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binda

Gender: Male
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Created: Venerdì, 16 Marzo 2018 10:53
Category: Portfolio
Tags: Controllo Accessi
 

«Il tuo smartphone è il tuo skipass»

Nata a dicembre, la Blueticketing è una società specializzata in sistemi di identificazione, riconoscimento e accesso, fondata da un gruppo di ingegneri dalla consolidata esperienza nel campo delle vendite di biglietti online e dalla Alfi di Borgo Ticino. Il prodotto che sarà presentato ufficialmente durante Mountain Planet a Grenoble si preannuncia come rivoluzionario: utilizzando infatti la tecnologia Bluetooth BLE al posto della tecnologia RFID si è riusciti ad integrare nello smartphone il titolo di accesso oltre al pagamento del pass effettuato on line. Basterà avere lo smartphone in una tasca per aprire il tornello. Si tratta a tutti gli effetti di una soluzione fortemente innovativa per una nuova offerta da proporre agli sciatori attraverso quelle località ad alta vocazione tecnologica che vorranno accompagnare questo passo in avanti della modernità

È sicuro: «Se mio padre fosse ancora qui ci si sarebbe buttato a pesce». E un altro concetto è chiaro: «È vero, stiamo facendo una cosa nel solco della filosofia del lavoro che aveva sempre ispirato il suo impegno. Mi ripeteva che non dobbiamo mai fare qualcosa che fanno già gli altri. O diamo qualche contributo con l’innovazione oppure ci conviene fare soltanto i rivenditori». Nella sede della Blueticketing, Chicco Ippolito ha appena finito di spiegare in esclusiva a noi di «pM», insieme ad alcuni dei “compagni di viaggio” che hanno condiviso l’impresa cos’è la Blueticketing, come e perché è nata, cosa si propone di fare e cosa propone alle stazioni invernali, alle società degli impianti della montagna bianca ma non solo, a tutti i luoghi e a tutte le situazioni che richiedono un accesso identificato. Blueticketing vuole essere a tutti gli effetti una grande rivoluzione:  una vera e propria finestra spalancata sul futuro; è  il «telepass» che funziona ai tornelli degli impianti di risalita come quello delle automobili sulle corsie privilegiate ai caselli autostradali; è lo smartphone che si trasforma in biglietto già pagato online e che ti apre il tornello all'impianto col tuo telefono in tasca o se stai parlando sulla linea telefonica con un amico ma anche se stai prenotando un ristorante per la sera.

La collaborazione stretta tra diverse competenze
Blueticketing è una startup innovativa nata il 19 dicembre 2017, con sede legale a Milano e sede operativa a Pont St. Martin (Aosta). Quest’estate quando era poco più di un’idea ha vinto un bando indetto dalla Regione Valle d’Aosta per le innovazioni nel settore montano. Si compone della partecipazione di quattro soci con il contributo di Alfi, storica azienda attiva nei sistemi di controllo degli accessi. Paolo Serra, 43 anni, laureato in ingegneria elettronica inizia la sua attività in Siemens e poi per 13 anni è stato il responsabile tecnico di Limone Piemonte. Davide Barberis, 34 anni, laureato al Politecnico di Torino, come i suoi ex compagni di università Nicola Garazzino e Alessandro Cabutto, esperti di sistemi cloud computing e sicurezza informatica, hanno fondato lo studio di informatica Weconstudio e creato il software di e-ticketing WeGate che ha consentito di moltiplicare in percentuali importanti la vendita di skipass online a Limone Piemonte e poi in altre località come San Domenico, Roccaraso e al Mottarone, per citare solo le esperienze italiane. L’idea di Blueticketing è quella di coniugare le competenze informatiche e la freschezza di idee dei giovani ingegneri di Bra con la consolidata esperienza di Alfi nelle soluzioni hardware e di sistema, oltre all’esperienza sul campo di Paolo Serra che si fa portavoce delle reali esigenze delle stazioni sciistiche.
«Da tanto tempo, più o meno vent’anni – dice Chicco Ippolito - si lavora sui sistemi di riconoscimento in radiofrequenza con la tecnologia RFID. È un sistema ancora funzionante ed efficiente ma maturo, che comincia a denunciare la contraddizione tra gli sforzi per continuare a migliorarlo e il reale avanzamento tecnologico ed operativo che si può ottenere. Più o meno dopo una quindicina d’anni le tecnologie informatiche subiscono evoluzioni importanti e sono sostituite nel tempo da altre più comode ed efficienti. L’RFID entra nel mondo dello sci a metà degli anni ’90, 23 anni nel mondo IT sono un’enormità, per capirci il primo smartphone è del 2007 e a guardarlo oggi sembra preistoria. La direzione sulla quale abbiamo deciso di investire è   la dematerializzazione, elemento che sta caratterizzando la nostra vita ogni giorno di più, basti pensare ai trasporti, con il QR Code, o più in generale alla crescita dei pagamenti online. L’idea è quella di dematerializzare biglietti e tessere vari che ormai ci invadono, senza tenere in considerazione l'annoso problema dell'inquinamento e dei costi di gestione. Abbiamo immaginato di collegare le forme di acquisto e di pagamento online che ormai sono tutelate da collaudati standard di sicurezza con una modalità di riconoscimento «portatile», personale, su quello strumento ormai universale che è lo smartphone.  Una soluzione avrebbe potuto essere applicare lo standard QR code allo smartphone ma in quel caso sarebbe comunque stato necessario estrarlo dalla giacca a vento e avvicinarlo al lettore del tornello per avere l’accesso, un gesto e un’operazione che avrebbe voluto dire non migliorare, ma compiere un passo indietro. Blueticketing offre una soluzione completa e brevettata che abbraccia tutta la gestione: dalla biglietteria dematerializzata, al pagamento elettronico, al sistema di controllo accessi basato sullo scambio d'informazioni tra lo smartphone e il tornello.»

Domande e risposte

Come acquisto il mio biglietto?
Utilizzo l’app iOS o Android sul telefono

Posso tenere il telefono in tasca al passaggio al tornello?
Si, puoi tenere il telefono comodamente in tasca.

Devo avere la rete dati attiva o segnale telefonico di copertura quando passo al tornello?
NO; il sistema funziona anche dove non c’è copertura di segnale telefonico o wifi.

Gestisce le code e le corsie parallele?
Si, grazie alla nostra tecnologia brevettata siamo gli unici in grado di gestire code e corsie come gli attuali sistemi.

Al primo passaggio il tornello mi deve caricare
il biglietto acquistato online?
No, sul telefono ho già il mio biglietto caricato, con enormi vantaggi rispetto all’attuale gestione con le tessere.

E’ necessario associare il telefono a qualche dispositivo o attivare l’app al passaggio?
No, non è necessario associare il telefono a nessun
dispositivo e l’attivazione è automatica

Il sistema è sicuro?
La sicurezza è uno degli aspetti più rilevanti del sistema che è più sicuro della tecnologia RFID e di qualsiasi sistema che opera puramente online.

Sul mio telefono ho già un biglietto valido,
posso acquistarne un altro?
Si, nel mio wallet posso caricare quanti biglietti voglio

Voglio acquistare un biglietto alla mia ragazza. Posso?
Certo ed è semplice come mandare un messaggio WhatsApp

Il rapporto con le località nel segno di efficienza e risparmi
Tutti conosciamo il Bluetooth che ci consente di collegare il nostro telefono alle automobili o alle cuffiette, ma non tutti sanno che questa tecnologia è un ottimo carrier di dati e che con il Bluetooth BLE (Bluetooth Low Energy) consuma pochissimo, è standardizzato a livello mondiale ed è presente su tutti gli smartphone. Nel sistema Blueticketing lo smartphone dialoga con un’antenna molto più piccola e più gradevole, anche esteticamente, rispetto a quelle enormi attualmente in uso. Il sistema è in grado di «leggere» nelle code e su più corsie l’utente con lo smartphone che ha acquistato il pass con Blueticketing e apre solo quando lo sciatore è all’interno del tornello.
«La vera novità è la dematerializzazione di tutto il processo – dice Ippolito – Non c’è più l’oggetto card ma è il telefono che dà la compatibilità all’accesso. La biglietteria viene dematerializzata permettendoti quindi di comprare il biglietto on line e passare attraverso un varco senza compiere particolari gesture, tenendo comodamente il tuo telefono in tasca. Ma è evidente a questo punto che la palla deve passare alle località, ai gestori degli impianti. Come devono attrezzarsi e cosa devono fare per accogliere il sistema della Blueticketing? «Tecnicamente il sistema è applicabile mediante una corsia preferenziale agli impianti ma potrà essere anche integrato con i sistemi esistenti e adattata a diversi tornelli. Lo abbiamo già testato con vari tornelli e quindi siamo fiduciosi che funzionerà con tutti i sistemi. Il nostro obiettivo è di portare una ventata di novità in tutti gli ambiti del controllo degli accessi dai trasporti agli stadi, iniziando dallo sci. Vedremo subito come sarà accolta la novità, perché di grossa novità si tratta. È evidente comunque che l’obiettivo commerciale della Blueticketing non è calcolabile oggi e subito, non vogliamo sostituire ma integrare le tecnologie esistenti anche se pensiamo che nel medio periodo potrebbe cambiare, e in meglio, il panorama del controllo accessi e soprattutto della user experience degli sciatori.»
«Per avere il servizio – dice Davide Barberis - le località devono essere convenzionate con noi. Sarà messa a disposizione dell’utente una app con una vetrina delle località convenzionate tra le quali scegliere dove andare a sciare e su cui acquistare lo skipass con pagamento tramite carta di credito o mezzi equivalenti. Se una località non vuole stare in questa app generalista ne potrà attivare una personalizzata. Il nostro sistema è stato concepito già conforme alle prossime e rigorose direttive europee sulla privacy».
«Il nostro – aggiunge  Paolo Serra – è l’unico servizio che migliora in maniera sostanziale il rapporto di utenza tra lo sciatore e gli impianti di risalita; attualmente è l’unica alternativa a problematiche calcificate, al vincolo della tessera e alle insicurezze della loro gestione; è anche il superamento di resistenze abitudinarie a livello culturale ed è anche il modo per consumare meno energia, inquinare meno, abbattere molti costi legati alla bigliettazione, consentire di liberare risorse umane, come le addette alle biglietterie, per destinarle a compiti più qualificanti di ospitalità o di infopoint.»

