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Gallery 3 Columns - MontagnaOnline.com

Tag: Servizi alla clientela

Created: Lunedì, 14 Maggio 2018 09:19
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Category: Portfolio
Tags: Servizi alla clientela, Fiere Chiusura Stagione 2018
 

Avanti tutta verso «il noleggio del futuro»

Presente alla fiera Prowinter di Bolzano e all’ISPO di Monaco, l’azienda austriaca di Ried im Innkreis rappresentata in Italia dalla filiale guidata da Christian Thaler ha presentato numerose innovazioni nel «sistema di accoglienza» dello sciatore

Il 2017 è stato il terzo anno consecutivo da record per Wintersteiger Italia ed anche per la casa madre Wintersteiger AG. Gli sviluppi dei nuovi macchinari automatizzati per la preparazione e la manutenzione degli sci Mercury, Discovery e soprattutto il nuovo Scout hanno dato forti impulsi nelle vendite. Anche il settore rental, grazie al software Easyrent da ai sistemi di noleggio e deposito Easystore, sono cresciuti in modo importante negli ultimi tre anni.  Nel 2017 è stato presentato il nuovo robot di entrata Scout, il più piccolo della linea di macchina automatizzate di Wintersteiger che ha riscosso da subito un grosso successo sul mercato. Soprattutto in Italia questo robot di dimensioni compatte ma molto tecnologico, destinato ad una categoria di clienti che vuole approcciarsi all’automazione, è stato accettato positivamente dal mercato.  Il consenso per questa nuova macchina e per l’intera produzione Wintersteiger è stata espressa dagli addetti ai lavori alle fiere a cui il marchio austriaco partecipa tutti gli anni ; tra queste l’Ispo di Monaco e le fiere nazionali di settore come Prowinter a Bolzano dove Wintersteiger ha presentato tutti i suoi prodotti in uno stand di 380 m². In queste fiere è stata presentata anche la novità mondiale assoluta che va sotto il titolo de «Il noleggio del futuro». Dopo diversi anni di studio sui processi di noleggio, Wintersteiger ha integrato nel percorso che deve fare lo sciatore per noleggiare i propri sci, un sistema di scannerizzazione in 3D del piede che permette di rilevare con precisione assoluta le dimensioni e volumetria del piede. Ciò permette all’operatore di dare con massima certezza al cliente lo scarpone più adatto al suo piede evitando molti minuti (e molti modelli) di prova prima di arrivare alla scelta giusta. Dopo avere scelto lo scarpone, il cliente lo potrà calzare e non dovrà più sfilarlo per la regolazione dell’attacco. ma potrà tenere gli scarponi ai piedi in quanto con una dima automatica «Sizefit» che va a misura, l’operatore può effettuare la regolazione. Due passaggi fondamentali delle operazioni di noleggio sono stati automatizzati e velocizzati importantemente. L’interesse da parte dei nostri clienti, per questo nuovo concetto, è stato molto forte. In generale il mercato del noleggio, laboratorio e deposito sci è ancora in crescita, anche se non con tassi così importanti come negli anni passati. Stanno crescendo anche i noleggi sci in città, soprattutto per il noleggio stagionale. La neve e le buone condizioni dell’ultima stagione hanno sicuramente influito tantissimo sul business dei clienti Wintersteiger che, in generale, hanno chiuso l’inverno 2017/18 con ottimi risultati.
www.wintersteiger.com

Created: Lunedì, 14 Maggio 2018 08:56
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Category: Portfolio
Tags: Servizi alla clientela
 

 

Il «laboratorio di ricerca» attivato da Prowinter e coordinato da Alfredo Tradati ha organizzato durante le giornate della fiera di Bolzano il «1° Ski Rental Summit», un convegno dove per la prima volta si è  presentato un censimento ragionato dell’attività che sta cambiando il mercato dell’attrezzatura tecnica per gli sport invernali, frutto di un’indagine compiuta tra gli oltre 800 noleggiatori che operano in Italia. Ne è emersa una articolata trattazione  che ha toccato le molte e diverse problematiche del settore e ha comunque messo in luce come il noleggio sia ormai diventato un comparto importante non soltanto sul piano commerciale ma anche quale componente sempre più rilevante e qualificante nel sistema di accoglienza delle località turistiche invernali

Alfredo Tradati
Andrea Macchiavelli
Andrea Formento
Gerhard Gostner
Simone Patat

Il noleggio, questo sconosciuto? Si può dire, perché il fenomeno che da anni ormai sta cambiando il mercato dell’attrezzatura tecnica e il costume degli sciatori non è ancora stato messo perfettamente a fuoco, razionalizzato, compreso. È cresciuto spontaneisticamente sulle ceneri di depositi obsoleti stipati nei retrobottega dei negozi dove vecchie attrezzature venivano buone al massimo per qualche principiante,  maschio e femmina che fosse, per qualche bambino, per qualche «cannibale» occasionale arrivato sulla soglia della virata elementare. Lo sciatore evoluto, capace di curve condotte, scodinzoli e serpentine, non si sarebbe mai sognato di avere a che fare con quella roba di quart’ordine; lo sciatore evoluto  voleva i suoi sci, personali, gelosamente esclusivi, comperati nel negozio più attrezzato e competente della sua città o della località sciistica abituale.  Ebbene, il mondo sta cambiando, il rapporto di forze nel trade si sta ribaltando.  Sotto la spinta di pionieri intraprendenti come Erwin Stricker e il suo circuito «Rent & go», con il consenso delle stesse aziende che pensavano di intravedere un proficuo mercato parallelo, l’attività di noleggio si è progressivamente e costantemente qualificata e  perfezionata proponendo non più attrezzi mediocri non molto dissimili dalla spazzatura ma prodotti di qualità avanzata e d’alta gamma, delli di sci, scarponi e attacchi per praticanti esigenti dal buono e ottimo livello tecnico che hanno cominciato a fidarsi e poi a trovare quantomai comodo e funzionale noleggiare anziché acquistare per una serie di ragioni, non ultima quella economica.  Il fenomeno noleggio, in questa nuova dimensione diciamo «di qualità», è cresciuto enormemente negli ultimi vent’anni, in una specie di percorso sotterraneo disordinato e non regolamentato ma che ha comunque creato un mercato specifico sempre più vivo, nuovi attori e nuove professionalità, figure (i noleggiatori) che sono diventate parte integrante e non secondaria nel sistema di accoglienza di una località sciistica. Un fenomeno sempre più tangibile nei fatturati delle aziende ma anche nelle quote strappate alla vendita al dettaglio con ripercussioni da valutare in termini commerciali; un fenomeno sempre più «vero» ma fino ad oggi, incredibilmente, non ancora studiato, analizzato, soppesato nella sua reale dimensione  e nelle sue diverse e complesse implicazioni con un serio lavoro di indagine.

