento delle temperature ci ha fatto temere per l’ennesimo inizio di stagione in salita. Tuttavia, grazie all’enorme sforzo di uomini e mezzi messo in campo dallo Ski Civetta, la stagione invernale 2016/17 è partita bene con l’apertura di tutti i collegamenti già dal ponte dell’Immacolata. Rispetto alla scorsa stagione abbiamo quindi potuto far registrare, sin da subito, un segno positivo che è rimasto tale sino ad oggi sia per quanto riguarda la vendita di skipass Ski Civetta che Dolomiti Superski. Tuttavia la mancanza di neve naturale, nonostante le ottimali condizioni delle piste, ha un effetto assai negativo sulle presenze sia stanziali che pendolari. Questo è ancor più vero per quanto riguarda il mercato italiano che, anche in periodi chiave come le vacanze di Natale o dell’Immacolata, ha ridotto sia la durata che la frequenza delle presenze e si caratterizza per una schiera sempre più nutrita di non sciatori. Detto questo, tenendo dunque in debita considerazione l’aumento prezzi che si attesta mediamente al 3% ogni anno e confrontando gli attuali incassi con quelli di una stagione «normale» il risultato non può essere considerato entusiasmante. Se a questo aggiungiamo il costo esorbitante sostenuto dalle società impianti per l’innevamento, diventa obbligatoria una seria riflessione per l’intero comparto funiviario in merito a quello che potrà essere il futuro del settore.

ALPE LUSIA/SAN PELLEGRINO
Nonostante le difficoltà evidenti la stagione invernale 2016/17 ha avuto una partenza importante grazie al super lavoro realizzato sulle piste dalle società impianti e già per il Ponte dell’ Immacolata il consorzio Alpe Lusia San Pellegrino è riuscito ad aprire i collegamenti sci ai piedi garantendo così delle entrate positive sugli anni precedenti. La mancanza di neve poi, per le vacanze di Natale, ha condizionato le presenze alberghiere e soprattutto i pendolari, portando così i fatturati a fine vacanze Natalizie in linea con quelli della scorsa stagione. Se consideriamo che il prezzo dello skipass è aumentato del 3% possiamo dire che i fatturati ad oggi sono in negativo. Inoltre dobbiamo aggiungere gli alti costi dell'innevamento che incidono in modo importantissimo sui bilanci.

ARABBA MARMOLADA
L’inizio della stagione invernale 2016/2017 ha visto un importante dispiegamento dell’innevamento programmato e, nonostante la mancanza di neve naturale, le piste erano tutte pronte per il Ponte dell’Immacolata. Fatto che sicuramente ha dato una bella immagine del comprensorio e ha portato a registrare alla fine delle vacanze Natalizie un + 6% di incassi e un + 12.8% di passaggi. Ovviamente questi dati non devono far dimenticare i considerevoli costi necessari a mantenere le piste perfettamente innevate. Inoltre, si è notato una diminuzione netta dei giorni di permanenza nelle strutture alberghiere di Arabba e Marmolada e una sensibile riduzione del n. di giorni consecutivi di acquisto skipass.

DOLOMITI SUPERSKI
Partenza alla grande con «apertura» anticipata
Dal 26 novembre 2016, giorno d'inizio ufficiale della stagione invernale di Dolomiti Superski, al 6 gennaio 2017, festività dell'Epifania, si è registrato un +4% in termini di giornate skipass vendute con un +5% di passaggi complessivi, relazionati allo stesso periodo dell'anno precedente, che si era concluso con risultati da record per il comprensorio sciistico delle Dolomiti. Grande è la soddisfazione dei responsabili di Dolomiti Superski, che, analizzando questi risultati parziali, identificano una serie di fattori e motivi che hanno contribuito in maniera decisiva al loro raggiungimento, pur essendo stato un inizio di stagione difficile, senza neve naturale e con le date delle vacanze di Natale e Capodanno non proprio ottimali:
• grazie alle numerose giornate e nottate di freddo ad inizio novembre 2016, si è potuto iniziare presto e bene con l'innevamento programmato delle piste, raggiungendo così un buon indice di copertura per l'inizio di stagione il 26 novembre 2016 (40 impianti di risalita e 73 km di piste aperti), permettendo anche l’apertura anticipata di numerosi impianti e piste
• apertura del Sellaronda già nel primo weekend di dicembre 2016, fatto storico mai accaduto da quando esiste il Dolomiti Superski. E ciò è ascrivibile in gran parte alla costanza negli investimenti per sviluppare, potenziare e ottimizzare gli impianti di innevamento programmato, che ad oggi garantiscono la copertura del 97% dei 1.200 km di piste di Dolomiti Superski. Per la sola stagione 2016-17 sono stati investiti 20 milioni di Euro in innevatori, condotte, sale macchine, impianti elettrici e bacini di raccolta idrica in diverse zone sciistiche di Dolomiti Superski
• il ponte dell'Immacolata, che in questa stagione è caduto a pennello, ha invogliato tanta gente a concedersi qualche giorno sulle piste da sci. Tra il 26/11 e l’11/12 si registrano +11,5% di passaggi complessivi e +7,4% di primi ingressi complessivi, a dimostrazione dell’ottima sciabilità fin dall’inizio di stagione. Ha sicuramente contribuito a ciò anche la gettonata promozione di inizio stagione „Dolomiti Super Première“, da quest'anno digitalizzata al 100%, con una giornata di alloggio e skipass in omaggio e condizioni particolari per il noleggio dell'attrezzatura e per la scuola sci, da 4 giorni di vacanza prenotati in poi, valida da inizio stagione al 24/12
• le piste innevate alla perfezione hanno riscosso tanto riconoscimento da parte della clientela, che ha potuto fruire di ben 1.000 km di piste e quasi 400 impianti di risalita aperti sotto Natale, in combinazione con tempo soleggiato e mite che ha reso le sciate e le soste in terrazza dei 400 rifugi a bordo pista particolarmente invitanti e piacevoli
• l'offerta di piste perfette in notevole quantità ha invogliato la clientela all'acquisto di skipass stagionali, in aumento sia come tessere Dolomiti Superski che di valle, il che si traduce anche in un maggiore numero di passaggi ai tornelli realizzati dagli appassionati
• il marketing mix capillare implementato prima e durante l'inizio di stagione, con servizi televisivi in diretta dalle piste delle Dolomiti, andati in onda sui maggiori TG nazionali, la comunicazione internazionale a mezzo stampa, la pubblicità online, le campagne sui Social Media, alla radio e sugli altri canali di comunicazione di massa, ha contribuito a lanciare il messaggio «si scia perfettamente sulle piste di Dolomiti Superski», recepito dalla clientela
• le ben quattro gare di Coppa del Mondo di sci in Val Gardena e in Alta Badia, nonché altre competizioni di sport invernali trasmesse dalle stazioni televisive internazionali e nazionali, hanno messo in luce il grande lavoro di innevamento messo in atto dagli operatori per garantire lo svolgimento di tali eventi e di conseguenza anche per la fruizione delle piste da parte degli appassionati di sci
•  il grande ed importante lavoro svolto dagli oltre 3.000 collaboratori e collaboratrici di Dolomiti Superski in tutti i settori dell'attività e da quello dei ben 10.000 esercizi alberghieri e gastronomici, che concorrono a creare il prodotto e l'emozione unica di una vacanza sulle Dolomiti, assieme alle scuole di sci, ai noleggi sci, ai rifugi e a tutti gli altri attori della filiera turistica
• e non da ultimo l'appeal naturale delle montagne più belle del mondo, le Dolomiti, dal 2009 Patrimonio Mondiale UNESCO e da sempre ambite dall'uomo come meta
Dopo le festività inizia tradizionalmente il periodo delle cosiddette «settimane bianche», che si protrarranno fino a metà marzo e le nevicate di metà gennaio hanno portato un po'di sollievo dal punto di vista panoramico, il che invoglia ancora di più a passare qualche giornata immersi nella natura imbiancata e godersi la vasta offerta di piste nelle 12 valli delle Dolomiti. E che questa voglia ci sia lo dimostrano anche i 45.000 appassionati che si sono iscritti gratuitamente alla sezione personale MYDOLOMITI del sito internet di Dolomiti Superski, dove possono personalizzare e gestire la propria esperienza sulle piste, condividere le emozioni con familiari ed amici e utilizzare servizi online utili e dilettevoli, come per esempio il Performance Check e il Wellbeing Factor.