 


Un messaggio rivolto allo sciatore e ai gestori degli impianti
È tutto chiaro? Se non lo fosse, conclude Paolo Serra: «Insomma, il tuo biglietto è il tuo telefono, ce l’hai in tasca. Avvicinati con i tuoi sci ai piedi e i tuoi bastoncini in mano al tornello della Blueticketing e vedrai che si spalancherà davanti a te senza neanche dirgli “apriti Sesamo”.» Il nuovo sistema strizza l’occhio allo sciatore che ormai va dove si scia meglio, non solo dove le piste e i panorami sono più belli ma anche dove i servizi e le tecnologie sono all’altezza dei tempi. Il messaggio rimbalza allora nelle orecchie dei gestori degli impianti di risalita e dei dirigenti turistici delle località invernali, perché anche loro devono andare avanti, non possono più accontentarsi e adagiarsi sugli allori.  Anche per questo Blueticketing è già stato premiato alle «Pépinières d’Entreprises» («incubatori d’impresa») della Valle d’Aosta. E anche per questo Chicco Ippolito sorride sornione pensando alla storica fotografia in formato gigante appesa sulla parete dove c’è un bambino di sei anni impegnato ad attivare il «sistema Leski» a San Vigilio di Marebbe nel 1974 strisciando il suo pass sotto il lettore elettronico. Quel bambino era lui. Quanta tecnologia è passata…
www.blueticketing.com

Created: Giovedì, 15 Marzo 2018 13:36
Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile, Attrezzature ludiche
 
A destra Edo (mancato nel 2017), con papà Aldo e il fratello NIccolò allo stand di Interlapin 2017

Vent’anni di passione sulla «neve artificiale»

È un compleanno amaro per l’azienda bergamasca fondata nel 1998, pioniera nella produzione di tappeti sintetici capaci di riprodurre perfettamente la scorrevolezza del manto naturale e quindi protagonista a livello mondiale del sogno di sciare sempre e dovunque, anche quando la neve naturale non c’è. Edoardo Bertocchi, il fondatore, non c’è più, purtroppo. Ma sarà il fratello Niccolò a portare avanti quel sogno, con lo stesso impegno nel cercare sempre qualità e innovazione per sempre nuovi prodottiù avanzate per sostenere e vincere la sfida sempre più ardua contro i mutamenti climatici e il costante aumento delle temperature. Tutto comincia da una progettazione corretta…

Neveplast, azienda bergamasca leader mondiale nel settore piste da sci artificiali, spegne quest'anno la ventesima candelina. Nel 1998 Edoardo Bertocchi, partendo dall'intuizione del papà Aldo che aveva sviluppato un materiale plastico con la stessa scorrevolezza della neve, fonda la società Neveplast. Due anni dopo l'inizio dell'attività Niccolò, fratello minore di Edoardo, affianca Edo al timone dell' azienda. È l'inizio dell'avventura Neveplast dei fratelli Bertocchi che porteranno l'azienda bergamasca sul tetto del mondo, nel giro di vent' anni, partendo da uno scantinato. Vent’anni anni di sacrifici, di scommesse e sperimentazioni alla ricerca della qualità e dell'innovazione. Un percorso tortuoso, senza garanzie, affrontato con la grinta e la fame di chi parte dal nulla ma ha in mente una visione rivoluzionaria: sciare ovunque ci sia un pendio, anche in città, estate e inverno, con la sensazione di essere sopra un manto di neve vera.  Una scommessa che sa di sogno se si torna indietro nel tempo alla fine degli anni '90 quando in pochissimi in Italia conoscevano il mercato delle piste da sci artificiali e nessuno avrebbe investito tempo ed energie in un settore così di nicchia.  La passione per la montagna e  la profonda convinzione della valenza positiva della pratica sportiva come veicolo anche di valori sociali  hanno fatto di Neveplast un eccellenza nel mercato internazionale delle piste da sci artificiali. Un traguardo che riempie d'orgoglio, una festa che Neveplast non può che dedicare ad Edoardo Bertocchi, anima creativa e guida visionaria della società, prematuramente scomparso lo scorso agosto.  Caratteristiche peculiari di Neveplast sono il rivoluzionario materiale con il coefficiente di attrito pressoché pari a quello della neve e l’ottima tenuta laterale garantita dal particolare design del prodotto.  L' azienda bergamasca introduce fin dall’inizio nuovi standard tecnici per migliorare la performance sportiva sulla superficie sintetica. Il segreto è quello di esaltare le prestazioni pur utilizzando il tradizionale equipaggiamento. Il manto Neveplast è stato il primo a riprodurre le stesse sensazioni che si hanno sulla neve senza bisogno di utilizzare sistemi di irrigazione.  Lo sci alpino è il primo mercato nel quale Neveplast investe e si impone sulla scena internazionale, grazie anche alla passione e all' abilità sciististica dei fondatori. Subito dopo grande attenzione è dedicata anche allo sci nordico. E allora via allo sviluppo e alla ricerca di prodotti specificatamente studiati e per riprodurre i circuiti sia in tecnica classica che libera!   Nella prima metà degli anni duemila, grazie all’intuizione di Edoardo, Neveplast introduce l’idea di trasformare i prodotti Neveplast da prettamente sportivi in attività ludiche. In particolare nel 2002 è stato testato e poi introdotto nel mercato «Tubby», lo snowtubing estivo con cui sono state realizzate più di 1600 installazioni in tutto il mondo. Negli anni successivi, a seguito del successo di Tubby, Neveplast ha introdotto il concept del drifting sulle piste artificiali. Prima lo Skiddy, adrenalina pura per go kart sul Neveplast, garantendo il feeling e la sensazione di guidare come su neve, e poi lo S-kid,  minikart a gettoni che «driftano» sul Neveplast e che incontra una fascia di pubblico quali ragazzini e teenager.  Neveplast ha intuito in tempi non sospetti l'importanza di quello che oggi è comunemente definito «Urban skiing» (sciare in ambienti urbani). Non è stato facile all' inizio diffondere l’idea che praticare lo sport invernale per eccellenza può e deve essere una pratica accessibile, divertente e per tutti.  I tanti progetti realizzati in tutto il mondo, soprattutto quelli nei grandi centri urbani, che hanno permesso a migliaia di persone di avvicinarsi allo sci e allo snowboard, hanno confermano il successo del format. L’idea dello sci urbano è quello di portare lo sci in città, per poter far appassionare agli sport invernali nuovo pubblico con lo scopo finale di portarlo sulla neve ed in montagna durante il periodo invernale.   Per festeggiare i 20 anni di attività Neveplast è orgogliosa di annunciare la realizzazione di due importanti progetti.  Il primo riguarda la crescita dell’azienda: entro l’estate 2018 verrà completata la nuova sede che accorperà gli uffici commerciali e amministrativi con la produzione, l’assemblaggio e la logistica.
Il secondo è un progetto sviluppato a Copenaghen del quale si parlerà molto nel mondo per la portata avveniristica del format e per il messaggio di sostenibilità che lo caratterizza.
www.neveplast.it

Le piste NEVEPLAST sul tetto
del termovalorizzatore di Copenaghen
A Copenaghen, a pochi km dalla piazza principale della capitale danese, sarà inaugurato il prossimo autunno il termovalizzatore di Amager Bakke- Copenhill: una struttura da oltre 700 milioni di Euro che, bruciando i rifiuti, diventerà la fonte di energia e teleriscaldamento della capitale danese e delle città limitrofe.  Un progetto pazzesco, avveniristico e unico al mondo. Firmato dal prestigioso studio di architettura Bjarke Ingles Group il progetto incoronerà Copenaghen come la prima capitale al mondo a emissioni zero. Oltre al sofisticato e innovativo aspetto architettonico, questa complessa opera ingegneristica è destinata a diventare la meta privilegiata per tutti gli sportivi, in particolare per gli sciatori. Sul tetto dell’impianto, grazie alle sue enormi dimensioni, 200 metri di lunghezza, e 90 di altezza nascerà la pista da sci più grande del Paese, con oltre 400 metri di tracciato per sci e snowboard. Una vera e propria stazione sciistica, sviluppata tutta su neve artificiale che porta la firma di Neveplast. L’azienda bergamasca infatti si è aggiudicata la gara di appalto indetta dagli ideatori danesi del progetto superando innumerevoli test di garanzia e qualità del prodotto, dimostrando ancora una volta il suo valore internazionale nel settore piste da sci artificiali.  Tre le piste, quella nera che parte dall’alto, scende per 180 metri ed è servita da uno skilift, c’ è poi la pista blu da 75 metri che unisce il tracciato impegnativo con i 150 metri di pista verde per tutti i livelli. Queste ultime due saranno servite da dei nastri trasportatori.

