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binda

Gender: Male
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Created: Lunedì, 14 Maggio 2018 09:19
Category: Portfolio
Tags: Attrezzature ludiche, Fiere Chiusura Stagione 2018
 

Soluzioni sempre nuove con l'«amica plastica»

L’azienda di Nembro, leader a livello internazionale nel settore delle piste sintetiche, continua a perfezionare una vasta gamma di prodotti ideali per le stazioni sciistiche. Tra questi l’«Np70», progettato per risolvere il problema del consumo di neve nelle aree di imbarco e sbarco degli impianti, e «Snowtubes», garanzia di divertimento per tutte le stagioni dell’anno


 

Per Neveplast, l’azienda bergamasca fondata da Aldo Bertocchi ed oggi guidata dal figlio minore Niccolò dopo la scomparsa prematura del primogenito Edoardo nel 2017, il bilancio della stagione invernale 2017/2018 si è chiuso con un risultato positivo che ha confermato il trend costante di crescita degli ultimi anni. È stato grande il successo di due dei prodotti «core businnnes» riservati, in inverno, principalmente alle stazioni sciistiche: Np70 e Snowtubes. Questi prodotti sono ormai conosciuti sia in Italia che all’ estero ma per essere sempre competitivi sul mercato sono costantemente oggetto di aggiornamenti, studi e ricerca per trovare soluzioni sempre più funzionali ed accattivanti. Massima attenzione allora ai miglioramenti tecnici ma anche all’aspetto estetico per incontrare il pieno gradimento dei nostri clienti. Via libera quindi alle personalizzazioni in termine di design degli snowtubes ma non solo. Neveplast Np70 offre una ricca gamma di colori per accontentare le esigenze di tutti coloro (e sono stati tanti) che hanno scelto Neveplast per la stagione autunnale e invernale. In crescita anche il numero degli impianti Tubby che non viene più solo visto come prettamente estivo ma viene interpretato come una soluzione ottimale da utilizzare tutto il tempo dell’anno. La ricerca e lo sviluppo sono sempre stati una prerogativa imprescindibile della filosofia aziendale di Neveplast. Da 20 anni, ovvero da quando Neveplast è nata, l’azienda ha investito molto nella ricerca e nell’ innovazione per anticipare e creare nuove applicazioni. Ora è tra le aziende leader a livello mondiale ma non abbassa mai la guardia, continuando ad apportare miglioramenti tecnici ai prodotti. Le principali novità di Neveplast presentate alle fiere riguardano appunto miglioramenti tecnici del materiale, sia in termine di qualità e di durata con l’obbiettivo di proporre un prodotto sempre più durevole, indistruttibile e soprattutto funzionale. Neveplast ha partecipato sia alla fiera Prowinter di Bolzano che al Mountain Planet di Grenoble. A Bolzano Neveplast ha prevalentemente incontrato managers e gestori che sono già in possesso di impianti e strutture Neveplast ma che sono interessati all’ampliamento e alla fornitura di materiale di consumo. A Grenoble l’utenza è principalmente internazionale seppure non sia mancata una discreta affluenza dalle Alpi Centrali e Orientali. Si è discusso con i clienti sia di progetti di ampliamento di impianti esistenti così come di nuovi progetti a breve, medio e lungo termine. Progetti inerenti sia alle piste per lo sci alpino e nordico cosi come attività ludiche quali il Tubby e lo Skiddy. Le due fiere sono comunque servite per l’azienda bergamasca a confermare che il mercato è in crescita e le richieste sono in aumento sia per i prodotti inerenti lo sport (ovvero il Neveplast Np30, Np50 e Np70) ma anche le attività ludiche quali il Tubby e lo Skiddy. Niccolò Bertocchi e i suoi collaboratori sono convinti che il mercato offra promettenti prospettive e che, sia per il 2018 che per il 2019, si possano annunciare importanti progetti.
www.neveplast.it

Created: Lunedì, 14 Maggio 2018 09:19
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve, Fiere Chiusura Stagione 2018
 

Il piacere dell'innovazione, la certezza dei risultati

Il marchio di battipista del gruppo Leitner non ha mancato di essere protagonista al Mountain Planet di Grenoble con un stand sempre gremito di visitatori dove sono stati esposti i gioielli della sua produzione,  dal «leader» Leitwolf  al  Bison, all’Husky. Senza dimenticare «SnowHow», il software di gestione che garantisce precisione e risparmio nel lavoro di battitura delle piste

Nella vetrina di Mountian Planet a Grenoble, Prinoth ha presentato i suoi battipista, la più vasta gamma di cingoli e soluzioni software pionieristiche per alleggerire il lavoro in pista. I battipista e i veicoli cingolati multiuso del marchio Prinoth si impongono per massima produttività, sostenibilità, efficienza e un design solido. Con il Leitwolf, il  marchio leader di innovazione e tecnologia dispone del miglior battipista al mondo. Il Leitwolf non ha rivali tra i battipista: il suo collaudato motore diesel a sei cilindri MTU assicura 530 CV (390 kW) e 2.460 Nm di coppia, garantendo forza, sicurezza e massima efficienza anche in condizioni estreme. Grazie ai cingoli di 4,5 metri di larghezza che offrono un’elevata superficie di appoggio, il Leitwolf garantisce le massime prestazioni in termini di resa di superficie battuta e arrampicabilità. Il Leitwolf X è la versione del Leitwolf pensata apposta per i park, caratterizzata da una maggiore area di movimento di lama e fresa. Grazie alla possibilità di regolare la superficie di appoggio, Leitwolf e Leitwolf X garantiscono risparmio di tempo, massima resa di superficie battuta e consumi ridotti: un combinato di potenza e sostenibilità, conforme alla nuova normativa sui gas di scarico «Stage IV/Tier 4 final». Prinoth punta su tecnologie collaudate per offrire a ogni cliente autentici vantaggi e agevolarne il lavoro. Solo Prinoth vanta il brevetto per lo spostamento parallelo della fresa, nonché un sedile centrale unico nel suo genere per una visuale perfetta. La fresa Power e il verricello Automatic, ovviamente con regolazione automatica della forza di trazione del verricello e rotazione illimitata a 360°, sono solo alcuni esempi che rendono Prinoth la scelta ideale.  Per funslope, snowpark, piste di cross o piste il modello Bison può fare davvero tutto, grazie alla sua ottima manovrabilità, con una lunghezza totale di 8.848 mm e una larghezza di lavoro di 4.216 mm, e al potente motore Caterpillar C9.3 da 406 CV (298 kW) e 1.726 Nm di coppia. Caratterizzato da dimensioni e prestazioni ottimizzate per la realizzazione e la costruzione di snowpark, il Bison è conforme alla nuova normativa sui gas di scarico «Stage IV/Tier 4 final», e garantisce consumi ridotti, massima flessibilità e forza di spinta. Nel Bison X l’estrema manovrabilità di lama e fresa, ottimizzate per l’applicazione park, l’innovativa lama per i park con i frantuma-ghiaccio e le dotazioni speciali come inclinometro, distanziometro, DAB radio e Bluetooth permettono di costruire park, jump, step, pipe, line sempre perfetti! Per Prinoth è importante non solo la precisione del lavoro, ma anche la sicurezza e il comfort; per questo il sedile di guida è posizionato centralmente nella cabina di guida del Bison / Bison X in modo da garantire massima visibilità durante le operazioni. Completano la dotazione di guida la tecnologia Sliding Seat, il joystick multifunzione e il display a colori digitale da 8,4". Comodo, preciso, sicuro: il BISON offre le migliori condizioni per progettare con creatività park e piste perfette. Il Bison X, con Leitwolf X compone la Prinoth X Community, la rete più ampia del mondo di costruttori e designer di snowpark nella quale know how e precisione nell'implementazione svolgono un ruolo estremamente importante È solo grazie all'intesa tra uomo e macchina che si ottiene lo snowpark perfetto e Prinoth si avvale di partnership consolidate con esperti del settore. Husky, il «piccolino», eclettico, agile ed efficiente, ha una larghezza di lavoro di 5110 mm x 2445 mm x 2655 mm e un motore a 4 cilindri da 231 CV (170 kW) e 900 Nm di coppia fanno di HUSKY un concentrato di potenza estremamente flessibile. Conforme alla nuova normativa sui gas di scarico «Stage IV / Tier 4 final» garantisce ridotte emissioni che, unite ad un’eccezionale manovrabilità, lo rendono perfetto sia per i piccoli comprensori sciistici che per l’impiego indoor, oltre che per la preparazione di piste da fondo e per motoslitta. Ma non solo: l’Husky è perfetto anche per il trasporto di materiale e persone su qualsiasi terreno. E poi c’è da parlare dei cingoli  Prinoth che non hanno eguali nel mondo: offrono una gamma completa e collaudata di cingoli in tutto il settore e possibilità di impiego illimitate su tutta la linea! Prinoth è sinonimo di pista perfetta - per ottenere ciò servono strumenti di lavoro eccellenti con cingoli altrettanto eccellenti per le condizioni di neve più diverse. I cingoli Prinoth sono i più usati e affidabili sul mercato internazionale. Come sempre più affidabile e urtilizzato è il software SnowHow di Prinoth che comprende il sistema di misurazione dell’altezza della neve di Leica Geosystems e il nuovo software di di «fleet management». Tutte le informazioni che possono essere trasmesse in formato digitale, come i movimenti della neve, l’efficienza del veicolo, il consumo di carburante e molto altro, possono essere visualizzate su un'unica piattaforma molto intuitiva. Grazie a un software compatibile, è possibile disporre anche di un’interfaccia per gli innevatori artificiali.
www.prinoth.com

