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binda

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Created: Giovedì, 22 Marzo 2018 14:46
Category: Portfolio
Tags: Assicurazioni

Anche in montagna l’unione farà la forza

Dalla fusione tra la compagnia francese Diot Montagne e il marchio italiano 24hAssistance è nato GBC Mountain, il nuovo team di esperti nel settore assicurativo applicato alle attività in montagna. L’iniziativa, presentata ufficialmente a Courmayeur a fine gennaio, ambisce ad acquisire un respiro europeo fondendo le esperienze maturate dai suoi soci fondatori nei campi dell’assistenza ai settori professionali della montagna e all’utenza dei praticanti di attività sportive

Il 31 gennaio scorso a Courmayeur, alla presenza di numerose personalità legate al mondo della montagna e di professionisti del settore, è stato presentato il primo team europeo di esperti nelle assicurazioni per la montagna. Si tratta di GBC Mountain, nata dall’unione di Diot Montagne e

24hAssistance. Christian Burrus, Presidente del Consiglio di amministrazione del gruppo, ha commentato così la nascita di questo sodalizio: «GBC Mountain, nata dalla scissione di Diot Montagne che si è unita a 24hAssistance, è il primo broker europeo interamente dedicato all'assicurazione di rischi specifici legati alla montagna. Non si tratta solo di un’unione di aziende ma di una vera e propria comunione di intenti: non siamo assicuratori che si occupano di montagna ma appassionati di montagna che si occupano di assicurazioni. Abbiamo creato un team di esperti che, unendo le proprie competenze, esportano in tutta Europa la loro esperienza per prodotti assicurativi specifici legati al mondo della montagna». Le due società protagoniste dell’iniziativa sono cresciute in parallelo per anni ma condividendo valori e obiettivi comuni. Diot Montagne dal 1964 è specializzata in «assicurazioni di montagna» per i professionisti e gli addetti ai lavori: dalla previdenza per i maestri di sci fino all’assicurazione per gli hotel e gli impianti di risalita. 24hAssistance dal 2002 assicura gli sciatori e gli snowboarder delle principali località sciistiche italiane con le polizze Snowcare e Multisport che vengono vendute insieme allo skipass nelle principali località sciistiche dell’arco alpino. Nel 2016 è nata Snowcare Lessons, la prima assicurazione che rimborsa gli sciatori in caso di annullamento delle lezioni di sci che hanno acquistato ma che non possono frequentare. La nuova società, GBC Mountain, è guidata da Matteo Fossati in Italia e Yannick Amet in Francia: entrambi hanno esposto le loro ambizioni europee in occasione della presentazione avvenuta a Punta Helbronner nel fantastico scenario del Monte Bianco.   Yannik Amet ha detto: «Sono entusiasta di questa unione strategica. Da oltre 30 anni il nostro gruppo è leader nelle assicurazioni della montagna, siamo pronti ad esportare i nostri valori e le nostre competenze specifiche anche al di fuori della Francia». Matteo Fossati:  «Da oltre 15 anni assicuriamo con successo i clienti delle località sciistiche italiane. Grazie alle competenze dei nostri cugini francesi siamo pronti ad assicurare anche i professionisti, i negozi, gli hotel e le guide alpine». Tutto il team di GBC Mountain ha come obbiettivo la costruzione di nuovi prodotti assicurativi dedicati al mondo della montagna e la loro diffusione in tutta Europa.

Created: Giovedì, 22 Marzo 2018 09:52
Category: Portfolio
Tags: Osservatorio legale
 

Attenzione a gradini e «dislivelli anomali»:
possono causare cadute e …cause


In questo numero di «pM», la riflessione del nostro collaboratore si riferisce ad un caso giuridico scaturito da un infortunio accaduto non sulla neve ma in un condominio di città, dove un signore è inciampato e caduto uscendo da un ascensore che non era perfettamente a livello del piano di calpestio ma «sconnesso» per circa 5 cm. Questo signore ha fatto causa al condominio per un risarcimento, appellandosi al famoso articolo 2051 del codice civile sulle «cose in custodia». La domanda di risarcimento viene rigettata in primo grado con una serie di considerazioni che attribuiscono sostanzialmente al signore vittima della caduta la responsabilità dell’incidente. Il quale però non demorde ma impugna anche la sentenza per lui altrettanto negativa dell’appello e ottiene infine un riconoscimento in Cassazione. Appello ai gestori degli impianti: attenzione, perché il caso è assai meno lontano di quanto si possa immaginare, perché all’ascensore della città possono essere assimilate le funivie, le cabinovie e le seggiovie della montagna

di Marco Del Zotto Avvocato e Maestro di sci
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La Corte di Cassazione ha recentemente deciso una domanda di risarcimento danni per una caduta che non ha nulla a che vedere con il mondo dello sci ma che può avere rilevanza giuridica in via analogica anche per i gestori degli impianti di risalita, se si leggono con attenzione le motivazioni della decisione.
Nell’anno 2006 un condomino chiamò in giudizio il condominio del fabbricato ove risiedeva esponendo che nel 2004, mentre usciva dall'ascensore condominiale, inciampò nel dislivello formatosi tra il pavimento della cabina dell'ascensore e quello del piano di arresto, cadde e riportò lesioni personali. Richiamò la responsabilità delle cosiddette «cose in custodia» ex articolo 2051 del codice civile e chiese la condanna del condominio convenuto al risarcimento del danno. Il condominio si costituì e, oltre a negare la propria responsabilità, chiamò in causa la propria compagnia di assicurazione per la responsabilità civile. Con la sentenza di primo grado la domanda di risarcimento del danno venne rigettata. Il condomino impugnò la decisione avanti la Corte d'appello di Milano che però confermò la sentenza di rigetto della domanda.
Per quanto può interessare in questa sede, la Corte d'appello ritenne che:
• il dislivello tra l'ascensore ed il piano di calpestio, sia che fosse stato di 5 cm (come ritenuto dal Tribunale), sia che fosse stato di 8 cm (come asserito dal condomino) «non poteva rappresentare un'insidia", ma anzi rappresentava una situazione «ricorrente e probabilissima»;
• la causa della caduta andava individuata nella condotta distratta del condomino perché era suo onere verificare il piano di calpestio al momento della discesa;
• 'ascensore non presentava alcuna anomalia;
• l’infortunato conosceva tutte le caratteristiche dell'ascensore, in quanto inquilino del fabbricato;
• l’infortunato aveva una patologia alla gamba destra che ne limitava la capacità di deambulazione, e ciò avrebbe dovuto indurlo a particolare attenzione e cautela nell'uscire dall'ascensore;
Anche la sentenza d'appello è stata impugnata dal condomino avanti la Corte di Cassazione. Il condominio e la compagnia di assicurazione si sono difesi chiedendo la conferma della sentenza che aveva rigettato la domanda risarcitoria.

Il primo motivo di ricorso da parte del condomino
Viene sostenuto che la sentenza impugnata avrebbe violato il precetto normativo di cui all’art.2051 del codice civile che tratta, come detto, della disciplina delle cose in custodia perché è stata rigettata la domanda sul presupposto che il gradino formato dalla cabina dell'ascensore rispetto al piano di calpestio non potesse costituire un'insidia. La responsabilità del custode, rappresenta il condomino, prescinde dall'esistenza di una insidia o trabocchetto e, comunque, non è onere dell'attore provare l'esistenza dell'una o dell'altro. L'attore che invoca la responsabilità del custode ha il solo onere di dimostrare che il danno sia derivato da una «anomalia»della cosa oggetto di custodia.