I numeri di un setto rein costante crescita
Finalmente si è cominciato a colmare la vistosa lacuna e a costruire una conoscenza ponderata del fenomeno grazie a Prowinter, la fiera di Bolzano nata nei primi anni Novanta proprio dalle ispirazioni di Erwin Stricker sul tema del noleggio,  che ha promosso Prowinter Lab, un «laboratorio di ricerca» affidato alla competenza e all’esperienza  di Alfredo Tradati, ex allenatore, giornalista, telecronista, poliedrico uomo di montagna, di neve e di sci con una carriera ricca di multiformi attività. Da Prowinter Lab è nato quest’anno il «1° Ski Rental Summit – Verso il noleggio responsabile»,  il primo convegno dedicato  allo studio dell’attività di noleggio  vista da diverse angolazioni e nelle sue diverse, complesse implicazioni.  Tradati, che ha condotto il convegno dentro una sala comprensibilmente strapiena di addetti ai lavori,  è partito dai dati raccolti con un suo lavoro di ricerca enorme, praticamente il primo vero tentativo di censimento svolto per cercare di fotografare la realtà del noleggio oggi in Italia.  Sono dati importanti, per quanto forzatamente incompleti, che riescono a dare comunque la portata di una realtà in tumultuosa crescita. Eccone alcuni significativi. Nella sua ricerca Tradati ha  censito 851 noleggi sparsi sul territorio nazionale; in questo numero sono comprese le tipologie più diverse di operatori, dai noleggiatori più grandi e attrezzati ai tabaccai  e cartolai dei paesi di montagna. 450 di questi sono stati contattati direttamente da Tradati e 341 hanno accettato di collaborare rispondendo alle sue domande. Il 43% di loro ha nel noleggio l’attività esclusiva, il 42% abbina il noleggio alla vendita al dettaglio, il 15% è composto da  scuole sci e da altri soggetti (compresi tabaccai e cartolai…). Sono 12 i marchi di sci trattati nel noleggio. Sui 177 mila paia di sci che si stima siano stati venduti in Italia lo scorso anno, la quota distribuita dal noleggio è stata pari all’11,4% se , come sostiene la FESI (Federation of the European Sporting Goods Industry), si valutano solo i modelli prodotti esclusivamente per questa destinazione specifica, ma arriva alle 100 mila paia e quindi supera il 50% se si considerano gli stessi sci di serie che vanno al retail e che sono la maggioranza. Sui circa cinque milioni di praticanti dello sci stimati in Italia (8% della popolazione), oltre 4 milioni sono coloro che si sono rivolti al noleggio, attività che occupa 1500 addetti su una superficie complessiva dedicata di 37.500 mq (media di 106 mq. a noleggio). Sono circa 118.000 le paia di sci attualmente disponibili per il noleggio (media 442 a noleggio) che vivono di turnover variabili (dai 3 ai 7 anni) ma con una alta percentuale elevata (27%) di ricambio annuale. Aumenta la qualità dei prodotti ma aumenta anche  il livello di competenza del personale addetto al noleggio: il 75% dei titolari di noleggio consultati dicono di fare formazione, tra questi il 22% ha parlato di una formazione «esterna», il 64% di una formazione «interna», vale a dire condotta sulla base dell’esperienza del titolare; solo il 14% ha affermato di non fare formazione. «Lo studio continua, si può e si deve continuare e approndire», ha detto Tradati dopo aver snocciolato i dati raccolti, consapevole che il campione su cui ha lavorato non è esaustivo, che le altre due tipologie fondamentali di attrezzatura (scarponi e attacchi) non hanno avuto la stessa attenzione degli sci, che insomma i margini di lavoro sono ancora ampi ma che l’importante è stato cominciare.  Ma il convegno non si è certo concluso con  i numeri citati da Alfredo Tradati, anzi da lì è partito per articolarsi in quattro blocchi di discussione che hanno investito altrettanti ambiti entro i quali inquadrare e considerare questa attività. Vale a dire: lo scenario in cui il noleggio opera (le località e  il turismo invernale);  la sicurezza (responsabilità e necessità assicurative del noleggiatore); la qualità (il livello tecnico dell’ attrezzatura distribuita); la formazione (il ruolo e l’importanza della formazione professionale del noleggiatore)

Il noleggio protagonista nel «prodotto montagna» 
Lo scenario del turismo invernale si sta evolvendo,  ha detto Andrea Macchiavelli, docente di economia del turismo all’Università di Bergamo.  Il trend delle presenze turistiche nelle località di montagna è rimasto praticamente stagnante per dieci anni, dal 2004 al 2014, ma nelle ultimissime stagioni sta vivendo una consistente ripresa scandita da nuovi modelli di comportamento come la riduzione dei periodo di soggiorno e la tendenza a considerare più di quanto non si facesse in passato i periodi «fuori stagione». Lo sci resta il traino prevalente per la frequentazione della montagna in inverno ma ora giocano anche altri fattori di attrazione, come la varietà delle opportunità sportive e di svago. Il modello tradizionale di domanda e offerta si sta modificando sotto la spinta di fattori «esogeni» (clima, concorrenza di altre destinazioni) ed «endogeni». Il turista oggi cerca tante opportunità diverse, vuole provare esperienze nuove che la destinazione deve fornire. C’è una forte ricerca di emozioni che rendano protagonisti  in prima persona e c’è una aspettativa di qualità molto alta per beni e servizi erogati dalla località turistica dove si soggiorna. In questa chiave anche il ruolo dei noleggiatori diventa rilevante perché può essere un punto di riferimento e l’erogatore di un servizio qualificato che contribuisce alla valutazione che il turista dà della località in cui si è recato. Questo ruolo importante è stato sottolineato anche da Andrea Formento, presidente di Federfuni e direttore degli impianti della Val di Luce all’Abetone. Il rapporto tra impiantisti e noleggiatori in una località invernale deve essere quello di due esecutori di strumenti diversi ma nella stessa orchestra, entrambi importanti, entrambi sintonizzati sullo stesso spartito e sullo stesso impegno a dare il meglio per fare sistema, entrambi attenti a non «stonare» perché le mancanze dell’uno sarebbero risentite dall’altro.  Non ci sono più solisti, ha detto Formento,  il prodotto montagna invernale è  costruito da  tanti protagonisti diversi che insieme devono lavorare e fare lobby per rappresentarne le esigenze a tutti i livelli.

Il tema della sicurezza e della responsabilità
Sul tema della sicurezza il primo a intervenire è stato l’avvocato Gerhart Gostner, esperto delle problematiche legali connesse alla pratica degli sport invernali, che ha sottolineato come alla crescita del fenomeno noleggio testimoniato dall’indagine di Tradati debba corrispondere una crescita di consapevolezza da parte dei noleggiatori in materia di responsabilità. In assenza di una normativa che regoli il settore, il punto di riferimento-base sul piano giuridico è l’articolo 1571 del Codice Civile che tratta della «locazione», cioè del contratto tra due parti per usufruire di un bene mobile o immobile e che coinvolge il principio di responsabilità. Il noleggiatore è responsabile dell’attrezzatura che fornisce all’utente, soprattutto per quanto riguarda gli attacchi e la loro regolazione. E il noleggiatore è esposto al rischio di cause di profilo sia civile che penale qualora un infortunio sulle piste venga attribuito, dall’utente vittima dell’incidente che ha noleggiato l’attrezzatura, alla scarsa qualità degli attrezzi  forniti o alla eventuale negligenza o incompetenza con cui sono stati preparati gli stessi attrezzi (regolazione degli attacchi in primis). Per questo è ormai indispensabile che i noleggiatori si tutelino con  adeguate coperture assicurative.  Ne ha parlato Simone Patat, agente generale di ITAS Assicurazioni, esperto delle responsabilità legate alla pratica del noleggio. Se prima erano soprattutto gli impiantisti ad essere esposti alle problematiche della responsabilità e a cause per richieste di danni e risarcimenti, oggi gli altri soggetti più interessati sono indubbiamente i noleggiatori, che possono disporre di adeguate polizze assicurative per tutelarsi ma devono innanzitutto cercare di prevenire il rischio con  la loro professionalità.  È indispensabile disporre di materiali qualitativamente ineccepibili e (soprattutto per quanto riguarda i caschi) certificati,  fornire l’attrezzo giusto alla persona giusta nel rapporto (pur difficile da definire) di compatibilità tecnica tra caratteristiche tecnologiche dell’attrezzo stesso e livello sciistico dell’utente, garantire la perfetta manutenzione. Patat ha sostenuto che  su  questi argomenti non sempre esiste ancora l’adeguata professionalità.

