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binda

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Created: Martedì, 29 Maggio 2018 04:03
Category: Portfolio
Tags: Associazioni, Impianti Di Risalita
 

Dopo dieci anni di mandato, l’ingegner Sergio Tiezza lascia la presidenza dell’Associazione che raccoglie 121 professionisti impegnati nel settore dell’impiantistica funiviaria tra direttori d’esercizio, progettisti, periti e altri operatori professionali. La «staffetta» con un Consiglio Direttivo che in autunno eleggerà il nuovo presidente è avvenuta durante l’assemblea elettiva svoltasi il 25 maggio a Riva del Garda in quel clima tradizionalmente amichevole che ha sempre contraddistinto la vita associativa

Tutto come annunciato, tutto come previsto. Tutto liscio come l’olio o meglio come le acque del Lago di Garda che il 25 maggio scorso hanno fatto da sfondo all’assemblea elettiva dell’A.N.I.T.I.F.,

Il nuovo Consiglio Direttivo
dell’Associazione

Ecco i nomi dei Consiglieri ANITIF eletti nell’assemblea di Riva del Garda del 25 maggio 2018
Zona Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (5 consiglieri)
Claudio Francione, Paolo Degioanni, Mauro Joyeusaz,
Franco Torretta, Giuliano Zannotti
Zona Lombardia (3 consiglieri)
Piergiacomo Giuppani, Ferruccio Levi, Giorgio Mazzoni
Zona Alto Adige (4 consiglieri)
Erwin Gasser, Claudio Caressa Parodi, Sergio Tiezza, Martin Oberhuber
Zona Trentino (3 consiglieri)
Andrea Boghetto, Laura Molinari, Mauro Naletto
Zona Veneto (3 consiglieri)
Giovanni Concato, Mauro D’Andrea, Piero Paccagnella
Zona Friuli Venezia Giulia (1 consigliere)
Renato Toros
Zona Emilia Romagna/Toscana/Marche (2 consiglieri)
Guidoberto Galloni, Marco Rinaldi
Zona Umbria/Lazio/Abruzzo/Molise (2 consiglieri)
Marco Cordeschi, Gianni Sciurpi
Zona altre regioni (1 consigliere) Carlo Ferrentino

PROBIVIRI
Giorgio Gasperotti, Claudio Molinari, Luciano Vieno

l’associazione che raccoglie i direttori di esercizio e i tecnici professionali del mondo impiantistico. Erano annunciate l’ultima relazione ufficiale del presidente uscente, ingegner Sergio Tiezza, e una modifica dello statuto associativo; era prevista una partecipazione qualificata che infatti si è concretizzata con la presenza di 72 dei 121 aventi diritto di voto con 18 deleghe; e tutto, in un ambiente bellissimo e accogliente come l’Hotel du Parc e du Lac di Riva del Garda, non poteva che filare liscio in quel clima di amicizia e di comune passione per il proprio lavoro che ha sempre contraddistinto la vita dell’associazione. Il primo atto dell’Assemblea di Riva del Garda è stato il procedimento per la modifica dello Statuto che prolunga il mandato delle cariche direttive da due a tre anni ed aumenta di un’unità (da 23 a 24 elementi) la composizione del Consiglio Direttivo per consentire maggiore rappresentanza alle regioni appenniniche. Alla presenza e con la legittimazione formale del notaio dottor Avella di Arco, il nuovo statuto è stato approvato all’unanimità, è entrato in vigore ed ha già assolto ad una delle sue finalità accogliendo nel Consiglio Direttivo l’ingegner Gianni Sciurpi, il nuovo «24° uomo» in rappresentanza delle regioni del Centro Italia. È dunque toccato al presidente uscente Sergio Tiezza leggere la sua relazione, quella che pubblichiamo integralmente in queste pagine, l’ultima a conclusione del quinto mandato e di dieci anni alla guida dell’associazione che ha contribuito a far crescere in autorevolezza e prestigio nel mondo dell’impiantistica. L’ingegner Tiezza, 67 anni, laureato a Padova nel 1976 in ingegneria elettronica, è stato assunto alla fine degli anni Settanta da quel pioniere dell’imprenditoria funiviaria che risponde al nome di Erich Kostner ed è attualmente direttore d’esercizio dello Ski Carosello della Val Badia che gestisce gli impianti di Corvara, La Villa e San Cassiano. Per quasi trent’anni è stato consigliere dell’A.N.I.T.I.F prima di essere eletto presidente nel 2008. Già a Bagno Vignoni nel 2016 aveva espresso la volontà di lasciare («Se possibile vorrei lasciare l’incarico – aveva detto a pM due anni fa – Direi che dopo otto anni sia fisiologico e giusto passare la mano a qualcun altro, magari più giovane di me,  che possa esprimere freschezza e idee nuove per la nostra associazione e il suo ruolo nel mondo del turismo invernale») ma l’avevano amichevolmente «inchiodato» alla poltrona per un altro mandato che lui, come sempre, ha onorato con dedizione e impegno nel consolidare il ruolo-cardine dell’Associazione nella definizione e nella soluzione dei problemi legati alla gestione degli impianti di risalita. Un filo di emozione, ringraziamenti, applausi. L’ingegner Tiezza non vuole sfilarsi  del tutto dall’impegno nell’Associazione in cui è attivo da decenni e si è dichiarato  disponibile a mantenere il suo posto nel Consiglio ma nello stesso tempo ha voluto agevolare il ricambio al vertice come era giusto e fisiologico fare: «resto con voi ma adesso è veramente ora di cambiare il presidente», questo il suo messaggio all’assemblea che subito dopo aver finito di applaudire l’uomo che ha guidato l’Associazione per dieci anni ha approvato (sempre all’unanimità) il bilancio associativo con le nuove quote dal valore invariato per il prossimo anno. Le elezioni a scrutinio segreto per il rinnovo del Consiglio Direttivo hanno condotto alla formazione che vedete in questa pagina con la novità già citata dell’Ingegner Sciurpi come «uomo in più», l’ingresso dell’ingegnere piemontese Paolo Degioanni in sostituzione dell’ingegner Marco Petrella e dell'ing. Martin Oberhuber al posto dell'ing. Thomas Zuegg.  Il nuovo Consiglio si riunirà in autunno in una data ancora da stabilire per procedere alla nomina del nuovo presidente. La giornata del 25 maggio si è chiusa (prima della tradizionale cena) con l’illustrazione del lavoro che l’ A.N.I.T.I.F ha compiuto sul Registro di Controllo e Manutenzione Impianti con una digitalizzazione che consentirà una fruizione e una gestione della materia  più agevole da parte degli addetti ai lavori. Si è incaricato di presentare la novità l’ingegner Andrea Boghetto, in A.N.I.T.I.F dal 1992, in Consiglio dal 2012, segretario dell’Associazione dal 2012.

La relazione del presidente

Pubblichiamo integralmente la relazione ufficiale che l’ingegner Sergio Tiezza ha svolto il 25 maggio a Riva del Garda durante l’assemblea dell’Associazione Nazionale Italiana Tecnici Impianti a Fune concludendo il suo quinto mandato di presidente e il suo decennale impegno alla guida dell’organismo che raccoglie 131 professionisti impegnati  nel settore dell’impiantistica funiviaria tra direttori d’esercizio, progettisti, periti e altri operatori professionali.  A conclusione dell’articolato intervento con cui ha voluto illustrare dettagliatamente  tutte le ultime iniziative dell’associzione nelle diverse e complesse problematiche che investono la gestione degli impianti, l’ingegner Tiezza ha voluto rivendicare con orgoglio il ruolo cruciale svolto dall’associazione nel mondo impiantistico e il credito di affidabilità e competenza acquisito negli anni. «Siamo partiti con il timore di poter essere cancellati dall’incombere delle normative europee, perché la nostra categoria non era prevista dal resto d’Europa – ha detto Tiezza congedandosi - e siamo arrivati ad essere membri del consiglio direttivo dell’OITAF, la massima organizzazione internazionale»

Gentili ospiti, cari soci e amici.
Quest’anno la scelta della sede per il nostro annuale incontro è stata dettata dalla necessità di abbinare anche l’assemblea straordinaria per l’approvazione del nuovo statuto associativo. Era necessario rimanere all’interno della giurisdizione del nostro Notaio e quindi abbiamo optato per Riva del Garda. Come tradizione, per la scelta della location assembleare e della cena di questa sera, ci siamo affidati alla bravura del nostro Claudio Molinari e della sua compagna Marisa, che ringrazio.
Ricordo che l’ordine del giorno prevede fra l’altro anche le operazioni di voto per il rinnovo del Consiglio Direttivo per il prossimo biennio. Inoltre, dopo la lettura della mia relazione, vi sarà la presentazione del nuovo Registro di controllo e manutenzione. Come consuetudine, inizio con una sintesi del lavoro svolto dall’Associazione nell’ultimo anno. Colgo l’occasione per ringraziare la stampa specializzata che, pubblicando la mia relazione, dà la possibilità di far conoscere agli addetti ai lavori, in particolare a tutti gli associati, la nostra attività. Come sapete, le proposte sui lavori da seguire nascono all’interno del nostro consiglio direttivo che nel corso dell’anno si è riunito due volte nella nostra ormai abituale sede di Verona. Ringrazio i consiglieri per l’assiduità nel partecipare alle sedute, affrontando pesanti trasferte. Uno dei maggiori impegni di quest’anno è stato la partecipazione al gruppo di lavoro organizzato dal Ministero per la revisione del nuovo D.M. 337, meglio conosciuto come «Decreto Infrastrutture». Il lavoro, non ancora terminato, consiste nel riscrivere il decreto stesso, in vigore dal 2012, inserendo le varie osservazioni pervenute in particolare dai costruttori e tenendo ovviamente conto delle intervenute modifiche delle CEN. In aggiunta, sono stati inseriti nuovi capitoli che trattano argomenti non ancora considerati dalle EN, come il «Riposizionamento degli impianti» e gli «Attraversamenti».  Seguendo quanto indicato dai soci in occasione dell’ultima assemblea, oltre al sottoscritto, hanno attivamente partecipato ai lavori i consiglieri Ferruccio Levi per la riscrittura dei «Criteri di calcolo delle opere civili» e Claudio Canessa che ha collaborato con l’ing. Laura Tommasi dell’INAIL, per la revisione del capitolo relativo alle «Disposizioni progettuali specifiche da adottare per l’infrastruttura per la sicurezza del personale».