Created: Giovedì, 15 Marzo 2018 09:31
Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni

ISOPREN
Un altro passo avanti verso l’internazionalizzazione

L’azienda di Cusano Milanino sarà presente per la prima volta al Mountain Planet di Grenoble con il suo prodotto destinato alla montagna bianca, quegli anelli di gomma che interagiscono tra la fune e la puleggia degli impianti di risalita diventando una componente fondamentale nella funzionalità dell’impianto. Dopo la presenza a Interalpin e una serie di iniziative di sviluppo, è un altro step nel processo di affermazione sui mercati mondiali

Isopren non si ferma mai: con un’esperienza di più di 60 anni nel mondo della gomma e forte dell’esperienza maturata in partnership pluridecennali, sia con importanti gruppi industriali italiani ed internazionali che con valorose piccole realtà, l’azienda di Cusano Milanino guarda sempre avanti. L’anno scorso sono state tante ed importanti le attività di sviluppo che nel 2018 Isopren vuole consolidare.

Investimento in risorse umane
• Inserimento di un Sales Development Manager per lo sviluppo dei mercati sui quali opera e per la ricerca di nuovi
• Assunzione di nuovi operai specializzati per la realizzazione di articoli ad elevato contenuto tecnologico.
• Collaborazione con un esperto Export Manager per perseguire con efficacia il tema dell’internazionalizzazione

Partecipazione a manifestazioni
• Interalpin, il più importante evento fieristico nel mondo per gli impianti a fune.
• Expo Andes, principale manifestazione per i professionisti della montagna nel continente sud americano.

Innovazione
• Incremento nella gamma di prodotti per il trasporto a fune con investimenti specifici in stampi ed attrezzature.
• Nuovo macchinario a controllo numerico appositamente programmato per l’ottenimento di profili speciali, da sviluppare in base alle specifiche indicate dai clienti, per meglio adattare la cava di scorrimento in funzione di particolari condizioni d’uso.

Customer care
• Manuale d’uso e manutenzione editato sulla base delle informazioni trasmesse dai capiservizio e dell’esperienza sugli elastomeri maturata nei tanti anni di attività.
• Certificazione del processo produttivo emessa dall’ente TÜV SÜD, riconoscendo il rigore e la correttezza di tutte le fasi di produzione: progettazione e realizzazione delle mescole elastomeriche e delle attrezzature, realizzazione del prodotto finito, sistemi di controllo tramite strumenti puntualmente aggiornati.
Gli «sforzi» di Isopren hanno dato risultati gratificanti: nel 2017 il fatturato ha visto un’ulteriore crescita a doppia cifra e un guadagno di 4 punti in percentuale sulla quota di mercato e per il primo semestre 2018 si stima un’ulteriore crescita del 10%. Per il 2018 Isopren ha l’ambizione di consolidare gli sviluppi attuati nel 2017 in uno zoccolo solido dal quale tentare slanci verso nuove vette. All’orizzonte, nuova tappa nell’accelerazione della strategia di internazionalizzazione nei Paesi d’Oltralpe, la prossima partecipazione a Mountain Planet di Grenoble (18-20 aprile 2018). Isopren sente di avere molte carte nuove nel suo mazzo e ha voglia di mostrarle tutte; orgogliosa del cammino condotto, forte del prodotto proposto e dei riscontri ricevuti, aperta ad accogliere nuovi stimoli e soprattutto disponibile a confrontarsi con gli operatori alla ricerca di soluzioni adeguate. Coerentemente alla sua filosofia di dialogo e vicinanza con l’utilizzatore Isopren presenterà allo stand di Mountain Planet il nuovo video con tutti gli step che conducono ad un prodotto di qualità dalla fabbricazione della mescola fino allo stampaggio dell’anello finito. Come to visit us!

Mountain Planet
Stand nr.

Created: Giovedì, 15 Marzo 2018 09:31
Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni

ITEL
Certezze e sicurezze della «connessione totale»

Da oltre trent’anni leader nel mercato delle soluzioni audio-video e networking, ha messo a punto anche per l’impiantistica funiviaria tecnologie avanzatissime che garantiscono contatti capaci di tradurre nella realtà il suo motto perentorio: «Connesso.Sempre.Ovunque». Sarà presente a Prowinter/Alpitec per presentare al mondo della montagna i suoi «prodotti»

ITEL è un’azienda con sede a Bolzano, in Alto Adige. Presente sul mercato da oltre 30 anni  come fornitrice di soluzioni audio video  e networking ma da 10 anni specializzata nel fornire soluzioni specifiche per impianti di risalita, alle spalle ha esperienza acquisita attraverso numerose soluzioni installate in Paesi come Italia, Germania, Spagna, Svizzera e Francia.
Il nostro motto è «Connesso. Sempre. Ovunque».

Perchè CONNESSO?
ITEL offre la possibilità di instaurare connessione dati fra stazioni tramite fibra ottica, occupandosi di ogni dettaglio dalla posa alla messa in servizio. Dalla connettorizzazione alla certificazione. Connessione tra stazione e mezzi in movimento tramite una speciale rete wifi. Questa è la novità nelle ultime realizzazioni. Una grande innovazione tecnologica. Affiancati da un partner Israeliano l’azienda riesce ora, sullo stesso canale di comunicazione Wi-Fi, a trasmettere sia la componente di automazione, tramite rete ProfiNet/ProfiSafe, sia la parte audio/video/multimedia IP. Fino ad oggi questi «mondi» erano separati, ITEL ha deciso di unirli in una rete unica con successo.


Perché SEMPRE?
Le soluzioni ITEL garantiscono connettività sempre disponibile e, su mezzi in movimento che passano la comunicazione su diverse antenne in linea, garantendo una disconnessione massima dalla rete al di sotto di 50ms. Questa tecnologia ha l’enorme vantaggio di poter supportare la comunicazione Profinet/Profisafe senza che questa subisca interruzioni, e di poter avere una visualizzazione delle immagini provenienti dalle telecamere in cabina sempre fluida oltre ad una comunicazione audio full-duplex chiara e costante.

Perché OVUNQUE?
ITEL non ha nessuna limitazione riguardo a cosa connettere e dove connetterlo. Che sia una connessione wifi a lunga distanza, un link in fibra ottica o in rame viene realizzata e se ne garantisce il servizio. Le integrazioni realizzate portano ulteriori vantaggi quali: la possibilità di relazionare tra di loro i dati dell’automazione con lo streaming video per ottenere immagini live on-demand in occasione di eventi specifici (ad esempio visualizzando una telecamera della stazione all’arrivo della vettura in banchina, o una telecamera di un sostegno al momento del transito); la possibilità di relazionare tra di loro i dati dell’automazione con le componenti audio per riprodurre messaggi o effettuare chiamate in occasione di eventi specifici (ad esempio avvisando i clienti dell’arrivo della vettura).
La disponibilità di tutti questi servizi viene garantita e mantenuta in un perfetto stato di funzionamento grazie alla piattaforma di supervisione proposta da ITEL, un tool gestibile da pc o da client mobile da dove è possibile capire lo stato di funzionamento di ogni singolo dispositivo. Analizzando parametri tipo il carico dei processori, il traffico di rete o le temperature dei dispositivi si ha tutto sotto controllo. L’implementazione della supervisione permette la segnalazione di eventuali guasti, di intervenire prontamente mediante le notifiche e addirittura di andare a prevenire situazioni che possono fermare il servizio del trasporto passeggeri.
La proposta delle soluzioni ITEL comprende tutta l’infrastruttura di rete (cablata e wifi), il sistema di videosorveglianza IP, il sistema di comunicazione audio IP (info, SOS, audio, evacuazione) e i sistemi di intrattenimento multimediale delle funivie….
www.itel.bz.it
Prowinter/Alpitec
Settore CD Stand C19/60

Created: Giovedì, 15 Marzo 2018 07:39
Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile
 

Sicurezza e innovazione
nella palestra del Grande Sci


 

Nelle più prestigiose tappe della Coppa del Mondo, alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi coreane l’azienda di Brissago Valtravaglia (Varese) guidata da Giovanni Berutti ha confermato con le sue forniture un livello di qualità che la pongono in un ruolo leader nel settore. Dalle reti ai pali, dai materassi a nuove soluzioni produttive anche nel mondo del motociclismo, il marchio varesino continua a crescere segnando affermazioni e fatturati sempre più consistenti