La sua infondatezza secondo la Corte di Cassazione
Il motivo di ricorso è infondato, rileva la Corte di Cassazione, perché la Corte d'appello ha rigettato la domanda ritenendo che unica causa del danno fu la distrazione della vittima e questa affermazione è in sè corretta. La giurisprudenza di legittimità ha infatti ripetutamente affermato che la responsabilità di cui all'art.2051 del codice civile va esclusa quando venga dimostrata dal custode l'esistenza di un caso fortuito e il caso fortuito può consistere anche nel «fatto della vittima». La condotta della vittima può cioè rappresentare tanto una concausa del danno, quanto la causa esclusiva di esso, ad esempio nell'ipotesi di uso improprio della cosa altrui.È esatto pertanto in linea teorica che la condotta colposa della vittima del danno possa escludere la responsabilità del custode. Nel caso di specie la domanda venne rigettata dal giudice d'appello sul presupposto della ricorrenza di un caso fortuito, rappresentato dalla colpa esclusiva della vittima.

Il secondo motivo di ricorso da parte del condomino
Con il secondo motivo di ricorso il condomino sostiene che la Corte d'appello avrebbe errato attribuendo ad egli la responsabilità esclusiva dell'accaduto. La condotta dell’infortunato in tanto può escludere la responsabilità del custode in quanto abbia i caratteri di autonomia, eccezionalità, imprevedibilità, inevitabilità. Nel caso di specie, tuttavia, il Condominio non aveva mai offerto alcuna prova che la condotta dell’infortunato avesse avuto tali requisiti ed in ogni caso quella condotta, anche a volerla ritenere colposa, avrebbe potuto avere al massimo l'efficacia di una concausa del danno, ma non di causa esclusiva dell'accaduto. Infatti senza il dislivello tra il pavimento dell'ascensore e il terreno circostante la caduta mai si sarebbe potuta verificare.

Le analogie su cui riflettere
con molta attenzione

Senza argomentare sulla decisione assunta in diritto dalla Corte di Cassazione che ancora una volta porta a far riflettere sull’orientamento molto rigoroso nella valutazione delle rispettive posizioni delle parti, lasciamo a chi legge compiere le analogie con il mondo della neve, dei comprensori sciistici e dell’impiantistica funiviaria.
• il condomino è assimilabile alla figura dell’utente.
• il condominio è il gestore degli impianti.
• l’ascensore è l’impianto di risalita, ad esempio una cabinovia piuttosto che una funivia o altro.

Il secondo motivo è fondato secondo la Corte di Cassazione
La responsabilità del custode, per i danni causati dalla cosa che è in sua custodia, è esclusa quando questi dimostri «il caso fortuito»: così stabilisce l'art. 2051 del codice civile. Il «caso fortuito» per la nostra legge è quell'evento che non poteva essere previsto (ad esempio, un terremoto) ed al caso fortuito è equiparata la forza maggiore, ovvero l'evento che, pur prevedibile, non può essere evitato (ad esempio, un evento atmosferico). Ma una condotta imprevedibile della vittima non è necessariamente una condotta colposa, nè è vero il contrario. I giudizi di «negligenza» della vittima e di «imprevedibilità» della sua condotta da parte del custode, non si implicano a vicenda.
Il primo va compiuto guardando al danneggiato, e comparando la condotta da questi tenuta con quella che avrebbe tenuto una persona di normale avvedutezza. Il secondo va compiuto invece guardando al custode, e valutando con giudizio «ex ante» se questi potesse ragionevolmente attendersi una condotta negligente da parte dell'utente delle cose affidate alla sua custodia. L'esclusione della responsabilità del custode, quando viene eccepita dal custode la colpa della vittima, esige un duplice accertamento:
    (a) che la vittima abbia tenuto una condotta negligente;
    (b) che quella condotta non fosse prevedibile.
La Corte di Cassazione si è già espressa sul punto precisando che la mera disattenzione dell’infortunato che chiede il risarcimento non necessariamente integra il caso fortuito per i fini di cui all'art. 2051 c.c., in quanto il custode, per superare la presunzione di colpa a proprio carico, è tenuto a dimostrare di avere adottato tutte le misure idonee a prevenire i danni derivanti dalla cosa. La condotta della vittima di un danno da cosa in custodia può dirsi imprevedibile quando sia stata eccezionale, inconsueta, mai avvenuta prima, inattesa da una persona sensata. Stabilire se una certa condotta della vittima d'un danno arrecato da cose affidate alla custodia altrui fosse prevedibile o imprevedibile è un giudizio di fatto, come tale riservato al giudice di merito: ma il giudice di merito non può astenersi dal compierlo, limitandosi a prendere in esame soltanto la natura colposa della condotta della vittima.
Nel caso di specie la Corte d'appello, come accennato, ha rigettato la domanda sul presupposto che causa della caduta fu la distrazione della vittima, e che di conseguenza ricorresse una ipotesi di «caso fortuito», come tale idoneo ad escludere la responsabilità del custode di cui all'art. 2051 c.c..È giunta a tale conclusione osservando che il dislivello tra la cabina dell'ascensore ed il pavimento del piano di arresto costituisce una situazione «normale e prevedibile»; che l'ambiente in cui avvenne il fatto non era oscuro; che l'ascensore non era guasto; e che la vittima doveva essere più attenta, a causa delle sue limitate capacità di deambulazione. La Corte d'appello, dunque, ha reputato sussistente una ipotesi di caso fortuito prendendo in esame unicamente la condotta della vittima, qualificata come negligente, ma senza esaminare se quella condotta potesse ritenersi imprevedibile, eccezionale od anomala da parte del custode. Così giudicando, la Corte d'appello ha effettivamente violato l'art. 2051 c.c., perchè ha ravvisato nella condotta della vittima un caso fortuito, senza indagare sulla sussistenza di uno dei due elementi costitutivi di tale istituto: ovvero la prevedibilità di quella condotta da parte del custode.

Il principio di diritto da osservare secondo la Corte di Cassazione
La sentenza impugnata va dunque riformata perché, conclude la Corte di Cassazione, deve essere applicato il seguente principio di diritto:
«la condotta della vittima del danno causato da una cosa in custodia può costituire un "caso fortuito", ed escludere integralmente la responsabilità del custode ai sensi dell'art. 2051 c.c., quando abbia due caratteristiche: sia stata colposa e non fosse prevedibile da parte del custode».