 

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Hits: 627
Category: Portfolio
Tags: Osservatorio Turistico
La metodologia di lavoro

Per la Ricerca «Carnevale in montagna – dove si trova posto, quanto si spende» l’analisi è stata condotta nel periodo 3/10 febbraio 2017 attraverso elaborazioni e stime di JFC in base alle seguenti fonti:
• analisi delle offerte di Carnevale – richiesta diretta: questa fase di analisi è stata svolta inviando richiesta diretta e circostanziata sul periodo, offerta e nucleo familiare alla totalità delle strutture ricettive operanti nelle 61 destinazioni turistiche monitorate da Skipass Panorama Turismo, procedendo poi all’elaborazione delle risultanze ottenute sulla base di 1.546 risposte di operatori del sistema ospitale ricettivo alberghiero della Montagna Bianca Italiana, localizzati nelle 61 destinazioni italiane del Panel di Skipass Panorama Turismo;
• analisi dirette delle offerte di Carnevale – richiesta indiretta: questa fase di analisi è stata svolta inviando richiesta circostanziata sul periodo, offerta e nucleo familiare ai siti/portali operanti a supporto del territorio nelle 61 destinazioni turistiche monitorate da Skipass Panorama Turismo, procedendo poi all’elaborazione delle risultanze ottenute sulla base di 631 risposte di operatori del sistema ospitale ricettivo alberghiero della Montagna Bianca Italiana;
• valutazione delle offerte di Carnevale: questa fase di analisi è stata svolta analizzando le offerte esistenti per periodo, offerta e nucleo familiare sui siti/portali operanti a supporto del territorio nelle 61 destinazioni turistiche monitorate da Skipass Panorama Turismo, procedendo poi all’elaborazione delle risultanze ottenute sulla base di 84 risultati conformi;
• studi e rilevazioni Skipass Panorama Turismo;
• banca dati JFC.
Team di Ricerca: Massimo Feruzzi, Lorenzo Ghetti, Monica Valbonesi.

Insieme al periodo delle festività a cavallo di dicembre e gennaio (Natale, Capodanno, Epifania), e alla settimana pasquale (aprile), il Carnevale di fine febbraio/inizio marzo è «il terzo polo» cruciale della stagione invernale per l’economia della montagna bianca. Dopo gli altri due è questo, da sempre, il periodo che regista la maggiore percentuale di occupazione, con un conseguente incremento anche dei prezzi. In attesa di avere il «report» di come è andata quest’anno, pubblichiamo lo studio che Skipass Panorama Turismo, l’Osservatorio Italiano del Turismo Montano, ha elaborato in sede previsionale analizzando, a circa due settimane dalla «classica» settimana di Carnevale (inizi di febbraio), quale sia stata la situazione in termini di prenotazioni, prezzi, offerte, indice di occupazione, etc. del sistema ricettivo operante nelle 61 destinazioni sottoposte a monitoraggio1. In questo studio, oltre a previsioni che sarà interes sante verificare a posteriori, sono comprese valutazioni generali riguardanti questa particolare porzione del calendario invernale che meritano di essere considerate.

Sono ottimi gli indici di occupazione
«Il periodo di Carnevale si conferma, anche quest’anno, con ottimi indici di occupazione – afferma Massimo Feruzzi, Amministratore Unico di JFC e responsabile di Skipass Panorama Turismo – se si considera che già oggi il 21,2% delle strutture a livello nazionale si dichiara sold out. Anche per questo motivo nel periodo 25 febbraio/5 marzo il sistema turistico della Montagna Bianca Italiana incasserà circa 100 Milioni di Euro al giorno, per complessivi 905 Milioni 814mila Euro. Vi è comunque ancora disponibilità, ma una famiglia (2 adulti e 1 bambino) che volesse trascorrere la settimana di Carnevale sui campi di sci deve mettere a budget 2.004,00 Euro2, per il solo soggiorno». Il primo dato che emerge è chiarissimo: nel periodo di Carnevale le promozioni «si bloccano». Basti pensare che solo l’1,6% delle strutture ricettive3 propone, in questo periodo, anche l’offerta «skipass incluso»: tutte le altre escludono l’offerta a priori.
Altro dato interessante riguarda l’occupazione4. Infatti, sempre facendo riferimento alle strutture ricettive analizzate, emerge che:
• a livello nazionale vi è ben il 21,2% delle strutture ricettive che segnano il sold out per la settimana di Carnevale;
•  tale indice decresce gradualmente spostandosi dalle località delle alpi centrali (Trentino Alto Adige: 29,3%) a quelle delle alpi occidentali (26,9%) sino a quelle delle alpi orientali (5,7%), per poi diminuire ancora di più per quanto riguarda le strutture delle località appenniniche (2,3%);
• sono le strutture classificate 4 stelle quelle che segnano le maggiori percentuali di «tutto esaurito» per il periodo (27,5%).
Tra le località alpine, quelle che segnano gli indici di occupazione più alti per il periodo, sono quelle della Provincia di Trento (73,1%), mentre quelle con gli indici di occupazione più bassa sono quelle del Friuli Venezia Giulia (51,7%)5: qui vi è anche una delle poche località italiane – Tarvisio – dove è possibile trovare, per Carnevale, offerte di alloggio con skipass incluso.

I prezzi variabili della settimana bianca
Ma quanto spende una famiglia italiana per trascorrere la settimana di Carnevale (dal 25 febbraio al 4 marzo) sulle piste delle nostre località montane?
Dalla rilevazione emerge che un nucleo familiare composto dai genitori e da un figlio di età inferiore agli 8 anni deve prevedere una spesa media per il solo soggiorno – con trattamento di mezza pensione – pari ad Euro 2.004,00. Prezzo che ovviamente varia a seconda della categoria della struttura ricettiva prescelta, infatti:
• il prezzo medio, a livello nazionale, per il nucleo familiare che sceglie un hotel 2 stelle è pari ad Euro 1.184,00 (sempre con trattamento di mezza pensione);
• per chi preferisce un hotel 3 stelle, il prezzo medio – sempre a livello nazionale – si assesta a 1.694,00 Euro (sempre con trattamento di mezza pensione);
• per un hotel di categoria 4 stelle, sempre con trattamento di mezza pensione, il prezzo per il soggiorno del nucleo familiare sale sino a 2.908,00 Euro (media a livello nazionale).
Riportando questa analisi sugli ambiti territoriali, emerge quale sia il territorio regionale più costoso per dormire e quello dove si spenderà di meno per la settimana di Carnevale6:
Alto Adige e Valle d’Aosta: le strutture turistiche che operano nelle località di questi due ambiti territoriali sono quelle dove è necessario spendere di più per soggiornare a Carnevale: 2.381,00 Euro come media in Alto Adige e 2.282,00 Euro in Valle d’Aosta, sempre come media. Si spende meno della metà per soggiornare in una struttura dell’arco appenninico, mentre – tra gli ambiti alpini – le località più economiche risultano essere quelle della Regione Piemonte e, a seguire, quelle del Friuli Venezia Giulia, sempre per il solo soggiorno in hotel con trattamento di mezza pensione (media regionale). Un’analisi, questa, che valuta solo il costo del soggiorno e non la qualità percepita ed offerta dalle strutture. È infatti utile ricordare, a tal proposito, come la «classifica delle destinazioni montane italiane» stilata da Skipass Panorama Turismo in previsione di questa stagione invernale7  abbia indicato nelle prime 10 posizioni - come «località con i migliori alberghi» – 3 località dell’Alto Adige (due delle quali in prima e seconda posizione) e 2 località della Valle d’Aosta. A questa spesa vanno ovviamente aggiunti i costi per lo skipass, come pure eventuali costi di noleggio attrezzature, maestri di sci, etc., ma anche le spese per attività ricreative, shopping, tassa di soggiorno (ove presente), etc.