Created: Lunedì, 14 Maggio 2018 09:19
Category: Portfolio
Tags: Innevamento Programmato, Fiere Chiusura Stagione 2018

A Grenoble il gran finale della stagione dei record

Durante le giornate della fiera francese, l’azienda di Bolzano leader nel settore dell’innevamento programmato ha tirato le somme dell’inverno che ha chiuso i conti del 2017 facendo registrare numeri in costante crescita nelle vendite di generatori e confermando, con il ruolo di protagonista nei grandi eventi dell’agonismo, il credito conquistato a livello internazionale

Un'accurata pianificazione consente di aprire i comprensori sciistici in tutta sicurezza, oltre a risparmiare risorse grazie ad un utilizzo più efficiente dell'impianto di innevamento. Solo le stazioni sciistiche con impianti di innevamento ben programmati ed efficienti hanno difatti potuto offrire ai propri clienti piste da sci impeccabili.  Già alla fine del 2017, Technoalpin ha stabilito un record di produzione: nella sede centrale di Bolzano l’azienda è arrivata a produrre la macchina a ventola n. 3.000. A fine dicembre questa particolare macchina, un TR8 con una copertura color oro, è stata consegnata agli impianti sciistici di Colfosco. In totale, nel 2017 Technoalpin ha prodotto 7.000 generatori di neve: il numero più alto di sempre.  Nella stagione invernale 2017/2018 sono stati disputati diversi eventi sportivi su neve Technoalpin, tra cui la Coppa del Mondo di Sci a Dresda (Germania) e la Coppa del Mondo di Slopestyle sull'Alpe di Siusi, entrambe organizzate dalla FIS (Federazione Internazionale Sci). L’evento più importante sono state le Olimpiadi invernali del 2018 a Pyeongchang, in Corea del Sud, anch’esse un grande successo per l’azienda: l'80% delle gare si è infatti disputato su neve Technoalpin.  Poiché in Corea del Sud non sono stati organizzati molti eventi sportivi invernali di grandi dimensioni, la Provincia di Gangwon era alla ricerca di un partner con consolidata esperienza e conoscenza delle caratteristiche del territorio. «Dal 1992 questa è già la sesta Olimpiade invernale a svolgersi prevalentemente su neve Technoalpin - afferma Michael Mayr, Area Manager settore Asia - Si tratta di progetti che permettono di rinnovare la promessa dell'azienda di fornire condizioni di neve ottimali. La rinnovata fiducia in Technoalpin in occasione dei Giochi Olimpici Invernali è sinonimo di sicurezza per gli organizzatori di tutto il mondo e crea, soprattutto nei mercati al di fuori della regione alpina, nuove opportunità di cooperazione e nuovi progetti».
Anche durante la fiera MountainPlanet, il team di Technoalpin era presente per confrontarsi con i propri clienti e presentare le novità e i prodotti di punta. La fiera di Grenoble è stata un grande successo con molti visitatori provenienti da 50 Paesi. Technoalpin si è detta soddisfatta dell’affluenza al suo stand durante l’evento. Il team di vendita di Technoalpin ha avuto l'opportunità di incontrare e confrontarsi con molti clienti consolidati e potenziali, provenienti sia da mercati europei che internazionali ed emergenti, nel settore sciistico. I numerosi visitatori hanno inoltre mostrato grande interesse per i prodotti e le soluzioni di Technoalpin presentati durante la fiera: dalla macchina a ventola TR8 passando per la lancia TL6 e il generatore Snowfactory, fino all'ultima versione dell'applicazione mobile ATASSplus!
www.technoalpin.com

Created: Lunedì, 14 Maggio 2018 09:19
Category: Portfolio
Tags: Servizi alla clientela, Fiere Chiusura Stagione 2018
 

Avanti tutta verso «il noleggio del futuro»

Presente alla fiera Prowinter di Bolzano e all’ISPO di Monaco, l’azienda austriaca di Ried im Innkreis rappresentata in Italia dalla filiale guidata da Christian Thaler ha presentato numerose innovazioni nel «sistema di accoglienza» dello sciatore