Il «Decreto Infrastrutture» da perfezionare sul fronte dell’antinfortunistica
Da tempo abbiamo richiamato l’attenzione degli associati, degli esercenti, dei costruttori e delle Autorità di sorveglianza, sulla incompatibilità di alcune procedure ricorrenti nel settore funiviario con determinate norme e principi riportati dal Testo Unico sulla sicurezza, in particolare nelle regolazioni e nei controlli periodici. Sto parlando di procedure come l’accesso alla testata dei sostegni per il controllo di allineamento delle rulliere o per la ricerca di un guasto latente sul circuito di linea, della corsa di prova di funivie bifune sul terrazzino del carrello, del controllo del corretto accoppiamento della morsa sulla fune, dell’ingrassaggio della fune portante sulle scarpe e altro. Tutte attività eseguite con modalità che normalmente non rispettano quanto indicato dalla normativa antinfortunistica relativa agli organi in movimento. Confortati sia dalla direttiva macchine che da alcune indicazioni delle recenti CEN, chiedevamo che nel capitolo specifico della bozza di Decreto Infrastruttura, fosse inserito il seguente concetto: «Laddove non sia possibile eliminare il pericolo derivante dagli organi in movimento con delimitazioni di tipo permanente, i lavori in prossimità di tali zone possano essere svolti solo ad impianto fermo o, se il particolare controllo ne richiede il movimento, adottando speciali provvedimenti di sicurezza quali modalità di funzionamento a sicurezza maggiorata (ad esempio velocità ridotta selezionabile mediante selettore modale, procedure di lavoro, formazione specifica, DPI adeguati) ». Con questo concetto, le citate procedure sarebbero legalmente eseguibili. Questo pensiero era stato inizialmente condiviso dal gruppo di lavoro incaricato alla revisione del decreto infrastruttura e c’era la concreta volontà di inserirlo nel relativo capitolo della bozza. Si aggiungeva a un’altra importante affermazione, già presente nel testo del 2012: le competenze in materia di valutazione dei rischi, di scelta delle misure di prevenzione e protezione, nonché di verifica ed aggiornamento dei relativi documenti, spettano ai soggetti individuati dalla normativa vigente in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Siamo d’accordo che questi concetti probabilmente non sono proprio pertinenti con la materia trattata dal capitolo, cioè gli elementi dell’infrastruttura che possono riguardare l’antinfortunistica, ma comunque era una definizione che ribadiva e spiegava un concetto generale della normativa nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ma siccome purtroppo rendere chiare e univoche le norme non è nelle nostre abitudini, tutto questo, dopo molte ore di discussioni, è stato cancellato dal capitolo 19 dell’ultima bozza. A cappello è rimasta solo la seguente frase: per quanto attiene ai sottosistemi e ai componenti di sicurezza, la valutazione dei rischi e la scelta delle misure di prevenzione e protezione sono svolte dai soggetti individuati nelle procedure di certificazione CE, così come previsto dal d.lgs. 210/2003. Perfettamente scritto in «burocratese».

Il Direttore d’Esercizio alle prese con gestione e manutenzione dell’impianto
A questo punto, prima di assumersi pesanti responsabilità nel chiedere al personale di effettuare quelle attività di controllo e manutenzione sui sostegni, sulle travi di lancio, sui carrelli di ispezione delle va e vieni ecc., finora effettuate con macchina in movimento, dobbiamo pretendere che il costruttore ci indichi le modalità di esecuzione in sicurezza, inserendole nel Manuale di Uso e Manutenzione o, se necessario, modificando opportunamente l’infrastruttura, per esempio dotando ogni controllo geometrico collocato sulle travi di accelerazione o decelerazione di telecamera, altrimenti come si può posizionare la morsa per misurare le tolleranze, senza avvicinarsi agli organi in movimento? Fra l’altro la norma sancisce che gli impianti a fune devono essere progettati e costruiti in modo da ridurre il più possibile le attività di controllo e manutenzione. Si costruisca quindi in modo da non rendere più necessari i controlli con macchine in movimento.
È risaputo che dopo il nulla osta all’esercizio di un impianto a fune, i soggetti, individuati dalla normativa vigente in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che devono valutare tutti i rischi e scegliere le relative misure di prevenzione e protezione nella gestione e manutenzione di un impianto a fune, sono: il datore del lavoro, il dirigente, l’RSPP e il medico competente. Il Direttore dell’esercizio può essere coinvolto nella valutazione come esperto tecnico dell’impianto e ha il compito, fra l’altro, di completare o modificare le istruzioni del costruttore per le operazioni di manovra dell’impianto, per le verifiche e prove previste nel regolamento di esercizio e per la manutenzione ordinaria. Come poi queste operazioni debbano essere realmente effettuate, con il minimo rischio possibile di infortunio per l’esecutore, non è compito del Direttore dell’esercizio. Infatti, la normativa non gli chiede alcuna competenza in materia antinfortunistica, come invece pretende da tutti gli altri soggetti, obbligandoli alla frequenza di corsi specifici e relativi aggiornamenti. È assolutamente sbagliato equiparare il Direttore dell’esercizio al «dirigente» così come definito dall’art. 18 del D.lgs. 81/2008, che dice: «Il dirigente è quel dipendente che ha il compito di impartire ordini ed esercitare la necessaria vigilanza, in conformità alle scelte di politica d’impresa adottate dagli organi di vertice. Egli rappresenta, dunque, l’alter ego del datore di lavoro, nell’ambito delle competenze attribuite e nei limiti dei poteri decisionali e di spesa conferiti». Un Direttore dell’esercizio potrebbe anche svolgere la mansione di dirigente per la sicurezza, ma solo dopo specifica nomina da parte del datore di lavoro e soprattutto dopo la reciproca sottoscrizione della delega come prevista dell’art. 16 del Testo Unico. I recenti accadimenti che hanno visto coinvolti dei nostri associati in procedimenti giuridici con attribuzioni di colpa per violazione dell’art. 18 della D.lgs. 81/2008, ci sembrano perlomeno discutibili. Auspichiamo che in appello prevalga la ragione e il buon senso e che i nostri colleghi siano pienamente assolti.

L’ipotesi di impianti di risalita possibili anche in siti a rischio valanghivo
Sempre nell’ambito del decreto infrastrutture c’è un altro argomento che ci coinvolge direttamente ed è quello relativo alla vigente normativa sulle valanghe. La nuova bozza di decreto, a differenza del precedente, permetterebbe la costruzione di un impianto di risalita anche in siti a rischio di caduta valanghe. Si scrive infatti che: «…devono essere adottati interventi di difesa atti ad evitare che le valanghe investano gli elementi strutturali fissi dell'impianto, mediante opere di stabilizzazione del manto nevoso, di deviazione o di arresto delle valanghe stesse; è inoltre consentito dimensionare gli elementi strutturali affinché siano in grado di resistere alle azioni della valanga, sia artificiale o per evento eccezionale.……In alternativa agli interventi di difesa di cui al punto precedente, è ammesso il distacco artificiale e controllato di masse nevose contenute, che comunque non devono raggiungere gli elementi strutturali fissi dell'impianto, quando essi non siano dimensionati per resistere all’azione di valanga». In pratica, presentando un’adeguata documentazione sulle opere di difesa e/o prevenzione e dimensionando opportunamente la struttura, è consentito esercire un impianto anche se si trova in un sito a rischio. Il problema sorge alla revisione generale: il D.M. 203/2015 dice infatti che il Direttore dell’esercizio verifica, a tale scadenza, se sono mutate le condizioni originariamente considerate al momento delle dichiarazioni di immunità dal rischio di valanghe, anche alla luce di eventuali eventi verificatesi nel corso del periodo antecedente la revisione o sulla base della cartografia aggiornata relativa ai rischi nivologici e nel caso di esito positivo, acquisisce idonea certificazione in merito all’immunità dal rischio di valanghe ai sensi del D.M. n° 392/2003. Questo vale per tutti gli impianti, sia quelli realizzati prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo 210/2003, che per quelli realizzati dopo. Purtroppo il D.M. 392 non ammette che le valanghe, nemmeno quelle provocate artificialmente o quelle in fase aerosol, raggiungono le parti strutturali dell’impianto anche se opportunamente dimensionate; quindi, se nel corso degli anni il sito su cui sorge l’impianto è diventato a rischio, magari perché si è verificato nelle vicinanze un evento valanghivo, anche di carattere eccezionale, con conseguente modifica della cartografia, alla scadenza di revisione generale l’impianto rimane chiuso, come è accaduto recentemente in Veneto. Da qui la necessità di modificare il D.M. 392 rendendolo coerente al nuovo Decreto Infrastruttura ed essendo frutto di un accordo Stato – Regioni, la sua modifica non può avvenire se non nello stesso consesso istituzione. L’ANITIF è stata incaricata di predisporre la bozza di modifica e assieme alle associazioni di categoria degli esercenti cercheremo di accelerare l’iter necessario in modo da evitare ulteriori chiusure alle prossime scadenze di revisione generale.

