Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate. Inoltre utilizza cookie tecnici per migliorare la navigazione. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno, accetti il servizio e gli stessi cookie.

Gallery 3 Columns - MontagnaOnline.com

About The Author

binda

Gender: Male
Email address: infoi@teaweb.it

Created: Venerdì, 16 Febbraio 2018 07:39
Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile

MND Group e la Federazione Internazionale Sci (FIS) hanno unito le loro forze per coinvolgere le nuove generazioni nella pratica degli sport sulla neve.


Quale leader nella progettazione e nella produzione di soluzioni adatte allo sviluppo delle aree montane e della mobilità nelle zone turistiche ed urbane, la collaborazione è appropriata per entrambe le organizzazioni. Il presidente della FIS Gian Franco Kasper ha commentato, “il futuro degli sport sulla neve, dipende dal fatto che i vari soggetti, interessati a questo settore, operino in sintonia. Questa collaborazione è il passo fondamentale per andare in questa direzione e siamo orgogliosi di lavorare insieme”.
L’amministratore delegato e fondatore Xavier Gallot-Lavallée ha aggiunto, “MND è soddisfatta di collaborare con la FIS nell’iniziativa “portiamo i bambini sulla neve” e di condividere i nostri sforzi per coinvolgere, a livello mondiale, sempre più bambini nella pratica dello sci. Il nostro impegno quotidiano è volto ad individuare le soluzioni migliori per tutte quelle persone che praticano sport invernali e stiamo lavorando, di pari passo con FIS, riguardo vari argomenti come: la qualità della neve, la sicurezza sulle piste, …”.
Il Gruppo francese MND è composto da cinque dei marchi più conosciuti a livello mondiale, nello sviluppo delle aree montane; LST – impianti di risalita, Sufag – sistemi d’innevamento, Techfun – impianti adrenalinici per il tempo libero, Tas – prevenzione dei rischi naturali e MBS – attrezzature per la sicurezza in montagna. Il Gruppo ha fornito, in tutto il mondo, più di 3000 clienti in 49 diversi paesi, diventando così un’organizzazione di fama internazionale.
Con un accordo triennale, FIS e MND Group tramite il programma “portiamo i bambini sulla neve”, focalizzeranno il loro impegno sulla “formazione” delle nuove generazioni. Questa collaborazione genererà una serie di azioni e di strumenti che consentiranno la facile organizzazione di eventi e di attività per portare i bambini sulla neve. Tra tutti, tema chiave sarà quello dedicato alla sicurezza in montagna. Per affrontare l’argomento, sarà realizzato un cartone animato sull’educazione alla sicurezza che uscirà a fine gennaio 2018.

www.mnd-group.com/en/

Created: Martedì, 13 Febbraio 2018 07:00
Category: Portfolio
Tags: Olimpiadi Invernali 2018, Impianti Di Risalita

Ai Giochi Olimpici Invernali di PyeongChang che si stanno svolgendo in Corea del Sud, sono moltissimi gli impianti Doppelmayr che sostengono un ruolo da protagonisti nell’ingranaggio organizzativo e logistico del grande appuntamento con i cinque cerchi. Il Gruppo austriaco di Wolfurt si era aggiudicato tutti e quattro i bandi di gara per gli impianti a fune per le sedi olimpiche di PyeongChang 2018 consolidando una partnership di lunga data che lega da molti anni Doppelmayr con la Repubblica di Corea. Dal primo ingresso in quel mercato nel 1985, il principale produttore mondiale di impianti a fune ha realizzato un totale di 64 impianti in Corea del Sud. Per supportare lo svolgimento delle gare olimpiche, sono in funzione in quattro sedi di gara 22 impianti Doppelmayr che trasportano gli atleti olimpici, le loro squadre ed i visitatori: sei al Yongpyong Resort, dove si svolgono le competizioni di slalom e slalom gigante, dieci nel Phoenix Snow Park per gli eventi di sci freestyle e snowboard, tre all'Alpensia Resort per salto con gli sci, biathlon, sci di fondo e slittino, tre al Jeongseon Alpine Center per discesa, super-G e supercombinata. Ma ecco, nel dettaglio, le tipologie di impianti Doppelmayr presenti a PyeongChang 2018 e le loro collocazioni nei diversi siti dove si svolgono le gare olimpiche

Jeongseon Alpine Centre
(discesa, super-G, supercombinata)
■ 1 cabinovia a 8 posti ad ammorsamento automatico (Downhill Gondola, 2016)
■ 2 seggiovie a 4 posti ad ammorsamento automatico (Tourist Chair and Slalom Chair, 2016)

Yongpyong Resort
(slalom, slalom gigante)
■ 1 seggiovia a 4 posti ad ammorsamento automatico
■ 2 seggiovie a 4 posti a morse fisse
■ 2 seggiovie a 3 posti a morse fisse
■ 1 seggiovia a 2 posti a morse fisse

Phoenix Snow Park
(freestyle, snowboard)
■ 1 cabinovia a 8 posti ad ammorsamento automatico
■ 1 seggio-cabinovia da 6/8 posti
■ 1 seggiovia a 6 posti ad ammorsamento automatico
■ 5 seggiovie a 4 posti ad ammorsamento automatico (Cross Lift, 2017)
■ 2 seggiovie a 4 posti a morse fisse