Created: Giovedì, 22 Marzo 2018 09:33
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita

 

La modernità della tecnologia trifune
conquista il cuore della Norvegia

Entro il 2019 sarà realizzata una nuova cabinovia a Voss, rinomata località turistica dove le due società «Voss Resort AS» e «Voss Gondol AS» stanno operando un rinnovamento radicale del comprensorio sciistico ed escursionistico con un investimento di oltre 30 milioni di Euro e in una logica di servizi intermodali che influirà positivamente sull’intera mobilità urbana. Il nuovo impianto, dotato di tredici cabine «Symphony», sostituirà una vecchia funivia «va e vieni» e sarà il primo in Scandinavia realizzato secondo il sistema trifune, quella tecnologia innovativa e particolarmente adatta alle condizioni orografiche più difficili di cui l’azienda di Vipiteno è grande protagonista

Dopo i due ultimi prestigiosi progetti firmati dall'azienda altoatesina sul fronte della tecnologia trifune (la funivia sul ghiacciaio austriaco dello Stubai e l’impianto record sul versante svizzero del Piccolo Cervino che entrerà in funzione nel prossimo settembre) ecco ora la prima cabinovia trifune della Scandinavia, che verrà realizzata in Norvegia a Voss,  rinomata località turistica nella contea di Hordaland che in passato ha anche ospitato numerose gare della Coppa del Mondo di sci alpino. Si tratta di un progetto che rientra nel piano di rinnovamento del famoso comprensorio escursionistico e sciistico di Monte Hanguren, promosso da Voss Resort AS e Voss Gondol AS con un investimento complessivo di 31 milioni di Euro. Voss è una cittadina di circa 15 mila abitanti situata in posizione strategica lungo la linea ferroviaria che collega Oslo e Bergen, ed è meta preferita di numerosi sportivi ed escursionisti sia in inverno che in estate. La scelta di un impianto di tipo trifune non segue solo l’attuale tendenza del momento, ma è dettata anche dalle particolarità morfologiche del luogo, che si contraddistinguono, nella parte iniziale del tracciato, per un notevole dislivello e per la necessità di sorvolare un’ampia zona residenziale. Il nuovo impianto entrerà in funzione nell’estate 2019, sostituendo la precedente funivia va e vieni «Hangursbanen», già dismessa da tempo, ma rimasta nel cuore di locali e turisti per le sue cabine gialle e rosse ribattezzate «Dinglo» e «Danglo». Al loro posto, il nuovo impianto sarà dotato di tredici cabine modello «Symphony» design Pininfarina, da 35 posti ciascuna, in grado di trasportare sino a 1.500 persone all’ora; un viaggio di solo sette minuti. 

In un unico edificio la stazione funiviaria, quella degli autobus e quella dei treni
Il nuovo impianto avrà una lunghezza di poco più di due chilometri e rientra in un progetto complessivo che rivoluzionerà tutta la mobilità di Voss. La stazione a valle sarà infatti integrata in una moderna struttura che ospiterà anche la stazione ferroviaria e quella degli autobus, in modo da creare, a ridosso del centro di Voss, un centro intermodale, snodo chiave per la mobilità urbana. L’intento è proprio quello di rendere la nuova cabinovia parte integrante del sistema di trasporto pubblico, ottimizzando l’uso di autobus, treni e impianto di risalita: la stazione della funivia, al terzo piano dell’edificio comune, sarà direttamente accessibile sia dalla fermata degli autobus che si trova al piano-terra, che dai binari dei treni, la cui stazione sorge al primo piano.  Anche presso la stazione a monte non mancheranno le novità con la costruzione di un ristorante panoramico per 450 persone, che darà vita ad un’unica e armoniosa unità strutturale insieme alla stazione funiviaria.  Voss è rinomata non solo come meta turistica invernale ma anche come destinazione estiva, soprattutto per gli escursionisti e gli appassionati di parapendio, e per questo il nuovo impianto sarà in funzione tutto l’anno, rendendo la località norvegese una destinazione ambita 365 giorni all’anno. «Abbiamo scelto Leitner ropeways per realizzare questo progetto non solo per la lunga e felice collaborazione che si protrae da ann , ma anche perché il sistema trifune da loro presentato è in assoluto il più avanzato e sicuro oggi disponibile sul mercato», dice Øyvind Wæhle, amministratore delegato di Voss Resort AS e Voss Gondol AS.

La scheda tecnica
3S VOSS:
Lunghezza: 2.020 m
Dislivello: 742 m
Velocità: 5 m/sec
Capacità max: 1.544 p/h
Numero massimo di cabine: 13
Nr di sostegni: 3


La leadership nei Paesi scandinavie nella produzione trifune
Con questo nuovo progetto Leitner ropeways conferma la propria posizione di leader di mercato nei Paesi Scandinavi e al contempo riafferma il ruolo da protagonista sul fronte degli impianti trifune. Le realizzazioni di successo dell’azienda altoatesina sul versante della tecnologia trifune sono oramai davvero numerose ed importanti, a partire dall’impianto che da Bolzano conduce fino a Soprabolzano, sull’altopiano del Renon, superando un dislivello di oltre 1.000 metri, alleggerendo significativamente il traffico cittadino. O ancora l’impianto trifune Les Prodains, che collega le località sciistiche francesi di Morzine e Avoriaz. Da ultimo non si possono non citare la funivia Eisgratbahn recentemente entrata in funzione sul ghiacciaio dello Stubai, in Tirolo, e la funivia trifune più alta del mondo, sul Piccolo Cervino, versante svizzero, che da fine settembre permetterà di raggiungere quota di 3.883 metri.
www.leitner-ropeways.com

Created: Giovedì, 22 Marzo 2018 09:09
Category: Portfolio
Tags: Attrezzature ludiche
 

Tubing: il divertimento garantito 365 giorni l’anno

L’impianto che l’azienda austriaca ha installato in Francia a Savoie Grand Revard dimostra come l’avvincente attività lungo i «tube» sia una fonte di svago per grandi e piccoli capace di diventare una forte attrazione in tutte le stagioni per i visitatori del parco naturale di Bourges, dove si trova. Sia nella versione invernale che nella versione estiva, una struttura di tubing può essere sempre attiva senza richiedere una grande manutenzione. Meglio, naturalmente, se servita da un «tappeto magico» o dallo skilift SwissCord, un altro prodotto originale di Sunkid

Tubing: cos’è? È un'avvincente attività per il tempo libero in estate e in inverno, un'avvincente attività per grandi e piccini. Grazie ai ridotti costi d'installazione e alla possibilità d'impiego durante tutto l'anno, questo divertimento rappresenta un ampliamento dell'offerta delle attrattive sia per le funivie e le scuole di sci che per i parchi di divertimenti, le mete delle escursioni turistiche e i parchi al chiuso. Sunkid garantisce un’offerta completa grazie ad un unico riferimento, vale a dire che oltre alla predisposizione dei Tube, l'azienda si assume anche l'incarico della realizzazione delle piste artificiali per il tubing estivo o al chiuso fornendo il supporto alla salita ideale per le operazioni di trasporto dei Tube e delle persone grazie al «tappeto magico», l'originale nastro trasportatore per persone. Una delle ultime dimostrazioni dei vantaggi e dei risultati di un Tube Sunkid viene dalla Francia, dove l’azienda austriaca di Imst ha installato un impianto attivo tutto l'anno a Savoie Grand Revard, nel parco naturale di Bourges. Zona ricreativa in prossimità di Lione, Aix-Les-Bains e Chambéry, questa località offre una miriade di attività per il tempo libero. L'impianto di tubing realizzato da Sunkid si è dimostrato un vero e proprio polo d'attrazione per i visitatori in quest'area: con i suoi 184 metri di lunghezza detiene il primato nella zona alpina ed è possibile utilizzarlo tutto l'anno. Per lo «Snow Tubing» è stato adattato il terreno con curve e terrapieni in modo da ottenere, in particolari condizioni di neve, un tracciato predefinito per i Tube le cui pareti impediscono, anche in presenza di scarse precipitazioni nevose, che gli ospiti troppo esuberanti finiscano fuori dal tracciato.  Per l'impiego in estate è stato realizzato un classico impianto di Tubing estivo con una struttura a profili e tre curve paraboliche. Il loro rivestimento prevede speciali pedane in plastica che garantiscono l'impiego dei Tube senza utilizzare acqua.  A livello pratico è possibile utilizzare gli stessi identici Tube sia in inverno che in estate permettendo ai clienti di scegliere tra le diverse dotazioni.