Oltre 900 milioni di fatturato
Ma quanto vale questo periodo nella «bilancia» dell’economia turistica del settore, considerando turisti ed escursionisti sia italiani che stranieri?
La settimana di Carnevale «pesa» sulla bilancia turistica della Montagna Bianca Italiana per il 9,2% del totale del fatturato stagionale: nello specifico, nel periodo che da sabato 25 febbraio a domenica 5 marzo (considerando quindi anche questa domenica), Skipass Panorama Turismo stima un fatturato – per la Montagna Bianca Italiana – pari a 905 Milioni 814mila Euro, così suddivisi:
• 404 Milioni 950mila Euro il fatturato del sistema ospitale nella sua complessità di strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere;
• 399 Milioni 580mila Euro è il fatturato dei servizi quali noleggio attrezzature, maestri di sci, skipass ed impianti di risalita vari, etc., vale a dire i servizi collegati alla pratica delle discipline sportive sulla neve;
• 101 Milioni 283mila Euro è l’ulteriore fatturato generato da altri servizi quali ristorazione, commercio, attività ricreative e di divertimento, etc.
Quindi, in questo periodo (da sabato 25 febbraio a domenica 5 marzo) il sistema turistico nazionale della Montagna Bianca incasserà circa 100 Milioni di Euro al giorno.

Note
1 metodologia Skipass Panorama Turismo
2 valore medio nazionale
3 sul totale delle strutture analizzate – vedi metodologia
4 stato dell’arte in data 9 febbraio 2017
5 la media occupazione sul totale delle strutture ospitali è stata calNOTEcolata in data 9 febbraio 2017
6 valore ponderato e calcolato sulla totalità delle strutture ricettive rispondenti, senza differenziazione di classifica, con trattamento HB
7 rilevazione sul «mercato» realizzata attraverso 1.004 interviste CATI e 996 interviste CAWI ad italiani – vedi metodologia «Situazione Congiunturale Montagna Bianca Italiana – Inverno 2016-2017 – Previsioni e Tendenze»


 

 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
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Tags: Osservatorio Turistico
Nonostante le bizzarrie meteorologiche sempre più imprevedibili, nonostante che (ad esempio) sulle Alpi Occidentali abbia nevicato tantissimo e sulle Alpi Orientali pochissimo, il bilancio dell’economia indotta dal turismo invernale trainato dallo sci registra eccellenti segnali di positività per l’inverno 2016/17 grazie (anche e soprattutto) alle tecnologie e agli investimenti ormai capaci di sostituire la neve naturale con la neve tecnica per garantire la sciabilità delle
  JFC,  professionisti
dell’indagine turistica

JFC è un’agenzia di indagini e consulenze in campo turistico che ha sede a Faenza (Ravenna). È nata nel febbraio 2006 grazie ad esperienze professionali sviluppate in ambito turistico in oltre vent’anni di attività. JFC si occupa di consulenza turistica e marketing territoriale offrendo il proprio sapere al servizio ed allo sviluppo di imprese, istituzioni ed autonomie funzionali. L’agenzia si fonda sull’apporto delle capacità maturate nel management e marketing turistico, e la sua forza consiste proprio nell’unione di competenze diverse. Grazie anche ad una fitta rete di relazioni professionali e alla collaborazione già in atto con esperti italiani ed internazionali, JFC garantisce il giusto mix di conoscenze necessarie a trovare le migliori soluzioni per coloro che operano nei settori dell’ospitalità, del leisure e del marketing territoriale. Suo fondatore e amministratore unico è Massimo Feruzzi, un professionista che svolge attività nel campo del turismo in qualità di consulente di marketing, programmazione e pianificazione territoriale, è ricercatore e Project Manager Advisor a servizio di Enti Pubblici ed Aziende Private. Responsabile di Skipass Panorama Turismo (Osservatorio Italiano del Turismo Montano)  e dell’Osservatorio Nazionale sulla Tassa di Soggiorno nonché di vari Osservatori Turistici di Destinazione. Giornalista, è direttore responsabile di Crescita Turismo Professional Tourism Book.
www.jfc.it

stazioni invernali. Lo dice l’annuale e fondamentale «Consuntivo stagione invernale» prodotto dall’Osservatorio Italiano del Turismo Montano a cura dell’agenzia JFC di cui pubblichiamo ampi stralci in queste pagine. Il centro di ricerca specializzato nell’indagine sul mercato del turismo e degli sport invernali  promosso da Modena Fiere ha monitorato i flussi di arrivi e presenze, l’andamento turistico, economico, commerciale della filiera legata alla frequentazione della montagna invernale italiana compulsando e valutando i dati provenienti dagli operatori professionali di 61 stazioni sciistiche e utilizzando, come ulteriore indicatore, l’indice EBITDA che definisce il tasso lordo di redditività di un'impresa. A conti fatti risulta evidente che in Italia il fascino della montagna bianca è intatto e continua ad attirare l’utenza sia italiana che straniera con una offerta di eccellente qualità che produce un fatturato complessivo attorno ai 10 miliardi di Euro