Un’ennesima stagione invernale sta volgendo al termine ed è ormai arrivato il momento di tirare le somme anche per l’azienda varesina di Brissago Valtravaglia. Negli ultimi anni SPM è cresciuta notevolmente: nuove figure professionali, nuovi progetti e solide collaborazioni hanno fatto si che l’azienda fosse pronta a sfide sempre più grandi. Le prove non hanno tardato ad arrivare: nuove strutture di «tipo A» sono state montate (grazie anche alla collaborazione del partner VS Vidori Silvano) in Italia, Kurdistan, Svizzera, Svezia e Norvegia. La neve, tanto attesa da tutti, ha fatto si che si consolidasse il trend di vendite positivo registrato in estate. E poi le Olimpiadi e le Paralimpiadi in Corea che, aggiuntesi agli altri importanti eventi, hanno contribuito a raggiungere un nuovo record di fatturato e a proclamare l’azienda varesina come fornitore preferito dai grandi eventi internazionali. Inoltre la maggior parte dei Comitati Organizzatori di Coppa del Mondo hanno scelto SPM: Killington, Beaver Creek, St Moritz, Val Gardena, Madonna di Campiglio, Kranjska Gora, Adelboden, Wengen, Cortina in collaborazione con VS di Vidori Silvano, Kitzbuhel, Schladming, Lenzerheide, Crans Montana, Kvitfjell, le nuove Stoccolma e Ofterschwang e le Finali di Are. La località Svedese ha già collaborato con SPM e VS per la messa in sicurezza delle piste che vedranno cimentarsi gli uomini e le donne nelle discipline veloci e tecniche in occasione dei prossimi Mondiali di Sci Alpino 2019. A queste si sommano le gare italiane di Coppa del Mondo Snowboard di Cortina e di Cervinia, oltre che numerosissimi altri appuntamenti. Tra le importanti novità dell’anno, SPM ha presentato un nuovo tunnel di partenza, utilizzato per la tappa di Coppa del Mondo di Madonna di Campiglio: completamente trasparente e con struttura «a S», rispondeva all’esigenza di portare i fotografi fino al cancellato di partenza, senza però recare disturbo ad atleti e allenatori. Il prodotto è piaciuto particolarmente anche da altri comitati organizzatori ed è stato richiesto da altri clienti (con personalizzazioni aggiuntive). Spostandoci in finish area, l’azienda varesina ha fornito a Swiss Ski un nuovo tipo di materasso pubblicitario approvato dalla FIS per coprire i materassi air pads dell’area d’arrivo, che è utilizzato per tutte le gare di Coppa del Mondo in Svizzera. Il sistema è stato apprezzato e richiesto da molti altri comitati organizzatori, tra cui quello svedese di Are, che l’ha utilizzato per le Finali 2018 e per il parallelo in notturna di Stoccolma. Durante la stagione, SPM si è distinta per la nuova plastica di altissima qualità dei tubi modello «Platinum»: già testata durante l’inverno 2016/17, si è rivelata resistente a condizioni estreme e dalle prestazioni elevate. I tubi Platinum sono oggi utilizzati in quasi tutte le gare di Coppa del Mondo, dalla maggior parte delle federazioni nazionali e numerosissimi sci club. SPM si muove anche sull’estivo e ha offerto una gamma completa di prodotti per i circuiti moto: materassi Energy Absorber e Air Pads rispondono alle norme della Federazione Internazionale di Motociclismo e sono omologati FIM come sistemi di protezione. I materassi di protezione SPM sono già utilizzati da molti dei maggiori circuiti moto d’Europa. SPM conferma così il trend crescente degli ultimi cinque anni e chiude un'altra stagione di soddisfazioni segnando un nuovo importante record di fatturato.
www.spm-sport.com

Created: Mercoledì, 14 Marzo 2018 19:03
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita

Come ottimizzare
la lubrificazione delle morse

Descrivendo un esempio pratico di successo monitorato su una seggiovia esaposto, l’autore dell’articolo parla delle qualità del Klübersynth EM 94-102, uno tra gli oltre 2000 lubrificanti speciali che la grande azienda tedesca di Monaco di Baviera produce per diversi settori industriali compresi (come in questo caso) quelli studiati appositamente per il mondo funiviario, per garantire la perfetta efficienza e la sicurezza delle diverse parti degli impianti. Klübersynth EM 94-102 in particolare è un lubrificante speciale adatto per difficili condizioni ambientali e condizioni d’esercizio impegnative

 
Andrea Dittadi
Sales Manager
Klüber Lubrication Italia
 
 
Boccola lubrificata in primo equipaggiamento con prodotto concorrente dopo 950 ore

Boccole lubrificate con Klübersynth EM 94-102
dopo 1600 ore e 75.000 cicli

Klüber Lubrication ha introdotto con successo una nuova soluzione per la lubrificazione preventiva in impianti di risalita: Klübersynth EM 94-102 è un lubrificante speciale adatto per difficili condizioni ambientali e condizioni d’esercizio impegnative. Grazie alle sue particolari caratteristiche riesce a soddisfare le più esigenti richieste del mondo funiviario: riduzione dell’usura dei componenti ed eliminazione di fenomeni critici come il percolamento, minimizzando le attività di lubrificazione.  Limitando l’attrito tra i componenti e proteggendo gli elementi critici dagli agenti atmosferici, si è offerto agli addetti ai lavori un prodotto unico, appositamente studiato per il contenimento degli sprechi e dei costi di manutenzione, aspetto importante anche per gli esercenti del comparto a fune. L’ampio range di temperature nel quale il prodotto può essere impiegato e lo spettro applicativo permettono di utilizzare un singolo prodotto per proteggere ed ottimizzare l’efficienza di più componenti caratterizzati da diverse specifiche criticità. Così facendo si è riusciti a semplificare l’attività principe della manutenzione: la lubrificazione. Klübersynth EM 94-102 è un grasso lubrificante sintetico che contiene uno speciale sapone complesso di calcio. L'addensante consente la formazione di una pellicola lubrificante resistente ai carichi meccanici dinamicie che pertanto assicura un'eccellente protezione dall'usura. Le caratteristiche sono state testate su banco prova LEITNER (morsa LPA) ed il prodotto è stato omologato ed utilizzato in primo equipaggiamento da Agudio (gruppo Leitner).

La sperimentazione
sulla seggiovia Arabba Fly
A comprova dei risultati studiati si è provveduto a condurre una sperimentazione sul campo presso la seggiovia a collegamento temporaneo Arabba Fly (impianto CD6 Leitner) nel giro del Sella Ronda, uno dei circuiti sciistici tra i più importanti al mondo. Su gentile concessione del cliente siamo in grado di presentare quanto è emerso dall’applicazione del grasso Klübersynth EM 94-102 nelle fasi di manutenzione ordinaria delle morse tipo LPA dell’impianto esaposto che collega i due versanti di Arabba (BL). L’impianto ha la caratteristica di avere una lunghezza molto contenuta. Di conseguenza, durante l’orario di servizio quotidiano, i componenti delle morse vengono sottoposti ad un elevato numero di cicli rispetto ad una seggiovia a collegamento temporaneo tradizionale. La sperimentazione ha avuto luogo nel corso del secondo anno di esercizio (da 950 a 2100 ore di funzionamento, corrispondenti dunque a 1150 ore) durante la stagione invernale 2016/2017. Nell’arco della stagione di prova, considerata una velocità media di 4 m/s, si sono stimati circa 55.000 cicli di apertura e chiusura della morsa. La morsa oggetto d’indagine è quella relativa al veicolo n. 5, che ha lavorato il primo anno con il grasso di primo equipaggiamento per 950 ore di esercizio senza alcun intervento manutentivo di rabbocco durante la stagione. In seguito al primo anno vi è stata la necessità di sostituire tutte le boccole in plastica dell’articolazione ganasce. La Società esercente ha deciso di effettuare il rimontaggio del primo lotto delle morse in fase di anticipazione di revisione quinquennale (dalla n. 1 alla n. 6) lubrificandole con il grasso Klübersynth EM 94-102. Durante la seconda stagione invernale le morse sono rimaste in esercizio senza essere soggette ad alcuna manutenzione. Si ricorda che le morse non sono mai state immagazzinate in quanto l’impianto in questione non è dotato di un locale separato per il ricovero di tutti i veicoli. Alla fine della stagione nella quale è stata condotta la sperimentazione, si è voluto osservare lo stato di conservazione delle boccole, confrontandole con quelle del secondo lotto di anticipazione quinquennale (dalla n. 7 alla n. 12). Mentre la morsa n. 5 non presentava alcun segno d’usura, i componenti delle morse del nuovo lotto d’ispezione presentavano un elevato numero di boccole usurate e conseguentemente la maggior parte di queste è stata sostituita. Un risultato sorprendente a dimostrazione delle caratteristiche altamente performanti del prodotto che si presenta sul mercato funiviario come vera e propria soluzione per la manutenzione preventiva: minore manutenzione ed ottimizzazione dei costi per una maggiore affidabilità e risparmio economico.
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Created: Mercoledì, 14 Marzo 2018 18:40
Category: Portfolio
Tags: Osservatorio Turistico
 

Si intitola «Situazione congiunturale del turismo outdoor – focus, tendenze e discipline 2018» il dettagliato rapporto realizzato dalla agenzia JFC per conto dell’«Osservatorio Italiano del turismo outdoor» e promosso da Bologna Fiere e Modena Fiere. È un documento costruito su un imponente lavoro di ricerca e che illumina una realtà per tanti aspetti sorprendente nelle sue dimensioni e in continua evoluzione. Si parla di un popolo composto da milioni di persone che svolgono attività sportive (più o meno «impegnate») all’aria aperta e che per inseguire queste passioni alimenta una particolare economia turistica particolarmente «viva» da marzo a ottobre. Il rapporto calcola che sono 245 le discipline praticate, 30 milioni i praticanti di attività sportive «en plein air» di cui 6 quelli che cercano e si spostano in una località turistica per praticarle e oltre 4 miliardi il fatturato del comparto. È questo un tema che riguarda ovviamente anche la montagna, quando smette di essere «bianca» per diventare «verde»