Il tema dei «riposizionamenti» e alcune incongruenze normative
Un’altra novità del Decreto Infrastrutture è il capitolo sui «riposizionamenti», che riprende con alcune sostanziali modifiche, la vecchia circolare. Secondo il nuovo testo, si può riposizionare un impianto se non ha interrotto il servizio da più di 2 anni e non ha superato i 30 anni dall’autorizzazione alla prima apertura, 25 per le sciovie. Inoltre non ci sono più le riduzioni sulle sollecitazioni della struttura e delle funi, previste dalla vecchia circolare. Sulla  Gazzetta Ufficiale n° 118 del 23 maggio 2017, sono state pubblicate le «Disposizioni tecniche riguardanti l’esercizio e la manutenzione degli impianti a fune adibiti al trasporto pubblico di persone», meglio conosciuto come Decreto esercizio. Per gli impianti di nuova costruzione e, entro il 23 maggio 2019 per gli altri impianti, è necessario presentare un nuovo Regolamento di esercizio che tenga ovviamente conto di quanto indicato nel decreto. L’ufficio SIF della Valle d’Aosta si è preso l’onere di redigere una prima bozza, che abbiamo inoltrato ai consiglieri per le opportune osservazioni. Il testo con le nostre osservazioni è stato presentato in una delle periodiche riunioni delle Autorità di sorveglianza e associazioni di categoria e si attende una loro analisi. Credo che la bozza debba essere poi inviata alla commissione FAT per l’approvazione definitiva.  Come prevede il citato decreto, dalla data del 23 maggio 2019, tutti gli impianti dovranno essere dotati anche del Registro di controllo e manutenzione. C’è un’incongruenza nella nostra normativa perché, secondo il D.M. 203/2015, sembra che questo documento sia richiesto già alla prima revisione quinquennale dell’impianto. Ovviamente confidiamo nel buon senso delle Autorità di sorveglianza nel lasciarci il tempo necessario per predisporre un valido e utile documento, possibilmente omogeneo su tutto il territorio nazionale. Infatti, come già comunicato durante la scorsa assemblea, stiamo da tempo lavorando per preparare questo documento in forma digitale e per farlo ci siamo rivolti ad una ditta specializzata che si occuperà anche della sua distribuzione. Il registro dovrà ovviamente essere personalizzato per ciascun impianto dal Direttore dell’esercizio e periodicamente compilato dal Capo servizio. La nostra intenzione è quella di farlo diventare un utile strumento a disposizione del personale per la programmazione e successiva registrazione dei lavori di controllo e manutenzione, siano essi richiesti dalla certificazione e quindi dalle ditte costruttrici o dallo stesso Direttore dell’esercizio. Alle varie scadenze di revisione, una semplice stampa produrrà il prescritto documento d’avvenuta effettuazione dei programmi di controllo, sostituzione e revisione dei singoli componenti, da presentare agli USTIF.

La possibilità  di diagnostiche con apparecchi magneto-induttivi
Con l’aiuto del nostro esperto di settore Renato Toros, che ringrazio, ci siamo impegnati attivamente in un gruppo di lavoro della commissione FAT predisposto per l’approvazione degli apparecchi magneto-induttivi di tipo aperto. Purtroppo, nonostante avesse superato tutti i test imposti dalla CEN ed avesse ricevuto l’approvazione tecnica della Commissione FAT, lo strumento presentato non è stato ufficialmente omologato dal nostro Ministero. Dai lavori è scaturito solo un documento preliminare che ne sancisce l’efficienza, ma per il momento non è ufficialmente utilizzabile per gli esami magnetoinduttivi ordinari. Considerato però, che compete al Direttore dell’esercizio trovare degli idonei metodi introspettivi per evitare di adottare una scadenza più ravvicinata tra gli scorrimenti delle funi portanti sulle scarpe di appoggio, questo tipo di strumento ci aiuta sicuramente a risolvere questa specifica problematica. Questi controlli sono operazioni particolari, da studiare caso per caso in funzione della conformazione della scarpa e dal comportamento della fune e, a nostro avviso, non dovrebbero essere collegati ad un’autorizzazione ministeriale. È anche doveroso ricordare che con questa tipologia di strumenti, sono stati fatti importanti passi avanti per la sicurezza degli operatori. Si auspica quindi che il loro impiego venga quanto prima autorizzato anche per esami di tipo ordinario. Un altro lavoro di ANITIF, iniziato da un po’ di tempo e non ancora concluso, è la tabella descrittiva dell’uso particolare dell’impianto di risalita. Si tratta delle varie modalità d’uso dell’impianto di risalita, frequentemente richieste dal concessionario, che esulano dal normale esercizio, dettagliatamente codificato dal nuovo omonimo decreto. Per esempio, non abbiamo ancora le idee chiare di come deve avvenire la movimentazione dell’impianto quando si effettua la manutenzione ordinaria in linea: la deve eseguire un macchinista abilitato? Ci possono essere delle sicurezze escluse? All’inizio del lavoro si devono testare i sistemi di frenatura e queste prove si devono registrare sul libro giornale? Quali sono, in questa particolare circostanza, le responsabilità del Direttore dell’esercizio ed eventualmente dell’Autorità di sorveglianza?

Il problema del trasporto fuori esercizio: attenzione ai rischi della superficialità
Un altro caso molto frequente nel periodo di fuori esercizio, è il trasporto di personale della società esercente o personale di un’altra azienda, per esempio di qualche rifugio. Dato che ci troviamo chiaramente in regime di trasporto privato, può l’esercente utilizzare il suo impianto come meglio crede? A manovrare l’impianto potrebbe anche essere il custode del rifugio, magari esperto ma privo di qualsiasi abilitazione? In caso di incidente, quali sono i soggetti chiamati a rispondere? Sappiamo tutti che in questi casi non basta dimostrare di aver applicato diligentemente le norme funiviarie, quelle del codice civile e quelle del codice penale come nel normale esercizio, se in un incidente è coinvolto un lavoratore, si aggiungono le pesanti sanzioni previste dalle norme dell’antinfortunistica.
Quindi l’esercente accorto, chiederà sempre al suo Direttore dell’esercizio come comportarsi in questi casi particolari e il Direttore dell’esercizio deve poter dare una risposta univoca e preventivamente condivisa. Per questo motivo, con il contributo di tutti i consiglieri, si è cercato di individuare innanzitutto la casistica più completa possibile dei trasporti particolari e in seguito si è cercato di determinare nell’ambito normativo, quali potrebbero essere i soggetti su cui cadono le responsabilità dell’utilizzo dell’impianto. Infine, per limitare tali responsabilità, abbiamo cercato di indicare quali potrebbero essere le modalità di esecuzione del trasporto. Non possiamo certamente pretendere che la nostra analisi diventi materia legislativa, ma vorremo perlomeno che fosse esaminata e possibilmente condivisa dagli Esercenti e dall’Autorità di sorveglianza, in modo da fornire una linea guida ai nostri associati.  La nostra tabella è stata presentata in una recente riunione periodica delle Autorità di sorveglianza e associazioni di categoria e attendiamo le loro osservazioni.
Rimane ancora senza risposta la nostra richiesta al Ministero di regolamentazione del servizio privato, effettuato con impianti espressamente costruiti per questo particolare tipo di esercizio, come già avviene nei territori della Provincia Autonoma di Bolzano e della Regione Valle d’Aosta. Dato che in Italia ci sono alcune centinaia di impianti che trasportano persone in esercizio privato e molti proprietari auspicano da tempo che il settore sia finalmente regolamentato, continueremo a sollecitare il Ministero almeno per una risposta alla bozza di normativa che la nostra Associazione ha da tempo predisposto e presentato.