Alpensia Resort
(salto con gli sci, biathlon, sci di fondo, slittino, bob, skeleton)
■ 2 seggiovie a 6 posti ad ammorsamento automatico
■ 1 seggiovia a 4 posti ad ammorsamento automatico

 

Created: Martedì, 13 Febbraio 2018 07:00
Category: Portfolio
Tags: Olimpiadi Invernali 2018, Gestione area sciabile
  • 62 km di reti di protezione B
  • 20 km di reti di tipo C
  • 3 km di reti di tipo BC
  • 2.200 m di materassi di protezione
  • 50 chiavi e 335 punte
  • 2.500 pali da slalom (preolimpiche)
  • 760 teli per le porte (per tutte le discipline olimpiche)
  • 20.000 pettorali (per tutte le discipline olimpiche)
  • 3.630 V board per il fondo
  • 3 km di transenne

 

 

 Auguriamo a tutti buona continuazione dei Giochi e tanti indimenticabili successi.

 

www.spm-sport.com

Created: Mercoledì, 07 Febbraio 2018 13:48
Category: Portfolio
Tags: Trasporto urbano, Impianti Di Risalita
 

Il 4 febbraio scorso Doppelmayr -l’azienda austriaca di Wolfurt- ha aperto al pubblico la funivia più lunga del mondo su tronco unico. Con una lunghezza di 7.899,9 metri, la «3S Hòn Thơm» supera di quasi un chilometro e mezzo il precedente primato detenuto dalla 3S «Fansipan Legend», anch'essa costruita in Vietnam. La linea della nuova cabinovia trifune attraversa il mare e collega le due isole per vacanze di Phú Quốc und Hòn Thơm, nel sud del Vietnam.

La cerimonia di posa della prima pietra della «3S Hòn Thơm» si era svolta all’inizio di settembre del 2015. Nel giro di due anni e mezzo è stata costruita questa funivia spettacolare nel sud del Vietnam che supera di un chilometro e mezzo il record precedente della funivia più lunga del mondo. La nuova «3S Hòn Thơm», lunga 7.899,9 metri, è un comodo mezzo di trasporto e allo stesso tempo una fantastica attrazione: la linea conduce da Phú Quốc a Hòn Thơm, sorvolando il mare. I piloni, alti fino a 164 metri, sono stati eretti anche su due isole situate tra le isole principali dedicate alle vacanze. Questo offre ai passeggeri, durante il tragitto, una vista mozzafiato. Il tempo di viaggio di soli 15 minuti è reso possibile dalla velocità di 8,5 metri al secondo. Le confortevoli cabine CWA possono ospitare comodamente 30 persone ciascuna. L'innovativo generatore nei rulli alimenta di energia elettrica l’illuminazione ed il sistema citofonico delle cabine durante la marcia. Anche il concetto di recupero sviluppato da Doppelmayr è stato integrato, garantendo la sicurezza dei passeggeri in caso di soccorso.  Le funivie con caratteristiche spettacolari come la 3S Hòn Thơm sono eccezionali anche per i montatori della Doppelmayr/Garaventa. I lavori ad altezze vertiginose, in condizioni meteorologiche estreme, soprattutto nella stagione delle piogge, sono sfide speciali che questi uomini hanno imparato a padroneggiare in modo professionale e affidabile.

La intensa collaborazione con Sun Group Corporation
Con il nuovo impianto a fune la Sun Group Corporation, committente dell’opera, contribuisce ulteriormente allo sviluppo del turismo in Vietnam. Le isole nel sud del Paese sono già una destinazione turistica popolare. La cabinovia 3S è una parte importante dell’infrastruttura. La regione si svilupperà nel prossimo futuro come un hotspot per vacanze, con una vasta gamma di attività ricreative e alloggi moderni. Sun Group Corporation, in collaborazione con il gruppo Doppelmayr/Garaventa, ha già realizzato numerosi impianti a fune, molti dei quali sono stati inseriti nel Guinness dei primati. Tra queste, la cabinovia monofune ad ammorsamento automatico più lunga su tratto unico (Bana Big Ropeway) e la funivia Ha Long Queen Cable Car con le cabine più grandi (portata 230 persone) ed il pilone più alto (188,88 metri). La «Fansipan Legend» è stata la funivia più lunga del mondo ma è ora superata dalla «Hòn Thơm».

Il sistema «a tre funi», garanzia di affidabilità
Il collaudato sistema 3S del gruppo Doppelmayr/Garaventa unisce i vantaggi delle cabinovie e delle classiche funivie a va e vieni: il sistema a 3 funi è costituito da due funi portanti ancorate fisse che fungono da «binari», e da una fune traente chiusa ad anello a cui si ammorsano automaticamente i carrelli a 8 rulli.  Questo sistema a moto unidirezionale continuo è quindi estremamente potente ed affidabile: anche in condizioni estreme, fino a 35 persone per cabina godono di una esperienza di viaggio molto confortevole. Elevata stabilità al vento, basso consumo energetico e lunghe campate sono i punti di forza inconfondibili del sistema 3S. Una velocità di viaggio fino a 8,5 m/s ed una capacità di trasporto fino a 5.500 persone all'ora per direzione sono le caratteristiche prestazionali di questo moderno impianto a fune.