Man mano che le giornate si allungano e trascorrere qualche ora al di fuori delle mura domestiche comincia ad essere più piacevole, anche lo spirito ed il desiderio di praticare attività fisica all’aperto – o anche solo un po’ di movimento – torna a «stimolare» gli Italiani. Le temperature più miti, se da un lato spingono gli sportivi a favorire attività all’aperto rispetto a quelle indoor, dall’altro creano le condizioni – prima di tutto mentali – per praticare l’attività sportiva preferita anche nei confronti degli sportivi «saltuari». Ecco allora che in questo periodo si cominciano a vedere i gruppetti di cicloamatori percorrere strade collinari, mentre aumentano coloro che corrono nei parchi urbani o chi, invece, preferisce dedicare qualche ora domenicale alla pratica del nordic walking in spiaggia o raggiunge una falesia per arrampicarsi. È anche il periodo, questo, dell’esplosione degli eventi sportivi: dalle maratone alle gran fondo, dalle competizioni di arrampicata alle «mud run» sino al «trail running», è un continuo susseguirsi di appuntamenti di vario genere, spesso riservati a professionisti ma sempre di più aperti ad amatori che desiderano «partecipare» più che «competere». Ben oltre gli appuntamenti e gli eventi, la pratica delle attività sportive outdoor è in continua crescita ed appassiona un numero sempre maggiore di Italiani (ed anche di stranieri), e questa affermazione è valida soprattutto per tutte quelle discipline per la pratica delle quali non è richiesto il pagamento di biglietti di ingresso o di tesseramenti particolari. Basti pensare, a tal proposito, alla mountain bike o al trekking, al nordic walking o al beach soccer, alla pallavolo, all’orienteering o al running, etc. È altresì vero che l’incremento dei praticanti le attività sportive outdoor è anche causato dalla nascita continua di nuove discipline, che si caratterizzano per l’essere fortemente competitive ed altamente adrenaliniche: infatti, accanto alle attività più tradizionali, sono sorte negli ultimi anni diverse attività sportive che nascono sempre da un’attività di

 

base (ad esempio la corsa) ma che si evolvono con «aggiunte» di vario genere. Succede pertanto che i runner partecipano alle gare di «obstacle course race» (OCR) o agli ultra trail e che i ciclisti si iscrivono a gare di triathlon per mettere alla prova la loro resistenza anche in altre discipline. L’Osservatorio Italiano del Turismo Outdoor ha identificato e quantificato tutte le discipline attualmente praticabili «en plein air» in Italia, nel periodo marzo/ottobre, classificando ben 245 discipline. Tra queste (senza puntare ai numeri massimi del calcio, della pallavolo o del ciclismo) alcune coinvolgono già oggi un numero importante di atleti e praticanti italiani (come l’arrampicata in tutte le sue formule, che vede 21.593 atleti e circa 222.600 praticanti), altri numeri decisamente più modesti ma in continua crescita (come il rafting che conta 823 atleti ed oltre 27.000 praticanti).

I fattori psico-sociologici delle pratiche  all’aria aperta
Il desiderio di praticare un’attività sportiva outdoor risiede principalmente in una condizione di ricerca, che si basa sul desiderio delle persone di cambiare l’ambiente quotidiano e mettersi alla scoperta di un luogo di rigenerazione, dove poter trovare nuove energie sia mentali che fisiche. Condizioni, queste, che sono strettamente collegate con i moderni stili di vita, che vedono nelle pratiche che ruotano attorno a tutto ciò che è «wellness» e benessere psico-fisico l’esplosione dei centri benessere, delle beauty farm, delle palestre e di tutti quei luoghi legati, appunto, al benessere personale. Situazioni, queste, che con l’arrivo del bel tempo, o quanto meno delle prime giornate di sole, portano le persone a voler svolgere le attività all’aperto.
Oltre a ciò, il fatto stesso di «essere all’aperto» porta benefici rivitalizzanti sull’umore (1) e sviluppa positivi stimoli sensoriali: fare attività fisica all'aperto predispone quindi a risultati migliori, con un senso di positività più evidente. Le persone si sentono più energiche, meno depresse e nervose (2), quindi più serene e
soddisfatte anche grazie alla serotonina (definito «l ’ormone dell’umore»), un neuromediatore la cui produzione viene stimolata all’aria aperta.
Dal punto di vista sociologico, la pratica delle discipline sportive all’aperto sono favorite da alcune condizioni, quali:
• la possibilità di svolgere attività sportiva senza dover rispettare troppi vincoli, perché l’ambiente naturale garantisce alle persone un senso di libertà, anche per quanto riguarda le regole dellapratica (tecniche, tempi, sequenze, etc.);
• la possibilità di auto-organizzarsi, in quanto la maggior parte di queste discipline non necessita di luoghi con «tempi di apertura» ma sono fruibili sempre, a qualsiasi orario;
• la possibilità di poter praticare attività fisiche con tempi e modi «ad personam», calibrando lo sforzo fisico a proprio piacimento, come situazione di compensazione con il comportamento sedentario di ognuno;
• il riscoperto desiderio di uno stile di vita più simbiotico con la natura, allontanandosi in tal modo dalla confusione e dal rumore quotidiano dei luoghi di lavoro;
• la possibilità di «dedicarsi» a ciò che più piace fare, ed anche alla possibilità di provare nuove discipline senza dover entrare nella sfera della competizione;
• il diritto all’eguaglianza, che consiste nel diritto di acceso alla disciplina che viene concesso a tutte le persone, che possono così praticare attività sportive senza discriminazione alcuna, proprio perché l’ambientazione è free.

Il perché dell’esplosione di questo fenomeno
La pratica di una disciplina sportiva si trasforma molto spesso in vera e propria passione, che condiziona gli Italiani (come pure gli stranieri) a decidere di trascorrere fuori casa un periodo più o meno lungo di soggiorno, appositamente dedicato alla pratica sportiva. È quindi la passione sportiva uno dei temi principali in grado di muovere, oggi, le persone verso una destinazione: persone che sono accomunate quindi dagli stessi interessi per quanto riguarda le attrezzature, i luoghi dove poter praticare la disciplina, sino ai cronometraggi, ai record, alle prestazioni eccezionali.
I praticanti di ogni disciplina creano pertanto una propria, personale tribù, perché ogni «passione» esiste ed è tanto più forte quanto più è in grado di essere condivisa da un insieme di persone che hanno riti comuni, con un proprio linguaggio e proprie regole comportamentali. Il tema delle tribù è tanto più sentito quanto più la disciplina è adrenalinica, perché, in quel caso, i fattori legati alla competizione ed alla sfida personale diventano le tematiche utili a sviluppare aggregazione. Ecco allora che non sono solamente le discipline con centinaia di migliaia di «adepti» a generare flussi turistici (come possono essere, ad esempio, gli oltre 837mila italiani cicloturisti che nel corso del 2017 hanno soggiornato fuori casa), ma anche le discipline che potremmo definire «minori» perché coinvolgono un numero ancora esiguo di partecipanti, come possono essere il pumptrack, la slackline, il wakeboard, etc. Esigui sì come numeri di partecipanti, ma tutti con un forte spirito tribale. Far parte di una di queste tribù vuol infatti dire di poter prendere parte a momenti «speciali». Tutto ciò porta le persone a ricercare luoghi dover poter praticare tali discipline: il fenomeno più interessante è che non si tratta più solo di «atleti» o «gruppi» di Federazioni od Enti di Promozione Sportiva, ma di un pubblico (spesso alle prime esperienze se non addirittura neofita)  sempre più numeroso, che pratica le discipline outdoor con spirito ricreativo e non competitivo (almeno nelle prime fasi).
Si tratta di clientela che si sposta da casa per praticare lo sport all’aperto in sicurezza, ottimizzando il tempo a disposizione e cercando luoghi dove vi sia la certezza di trovare servizi e strutture idonee alle proprie esigenze sportive. Ecco allora che il tema della natura, del movimento, del benessere, della salubrità sono i fattori fondamentali che caratterizzano il successo e lo sviluppo del turismo outdoor: il tutto favorito dal desiderio degli Italiani ( e degli stranieri)  di fuggire dai luoghi della grigia quotidianità e del limitato spazio vitale cittadino per trascorrere un po’ di tempo all’opposto di tutto ciò, quindi in location solari, all’aperto, colorate.

La vacanza che segue la passione sportiva
Praticare una disciplina sportiva è una cosa, scegliere di trascorrere almeno una notte fuori casa per la «passione» che si prova è tutt’altro. Quando si parla di «turismo outdoor» si fa infatti riferimento a tutti quegli Italiani che scelgono il luogo di vacanza basandosi sulla possibilità (certezza) di poter praticare la disciplina preferita all’aria aperta. Non si tratta, in questo caso, di chi svolge saltuariamente attività fisica durante il proprio soggiorno, ma di chi compie una scelta ben precisa. Quindi si tratta di una vacanza pienamente motivazionale, dove la presenza di luoghi dedicati alla pratica sportiva o la condizione di poter partecipare ad un preciso evento sportivo assume, nella fase di scelta della località, più valore rispetto alla destinazione stessa. Per comprendere appieno i «valori» del turismo outdoor occorre avere chiara la panoramica quantitativa delle discipline sportive outdoor che possono generare presenze turistiche. Considerando quindi le 245 discipline outdoor classificate dall’Osservatorio Italiano del Turismo Outdoor, le medesime sono stata divise per il rispettivo «ambito», intendendo come tale l’area territoriale di svolgimento.
Di queste discipline, il 17,6% non rientrano tra quelle riconosciute dal CONI e, di conseguenza, possono essere identificate come quelle più «giovani ed innovative». Si tratta, quindi, di uno spettro ampissimo di opzioni di partica sportiva, molte delle quali sono praticabili in tutti gli ambiti territoriali, siano esse le spiagge o la collina, le aree naturali o la campagna come, ad esempio, il classico cicloturismo o il soft tennis, l’agility dog o il boot camp, il parkour o il turismo equestre, etc. In Italia i praticanti di queste 245 diverse discipline outdoor sono ben 20 milioni 858mila, tra coloro che lo fanno in maniera continuativa o chi, invece, con cadenza saltuaria. È però interessante notare come, tra questi, siano stati ben 6 milioni 672mila coloro che nel 2017 hanno soggiornato almeno una notte fuori casa per poter praticare, nel periodo marzo/ottobre, la propria disciplina outdoor preferita. La maggior parte di questi nostri connazionali è rimasto all’interno dei confini nazionali (5 milioni 550 mila circa), ma vi è stata anche una quota di 1 milione 121mila italiani che, al contrario, ha preferito andare all’estero per praticare il proprio sport outdoor.