Soddisfazione generale per la stagione invernale che abbiamo alle spalle: questo può essere il tema predominante che emerge dal consuntivo di Skipass Panorama Turismo relativamente alla stagione invernale 2016/2017. Di certo l’elemento primario della stagione è stata la certezza (per gli sciatori) di avere sempre (e quasi ovunque) piste perfettamente innevate e sempre aperte, nonostante diverse località dell’arco alpino dell’area Nord-Est abbiano sofferto di scarse precipitazioni nevose. Si tratta, questa, di una conseguenza dettata da passate stagioni nelle quali la mancanza di neve ha obbligato molte società di gestione degli impianti ad investire in questo ambito, e che ha permesso a tutti i territori di non farsi trovare impreparati. In sostanza, sono le stesse società degli impianti a fune che rappresentano l’hardware del sistema turistico invernale, soprattutto negli ambiti dove quest’anno non ha quasi mai nevicato, vale a dire le Dolomiti venete e quelle trentine. In un contesto dunque positivo, vi sono state destinazioni che hanno segnato indici in forte crescita ed altre che hanno fatto registrare indici sostanzialmente stabili, con alcuni elementi caratteristici riscontrabili a macchia di leopardo sull’arco alpino e sul versante appenninico:
• soddisfazione in Valle d’Aosta, grazie soprattutto ad un incremento degli ospiti stranieri, con inglesi, svizzeri, francesi e russi su tutti;
• molto bene l’andamento a Sestriere e Sauze d’Oulx, con forti indici di crescita da parte degli ospiti inglesi e francesi, come pure a Bardonecchia;
• a Bormio la stagione invernale è stata la migliore dell’ultimo triennio, con Repubblica Ceca e Regno Unito quali mercati esteri che generano le maggiori presenze;
• in Alto Adige l’andamento è stato in linea con i risultati dello scorso anno, con alcune località che segnano dati in leggera riduzione rispetto allo scorso anno, con i maggiori incrementi rilevati da Svezia, Regno Unito e Russia;
• buona anche la stagione in Val di Sole, con un incremento più significativo per le piccole località (ad esempio Peio) rispetto a quelle di maggiori dimensioni (come Folgarida e Marilleva); forte incremento di ospiti provenienti dalla Polonia e dalla Repubblica Ceca;
• soddisfacenti anche i risultati – in termini sia di presenze che di fatturato – per la Val di Fiemme – dove il primo mercato estero è quello polacco, mentre in Val di Fassa si è avuto un calo di qualche punto percentuale; anche qui la Polonia rappresenta il primo mercato estero, seguita da Germania, Russia e Danimarca;
• stessa situazione anche a Madonna di Campiglio-Pinzolo, che segna leggeri indici di crescita, con i maggiori valori incrementali per gli ospiti polacchi, russi ed inglesi;
• stabilità anche per Cortina d’Ampezzo, con riduzione degli italiani ed incremento degli ospiti stranieri, come pure per le altre località venete e per quelle del Friuli Venezia Giulia;
• sostanziale stabilità per le località sciistiche dell’Appennino toscano e dell’Emilia Romagna, nonostante un inizio ritardato ed una chiusura anticipata, causa mancanza di neve;
• difficile, invece, la situazione nelle località del dorsale appenninico del centro Italia, sia quelle abruzzesi e molisane sia quelle dell’area laziale (Terminillo), dove allarmi e scarsità di neve hanno inciso pesantemente;
• bene, invece, le piccole località sciistiche della Calabria – che però hanno percentuali irrisorie di clientela straniera – e quelle siciliane.

Quando l’ospitalità fà rima con l’eccellente qualità
Per quanto riguarda il sistema ospitale, sono stati gli alberghi di qualità e di categoria superiore ad ottenere le migliori performances, anche grazie alla presenza di piscine e centri benessere interni alle strutture. Un’altra tendenza manifestatasi (da parte degli Italiani) è stata la riduzione del soggiorno ed il corrispondente «passaggio» a strutture ricettive più prestigiose. Si è notato altresì, in circa la metà delle destinazioni monitorate, un incremento sia dei week end lunghi sia delle settimane bianche. Il mese che ha dato le maggiori soddisfazioni a livello nazionale è stato febbraio. In merito all’intrattenimento, in fortissima ascesa la richiesta di ristorazione in quota, come pure si conferma l’interesse per tutto ciò che è animazione per i piccoli ospiti, sulle piste come pure nelle località e nelle strutture. In sostanza, le positive previsioni di Skipass Panorama Turismo sono state leggermente superate: quest’anno la mancanza di neve ha «colpito» solo l’area alpina Nord-Est del Paese, che però ha mantenuto le posizioni acquisite in quanto a market share, mentre tutta l’area Nord-Ovest ha ottenuto ottimi risultati, con le località piemontesi ed il comprensorio della Via Lattea su tutte.

In anni come questi, però, non ci si può limitare ad interpretare i dati relativi alle presenze ed ai fatturati: serve una riflessione ulteriore, perché il vero elemento differenziale è dato dalla redditività delle aziende che compongono la filiera turistica della montagna bianca italiana. Anche per questo motivo Skipass Panorama Turismo ha quindi voluto confermare l’indicatore utilizzato lo scorso anno, che è l’EBITDA (Earning Before Interest Taxes Depreciation and Amortization) (1), vale a dire il risultato aziendale prima degli interessi, imposte ed ammortamenti, ovviamente basato sulle vendite/fatturato della stagione invernale nella sua complessità.
Si tratta di un parametro che riteniamo di grande interesse perché, come si vedrà più avanti, se le presenze ed i fatturati sono elementi di valutazione sì interessanti ma non esaustivi circa la redditività, l’EBITDA non lascia scampo alla singola interpretazione, in quanto indica la redditività aziendale, indipendentemente dal fatturato e/o dalle presenze stesse.

L’attrazione irresistibile dello «snow appeal»
Anche quest’anno, terminata la stagione invernale, il «circo bianco italiano» tira quindi le somme: il primo risultato che emerge è quello di un settore che continua a generare appeal, spostandosi sempre di più dalla «sola vacanza attiva» al «leisure completo». A tal proposito è utile ricordare che questo comparto risulta essere, in ambito turistico, quello più complesso, in quanto si sviluppa attorno ad una filiera composta da un’enormità di servizi ed aziende, spesso molto articolate per quanto riguarda la gestione e gli investimenti, il sistema di accoglienza e dei servizi complementari, etc., incidendo fortemente anche sui servizi locali. L’inverno 2016/2017 ha chiuso pertanto con segnali in positivo, sia in termini di presenze sia di fatturato: emerge inoltre un dato positivo anche per quanto riguarda il risultato aziendale che, comparato allo scorso anno, manifesta un indice decisamente interessante. L’Osservatorio Italiano del Turismo Montano ha infatti inteso analizzare l’andamento complessivo della stagione invernale: sono state prese in considerazione non solo le presenze, i fatturati e l’EBITDA ma, in maniera più completa, tutti i fattori che hanno inciso sull’andamento stagionale. Skipass Panorama Turismo svolge questa attività grazie all’interpretazione di tutti quegli indici utili a comprendere i fenomeni che hanno condizionato (e condizioneranno in futuro) il settore più complesso del Turismo italiano che è appunto quello della montagna bianca: un settore, questo, che vede il coinvolgimento di diversi servizi; da quello ricettivo agli impianti di risalita, da quello ristorativo alle scuole di sci, dalle opzioni di divertimento e svago alle opportunità di benessere, dalle seconde case al sistema dei consorzi turistici, etc. Il modello di analisi di Skipass Panorama Turismo prende infatti in esame l’insieme degli operatori che ruotano attorno al “sistema neve”, perché solo in questa maniera è possibile avere un quadro scientifico ed attendibile di questo settore, sottoponendo ad analisi ben 61 destinazioni a livello nazionale. Per l’anno in corso è stata altresì effettuata una prima analisi tendenziale sull’andamento della prossima stagione estiva, sempre facendo riferimento alle destinazioni monitorate da Skipass Panorama Turismo durante l’inverno. In questo caso si nota ottimismo: gli stessi operatori intervistati, come pure i referenti degli IAT, dei Consorzi, delle imprese dei servizi, etc., intravvedono nell’imminente estate segnali positivi, in linea con la stagione invernale appena terminata.