Alex Gardetto, direttore sanitario della clinica Brixana di Bressanone, durante l’inverno si vede passare sotto gli occhi decine di sciatori infortunati sulle piste, molti dei quali attrezzati con sci, scarponi, attacchi noleggiati. La regolazione eccessivamente «dura» degli attacchi o le lamine eccessivamente affilate che «prendono» troppo in curva sono ritenute tra le maggiori cause di infortuni che coinvolgono in particolare le ginocchia e i loro legamenti. Ma Gardetto non  si è esentato dal sostenere che se possono esistere delle responsabilità  da parte di chi noleggia gli attrezzi non è escluso che ne esistano, rilevanti, anche da parte di chi li usa. Stranamente quasi nessuno degli infortunati ammette mai di essere un pessimo sciatore, di aver sbagliato manovra, di non aver saputo gestire una velocità sollecitata incoscientemente in rapporto a limitate capacità tecniche. Ma il problema, comunque, rimane.

E per Roberto Moling, rappresentante dell’ Associazione Provinciale Artigiani-Leading Ski Service, riguarda soprattutto ed in particolaregli gli attacchi e la loro regolazione per la quale esistono diversi standard relativi alla durezza della molla e alla sua tensione. Moling ha denunciato  un certo persistente pressapochismo («Si chiede il peso dell’utente e basta»), una certa pigrizia  («È un lavoro lungo e faticoso ma si dovrebbero testare preventivamente tutti i materiali che entrano nel noleggio»), una certa sottovalutazione del problema se è vero che sugli 851 noleggi censiti da Tradati solo una quarantina ha detto di avere in dotazione quei macchinari per il controllo elettronico della regolazione degli attacchi che sono prodotti da due sole aziende al mondo.

La posizione delle «catene di noleggio» e delle aziende produttrici
Sul tema delle caratteristiche che deve avere il noleggio di qualità si sono espressi alcuni rappresentati delle catene di noleggio che si sono costituite negli anni come Skiset, Sport2000 rent, Rent and go, Decathlon e rappresentanti delle aziende di produzione invitate all’evento (Amer Group, Fischer, Head, Tecnica Group, Rossignol, Elan, Dal Bello/Völkl). Matteo  Bertolino della catena Ski Set ha ricordato la necessità di un codice di standard tecnico di  assistenza a cui devono attenersi gli affiliati del gruppo per garantire qualità omogenea di pestazioni. Alessio Meda del gruppo Rossignol ha evidenziato il conflitto d’interessi che il noleggio ha creato nel mercato dell’attrezzo per quanto riguarda i riscontri commerciali delle aziende rispetto all’erosione della vendita al dettaglio. La quota delle vendite al noleggio è diventata importante ma quando si chiede ai noleggiatori di aggiornare  le dotazioni non sempre la risposta è adeguata alle aspettative delle aziende. «È la redistribuzione dei margini di guadagno il tema da affrontare – ha detto  Meda -  perché ci sono gli interessi del noleggiatore ma anche gli interessi delle aziende». 

Secondo Stefano Trentin del gruppo Tecnica/Blizzard i dati della quota rental proposti durante il convegno sono addirittura sottostimati e servirebbero dati precisi anche per quanto riguarda il comparto degli scarponi. Negli ultimi anni il livello qualitativo dell’offerta al noleggio è migliorato ma occorre perfezionare l’attività di preparazione degli attrezzi soprattutto per quanto riguarda i modelli di gamma alta, che possono rendere secondo le loro potenzialità solo se, appunto, adeguatamente preparati.

Emilio Fontanadi Amer Group ha concordato sul fatto che esistano ancora ampi margini di miglioramento nell’attività di noleggio e che le risposte date all’utenza non siano ancora ideali. Il sistema noleggio è comunque diventato un fenomeno importante e fondamentale quale servizio ormai indispensabile per le località guardando in particolare ai flussi turistici provenienti dal Nord Europa e dai Paesi dell’Est.

La formazione degli addetti e… arrivederci al 2° Summit
È quindi intervenuto Michel Nendwich, presidente della FEDAS (Federation of European Sporting Goods Retailer) che, dopo essersi congratulato per l’iniziativa di Prowinter Lab ha  illustrato le finalità dell’organizzazione da lui presieduta (che raccoglie gli operatori della vendita al dettaglio) e tracciato un quadro della situazione a livello continentale con particolare riferimento all’Austria. Dino Palmi, fondatore dell’Associazione Italiana Skimen,  ha descritto i requisiti di una buona preparazione dello sci da noleggio ed ha insistito sul ruolo e l’importanza della formazione professionale del noleggiatore. Ernst Messner, dell’Associazione Provinciale Artigiani LVH, ha illustrato i contenuti e l’organizzazione dei corsi di formazione per gli addetti al noleggio di qualità che si sono attivati in Alto Adige e Claudio Zorzi, del Collegio Maestri di Sci dell’Alto Adige, ha parlato della figura del maestro di sci, formatore per eccellenza, di fronte al  noleggio. Il convegno si è concluso con l’intervento finale di Alfredo Tradati, il coordinatore di Prowinter Lab e di Ski Rental Summit, che ha avuto il grande merito di costruire una prima base di discussione sulle tante problematiche di diversa natura che coinvolgono il noleggio e che il primo convegno ha evidenziato. Il lavoro, ha detto Tradati, è appena cominciato. L’appuntamento per ulteriori conoscenze e ulteriori approfondimenti è già fissato per la seconda edizione dello Ski Rental Summit nel 2019.