Il 2017 è stato il terzo anno consecutivo da record per Wintersteiger Italia ed anche per la casa madre Wintersteiger AG. Gli sviluppi dei nuovi macchinari automatizzati per la preparazione e la manutenzione degli sci Mercury, Discovery e soprattutto il nuovo Scout hanno dato forti impulsi nelle vendite. Anche il settore rental, grazie al software Easyrent da ai sistemi di noleggio e deposito Easystore, sono cresciuti in modo importante negli ultimi tre anni.  Nel 2017 è stato presentato il nuovo robot di entrata Scout, il più piccolo della linea di macchina automatizzate di Wintersteiger che ha riscosso da subito un grosso successo sul mercato. Soprattutto in Italia questo robot di dimensioni compatte ma molto tecnologico, destinato ad una categoria di clienti che vuole approcciarsi all’automazione, è stato accettato positivamente dal mercato.  Il consenso per questa nuova macchina e per l’intera produzione Wintersteiger è stata espressa dagli addetti ai lavori alle fiere a cui il marchio austriaco partecipa tutti gli anni ; tra queste l’Ispo di Monaco e le fiere nazionali di settore come Prowinter a Bolzano dove Wintersteiger ha presentato tutti i suoi prodotti in uno stand di 380 m². In queste fiere è stata presentata anche la novità mondiale assoluta che va sotto il titolo de «Il noleggio del futuro». Dopo diversi anni di studio sui processi di noleggio, Wintersteiger ha integrato nel percorso che deve fare lo sciatore per noleggiare i propri sci, un sistema di scannerizzazione in 3D del piede che permette di rilevare con precisione assoluta le dimensioni e volumetria del piede. Ciò permette all’operatore di dare con massima certezza al cliente lo scarpone più adatto al suo piede evitando molti minuti (e molti modelli) di prova prima di arrivare alla scelta giusta. Dopo avere scelto lo scarpone, il cliente lo potrà calzare e non dovrà più sfilarlo per la regolazione dell’attacco. ma potrà tenere gli scarponi ai piedi in quanto con una dima automatica «Sizefit» che va a misura, l’operatore può effettuare la regolazione. Due passaggi fondamentali delle operazioni di noleggio sono stati automatizzati e velocizzati importantemente. L’interesse da parte dei nostri clienti, per questo nuovo concetto, è stato molto forte. In generale il mercato del noleggio, laboratorio e deposito sci è ancora in crescita, anche se non con tassi così importanti come negli anni passati. Stanno crescendo anche i noleggi sci in città, soprattutto per il noleggio stagionale. La neve e le buone condizioni dell’ultima stagione hanno sicuramente influito tantissimo sul business dei clienti Wintersteiger che, in generale, hanno chiuso l’inverno 2017/18 con ottimi risultati.
www.wintersteiger.com

Created: Lunedì, 14 Maggio 2018 09:19
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve, Fiere Chiusura Stagione 2018
 

Tecnologia e alte prestazioni per tutte le sfide sulla neve

La gamma di motoslitte utility e leisure della Casa giapponese è stata progettata e prodotta per rispondere a tutte le esigenze di chi pratica in inverno le più varie attività, dalle più impegnative prestazioni di servizio alle missioni di soccorso, dal trasporto al piacere delle escursioni motorizzate in neve fresca

Per la grande Casa giapponese il business che ruota intorno al «mondo neve», come risaputo, rimane di per sé imprevedibile per via della stagionalità corta e della variabile meteo. Tuttavia la stagione 2017/2018 appena conclusa è stata positiva. La presenza prolungata della neve nelle aree dei vari comprensori sciistici ha permesso buoni risultati dal punto di vista commerciale sia per i mezzi utility sia per quelli leisure. Il modello Viking II Eps ad iniezione ha confermato la sua forte presenza nel mercato dei mezzi utility offrendo confort e affidabilità ai massimi livelli. Si tratta di un modello carismatico, noto per le prestazioni e il comfort di riferimento, che adotta l'Electric Power Steering e ricalibra la geometria delle sospensioni anteriori, confermandosi come la migliore motoslitta utility al mondo. Il motore da 1049 cc con iniezione elettronica, con coppia e potenza da vendere, è abbinato a uno speciale setting della trasmissione per una marcia fluida, trasporti facili e una spinta che sembra non finire mai. La configurazione unica di motore e airbox ha consentito di disegnare l'intera motoslitta, dal cofano anteriore alla sella, fino al serbatoio e al parabrezza, rispettando l'ergonomia e il comfort del pilota. Inoltre il rinvigorimento della gamma Sidewinder, grazie al modello M-TX 162, l’ammiraglia del segmento Mountain, dalle grandi prestazioni e massimo divertimento in sella, ha riscosso grande successo fra i clienti più sportivi. Questa motoslitta muscolosa, forte sulla neve fresca è fatta della materia dei sogni per chi ama la guida sulla neve. Il vertice reale della tecnologia delle motoslitte, in una confezione mozzafiato che regala prestazioni eccezionali. L'ammiraglia della gamma SideWinder non è solo apparenza, ma mantiene davvero le promesse, col rivoluzionario motore turbo Genesis 190 da 998 cc che eroga valanghe di coppia e potenza. Le prestazioni d'eccellenza, perfettamente accoppiate con il telaio Mountain, le sospensioni, gli sci e il cingolo, danno come risultato un mezzo impressionante, tutto da godere.
Con proposte come queste, ispirate all’avanzamento tecnologico e all’affidabilità, l’andamento del mercato Snowmobile 2017/2018 per Yamaha è stato positivo grazie alla stagione «lunga» e al meteo favorevole con abbondanti nevicate. Il buon risultato stagionale è stato possibile anche grazie all’esperienza dei nostri concessionari presenti nel territorio e al sentiment dei nostri clienti affezionati. «Possiamo quindi affermare – dicono i dirigenti -  che stiamo vivendo un momento di crescita generale sia per gli operatori del settore sia per tutto l’indotto che ne ruota attorno». Yamaha crede in questo mercato e per questo per la stagione 2018/2019 sono previste importanti novità…
www.yamaha-motor.it

Created: Lunedì, 14 Maggio 2018 09:16
Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni
 

Dal 18 al 20 aprile, presso il grande complesso fieristico Alpexpo di Grenoble, si è svolta la 23a edizione della rassegna espositiva di respiro internazionale che ogni due anni si pone come occasione ideale di incontro, di scambio commerciale e di affari per gli operatori del turismo montano di tutto il mondo. Quest’anno il programma fieristico è stato arricchito dalla presentazione del «Rapporto Internazionale sul Turismo della Neve e della Montagna» redatto Laurent Vanat, esperto svizzero di turismo invernale che ha monitorato e analizzato i dati statistici di oltre 2000 stazioni sciistiche presenti in 67 Paesi del mondo