Una stagione positiva con un Carnevale da record
Dopo le festività di Natale e Capodanno il periodo di Carnevale è, da sempre, il periodo che registra la maggiore percentuale di occupazione, con un conseguente incremento anche dei prezzi. Skipass Panorama Turismo ha inteso analizzare l’andamento circa la situazione in termini di prenotazioni, prezzi, offerte, indice di occupazione, etc. del sistema ricettivo operante nelle 61 destinazioni sottoposte a monitoraggio (2). Il periodo di Carnevale si conferma, anche per l’inverno 2016/2017, con ottimi indici di occupazione. Infatti, nel periodo 25 febbraio/5 marzo 2017 il sistema turistico della Montagna Bianca Italiana ha incassato circa 100 milioni di Euro al giorno, per complessivi 905 milioni 814mila Euro. Il costo di un soggiorno per la settimana di Carnevale – per una famiglia (2 adulti e 1 bambino) – è stata pari a 2.004,00 Euro (3), per il solo soggiorno, escludendo quindi i costi relativi alla pratica sportiva. Il primo dato che è emerso da questa fase di ricerca è stato chiarissimo: nel periodo di Carnevale le promozioni «si bloccano». Basti pensare che solo l’1,6% delle strutture ricettive (4) propone, in questo periodo, anche l’offerta «skipass incluso»: tutte le altre escludono l’offerta a priori. Altro dato interessante riguarda l’occupazione (5). Infatti, sempre facendo riferimento alle strutture ricettive analizzate, emerge che:
• a livello nazionale, già 15 giorni prima del periodo di Carnevale, ben il 21,2% delle strutture ricettive segnavano il «sold out» per questa settimana di vacanza;
• tale indice decresceva gradualmente spostandosi dalle località delle alpi centrali (Trentino Alto Adige: 29,3%) a quelle delle alpi occidentali (26,9%) sino a quelle delle alpi orientali (5,7%), per poi diminuire ancora di più per quanto riguarda le strutture delle località appenniniche (2,3%);
• le strutture classificate 4 stelle sono state quelle che hanno segnato le maggiori percentuali di «tutto esaurito» per il periodo (27,5%), sempre valutando la situazione 15 giorni prima della settimana di Carnevale.

Tra le località alpine, quelle che hanno segnato (con l’analisi in oggetto, quindi quindici giorni prima della data di Carnevale) gli indici di occupazione più alti per il periodo, sono state quelle della Provincia di Trento (73,1%), mentre quelle con gli indici di occupazione più bassa sono state quelle del Friuli Venezia Giulia (51,7%) (6) : qui vi era anche una delle poche località italiane – Tarvisio skipass incluso - dove era possibile trovare, per Carnevale, offerte di alloggio con skipass incluso.
Skipass Panorama Turismo ha anche analizzato la spesa che una famiglia italiana doveva sostenere per trascorrere la settimana di Carnevale (dal 25 febbraio al 4 marzo) sulle piste delle nostre località montane. Dalla rilevazione è emerso che un nucleo familiare composto dai genitori e da un figlio di età inferiore agli 8 anni ha dovuto prevedere una spesa media per il solo soggiorno (con trattamento di mezza pensione) pari ad Euro 2.004,00. Prezzo che ovviamente variava a seconda della categoria della struttura ricettiva prescelta, infatti:
• il prezzo medio, a livello nazionale, per il nucleo familiare che ha scelto un hotel 2 stelle è stato pari ad Euro 1.184,00 (sempre con trattamento di mezza pensione);
• per chi ha preferito un hotel 3 stelle, il prezzo medio – sempre a livello nazionale  si è assestato a 1.694,00 Euro (sempre con trattamento di mezza pensione);
• per un hotel di categoria 4 stelle, sempre con trattamento di mezza pensione, il prezzo per il soggiorno del nucleo familiare è salito sino a 2.908,00 Euro (media a livello nazionale). Riportando questa analisi sugli ambiti territoriali, è emerso quale sia stato il territorio regionale più costoso per dormire e quello dove si è speso di meno per la settimana di Carnevale (7):
Alto Adige e Valle d’Aosta: le strutture turistiche che operano nelle località di questi due ambiti territoriali sono quelle dove è stato necessario spendere di più per soggiornare a Carnevale: 2.381,00 Euro come media in Alto Adige e 2.282,00 Euro in Valle d’Aosta, sempre come media. Si è speso di meno della metà per soggiornare in una struttura dell’arco appenninico, mentre – tra gli ambiti alpini – le località più economiche sono risultate essere quelle della Regione Piemonte e, a seguire, quelle del Friuli Venezia Giulia sempre per il solo soggiorno in hotel con trattamento di mezza pensione (media regionale). Un’analisi, questa, che ha valutato solo il costo del soggiorno e non la qualità percepita ed offerta dalle strutture. E’ infatti utile ricordare, a tal proposito, come la «classifica delle destinazioni montane italiane» stilata da Skipass Panorama Turismo in previsione di questa stagione invernale (8) abbia indicato nelle prime 10 posizioni - come «località con i migliori alberghi» – tre località dell’Alto Adige (due delle quali in prima e seconda posizione) e 2 località della Valle d’Aosta. A questa spesa sono stati ovviamente aggiunti i costi per lo skipass, come pure eventuali costi di noleggio attrezzature, maestri di sci,
etc., ma anche le spese per attività ricreative, shopping, tassa di soggiorno (ove presente), etc. Skipass Panorama Turismo ha anche valutato «il valore» di questo periodo nella «bilancia» dell’economia turistica del settore, considerando turisti ed escursionisti, sia italiani che stranieri. Nella stagione invernale 2016/2017 la settimana di Carnevale ha «pesato» sulla bilancia turistica della Montagna Bianca Italiana per il 9,2% del totale del fatturato stagionale: nello specifico, nel periodo che da sabato 25 febbraio a domenica 5 marzo (considerando quindi anche questa domenica), Skipass Panorama Turismo ha stimato un fatturato – per la Montagna Bianca Italiana – pari a 905 Milioni 814mila Euro, così suddivisi:
• 404 milioni 950mila Euro è stato il fatturato del sistema ospitale nella sua complessità di strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere;
• 399 milioni 580mila Euro è stato il fatturato dei servizi quali noleggio attrezzature, maestri di sci, skipass ed impianti di risalita vari, etc., vale a dire i servizi collegati alla pratica delle discipline sportive sulla neve;
• 101 milioni 283mila Euro è stato l’ulteriore fatturato generato da altri servizi quali ristorazione, commercio, attività ricreative e di divertimento, etc. Quindi, in questo periodo (da sabato 25 febbraio a domenica 5 marzo) il sistema turistico nazionale della Montagna Bianca ha incassato circa 100 Milioni di Euro al giorno.

Le risultanze principale di un inverno che dà fiducia
Anche per la stagione invernale 2016/2017 Skipass Panorama Turismo – Osservatorio Italiano del Turismo Montano – presenta lo «stato dell’arte» della montagna bianca, con specifiche che fanno riferimento a vari settori quanto ad andamenti, quote di ospiti italiani e stranieri, aree di provenienza della clientela nazionale ed estera, indici di spesa, andamenti specifici per periodi (Natale e Capodanno, Settimane Bianche, Pasqua), richieste degli ospiti, investimenti previsti dagli imprenditori del settore, etc. Riteniamo importante confermare l’importanza del fatto che i dati rilevati fanno riferimento all’insieme del «sistema montagna bianca» delle destinazioni montane prese in analisi, comprendendo quindi le strutture ricettive (alberghi, residenze, villaggi, etc.), gli appartamenti per vacanze, le seconde case, gli impianti di risalita, i servizi di noleggio attrezzature, le scuole di sci, il sistema della ristorazione e del commercio, etc.
Queste informazioni sono trattate sia per il comparto nazionale complessivo come pure per le tre macro-aree, quali il nord-est, il nord-ovest e il centro-sud Italia.
L’Osservatorio Italiano del Turismo Montano sviluppa inoltre le sue risultanze su tutti gli ambiti di interesse, quali:
• l’andamento consuntivo – a livello nazionale – delle strutture ricettive;
• l’andamento consuntivo – a livello nazionale – delle Scuole di Sci;
• l’andamento consuntivo delle strutture ricettive suddivise per aree geografiche.