Il valore economico e commerciale del comparto
Il turismo outdoor rende moltissimo in termini economici per il turismo italiano, soprattutto se si considera che la maggior parte di queste discipline non richiede investimenti in infrastrutture, in quanto usufruisce di ambienti e luoghi che già esistono in natura o che sono nati per altre finalità. È, questo, un valore in più che caratterizza il turismo outdoor italiano, soprattutto se si valutano i fatturati che il comparto genera ogni anno. Proprio per questo motivo, ed avendo quale focus il
«turismo outdoor» e non la mera pratica sportiva, le analisi dell’Osservatorio non comprendono volutamente presenze e fatturato generato dagli «atleti professionisti», in quanto i medesimi hanno quale finalità primaria la «competizione», senza finalità turistiche (anche se contribuiscono all’economia turistica). Il primo dato di rilievo che l’Osservatorio Italiano del Turismo Outdoor evidenza è quello relativo ad arrivi e presenze di ospiti che soggiornano in Italia condizionati dalla pratica sportiva outdoor come motivazione di viaggio (3):
Da questa analisi emerge una situazione decisamente interessante per il comparto, con oltre 5 milioni 551mila arrivi italiani, capaci di generare oltre 16 milioni di presenze, e circa 7 milionim288mila arrivi stranieri, per oltre 23 milioni 320mila presenze, sempre di ospiti stranieri. Complessivamente, nel 2017 gli arrivi legati al «turismo outdoor», con riferimento alle discipline praticabili nel periodo marzo/ottobre, sono stati 12 milioni 840mila circa, mentre le presenze hanno raggiunto quota 39 milioni 422mila. In merito agli stranieri che nel 2017 hanno soggiornato in Italia per praticare la loro disciplina outdoor preferita (periodo marzo/ottobre), la loro permanenza media è stata di 3,2 notti. Per quanto riguarda i nostri connazionali che hanno soggiornato in Italia mossi dalla pratica sportiva outdoor, i medesimi hanno invece trascorso in media 2,9 notti fuori casa. A questi vanno aggiunti ulteriori Italiani che hanno preferito uscire dai confini nazionali per praticare (sempre con riferimento al periodo marzo/ottobre 2017) la loro disciplina outdoor preferita: si tratta di ulteriori 1 milione 121mila italiani che hanno generato 4 milioni 133mila presenze, però in Paesi esteri. Le previsioni per il 2018 (4) sono ancora più incoraggianti, in quanto l’Osservatorio Italiano del Turismo Outdoor stima un incremento del +4,3% di arrivi italiani legati alle discipline outdoor unitamente ad una crescita del +3,2% degli arrivi stranieri, sempre legati alle discipline outdoor, nel periodo marzo/ottobre 2018.
Nell’anno in corso, pertanto, si stimano oltre 13 milioni 311mila arrivi complessivi che permetteranno di superare la soglia delle 40 milioni di presenze, e più precisamente 40 Milioni 398mila presenze circa. Di certo il dato più interessante è quello relativo al fatturato generato dal comparto nell’anno 2017. Fatturato che interessa non solo il comparto ricettivo ma anche quello dei servizi sportivi e non, ristorazione, trasporti, parcheggi, etc., in quanto può essere così suddiviso:
• un fatturato per il settore ricettivo pari a 2 miliardi 589 milioni di Euro circa (pari al 64,2% del globale);
• un fatturato per il settore dei servizi pari a 1 miliardo 443 milioni di Euro circa (pari al 35,8% del valore complessivo).
Nel 2017 il fatturato complessivo del settore «turismo outdoor» in Italia, nel periodo marzo/ottobre, ha superato i 4 miliardi di Euro. Per il 2018 le stime dell’Osservatorio Italiano del Turismo Outdoor prevedono di raggiungere un fatturato complessivo per il settore pari a 4 miliardi 189 milioni di Euro, con un incremento, rispetto al 2017, di 157 milioni di Euro (+3,9%).

Le specialità sportive che generano più turismo
In una nazione dove tutti siamo CT della nazionale di calcio, risulta evidente che questo sport rimane quello più seguito, ma non per questo motivo è anche quello che genera il maggior numero di turisti outdoor. Infatti il calcio, che è anche la prima disciplina per numero di iscritti alla federazione, genera soggiorni con il più basso indice di età per partecipante (si sviluppano in prevalenza attraverso tornei, gare, ritiri, allenamenti, camp, etc. per bambini e ragazzi); l’età media dei partecipanti è di 14 anni e 8 mesi. Lo stesso dicasi anche per altre discipline sportive molto amate dagli italiani (come la pallavolo o la pallacanestro) che generano un numero limitato di presenze di turismo outdoor ( ed anche in questo caso di giovane età)  se comparate al numero dei praticanti effettivi. O per la pesca che, sebbene sia la disciplina che raccoglie un numero altissimo di adepti in Italia, non genera valori economici di rilievo per quanto riguarda i soggiorni. Emerge così che la disciplina sportiva outdoor che genera la maggior quota di turisti è rappresentata da tutto ciò che è «bicicletta» nelle sue varie formule (quindi cicloturismo, mountain bike, e-bike, downhill, BMX, etc.); dai raduni alle gran fondo, dagli stage sino alle semplici passeggiate in bici, la pratica del cicloturismo in tutte le sue varianti rappresenta un valore economico primario. Al secondo posto tra le discipline outdoor che generano le maggiori quote di turisti outdoor vi è invece l’insieme delle discipline slow legate alle «camminate», come sono il trekking, nordic walking, fit walking, etc., praticate soprattutto dagli over 45 (con una equa distribuzione tra praticanti uomini e praticanti donne). Coloro che intendono invece la camminata in maniera più strong, quindi chi corre, sono invece inquadrati in chi pratica corsa campestre, corsa su strada, trail running, etc. Se però si considerano in maniera aggregata coloro che praticano le camminate e le corse – nelle loro varie formule (la loro totalità supera, per flussi di turisti outdoor generati)  quelli della macro-categoria definita genericamente «bicicletta». Vi sono poi gli sport d’acqua, anch’essi in crescita. Dalle immersioni alla vela, dal surf alla canoa sino alle nuove discipline come può essere il S.U.P. (Stand Up Paddle), il parasailing, l’hydrospeed e il rafting, si tratta di attività che vedono aumentare la quota dei soggiorni, non solo per partecipare a tornei, gare, ma anche per trascorrere un po’ di tempo divertendosi in compagnia di amici o familiari. Sono, queste, le discipline che generano i maggiori flussi di turismo outdoor: tuttavia vi sono tantissime discipline che, con numeri assoluti di praticanti decisamente inferiori, sono però in grado di creare flussi percentualmente molto interessanti, come l’arrampicata.