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
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Category: Portfolio
Tags: Servizi alla clientela
Software avanzatissimi per
l’accoglienza «chiavi in mano»

L’azienda austriaca leader nel settore dello skiservice rappresentata in Italia dalla filiale guidata da Christian Thaler ha sviluppato da tempo sistemi informatici che consentono di interfacciare perfettamente la gestione degli spazi di noleggio e deposito dell’attrezzatura con il ticketing delle società impiantistiche. In questo modo il «pacchetto completo» nelle modernissime «strutture integrate di accoglienza» proposte da Wintersteiger diventa un’offerta estremamente qualificante per le società degli impianti nei confronti della clientela turistica

L’ultimissimo gol (in ordine cronologico) è la fornitura alla Scuola Sci di Ortisei dell’esclusivo software per la gestione informatica del «traffico» e del controllo attrezzi nei cinque punti di noleggio presso i quali sono disponibili per i turisti duemila paia di sci. «Quest’ inverno i maestri di Ortisei ci hanno chiesto di sostituire il loro vecchio sistema con il nostro che è più avanzato e, oltre a gestire tutti i movimenti di prenotazione e contabilità, si interfaccia con il lavoro del laboratorio di manutenzione per il controllo e la verifica degli attacchi di sicurezza, argomento fondamentale e particolarmente sentito in Alto Adige». Christian Thaler, poco più di quarant’anni, sposato con Verena e padre di due figli  (Elias e David), ex atleta delle Fiamme Oro, è il giovane e brillante direttore della filiale italiana di Wintersteiger, l’azienda austriaca leader nel comparto dello skiservice, da quando è stata aperta, nel 2000. Da allora, lungo un percorso di costante crescita commerciale, alla distribuzione delle macchine e dei robot per il trattamento e la manutenzione dell’attrezzatura sciistica, core business originario dell’azienda,  si è aggiunta in termini sempre più consistenti e convincenti la fornitura  alle società impiantistiche  del pacchetto «chiavi in mano» per l’allestimento degli spazi di noleggio e deposito dell’attrezzatura da collocare in genere alla partenza degli impianti di arroccamento delle stazioni sciistiche. Un servizio aggiuntivo che le società impiantistiche hanno dimostrato di apprezzare sempre di più come importante fattore attrattivo nei confronti degli sciatori-clienti, tanto più importante da quando questo servizio ha potuto perfettamente integrarsi anche sul piano gestionale con i sistemi di ticketing delle diverse società. «È del 2004/2005  la nascita del  nostro esclusivo software  per il noleggio che consente di interfacciarsi con lo skipass di accesso agli impianti di risalita e quindi di collegare integralmente tutti i momenti e tutti i punti di contatto nel rapporto tra la domanda del cliente e l’offerta della società degli impianti, dalla prenotazione online al check-in: con lo skipass si entra anche nel deposito 24 ore su 24 e dal deposito si può acquistare lo skipass».  Lo sviluppo del know-how di Wintersteiger nella creazione di  software di gestione ha portato alla fornitura di cui abbiamo parlato all’inizio che apre un orizzonte di sviluppo per tutte le Scuole di Sci e sta perfezionando ulteriormente l’offerta del «pacchetto chiavi in mano» per il noleggio e il deposito che ha visto all’opera quest’inverno un’altra importante realizzazione a Barzio, alla partenza degli impianti di risalita della Valsassina,  per conto della ITB (Imprese Turistiche Barziesi) della famiglia Fossati. Un investimento di oltre 300 mila Euro per dimostrare ai turisti-sciatori quanto è migliore l’offerta del noleggio nella nuova struttura a valle e quanto è comodo integrare il pass con  il deposito della loro attrezzatura.«A Barzio – dice Thaler – abbiamo operato su una superficie di oltre 350 mq in un edificio appositamente ristrutturato dalla società degli impianti e abbiamo prodotto una fornitura completa del nostro "pacchetto" con un robot Mercury di ultima generazione per lo ski service, i sistemi di noleggio per 1200 completi, il deposito sci per 140 persone allestito con armadietti che ospitano sci, scarponi, guanti e caschi. In ognuno di loro è attivo  il meccanismo automatico di asciugatura che entra in funzione di notte contemporaneamente al sistema di disinfezione prodotto da lampade ad ozono attivate da un generatore centrale. Inoltre con il nostro gestionale Easyrent ci interfacciamo con il sistema di ticketing della località e consentiamo ai clienti di accedere al deposito e al noleggio utilizzando lo stesso skipass che usano per salire sugli impianti di risalita. La prenotazione dell'attrezzatura nonché del deposito sci può essere fatta on line o, sul posto, dove si può effettuare il check in digitale su schermo touch in oltre 20 lingue diverse».  Quello di Barzio/Valsassina è soltanto l’ultimo di una serie di interventi che negli ultimi anni Wintersteiger Italia ha realizzato in molte località dell’arco alpino affermando un nuovo, moderno, efficiente modello di accoglienza per lo sciatore-cliente. Tra le più recenti realizzazioni sono da ricordare l’importante  lavoro di Versciaco, in Alta Pusteria, dove sono stati attrezzati il deposito, il noleggio e il laboratorio nell’edificio alla partenza della telecabina del Monte Elmo, e prima ancora erano stati conclusi interventi simili a Riscone di Brunico, Val d’Aora, Corvara, Racines e in altre località. Nell’inverno 2015/16 sono diventate operative, a cura di Wintersteiger Italia, altre numerose «strutture integrate di accoglienza»: a San Vigilio di Marebbe, nello stabile realizzato alla partenza della cabinovia che sale a Plan de Corones (480 armadietti per 1200 posti) , a Selva di Valgardena nel complesso della stazione di partenza della cabinovia Dantercepies con 280 posti, a Siusi alla partenza della cabinovia dell’Alpe di Siusi,  dove al deposito per 500 posti e al noleggio sci si è aggiunto il modello Mercury della gamma di robot Wintersteiger per il trattamento e la manutenzione degli sci. E poi, lo scorso inverno si è attivato anche l’allestimento di Madonna di Campiglio di fronte alla telecabina del Grosté, ricavato in uno spazio sotto la stazione di partenza della seggiovia Fortini ristrutturato con un investimento di 200 mila Euro dalla società Funivie e dato in gestione al noleggiatore Gilberto Vidi. Anche in questo caso fornitura del «pacchetto completo» con l’allestimento di un deposito da 45 armadietti per 120 posti.
www.wintersteiger.com

Created: Domenica, 13 Novembre 2016 07:09
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Verso gli orizzonti
di un turismo «pulito»

A dieci mesi dalla firma,  numerosi territori si sono candidati per avviare un percorso di sostenibilità sul modello definito dalla «Carta di Cortina». Tra le più recenti iniziative, il workshop  svoltosi nella «perla delle Dolomiti » il 17 ottobre sul tema del turismo sostenibile. L’appuntamento dedicato agli operatori istituzionali ed economici di Cortina d’Ampezzo, è stato organizzato dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare insieme ad ENEA (Agenzia per le Nuove tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile)