Vengono poi analizzati altri elementi che fanno riferimento ad ognuna delle 61 destinazioni montane complessive che si sono analizzate nell’inverno appena terminato: questo risultato si è ottenuto ampliando di anno in anno le località e gli operatori sottoposti a monitoraggio, partendo dalle iniziali 28 destinazioni della montagna bianca italiana. Tutte le destinazioni sono state quindi sottoposte ad indagine, ricavando, con tale metodologia, una serie di elementi che permettono non solo di avere una chiara visione dell’andamento della stagione appena terminata ma anche di effettuare una riflessione sul futuro della Montagna Bianca Italiana.
La stagione invernale 2016/2017 si chiude, per il comparto del «sistema neve italiano» – in tutte le sue componenti che vanno dal settore ricettivo a quello ristorativo, dagli impianti alle scuole di sci, dai servizi di noleggio al commercio sino dal divertimento, leisure, etc. – con un incremento delle presenze pari al +4,2% ed un parallelo incremento del fatturato del +4,7% rispetto ai dati dello scorso anno. Il dato più rilevante – in termini positivi – è quello che fa riferimento all’EBITDA, che per la imprese della filiera turistica nel loro complesso è cresciuto del +8,9%. Nell’inverno 2016/2017 il comparto ha quindi recuperato, nel suo complesso, una quota economica di rilievo, pari a 447 Milioni di Euro, portando il fatturato del settore a 9 Miliardi 974 Milioni di  Euro.
Tra i dati emersi dalla rilevazione, riportiamo alcuni tra quelli considerati più rilevanti:
per quanto riguarda le strutture ricettive a livello nazionale, emerge che, rispetto alla scorsa stagione invernale:
• vi è stato un incremento di presenze pari al +4,6%;
• il fatturato è anch’esso cresciuto, ma in maniera leggermente inferiore: +4,2%;
• più elevato il valore del risultato aziendale delle imprese del ricettivo: l’EBITDA ha subito infatti una crescita – rispetto ai dati negativi dello scorso anno – pari ad un +7,1%;
• complessivamente, nella stagione 2016/2017 i prezzi delle strutture ricettive sono aumentati del +2,7%;
• la clientela delle strutture ricettive è composta, a livello nazionale, dal 46,3% da clientela italiana e per il restante 53,7% da ospiti stranieri;
• la regione italiana che genera i maggiori flussi di clientela per la montagna bianca italiana è la Lombardia, seguita da Lazio e Toscana; quest’anno, rispetto alla passata stagione invernale, si sono invertite la posizione la terza e la quarta regione; al quarto posto si colloca infatti l’Emilia Romagna, che perde una posizione;
• la Nazione dalla quale provengono i maggiori flussi di ospiti stranieri è la Germania, seguita dalla Polonia e dal Regno Unito; rispetto allo scorso anno, conquista la vetta la Germania e si inserisce sul podio la Polonia, mentre il Regno Unito perde due posizioni;
• la Nazione dalla quale si sono avuti, nel corso dell’ultima stagione invernale, i maggiori incrementi di arrivi e presenze è la Polonia che quest’anno si posiziona davanti a Regno Unito e Danimarca; al quarto posto troviamo la Svizzera, davanti a Belgio e Francia;
• i clienti fedeli, che sono tornati nella stessa struttura dello scorso anno, rappresentano il 48,1% del totale della clientela (erano il 51,9% lo scorso anno ed il 40,6% due inverni fa);
• la permanenza media degli ospiti è stata di 4,8 giorni, in crescita costante rispetto allo scorso anno (4,7 giorni) ed all’anno precedente (4,6 giorni);
• il rapporto prezzo/qualità è stato – anche quest’anno – il primo elemento che ha condizionato la scelta della clientela, seguito dal solo fattore prezzo; o il prezzo medio per persona per una settimana bianca, con trattamento di mezza pensione, è stato di 628,40 euro, contro i 612,54 euro della passata stagione ed i 576,67 Euro della stagione ancora precedente;
• per la prossima stagione invernale (2017/2018) la maggior parte degli operatori del settore ricettivo intende «effettuare interventi strutturali», poi «aumentare il numero di pacchetti promozionali» e, successivamente, «aumentare le tariffe» come pure «sviluppare nuovi accordi commerciali con il sistema dell’intermediazione»;

L’analisi delle strutture ricettive: presenze in aumento o stabili
L’analisi delle presenze complessive registrate nel corso della stagione invernale 2016/2017 nelle strutture ricettive oggetto dell’indagine, evidenza una situazione in cui predomina una situazione di stabilità rispetto allo scorso anno. Infatti, il 55,6% degli intervistati conferma una situazione in linea con l’anno precedente, mentre il 24,0% degli albergatori ha notato un aumento delle presenze, il 20,4% ha registrato invece un decremento rispetto alla precedente stagione invernale.
Focalizzando ulteriormente l’analisi, l’aumento medio delle presenze è stato del 15,0% (era il 6,1% lo scorso anno), con il picco maggiore nell’intervallo «oltre il 10%», registrato dal 55,1% degli operatori. La media di diminuzione delle presenze è stata invece del 13,3% (nella stagione invernale precedente risultava il 10,7%), con il 47,5% degli operatori che segnalano un calo nell’intervallo «dal 5,1% al 10%», un 40,0% che segnala un calo «oltre il 10%» ed un 10% che indica invece una diminuzione «dal 3,1% al 5%» e un 2,5% «dallo 0,1% al 3,0%» .
Considerando quindi i due parametri sopra indicati e le quote di maggiore incidenza negativa, la stagione invernale appena trascorsa ha registrato un incremento delle presenze – a livello nazionale – pari al +4,6%: si tratta di un segnale in controtendenza rispetto all’ultima stagione invernale, che permette di migliorare anche l’andamento registrato due inverni fa (stagione 2014/2015). Analizzando l’andamento delle presenze dei turisti italiani e di quelli stranieri, si nota come i primi (italiani) continuino nel trend leggermente positivo iniziato negli scorsi anni, nonostante rimangano le presenze straniere quelle che rappresentano il «core» della montagna bianca italiana. Pertanto, la percentuale degli albergatori intervistati che dichiarano di avere registrato una riduzione delle presenze dei turisti italiani si è notevolmente ridotta rispetto alle stagioni precedenti, passando dal 67,2% dell’inverno 2012/2013 al 58,3% della stagione 2013/2014, poi riducendosi al 34,9% del 2014/2015, al 38,9% del 2015/2016 per arrivare ad una situazione attuale in cui la riduzione dei turisti italiani secondo gli albergatori è del 27,3%. Allo stesso tempo la quota di albergatori che affermano di avere avuto un aumento delle presenze di turisti stranieri continua a limarsi, passando dal 63,3% dell’inverno 2013/2014 al 48,8% dell’inverno 2014/2015, al 36,4% del 2015/2016, per arrivare infine nella stagione 2016/2017 ad un 30,5%.

Analizziamo nello specifico la situazione:
• le presenze dei turisti italiani sono stabili per il 50,7% (erano il 32,6% lo scorso inverno), segnano una diminuzione per il 27,3% degli albergatori intervistati (contro il 38,9% della passata stagione), mentre sono in aumento per il restante 22,0% (contro il 28,5% del precedente inverno);
• per quanto riguarda le presenze degli stranieri, segnala una situazione di stabilità il 53,3% dei gestori delle strutture ricettive intervistati (erano il 47,6% lo scorso anno), un incremento il 30,5% dei gestori delle strutture ricettive intervistati (contro il 36,4% della precedente stagione) mentre diminuiscono per il 16,2% (pressoché simili allo scorso anno con il 16,1%).
Analizziamo ora la situazione relativa all’andamento complessivo del fatturato delle strutture ricettive registrato nella stagione invernale 2016-2017: il 51,3% riscontra una situazione di sostanziale stabilità rispetto allo scorso anno (quando la quota era pari al 31,3%), il 28,9% registra un incremento di fatturato rispetto all’anno precedente (era il 38,1% lo scorso anno) ed il 19,7% degli operatori intervistati hanno constatato, invece, una riduzione (contro il 30,6% dello scorso inverno).
Nel dettaglio, il fatturato è diminuito, in media, dell’11,8% (lo scorso anno si segnalava una riduzione media del 9,7%) registrando il picco massimo nell’intervallo «dal 3,1% al 5%», citato infatti dal 33,3% degli operatori. Risulta invece più basso l’aumento medio, che si attesta al 9,4% (era il 6,7% lo scorso anno): in questo caso il 51,4% degli intervistati dichiara un aumento nella fascia «dal 5,1% al 10%».