Il legame con gli organismi internazionali e una nuova norma sul controllo degli incidenti
A giugno, in occasione del congresso internazionale dell’OITAF di Bolzano, è stata accettata la nostra candidatura a membro del consiglio direttivo della prestigiosa organizzazione. Ritengo che sedere sullo stesso tavolo con rappresentanti delle Autorità, degli Esercenti, delle Università e dei Costruttori di tutto il mondo sia un riconoscimento internazionale molto gratificante per la nostra Associazione e inoltre si aggiunge a quelli ottenuti negli ultimi anni in ambito nazionale. Colgo l’occasione per ringraziare il nostro indispensabile segretario che ci rappresenta in questa organizzazione., Sempre per l’ANITIF, Boghetto partecipa anche al gruppo di lavoro CEN WG15 «Workers safety», per ovvi motivi molto importante per la nostra professione. L'ing. Fabio Croccolo, Direttore generale della DIGIFEMA (Direzione Generale per l’Investigazioni Ferroviarie e Marittime), ci ha comunicato che nel corso dell'approvazione del decreto legge fiscale n. 148 è stato introdotto l'art.15 ter, nella legge n. 172 del 4 dicembre 2017, con il quale si estende al loro ufficio di investigazioni il controllo di tutti gli impianti di trasporto fissi, compresi quelli di trasporto a fune. Il decreto è entrato in vigore il 1 gennaio 2018 e in pratica, da quella data, viene richiesto alle società esercenti di attenersi ad una circolare del 2015 della stessa DIGIFEMA che tratta le modalità di segnalazione di incidenti e inconvenienti che si verificano durante l’esercizio. La circolare definisce in modo preciso l’incidente comune, quello grave e l’inconveniente e indica in modo dettagliato cosa bisogna comunicare e quando. Soprattutto «il quando» ci è sembrato di difficile applicazione per il mondo funiviario, rispetto a quello ferroviario e quindi, assieme agli esercenti, abbiamo chiesto una modifica della circolare. Al momento di scrittura della presente relazione, non era ancora giunta risposta a riguardo. Alcuni USTIF hanno inviato alle società una nota con cui si ribadisce l’obbligo di attenersi alla circolare ferroviaria. Faccio notare che gli USTIF, nella loro nota, hanno esplicitato che le comunicazioni sono a carico dei Direttori dell’esercizio, quindi, ritengo per noi importante pretendere dal personale operativo un’immediata comunicazione dell’evento.

«Sono stati anni belli e indimenticabili, dal punto di vista umano e professionale»
Come ho già ripetutamente annunciato a partire dal 2014, è mia intenzione concludere l’incarico con questo ultimo mandato. Ho ricoperto la massima carica dell’associazione per 10 anni, eguagliando quindi il record dei miei predecessori e ritengo opportuno e fisiologico per un giusto progredire dell’associazione che subentrino nuove forze. In questi anni il peso e la considerazione dell’ANITIF sono notevolmente cresciuti negli ambienti funiviari. Siamo partiti con il timore di poter essere cancellati dall’incombere delle normative europee, perché la nostra categoria non era prevista dal resto d’Europa e siamo arrivati ad essere membri del consiglio direttivo dell’OITAF, la massima organizzazione internazionale. Siamo stati accettati nelle riunioni dell’Autorità di sorveglianza ed abbiamo così potuto partecipare attivamente ai gruppi di lavoro indetti dal Ministero, condizionando la stesura di importanti decreti legge come il Decreto Dirigenziale del 18.02.2011 che codifica la nostra professione, il Decreto infrastrutture e il Decreto sull’esercizio che praticamente sancisce l’indispensabilità del Direttore dell’esercizio in tutti i momenti di vita dell’impianto, a partire dal nulla osta. Non siamo riusciti ad incidere granché nella Commissione FAT, dove rimaniamo semplici auditori, ma qualcosa si sta muovendo, viste le recenti richieste di partecipazione ad alcuni importanti gruppi di lavoro della commissione come quello sullo «strumento magneto induttivo aperto» e quello sul «soccorso integrato». Consentitemi di sottolineare, fra i lavori importanti effettuati da ANITIF in questi anni di mandato, il Documento di Valutazione dei Rischi. Il documento è stato acquistato da molte società e utilizzato da molte altre, il che dimostra la sua bontà. È stato inoltre, in più occasioni, apprezzato da ispettori delle certificazioni aziendali 18001 e soprattutto non contestato dalle USL. Come giusto che sia, rimane molto da fare, lavori già iniziati ed altri solo previsti. Sono sicuro che, per il futuro, ANITIF riuscirà a progredire per difendere sempre di più gli interessi di tutti gli associati.                       
Mi preme ribadire che sono stati per me anni belli e indimenticabili, sia dal punto di vista umano avendo conosciuto e stretto amicizia con persone splendide, sia dal punto di vista professionale, permettendomi di rimanere in costante contatto con il vertice della cultura funiviaria.  Ringrazio chi mi ha aiutato in questo fin dall’inizio: il presidente Marco Rinaldi, l’ex segretario Claudio Molinari e l’attuale Andrea Boghetto. Ringrazio soprattutto i Consiglieri, perché vederli numerosi ed interessati alle riunioni, mi ha riempito di orgoglio e soddisfazione.
Ringrazio tutti i presenti per l’attenzione e auguro una buona permanenza sulle rive del lago di Garda.
Sergio Tiezza

Created: Lunedì, 28 Maggio 2018 09:10
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve, Innevamento Programmato
 

Le due aziende del gruppo Leitner hanno integrato in un nuovo prodotto il software Snowvisual utilizzato per la gestione dell’innevamento tecnico e il software Snow How che coordina l’attività delle flotte di battipista e misura lo spessore della neve. Il risultato è un nuovo «genio» capace di connettere i due sistemi e fornire al cliente i dati per la gestione ottimale dell’area sciabile

Dalla collaborazione tra gli esperti dell’innevamento tecnico e gli specialisti dei mezzi battipista nasce una tecnologia all’avanguardia e su misura per le aree sciistiche moderne ed efficienti di domani. Nel 2018 l’integrazione del software per la gestione dell’innevamento Snowvisual di Demaclenko con il software Snow How per la gestione della flotta e la misurazione della neve di Prinoth offre ai clienti un ulteriore vantaggio tecnologico che consente processi operativi efficienti sulle piste, massime prestazioni dei prodotti e utilizzo ottimale delle risorse disponibili, vale a dire i fattori-chiave per la vitalità economica di un comprensorio sciistico. Un software che renda disponibili, raggruppandoli, i dati e le analisi al responsabile degli impianti dell'area sciistica, costituisce un chiaro vantaggio competitivo. L'ultimo progetto comune lanciato da Demaclenko e Prinoth ha proprio questo obiettivo: integrando le soluzioni software di entrambe le aziende (Snowvisual di Demaclenko e Snow How di Prinoth) nasce un pool di informazioni unico nel suo genere per la gestione completa dell'intero impianto. I vantaggi sono evidenti: che si tratti del controllo del sistema di innevamento, della gestione della flotta dei mezzi battipista o del sistema di misurazione del livello di innevamento in 3D, tutto è consultabile in modo centralizzato tramite un'interfaccia utente integrata. Questo incide anche sulla riduzione dei costi operativi, poiché processi e risorse possono essere meglio programmati e monitorati.  La particolarità vincente: nelle piattaforme aperte è possibile inserire anche generatori di neve e mezzi battipista di terzi, integrando, ad esempio, anche gatti delle nevi. Il software è configurato in modo personalizzato in base alle esigenze del cliente, diventando così uno strumento importante per garantire un funzionamento ottimizzato. Grazie alla collaborazione tra questi due solidi marchi, la gestione dell'innevamento, delle piste e della flotta entra in una nuova dimensione. I clienti possono beneficiare delle competenze di entrambe le aziende, che in questo modo creano le condizioni per le aree sciistiche del futuro, efficienti anche in termini di digitalizzazione.

Created: Sabato, 26 Maggio 2018 03:47
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Da sinistra Matthias Vittur, Andreas Mangutsch di Grandi Funivie Alta Badia, vincitori del 1° premio,
con Michele Bajetti e Ivan Valentin di Funivie del Boè che si sono aggiudicati il 2° premio
Anche la 7a edizione dell'ormai leggendario AfterWork-Party di Kässbohrer, che si tiene al termine della stagione invernale, ha di nuovo attirato clienti da tutto il mondo alla sede centrale della società di Laupheim. Da 24 Paesi sono arrivati tantissimi clienti PistenBully, a volte dopo lunghi viaggi: ospiti dagli USA, dall'Islanda e dall’Argentina sono ai primi posti nell'elenco dei visitatori provenienti dai paesi più lontani. Con circa 100 clienti la rappresentanza dell’Italia è stata una tra le più numerose, arrivata a Laupheim per vedere l’affascinante fabbrica di PistenBully nel Sud della Germania. Naturalmente, nessuno ha rinunciato a partecipare alla ormai famosa gara: diverse stazioni, in cui si sono misurati uomini e donne. I partecipanti si sono divertiti a confrontarsi in diverse discipline in velocità e destrezza. Circa 160 squadre composte da due persone, hanno gareggiato per il premio principale, che quest’anno è andato a Grandi Funivie Alta Badia S.p.A. Come le altre volte, il premio previsto era un PistenBully gratuito per quattro settimane. Oltre allo sport e al divertimento, gli ospiti hanno avuto ampie occasioni di informarsi sugli attuali modelli PistenBully e su tutti i prodotti di Casa Kässbohrer: le novità di SNOWsat e il nuovo online-training di Pro Academy. Grande successo hanno riscosso anche i video „cool“ del partner di cooperazione Schneestern, uno dei maggiori protagonisti nella scena degli snowpark. Del resto l'AfterWorkParty di Laupheim è famoso anche per il suo party serale. Fino a tarda notte si è dunque festeggiato in allegria la conclusione della buona stagione invernale di quest'anno.
www.pistenbully.it

