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Se il buon inverno si vede ...da novembre - MontagnaOnline.com

Se il buon inverno si vede ...da novembre

Category: Portfolio Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27 Hits: 116
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Dalle rilevazioni Trademark Italia - Osservatorio turistico della Montagna ricavate da una serie di interviste telefoniche, mail e questionari distribuiti tra il 28 novembre e il 9 dicembre è emerso un clima di  grande fiducia nei confronti dell’andamento turistico della montagna bianca. Vedremo, in sede di consuntivo, se questo clima sarà confermato nel prosieguo della stagione; ma intanto è interessante registrarlo riportando i contenuti del documento che l’Osservatorio Turistico della Montagna ha diffuso a suo tempo e nel quale si individuano, comunque, linee di tendenza e comportamenti ormai consolidati e meritevoli di essere analizzati e sottolineati

C’è ottimismo in quota. Dopo il buon andamento del Ponte dell’Immacolata e l’apertura ufficiale della stagione sciistica, gli operatori della neve sono ottimisti. Si prevede un ottimo andamento delle festività di fine anno e ci sono già buone indicazioni per il periodo delle settimane bianche, su cui incide positivamente la ripresa del mercato straniero, in particolare dell’Est Europa. L’ottimismo «giustifica» gli aumenti (una costante delle ultime stagioni) dei prezzi degli skipass (+3% circa) e delle tariffe alberghiere che, in alta stagione, fanno registrare fino a 7-8 punti percentuali. Referendum, crisi di governo, scivoloni politici ed economici  pare abbiano generato un ritrovato interesse per la montagna da parte degli italiani. Costretti ad allontanarsi da molte destinazioni esotiche e dalle capitali straniere a causa delle minacce terroristiche, gli italiani sembrano aver riscoperto le accoglienti, pacifiche località alpine. L’avvio della stagione 2016/17 è stato positivamente condizionato dal 2° anno di «nazionalismo turistico». Rinfrancati dalle precipitazioni nevose di fine novembre, gli oltre 800 operatori interpellati dall’Osservatorio Turistico della Montagna in maggioranza guardano positivamente all’inverno 2017 e ritengono che la purezza ambientale delle località alpine e appenniniche nazionali debba vincere per qualità sulle vacanze balneari e sull’escursionismo d’arte e cultura. La montagna delle vacanze attive sulla neve farà la sua parte e produrrà ancora appeal sugli «under 50» italiani ed europei, quelli dell’Est Europa specialmente.

Migliorano le infrastrutture
e quindi l’appeal verso il cliente
Notizia strutturale: dai sopralluoghi e dalle interviste è emerso un generale miglioramento delle infrastrutture, un’accresciuta caratterizzazione degli arredi urbani e un leggero aggiornamento dei servizi di destinazione. Mediamente stabile, senza brividi e impennate, il comfort alberghiero, ma complessivamente (come accade per le località balneari) i fattori positivi sono superiori a quelli negativi e concorrono a rafforzare la tipicità e l’attrattività delle località alpine. Il panel degli operatori, tra entusiasmi e incertezze, prevede (in maggioranza) che la stagione appena iniziata confermi la loro vision frutto delle macro-tendenze del 2016. Vale a dire:
• crescita dei flussi internazionali, in particolare da Germania e Pasi dell’Est (Polonia e Repubblica Ceka);
• conferma dell’appeal dell’offerta turistica più suggestiva, pittoresca, impegnativa e caratteristica (quella altoatesina e valdostana in particolare);
• continuità per le «vecchie signore», per i maturi operatori e per i tradizionali sistemi di ospitalità e entertainment di Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Cervinia e Madonna di Campiglio, la cui offerta di servizi e comfort upscale e luxury attirano quote significative ei clientela straniera e italiana high spending e over 50;
• crescita dei praticanti di discipline alternative, slow e non agonistiche, come ciaspole, sci alpinismo e sci di fondo;
• stabilità del movimento scolastico internazionale (packaging sport-scuola da cataloghi di tour operator europei).
Per quanto riguarda le località appenniniche dell’Emilia Romagna (Corno alle Scale e Cimone) e della Toscana (Abetone) principali poli sciistici dell’Italia centrale, le indicazioni per questa stagione invernale sono moderatamente positive. Qualche preoccupazione invece si registra tra gli operatori turistici dell’Appennino Abruzzese (Alto Sangro) condizionati ovviamente dagli eventi sismici che hanno colpito nei mesi scorsi le aree limitrofe di Marche e Lazio. La competitività della loro offerta in termini di tariffe alberghiere e prezzi di skipass è evidente, così come gli sforzi fatti a livello di promozione e commercializzazione regionale. La grande incognita per la montagna appenninica (più che per quella alpina) è rappresentata dalla precipitazioni nevose che costituiscono la variabile determinante per bilanci annuali, ristrutturazioni, sviluppi e investimenti di località mediamente più piccole e meno caratterizzate di quelle alpine e dolomitiche.