LA SCHEDA
Committente Sun Group Corporation
Costruttore Doppelmayr Seilbahnen
Luogo Phú Quốc, Vietnam
Tipo di impianto Cabinovia 3S
Lunghezza inclinata 7.899,9 m
Stazioni 2
Sostegni 6
Portata oraria 3500 persone per direzione
Modello cabine Taris 3200 CWA Constructions SA/Corp.
Capacità cabine 30 persone (24 sedute e 6 in piedi)
Velocità 8,5 m/s (30,6 km/h)
Tempo di viaggio 15,6 min
www.doppelmayr.com

Created: Mercoledì, 07 Febbraio 2018 09:30
Category: Portfolio
Tags: Osservatorio legale
 

Organizzato dalla Camera Civile del Piemonte e della Valle d’Aosta, si è svolto lo scorso dicembre a Torino un importante convegno sul tema «Sci, sicurezza e leggi: istruzioni per l’uso». Vi hanno partecipato giuristi, avvocati, addetti ai lavori, gestori di impianti sciistici, giornalisti, rappresentanti di organizzazioni sportive come la FISI e la FISIP: tutti impegnati a mettere in luce, con autorevoli contributi, tutti gli aspetti normativi a cui devono riferirsi la pratica dello sport invernale per eccellenza e gli operatori professionali delle stazioni invernali, protagonisti di un sistema che alimenta in modo sostanziale le economie di molti territori montani. Ancora una volta sono riemersi i temi fondamentali della sicurezza e della responsabilità dei gestori delle aree sciabili, le congruenze e le incongruenze che fanno del rapporto tra lo sci e il diritto un nodo ancora non del tutto sciolto

di Mauro Manassero

Il saluto del Presidente della Camera Civile
Avv. Alberto Del Noce

L’11 dicembre scorso, presso la prestigiosa sede del Teatro Regio di Torino, si è tenuto l’ormai consueto evento che ha per oggetto il confronto tra giuristi e professionisti della montagna circa le novità legislative che hanno riguardato il mondo dello sci, le interpretazioni e le applicazioni giurisprudenziali delle norme, il regime delle responsabilità dei gestori di impianti di risalita, gli obblighi degli utenti, le normative sulla sicurezza. Il Convegno, dal titolo «Sci, sicurezza e leggi: istruzioni per l’uso», è stato organizzato dalla Camera Civile del Piemonte e della Valle d’Aosta e si è svolto, per il primo anno, al di fuori del Palazzo di Giustizia, presso il quale si erano svolte le precedenti edizioni, ed ha visto la partecipazione, sia tra i relatori che nel pubblico, delle massime autorità giudiziarie, professionali, politiche ed imprenditoriali piemontesi.In particolare, a seguito dei saluti iniziali del Presidente della Corte d’Appello di Torino Dott. Arturo Soprano, dell’Assessore regionale allo sport della Regione Piemonte Giovanni Maria Ferraris, della Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino Avv. Michela Malerba (rappresentata dal Consigliere Avv. Maurizio Curti), e del Presidente della Camera Civile del Piemonte e della Valle d’Aosta Avv. Alberto Del Noce, si sono avvicendati sul palco, per la fase antimeridiana, le Presidentesse della seconda e della terza sezione civile della Corte d’Appello di Torino Dott.ssa Emanuela Germano Cortese e Dott.ssa Renata Silva, Andrea Colla quale vicepresidente della Federfuni ed il Presidente dell’ARPIET Giampiero Orleoni, gli avvocati Mauro Manassero, Guido Fracchia e Federico Schettini, che hanno affrontato i temi strettamente legati, da un lato, agli importanti riflessi economici della gestione impianti di risalita sull’economia delle valli alpine, e dall’altro, gli aspetti di diritto civile e penale legati alle responsabilità dei gestori ed ai processi volti all’accertamento. Particolarmente gradito dal pubblico è stato l’intervento conclusivo della mattinata che è stato dedicato, dagli Avv. Filippo Vallosio e Raffaele La Placa, alle attività della FISIP e, tra il pubblico, la presenza della Presidente della Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici Signora Tiziana Nasi, ha confermato l’attualità e l’importanza dell’argomento.