Lo skilift a fune con insos pettabili vantaggi

SwissCord di Sunkid è lo skilift che va a segno con la regolazione in altezza continua e la possibilità di licenza d'esercizio senza personale di monitoraggio. Essendo una variante di skilift pratica ed interessante a livello economico, SwissCord si utilizza principalmente come ski-lift di collegamento, raccordo e ritorno. Oltre alla possibilità di monitoraggio indiretto, si contraddistingue per la regolazione in altezza, il recupero verticale della fune e la lunghezza complessiva massima di 300 metri senza sostegni. Anche il complesso sciistico di Cauterêts (FRA) è soddisfatto di SwissCord Sunkid. Avendo condotto una ricerca di un supporto alla salita adeguato in grado di coprire uno spazio di 60 metri ed una pendenza dell'8%, i gestori della località si sono imbattuti in SwissCord di Sunkid. Philippe Dupla, il gestore puntualizza: «Grazie alle due stazioni dotate di regolazione in altezza elettrica, questo skilift risponde completamente alle nostre idee. Questo inverno ci sono state spesso delle forti nevicate. Utilizzando la regolazione in altezza è possibile adattare l'altezza della fune a seconda della quantità di neve. Inoltre, la regolazione in altezza semplifica anche la preparazione del tracciato dello skilift grazie all'apparecchiatura delle piste. Finora siamo molto soddisfatti di SwissCord».
www.sunkidworld.com

Created: Mercoledì, 21 Marzo 2018 15:23
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita

BMF
Un debutto «strategico»sulle nevi francesi

La nuova cabinovia a otto posti entrata in funzione quest’inverno tra L’Enversin d’Oz e Vaujany è la prima realizzata in Francia dall’azienda svizzera di Flums. L’impianto, dotato delle eleganti cabine Porsche Design, si trova nella parte settentrionale del grande comprensorio sciistico dell’Alpe d’Huez e, con la sua capacità di trasporto, è stato determinante per sciogliere un «nodo» particolarmente critico nel traffico sciistico della località

Nell’area sciistica di Vaujany, in Francia, é in funzione da questa stagione una nuova telecabina 8 posti realizzata da Bartholet Maschinenbau, l’azienda elvetica di Flums protagonista nel mercato degli impianti a fune per il trasporto su neve e per il trasporto urbano fondata nel 1962 da Anton Bartholet. Il marchio svizzero debutta cosí in Francia con la sua prima telecabina che può esibire il fiore all’occhiello delle eleganti e confortevoli cabine «Design by Porsche Design Studio». Il nuovo impianto si trova fra L’Enversin d’Oz e Vaujany sul lato settentrionale dell’area sciistica dell’Alpe d`Huez. Viene cosí sostituito dopo trent’anni il vecchio impianto ad ammorsamento fisso che girava con una capacitá di sole 600 p/h e non rispettava piú le richieste dello sciatore e gli standard moderni. Con il collegamento diretto alla stazione a valle della funivia Grandes Rousses a Vaujany, la localitá L’Enversin d’Oz è con i suoi 1100 mslm il punto piú basso di accesso al comprensorio sciistico dell’Alpe d’Huez. La funivia lunga solo 600 mt. era ed è tuttora l’unico mezzo di ritorno per gli sciatori che scendono per la famosa pista nera «La Fare», che per gli sportivissimi è anche la pista finale della discesa lunga 2200 mt. dal Pic Blanc (3330 mslm). Oggi, con la sua capacitá di trasporto 1200 p/h, il nuovo impianto BMF evita agli sciatori piú abili di imbottogliarsi nelle code e aumenta l’attrattivitá turistica di Oz-Vaujany (1100 – 2800 m). A solo un’ora di macchina da Grenoble, questo «domaine skiable» é una meta amata dalle famiglie e offre 18 impianti di risalita al servizio di 53 km di piste. La societá impianti investe regolarmente non solo nel comfort della risalita ma anche nell’innevamento e nell’ampiamento delle piste. Nel prossimo futuro aprirá la nuova pista «Outres» lungo l’impianto BMF e perció é giá stato pianificato un‘incremento nella portata oraria a 2000 p/h aggiungendo ulteriori 10 cabine (ad oggi sono 15), quelle cabine che vengono immagazzinate automaticamente nelle stazioni, con gli azionamenti disposti nella stazione a valle.

La scheda tecnica
Tipologia di impianto:  Cabinovia 8 posti
Quota stazione a valle: 1126,00 m 
Quota stazione a monte: 1238,70 m
Dislivello: 112,70 m
Lunghezza inclinata: 573,80 m
Quantitá sostegni: 4
Potenza: 00 kW
Quantitá cabine: 15 (estendibile a 25)
Velocitá: 0 – 5 m/s
Capacitá: 1200 p/h (estendibile:2000 p/h)
Tempo di percorrenza: 2 min 1 s
Azionamento:  Seirel

www.bmf-ag.ch

Created: Mercoledì, 21 Marzo 2018 14:20
Category: Portfolio
Tags: Attrezzature ludiche

 TECHFUN

Con Funcoaster® adrenalina assicurata

 

La divisione del gruppo MND che si occupa di installazioni ludiche, parchi gioco e attrazioni alternative allo sci, ha progettato e realizzato  un impianto di discesa per slitte che viaggiano su una monorotaia particolarmente adatto per essere allocato sulle pendenze naturali delle località montane e particolarmente attraente per grandi e piccini in tutte le stagioni dell’anno. Dotato di un sistema di controllo automatico della velocità e di dispositivi di sicurezza testati e monitorati da un PLC, l’impianto si compone di sezioni per la maggior parte standardizzate e da assemblare «in loco», seguendo lo schema del tracciato, definito durante la fase di studio e progettazione con la committenza

Nasce dalle brillanti menti dei tecnici dell’ufficio ricerca e sviluppo di Techfun, il Funcoaster®, una slitta che viaggia su una monorotaia, perfettamente adatta all'ambiente montano per la presenza naturale di terreni in pendenza. È sicuramente un'attrezzatura che può accrescere e differenziare l’offerta di «divertimento» di tutti i centri turistici montani, utilizzabile in tutte le stagioni.  Con il suo design innovativo, progettato secondo lo standard NF ISO 19202, ed un comfort ineguagliabile, il veicolo consente d’imbarcare 2 adulti, 1 adulto e 1 bambino (> 3 anni) ed è ben dimensionato per facilitare la guida ai giovani piloti (> 8 anni e> 1,25 m) per un carico utile massimo di 160 kg.  Lo scafo è personalizzabile e quindi il cliente può realizzare una slitta esclusiva, scegliendo il colore che preferisce ed apponendo il logo della propria società o quello di un eventuale sponsor. Il concetto «Funcoaster®» di Techfun, si basa su un design semplice che si serve di sistemi meccanici collaudati e comprovati, utilizzati nel settore degli impianti di risalita e delle giostre. Il design essenziale della mono rotaia, si integra gradevolmente con il paesaggio, consentendo al conducente di avere una visuale più ampia e di sperimentare più facilmente sensazioni di velocità e planata.