Created: Venerdì, 25 Maggio 2018 16:50
Category: Portfolio
Tags: Attrezzature ludiche
 

Nella località elvetica di Gryon, l’azienda austriaca di Imst ha installato un nastro trasportatore di 162 metri che trasporta gli utenti alla velocità massima di 1,2 metri/secondo. Dotato di un'originale galleria in legno che offre protezione dalle intemperie grazie al tetto a due spioventi, l’impianto sostituisce due skilift ed è diventato il fulcro delle attrazioni di un parco dei divertimenti attivo sia in inverno che in estate

A Mountain Planet
con un «pieno» di novità
Il Mountain Planet di Grenoble (Francia), ha rappresentato un grandissimo successo per Sunkid. Sin dal primo colpo d'occhio, non solo le dimensioni dello stand di Sunkid (senza precedenti) sono risultate evidenti per tutti, ma anche il nuovo design dell’installazione, aperto ed estremamente godibile. Al centro di questo accattivante contesto i dipendenti di Sunkid hanno potuto accogliere molti visitatori interessati presentando numerose novità. Il personale di Sunkid in Francia sarà consolidato da Remi Mithieux, futuro responsabile della divulgazione di tutti i progetti di Sunkid, compresi processi di gestione dei progetti. Un grande interesse è stato suscitato anche dal primo corrimano motorizzato per il tappeto magico, dalla pista per biglie e dell'enorme apparecchiatura realizzata in legno e consegnata direttamente al nuovo proprietario Champ du Feu (Alsazia / Francia) dopo la fiera. I visitatori hanno dimostrato interesse anche per le due nuove attrazioni estive, X-Raycer e Traceboarding, che sono state presentate per la prima volta in Francia. L'equipe di Sunkid è stata particolarmente soddisfatta dei progetti conclusi nel contesto fieristico, come ad esempio la vendita di un Butterfly Family Ride a Chamonix o i dettagli finali di un grandioso progetto di tappeto magico di 114 metri con una speciale tettoia per la galleria nel Massif des Brasses.  

Sono molteplici le misure adottate per consentire alla località turistica di Gryon-Frience (Svizzera) di accrescere la propria attrattiva durante tutto l'anno. A fare da chiave di volta di questo successo è il tappeto magico di Sunkid che, con i suoi 162 metri di lunghezza, una velocità di trasporto di 1,2 metri/secondo ed una galleria in legno ed un tetto a due spioventi, riveste un ruolo fondamentale. Dopo un'approfondita consultazione tra i responsabili del settore turistico e Sunkid-Borer GF Axel Halder è stato realizzato un piccolo, ma raffinato parco divertimenti che offre attrazioni per tutti nel periodo estivo ed invernale. È stato anche ricavato un laghetto e, con il relativo materiale di sterro, è stata sollevata di due metri la stazione montana dell'impianto di convogliamento ed adattata la pista circostante. Si è sviluppata una struttura paesaggistica completamente nuova che ha consentito di rinunciare ad entrambi i precedenti skilift. Il laghetto ottenuto a questo punto sarà utilizzato in inverno come area di accumulo e in estate come area balneabile.  In inverno il tappeto magico rende anche accessibile su un lato una pista da Tubing, mentre sull'altro lato viene utilizzato come pendio da esercitazioni per i principianti. Per l'estate sono già previste altre attrazioni che garantiscano il pieno sfruttamento del tappeto magico per tutto l'anno. Le consultazioni relative a questo progetto si sono protratte a lungo perché i responsabili desideravano un nastro trasportatore per persone, ma privo di gallerie standard in plexiglas. Per questa esigenza il progetto era già stato messo in archivio. E così è stato fino al momento in cui il responsabile del settore turistico Eric Chabloz non ha scoperto nel dépliant di Sunkid-Borer una galleria in legno che gli è piaciuta sin dal primo istante. «La struttura con il suo tetto a due spioventi – dice Chabloz -  mi ricorda il ponte pedonale coperto di Lucerna». Dopo una visita a Serfaus (Austria), dove si trova già una galleria realizzata da Sunkid con fattezze simili, il dado era definitivamente tratto. Il progetto è stato approvato all'unanimità e realizzato.
www.sunkidworld.com

Created: Venerdì, 18 Maggio 2018 06:23
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita, Fiere Chiusura Stagione 2018
 
 

L’azienda di Pianezza (Torino) ha recentemente moltiplicato la sua potenzialità industriale con lo stabilimento di Bricherasio e consolida la propria posizione nel mercato degli impianti ad ammorsamento fisso con nuove realizzazioni in Italia e in Francia e con innovazioni come una nuova rulliera, facile da manutenere e gestire

di Stefano Finotello
La stagione 2017-2018 è andata bene. Siamo stati impegnati nella realizzazione di diversi impianti tra cui segnaliamo una seggiovia biposto in Francia a Chabanon, località che si trova nel comune di Selonnet nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Inoltre sono stati realizzati due skilift a Cittareale in provincia di Rieti, un altro a Ferrara di Monte Baldo in provincia di Verona, un grande ammodernamento di una cestovia biposto ad Oropa, ed un’altra sciovia a Viola in provincia di Cuneo oltre diversi altri lavori.  Anche il lavoro nello stabilimento di Bricherasio procede molto bene e stiamo incrementando l’attività in modo significativo.  Nella nostra attività curiamo come sempre l’innovazione e il costante perfezionamento della produzione. Abbiamo presentato un nuovo tipo di rulliera «doppio-effetto» che ,rispetto ad altri modelli, richiede molta meno manutenzione ed è di gestione più semplice per gli esercenti. Inoltre abbiamo presentato diverse altre migliorie sui nostri prodotti standard. Riteniamo infatti che per mantenersi una buona posizione sul mercato sia indispensabile cercare continuamente di migliorare il proprio prodotto seguendo anche le preziose indicazioni che vengono dai nostri clienti con cui intratteniamo un rapporto di stretta collaborazione e che abbiamo ritrovato nelle fiere di settore.  Abbiamo infatti partecipato a Mountain Planet di Grenoble e il nostro giudizio sulla fiera francese è senza dubbio positivo. Abbiamo avuto diversi contatti che si preannunciano potenzialmente interessanti soprattutto per mercati esteri. Oltre naturalmente ad avere avuto l’occasione di incontrare tutti i nostri clienti italiani e francesi, cosa che fa sempre molto piacere. Proprio durante il salone francese ci è stato comunicata l’aggiudicazione di una importante commessa per la prossima stagione: una seggiovia quadriposto a Monginevro. Per la CCM è un risultato notevole sia per l’importanza della stazione in sè sia perché è il quarto impianto in Francia e la nostra azienda ha investito molto per avere una continuità di lavoro anche oltralpe. È una buona notizia in una situazione di mercato che evidenzia come sempre un andamento altalenante. Diciamo che adesso va un po’ meglio rispetto a due-tre anni fa. Però gli investimenti sugli impianti a fune sono ancora molto bassi. Per noi il fattore positivo è quello di riuscire a lavorare anche all’estero e operare in altri settori per compensare i cali nel settore funiviario. Comunque, ciò nonostante, ad oggi abbiamo già diverse commesse per la prossima stagione oltre alla già citata seggiovia di Monginevro.
www.ccmfinotello.com

Created: Venerdì, 18 Maggio 2018 06:13
Category: Portfolio
Tags: Innevamento Programmato, Personaggi
 

Incontro con Jan Terzariol responsabile commerciale per l’Italia, la Norvegia e la Svezia dell’azienda del gruppo Leitner che in pochi anni ha moltiplicato presenza e fatturati sui mercati nazionale e internazionale dell’innevamento tecnico

L’immagine vincente di Demaclenko ha soprattutto il riscontro della crescita esponenziale di vendite e fatturati fatta registrare negli ultimi anni nel mercato dei sistemi di innevamento programmato ma si può riflettere anche nel volto giovane del suo responsabile commerciale per l’Italia e («Da questo inverno 2017/18») per la Norvegia e la Svezia. Lo intervistiamo accanto ad un generatore Ventus 4.0.