Dopo la sottoscrizione a gennaio a Cortina d'Ampezzo e la presentazione dello stato dell’arte a maggio al Ministero dell’Ambiente, il progetto «Carta di Cortina» prosegue a passi veloci. Nato come «processo partecipativo», grazie alla collaborazione avviata dal Ministero dell’Ambiente con il Comune di Cortina d’Ampezzo, la Regione del Veneto, ANCI, ANEF, CONI, FISI, Fondazione Dolomiti UNESCO e sprecozero.net, la «Carta di Cortina» ha promosso la nascita di un modello di sviluppo innovativo, che favorisca in maniera concreta  il turismo alpino sostenibile, anche in vista dei Mondiali di sci alpino del 2021. A dieci mesi dalla firma, sono già diverse le «candidature» da parte di altre località che intendono avviare un percorso sostenibile sul modello di quello ampezzano. Nel frattempo continuano le iniziative per coinvolgere cittadini e stakeholder del territorio per comunicare agli operatori del settore le potenzialità di un modello che può essere replicato in tutte le località vocate al turismo di montagna, ma non solo: partendo dalla consapevolezza che risultati concreti possono derivare solo dal coinvolgimento e coordinamento di tutte le realtà locali. Una di queste iniziative si è realizzata il 17 ottobre, a Cortina quando gli stakeholder del territorio sono stati invitati a partecipare a un workshop organizzato dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) insieme ad ENEA (Agenzia per le Nuove tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile) con cui il Ministero ha avviato una convenzione per la valutazione dell’impronta ambientale del Comune di Cortina e l’elaborazione di Linee guida sulla sostenibilità  con il patrocinio del Comune di Cortina d’Ampezzo. Grazie al workshop, dal titolo «Turismo sostenibile e uso efficiente delle risorse a Cortina d’Ampezzo: opportunità e obiettivi per il futuro», i partecipanti ( operatori turistici, esercenti funiviari, membri delle scuole di sci, sindaci di località limitrofe ecc.) hanno potuto conoscere i dettagli delle iniziative in corso e diventarne parte attiva attraverso due momenti formativi: nella mattinata, la presentazione degli strumenti di analisi applicati nell’ambito del progetto «Carta di Cortina», le metodologie e i relativi risultati preliminari del progetto, anche nell’ottica di una replicabilità in altri comuni interessati. Dalla valutazione dell’impronta ambientale del Comune di Cortina allo studio del «carbon footprint» e «water footprint» di un impianto di innevamento programmato, in collaborazione con ANEF, all’elaborazione di linee guida sulla sostenibilità, in collaborazione con il Comune, agli incontri formativi del Comune per i cittadini, gli studenti, i turisti per promuovere l’educazione agli sprechi alimentari, in collaborazione con sprecozero.net‎.  Nel pomeriggio un “World Cafe” con la creazione di diversi gruppi di lavoro ha dato la possibilità ad ENEA e MATTM di acquisire una conoscenza di come il tema del turismo sostenibile sia percepito e valutato dagli operatori di Cortina.  L’incontro ha permesso di avviare un dialogo con le realtà del territorio, fondamentale per la realizzazione del progetto Carta di Cortina: prossimi step per ENEA saranno il completamento della raccolta dati e la relativa analisi, con la prospettiva di individuare le aree prioritarie di intervento.

Created: Domenica, 13 Novembre 2016 07:09
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Rollandin: un grande risultato di tutti i Valdostani

Dopo otto anni la Valle d’Aosta torna a guidare la classifica dell’inchiesta sulla qualità della vita che lancia ogni anno il quotidiano Il Sole 24 Ore, elaborando e incrociando dati statistici e realizzando interviste con addetti di vari settori. La Regione si distingue in particolare per l’attenzione che viene posta al sociale, per il livello di sicurezza e per la spesa pro capite che la Regione destina ai servizi alla persona. Ottimi risultati anche per quanto attiene i dati dell’ambiente e dell’offerta turistica.

«L’indagine realizzata dal quotidiano economico è per noi motivo di orgoglio – dichiara il Presidente della Regione Augusto Rollandin - Ritengo che il primo posto sia il risultato di un modo di vivere e di operare che è di tutti i Valdostani: Istituzioni, parti sociali, imprenditoria e cittadini dal 2008 in poi, anno di inizio della crisi, hanno agito affinché questo difficile momento economico internazionale avesse sul nostro territorio il minor impatto possibile. Ognuno ha fatto la sua parte e oggi, credo, che possiamo dire che si stia intravedendo la ripresa. Ripresa che i dati dell’indagine testimoniano».

«L’auspicio –
conclude il Presidente Rollandin - è che anche negli anni a venire riusciremo, tutti insieme a mantenere alto il livello dei nostri servizi continuando ad avere una qualità della vita che testimoni quanto sia bella e performante la nostra Valle.»

Created: Giovedì, 10 Novembre 2016 08:27
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Una grande azienda
a misura di piccole realtà

Michele e Stefano Finotello hanno recentemente diversificato e potenziato la propria attività imprenditoriale con l’apertura della divisione Costruzioni Meccaniche nello  stabilimento di Bricherasio che ha aperto nuovi orizzonti operativi per il futuro ma continuano a non dimenticare l’impegno nel settore impiantistico. Seguendo sempre la filosofia tecnica dell’ammorsamento fisso e relazionandosi positivamente con gli Enti Locali, dal Piemonte alla Sardegna stanno contribuendo a rilanciare la pratica dello sci in molti Comuni che puntano sugli impianti da loro realizzati per valorizzare il proprio territorio

La tabella pubblicata in queste pagine è il riassunto analitico di tutti gli impegni per  l’installazione di nuovi impianti che la CCM Finotello sta realizzando sulle nevi italiane. È un riassunto sintetico ma estremamente dettagliato e tecnico delle caratteristiche di seggiovie e sciovie che andranno ad arricchire numerose località sciistiche «minori» rispetto ai più grandi comprensori ma come tali importanti perché  contribuiscono a valorizzare territori spesso dimenticati con una positiva ricaduta sull’economia locale e consentono di avvicinarsi allo sci a una fascia di utenza che altrimenti sarebbe smarrita. Molti, in troppi congressi, hanno sempre pontificato sulla necessità di non disperdere la funzione delle piccole località come serbatoi, come basi locali di «reclutamento» di nuovi sciatori ma poi, nei fatti, pochi hanno fatto e fanno qualcosa, concentrando in genere ogni attenzione sui grandi comprensori. Il lavoro che sta compiendo la CCM in collaborazione con molti Comuni è invece una iniziativa concreta per andare in quella direzione, contribuendo addirittura in alcuni casi a far rinascere attività sciistiche spente da anni. I rapporti di committenza con gli Enti Locali non sono così complicati e difficili come si tende a far credere quando esiste da ambo le parti correttezza e pulizia di comportamenti. I Comuni sanno che l’azienda di Pianezza è un fornitore affidabile e puntuale; Michele e Stefano Finotello sanno di  avere le capacità produttive per offrire impianti efficienti e sicuri, fedeli alla filosofia tecnica dell’ammorsamento fisso (dalla maggiore semplicità d’uso e di minore problematicità in termini di costi e di manutenzione) e ai valori di un’esperienza quarantennale che recentemente si è aperta nuovi orizzonti. La CCM di Pianezza ad inizio 2016 ha infatti compiuto un grande «salto in alto» nella propria dimensione industriale varando l’apertura della divisione CCM Costruzioni Meccaniche nella nuova sede di Bricherasio, una struttura tecnologicamente avanzata specializzata nella carpenteria e nella costruzione di parti meccaniche di grandi dimensioni. L’azienda ha diversificato la produzione conferendo un superiore peso specifico alla propria operatività ma non ha certo trascurato l’impegno nel campo dell’impiantistica. La tabella di queste pagine ne è la dimostrazione, una specie di «giro d’Italia» a tappe su nevi e in territori che magari non andranno sulle prime pagine dei depliants turistici ma per il movimento dello sci e del turismo invernale sono molto importanti. Seguiamo anche noi le tracce di questo impegno, da Nord a Sud, dalle Alpi agli Appennini ma non solo…