Il tema delle responsabilità,
da parte dei gestori e da parte degli sciatori
La fase pomeridiana, è stata introdotta dal Presidente FISI AOC Piero Marocco che ha informato gli astanti delle attività e dell’impegno della FISI nella diffusione della cultura dello sci e della montagna, con particolare riguardo alle attività agonistiche. Il direttore della Rivista Sciare Marco Di Marco ha invece proposto al pubblico un’interessante riflessione circa la difficoltà di conciliare il sentimento degli sportivi nello svolgere l’attività sciatoria quale espressione della massima libertà con la necessità, ormai sempre più stringente, di comunque delimitare tale ambito di libertà così che la pratica sportiva possa essere svolta nel rispetto degli altri e nell’osservanza dei principi di sicurezza.
A seguito degli interventi iniziali, si sono avvicendati al microfono la Dott.ssa Stefania Tassone, Presidente della quarta sezione civile del Tribunale di Torino, che a seguito dell’abolizione dei Tribunali di Susa e di Pinerolo assorbe la gran parte delle cause risarcitorie per sinistri sciistici piemontesi, e gli Avvocati Mauro Manassero, per i riflessi di carattere civilistico, Daniele Mazzoleni, per le responsabilità penali, e Maurizio Curti, per gli aspetti assicurativi sia con riferimento agli obblighi che gravano sui gestori degli impianti e sia con riguardo all’onere degli sciatori di dotarsi della polizza di responsabilità civile per i danni a terzi. Quest’ultimo intervento, inoltre, è stato completato con le puntuali precisazioni di Salvatore Mazza, assicuratore di una delle più grandi ed importanti stazioni sciistiche nazionali.
Infine, la sessione dei lavori si è conclusa con gli interventi del Ten. Col. degli Alpini Nicola Castelli, con il Consigliere regionale della Croce Verde per le squadre di montagna Gian Beppe Gatti, e con il consigliere regionale della Croce Rossa Alessandro Cogno che hanno, dapprima, esposto la storia, le funzioni e le attività dei rispettivi corpi, e poi hanno informato il pubblico circa i mutamenti che sono intervenuti negli anni in ordine alle tipologie di lesioni delle quali gli sciatori sono vittima.

Da sinistra: avv. Mauro Manassero,
Andrea Colla, Giampiero Orleoni,
Dott. Paolo Demarchi (Presidente del Tribunale di Cuneo)

Il tema della sicurezza
e la necessità di competenze per il rispetto delle leggi
Una particolare menzione spetta ai moderatori dell’evento Dott. Paolo Demarchi, Presidente del Tribunale di Cuneo, per la fase mattutina del convegno, e del Dott. Francesco Marino, giornalista della RAI, per la fase pomeridiana, che con i loro puntuali ed efficaci interventi e quesiti hanno perfettamente collegato tra loro gli interventi dei relatori, consentendo così che l’intero evento si sia svolto quasi fosse un unico e ben strutturato discorso. Il pubblico in sala, composto da professionisti del settore (Guardie forestali, gestori degli impianti, direttori piste, allenatori ed istruttori di sci, direttori di sci club e di scuole sci, ed altri ancora) ha molto gradito i contenuti delle relazioni ed ha chiaramente dimostrato che il sistema montagna ha una stringente necessità di gruppi di lavoro e di studio, composti dalle varie professionalità che sono coinvolte dagli aspetti di sicurezza e di accertamento delle responsabilità, che siano dedicati all’analisi delle norme ed alla loro interpretazione, così che l’attività sciistica possa sempre più esser svolta nel segno della legalità e nell’osservanza delle regole, poche ma necessarie, che assolvono al compito di consentire agli sciatori di praticare l’attività sportiva nella massima sicurezza auspicabile, senza eccessiva compromissione dell’intrinseca libertà che connota l’ambiente montano. L’evento ha potuto godere dell’accredito dell’evento presso l’Ordine degli Avvocati di Torino e presso la Scuola Superiore della Magistratura per l’attribuzione dei crediti formativi professionali obbligatori, così confermando l’attenzione del mondo giudiziario e giuridico al mondo dello sci. Tra i molti argomenti di grande interesse che sono stati trattati, merita d’esser segnalata l’esigenza, da tutti condivisa, di una miglior coordinazione delle normative regionali, ad esempio circa l’obbligo di utilizzo del casco per i giovani fino ai diciotto anni, circa la necessità del test alcolemico e tossicologico per gli sciatori coinvolti nei sinistri dai quali siano derivate lesioni gravi (art. 583 c.p.), circa l’obbligo di buona manutenzione delle attrezzature, principi questi che, per ora, sono previsti dalla sola legge regionale del Piemonte n. 2/2009, come aggiornata dalla l.r. n. 1/2017.

Created: Domenica, 21 Gennaio 2018 04:57
Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
 
                                                                                    

Si sa che i percorsi talvolta molto lunghi e spesso da superare su fondi ghiacciati costituiscono uno sgradevole «pass» da subire per lo sciatore che inizia la sua giornata di sci avviandosi, sci in spalla, verso l’impianto di risalita che lo porterà in quota. Il nastro trasportatore prodotto dall’azienda austriaca di Imst si propone come soluzione logistica ideale per questa situazione, consentendo all’utente di raggiungere l’impianto di arroccamento con gli sci ai piedi e in totale relax