Come cambia il rapporto
tra domanda e offerta
Analizzando le risposte degli operatori del panel dell’Osservatorio della Montagna relative a novità, richieste particolari, atteggiamenti, cambiamenti dello stile di consumo dei turisti, risulta che:
• gli italiani continuano a privilegiare canonicamente i periodi di alta stagione (Natale/Capodanno/Epifania e febbraio/Carnevale);
•  il dato della contrazione della durate dei soggiorni si consolida. Ora i soggiorni medi sono più brevi, attorno ai 4/5 giorni e le valigie dei turisti sempre piùà piccole;
•  l’attenzione al prezzo è diventata «maniacale». Le verifiche dei prezzi sui canali on line sono esercizi obbligati anche per turisti maturi, esperti, benestanti. Le verifiche interessano anche la clientela fedele e si tratta di protocolli con consentono alla domanda di studiare e commentare (nel bene e nel male, d’istinto e nel merito) ogni offerta e proposta di soggiorno;
•  la spesa dei turisti resta stabile: per una giornata in montagna si spendono mediamente tra i 150 e i 160 Euro a persona;
• crescono le prenotazioni intermediate dalle OTA. Nonostante decenni di familiarità con gli albergatori, le agenzie di  affittanza e le località, sempre più italiani (e stranieri) utilizzano il web e le Online Travel Agency. Non è solo per informarsi e per avere un prenotazione garantita, ma è una consuetudine per restare in linea con il cambiamento e con il mondo di tablet e smartphone. Un protocollo, questo,  che complica le azioni di marketing degli operatori indipendenti e tutte le azioni di fidelizzazione che gli albergatori singolarmente possono mettere in atto
•  condivisione social prima di tutto. Anche in montagna la connessione wi-fi è imprescindibile: più in alto e lontano si va, più si deve consentire ai viaggiatori, agli ospiti  e ai turisti di mostrarsi, di raccontare, di condividere le proprie esperienze sulle piste da sci come in hotel. Tra abeti e ciaspole, caminetti e decori in cirmolo (che digitali non sono) il wireless deve esserci e deve essere gratis, compreso nel prezzo della camera (è una pretesa più volte misurata: 6 italiani su 10 lo considerano un servizio imprescindibile);
•  vince chi ha rinnovato o ringiovanito l’offerta! Gli operatori turistici che dichiarano di avere effettuato interventi di riqualificazione-ringiovanimento della propria struttura ricettiva sono  più soddisfatti e ottimisti per l’andamento del mercato di quelli che non descrivono o comunicano aggiornamenti, cambiamenti, ringiovanimenti;
•  continua il successo delle nuove discipline sia estreme (freestyle e sci alpinismo) che slow (ciaspole) che consentono le prime ai «millennials» (i nati dopo il 1985) e le seconde ai «baby boomers» (1946-1964) di godersi la montagna in libertà con ritmi personalizzati.