Nuovi impianti in Piemonte
A Sauze d’Oulx (Torino), nell’ottica del potenziamento del comprensorio sciistico, il Comune di Sauze d’Oulx ha individuato nella sostituzione della sciovia Moncrons mediante riposizionamento della seggiovia triposto denominata «Gran Comba» la soluzione definitiva al problema legato alla stagionalità di utilizzo di una parte consistente del comprensorio sciistico di Sauze  (aree Genevris e Tuassieres). La seggiovia sarà adibita a trasporto di soli sciatori in salita ed il tracciato dell’impianto sarà approssimativamente parallelo alla direzione Est-Ovest. L’impianto sarà adibito al trasporto di soli sciatori sul solo ramo di risalita, con portata oraria di 1603 sciatori/ora a 2,3 m/s.
Nel  Comune di Viola (Cuneo) è in corso di realizzazione la nuova sciovia «Vallone»  in sostituzione/ricostruzione della omonima sciovia ormai smantellata dopo essere giunta a scadenza di vita tecnica. Si tratta di un impianto di sciovia monoposto, con stazione di rinvio tenditrice a monte (tenditrice del tipo a gravità con blocco contrappeso) e motrice ancoraggio a valle, ed è caratterizzato da 9 sostegni; l’impianto garantisce una portata oraria 720 sciatori / ora alla velocità massima di 2,80 m/sec.

Nuovi impianti in Veneto
Il Comune di Ferrara di Monte Baldo (Verona)  ha deciso di partecipare, in accordo e in collaborazione con la società Novezzafutura s.r.l., alla realizzazione di una sciovia a fune alta con traini monoposto in località Novezza, la stazione invernale sorta nella seconda metà degli anni ’60 e purtroppo chiusa negli anni ’90. La nuova sciovia denominata «Marocco» alimenta la rinascita del centro invernale concepita nel 2011 e che ha preso avvio con la realizzazione di un’area destinata alla pratica di diverse attività invernali (primi passi sugli sci, campo scuola, etc.), rese possibili nel 2013 con l’installazione di due tappeti mobili da parte della Novezzafutura s.r.l. amministrata da Luigi Ballini. La nuova sciovia «Marocco» sostituisce, sull’identico tracciato, l’omonima dismessa sciovia monoposto. Essa funge da ricircolo per la pista che corre parallela e risulta integrativa ai nastri trasportatori recentemente installati nelle adiacenze.

Nuovi impianti nel Lazio
A Cittareale (Rieti) si sta provvedendo alla realizzazione di due sciovie parallele aventi l’obiettivo del raggiungimento e del mantenimento nel tempo di elevati livelli qualitativi dell’offerta turistica e sportiva invernale, in grado di costituire una reale ed efficace alternativa, soprattutto per la clientela dell’Italia centrale, alle proposte provenienti da altre strutture situate nello stesso bacino di utenza. L’impianto a linea doppia è di medie dimensioni, con stazioni di rinvio fisse a monte e motrici e tenditrici a tensionamento idraulico a valle. È caratterizzato da 11 sostegni (per ogni linea) e garantisce una portata oraria di 742 sc/h (per linea) alla velocità massima di 3.30 m/s.

Nuovi impianti nelle Marche
Nel comune di Frontone (Pesaro/Urbino) è in corso un ammodernamento della cabinovia «Caprile - Monte Catria» al fine di migliorarne il comfort di servizio con la sostituzione dei veicoli biposto aperti con altri di tipo chiuso, così da mitigare l’esposizione alle condizioni atmosferiche avverse. Contestualmente alla sostituzione dei veicoli, si intende anche agevolare le operazioni di imbarco e sbarco dell'utenza che, condotte agli attuali 1,50m/s di velocità, risultano difficoltose soprattutto per certe fasce di utenza (bambini ed anziani) e costringono a continui rallentamenti con inevitabile perdita di portata. L’ammodernamento voluto dall'Amministrazione prevede dunque la trasformazione dell'attuale impianto a moto uniforme continuativo in un impianto a moto uniforme intermittente (pulsè), in modo tale che le operazioni di imbarco e sbarco nelle stazioni avvengano ad una velocità ridotta e con caratteristiche tali da continuare a garantire la portata teorica attuale di almeno 300p/h.

Nuovi impianti in Abruzzo
Nel comune di Campo di Giove (L’Aquila) la CCM sta provvedendo alla sostituzione della sciovia a fune alta con traini monoposto esistente, denominata «Quartarana» e destinata al trasporto pubblico di persone, con un impianto di caratteristiche analoghe che ne ripete il tracciato di linea. La finalità dell’intervento, proposto dall’Amministrazione Comunale di Campo di Giove, risiede nella necessità di rimettere in funzione la sciovia che fornisce servizio per principianti all’interno dell’esistente area sciabile completando così, o meglio ripristinando, la fruibillità turistica invernale della zona. L’impianto in oggetto andrà a sostituire l’omonimo impianto, di cui è previsto lo smantellamento in quanto in scadenza di vita tecnica, ripercorrendone esattamente il tracciato esistente. Si tratta di un impianto di medie dimensioni con stazione di rinvio fissa a monte e motrice tenditrice, a tensionamento idraulico, a valle. È caratterizzato da 6 sostegni e garantisce una portata oraria di 720 sc/h alla velocità massima di 2.10 m/s. Sempre in provincia dell’Aquila, precisamente nel comune di Scanno , si sta provvedendo alla Revisione Generale della seggiovia biposto ad attacchi fissi RM42  «Scanno- Colle Rotondo» finalizzata all’ottenimento delle autorizzazioni necessarie alla continuazione dell’esercizio pubblico.Trattasi di un impianto ad attacchi fissi con veicoli biposto, con partenza in località Scanno, a quota 1018.45 m ed arrivo a monte a quota 1579.30 m in località Colle Rotondo.

Nuovi impianti in Calabria
Innanzitutto a Gambarie d’Aspromonte (RC) è completato l’intervento iniziato lo scorso anno con la realizzazione di due seggiovie biposto. Quest’anno sono in corso di realizzazione una pista per il bob estivo e la sciovia Mare-Neve. Si tratta di un impianto a fune alta di piccole dimensioni, con stazione di rinvio fissa a monte e motrice tenditrice con tensionamento idraulico a valle. È caratterizzato da 4 sostegni e garantisce una portata oraria di 480 sc/h alla velocità massima di 2.00 m/s.