Ormai le stazioni sciistiche  offrono quasi sempre agli ospiti un elevatissimo livello di comfort. Al giorno d'oggi non è più possibile fare a meno di collegamenti wireless, seggiovie riscaldate, fantastiche funivie,  comodissime cabinovie e piste perfettamente allestite e battute. Gli ospiti, insomma, possono beneficiare di ogni genere di comodità. Ma anche in presenza di tutti gli standard di elevato comfort, resta ancora in molti casi una situazione critica che può disturbare il feeling tra l’utente e la località sciistica. Infatti, proprio all'inizio della giornata sugli sci, si può incontrare il fastidioso problema di spostarsi dal parcheggio delle macchine al primo impianto portandosi gli sci in spalla e camminndo con gli scarponi ai piedi su un terreno spesso ghiacciato e per tratti spesso anche abbastanza lunghi. È dunque innanzitutto necessario gestire questi percorsi faticosi dai parcheggi ai primi ski-lift per cancellare questo fastidioso inconveniente. Infatti questi tragitti sono spesso ripidi e scivolosi e vengono percepiti come relativamente difficili con gli scarponi da sci ai piedi. Un esempio di come si possono «recuperare» i propri ospiti sin dal parcheggio è stato offerto in questa stagione invernale dalla tappa di Coppa Mondo a Cortina d'Ampezzo per le prove di velocità sulla mitica pista delle Tofane nell’incantevole panorama delle Dolomiti. Con il nuovo tappeto magico installato dalla Sunkid, percorrendo solo pochi scalini, da quest’inverno gli ospiti della «regina delle Dolomiti» dall'estremità inferiore del parcheggio raggiungono il nastro trasportatore e procedono comodamente verso la stazione a valle . Dopo la discesa, gli ospiti attendono solo per pochi altri metri, senza ulteriori sforzi e stress, fino a quando non raggiungono la cassa e il primo skilift. Se desiderano procedere fino allo skilift successivo dopo aver strappato il biglietto, a disposizione degli amanti degli sport invernati si trova di nuovo un tappeto magico con cui possono superare un'altra gradinata.  E così una meravigliosa giornata sugli sci ha inizio senza fatica e senza stress q eusto è il modo migliore per cominciare bene. Questo esempio rappresenta solo una delle numerose possibilità d'applicazione del tappeto magico come mezzo di trasporto anche intorno al complesso sciistico. E lo stesso vale per il percorso che si snoda dal centro della località fino alla funivia o anche per il rientro in hotel.
Il tappeto magico, che si può utilizzare a prescindere dalle condizioni climatiche, non deve obbligatoriamente trovarsi su prati, ma può anche essere integrato nell'asfalto sotto forma di installazione permanente per consentirne l'impiego tutto l'anno.

Esempi dei progetti realizzati nell'area
a margine del complesso sciistico:

● parcheggio per autovetture in direzione alla stazione a valle
● sottopassi
● attraversamento con ponte
● raccordi alla zona della gastronomia
● percorsi di ritorno alla stazione degli ski-lift
● collegamento tra complessi sciistici
● ghiacciaio in direzione della stazione di montagna
www.sunkidworld.com

Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 14:19
Category: Portfolio
Tags: Eventi

La cittadina della Val Pusteria è stata insignita per il 2018 del titolo che dal 1997 una giuria internazionale assegna a quei centri alpini che si distinguono per la qualità delle loro politiche amministrative in relazione ai valori e ai dettami della Convenzione delle Alpi. La vivace viva culturale, la bellezza dell’ambientazione paesaggistica, la cura del decoro urbano, l’attenzione alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente montano, il rapporto con i giovani e le nuove tecnologie sono alcune delle motivazioni che hanno consentito a Brixen di essere insignita del titolo insieme agli impegni sottoscritti per proseguire anche nel futuro sulla stessa strada


Brixen/Bressanone è la nuova «Città alpina dell’anno» per il 2018 secondo la valutazione della giuria internazionale che dal 1997 assegna il riconoscimento tra le città dello spazio alpino che realizzano in maniera esemplare e paritaria gli interessi dell’economia, dell’ambiente e del sociale nel proprio comune in linea con i dettami della Convenzione delle Alpi. Il titolo costituisce da un lato un riconoscimento per le politiche finora adottate da una città, dall’altro vuole anche essere un incoraggiamento e un impegno a proseguire con decisione la via intrapresa. Le città premiate cooperano nell’ambito dell’omonima associazione. Attualmente aderiscono alla rete 16 città di Slovenia, Germania, Austria, Svizzera, Italia e Francia. Bressanone (2018) dopo Tolmezzo (2017), Belluno (1999), Trento (2004), Sondrio (2007), Bolzano (2009) e Lecco (2013), è la settima Città alpina dell’anno italiana. Bressanone rappresenta il centro regionale di uno dei principali complessi vallivi della Provincia autonoma di Bolzano. La vivace città alpina, che conta circa 22.000 abitanti, ha ottenuto il titolo grazie a diversi meriti e ai suoi ambiziosi obiettivi. Secondo la motivazione della Giuria internazionale, la città presenta successi sostenibili in particolare per quanto riguarda una politica alpina capace di futuro, orientamenti innovativi e per sapersi proporre come destinazione modello in una posizione cruciale tra città e montagna. Inoltre Bressanone attua in modo mirato strategie della Convenzione delle Alpi e fa emergere elementi promettenti per il futuro.