Nel complesso, la stagione invernale ha registrato un incremento del fatturato complessivo a livello nazionale, per il settore delle strutture ricettive, pari al +4,2%. Per una più corretta valutazione circa la redditività delle aziende della filiera turistica della montagna bianca italiana, è stato analizzato anche il dato relativo all’EBITDA (Earning Before Interest Taxes Depreciation and Amortization), quindi il risultato aziendale prima degli interessi, imposte ed ammortamenti, ovviamente basato sulle vendite/fatturato della stagione invernale nella sua complessità. Emerge che la quota di operatori che dichiarano una diminuzione dell’EBITDA sia pari al 27,4% degli intervistati (contro il 55,9% dello scorso anno), mentre sono superiori sia coloro che affermano di avere ottenuto un’EBITDA stabile ed in aumento. Emerge così che vi è un aumento medio complessivo di questo valore pari al +7,1%.

Rivolgendosi all’analisi dei prezzi praticati nelle strutture ricettive, anche quest’anno la maggior parte degli operatori intervistati dichiara di avere lasciato i prezzi invariati rispetto alla stagione precedente: si tratta di una quota del 72,1%, superiore di oltre 10 punti rispetto alla passata stagione (era il 61,0%). Diminuisce invece la quota di coloro che dichiarano di avere aumentato le tariffe, pari al 27,0% (l’inverno scorso era il 38,4%), mentre quasi nessuno ha abbassato le tariffe (0,9%). A livello complessivo, nel corso della stagione invernale 2016/2017, i prezzi del “sistema ospitale” della Montagna Bianca Italiana sono aumentati del +2,7% (mentre la scorsa stagione erano cresciuti del +2,9%).

Passando all’analisi della composizione della clientela delle strutture ricettive oggetto dell’indagine, la montagna invernale si conferma ancora una volta un ottimo attrattore di clientela straniera: nel confronto tra le provenienze dei turisti, infatti, gli stranieri si aggiudicano ancora una volta il primo posto, con una quota percentuale del 53,7% sul totale della clientela delle strutture ricettive invernali prese in esame. Si tratta di un trend abbastanza stabile negli anni: 48,0% la quota nell’inverno 2011/2012; 50,02% nel 2012/2013; 53,4% quella dell’inverno 2013/2014; 54,6% nella stagione 2014/2015 e 51,1% in quella 2015/2016.
Pe quanto riguarda la provenienza della clientela che soggiorna nelle strutture ricettive, in l’Italia si riconferma il trend registrato nelle stagioni precedenti: al primo posto troviamo infatti la Lombardia, con una quota del 18,8% (era il 20,2% lo scorso inverno), seguono il Lazio con il 17,0% (era il 13,2%), la Toscana con il 12,5% (era il 10,3%) e l’Emilia Romagna con il 12,2% (era il 10,8%). Poi vi è il Piemonte con il 5,7%, la Puglia 5,5%, il Veneto con il 5,2%, il Trentino Alto Adige con il 4,6%. Quote minori di flussi sono state generate dalla Sicilia (3,3%), dalla Calabria (3,0%), dalla Campania (2,4%), dalle Marche (2,1%) e dalle altre regioni 7,7%).

Dall’analisi delle provenienze estere si regista un «cambio al vertice», con la Germania che supera tutti e conquista la vetta a discapito del Regno Unito, vi è poi un deciso passo in avanti anche da parte della Polonia. Gli operatori indicano infatti ai primi posti della graduatoria la Germania con il 13,1% (erano l’11,8% lo scorso anno), la Polonia con il 12,7% (un incremento deciso rispetto all’anno precedente in cui era al 6,7%), al terzo posto si trova invece il Regno Unito con il 12,3% (lo scorso anno era al 14,8%). Seguono con quote minori il Belgio con il 10,5% (lo scorso anno era al 9,5%), la Danimarca con il 6,8% (lo scorso anno rappresentava il 5,5%), poi la Repubblica Ceca con il 5,7% (lo scorso anno era al 4,0%), la Russia con il 5,5% (lo scorso anno era all’undicesima posizione con il 3,5%), gli Stati Uniti con il 4,4% (erano al 6,4%), la Svezia con il 4,0% (contro il 5,9% della passata stagione, l’Olanda al 3,3% (era al 4,5%), l’Austria al 3,0% (era al 4,8%). Poi, ancora: Slovenia 2,9%, Francia 2,8%, Svizzera 2,3% e gli altri paesi con percentuali minori.

L’analisi delle risposte relative ai Paesi stranieri che hanno registrato il maggior tasso di crescita nel corso della stagione invernale 2016-2017 segnala cambiamenti rispetto agli ultimi anni: si assiste ad un forte incremento della Polonia che sale sul “podio” con il 21,7% (lo scorso anno era in nona posizione con il 4,2%), al secondo posto con il 19,8% il Regno Unito (lo scorso anno era al primo posto con il 18,1%), mentre si classifica al terzo posto la Danimarca con il 9,3%. Recupera posizioni anche la Svizzera con l’8,1% (la stagione precedente era al 4,2%), seguita dal Belgio con il 7,0% (l’anno scorso era all’8,1%) e la Francia con il 5,0%. Perde posizioni la Germania che si trova settima in classifica con il 4,3%, (l’inverno passato era quarta con il 9,3%). A seguire Israele (3,9%), Malta (3,5%), Olanda (3,1%, l’anno scorso era ottava in classifica con il 5,4%), Russia (2,7%, contro l’1,4% precedente). Perdono punti gli Stati Uniti d’America che scendono alla dodicesima posizione con il 2,3% (l’anno precedente erano in terza posizione con il 10,6%).
Monitorando la clientela abituale ed i nuovi clienti, si capovolge la situazione dello scorso inverno, in quanto quest’anno è superiore la quota dei nuovi clienti (51,9%) rispetto ai clienti abituali (48,1%). Coloro che soggiornano nella struttura ricettiva o frequentano la località per la prima volta sono infatti passati dal 52,1% dell’inverno 2013/2014 al 59,4%del 2014/2015, per poi scendere sotto quota 50% con il 48,1% nel 2015/2016 per poi assestarsi nella stagione 2016/2017 al 51,9%. I clienti fedeli che tornano nella stessa struttura ricettiva per la propria vacanza sulla neve rappresentavano, invece, il 47,9% nella stagione invernale 2013/2014, il 40,6% nella stagione 2014/2015, per raggiungere quota 51,9% nel 2015/2016 e scendere a quota 48,1% nella stagione attuale.