Come definiresti Demaclenko?
Con quei numeri che descrivono meglio di ogni altra cosa la fortissima crescita del marchio dopo la fusione del 2012. Nell’inverno 2012/13 Demaclenko fatturava circa 13 milioni di Euro; quest’anno ha fatturato 50 milioni. Nella stagione 2017/18 sono stati venduti oltre 2000 generatori neve; quest’inverno abbiamo venduto il millesimo generatore a ventola, un Titan 2.0, allo Ski Carosello Corvara in Val Badia. Sono numeri e cifre che testimoniano la qualità dei nostri prodotti e la loro capacità di penetrazione sui mercati in virtù della loro efficienza e della loro funzionalità.
Quanto incide il mercato italiano?
Posso dire soltanto che l’Italia rappresenta per noi il secondo mercato dopo l’Austria. Mi sono trovato di fronte ad una situazione storica in cui i prodotti Demac sono fortemente localizzati sul mercato altoatesino e quelli Lenko sparsi su tutto il territorio nazionale. Esistono ampi margini di sviluppo perché i nuovi prodotti Demaclenko successivi alla fusione si affermino in maniera omogenea in tutta Italia.
Dove sta andando il mercato?
Il mercato si sta orientando in prevalenza verso generatori a ventola di media e grande taglia come i nostri Ventus e Titan
E che cosa chiedono i clienti?
Soluzioni complete e pronte all’uso, si può dire «chiavi in mano». Noi siamo in
grado di fornire il «pacchetto completo» di un impianto di innevamento tecnico: il bacino idrico, le stazioni di pompaggio e di raffreddamento, i materiali di linea, i pozzetti, i generatori e il software di gestione.
Ma ormai pare che serva anche qualcos’altro…
Certo, l’aspetto estetico dei generatori, visto che la loro presenza è a diretto contatto con il pubblico degli sciatori e influenza la loro valutazione del livello qualitativo della località in cui stanno praticando la loro passione. Il nostro generatore Ventus non è soltanto un concentrato della più avanzata tecnologia per la produzione di neve tecnica ma è anche quella macchina realizzata in collaborazione con lo studio di design Pininfarina che ispira una sensazione di eleganza e fluidità, le stesse doti di una bella sequenza di curve condotte. Con Ventus Demaclenko offre non soltanto funzionalità, affidabilità, efficienza ma anche un elevato gusto estetico.
Da quest’anno stai conoscendo anche la Svezia e la Norvegia?
Sì, da quest’anno mi occupo anche dei rapporti commerciali con quelle due nazioni dove però Demaclenko è presente e attiva già da tempo. Quest’inverno abbiamo realizzato importanti interventi a Voss, in Norvegia, e a Stöten, in Svezia, una località sciistica situata a 38 km a nord-ovest di Sälen, attrezzata con 18 impianti di risalita e 29 piste. In questa stazione sciistica abbiamo rifatto la stazione di pompaggio e installato un impianto misto con una settantina di generatori tra lance Eos e generatori a ventola.
www.demaclenko.com

Created: Giovedì, 17 Maggio 2018 16:26
Category: Portfolio
Tags: Innevamento Programmato
 
A Grenoble, l’azienda di Bolzano leader mondiale nel settore dell’innevamento tecnico ha presentato il suo sistema di generazione-neve capace di operare con efficacia anche in situazioni con temperature sopra lo zeroTechnoAlpin propone impianti e soluzioni su misura che soddisfano le esigenze specifiche dei gestori di comprensori sciistici in Europa, Nord America, Asia e Oceania. A oggi sono circa 100.000 gli innevatori TechnoAlpin, tra generatori a ventola e lance, installati in circa 2.200 siti clienti in 50 paesi diversi. In occasione del salone internazionale Mountain Planet 2018 il gruppo ripropone la sua ultima innovazione di successo: il generatore Snowfactory.

TechnoAlpin propone impianti e soluzioni su misura che soddisfano le esigenze specifiche dei gestori di comprensori sciistici in Europa, Nord America, Asia e Oceania. A oggi sono circa 100.000 gli innevatori TechnoAlpin, tra generatori a ventola e lance, installati in circa 2.200 siti clienti in 50 paesi diversi. In occasione del salone internazionale Mountain Planet 2018 il gruppo ripropone la sua ultima innovazione di successo: il generatore Snowfactory.

La possibilità di produrre neve in condizioni climatiche critiche
Alcuni comprensori sciistici all’inizio della stagione sono esposti a condizioni meteorologiche sempre più difficili: all’apertura delle piste, l'assenza di neve naturale o le temperature sfavorevoli non consentono la generazione la neve artificiale; TechnoAlpin propone pertanto una tecnologia inedita e rivoluzionaria che assicura l’innevamento anche con temperature sopra lo zero: lo Snowfactory. Grazie a una tecnica di raffreddamento performante, la temperatura dell'acqua viene abbassata al di sotto del punto di congelamento: l’acqua gela unicamente grazie a tale tecnica di refrigerazione, senza l’aiuto di additivi chimici. I refrigeranti impiegati rimangono confinati all’interno di un circuito chiuso, senza contaminare la pista. Snowfactory produce neve a tutte le temperature sotto forma di piccole lamelle di neve secca, congelate al 100%. Snowfactory è quindi l’unico impianto in grado di fornire un prodotto finale privo di umidità residua. La temperatura all’interno delle lamelle di neve è di -5°C. Grazie a questo accumulo supplementare di energia frigorifera il processo di scioglimento risulta notevolmente rallentato, offrendo un’eccellente qualità e una grande durata della neve generata. Per ottenere tale risultato, il progetto Snowfactory fa affidamento esclusivamente a componenti di alta qualità.

Un impianto «integrativo», dall’installazione semplice e immediata
Snowfactory non è concepito per sostituire gli impianti di innevamento classici; è piuttosto pensato come integrazione per i generatori di neve tradizionali. Si presta in particolare all’innevamento di aree di dimensioni contenute nei comprensori sciistici, o per l’innevamento dei tratti di pista situati nelle zone più basse, per eventi di varia natura, quali ad esempio manifestazioni di snowboard, o gare di sci in città; Anche le località più a nord si trovano spesso in zone troppo miti per l’innevamento. In questo caso Snowfactory può garantire una programmazione più sicura della stagione sciistica. Per l’installazione non sono richiesti dispendiosi lavori di costruzione. L’impianto viene fornito pronto all’uso a prescindere dall’ambiente, in un container da 40 piedi. Dopo l’allacciamento a corrente e acqua, è possibile produrre neve 24 ore su 24, indipendentemente dalle condizioni esterne o dalla temperatura dell’acqua in loco. Snowfactory risponde pertanto perfettamente alle esigenze di un utilizzo temporaneo. Grazie alla produzione in serie e alla comprovata tecnologia di questo generatore, è possibile realizzare vari modelli di diverse capacità e adattarli alle peculiarità di un sito o di un progetto. Innumerevoli sono anche le possibilità di distribuzione della neve. Si va dai nastri trasportatori al convogliatore alla distribuzione pneumatica, a seconda delle esigenze. Grazie al sistema di trasporto pneumatico, la neve può essere distribuita per un tratto di 200 m in presenza di un dislivello in altezza di 50 m.

Una opportunità che sta conquistando il mondo
Dalla sua implementazione, nulla smentisce il successo della tecnologia Snowfactory. Solo nel 2017, sono stati realizzayi 16 progetti Snowfactory in siti di tutto il mondo: a partire dall’Austria passando per la Polonia, la Repubblica Ceca, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, l’Italia, la Svezia e fino alla Norvegia o ancora la Croazia, le unità fisse o mobili Snowfactory vanno sia a rinforzare l’innevamento convenzionale che a produrre integralmente la neve necessaria per manifestazioni sportive o eventi. Ad oggi, Snowfactory viene utilizzato in 16 diversi Paesi. A prescindere dall’ambiente in cui il generatore Snowfactory viene usato, apporta un reale vantaggio concorrenziale alle stazioni sciistiche per la gestione delle piste. Alcune federazioni nazionali di sci fanno affidamento alla tecnologia Snowfactory: è il caso in particolare della DSV, la Federazione tedesca di sci o ancora la CRO Ski, la Federazione croata di sci. Queste due entità utilizzano Snowfactory per assicurare l’innevamento del trampolino, della pista da sci nordico per la Germania o per produrre neve per le piste da slalom in Croazia, come quella della prova di Sljeme. Ogni volta, i generatori Snowfactory permettono agli organizzatori delle gare di avvicinarsi alle competizioni in modo sempre più sereno.