Metropoli alpina per la cultura
e la consapevolezza alpina
Con l’assegnazione del titolo di «Città alpina dell’anno» Bressanone entra a far parte dell’omonima associazione, che quest’anno festeggia il ventesimo anniversario della propria costituzione. Con la sua attività l’associazione si impegna per uno sviluppo ecologicamente e socialmente compatibile dello spazio alpino. «Il conferimento del titolo, oltre al riconoscimento per le iniziative realizzate, intende fornire una motivazione per dare al futuro un’impostazione sostenibile. In particolare occorre rafforzare la consapevolezza alpina e consolidare le relazioni con il territorio circostante, senza perdere di vista gli obiettivi di fondo di una politica alpina sostenibile, che non è coerente con pesanti progetti infrastrutturali. In futuro questo potrebbe essere percepito come l’aspetto centrale della città»: questa la raccomandazione formulata dai membri della Giuria. In novembre i rappresentanti delle altre città alpine e della Giuria si sono incontrati per un seminario di lancio dell’iniziativa. «Il seminario ci ha offerto l’opportunità di approfondire insieme le priorità che Bressanone si è data per il 2018 nella prospettiva di dare attuazione alla Convenzione delle Alpi», ha dichiarato la consigliera comunale Elda Letrari.
La vivace vita culturale è di per sé sufficiente per fare di Brixen/Bressanone una città alpina per eccellenza: tre lingue alpine riconosciute, l’iniziativa Città-Montagna, così come il contesto paesaggistico, sono tutti elementi che determinano il carattere alpino della città. Il quadro è completato da diversi programmi lungimiranti, come il progetto Smart city-destination, o il processo di acquisizione di un profilo all’insegna della simbiosi tra città e montagna. È inoltre evidente un forte impegno anche nella protezione della natura e del paesaggio, infatti a Bressanone e nei dintorni sono presenti diverse aree protette e di interesse ecologico, così come alcune significative aree archeologiche. Da anni infine il comune punta allo sviluppo delle energie rinnovabili.

Una città attiva, in rete e
orientata ai giovani
Bressanone può già vantare un collegamento in rete di buon livello. Dal 2018 l’adesione alla «Città alpina dell’anno», un vivace partenariato tra città alpine sostenibili, si aggiunge all’appartenenza, già operativa e significativa nella prospettiva della messa in rete, alle associazioni Alleanza per il Clima e al Patto dei sindaci.
Inoltre Brixen/Bressanone pratica un’attiva politica giovanile e ha istituito un proprio Parlamento dei giovani, un importante presupposto per la futura partecipazione alla rete delle città alpine insignite del titolo. «Per la nostra città è un onore essere eletta «Città alpina dell’anno» - ha detto il sindaco Bressanone Peter Brunner -  Allo stesso tempo, ciò rappresenta anche una grande responsabilità, di cui siamo pienamente consapevoli. Durante questo anno e i successivi noi intendiamo vivere e praticare a tutto tondo la filosofia della «Città alpina dell’anno». Un aspetto fondamentale in tal senso è la collaborazione con altre città appartenenti all’associazione. Solo così si possono gettare ponti, allacciare nuove amicizie e conseguire obiettivi comuni per lo sviluppo sostenibile dello spazio alpino».

Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 10:42
Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni
 

Si terrà dal 10 al 12 aprile Prowinter, la fiera di Bolzano dedicata agli operatori del settore neve

Per il mondo della montagna bianca e tutti i suoi protagonisti, la fiera in programma a Bolzano dal 10 al 12 aprile è ormai da anni la tradizionale occasione per tracciare un bilancio consuntivo sull’andamento dell’inverno appena trascorso e fare il punto su possibili strategie per il futuro, tra le quali lo sviluppo delle iniziative per la «montagna verde» dell’estate. Come sempre, particolare attenzione sarà rivolta all’attività del noleggio, tema ispiratore della fiera bolzanina fin dalle sue origini e fulcro di una profonda trasformazione in atto nei mercati dell’attrezzatura e del turismo. E, dopo aver lanciato con successo nel 2016 lo Startup Village riservato alla presentazione di giovani operatori con nuove idee, quest’anno la fiera di Bolzano rilancia Alpitec, il settore B2B per le tecnologie di montagna, dagli impianti a fune all’innevamento tecnico

Si terrà dal 10 al 12 aprile Prowinter, la fiera di Bolzano dedicata agli operatori del settore neve come noleggiatori e gestori di impianti. Un appuntamento sempre più importante per tracciare il bilancio consuntivo della stagione invernale, come quella che stiamo vivendo in pieno svolgimento, partita positivamente con le diffuse nevicate di novembre/dicembre e durante la quale, come ogni anno, il mondo della montagna bianca con tutte le sue componenti ( dai gestori degli impianti di risalita e delle skiarea, al mercato delle attrezzature tecniche,  agli albergatori) vuole dimostrarsi pronto per rispondere  alle esigenze degli sciatori in tutti i loro aspetti. Ma da parte di Prowinter prosegue la volontà di allargare il proprio raggio d’azione anche alle tematiche della montagna estiva. Prowinter è qualcosa di più di un semplice evento espositivo, perché gli organizzatori l’hanno configurata come piattaforma focalizzata nelle tematiche del noleggio per gli sport alpini e rivolta anche ai gestori di impianti che vogliono conoscere lo stato dell’arte delle infrastrutture per la montagna. 