Le nuove specialità, soprattutto «giovani»
Sono le nuove discipline sportive all’aperto quelle che creano, oggi, il maggiore interesse, soprattutto da parte dei giovani che vogliono provare nuove esperienze sportive. È anche questo il motivo che spinge la nascita di nuove discipline le quali, spesso, poco hanno di sportivo e molto, invece, di divertimento o di competizione con se stessi. Nelle aree montane e collinari si assiste ad un’esplosione di corsi di survival: non si tratta di veri e propri sport ma più genericamente di attività all’aria aperta, in cui mettere alla prova le proprie capacità di sopravvivenza nella natura senza l’ausilio di strumentazioni ma aiutandosi con le proprie mani. Proprio nella realtà odierna in cui la tecnologia è sempre più presente, si riscopre il desiderio di riuscire a farcela con le proprie capacità. Sempre in montagna è in forte espansione l’utilizzo dei fiumi, torrenti e corsi d’acqua per alcune pratiche sportive: tra quelle che stanno crescendo con le maggiori quote percentuali vi sono il canyonig e l’hydrospeed. Si tratta di pratiche sportive altamente adrenaliniche: nel canyoning le tecniche dell’alpinismo vengono utilizzate per discendere i torrenti, mentre l’hydrospeed consiste nella discesa delle rapide di un fiume avvalendosi dell’ausilio di un galleggiante. Altra adrenalinica novità è l’«human bungee sling shot», ovvero la fionda umana, che consiste in un lancio in orizzontale con un elastico messo in tensione. I praticanti vengono assicurati ad un’imbragatura, raggiungendo un’accelerazione da 0a 100 km/h in mezzo secondo. In fase di crescita anche la «slackline», ovvero l’arte di stare in equilibrio su una sorta di fettuccia e di camminare, saltare ed esibirsi in acrobazie come dei veri e propri funamboli. Vi è poi la «highline», in cui l’esercizio viene reso ancora più estremo, in quanto in questo caso la slackline viene posizionata a svariati metri dal suolo. Vi è poi lo «zip lining», cioè la discesa lungo una teleferica per provare l’emozione di un volo nel vuoto, attività molto presente in particolar modo tra le attività dei parchi avventura. Il «cliffhanger», invece, comprende un mix di esperienze: arrampicata, via ferrata e salto nel vuoto. Tra gli sport da praticare in acqua, ma in questo caso in mare, è in costante crescita il «sup» e la pratica dell’«hidrofly». Il sup consiste nello stare in piedi in equilibrio su una longboard di grandi dimensioni, remando con l’aiuto di una pagaia. L’hidrofly invece, disciplina che spopola sulle coste delle località più modaiole, permette letteralmente di volare in piedi sull’acqua e di esibirsi in acrobazie, sfruttando la forza propulsiva. Per gli amanti del calcio vi sono poi nuove evoluzioni come il «bubble football»: ci si può giocare su un comune campo da calcetto a 5, utilizzando le stesse porte. Le squadre possono essere composte da 4 o 5 giocatori e l’obiettivo è quello di fare goal indossando delle bolle gonfiabili, le bumper ball appunto, che permettono di scontrarsi per rubare il possesso palla all’avversario in tutta sicurezza. Una variante dell’utilizzo di sfere trasparenti è lo «zorbing», che consiste nel rotolare in discesa lungo un percorso prestabilito, all’interno di una sfera. L’ultima vera moda, in crescita esponenziale, riguarda le discipline «OCR» (obstacle course run). In queste sfide, diffuse ormai in tutta Italia come le famose Mud Run, Spartan Race, Inferno Race, Strongman Run, l’obiettivo è quello di mettere alla prova se stessi nella corsa e nel superamento di ostacoli di tutti i tipi (fango, schiuma, acqua, pneumatici, balle di fieno, etc.), non solo in un’ottica di competizione ma anche di divertimento. Sempre più amate e diffuse sono inoltre tutte le attività da svolgere a contatto diretto con i nostri amici animali, in particolare i cani. In questo caso le prove di agilità, il superamento di ostacoli ed il divertimento vengono condivisi con i migliori amici dell’uomo. A tal proposito si può fare riferimento all’agility dog, che consiste nel superamento di ostacoli da parte dei cani grazie agli insegnamenti del proprio padrone, ed al «disc dog», ovvero il gioco del frisbee insieme ai cani. Il desiderio di stare a contatto con la natura e l’amore per la natura stessa e gli animali si manifesta anche in altre attività come il lama trekking, ovvero passeggiate in compagnia di questi animali che ben si adattano sulle nostre montagne, così come le attività educative-ricreative di wolf howling, che consistono in passeggiate notturne regolamentate in mezzo ai boschi, riproducendo ululati preregistrati e inducendo così risposte vocali da parte dei lupi, al fine di determinarne la presenza o assenza, di stimarne il numero minimo di individui e di accertarne l’avvenuta riproduzione attraverso la risposta dei cuccioli.

Dove si consuma Il turismo outdoor
Tutte le regioni italiane hanno caratteristiche morfologiche ottimali per la pratica sportiva, ma i flussi dei turisti outdoor sono ovviamente condizionati da una molteplicità di fattori, in primis dalla presenza mixata di location considerate ideali per la pratica sportiva con la presenza di servizi e dalla capacità commerciale degli stessi operatori turistici. Emerge così che la regione che raccoglie la maggior quota dituristi outdoor è il Trentino Alto Adige, che a livello nazionale conquista ben l’11,4% del totale dei flussi, seguito dalla Sardegna con il 10% e dall’Emilia Romagna con il 9,8%. Vi sono poi altre quattro regioni che conquistano quote superiori al 5%: si tratta del Veneto (9,2%), della Toscana (8,5%), della Sicilia (7,5%) e del Piemonte. Tra marzo ed ottobre si «consumano» i flussi del turismo outdoor in Italia, con una forte concentrazione nei mesi primaverili, quando letteralmente esplode il desiderio di fare attività sportiva all’aperto. Sono infatti i mesi di maggio e giugno quelli che raccolgono la maggior quota di turismo outdoor: complessivamente il 33% del totale dei flussi.
Però, come si può notare, vi è una buona distribuzione di questa formula di turismo in tutti i mesi che vanno da marzo ad ottobre, con una fase di crescita costante nei primi mesi – da marzo (10,2%) sino appunto a giugno (16,9%) – con una decrescita quando l’estate diventa più «rovente» – con un luglio che raccoglie il 13,8% dei flussi e agosto che scende al 9,4% - ed un nuovo picco a settembre (12,6%) per poi diminuire quando comincia a fare più fresco, vale a dire ad ottobre (9,3%). È altresì interessante notare che il mese che «raccoglie» il maggior numero di turisti outdoor (con focus su coloro che si spostano per partecipare ad un evento) è quello di giugno (17,3% del totale dei flussi che si spostano solo per partecipare all’evento) seguito dal mese di maggio (con una quota del 13,4% sul totale di tali flussi legati solo agli eventi).
L’Osservatorio Italiano del Turismo Outdoor identifica anche le regioni italiane dalle quali si sviluppa il maggior numero di turisti outdoor. Dalla rilevazione emerge che la regione italiana dove si concentra la più alta quantità di questi turisti è la Lombardia, che da sola genera il 12,9% di questi flussi, seguita dal Veneto (10,2%) e dal Piemonte (7,4%). A seguire la Toscana (7%), il Lazio (6,4%) il Trentino Alto Adige (6,3%), l’Emilia Romagna (6,2%), la Puglia con il 5,7% e l’Abruzzo con il 5,4%. I residenti nelle rimanenti regioni italiane generano flussi con quote inferiori al 5%.
Altro dato interessante è quello relativo al «con chi»: emerge infatti che i turisti outdoor, spostandosi da casa per inseguire una propria passione, lo fanno in prevalenza con la tribù di appartenenza, quindi in prevalenza con amici (il 57,8% del totale), ma anche con la famiglia (27,2%), in maniera individuale (11,4%) o con conoscenti casuali (il 3,6%). Si tratta, in prevalenza, di italiani di sesso maschile (63,8%) rispetto ai turisti outdoor di sesso femminile, che rappresentano il restante 36,2%. A tal proposito è utile verificare come sia in aumento la quota delle donne che praticano turismo outdoor, che negli ultimi 5 anni hanno “conquistato” ben 8 punti percentuali. Per quanto riguarda l’età dei praticanti del turismo outdoor, ultimamente si assiste ad un innalzamento dell’età media, e ciò avviene grazie all’esplosione delle discipline slow come, ad esempio, il nordic walking. Emerge così che l’età media dei turisti outdoor sia di 44 anni e 2 mesi (cinque anni fa si assestava al di sotto dei 40 anni).

Le tendenze evolutive per il prossimo futuro
Se «outdoor» indica le attività all’aperto, allora tutto ciò si svolge «en plein air» e che rientra nella sfera del «movimento» (sia esso realizzato in maniera soft o facendo esplodere l’adrenalina ai suoi massimi livelli)  può correttamente essere considerato un’attività sportiva outdoor. Su questa tematica si esprimono, come abbiamo avuto modo di vedere, una molteplicità di discipline, alcune delle quali anche estremamente innovative. Tutte, però, possono essere ricondotte sotto una serie di tendenze che sempre di più le caratterizzano, vale a dire:
• urbanizzazione delle discipline outdoor: vi è una gran parte delle attività sportive, che generalmente si consumavano esclusivamente in ambienti naturali, che si «urbanizzano». Entrano, in sostanza, nei contesti cittadini, sviluppandosi anche in formule diverse e sempre nuove, mantenendo solo la base della pratica sportiva. «Urban trail»,« parkour»,  «slackline».
• divertimento e socializzazione: si assiste ad una vera esplosione di tutte quelle discipline che prediligono gli elementi di socializzazione e divertimento rispetto alla mera questione competitiva, dove il piacere è insito nella partecipazione. «Color run», «paintball», fitness in acqua.
• attività competitive all’aria aperta: più che vere discipline si possono definire attività all’aria aperta, dove competizione fa rima con esibizione e la corsa si mescola con gli ostacoli. Si tratta di tutte le discipline OCR: Spartan race, Inferno race, Mud run.
• ricerca multi-sport: aumenta la partecipazione a discipline «multisport», che sono cioè in grado di unire in un’unica competizione diverse discipline. Ed aumentano in maniera ancora più esponenziale gli appuntamenti «extreme». Biathlon, triathlon, Iron man, cliffhanger.
• opzioni adrenaliniche: sport estremi che garantiscono una forte scossa emozionale. È questo un tema sul quale vi è una fortissima attenzione ed una richiesta sempre più insistente di nuove esperienze. «Rafting», «bungee jumping», paracadustismo.
• all’opposto, la lentezza: praticare attività fisica in luoghi che permettono di dedicare a se stessi un po’ di tempo per stare meglio. È questa una tendenza che si contrappone a tutto ciò che è «active», ed è quindi «slow». Nordic walking, trekking, yoga, «birdwatching», «dog trekking».
• la ricerca del proprio io: si tratta di un’esigenza in crescita che vede aumentare il numero di coloro che praticano discipline dove la sfida è solo con se stessi, o con leproprie paure. Arrampicata, «zip-lining», sky running, maratona.
• il confronto non competitivo: aumenta anche la pratica di tutte quelle discipline che permettono un confronto con le altre persone, senza però entrare nella sfera della competizione pura e semplice. Cicloturismo, parchi avventura.
• l’itinerario: cresce infine l’interesse (e la partecipazione) a tutte quelle discipline che «nascono» attorno ad un itinerario, con qualsiasi mezzo praticabile. Turismo equestre, orienteering sia di corsa che con mountain bike.              