Dal 18 al 20 aprile l’universo imprenditoriale che ha nella montagna invernale ed estiva il suo spazio ideale e il suo privilegiato «campo di lavoro», si è ritrovato a Grenoble per animare la 23a edizione di Mountain Planet. E si è trovato come sempre… molto comodo perché il vasto padiglione destinato all’evento da Alpexpo è quanto di più funzionale, agevole e ospitale ci si possa aspettare da una fiera di settore, con una disposizione degli stands estremamente razionale e «leggibile», tutti sullo stesso piano e tutti facilmente raggiungibili tra ampi corridoi che consentono un flusso non caotico dei visitatori. I numeri dicono che anche l’edizione di quest’anno della fiera francese ha ribadito una massiccia partecipazione con circa 20 mila visitatori professionali provenienti da oltre 60 Paesi. Circa 900 gli espositori e i marchi presenti su una superficie espositiva di 42.000 m2 per un evento che divide con Interalpin di Innsbruck il ruolo di massima vetrina internazionale per il mondo imprenditoriale legato  alla montagna ed al turismo ad essa collegato. Per i «padroni di casa» Maountain Planet è anche l’occasione per sottolineare il rilievo che le attività imprenditoriali in  montagna hanno nell’economia nazionale. Nella sola Francia, che può contare su un territorio in zona di montagna di ben il 23%, l’attività economica legata alla montagna è antica e molto importante . Le stazioni sciistiche francesi rappresentano in inverno un mercato stimato in 9 miliardi per 10 milioni di turisti e 51,1 milioni di giornate per sciatori nel 2016/2017. L’occupazione turistica invernale in tutte le località è stimata in 120.000 persone (Fonte: Domaines Skiables de France). E, più in generale, tra i settori di attività presenti a Mountain Planet, quello del trasporto a fune (funivie, cabinovie, seggiovie ...) rappresenta un mercato globale stimato a  oltre 1.500 miliardi di euro, un dato che dovrebbe più che raddoppiare entro il 2024 per raggiungere 3,6 miliardi di euro secondo la società di ricerca Persistence Market Research Pvt. Ltd di New York. Sullo sfondo di queste cifre che danno la dimensione dell’importanza economica del settore, i più importanti operatori internazionali della pianificazione e dell’industria della montagna hanno potuto condividere le migliori esperienze delle stazioni sciistiche di tutto il mondo, per confrontare i loro punti di vista e le loro competenze, per scoprire le ultime innovazioni mondiali in materia di pianificazione e ambiente, impianti di risalita, sicurezza, software, servizi... Mountain Planet anche quest’anno ha presentato le ultime novità e le più importanti innovazioni dell’industria legata alla montagna, oltre a decifrare quelle che saranno le tendenze evolutive del turismo montano di domani. L’evento fieristico di Grenoble è stato creato nel 1974 come SAM («Salon de l’Aménagement en Montagne») ed è sempre stato un punto di riferimento nel rapporto tra uomo e montagna. Da allora ogni due anni (negli anni pari e con la nuova denominazione di Mountain Planet) il salone di Grenoble riunisce i professionisti della montagna  invernale ed estiva ma anche gli organizzatori dei «reliefs urbains», accomunati dal trasporto a fune in particolare, attorno ad una importante esposizione che offre in più conferenze, dibattiti e l’opportunità di contatti e incontri. La fiera è supportata da importanti partners ed è patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri e dello Sviluppo Internazionale, dal Ministero della casa dell’uguaglianza territoriale edell’agricoltura, dal Ministero dell’educazione, dell’insegnamento superiore e la ricerca. Durante le giornate della fiera si si sono organizzate conferenze, workshop, incontri B2B, premiazioni, visite dei siti produttivi della zona insieme a tutti i partner e agli operatori principali del mercato. Quest’anno un protagonista di primo piano della 23a edizione della fiera è stato il consulente svizzero Laurent Vanat che monitora e analizza da ormai 10 anni il mercato mondiale dello sci e della montagna pubblicando annualmente il suo «Rapporto Internazionale sul Turismo della Neve e della Montagna». Accreditato in ambito internazionale, il rapporto annuale di Vanat  identifica e analizza i dati di oltre 2000 stazioni sciistiche presenti in 67 Paesi di tutto il mondo. Fatti, cifre, investimenti, frequentazioni, tendenze, innevamento: il rapporto esamina e descrive l’industria dello sci, della neve, della montagna e la sua evoluzione. Contiene informazioni su tutte le destinazioni delle Alpi o del Nord America, i nuovi arrivati, come la Cina, o i meno noti, come l’India e la Turchia. Ogni anno mette in evidenza la situazione, le tendenze evolutive e le potenzialità del mercato dello sci per assistere gli operatori internazionali nel settore del Turismo della Neve e della Montagna nel rispondere alle sfide importanti che li attendono. Vanat, durante la seguitissima conferenza che ha tenuto nel pomeriggio della giornata di apertura della fiera, ha evidenziato «una rivoluzione nel modello di business tradizionale dello sci e il salto di qualità delle stazioni sciistiche cinesi». La Cina ospiterà le Olimpiadi invernali del 2022  con l’impegno di un budget stimato a 3,6 miliardi di dollari e Mountain Planet è stata per i nuovi manager arrivati da quel pianeta un’occasione senza eguali di incontrare in un solo luogo i grandi nomi e i grandi marchi della gestione della montagna. E d’altro canto è stata una fortuna per gli espositori di Mountain Planet poterli contattare pensando che quel grande Paese prevede circa 300 milioni di nuovi praticanti di sport invernali da qui al 2022! Alla Cina, protagonista del futuro del mondo anche per quanto riguarda il turismo invernale, Vanat ha dedicato parte del suo rapporto internazionale.
www.mountain-planet.com

Created: Lunedì, 14 Maggio 2018 08:56
Category: Portfolio
Tags: Servizi alla clientela
 

 

Il «laboratorio di ricerca» attivato da Prowinter e coordinato da Alfredo Tradati ha organizzato durante le giornate della fiera di Bolzano il «1° Ski Rental Summit», un convegno dove per la prima volta si è  presentato un censimento ragionato dell’attività che sta cambiando il mercato dell’attrezzatura tecnica per gli sport invernali, frutto di un’indagine compiuta tra gli oltre 800 noleggiatori che operano in Italia. Ne è emersa una articolata trattazione  che ha toccato le molte e diverse problematiche del settore e ha comunque messo in luce come il noleggio sia ormai diventato un comparto importante non soltanto sul piano commerciale ma anche quale componente sempre più rilevante e qualificante nel sistema di accoglienza delle località turistiche invernali

Alfredo Tradati
Andrea Macchiavelli
Andrea Formento
Gerhard Gostner
Simone Patat

Il noleggio, questo sconosciuto? Si può dire, perché il fenomeno che da anni ormai sta cambiando il mercato dell’attrezzatura tecnica e il costume degli sciatori non è ancora stato messo perfettamente a fuoco, razionalizzato, compreso. È cresciuto spontaneisticamente sulle ceneri di depositi obsoleti stipati nei retrobottega dei negozi dove vecchie attrezzature venivano buone al massimo per qualche principiante,  maschio e femmina che fosse, per qualche bambino, per qualche «cannibale» occasionale arrivato sulla soglia della virata elementare. Lo sciatore evoluto, capace di curve condotte, scodinzoli e serpentine, non si sarebbe mai sognato di avere a che fare con quella roba di quart’ordine; lo sciatore evoluto  voleva i suoi sci, personali, gelosamente esclusivi, comperati nel negozio più attrezzato e competente della sua città o della località sciistica abituale.  Ebbene, il mondo sta cambiando, il rapporto di forze nel trade si sta ribaltando.  Sotto la spinta di pionieri intraprendenti come Erwin Stricker e il suo circuito «Rent & go», con il consenso delle stesse aziende che pensavano di intravedere un proficuo mercato parallelo, l’attività di noleggio si è progressivamente e costantemente qualificata e  perfezionata proponendo non più attrezzi mediocri non molto dissimili dalla spazzatura ma prodotti di qualità avanzata e d’alta gamma, delli di sci, scarponi e attacchi per praticanti esigenti dal buono e ottimo livello tecnico che hanno cominciato a fidarsi e poi a trovare quantomai comodo e funzionale noleggiare anziché acquistare per una serie di ragioni, non ultima quella economica.  Il fenomeno noleggio, in questa nuova dimensione diciamo «di qualità», è cresciuto enormemente negli ultimi vent’anni, in una specie di percorso sotterraneo disordinato e non regolamentato ma che ha comunque creato un mercato specifico sempre più vivo, nuovi attori e nuove professionalità, figure (i noleggiatori) che sono diventate parte integrante e non secondaria nel sistema di accoglienza di una località sciistica. Un fenomeno sempre più tangibile nei fatturati delle aziende ma anche nelle quote strappate alla vendita al dettaglio con ripercussioni da valutare in termini commerciali; un fenomeno sempre più «vero» ma fino ad oggi, incredibilmente, non ancora studiato, analizzato, soppesato nella sua reale dimensione  e nelle sue diverse e complesse implicazioni con un serio lavoro di indagine.