L’esordio di successo nella francese Châtel
Prima stazione francese a impiegare questa tecnologia, Châtel, stazione sciistica dell’Alta Savoia, ha inaugurato il suo Snowfactory, il 18 ottobre 2017, con una particolarità: è stato ribattezzato «Snow Farmer»! Come altre stazioni delle Alpi, Châtel aveva incontrato negli ultimi inverni problematiche di gestione, in particolare all’inizio della stagione, a causa di temperature sfavorevoli al funzionamento dei classici innevatori o per mancanza di neve su alcuni settori del comprensorio sciistico, ad esempio all’inizio delle risalite, sugli ultimi metri di pista, in alcune giunzioni di piste, o ancora sul fronte della neve. Per provi rimedio la stazione di Châtel si è dotata dello Snowfactory. L’obiettivo, tra gli altri, prevedeva un uso per creare corsie di neve e quindi ripartire tale materia prima indispensabile sui settori del comprensorio sciistico che la richiedevano. Questa tecnologia ha dimostrato tutto il suo valore all’inizio della stagione 2017/2018 quando ha assicurato ai gestori di Châtel la stagione sciistica che desideravano proporre ai propri clienti. Inoltre, le informazioni sugli inizi di stazione passati indicano che un tale impianto ha senso e incide sia sull’economia che sull’impiego locale, come spiega Nicolas Rubin, sindaco di Châtel: «È un impianto complementare ai nostri 320 innevatori, che coprono il 60% del comprensorio sciistico della stazione. Oggi, con inverni meno innevati, abbiamo bisogno di questo tipo di innovazione per dare certezze ai nostri clienti e garantire l’attività invernale. È nostro dovere e responsabilità garantire ai nostri clienti questa attenzione nei loro confronti e verso il futuro. In montagna e sui comprensori sciistici i posti di lavoro sono garantiti e mantenuti grazie alla neve e in particolare alla neve artificiale. Non ci sarebbe economia senza lo sci. E senza neve non è possibile sciare»

L’esperienza «down under» nella stazione sciistica sul Monte Buller
Molto più a sud, la stazione australiana del Monte Buller si è dotata di un generatore Snowfactory, il modello SF220. Si tratta di un’unità a postazione fissa, la cui capacità di produzione è doppia rispetto a quella della versione mobile SF100. Con questo investimento, il gestore del Monte Buller persegue obiettivi simili a quelli di Châtel, in particolare nell’assicurare l’offerta sciistica all’inizio di stagione, ma con un limite supplementare per la stazione australiana: essere aperta fino a giugno per il tradizionale week-end lungo del Queen’s Birthday, un evento popolare in Australia! Laurie Blampied, direttrice generale del Monte Buller conferma inoltre che «In passato il week-end di apertura è sempre stato il momento per celebrare l’avvio della stagione invernale, sfortunatamente, la mancanza di neve non ha sempre permesso di garantire il piacere dello sci ai nostri clienti. Vogliamo premunirci contro tale rischio e quindi offrire ai nostri clienti l’opportunità certa di godere delle nostre piste». Dopo una prima stagione di gestione, i risultati sono estremamente positivi per il Monte Buller: lo Snowfactory SF220 ha contribuito a un eccellente inizio di stagione per la stazione. M. Blampied riferisce: “Non solo abbiamo potuto raggiungere il nostro obiettivo di apertura per il week-end lungo del Queen’s Birthday, ma è stato possibile anche aprire con una settimana di anticipo. La frequentazione della stazione nel mese di giugno 2017 è superiore al 48% con 38.000 visitatoti in più della media degli ultimi 5 mesi di giugno. “ Si noti che proprio come Châtel, lo Snowfactory del Monte Buller non va a sostituire i 126 innevatori classici presenti sulle piste del complesso sciistico. Si tratta di un impianto complementare che integra i generatori esistenti nei periodi chiave della stagione, ma anche in settori particolari.
 

Created: Giovedì, 17 Maggio 2018 16:07
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
 

LEITWOLF: il precursore, il capofila, la leggenda
Leitwolf, un nome che richiama varie associazioni: potenza, eleganza, forza di carattere e indipendenza, un misterioso legame con la natura e una superiorità inarrivabile. Il motore: motore diesel a sei cilindri MTU con 390 kW/530 PS e coppia da 2.460 Nm, sottoposto a test severissimi. Niente è lasciato al caso, tutto è ben collaudato! Solo quando la tecnologia riesce a vincere il vento, la neve, la pioggia e il ghiaccio, quando supera il battesimo di fuoco sulle ripide pendici di montagna e quando si dimostra la migliore della classe in tutti i campi, allora è pronta per il Leitwolf. La fresa Power con spostamento parallelo brevettato fornisce prestazioni straordinarie e stile assolutamente essenziale. È «geniale» la definizione appropriata per la fresa Power, dotata di una struttura robusta e resistente che richiede una ridotta manutenzione. Allo stesso tempo realizza piste di precisione duratura con un risultato di fresatura a grana fine. Grazie allo spostamento parallelo brevettato della fresa, il Leitwolf arriva dove gli altri non possono: anche su terreni in pendenza riesce a mantenere il finisher parallelo alla direzione di spostamento.  La lama Master è un’altra componente essenziale: l'angolo di attacco bilanciato in maniera strategica consente all'ampia lama di rompere facilmente ghiaccio e neve. La forma ottimale lascia scivolare la neve più agevolmente nella lama, riducendo la potenza necessaria. Il risultato sono una maggiore forza di spinta e una migliore arrampicabilità. Su richiesta, il Leitwolf può essere potenziato con il verricello Automatic con forza di trazione di 4,5 t. La rotazione a 360° e la regolazione automatica della forza di trazione del verricello garantite da Prinoth parlano da sé.
Capitolo comfort e design: per Prinoth le esigenze dei conducenti sono importanti. Sul Leitwolf il sedile in posizione centrale consente la massima visibilità; grazie al display a colori da 8,4" tutte le informazioni importanti sono a vista d'occhio; e il joystick multifunzione consente di controllare con una mano tutte le funzioni primarie del veicolo. Inoltre, un veicolo sportivo ha bisogno di quell'eleganza dinamica che solo un designer esperto può conferirgli, sia sulla strada che sulla neve. Pininfarina disegna veicoli per Ferrari, Maserati... e anche per Prinoth. Il Leitwolf ha dimostrato il suo valore sulle piste di tutto il mondo e si è conquistato la fiducia dei comparti sciistici più prestigiosi. La sua tecnologia abbondantemente collaudata e ricercata convincerà qualsiasi scettico. Un Leitwolf  non fa mai promesse vuote: solo affermazioni chiare.

X - COMMUNITY: la più vasta rete di snowpark al mondo
Gli snowpark più belli, le costruzioni più emozionanti, le performance più spettacolari, le esperienze più divertenti: la community Prinoth di snowpark è come una grande famiglia che cresce sempre di più! Si chiama  X-Community ecomprende professionisti esperti, dotati sia di un sesto senso per le esigenze degli atleti professionisti e amatoriali sia delle conoscenze tecniche necessarie.
I veicoli Bison X e  Leitwolf X sono stati concepiti specificamente per gli snowpark. Con il loro efficiente sistema di comando, i veicoli X Prinoth possono far fronte alle più elevate esigenze in termini di precisione nella preparazione della neve: un controllo joystick-in-joystick, in combinazione con un sistema idraulico multifunzione, consente il comando contemporaneo di tutte le funzioni importanti. Grazie alla maggiore libertà di manovra di lama e fresa e all’elevata manovrabilità e precisione delle macchine, è possibile costruire le features con grande efficienza ottenendo parchi di massima qualità. Durante la progettazione dei parchi e dei terreni vengono raccolti dati in 3D, che vengono poi adattati a ogni comprensorio sciistico e alle esigenze del cliente. Tali dati possono essere facilmente riversati nel sistema di misurazione della neve di Prinoth/Leica Geosystems. I conducenti di battipista possono così visualizzare i dati direttamente sul display installato nel veicolo, risparmiando tempo e denaro e garantendo inoltre precisione ed efficienza nella costruzione e manutenzione quotidiana del parco. Un vantaggio unico nell’intero settore!Per la gestione ottimale di una risorsa come la neve, i veicoli Prinoth possono essere equipaggiati con il sistema digitale di misurazione dell’altezza del manto nevoso di Leica Geosystems. In tal modo il conducente può visualizzare sul monitor installato a bordo l'esatta altezza del manto nevoso nonché il profilo del terreno in tempo reale.

I CINGOLI:  veri guerrieri sul fronte della neve
I cingoli Prinoth non hanno eguali al mondo: offrono la gamma più completa e collaudata di tutto il settore e possibilità di impiego illimitate su tutta la linea! Prinoth è sinonimo di pista perfetta: per ottenere ciò servono strumenti di lavoro eccellenti con cingoli altrettanto eccellenti per le condizioni di neve più diverse. I cingoli Prinoth sono un grande classico, i più usati e affidabili sul mercato internazionale.  Si prestano particolarmente alle condizioni più difficili, pur essendo al contempo i più longevi e di più facile manutenzione. I cingoli in acciaio sono dei talenti a tutto tondo e vengono offerti con profilo aperto e chiuso, a seconda delle speciali esigenze in termini di trazione. La cerniera nastri cingolo a sovrapposizione, inoltre, agevola l'utilizzo e rende la manutenzione dei cingoli ancora più semplice.
I longevi e versatili cingoli in alluminio Prinoth sono la soluzione ideale per la neve farinosa. Si distinguono per elevata arrampicabilità e manovrabilità. Anche in questo caso la cerniera nastri cingolo a sovrapposizione semplifica l'utilizzo e agevola i lavori di manutenzione. Nella gamma Prinoth non mancano i cingoli «4 stagioni» che, rispettosi del suolo, sono particolarmente adatti in caso di ridotte quantità di neve. Utilizzabili in qualsiasi stagione, sono ideali anche per il trasporto di persone o materiali, in particolare nelle aree in cui il veicolo deve spesso attraversare la strada.
Oltre ai cingoli in acciaio, in alluminio e i «4 stagioni», anche i cingoli Gamskette offrono vantaggi speciali. Questi cingoli si distinguono per elevata arrampicabilità e massima manovrabilità, oltre a convincere grazie alla loro longevità ed efficienza. Grazie alla cerniera nastri cingolo a sovrapposizione, anche questi soddisfano i fondamentali criteri Prinoth: facile utilizzo e ridotti lavori di manutenzione. Così tante caratteristiche positive non rimangono inosservate. Per questo i cingoli Prinoth rappresentano la soluzione più utilizzata e affidabile nel mercato internazionale. Così questa vasta offerta diventa la prima scelta per tutti coloro che vogliono solo il meglio in pista.