L’aumento dei prezzi
non ferma il movimento
L’Osservatorio della Montagna evidenzia anche che:
• le tariffe alberghiere 2016/17 sono in salita, meno in bassa stagione più in alta, quando i prezzi salgono del 7-8%. Rilevate anche punte del 10-12% nei priodi cruciali delle festività e comunque sulle date di altissima stagione;
• i prezzi degli skipass registrano aumenti moderati di 3-4 punti percentuali. Dal 2008 (inizio della crisi economica) ad oggi, gli skipass hanno subito un’impennata delle tariffe compresa tra il +29 e il +33%
•  La Germania è il mercato straniero più importante per gli operatori della montagna. È addirittura il primo mercato per 4 operatori su 10. Al secondo posto (così emerge dal sondaggio) si piazza il Be.Ne.Lux. davanti a Polonia, davanti a Regno Unito e Repubblica Ceka, mercati prevalentemente da tour operator
• Il 28% degli operatori del panel è ottimista e prevede una stagione in crescita rispetto a quella passata. Si tratta del miglior dato previsionale degli ultimi cinque anni. I più ottimisti sono gli operatori dell’Alto Adige, della Valle d’Aosta e del Trentino;
•  Il 7% degli intervistati prevede una diminuzione del movimento complessivo (italiani e stranieri), percentuale ulteriormente ridotto rispetto allo scorso anno ( vale per tutte le regioni e tutte le quote). La risposta negativa viene in larga parte da chi ha aumentato i prezzi a dismisura e senza giustificazioni strutturali e di servizio;
• Come accaduto per l’estate balneare, sul turismo e sui viaggi internazionali l’effetto delle minacce terroristiche produce una continua contrazione dei viaggi internazionali con effetti positivi sul turismo intra-europeo. Paradossalmente la paura incide più della promozione, della pubblicità e della comunicazione regionale e provinciale che, se sommate, raggiungono cifre iperboliche;
• 3 operatori su 10 attendono un aumento dei flussi internazionali, in particolare tra gennaio e frabbraio. È il classico periodo delle settimane bianche che per i turisti italiani (soggiorni di 4-5 giorni) sono cambiate, ma che funzionano ancora per i gruppi stranieri. La crescita del movimento straniero riguarda tutto l’arco alpino, ma soprattuto le località della Valle d’Aosta, della Lombardia, dell’Alto Adige;
•  le destinazioni  più note, più dotate turisticamente per la qualità dell’offerta ricettiva, dell’intrattenimento, dello shopping (non necessariamente per l’offerta sportiva) si confermano leader di attrattività in alta e bassa stagione per gli italiani  così come per gli stranieri. Anche nell’inverno 2016/17 al vertice delle performance prevedibili ci sono Cortina, Madonna di Campiglio, Courmayeur, Corvara e Selva di Val Gardena;
•  crescono i  ricavi e il giro d’affari della montagna bianca che complessivamente produrrà 12 miliardi di Euro grazie ai ritocchi, agli aumenti dei prezzi e delle spese necessarie per godersi vacanze, brevi soggiorni e weekenf di montagna.


La partenza «a razzo» di Madonna di Campiglio,
regina incontrastata dell’innevamento tecnico