Uno sguardo al presente e al futuro
Ma non solo, perché Prowinter viene sempre più considerata come luogo di incontro anche per associazioni e sci club, oltre ai negozi specializzati: un palcoscenico di attori che vogliono incontrare l’offerta del mercato a loro dedicata. E nel proprio spirito innovativo, Fiera Bolzano dal 2016 ha introdotto lo Startup Village, un’area riservata alla presentazione di giovani operatori pronti a lanciare nuove idee per il futuro delle discipline della montagna.
Infine Prowinter sarà anche l’occasione per tracciare un bilancio della stagione invernale sotto il profilo agonistico, accogliendo numerose premiazioni di atleti elite (la fiera si terrà due mesi dopo i Giochi Olimpici di PyeongChang in Corea, evento agonistico clou della stagione 2017/18) così come giovani promesse e, naturalmente, i nuovi maestri di sci.
«Siamo fortemente motivati nel voler creare un evento in grado di rispondere a specifiche esigenze del mercato del rental invernale e di tutto ciò che ruota intorno alla pratica degli sport invernali – ha commentato Geraldine Coccagna, Exhibition Manager di Prowinter – stando molto attenti ai segnali che il comparto presenta anche oltre la stagione della neve».
Infatti, da un paio di edizioni, Prowinter ha accolto anche operatori del settore ciclismo, poiché sta crescendo la sovrapposizione di noleggiatori di sci che nel periodo estivo si «convertono» al mondo delle due ruote: «Indubbiamente l’evoluzione delle e-bike ha dato un forte impulso al mercato del rental e noi siamo sicuramente degli interlocutori in grado di cogliere le opportunità che il settore montagna è in grado di sviluppare», conclude Geraldine Coccagna.

Continua Prowinter LAB
Diversificazione e innovazione sono i temi chiave per soddisfare le aspettative dei clienti: i cambiamenti climatici, per esempio, impongono alle destinazioni turistiche di adeguarsi e sviluppare nuove attività da offrire alla clientela tutto l’anno, anche in assenza di neve. Con questo scenario in continuo cambiamento, le decisioni devono essere prese in tempi rapidi e con la maggiore conoscenza possibile di informazioni, ed è per questo che Fiera Bolzano riconferma la propria volontà di far crescere Prowinter LAB, l’Osservatorio sul noleggio che vuole analizzare il pianeta del noleggio sportivo e consentire agli operatori di prendere decisioni in base a dati oggettivi di mercato.

Il ritorno di Alpitec
Infine, nell’edizione 2018 torna Alpitec nel programma di Prowinter, il settore B2B per le tecnologie di montagna: una parte espositiva verrà dedicata ai temi delle infrastrutture alpine come gli impianti a fune e quelli per l’innevamento, ma anche agli strumenti per la realizzazione e manutenzione di piste e snowpark, fino alla accessoristica di base.

Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 10:42
Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni
 

Incontro e intervista con Geraldine Coccagna,
Exibition Manager della manifestazione fieristica di Bolzano

Al timone di Prowinter e di Alpitec nel ruolo di Exhibition Manager («Si deve dire così, in inglese») della fiera di aprile c’è una signora altoatesina dal nome stranamente francese («È stata mia madre a sceglierlo in omaggio all’attrice figlia Charlie Chaplin, dopo aver chiamato Natalie e Tobias mia sorella e mio fratello») e padrona di una vita quantomai intensa vissuta tra multiformi esperienze professionali e personali. Geraldine Coccagna, 48 anni, è nata a Bressanone dove ha condotto gli studi primari per poi conseguire la maturitá (IB) presso la scuola internazionale «Collegio del Mondo Unito» a Duino (TS) e poi laurearsi in relazioni pubbliche allo IULM di Milano.  Era il 1992 e da lì, con tanta voglia di fare e la conoscenza perfetta di italiano, tedesco e inglese, è partita per costruirsi una vita autonoma e una carriera. Lavora una stagione allo Stelvio quando direttore degli impianti era Aldo Del Bò. Contribuisce all’organizzazione dei Mondiali di Hockey su ghiaccio che nel 1994 si disputarono a Bolzano/Val di Fassa/Milano. Dal 1994 al 2000 le conseguenze dell’amore («Il mio compagno di vita era un medico veterinario» la portano in giro per i mari in barca a vela fino all’approdo sull’Isola di Guam (Oceano Pacifico occidentale!) dove l’apertura di un ospedale veterinario è anche il traguardo definitivo di una relazione ormai finita. Verso la fine del 2000 Geraldine torna in Alto Adige e trova lavoro in una agenzia di eventi.  Nel 2002 viene assunta in Fiera Bolzano in tempo per organizzare Interpoma (la fiera delle mele) e per vivere nel 2003 l’ultima edizione «autonoma» di Alpitec, la fiera italiana delle tecnologie alpine che era nata nel 1997  ma si era trovata quasi subito a confrontarsi con la  «concorrenza» dei colossi Interalpin austriaca e dell’attuale Mountain Planet francese. «Da parte dei grandi costruttori – ricorda Geraldine – era  emersa la difficoltà di  dover sostenere con lo stesso carico di impegno la partecipazione a troppe fiere. Per cui si era deciso in pratica di tagliarne due, Bolzano e Martigny». Da allora  Alpitec si è accompagnata in versione ridotta a Prowinter, già nata intanto dall’intraprendenza di Erwin Stricker, pioniere in Italia della diffusione del noleggio di qualità. Ma quel  2003 è da ricordare anche perché tra i cannoni dell’allora York Neve esposte per Alpitec, Cupido scocca una freccia che centra al cuore  Franco Balada, attuale direttore della filiale italiana dell’azienda svizzera Bartholet Maschinenbau di Flums.  Colpo di fulmine,  trasferimento in Lombardia, la terra di lui, tra Sarnico e Lovere, un periodo di collaborazione con l’alpinista Agostino Da Polenza e il suo comitato che cura la gestione della piramide di ricerca del CNR in Himalaya. La prima figlia, Emma, nasce nel 2006; la seconda, Ginevra, nel 2010 quando già la nuova famiglia era tornata in Alto Adige nel 2008. Per una donna dal carattere positivo e forte, il ruolo di madre non impedisce certo di proseguire nel lavoro. Nel 2009 parte l’avventura di Alpitec Cina a Pechino, un’iniziativa di successo, «che sta andando a gonfie vele, suscitando un interesse sempre maggiore da parte delle aziende in un clima di grande sviluppo del settore in quel Paese anche in vista delle Olimpiadi invernali del 2022». Ed ora eccoci qua, verso la metà di dicembre 2017, per parlare del prossimo appuntamento di aprile, non in Cina ma in Italia, presso Fiera Bolzano.