La sicurezza garantita a velocità controllata
Techfun, sempre attenta a garantire la massima sicurezza dei propri prodotti, anche in questo caso ha realizzato un’attrezzatura la cui velocità è limitata a 40 km/h in tutte le configurazioni del percorso, grazie all'azione di quattro freni centrifughi disposti sulle ruote dell'asse posteriore (limite imposto dalla norma ISO19202).  Gli utenti sono assicurati al sedile, lungo tutto il percorso, tramite cinture dotate di un sistema di bloccaggio passivo, al fine di garantire all'operatore una garanzia supplementare per il suo funzionamento.  Durante la discesa, i passeggeri possono gestire la propria velocità grazie alle leve dei freni manuali, posizionate sui lati della slitta. Sistemi anti-ritorno ridondanti, un freno che funziona secondo il principio «maniglia uomo morto», sono inclusi in questa slitta per aumentare il livello di affidabilità. Inoltre, tutte le funzioni di sicurezza dell'installazione sono costantemente monitorate da un PLC, degno di un impianto di risalita. Techfun si è concentrata al massimo sulla funzionalità della monorotaia in alluminio per facilitare le operazioni di installazione e ridurre la presenza di apparecchiature ausiliarie che possano limitare l'integrazione del sistema nel paesaggio. La monorotaia ha una funzione sia di guida, sia di supporto, affinché la slitta possa scivolare agevolmente in svariate configurazioni di percorso. Offre anche un'area riservata per la corsia dei freni manuali. La maggior parte delle sezioni della pista sono standardizzate e vengono assemblate «in loco», seguendo lo schema del tracciato, definito durante la fase di studio e progettazione. Le giunzioni tra ciascuna sezione della pista, vengono effettuate tramite strutture di rivestimento e rivetti che assicurano la perfetta continuità del tracciato e la trasmissione delle sollecitazioni sui supporti della pista.  L'inclinazione massima del tubolare in zona curva, è di 25 ° rispetto alla verticale (limite normativo). Il binario è sostenuto da piedi in acciaio zincato a caldo, regolabili in altezza rispetto al profilo naturale del terreno. Vengono disposti ogni 5 m sulle sezioni dritte ed ogni 3,3 m sulle sezioni curve.  Ad ogni metro, le varie sezioni sono dotate di un para urti di non ritorno per assicurare le slitte in caso di guasto. Gli ancoraggi della linea sono realizzati mediante paletti, la cui altezza è determinata dall’ufficio tecnico di Techfun seguendo il rapporto geotecnico realizzato dal cliente sul sito. Al fine di garantire una buona resistenza anche in aree difficili, possono essere utilizzati sistemi d’ancoraggio come viti Krinner®, Spinankner® o Duckbill®.  I supporti sono dimensionati per resistere a carichi di neve e sollecitazioni da vento estremi, determinati dagli standard di calcolo europei Eurocodes. Le operazioni di evacuazione dei passeggeri in caso di guasto, sono assicurate da camminamenti laterali ad altezza piedi. Gli utenti, accompagnati da un operatore, sono così in grado di scendere lungo il percorso e tornare a terra in modo agevole e sicuro.  All'uscita dalla stazione, le slitte possono iniziare a scivolare sulla pista dopo la convalida da parte dell'operatore (premendo un pulsante «OK Avvia»). L'intervallo di tempo minimo tra ogni mezzo (definito come funzione della portata massima consentita sull'impianto) viene gestito da un ritardo nel PLC di sicurezza.

La partenza e l’arrivoreg olate dall’automazione
Una volta raggiunta l'area d'imbarco, gli utenti si siedono sulla slitta, allacciano la cintura, mentre l'operatore fornisce le istruzioni di sicurezza prima di consentire la partenza. In questa zona è possibile avere contemporaneamente 3 slitte, in modo da garantire un flusso continuo di accessi sul tracciato: non appena ne parte una, dall’aerea di stoccaggio ne arriva un’altra. Alla fine della discesa, è prevista una zona di frenata automatica che ha lo scopo di rallentare gradualmente le slitte fino a raggiungere una velocità di 0,5 m/s. La frenata viene eseguita facendo passare la slitta su pattini in poliuretano, montati su una catena. Mediante questo sistema, le slitte molto veloci vengono frenate e quelle che arrivano più lentamente, sono trasportate tramite la catena alla zona di sbarco. Questo sistema, come il resto dell’attrezzatura, è stato oggetto di numerosi test di validazione, specialmente in condizioni di pioggia, effettuati nell’area prove di Montmélian, operativa da gennaio 2017.  La sala di controllo/comando comprende l'armadio elettrico e l'automazione di sicurezza, nonché qualsiasi apparecchiatura relativa alle opzioni scelte (videoregistratore, apparecchiature audio, controllo luci slitta, ...) Una scatola di controllo remoto è installata vicino all'area di imbarco a disposizione dell'operatore. Per consentire un facile funzionamento dell'installazione e garantire la sicurezza sul percorso, viene posizionata una telecamera CCTV a livello del freno di fine pista ed uno schermo protetto da una custodia antisfondamento, presso la postazione dell’operatore per permettere un monitoraggio costante del tracciato. Per l’avvio dell'impianto con qualsiasi condizione meteorologica e soprattutto dopo una forte pioggia, una notte ghiacciata o una nevicata, è possibile installare un sistema di riscaldamento della monorotaia che rende utilizzabile la pista, in poche decine di minuti. In questo modo non è necessario attendere l’arrivo del sole, far girare una slitta speciale o far rimuovere la neve da un operatore. In previsione di nevicate, il semplice avviamento del sistema di riscaldamento in modalità preventiva e programmata, è sufficiente per scaldare la pista e fare in modo che la neve non si depositi attorno alla rotaia di alluminio che, ha ottime proprietà di conduzione termica, consentendo di limitare e controllare il consumo di elettricità.
www.tech-fun.com

Created: Venerdì, 16 Marzo 2018 10:53
Category: Portfolio
Tags: Controllo Accessi
 

«Il tuo smartphone è il tuo skipass»

Nata a dicembre, la Blueticketing è una società specializzata in sistemi di identificazione, riconoscimento e accesso, fondata da un gruppo di ingegneri dalla consolidata esperienza nel campo delle vendite di biglietti online e dalla Alfi di Borgo Ticino. Il prodotto che sarà presentato ufficialmente durante Mountain Planet a Grenoble si preannuncia come rivoluzionario: utilizzando infatti la tecnologia Bluetooth BLE al posto della tecnologia RFID si è riusciti ad integrare nello smartphone il titolo di accesso oltre al pagamento del pass effettuato on line. Basterà avere lo smartphone in una tasca per aprire il tornello. Si tratta a tutti gli effetti di una soluzione fortemente innovativa per una nuova offerta da proporre agli sciatori attraverso quelle località ad alta vocazione tecnologica che vorranno accompagnare questo passo in avanti della modernità