I numeri di un setto rein costante crescita
Finalmente si è cominciato a colmare la vistosa lacuna e a costruire una conoscenza ponderata del fenomeno grazie a Prowinter, la fiera di Bolzano nata nei primi anni Novanta proprio dalle ispirazioni di Erwin Stricker sul tema del noleggio,  che ha promosso Prowinter Lab, un «laboratorio di ricerca» affidato alla competenza e all’esperienza  di Alfredo Tradati, ex allenatore, giornalista, telecronista, poliedrico uomo di montagna, di neve e di sci con una carriera ricca di multiformi attività. Da Prowinter Lab è nato quest’anno il «1° Ski Rental Summit – Verso il noleggio responsabile»,  il primo convegno dedicato  allo studio dell’attività di noleggio  vista da diverse angolazioni e nelle sue diverse, complesse implicazioni.  Tradati, che ha condotto il convegno dentro una sala comprensibilmente strapiena di addetti ai lavori,  è partito dai dati raccolti con un suo lavoro di ricerca enorme, praticamente il primo vero tentativo di censimento svolto per cercare di fotografare la realtà del noleggio oggi in Italia.  Sono dati importanti, per quanto forzatamente incompleti, che riescono a dare comunque la portata di una realtà in tumultuosa crescita. Eccone alcuni significativi. Nella sua ricerca Tradati ha  censito 851 noleggi sparsi sul territorio nazionale; in questo numero sono comprese le tipologie più diverse di operatori, dai noleggiatori più grandi e attrezzati ai tabaccai  e cartolai dei paesi di montagna. 450 di questi sono stati contattati direttamente da Tradati e 341 hanno accettato di collaborare rispondendo alle sue domande. Il 43% di loro ha nel noleggio l’attività esclusiva, il 42% abbina il noleggio alla vendita al dettaglio, il 15% è composto da  scuole sci e da altri soggetti (compresi tabaccai e cartolai…). Sono 12 i marchi di sci trattati nel noleggio. Sui 177 mila paia di sci che si stima siano stati venduti in Italia lo scorso anno, la quota distribuita dal noleggio è stata pari all’11,4% se , come sostiene la FESI (Federation of the European Sporting Goods Industry), si valutano solo i modelli prodotti esclusivamente per questa destinazione specifica, ma arriva alle 100 mila paia e quindi supera il 50% se si considerano gli stessi sci di serie che vanno al retail e che sono la maggioranza. Sui circa cinque milioni di praticanti dello sci stimati in Italia (8% della popolazione), oltre 4 milioni sono coloro che si sono rivolti al noleggio, attività che occupa 1500 addetti su una superficie complessiva dedicata di 37.500 mq (media di 106 mq. a noleggio). Sono circa 118.000 le paia di sci attualmente disponibili per il noleggio (media 442 a noleggio) che vivono di turnover variabili (dai 3 ai 7 anni) ma con una alta percentuale elevata (27%) di ricambio annuale. Aumenta la qualità dei prodotti ma aumenta anche  il livello di competenza del personale addetto al noleggio: il 75% dei titolari di noleggio consultati dicono di fare formazione, tra questi il 22% ha parlato di una formazione «esterna», il 64% di una formazione «interna», vale a dire condotta sulla base dell’esperienza del titolare; solo il 14% ha affermato di non fare formazione. «Lo studio continua, si può e si deve continuare e approndire», ha detto Tradati dopo aver snocciolato i dati raccolti, consapevole che il campione su cui ha lavorato non è esaustivo, che le altre due tipologie fondamentali di attrezzatura (scarponi e attacchi) non hanno avuto la stessa attenzione degli sci, che insomma i margini di lavoro sono ancora ampi ma che l’importante è stato cominciare.  Ma il convegno non si è certo concluso con  i numeri citati da Alfredo Tradati, anzi da lì è partito per articolarsi in quattro blocchi di discussione che hanno investito altrettanti ambiti entro i quali inquadrare e considerare questa attività. Vale a dire: lo scenario in cui il noleggio opera (le località e  il turismo invernale);  la sicurezza (responsabilità e necessità assicurative del noleggiatore); la qualità (il livello tecnico dell’ attrezzatura distribuita); la formazione (il ruolo e l’importanza della formazione professionale del noleggiatore)

Il noleggio protagonista nel «prodotto montagna» 
Lo scenario del turismo invernale si sta evolvendo,  ha detto Andrea Macchiavelli, docente di economia del turismo all’Università di Bergamo.  Il trend delle presenze turistiche nelle località di montagna è rimasto praticamente stagnante per dieci anni, dal 2004 al 2014, ma nelle ultimissime stagioni sta vivendo una consistente ripresa scandita da nuovi modelli di comportamento come la riduzione dei periodo di soggiorno e la tendenza a considerare più di quanto non si facesse in passato i periodi «fuori stagione». Lo sci resta il traino prevalente per la frequentazione della montagna in inverno ma ora giocano anche altri fattori di attrazione, come la varietà delle opportunità sportive e di svago. Il modello tradizionale di domanda e offerta si sta modificando sotto la spinta di fattori «esogeni» (clima, concorrenza di altre destinazioni) ed «endogeni». Il turista oggi cerca tante opportunità diverse, vuole provare esperienze nuove che la destinazione deve fornire. C’è una forte ricerca di emozioni che rendano protagonisti  in prima persona e c’è una aspettativa di qualità molto alta per beni e servizi erogati dalla località turistica dove si soggiorna. In questa chiave anche il ruolo dei noleggiatori diventa rilevante perché può essere un punto di riferimento e l’erogatore di un servizio qualificato che contribuisce alla valutazione che il turista dà della località in cui si è recato. Questo ruolo importante è stato sottolineato anche da Andrea Formento, presidente di Federfuni e direttore degli impianti della Val di Luce all’Abetone. Il rapporto tra impiantisti e noleggiatori in una località invernale deve essere quello di due esecutori di strumenti diversi ma nella stessa orchestra, entrambi importanti, entrambi sintonizzati sullo stesso spartito e sullo stesso impegno a dare il meglio per fare sistema, entrambi attenti a non «stonare» perché le mancanze dell’uno sarebbero risentite dall’altro.  Non ci sono più solisti, ha detto Formento,  il prodotto montagna invernale è  costruito da  tanti protagonisti diversi che insieme devono lavorare e fare lobby per rappresentarne le esigenze a tutti i livelli.

Il tema della sicurezza e della responsabilità
Sul tema della sicurezza il primo a intervenire è stato l’avvocato Gerhart Gostner, esperto delle problematiche legali connesse alla pratica degli sport invernali, che ha sottolineato come alla crescita del fenomeno noleggio testimoniato dall’indagine di Tradati debba corrispondere una crescita di consapevolezza da parte dei noleggiatori in materia di responsabilità. In assenza di una normativa che regoli il settore, il punto di riferimento-base sul piano giuridico è l’articolo 1571 del Codice Civile che tratta della «locazione», cioè del contratto tra due parti per usufruire di un bene mobile o immobile e che coinvolge il principio di responsabilità. Il noleggiatore è responsabile dell’attrezzatura che fornisce all’utente, soprattutto per quanto riguarda gli attacchi e la loro regolazione. E il noleggiatore è esposto al rischio di cause di profilo sia civile che penale qualora un infortunio sulle piste venga attribuito, dall’utente vittima dell’incidente che ha noleggiato l’attrezzatura, alla scarsa qualità degli attrezzi  forniti o alla eventuale negligenza o incompetenza con cui sono stati preparati gli stessi attrezzi (regolazione degli attacchi in primis). Per questo è ormai indispensabile che i noleggiatori si tutelino con  adeguate coperture assicurative.  Ne ha parlato Simone Patat, agente generale di ITAS Assicurazioni, esperto delle responsabilità legate alla pratica del noleggio. Se prima erano soprattutto gli impiantisti ad essere esposti alle problematiche della responsabilità e a cause per richieste di danni e risarcimenti, oggi gli altri soggetti più interessati sono indubbiamente i noleggiatori, che possono disporre di adeguate polizze assicurative per tutelarsi ma devono innanzitutto cercare di prevenire il rischio con  la loro professionalità.  È indispensabile disporre di materiali qualitativamente ineccepibili e (soprattutto per quanto riguarda i caschi) certificati,  fornire l’attrezzo giusto alla persona giusta nel rapporto (pur difficile da definire) di compatibilità tecnica tra caratteristiche tecnologiche dell’attrezzo stesso e livello sciistico dell’utente, garantire la perfetta manutenzione. Patat ha sostenuto che  su  questi argomenti non sempre esiste ancora l’adeguata professionalità.