Nuovi impianti in Sardegna
Nel comune di Fonni (Nuoro), la CCM sta realizzando una seggiovia biposto con attiguo rifugio polifunzionale. L’impianto in progetto denominato «Brucuspina» andrà a sostituire l’attuale sciovia omonima, di cui è previsto lo smantellamento. Si tratta di una seggiovia biposto ad ammorsamento fisso caratterizzata da una stazione a valle del tipo motrice fissa e una stazione a monte del tipo rinvio e tensione. La nuova seggiovia viene dimensionata per una portata oraria di 1440 sc/h, ed è adibita al trasporto di sciatori solo in salita nel periodo invernale alla velocità di 2,80 m/s, e di pedoni nel periodo estivo con portata oraria di 770 p/h alla velocità di regime di 1,5m/s.
www.ccmfinotello.com

 

 

Created: Giovedì, 10 Novembre 2016 08:27
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Category: Portfolio
Tags: Servizi alla clientela
Fluido Dinamica,
un mercato sempre più esigente

L’azienda di Grisignano di Zocco (Vicenza) fondata nel 1998 è  tra le più avanzate nel campo dei lubrificanti industriali.  Facendo tesoro di esperienze innovative in altri settori e di prestigiose partnerships, ha messo a punto una serie di nuovi prodotti e nuove tecnologie per ottimizzare il funzionamento delle diverse componenti degli impianti di risalita anche nelle condizioni meteorologiche più critiche e per la loro perfetta efficienza in termini di funzionalità e sicurezza

di Mauro Pandocchi


L’innovazione introdotta da AVIA-Consutec nel mondo neve prosegue anche nel settore degli impianti di risalita. La Partnership con Liebherr, nelle sue molteplici divisioni, dalle Macchine Movimento Terra alla Divisione Aerospace ed il “know how” acquisito nello sviluppo di nuovi fluidi per la Divisione Oil Control del gruppo Bosch sull’innovazione del programma “Valvole Servopilotate e Proporzionali Oleodinamiche”, ha consentito ad AVIA d’innovare con nuove tecnologie un settore spesso condizionato dalle abitudini. Queste esperienze permettono ad AVIA-Consutec di interfacciarsi direttamente con l’engineering e/o tecnici sul campo condividendo ad esempio le loro esigenze ed aspettative verso; l’ambiente, la garanzia del corretto funzionamento di un azionamento in condizioni climatiche molto rigide, i tempi di risposta e l’affidabilità nel tempo, illustrando a loro che tutti questi punti non sono poi così lontani da quanto richiesto nelle applicazioni sulle macchine movimento terra, in un deflettore - carrello di un aeromobile o il rispetto e costanza dei tempi di risposta richiesti in una valvola proporzionale oltre alla loro affidabilità.
Pertanto, in un gruppo “Freni Emergenza” dove, la conversione dell’energia “meccanica” in energia “idraulica”, il suo controllo e regolazione in tempi decisamente ristretti può fare la differenza in termini di sicurezza oppure una “Tenditrice”, dove delle valvole proporzionali garantiscono il costante allineamento dei parametri di carico predefiniti nell’impianto, rappresentano delle applicazioni dove AVIA-Consutec ha delle proposte che vanno oltre al semplice impiego di un “Olio Idraulico”.
Oppure la fune, elemento di collegamento, sostegno e trasmissione, dove spesso assieme alle; rulliere, scarpe, morse, etc. ci possono essere delle esigenze diverse dettate ad esempio dalla collocazione geografica dell’impianto, nel senso che due impianti “gemelli” installati a quote differenti, esposti o meno al sole hanno esigenze di lubrificazione abbastanza diverse tra loro.
A supporto della costante attività di manutenzione svolta costantemente in questi sistemi AVIA-Consutec propone un’attività di “Monitoring” con specifiche analisi svolta nel proprio laboratorio per dare al cliente dei parametri “Oggettivi” sui quali poter valutare e/o pianificare le corrette attività d’intervento per garantire, mantenere elevato lo stato/efficienza delle varie unità. Concludendo, AVIA-Consutec può affiancare il cliente con proprio personale tecnico direttamente nel campo specifiche attività di “Revamping, Flussaggio” con proprie attrezzature di sistemi idraulici ed attività di “ReFluid” mirate a creare e/o mantenere stabili nel tempo le migliori condizioni operative/funzionali dei componenti del circuito e le caratteristiche chimico/fisiche del fluido impiegato.

Presenti a Interalpin 2017
www.consutec.it

 

 

Created: Mercoledì, 09 Novembre 2016 13:53
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Tags: Servizi alla clientela
L'evoluzione dei controlli
magneto-induttivi sulle funi

Presso la sede di «Trentino Sviluppo Spa», a Rovereto, nella giornata del 21 ottobre si è svolto il convegno «L'innovazione nei controlli non distruttivi delle funi metalliche nei diversi settori: funiviario, sollevamento e ascensori». Riportiamo gli interventi di Renato Toros e di Silvio Dalmaso del Servizio impianti a fune e piste da sci della Provincia Autonoma di Trento

Renato Toros
Studio Tecnico Ingegneria
Funiviaria, Gorizia
Il metodo magneto-induttivo è stato sperimentato per la prima volta negli anni cinquanto ed applicato al settore funiviario nei decenni successivi. All'inizio degli anni '70 anche in Italia sono iniziati i controlli alle funi di impianti funiviari in servizio pubblico, effettuati con detector a solenoide in CC alimentati a batterie (100A) di produzione svizzera. L'esecuzione pratica dei controlli, specie sulle funi portanti, risultava oltremodo difficoltosa per problemi elettrici e pericolosa (soprattutto nel passaggio dei sostengi di linea, per il notevole peso delle apparecchiature).
Alcuni anni dopo sono comparsi i primi detector a magneti permanenti che hanno reso i controlli più agevoli per le ridotte dimensioni e l'assenza di alimentazione esterna. Contemporaneamente però sono sorti nuovi problemi dovuti alla magnetizzazione che poteva creare alcuni inconvenienti nel posizionamento sulle funi, specie se portanti con sostegni di linea o cavallotti. Un notevole passo avanti nel controllo delle funi portanti, sia per la semplicità di esecuzione che per la sicurezza del personale è avvenuta con la realizzazione dei primi apparecchi ad «U rovesciato» (1984) approvati dal Ministero dei Trasporti. Con l'impiego di nuovi materiali ad elevatissima energia è stato possibile realizzare detector di dimensioni relativamente ridotte, in grado di magnetizzare anche le funi di maggior diametro, coprendo in pratica tutta la gamma presente sugli impianti funiviari italiani. Recentemente sono stati anche realizzati detector di tipo aperto (senza bobina inferiore) molto compatti a «C roversciato», per concentrare la magnetizzazione sulla fune minimizzando quella dispersa non solo sulle scarpe di appoggio dei sostegni, ma anche sulle relative carpenterie, sempre in materiale ferromagnetico. Si rammenta a questo proposito quanto sancito dal recentissimo Decreto nr. 144 dd 18/5/2016 che intorduce l'obbligo di «controlli specifici» periodici non solo ai tratti di fune portante soggetti a flessione ciclica poggianti sulle scarpe di stazione o sulle carrelliere (Circolare nr. 1/98 del Ministero dei Trasporti), ma anche su quelli interessati dalle scarpe dei sostegni di linea. I metodi di controllo non distruttivo strumentale delle funi che l'attuale tecnologia prevede sono essenzialmente due: il controllo radiografico e quello magneto-induttivo. Mentre nelle stazioni il controllo radiografico, con i suoi noti limiti, può essere ancora accettabile, diventa oltremodo difficoltoso (specie per la Normativa Antinfortunistica) sulle scarpe dei sostegni per cui in linea di massima si dovrà optare per il metodo magento-induttivo che è in grado, anche in presenza di segnali extra-fune, con opportuni accorgimenti (ad esempio spostando leggermente la fune muovendo le vetture sulla campate, ove possibile) applicando il principio di sovrapposizione degli effetti, di ispezionare tutti i punti critici della fune (la difettologia è ormai nota). Giova anche rammentare che il summenzionato Decreto delega al costruttore la scelta della metodologia di controllo, che dovrà essere precisata nel MUM (Manuale di Uso e Manutenzione dell'impianto).