È sicuro: «Se mio padre fosse ancora qui ci si sarebbe buttato a pesce». E un altro concetto è chiaro: «È vero, stiamo facendo una cosa nel solco della filosofia del lavoro che aveva sempre ispirato il suo impegno. Mi ripeteva che non dobbiamo mai fare qualcosa che fanno già gli altri. O diamo qualche contributo con l’innovazione oppure ci conviene fare soltanto i rivenditori». Nella sede della Blueticketing, Chicco Ippolito ha appena finito di spiegare in esclusiva a noi di «pM», insieme ad alcuni dei “compagni di viaggio” che hanno condiviso l’impresa cos’è la Blueticketing, come e perché è nata, cosa si propone di fare e cosa propone alle stazioni invernali, alle società degli impianti della montagna bianca ma non solo, a tutti i luoghi e a tutte le situazioni che richiedono un accesso identificato. Blueticketing vuole essere a tutti gli effetti una grande rivoluzione:  una vera e propria finestra spalancata sul futuro; è  il «telepass» che funziona ai tornelli degli impianti di risalita come quello delle automobili sulle corsie privilegiate ai caselli autostradali; è lo smartphone che si trasforma in biglietto già pagato online e che ti apre il tornello all'impianto col tuo telefono in tasca o se stai parlando sulla linea telefonica con un amico ma anche se stai prenotando un ristorante per la sera.

La collaborazione stretta tra diverse competenze
Blueticketing è una startup innovativa nata il 19 dicembre 2017, con sede legale a Milano e sede operativa a Pont St. Martin (Aosta). Quest’estate quando era poco più di un’idea ha vinto un bando indetto dalla Regione Valle d’Aosta per le innovazioni nel settore montano. Si compone della partecipazione di quattro soci con il contributo di Alfi, storica azienda attiva nei sistemi di controllo degli accessi. Paolo Serra, 43 anni, laureato in ingegneria elettronica inizia la sua attività in Siemens e poi per 13 anni è stato il responsabile tecnico di Limone Piemonte. Davide Barberis, 34 anni, laureato al Politecnico di Torino, come i suoi ex compagni di università Nicola Garazzino e Alessandro Cabutto, esperti di sistemi cloud computing e sicurezza informatica, hanno fondato lo studio di informatica Weconstudio e creato il software di e-ticketing WeGate che ha consentito di moltiplicare in percentuali importanti la vendita di skipass online a Limone Piemonte e poi in altre località come San Domenico, Roccaraso e al Mottarone, per citare solo le esperienze italiane. L’idea di Blueticketing è quella di coniugare le competenze informatiche e la freschezza di idee dei giovani ingegneri di Bra con la consolidata esperienza di Alfi nelle soluzioni hardware e di sistema, oltre all’esperienza sul campo di Paolo Serra che si fa portavoce delle reali esigenze delle stazioni sciistiche.
«Da tanto tempo, più o meno vent’anni – dice Chicco Ippolito - si lavora sui sistemi di riconoscimento in radiofrequenza con la tecnologia RFID. È un sistema ancora funzionante ed efficiente ma maturo, che comincia a denunciare la contraddizione tra gli sforzi per continuare a migliorarlo e il reale avanzamento tecnologico ed operativo che si può ottenere. Più o meno dopo una quindicina d’anni le tecnologie informatiche subiscono evoluzioni importanti e sono sostituite nel tempo da altre più comode ed efficienti. L’RFID entra nel mondo dello sci a metà degli anni ’90, 23 anni nel mondo IT sono un’enormità, per capirci il primo smartphone è del 2007 e a guardarlo oggi sembra preistoria. La direzione sulla quale abbiamo deciso di investire è   la dematerializzazione, elemento che sta caratterizzando la nostra vita ogni giorno di più, basti pensare ai trasporti, con il QR Code, o più in generale alla crescita dei pagamenti online. L’idea è quella di dematerializzare biglietti e tessere vari che ormai ci invadono, senza tenere in considerazione l'annoso problema dell'inquinamento e dei costi di gestione. Abbiamo immaginato di collegare le forme di acquisto e di pagamento online che ormai sono tutelate da collaudati standard di sicurezza con una modalità di riconoscimento «portatile», personale, su quello strumento ormai universale che è lo smartphone.  Una soluzione avrebbe potuto essere applicare lo standard QR code allo smartphone ma in quel caso sarebbe comunque stato necessario estrarlo dalla giacca a vento e avvicinarlo al lettore del tornello per avere l’accesso, un gesto e un’operazione che avrebbe voluto dire non migliorare, ma compiere un passo indietro. Blueticketing offre una soluzione completa e brevettata che abbraccia tutta la gestione: dalla biglietteria dematerializzata, al pagamento elettronico, al sistema di controllo accessi basato sullo scambio d'informazioni tra lo smartphone e il tornello.»

Domande e risposte

Come acquisto il mio biglietto?
Utilizzo l’app iOS o Android sul telefono

Posso tenere il telefono in tasca al passaggio al tornello?
Si, puoi tenere il telefono comodamente in tasca.

Devo avere la rete dati attiva o segnale telefonico di copertura quando passo al tornello?
NO; il sistema funziona anche dove non c’è copertura di segnale telefonico o wifi.

Gestisce le code e le corsie parallele?
Si, grazie alla nostra tecnologia brevettata siamo gli unici in grado di gestire code e corsie come gli attuali sistemi.

Al primo passaggio il tornello mi deve caricare
il biglietto acquistato online?
No, sul telefono ho già il mio biglietto caricato, con enormi vantaggi rispetto all’attuale gestione con le tessere.

E’ necessario associare il telefono a qualche dispositivo o attivare l’app al passaggio?
No, non è necessario associare il telefono a nessun
dispositivo e l’attivazione è automatica

Il sistema è sicuro?
La sicurezza è uno degli aspetti più rilevanti del sistema che è più sicuro della tecnologia RFID e di qualsiasi sistema che opera puramente online.

Sul mio telefono ho già un biglietto valido,
posso acquistarne un altro?
Si, nel mio wallet posso caricare quanti biglietti voglio

Voglio acquistare un biglietto alla mia ragazza. Posso?
Certo ed è semplice come mandare un messaggio WhatsApp