All’alba del 9 gennaio, chiuso il lungo periodo natalizio iniziato sabato 24 dicembre, Madonna di Campiglio ha fatto un primo bilancio sull’apertura di stagione dell’inverno 2016/17. Un inizio di stagione instabile, un po' come del resto lo era stato quello della stagione precedente anche se, a onor del vero, nel bimestre novembre/dicembre 2015 la situazione era stata ancora peggiore. Complici le elevate temperature in quota che caratterizzarono tutto il mese di dicembre, anche la produzione di neve artificiale avveniva con una certa difficoltà in quanto le finestre di freddo erano ristrette e fugaci, costringendo i cannoni sparaneve ad un lavoro straordinario per preparare, in poco tempo, le piste al meglio. Il lavoro fu incredibile e l’appuntamento con il lungo periodo delle feste fu ampiamente centrato con grande soddisfazione di tutti, in particolar modo per Funivie Madonna di Campiglio. Nonostante le ottime performance dimostrate del sistema di innevamento programmato, nell’estate 2016 Funivie Madonna di Campiglio ha avviato lavori di ammodernamento e adeguamento con il potenziamento delle condotte idriche, dei nuovi generatori e delle nuove sale pompe. Oltre due milioni e mezzo di euro sono stati investiti con l'obiettivo di produrre sempre più neve, di altissima qualità, utilizzando le risorse in modo efficiente. Quest’anno, dopo le iniziali buone premesse di novembre con le prime nevicate al Passo Grosté, la stagione si è adagiata con temperature che, per fortuna, sono rimaste rigide all’alba e al calare del sole, ma sicuramente superiori alla media stagionale durante il resto del giorno. Lungimiranti, quindi, i lavori fatti pochi mesi fa, che  hanno permesso di potenziare la garanzia neve sul 95% del comprensorio, con 876 cannoni che coprono i 160 ettari di piste. Fondamentale, la presenza del lago Montagnoli che garantisce lo stoccaggio di circa 200 mila m3 d’acqua. Oggi Funivie Madonna di Campiglio, grazie ai i tre bacini interrati, al laghetto di Campiglio e al lago Montagnoli, ha la possibilità di stoccare 231 mila m3 di acqua con un rapporto mc/ha di 1.500 m3 per ettaro, condizioni che permettono di innevare l'intero comprensorio sciistico in sole 120 ore di freddo. Dunque, poca neve naturale ma tanta neve programmata e soprattutto di altissima qualità. Al 9 gennaio è stato prodotto, per garantire la sciabilità fin dal mese di novembre, oltre un milione e quattrocentomila mc di neve. Per ottenere certe performances si sono dovute affinare tecniche professionali ed esperienze lavorative che hanno reso la produzione di neve e il suo mantenimento una vera e propria arte. Un know how che Funivie Madonna di Campiglio ha saputo coltivare e migliorare anno dopo anno, un patrimonio di conoscenze specifiche necessarie per produrre un manto nevoso ottimale.  E, se la neve programmata è di eccellente qualità, sciisticamente parlando risulta migliore anche di quella naturale. Quindi, se in cantina si vinifica in montagna si «nevifica» !! Ma, come ben sappiamo, non tutte le cantine sono in grado di produrre ottimi vini anche in annate difficili. È sicuramente anche per questo che, nonostante le eccezionali condizioni meteorologiche, è positivo il bilancio del lungo periodo natalizio. Funivie Madonna di Campiglio, dal 24 dicembre 2016 al 8 gennaio 2017 ha registrato sui suoi impianti 182.145 primi ingressi e 1.543.284 passaggi con un incremento, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, del + 1,11% per i primi ingressi e del +1,84% per i passaggi. Se analizziamo i dati da inizio stagione (19 novembre 2016) sino al 8 gennaio 2017 i primi ingressi sono stati 279.349 mentre si sono registrati 2.509.562 passaggi con un incremento, rispetto allo scorso anno del +11,19% per i primi ingressi e del +12,64% per i passaggi.
La media dei primi ingressi giornalieri durante i giorni clou delle festività (dal 28.12 al 06.01) variava fra i 13.500 ed i 15.500 sciatori. Sono stati proprio gli ultimi tre giorni di vacanza, caratterizzati da forte vento e da temperature davvero rigide, a scoraggiare e limitare i flussi turistici dell'Epifania, riducendo numeri che altrimenti avrebbero polverizzato i record precedentemente stabiliti. Infine, durante il periodo natalizio, si è registrato un incremento della durata di permanenza; sono stati infatti emessi il 12% in più di skipass plurigiornalieri - dai tre ai quattordici giorni - con un ottimo riscontro, a ricaduta, su tutto il territorio. Sono poi iniziate le classiche settimane bianche di bassa stagione e non si può certo dire che, impianti e piste, si siano svuotati. La mattina del 9 gennaio si sono infatti registrati 4.953 primi ingressi, cioè sciatori che hanno scelto le piste della Skiarea Campiglio Dolomiti di Brenta per la loro settimana bianca.