Alex Gardetto, direttore sanitario della clinica Brixana di Bressanone, durante l’inverno si vede passare sotto gli occhi decine di sciatori infortunati sulle piste, molti dei quali attrezzati con sci, scarponi, attacchi noleggiati. La regolazione eccessivamente «dura» degli attacchi o le lamine eccessivamente affilate che «prendono» troppo in curva sono ritenute tra le maggiori cause di infortuni che coinvolgono in particolare le ginocchia e i loro legamenti. Ma Gardetto non  si è esentato dal sostenere che se possono esistere delle responsabilità  da parte di chi noleggia gli attrezzi non è escluso che ne esistano, rilevanti, anche da parte di chi li usa. Stranamente quasi nessuno degli infortunati ammette mai di essere un pessimo sciatore, di aver sbagliato manovra, di non aver saputo gestire una velocità sollecitata incoscientemente in rapporto a limitate capacità tecniche. Ma il problema, comunque, rimane.

E per Roberto Moling, rappresentante dell’ Associazione Provinciale Artigiani-Leading Ski Service, riguarda soprattutto ed in particolaregli gli attacchi e la loro regolazione per la quale esistono diversi standard relativi alla durezza della molla e alla sua tensione. Moling ha denunciato  un certo persistente pressapochismo («Si chiede il peso dell’utente e basta»), una certa pigrizia  («È un lavoro lungo e faticoso ma si dovrebbero testare preventivamente tutti i materiali che entrano nel noleggio»), una certa sottovalutazione del problema se è vero che sugli 851 noleggi censiti da Tradati solo una quarantina ha detto di avere in dotazione quei macchinari per il controllo elettronico della regolazione degli attacchi che sono prodotti da due sole aziende al mondo.

La posizione delle «catene di noleggio» e delle aziende produttrici
Sul tema delle caratteristiche che deve avere il noleggio di qualità si sono espressi alcuni rappresentati delle catene di noleggio che si sono costituite negli anni come Skiset, Sport2000 rent, Rent and go, Decathlon e rappresentanti delle aziende di produzione invitate all’evento (Amer Group, Fischer, Head, Tecnica Group, Rossignol, Elan, Dal Bello/Völkl). Matteo  Bertolino della catena Ski Set ha ricordato la necessità di un codice di standard tecnico di  assistenza a cui devono attenersi gli affiliati del gruppo per garantire qualità omogenea di pestazioni. Alessio Meda del gruppo Rossignol ha evidenziato il conflitto d’interessi che il noleggio ha creato nel mercato dell’attrezzo per quanto riguarda i riscontri commerciali delle aziende rispetto all’erosione della vendita al dettaglio. La quota delle vendite al noleggio è diventata importante ma quando si chiede ai noleggiatori di aggiornare  le dotazioni non sempre la risposta è adeguata alle aspettative delle aziende. «È la redistribuzione dei margini di guadagno il tema da affrontare – ha detto  Meda -  perché ci sono gli interessi del noleggiatore ma anche gli interessi delle aziende». 

Secondo Stefano Trentin del gruppo Tecnica/Blizzard i dati della quota rental proposti durante il convegno sono addirittura sottostimati e servirebbero dati precisi anche per quanto riguarda il comparto degli scarponi. Negli ultimi anni il livello qualitativo dell’offerta al noleggio è migliorato ma occorre perfezionare l’attività di preparazione degli attrezzi soprattutto per quanto riguarda i modelli di gamma alta, che possono rendere secondo le loro potenzialità solo se, appunto, adeguatamente preparati.

Emilio Fontanadi Amer Group ha concordato sul fatto che esistano ancora ampi margini di miglioramento nell’attività di noleggio e che le risposte date all’utenza non siano ancora ideali. Il sistema noleggio è comunque diventato un fenomeno importante e fondamentale quale servizio ormai indispensabile per le località guardando in particolare ai flussi turistici provenienti dal Nord Europa e dai Paesi dell’Est.

La formazione degli addetti e… arrivederci al 2° Summit
È quindi intervenuto Michel Nendwich, presidente della FEDAS (Federation of European Sporting Goods Retailer) che, dopo essersi congratulato per l’iniziativa di Prowinter Lab ha  illustrato le finalità dell’organizzazione da lui presieduta (che raccoglie gli operatori della vendita al dettaglio) e tracciato un quadro della situazione a livello continentale con particolare riferimento all’Austria. Dino Palmi, fondatore dell’Associazione Italiana Skimen,  ha descritto i requisiti di una buona preparazione dello sci da noleggio ed ha insistito sul ruolo e l’importanza della formazione professionale del noleggiatore. Ernst Messner, dell’Associazione Provinciale Artigiani LVH, ha illustrato i contenuti e l’organizzazione dei corsi di formazione per gli addetti al noleggio di qualità che si sono attivati in Alto Adige e Claudio Zorzi, del Collegio Maestri di Sci dell’Alto Adige, ha parlato della figura del maestro di sci, formatore per eccellenza, di fronte al  noleggio. Il convegno si è concluso con l’intervento finale di Alfredo Tradati, il coordinatore di Prowinter Lab e di Ski Rental Summit, che ha avuto il grande merito di costruire una prima base di discussione sulle tante problematiche di diversa natura che coinvolgono il noleggio e che il primo convegno ha evidenziato. Il lavoro, ha detto Tradati, è appena cominciato. L’appuntamento per ulteriori conoscenze e ulteriori approfondimenti è già fissato per la seconda edizione dello Ski Rental Summit nel 2019.