Si è proceduto inoltre ad analizzare l’andamento delle presenze nei  vari periodi di vacanza, rispetto alla stagione precedente, ne risulta la seguente situazione:
• S. Ambrogio: il 57,9% delle strutture afferma di avere registrato una stabilità delle presenze rispetto alla stagione invernale precedente, per il 21,9% si è registrato un aumento, mentre il 20,1% ha visto un calo delle presenze;
• Natale: anche qui per il 47,2% la situazione è rimasta tendenzialmente invariata, il 33,4% ha registrato una diminuzione mentre il 19,3% ha visto un aumento delle presenze in questo periodo;
• Capodanno/Epifania: è stato il periodo con la maggiore stabilità rispetto alla stagione precedente, con il 70,9% degli intervistati che dichiara, infatti, lo stesso numero di presenze; il 17,6% ha registrato un aumento mentre l’11,5% parla di diminuzione di presenze rispetto alla stagione passata;
• Gennaio/Febbraio: anche in questo periodo gli albergatori hanno visto per il 39,5% una situazione di stabilità, mentre le presenze sono aumentate per il 32,4% degli intervistati e diminuite per il 28,1% di essi.
• Marzo: per il 36,4% la situazione è rimasta pressoché invariata rispetto all’anno precedente in questa stagione mentre il 33,4% ha registrato un aumento delle presenze. Il 30,2% ha registrato invece una diminuzione delle presenze.

Quest’anno si è riscontrata una generale stabilità di presenze rispetto alla stagione precedente. Capodanno/Epifania è stato il periodo che ha visto maggior stabilità, Natale il periodo con maggiore diminuzione, mentre la fine della stagione è quella che ha verificato un maggiore aumento di presenze. Anche quest’anno Skipass Panorama Turismo ha chiesto agli operatori di indicare l’andamento delle presenze, rispetto alla stagione invernale precedente, nel caso di soggiorni in settimana bianca, per week-end/long week-end ed infra-settimanali dal lunedì al venerdì. Questa la situazione:
• Settimana bianca: il 44,1% degli operatori intervistati segnala una stabilità per questa tipologia di soggiorno, il 34,1% dichiara una diminuzione, mentre il 21,7% una crescita. Alta, quindi, la quota di coloro che dichiarano sostanziale stabilità, sebbene sia ancora maggiore la percentuale degli operatori che segnalano minor richiesta rispetto a chi, invece, segnala la ripresa delle settimane bianche;
• Week-end/Long Week-end: è in aumento per il 52,9% degli operatori, stabile per il 32,2%, in diminuzione per il restante 14,9%. Si tratta della formula di soggiorno con il livello di crescita maggiore anche nelle passate stagioni invernali, sebbene con indici inferiore rispetto allo scorso anno; continua comunque il trend positivo, risultando essere la formula di vacanza più utilizzata dagli sciatori;
• Infrasettimanale lunedì/venerdì: questa tipologia di vacanza è stabile per il 55,3% degli albergatori, è in diminuzione per il 33,2% degli operatori mentre l’11,5% ha registrato un aumento di presenze per questa formula di vacanza. Un’offerta, questa, la cui diffusione è molto lenta.
Analizzando poi i dati circa la permanenza media registrata nelle strutture ricettive durante la stagione invernale 2016/2017, risulta quanto segue:
• Si è trattato di Soggiorni Brevi (fino a 5 notti) per il 42,3% dei casi;
• di Week-End e Long Week-End (soggiorni fino a 3 notti) per il 34,3% dei casi;
• di Settimane Bianche (6-7 notti) per il rimanente 23,4%.

Anche per questa stagione invernale si conferma il trend degli scorsi anni, vale a dire la preferenza per i soggiorni brevi che restano la formula di vacanza più fruita dai turisti della montagna bianca, passati dal 57,6% nella stagione 2013/2014 al 60,1% in quella 2014/201, calano però al 46,1% nel 2015/2016 e ulteriormente in questa stagione al 42,3%. Quest’anno diminuisce anche la richiesta di week end e long week-end, che incide per il 34,3% (sono passati dal 33,9% della stagione 2013/2014, al 29,6% di quella 2014/2015 al 43,3% di quella 2015/2016). Guadagnano punti invece le settimane bianche che sono passate dall’8,5% dell’inverno 2013/2014 al 10,3% della passata stagione, per giungere al 10,6% nel 2015/2016 e arrivare al 23,4% in questa stagione. La permanenza media degli ospiti delle strutture ricettive oggetto dell’indagine, nel corso della stagione invernale 2016/2017, è stata di 4,8 giorni, leggermente superiore rispetto alla stagione precedente, dove si registrava una permanenza media di 4,7 giorni.

Skipass Panorama Turismo ha inoltre analizzato l’opinione degli operatori turistici rispetto ai fattori di scelta della struttura ricettiva da parte della clientela. Secondo gli intervistati è sempre il “rapporto qualità/prezzo” il primo elemento di scelta della struttura ricettiva da parte dei turisti, con il 44,2% (era il 55,6% lo scorso inverno), al secondo posto tra le motivazioni di scelta guadagna posizioni il «prezzo» con il 16,8% (lo scorso anno era al 9,1%). La «presenza di servizi di wellness» rimane sul podio con l’11,0% delle risposte (era al 10,6% lo scorso anno). Al quarto posto guadagnano punti gli «sconti per le famiglie con i bambini» con il 9,4% (erano al 3,5% lo scorso anno) seguite dalle «offerte promozionali interessanti» (6,0%), etc.
Per quanto riguarda gli investimenti/azioni che gli albergatori pensano di intraprendere per la prossima stagione invernale le risposte ottenute sono variate rispetto allo scorso anno. Infatti, la quota maggiore, pari al 20,2%, è data da coloro che dichiarano di voler attuare «interventi strutturali» (occupava la terza posizione lo scorso anno); segue la volontà di «aumentare i pacchetti promozionali» (14,9%) e di «volere aumentare le tariffe» (11,5%). Buona la quota di chi intende «stipulare nuovi accordi commerciali con T.o, e Adv» (10,9%) e degli operatori che intendono garantire agli ospiti «maggiore flessibilità di date ed orari» (9,7.%).

È stato inoltre chiesto agli operatori di indicare il prezzo medio, per persona, per una settimana bianca, con servizio di mezza pensione, che è stato applicato durante la stagione invernale 2016/2017.
Anche quest’anno la maggior parte delle strutture ricettive (27,2%) ha applicato tariffe comprese tra 301,00 e 400,00 euro; seguono, con il 25,2% delle risposte, settimane bianche con prezzi compresi tra i 401,00 ed i 500,00 euro e con il 13,5% quelle con un prezzo oltre gli 800,00 euro. Vi è poi una quota del 10,3% degli operatori che dichiara un prezzo medio – relativo sempre alla settimana bianca – variabile tra 601,00 e i 700,00 euro, mentre il 9,9% degli operatori ha applicato una tariffa di settimana bianca tra i 501,00€ e i 600,00 euro e l’8,9% tra i 701,00 euro e gli 800,00 euro. Il 4,6% invece ha applicato tariffe tra i 201,00 euro e i 300,00 euro. Si può quindi sostenere che la maggioranza degli operatori ha applicato come tariffa per una settimana bianca un range di prezzo tra i 301,00 euro   e i 500,00 euro, crescono inoltre anche gli operatori che applicano tariffe superiori agli 800,00 euro in relazione alla qualità e varietà dei servizi forniti. Complessivamente il prezzo medio per persona per una settimana bianca in mezza pensione durante la stagione invernale 2016/2017 – a livello nazionale – è stato di 628,40 euro, in leggero aumento rispetto al prezzo medio registrato lo scorso anno (612,54 Euro), raggiungendo in questo modo il valore più alto delle ultime stagioni invernali (era infatti pari 612,54 euro lo scorso anno, 606,67 euro nella stagione invernale 2014/2015, 545,91 euro nella stagione invernale 2013/2014, 525,00 euro nella stagione 2012/2013 e 495,48 nell’inverno 2011/2012).                         n

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Created: Martedì, 26 Aprile 2016 08:31
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