Il rapporto con le località nel segno di efficienza e risparmi
Tutti conosciamo il Bluetooth che ci consente di collegare il nostro telefono alle automobili o alle cuffiette, ma non tutti sanno che questa tecnologia è un ottimo carrier di dati e che con il Bluetooth BLE (Bluetooth Low Energy) consuma pochissimo, è standardizzato a livello mondiale ed è presente su tutti gli smartphone. Nel sistema Blueticketing lo smartphone dialoga con un’antenna molto più piccola e più gradevole, anche esteticamente, rispetto a quelle enormi attualmente in uso. Il sistema è in grado di «leggere» nelle code e su più corsie l’utente con lo smartphone che ha acquistato il pass con Blueticketing e apre solo quando lo sciatore è all’interno del tornello.
«La vera novità è la dematerializzazione di tutto il processo – dice Ippolito – Non c’è più l’oggetto card ma è il telefono che dà la compatibilità all’accesso. La biglietteria viene dematerializzata permettendoti quindi di comprare il biglietto on line e passare attraverso un varco senza compiere particolari gesture, tenendo comodamente il tuo telefono in tasca. Ma è evidente a questo punto che la palla deve passare alle località, ai gestori degli impianti. Come devono attrezzarsi e cosa devono fare per accogliere il sistema della Blueticketing? «Tecnicamente il sistema è applicabile mediante una corsia preferenziale agli impianti ma potrà essere anche integrato con i sistemi esistenti e adattata a diversi tornelli. Lo abbiamo già testato con vari tornelli e quindi siamo fiduciosi che funzionerà con tutti i sistemi. Il nostro obiettivo è di portare una ventata di novità in tutti gli ambiti del controllo degli accessi dai trasporti agli stadi, iniziando dallo sci. Vedremo subito come sarà accolta la novità, perché di grossa novità si tratta. È evidente comunque che l’obiettivo commerciale della Blueticketing non è calcolabile oggi e subito, non vogliamo sostituire ma integrare le tecnologie esistenti anche se pensiamo che nel medio periodo potrebbe cambiare, e in meglio, il panorama del controllo accessi e soprattutto della user experience degli sciatori.»
«Per avere il servizio – dice Davide Barberis - le località devono essere convenzionate con noi. Sarà messa a disposizione dell’utente una app con una vetrina delle località convenzionate tra le quali scegliere dove andare a sciare e su cui acquistare lo skipass con pagamento tramite carta di credito o mezzi equivalenti. Se una località non vuole stare in questa app generalista ne potrà attivare una personalizzata. Il nostro sistema è stato concepito già conforme alle prossime e rigorose direttive europee sulla privacy».
«Il nostro – aggiunge  Paolo Serra – è l’unico servizio che migliora in maniera sostanziale il rapporto di utenza tra lo sciatore e gli impianti di risalita; attualmente è l’unica alternativa a problematiche calcificate, al vincolo della tessera e alle insicurezze della loro gestione; è anche il superamento di resistenze abitudinarie a livello culturale ed è anche il modo per consumare meno energia, inquinare meno, abbattere molti costi legati alla bigliettazione, consentire di liberare risorse umane, come le addette alle biglietterie, per destinarle a compiti più qualificanti di ospitalità o di infopoint.»

 


Un messaggio rivolto allo sciatore e ai gestori degli impianti
È tutto chiaro? Se non lo fosse, conclude Paolo Serra: «Insomma, il tuo biglietto è il tuo telefono, ce l’hai in tasca. Avvicinati con i tuoi sci ai piedi e i tuoi bastoncini in mano al tornello della Blueticketing e vedrai che si spalancherà davanti a te senza neanche dirgli “apriti Sesamo”.» Il nuovo sistema strizza l’occhio allo sciatore che ormai va dove si scia meglio, non solo dove le piste e i panorami sono più belli ma anche dove i servizi e le tecnologie sono all’altezza dei tempi. Il messaggio rimbalza allora nelle orecchie dei gestori degli impianti di risalita e dei dirigenti turistici delle località invernali, perché anche loro devono andare avanti, non possono più accontentarsi e adagiarsi sugli allori.  Anche per questo Blueticketing è già stato premiato alle «Pépinières d’Entreprises» («incubatori d’impresa») della Valle d’Aosta. E anche per questo Chicco Ippolito sorride sornione pensando alla storica fotografia in formato gigante appesa sulla parete dove c’è un bambino di sei anni impegnato ad attivare il «sistema Leski» a San Vigilio di Marebbe nel 1974 strisciando il suo pass sotto il lettore elettronico. Quel bambino era lui. Quanta tecnologia è passata…
www.blueticketing.com

Created: Giovedì, 15 Marzo 2018 13:36
Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile, Attrezzature ludiche
 
A destra Edo (mancato nel 2017), con papà Aldo e il fratello NIccolò allo stand di Interlapin 2017

Vent’anni di passione sulla «neve artificiale»

È un compleanno amaro per l’azienda bergamasca fondata nel 1998, pioniera nella produzione di tappeti sintetici capaci di riprodurre perfettamente la scorrevolezza del manto naturale e quindi protagonista a livello mondiale del sogno di sciare sempre e dovunque, anche quando la neve naturale non c’è. Edoardo Bertocchi, il fondatore, non c’è più, purtroppo. Ma sarà il fratello Niccolò a portare avanti quel sogno, con lo stesso impegno nel cercare sempre qualità e innovazione per sempre nuovi prodottiù avanzate per sostenere e vincere la sfida sempre più ardua contro i mutamenti climatici e il costante aumento delle temperature. Tutto comincia da una progettazione corretta…

Neveplast, azienda bergamasca leader mondiale nel settore piste da sci artificiali, spegne quest'anno la ventesima candelina. Nel 1998 Edoardo Bertocchi, partendo dall'intuizione del papà Aldo che aveva sviluppato un materiale plastico con la stessa scorrevolezza della neve, fonda la società Neveplast. Due anni dopo l'inizio dell'attività Niccolò, fratello minore di Edoardo, affianca Edo al timone dell' azienda. È l'inizio dell'avventura Neveplast dei fratelli Bertocchi che porteranno l'azienda bergamasca sul tetto del mondo, nel giro di vent' anni, partendo da uno scantinato. Vent’anni anni di sacrifici, di scommesse e sperimentazioni alla ricerca della qualità e dell'innovazione. Un percorso tortuoso, senza garanzie, affrontato con la grinta e la fame di chi parte dal nulla ma ha in mente una visione rivoluzionaria: sciare ovunque ci sia un pendio, anche in città, estate e inverno, con la sensazione di essere sopra un manto di neve vera.  Una scommessa che sa di sogno se si torna indietro nel tempo alla fine degli anni '90 quando in pochissimi in Italia conoscevano il mercato delle piste da sci artificiali e nessuno avrebbe investito tempo ed energie in un settore così di nicchia.  La passione per la montagna e  la profonda convinzione della valenza positiva della pratica sportiva come veicolo anche di valori sociali  hanno fatto di Neveplast un eccellenza nel mercato internazionale delle piste da sci artificiali. Un traguardo che riempie d'orgoglio, una festa che Neveplast non può che dedicare ad Edoardo Bertocchi, anima creativa e guida visionaria della società, prematuramente scomparso lo scorso agosto.  Caratteristiche peculiari di Neveplast sono il rivoluzionario materiale con il coefficiente di attrito pressoché pari a quello della neve e l’ottima tenuta laterale garantita dal particolare design del prodotto.  L' azienda bergamasca introduce fin dall’inizio nuovi standard tecnici per migliorare la performance sportiva sulla superficie sintetica. Il segreto è quello di esaltare le prestazioni pur utilizzando il tradizionale equipaggiamento. Il manto Neveplast è stato il primo a riprodurre le stesse sensazioni che si hanno sulla neve senza bisogno di utilizzare sistemi di irrigazione.  Lo sci alpino è il primo mercato nel quale Neveplast investe e si impone sulla scena internazionale, grazie anche alla passione e all' abilità sciististica dei fondatori. Subito dopo grande attenzione è dedicata anche allo sci nordico. E allora via allo sviluppo e alla ricerca di prodotti specificatamente studiati e per riprodurre i circuiti sia in tecnica classica che libera!   Nella prima metà degli anni duemila, grazie all’intuizione di Edoardo, Neveplast introduce l’idea di trasformare i prodotti Neveplast da prettamente sportivi in attività ludiche. In particolare nel 2002 è stato testato e poi introdotto nel mercato «Tubby», lo snowtubing estivo con cui sono state realizzate più di 1600 installazioni in tutto il mondo. Negli anni successivi, a seguito del successo di Tubby, Neveplast ha introdotto il concept del drifting sulle piste artificiali. Prima lo Skiddy, adrenalina pura per go kart sul Neveplast, garantendo il feeling e la sensazione di guidare come su neve, e poi lo S-kid,  minikart a gettoni che «driftano» sul Neveplast e che incontra una fascia di pubblico quali ragazzini e teenager.  Neveplast ha intuito in tempi non sospetti l'importanza di quello che oggi è comunemente definito «Urban skiing» (sciare in ambienti urbani). Non è stato facile all' inizio diffondere l’idea che praticare lo sport invernale per eccellenza può e deve essere una pratica accessibile, divertente e per tutti.  I tanti progetti realizzati in tutto il mondo, soprattutto quelli nei grandi centri urbani, che hanno permesso a migliaia di persone di avvicinarsi allo sci e allo snowboard, hanno confermano il successo del format. L’idea dello sci urbano è quello di portare lo sci in città, per poter far appassionare agli sport invernali nuovo pubblico con lo scopo finale di portarlo sulla neve ed in montagna durante il periodo invernale.   Per festeggiare i 20 anni di attività Neveplast è orgogliosa di annunciare la realizzazione di due importanti progetti.  Il primo riguarda la crescita dell’azienda: entro l’estate 2018 verrà completata la nuova sede che accorperà gli uffici commerciali e amministrativi con la produzione, l’assemblaggio e la logistica.
Il secondo è un progetto sviluppato a Copenaghen del quale si parlerà molto nel mondo per la portata avveniristica del format e per il messaggio di sostenibilità che lo caratterizza.
www.neveplast.it