SNOW HOW: tecnologia ai massimi livelli per una gestione efficiente dei «gatti»
Grazie al vantaggio tecnologico di Prinoth, i gestori dei comprensori sciistici e i conducenti dei battipista possono concentrarsi completamente su ciò che conta davvero. Efficienza sulle piste, massime prestazioni e utilizzo ottimale delle condizioni della neve. Il software SnowHow comprende il sistema di misurazione dell’altezza della neve di Leica Geosystems e il nuovo software di Prinoth per la gestione della flotta. Queste innovative soluzioni software permettono un risparmio fino al 20% dei costi e un aumento dell’efficienza fino al 15%.
Misurazione altezza neve: grazie al moderno sistema di misurazione dell’altezza del manto nevoso, la cabina di guida dei battipista Prinoth diventa una centrale di comando esclusiva. Già nella fase di sviluppo l’attenzione è stata focalizzata sul collaudo da parte di conducenti nei comprensori sciistici di numerosi paesi, nonché sulla cooperazione con i migliori partner in termini tecnologici. Così Prinoth, in collaborazione con Leica Geosystems, offre il sistema di misurazione del manto nevoso più preciso al mondo. A tal fine, l'azienda lavora a stretto contatto con i clienti per sviluppare il programma e migliorarlo. Nasce così una tecnologia di ultima generazione che non soltanto fornisce valori precisi e completi per una maggiore produttività, ma è anche facile e intuitiva da utilizzare. Questa vicinanza alle persone che lavorano quotidianamente in pista garantisce il giusto focus. Prinoth si basa su programmi ben concepiti che tengono testa alle particolari condizioni di lavoro in montagna e ottimizzano la gestione della flotta nel suo complesso, facendo segno su tre aspetti: la minimizzazione dei costi, l’efficienza delle operazioni di lavoro e l'elevata qualità della gestione della neve. 
Il sistema di «fleet management» globale di Prinoth è un sistema di localizzazione e trasmissione dei dati per battipista di qualsiasi marca e per l'intero parco veicoli di un impianto sciistico. La nuova dimensione nella preparazione delle piste e nella gestione della neve si basa sulla massima qualità dei dati. Le informazioni relative ai movimenti della neve, l’efficienza del veicolo, il consumo di carburante e molto altro, indicate direttamente sullo schermo e che possono essere trasmesse in formato digitale, permettono un risparmio dei costi del 20% e un aumento dell’efficienza fino al 15%. L’innovativo SnowHow di Prinoth è il software che entusiasma e che convince dove conta davvero: nei lavori quotidiani in pista, a prescindere dalle condizioni. Con un’unica interfaccia utente, è possibile visualizzare a proprio piacimento la misurazione dell’altezza della neve, il fleet management e gli impianti di innevamento. Così la gestione delle piste giunge in una nuova era digitale.

TRAINING: formazione d’eccellenza per i conducenti professionali
La sfida per i comprensori sciistici diventa sempre più grande. I costi continuano ad aumentare ma non possono essere trasferiti al cliente in egual misura. In questo contesto è fondamentale un uso efficiente dei battipista. E proprio per questo uso Prinoth ha sviluppato un concetto di formazione e training che non potrebbe essere più personalizzato. Non importa dove, la pista perfetta risulta dall’interazione tra uomo e macchina. Il training teorico e pratico per conducenti Prinoth spiega le funzioni più avanzate delle macchine high-tech e dimostra il loro potenziale sul posto. Le esigenze del cliente sono sempre al primo posto: La formazione viene adeguata al grado di conoscenza del conducente, ai requisiti del comprensorio sciistico e al veicolo disponibile, indipendentemente dal tipo di veicolo e dal suo costruttore. Le funzioni della macchina, le particolarità del terreno e le diverse condizioni della neve vengono spiegate e testate insieme. Che si tratti di formazione di base o avanzata, il corso tenuto dal nostro esperto team di formazione Prinoth ottimizza l’impiego di conducenti e veicoli, anche in fatto di sostenibilità e sicurezza sulla pista. La formazione si concentra su:
• know-how: uso e manutenzione
• speciali caratteristiche tecniche: suggerimenti e trucchi
• ottimizzazione dei processi lavorativi: incremento dell’efficienza e dell’efficacia
• tutela dell’uomo e dell’ambiente: sicurezza e sostenibilità
Con oltre 50 anni di esperienza nella preparazione di piste, costruzione di park in occasione di numerose manifestazioni agonistiche e grandi eventi, il team di training Prinoth garantisce un trasferimento ottimale di conoscenze e abilità ai conducenti per una perfetta realizzazione di qualsiasi pista, in modo personalizzato, intensivo e competente.

Il vostro referente: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Created: Giovedì, 17 Maggio 2018 12:25
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
 

Andre Huter, proprietario Mount St. Louis Moonstone, Canada
«Abbiamo acquisito SNOWsat per la stagione 2017/2018. Quello che mi piace particolarmente di SNOWsat è che creiamo una traccia migliore e sono più efficienti. Una situazione "win-win" vantaggiosa per i nostri clienti e la nostra organizzazione!»

Grazie alla nuova applicazione «ToDo», il sistema satellitare di gestione della flotta e della misurazione della neve in dotazione ai PistenBully si è arricchito di una utilissima funzione con la quale squadre di soccorso o responsabili piste possono prendere nota direttamente delle mansioni quotidiane nel comprensorio sciistico, associarvi data e ora e creare un ordine di lavoro abbinato ad un preciso operatore o ad una certa macchina. Senza dimenticare nulla ed eseguendo puntualmente ogni lavoro. In più, ogni squadra, sa sempre di cosa deve occuparsi

La tempesta della notte passata ha spazzato via alcuni recinti. In alto, sotto la vetta, la pista è molto gelata. E, mentre saliva con la seggiovia, il responsabile piste ha appena visto uno sciatore andare a sbattere contro un segnale a bordo pista. Nessun problema. Smartphone alla mano, prende nota anche di questo lavoro sul suo cellulare, dove sono già registrate anche tutte le altre «cosucce» da sbrigare nell'arco della giornata. Se possibile, inserisce subito anche chi e quando deve eseguire il lavoro. E prende nota dell'ubicazione, come nel caso del tappeto di protezione scivolato via dal cannone da neve n. 76. Ha giustappunto avvertito un maestro di sci del pericolo. I suoi colleghi addetti al controllo delle piste e il responsabile innevamento fanno lo stesso. Tutti quanti girano tutto il giorno per il comprensorio sciistico e scoprono in continuazione che c'è qualcosa da riparare, spostare o montare.  Non appena un operatore avvia il suo PistenBully, o quando entra nella zona coperta dal WiFi, il server trasmette automaticamente al veicolo le sue mansioni. Gli operatori possono così eseguire puntualmente i compiti assegnati. È finita l'era dei foglietti o dei «qui c'era ancora qualcosa da fare, ma cosa?»: tutte le mansioni sono visualizzabili a bordo-veicolo, incluso il loro stato attuale. La funzione è particolarmente utile quando si lavora su due turni, perché non c'è più bisogno di perdere tempo col passaggio di consegne. Il secondo operatore vede subito quali sono gli incarichi assegnati al suo PistenBully e se sono già stati eseguiti o meno. Così, non appena ha finito di ricoprire di neve fresca e di preparare il punto gelato in vetta, mette un segno di spunta. Il suo capo, in ufficio, vede che il pericolo è scongiurato. Nel frattempo l'innevatore avvisa direttamente via smartphone, non appena ha finito di fissare di nuovo il tappeto sul cannone da neve.  Con «ToDo», SNOWsat offre a tutti uno strumento semplice di grande effetto. Tutti sono informati. Tutti sono aggiornati nello stesso momento. Grazie al login personale, ogni operatore sa esattamente quali sono gli incarichi che gli competono, o che competono a un determinato veicolo (ad esempio lo spostamento di alcuni elementi del park) indipendentemente da chi oggi manovra quella macchina.  In base alle condizioni meteo vengono mostrati gli «Standard Tasks»: in realtà tutti sanno cosa c'è da fare dopo una forte nevicata, ma adesso i lavori vengono visualizzati a tutti gli operatori e non si corre più il rischio di perdere un pezzo per strada, soprattutto quando si lavora a ritmo frenetico.  SNOWsat ToDo semplifica e rende perfetta la comunicazione nel comprensorio sciistico. Capirsi meglio significa poter pianificare meglio e contribuire in forte misura ad una maggiore efficienza e ad una preparazione impeccabile della pista.

www.pistenbully.it