Created: Lunedì, 14 Maggio 2018 08:17
Category: Portfolio
Tags: Personaggi, Attrezzature ludiche
Dopo la scomparsa prematura di Edoardo Bertocchi, l’azienda bergamasca di Nembro può contare sulla collaborazione di Cesare Locatelli che porta con sé l’esperienza e le conoscenze maturate in quasi vent’anni di lavoro alla Prinoth

Alla Neveplast di Nembro (Bergamo), pioniera e protagonista nel mondo delle piste artificiali «di plastica», sarà impossibile colmare il vuoto lasciato da Edoardo Bertocchi (il fondatore dell’azienda insieme al padre Aldo) che se n’è andato per sempre a soli 45 anni lasciando dietro di sé una scia di rimpianto per l’uomo luminoso e per l’imprenditore coraggioso che era. Ma l’azienda nata nel 1998 con quel nome che è già un programma va avanti con i suoi prodotti sempre più perfezionati e diffusi (tappeti plastici per piste di sci alpino e di  fondo, imbarco e sbarco impianti, la struttura Tubby e molti altri) e con l’impegno del fratello minore Nicolò che da poche settimane  e per il prossimo futuro potrà contare sulla collaborazione di un cugino speciale che si chiama Cesare Locatelli, 58 anni, bergamasco di Albino, sposato con la signora Daniela, padre di Jacopo (ventisettene laureato in scienze motorie e coach di tennis) nonché nipote di Aldo Bertocchi per via del fatto che sua mamma Antonia è la sorella del fondatore. Ma il legame parentale direbbe poco se non si parlasse di un legame affettivo fortissimo cementato da una storia di vita e da una specie di culto, perché per Cesare (delle cui competenze in ambito professionale diremo) lo zio Aldo non è soltanto «lo zio Aldo» ma un modello, una specie di mito. «Ho iniziato a sciare con lui – ricorda Cesare -  e non con mio padre Giovanni, che pure era maestro di sci a Piazzatorre. Lo zio Aldo era un discesista e io ho fatto gare di discesa libera in Coppa Italia fino ai 23 anni. Per me è sempre stato un punto di riferimento. Avevo meno di vent’anni ed Edoardo era ancora un bambino quando, verso la fine degli anni Settanta, l’aiutavo nella Frabert (Fratelli Bertocchi), l’azienda che aveva avviato per il commercio di materiale elettronico e di mobili prima di inventare l’attività che avrebbe portato alla nascita di Neveplast». Ma oltre alla discesa nell’età della esuberante giovinezza, Cesare Locatelli ha fatto tante altre cose: è stato paracadutista nella Folgore, ha volato per 15 anni in parapendio «fino a diventare istruttore federale e fino all’ultimo volo compiuto nel 2000» e ha lavorato per quasi vent’ anni e «fino alla settimana scorsa» per la Prinoth partendo dal 1999, quando l’azienda altoatesina dei battipista fondata da Ernest Prinoth era  di proprietà della famiglia Rampini. «Ho fatto un mucchio di esperienze e conosciuto un sacco di gente – dice «il cugino speciale» che mastica basic english, e habla espanol – Sono stato un anno negli Stati Uniti per gestire la filiale americana, mi sono occupato delle potenzialità di sviluppo commerciale dei Paesi emergenti nel turismo invernale, prima della Russia e poi, dal 2010, della Cina, della Turchia, delle Nazioni della ex Jugoslavia». Per Edoardo e Niccolò Bertocchi il cugino Cesare è sempre stato fonte di informazioni e consigli pescati dall’esperienza e dalle conoscenze acquisite con l’attività in Prinoth. Adesso si è concluso il rapporto con l’azienda oggi parte del gruppo Leitner ma l’esperienza e le conoscenze restano, utili per trasformare quella che era una relazione informale in qualcosa di più. Ancora più vicino al mitico zio Aldo e al giovane cugino Niccolò che deve guardare avanti. Ricordando e rimpiangendo sempre Edoardo, che non c’è più.

Created: Lunedì, 14 Maggio 2018 08:04
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita

«Confermiano il nostro impegno 
per le sfide di oggi e di domani»

Pubblichiamo il testo integrale della relazione con cui il presidente dell’associazione degli esercenti funiviari dell’Alto Adige ha aperto il congresso che si è svolto l’11 aprile a Bolzano. Nella sua analisi Sartori non ha nascosto i problemi che stanno di fronte alla categoria degli impiantisti ma ha anche rivendicato i risultati ottenuti quali motori di una economia trainata dalla pratica degli sport invernali che produce benessere e posti di lavoro per l’intera filiera del turismo. Con capacità imprenditoriale e onerosi investimenti si è riusciti a superare anche le stagioni più critiche e ad avere, come nell’inverno appena concluso, risultati positivi. Bisogna dunque continuare sulla strada di un costante miglioramento dell’offerta per  consolidare il proprio ruolo e garantire, nello stesso tempo, la salute e lo sviluppo delle imprese

di Helmut Sartori presidente
dell’associazione degli esercenti funiviari dell’Alto Adige 