Le piste NEVEPLAST sul tetto
del termovalorizzatore di Copenaghen
A Copenaghen, a pochi km dalla piazza principale della capitale danese, sarà inaugurato il prossimo autunno il termovalizzatore di Amager Bakke- Copenhill: una struttura da oltre 700 milioni di Euro che, bruciando i rifiuti, diventerà la fonte di energia e teleriscaldamento della capitale danese e delle città limitrofe.  Un progetto pazzesco, avveniristico e unico al mondo. Firmato dal prestigioso studio di architettura Bjarke Ingles Group il progetto incoronerà Copenaghen come la prima capitale al mondo a emissioni zero. Oltre al sofisticato e innovativo aspetto architettonico, questa complessa opera ingegneristica è destinata a diventare la meta privilegiata per tutti gli sportivi, in particolare per gli sciatori. Sul tetto dell’impianto, grazie alle sue enormi dimensioni, 200 metri di lunghezza, e 90 di altezza nascerà la pista da sci più grande del Paese, con oltre 400 metri di tracciato per sci e snowboard. Una vera e propria stazione sciistica, sviluppata tutta su neve artificiale che porta la firma di Neveplast. L’azienda bergamasca infatti si è aggiudicata la gara di appalto indetta dagli ideatori danesi del progetto superando innumerevoli test di garanzia e qualità del prodotto, dimostrando ancora una volta il suo valore internazionale nel settore piste da sci artificiali.  Tre le piste, quella nera che parte dall’alto, scende per 180 metri ed è servita da uno skilift, c’ è poi la pista blu da 75 metri che unisce il tracciato impegnativo con i 150 metri di pista verde per tutti i livelli. Queste ultime due saranno servite da dei nastri trasportatori.

Created: Giovedì, 15 Marzo 2018 09:31
Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni

ISOPREN
Un altro passo avanti verso l’internazionalizzazione

L’azienda di Cusano Milanino sarà presente per la prima volta al Mountain Planet di Grenoble con il suo prodotto destinato alla montagna bianca, quegli anelli di gomma che interagiscono tra la fune e la puleggia degli impianti di risalita diventando una componente fondamentale nella funzionalità dell’impianto. Dopo la presenza a Interalpin e una serie di iniziative di sviluppo, è un altro step nel processo di affermazione sui mercati mondiali

Isopren non si ferma mai: con un’esperienza di più di 60 anni nel mondo della gomma e forte dell’esperienza maturata in partnership pluridecennali, sia con importanti gruppi industriali italiani ed internazionali che con valorose piccole realtà, l’azienda di Cusano Milanino guarda sempre avanti. L’anno scorso sono state tante ed importanti le attività di sviluppo che nel 2018 Isopren vuole consolidare.

Investimento in risorse umane
• Inserimento di un Sales Development Manager per lo sviluppo dei mercati sui quali opera e per la ricerca di nuovi
• Assunzione di nuovi operai specializzati per la realizzazione di articoli ad elevato contenuto tecnologico.
• Collaborazione con un esperto Export Manager per perseguire con efficacia il tema dell’internazionalizzazione

Partecipazione a manifestazioni
• Interalpin, il più importante evento fieristico nel mondo per gli impianti a fune.
• Expo Andes, principale manifestazione per i professionisti della montagna nel continente sud americano.

Innovazione
• Incremento nella gamma di prodotti per il trasporto a fune con investimenti specifici in stampi ed attrezzature.
• Nuovo macchinario a controllo numerico appositamente programmato per l’ottenimento di profili speciali, da sviluppare in base alle specifiche indicate dai clienti, per meglio adattare la cava di scorrimento in funzione di particolari condizioni d’uso.

Customer care
• Manuale d’uso e manutenzione editato sulla base delle informazioni trasmesse dai capiservizio e dell’esperienza sugli elastomeri maturata nei tanti anni di attività.
• Certificazione del processo produttivo emessa dall’ente TÜV SÜD, riconoscendo il rigore e la correttezza di tutte le fasi di produzione: progettazione e realizzazione delle mescole elastomeriche e delle attrezzature, realizzazione del prodotto finito, sistemi di controllo tramite strumenti puntualmente aggiornati.
Gli «sforzi» di Isopren hanno dato risultati gratificanti: nel 2017 il fatturato ha visto un’ulteriore crescita a doppia cifra e un guadagno di 4 punti in percentuale sulla quota di mercato e per il primo semestre 2018 si stima un’ulteriore crescita del 10%. Per il 2018 Isopren ha l’ambizione di consolidare gli sviluppi attuati nel 2017 in uno zoccolo solido dal quale tentare slanci verso nuove vette. All’orizzonte, nuova tappa nell’accelerazione della strategia di internazionalizzazione nei Paesi d’Oltralpe, la prossima partecipazione a Mountain Planet di Grenoble (18-20 aprile 2018). Isopren sente di avere molte carte nuove nel suo mazzo e ha voglia di mostrarle tutte; orgogliosa del cammino condotto, forte del prodotto proposto e dei riscontri ricevuti, aperta ad accogliere nuovi stimoli e soprattutto disponibile a confrontarsi con gli operatori alla ricerca di soluzioni adeguate. Coerentemente alla sua filosofia di dialogo e vicinanza con l’utilizzatore Isopren presenterà allo stand di Mountain Planet il nuovo video con tutti gli step che conducono ad un prodotto di qualità dalla fabbricazione della mescola fino allo stampaggio dell’anello finito. Come to visit us!

Mountain Planet
Stand nr.