Come sta andando Prowinter?
L’edizione 2018 promette bene anche se bisogna dire che ogni anno l’esito di partecipazione degli espositori dipende molto dall’andamento della stagione. Da come è cominciata la stagione invernale non possiamo che essere ottimisti. Da parte sua Prowinter ha la consapevolezza di essere una fiera B2B che si offre come piattaforma utile per relazioni e contratti tra operatori del settore, l’unica in Europa ad avere come principale focus il noleggio. Infatti il grosso della partecipazione è dato  dai negozianti e dai noleggiatori. Ad oggi, metà dicembre,  è ancora difficile dire a quale quota si stabilirà la vendita degli spazi espositivi ma ritengo che si possa parlare di una fondamentale stabilità rispetto all’anno scorso. Bisognerà vedere anche quali saranno gli umori del mercato all’ISPO di Monaco che si terrà negli ultimi giorni di gennaio. I dubbi maggiori riguardano il settore dell’accessoristica

Sul tema del noleggio che cosa si propone Prowinter Lab?
L’iniziativa è in mano ad Alfredo Tradati che l’ha proposta e avviata l’anno scorso.  Quest’anno sarà in grado di fornire un dettagliato «censimento» della realtà del noleggio in Italia, un database aggiornato e circostanziato di una realtà che sta crescendo in maniera esponenziale nel nostro Paese, un fenomeno che sta modificando profondamente il trade tra aziende e utenti. Una apposita tavola rotonda tra addetti ai lavori metterà a fuoco la situazione  con le relative problematiche che si legano sempre allo sviluppo di un settore.  Si comincia a sentire, ad esempio, la necessità di una normativa di settore che omologhi i livelli di valore verso l’alto per quanto riguarda la qualità delle attrezzature fornite, le competenze, l’affidabilità e la sicurezza. Ma chi può svolgere questo compito? Certamente non noi come fiera. Noi mettiamo a disposizione la piattaforma  ma dovrebbe esistere un ente, una associazione che raccolga tutti i noleggiatori e sia capace di stendere un codice condiviso di standard operativi e qualità di offerta. Esistono già dei piccoli nuclei  associativi come quello che fa capo alla moglie di Erwin Stricker, la catena Rent a Sport, ma servirebbe un organismo di rappresentanza più ampio e inclusivo. È stato chiesto a noi di svolgere questa funzione ma non è il nostro compito.  Spero che Prowinter Lab possa servire per far compiere questo ulteriore salto di qualità al noleggio.

E Alpitec?
Dopo le scelte compiute dalle grandi aziende del settore delle tecnologie alpine di cui abbiamo già parlato, Alpitec in Italia non può essere ovviamente quello che è in Cina, dove tutto è immagine e tutto è gigantesco. Non può essere più nè Interalpin né Mountain Planet. Ma può e vuole continuare ad essere un punto di incontro e di relazioni fondamentale soprattutto per le aziende italiane del settore dalle quali, non a caso, ci sono giunte molte sollecitazioni a non interrompere assolutamente la storia di Alpitec.  Molte aziende, anche alcune tra quelle più grosse e importanti dell’impiantistica funiviaria, hanno già confermato lo stand. La maggioranza è però composta da  aziende medio-piccole che vogliono curare i rapporti con i loro clienti italiani. Per farlo non servono megastand da centinaia di metri quadrati anche perché alle fiere non si va più per vedere le novità ma per incontrare persone; per farlo bastano piccoli stand, basta un tavolo attorno al quale confrontare le esigenze della domanda e dell’offerta. Quello che serve soprattutto è un punto di incontro, quello che Alpitec vuole continuare ad essere.