Autorità del Tirolo e dell’Alto Adige, cari amici esercenti funiviari sui due lati del Brennero. Salutiamo per la prima volta quest’anno i nostri colleghi del Trentino a cui porgo il più cordiale benvenuto. Un particolare saluto è rivolto al vicepresidente del gruppo tecnico degli esercenti funiviari tirolesi, Hannes Parth e al presidente degli esercenti funiviari Trentini, Francesco Bosco.  Rivolgo un cordiale saluto anche alle relatrici di oggi, Martha Gärber e Tanja Frieden, nonché ai rappresentanti della stampa.  Siamo particolarmente lieti di organizzare oggi a Bolzano questo convegno comune, in occasione della fiera specialistica Prowinter, cosa di cui ringrazio l’amministrazione fieristica, il presidente Dr. Armin Hilpold e il direttore Dr. Thomas Mur. Sono ormai trascorsi oltre vent’anni da quando si è svolto il primo convegno comune degli esercenti funiviari, a quei tempi a Merano. Da allora ci incontriamo regolarmente per procedere ad uno scambio di esperienze, discutere gli sviluppi del turismo montano e, in relazione a ciò, dibattere i problemi comuni. Siamo profondamente convinti della necessità d’intensificare in futuro questa cooperazione e di ampliarla ulteriormente, nell’intendimento di affrontare insieme le sfide sempre più ambiziose che si profilano all’orizzonte, soprattutto a livello dell’Unione Europea, alla ricerca, ove possibile, di soluzioni.   «Il valore del nostro lavoro a sostegno dell’economia»  Il nostro settore è ripetutamente sotto i riflettori dei mass media e viene spesso duramente criticato. Troppo di frequente ci viene attribuito il marchio di devastatori dell’ambiente, anche se ciò non risponde a verità, perché sappiamo benissimo che l’ambiente costituisce, anche per noi, un capitale prezioso. La circostanza che le imprese funiviarie diano un apporto determinante al valore aggiunto del turismo invernale, e nel frattempo anche di quello estivo, assicurando alle nostre valli alpine occupazione e benessere, e rappresentando per l’indotto del turismo una risorsa irrinunciabile, sono aspetti che, purtroppo, passano spesso in secondo piano. I circa 12 milioni di pernottamenti invernali in Alto Adige corrispondono ad un valore aggiunto annuale in forma di potere di acquisto generato esternamente di circa 1,9 miliardi di euro, equivalenti al 9,5% del prodotto interno lordo dell’Alto Adige. Le aree sciistiche altoatesine danno lavoro a circa 2.000 addetti, di cui 750 con contratto di lavoro a tempo indeterminato e 1.250 con contratto di lavoro stagionale. Gran parte degli addetti stagionali sono agricoltori che possono disporre in tal modo di una fonte di reddito aggiuntiva sicura. Attualmente l’Alto Adige conta 370 impianti funiviari che trasportano annualmente durante la stagione invernale oltre 120 milioni di passeggeri. Il fatturato annuo ammonta a circa 300 milioni di euro. C’è una lezione che possiamo senz’altro trarre dall’esperienza dell’ultimo inverno: non si discute sul fatto che lo sci sia (e che sarà) la locomotiva del turismo e che rappresenti anche una garanzia del successo economico e dell’occupazione, rendendo l’arco alpino una delle regioni più attraenti anche in una prospettiva futura. Le statistiche dimostrano che per circa il 70% degli ospiti invernali la possibilità di sciare rappresenta il criterio determinante al momento di effettuare una prenotazione. Perché in futuro la situazione non cambi devono essere però poste in essere misure e iniziative appropriate. Una sfida importante sarà rappresentata dalla valorizzazione degli sport invernali, rendendoli ancora più interessanti e attraenti e dando loro nuovi impulsi. Moderni impianti di risalita, una preparazione eccellente delle piste e una ricca offerta gastronomica rappresentano un presupposto essenziale, ma spesso non sufficiente, per il successo di una destinazione turistica. Si riscontra in generale un chiaro aumento delle aspettative nei confronti degli sport invernali e quindi anche degli impianti funiviari. Divengono sempre più importanti un posizionamento univoco e un profilo ben definito. Ciò vale soprattutto per le aree sciistiche più piccole, ove questi requisiti rappresentano a lungo termine una condizione di sopravvivenza. Devono essere offerte prospettive avvincenti, che facciano dello sci, e con esso anche delle vacanze invernali, un’esperienza a trecentosessanta gradi. Per raggiungere quest’obiettivo e garantire agli sport invernali e alle vacanze sugli sci un posizionamento di lungo periodo, è necessaria una cooperazione ancora più stretta tra tutte le categorie operanti nel turismo invernale.  L’onere degli investimenti e il ruolo della Giunta Provinciale  Grazie alla nostra continua capacità innovativa si è potuta allestire un’ottima offerta di piste da sci ben preparate e di modernissimi impianti di risalita, che consentono agli ospiti di ammirare il nostro splendido paesaggio montano in assoluta sicurezza e con il massimo comfort. Sono però necessari allo scopo ogni anno notevoli investimenti per mantenere lo standard elevato della nostra offerta di servizi, nonché per aumentarlo ulteriormente e per soddisfare le esigenze in costante mutamento dei nostri ospiti, in sintonia con l’evoluzione delle attività ricreative.  Ci sono però anche aree meno sviluppate e imprese funiviarie con limitate capacità d‘investimento, che devono essere particolarmente sostenute e incentivate per poter rimanere competitive. È innegabile che gli sforzi economici che il nostro settore deve intraprendere comportano costi sempre più elevati. Basti pensare al continuo lievitare dei costi dell’energia e dei carburanti, che aumentano esponenzialmente da un anno all‘altro. La Giunta provinciale altoatesina ha recentemente rielaborato i criteri sugli incentivi all‘economia. Negli ultimi 10 anni si sono investiti solo nella costruzione e nell’ammodernamento degli impianti funiviari mediamente circa 50 milioni di euro ogni anno.  Cospicui investimenti saranno dedicati nei prossimi anni in particolare alla costruzione di bacini di accumulo e all’ampliamento e potenziamento degli impianti di innevamento. Attualmente in Alto Adige abbiamo un volume d’invaso complessivo di 1,55 milioni di metri cubi d’acqua per l’innevamento programmato, ulteriori bacini di accumulo con un volume d’invaso di circa 1,5 milioni di metri cubi sono attualmente in fase di progettazione. Al fine di garantire un utilizzo sostenibile delle risorse idriche e di soddisfare i criteri stabiliti dal Piano generale di utilizzazione delle acque pubbliche entro il 2020 sarà necessario un volume d’invaso aggiuntivo di circa 2,2 milioni di metri cubi d’acqua, per consentire l’innevamento delle piste da sci in un periodo relativamente breve.   Il tema importante del «ricambio generazionale»  Una delle sfide maggiori è senza dubbio rappresentata, anche in considerazione dello sviluppo demografico, dalla problematica del ricambio generazionale. Da alcuni anni non si può più ignorare nelle classiche regioni alpine, come la Svizzera, la Germania, l’Austria e l‘Italia e anche l’Alto Adige, la circostanza che sempre meno bambini e adolescenti imparino e pratichino effettivamente gli sport sulla neve – e in particolare lo sci e lo snowboard. Soprattutto sul mercato principale, quello tedesco, ove le settimane degli sport invernali rappresentavano fino a pochi anni fa una componente fissa nel programma didattico, constatiamo un atteggiamento sempre più critico nei confronti del turismo sugli sci. I motivi per cui ci sono meno bambini sulle piste sono svariati: vi rientrano, ad esempio, l’intenso calendario scolastico, che lascia sempre meno tempo agli sciatori in erba per la pratica delle attività ricreative, come anche la «burocratizzazione» delle manifestazioni scolastiche in generale e la questione della responsabilità del personale didattico. Si aggiunga a ciò anche il fattore, spesso sottovalutato, della competizione con altre attività per il tempo libero, e soprattutto con le offerte ricreative virtuali.  A livello locale è stato istituito alcuni anni fa un apposito gruppo di lavoro che ha approfondito la tematica. In cooperazione con il Collegio professionale dei maestri di sci, con l’Intendenza scolastica e la F.I.S.I. e con il sostegno di IDM, sono state lanciate varie attività e iniziative mirate, aventi l’obiettivo di entusiasmare per lo sci bambini e ragazzi e di rendere più agevole familiarizzarsi con questa disciplina sportiva. Contemporaneamente molti comprensori altoatesini offrono attività mirate di promozione degli sport invernali, che talora si spingono fino a dare ai bambini la possibilità di imparare a sciare gratuitamente.  L’ultima stagione è stata positiva e lo sci resta il traino principale  La stagione invernale che volge al termine ci ha nuovamente dimostrato che per l’attrattiva e la competitività della nostra offerta di servizi sono necessarie, oltre allo sci, anche infrastrutture adeguate, strutture alberghiere e un’offerta alternativa per il tempo libero. Sono stati recentemente pubblicati i primi dati sugli arrivi e i pernottamenti della stagione invernale appena conclusa, che includono anche gennaio. Essi si presentano assai lusinghieri con un incremento del 6,62% rispetto all’anno precedente. Riteniamo che a fine stagione si registrerà un sensibile aumento, sia degli arrivi, sia dei pernottamenti nelle strutture recettive dell’Alto Adige rispetto all’anno prima. A questo risultato hanno contribuito in misura determinante le generose nevicate di inizio stagione e durante tutto l’inverno, a cui si deve quest’anno, al confronto con gli ultimi tre anni, un incremento delle vendite di skipass stagionali e di abbonamenti giornalieri, oltre che la diffusione di una positiva atmosfera invernale. Il risultato stagionale di quest’anno sarà quindi nuovamente positivo per le aziende altoatesine del settore. Tutti i comprensori registrano incrementi di fatturato di vari ordini di grandezza, motivo per cui anche quest’anno le nostre aziende associate effettueranno nuovamente cospicui investimenti allo scopo di mantenere elevata l’attrattiva della location altoatesina. Questo aspetto positivo permette, a mio avviso, di trarre le seguenti due conclusioni: Primo: lo sci continua ad essere assai popolare e, a essere onesti, non esiste una vera alternativa a questa disciplina sportiva per la stagione invernale. Lo sci è e rimane il principale volano del turismo invernale. Questo dato di fatto è stato nuovamente confermato dalla corrente stagione invernale. 
Secondo: gli ultimi anni hanno dimostrato che noi esercenti funiviari siamo in grado di affermarci anche in circostanze difficili. Affrontiamo con successo ogni sfida, non da ultimo grazie allo zelo e alla professionalità dei nostri collaboratori. Concludo qui il mio intervento, rivolgendo a tutti i presenti un augurio di buon lavoro per il convegno odierno.

Molte grazie per la cortese attenzione.