Silvio Dalmaso
Servizio impianti a fune e piste da sci, Provincia Autonoma Trento
Il laboratorio Tecnologico Impianti a Fune di Trento è stato costituito dalla Legge Regionale 16 aprile 1968, nr 3, con lo scopo di soddisfare le crescenti richieste di verifiche, prove e ricerca, provenienti dal mondo funiviario. Fra le varie prove eseguite, il controllo e collaudo funi assieme all'estensimetria, sono stati i settori che si sono maggiormente sviluppati. I tecnici del Latif, hanno eseguito per anni controlli magnetoinduttivi sulle funi di tutto il territorio regionale. Il laboratorio ha potuto concentrare le proprie energie sull'attività di omologazione e verifica periodica dei detector utilizzati da privati e enti, per gli esami magnetoinduttivi. Con la circolare 4902 del 15 dicembre 1977 il Ministero autorizzava l'uso di apparecchi di proprietà di esercenti o ditte, purchè con caratteristiche non inferiori a quelli in possesso del Centro Sperimentale Impianti a Fune di Montecompatri (Roma). L'uso di nuovi detector era condizionato da una verifica delle prestazioni per confronto con lo strumento di riferimento Integra, in possesso del Ministero. Con la sospensione dell'attività del C.S.I.F. il Latif è stato autorizzato nell'agosto 1995 ad eseguire verifiche e prove di confronto su detector. In seguito la pubblicazione della norma UNI EN 12927-8.2005, il Laboratorio si è attivato affinché venisse abbandonato l'ormai «tecnicamente obsoleto» metodo di confronto e applicata la norma specifica. La nuova norma UNI EN ha portato un significativo miglioramento specialmente per quanto riguarda la metodologia utilizzata per verifiche periodiche del detector. In particolare, a differenza del vecchio metodo di verifica periodica che richiedeva la sola misura dell'induzione in aria nel detector, con l'entrata in vigore della UNI EN 12927-8.2005, si verifica l'intera catena di misura (circuito magnetico, bobine, cavo e scrivente/acquisitore). Il Laboratorio Latif ha messo a punto e successivamente affinato una procedura per realizzare le funi test di tipo chiuso in accordo alla UNI EN 12927-8.2005, riuscendo nel corso degli anni a predisporre un campionario di funi che va da un diametro di 22 fino a 120 mm. Un problema non ancora risolto che impegnerà nei prossimi anni il personale del Laboratorio Latif, è la realizzazione di funi test del tipo a trefoli, indispensabili per capire il comportamento dei detector su quel tipo di fune. Grazie alle attrezzature di eccellenza di cui dispone il Latif il laboratorio è diventato il centro di riferimento italiano.
L'applicazione della norma è a regime, gli apparecchi vengono periodicamente verificati e i tecnici stimolano un aggiornamento di scriventi o apparecchi ormai superati. Come è avvenuto per il Centro di Esami CICPND metodo MIT del Laboratorio Latif, nato per risolvere le esigenze di certificazione del personale che esegue controlli e.m.i. sugli impianti funiviari in Italia, e ora utilizzato anche dal settore sollevamento e ascensoristico, anche le operazioni di omologazione e verifica dei detector stanno seguendo lo stesso percorso e ne è testimonianza la recente realizzazione delle funi test da 95 e da 120 mm di diametro.

Created: Mercoledì, 09 Novembre 2016 13:53
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L'insegnamento dello sci
tra tecnica e tecnologia

Il 5 novembre si è svolto a Sommacampagna il tradizionale Convegno Nazionale dei direttori delle scuole di sci organizzato dall’Associazione Maestri Sci Italiani in collaborazione con il Collegio Nazionale della categoria. All’ordine del giorno tanti argomenti di attualità quali la revisione dei metodi di classificazione degli allievi, il «rapporto digitale» tra gli stessi allievi e le scuole,  la figura e l’attività del maestro  come risultano da un’indagine demoscopica oltre a tematiche giuridiche e fiscali

Il Convegno Nazionale Direttori Scuola 2016, organizzato da AMSI (Associazione Maestri Sci Italiani) in collaborazione con il COL.NAZ (Collegio Nazionale Maestri), si è svolto a Sommacampagna (Verona) sabato 5 novembre presso il «DB Verona Airport Hotel & Congress». Il tradizionale appuntamento che porta alla ribalta il mondo dell’insegnamento e la sua importante funzione nel panorama del movimento sciistico italiano,  ha visto quest’anno la partecipazione di oltre 140 direttori di scuole di sci (alpino e nordico) e snowboard che, per l'occasione, sono giunti da tutta Italia.  Il Convegno Nazionale Direttori Scuola ha cadenza annuale ed è sempre un momento di incontro e confronto importante per chi ricopre la responsabilità di guidare gli organici delle Scuole, vale a dire 14.000 professionisti professionisti della neve distribuiti tra le Alpi e gli Appennini. I lavori congressuali sono iniziati in mattinata con il saluto rivolto ai presenti da parte dei Presidenti dell’ AMSI (Maurizio Bonelli) e  del COL.NAZ (Luciano Magnani). Nel primo intervento Giacomo Bisconti, responsabile tecnico Co.Scu.Ma (la Commissione Scuole e Maestri della FISI) per lo sci alpino, ha trattato l’argomento del «Progetto Tecnica Certificata» che sta vedendo i tre Enti al lavoro su una nuova classificazione per gli allievi della Scuola Italiana Sci e che avrà anche un’innovativa «piattaforma digitale» di condivisione tra allievo e la Scuola Sci / Snowboard. È stata quindi la volta del dottor Massimo Feruzzi dell’agenzia JFC che ha tenuto una relazione dal titolo  «30 minuti per il futuro»: si è trattato di una interessante analisi su alcuni aspetti dell’attività del maestro di sci su cui si può operare per migliorare la professione. Il lavoro è nato a seguito di un’attività d’indagine svolta a livello nazionale dalla stessa JFC (www.jfc.it) che, all’interno delle ricerche svolte  come Osservatorio Italiano del Turismo Montano, ha consentito la raccolta e l’analisi di diversi dati riguardanti la «Scuola Italiana Sci» e i suoi interpreti, vale a dire i maestri di sci (alpino e nordico) e snowboard. Nel primo pomeriggio, con la presenza di Enrico Cuman, responsabile marketing AMSI, sono state presentate tutte le principali  attività promozionali e le  convenzioni rivolte ai professionisti della neve. Si è poi passati all’argomento «AMSI a tutto digital», titolo quantomai significativo  scelto dal relatore Mirko Soffia di Nextep per parlare degli strumenti utili a scuole e maestri per operare correttamente nel mondo 2.0. Ultimo (ma non certo per importanza) argomento della giornata, il tema «Aggiornamento Fiscale – Previdenziale». Si è trattato in particolare della collaborazione da parte di maestri di sci italiani e stranieri con le Scuole.  Altri argomenti: lavoro accessorio e voucher con i nuovi obblighi per i datori di lavoro; collaborazione di maestri e scuole di sci con Associazioni Sportive Dilettantistiche (A.S.D.) ed Enti Sportivi; antipedofilia e defibrillatore; novità del D.L. 249/2016 «Collegato alla Finanziaria 2017». Relatore  il dottor Rudi Serafini.

www.amsi.it