Created: Mercoledì, 14 Marzo 2018 13:56
Category: Portfolio
Tags: Innevamento Programmato
 

Hi-Tech & design soffiano con la forza del Ventus 4.0

Il nuovo, potente generatore «4.0» prodotto dall’azienda specializzata del Gruppo Leitner definisce nuovi standard nel settore della produzione di neve tecnica con un concentrato di avanzamenti tecnologici «vestiti» con la classe e lo stile del marchio Pininfarina. Con Ventus 4.0 si alza ulteriormente l’asticella del rendimento e delle performances anche in situazioni di temperature di soglia, sposando nello stesso tempo le sempre più attuali esigenze di silenziosità e di risparmio energetico con comfort di prestazioni e dotazioni di comando estremamente funzionali, tra le quali sono comprese anche la stazione meteo integrata e la linea di Led lungo il margine della soffiante quale segnalatore visivo di funzionamento

Dicono di «Ventus 4.0…»

Gebhard Jäger (Funivie Kappl) «A convincerci è stata soprattutto la buona quantità di neve prodotta dal Ventus 4.0 a fronte della ridotta potenza di allaccio, pari a 20 kW. La bassa corrente assorbita è interessante in particolare in presenza di lunghi cavi e in questo caso fa davvero la differenza. Anche la tecnologia è realizzata in modo ottimale. Il peso ridotto facilita il trasporto».
Florian Schalber (Söllereck) «Il Ventus 4.0 ci ha soddisfatti al 100%. Ci ha convinto non solo la buona qualità della neve, ma anche l'elevata capacità di innevamento e la quantità di neve prodotta dal generatore. Uno dei vantaggi principali è la ridotta potenza di allaccio, pari a 20 kW. Inoltre, l'originale estetica del Ventus 4.0 non passa certamente inosservata. La fascia di luci a LED che attraversa l'apparecchio e funge da segnalatore visivo di funzionamento rende questo generatore di neve assolutamente unico nel suo genere».
Fulvio Pasinetti (Monte Pora) «È soprattutto la qualità della neve che sorprende, più asciutta, più delicata ..molto vicina alla neve naturale».

Dal 2017 il generatore Ventus 4.0 prodotto da Demaclenko ha definito nuovi standard sul mercato dell'innevamento tecnico. In collaborazione con lo studio di design Pininfarina è stato sviluppato un generatore di neve che di certo non passa inosservato per lo stile deciso e la forte personalità e per le sue prestazioni, le migliori della sua categoria. Nel 2017 il nuovo Ventus 4.0 firmato Demaclenko ha sorpreso il mercato dell'innevamento tecnico non solo per le sue linee futuristiche. Accanto al design moderno, ideato in collaborazione con il noto studio di design internazionale Pininfarina, si distingue anche per la maggiore efficienza energetica, la produzione di neve ottimizzata e il funzionamento particolarmente silenzioso. La fase di progettazione è iniziata con studi approfonditi, che hanno generato cambiamenti radicali. Rispetto al modello precedente è stato possibile ridurre notevolmente la potenza assorbita, con un risparmio pari al 20%, migliorando, allo stesso tempo, la produzione di neve. La portata d'acqua massima è pari a 9 l/s, mentre la potenza assorbita è di 20 kW, con una produzione di neve pari a 90 m3 all'ora. La macchina è comandata tramite un display touchscreen e il nuovissimo quadro elettrico Demaclenko Control, dotato di una robusta elettronica di potenza. Una connessione WiFi integrata consente inoltre di utilizzare il Ventus 4.0 in modo semplice e anche a distanza, tramite smartphone o tablet. Le valvole sono ora installate direttamente sulla corona di nucleazione, creando un blocco compatto. In questo modo l'energia necessaria per il riscaldamento del generatore di neve si riduce notevolmente, accelerando il processo di avviamento e consentendo di risparmiare energia durante il funzionamento del generatore a ventola. L'ottimizzazione dei nucleatori e degli ugelli ha consentito di ottimizzare le performance del Ventus 4.0 anche a temperature limite, rendendo possibile l'innevamento già a partire da -1° C. Le altre dotazioni includono la stazione meteo integrata e la linea di LED, pulita ed essenziale, che corre lungo il margine della soffiante e che funge da segnalatore visivo di funzionamento. L'assenza di parti sporgenti agevola particolarmente la manutenzione e la pulizia della macchina e, allo stesso tempo, offre un impatto visivo di grande effetto, caratterizzato da forme morbide. Le fiancate laterali dotate di agganci rapidi permettono una maggior facilità di apertura in caso di intervento. Inoltre, grazie alla collaudata girante del modello Silent e alla nuova soffiante dall'aerodinamica migliorata, è stato possibile ottenere un funzionamento particolarmente silenzioso e una frequenza sonora notevolmente ridotta, che rendono il Ventus 4.0 ideale anche per l'impiego in prossimità di zone abitate o ad alta frequentazione turistica, dove un ambiente tranquillo e piacevole in mezzo alla natura alpina è fondamentale.
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NOVITÀ AFTER SALES CON DEMACLENKO E-CAT:
ORDINARE I RICAMBI ONLINE IN MODO SEMPLICE E VELOCE

Benvenuti in E-CAT, il nuovo catalogo elettronico online di DEMACLENKO, dal quale è possibile ordinare ricambi per i generatori e gli impianti in modo rapido e semplice. È inoltre possibile effettuare il download dei documenti tecnici e dei manuali d'uso di tutti i prodotti. Grazie al nuovo catalogo online, d’ora in poi per i clienti DEMACLENKO ordinare pezzi di ricambio sarà un’operazione di scelta e di acquisto molto facile. Si parte da una piattaforma dalla quale grazie a un filtro si cerca e si trova il pezzo desiderato, tramite il nome del prodotto o il rispettivo codice. Da qui l’utente può scegliere se procedere direttamente all’ordine oppure ricevere un’offerta senza impegno.
Disegni esplosi digitali, che riproducono fedelmente tutti gli elementi degli impianti, aiutano a scegliere i componenti giusti. È inoltre possibile effettuare il download delle schede tecniche e delle istruzioni relative al funzionamento e alla manutenzione delle macchine, nonché
molto altro.Il processo d'ordine si esegue in poco tempo come un qualsiasi acquisto online: è sufficiente aggiungere gli articoli desiderati nel carrello, compilare il modulo e inviare.
Al resto pensa lo staff After Sales Demaclenko, in modo professionale, affidabile e veloce. L'accesso al portale avviene tramite un account cliente personale, che può essere richiesto tramite il sito web Demaclenko: www.demaclenko.com


 

Created: Martedì, 13 Marzo 2018 09:31
Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni

DEMACLENKO

L'hi-tech all'avanguardia per l'innevamento delle piste

Nelle imminenti fiere di Prowinter e Mountain Planet, i tre marchi della holding industriale di Vipiteno guidata da Anton Seeber esporranno novità assolute della loro produzione in quel concentrato di tecnologie e design che ne fanno un avamposto di progresso e innovazione sul mercato della montagna bianca

Winter at its best! È con questo nuovo motto che si presenta il gruppo industriale di Vipiteno all'inizio di questa stagione fieristica, evidenziando ancora una volta la propria forza come unico attore al mondo con un’offerta completa nel settore delle tecnologie per gli sport invernali. Leitner ropeways (impianti di risalita), Prinoth (battipista) e Demaclenko (neve tecnica) avranno l'opportunità di presentare i propri prodotti in occasione della fiera Mountain Planet a Grenoble (Francia) e della Prowinter 2018 a Bolzano. Per i visitatori sono in serbo innovazioni che renderanno le funivie, i battipista e i sistemi di innevamento ancora più efficienti, sostenibili e accattivanti.

Demaclenko ha potuto consolidare nel 2017 la propria posizione nel mercato nazionale e internazionale. Per quest’anno in occasione della fiera a Grenoble verranno presentati nuovi highlights della variegata gamma di prodotti. Per i visitatori sarà molto interessante scoprire i vantaggi dei sistemi d’innevamento Demaclenko in quanto ad efficienza, sostenibilità e funzionalità, nonché per il loro design. In particolare, il Ventus 4.0 sviluppato in collaborazione con Pininfarina e presentato ufficialmente l’anno scorso, ha convinto subito grazie alle sue elevate prestazioni di innevamento e si è imposto come un’autentica attrazione sulle piste. Ma non possono di certo mancare il Titan X 3.0, la soluzione ideale per temperature marginali e basse pressioni, e l’EOS, la lancia di innevamento dal consumo ridotto con 8 stadi di regolazione. Il Titan 3.0, il generatore neve più potente sul mercato, verrà esposto nell'area esterna accanto a Snow4Ever, il generatore mobile per l 'innevamento a temperature sopra lo zero, presentato per la prima volta lo scorso anno a Innsbruck. Tutti i generatori neve Demaclenko si distingono grazie alle elevate prestazioni che vengono migliorate continuamente, spostando l'asticella sempre più in alto. Muniti di un display con touch screen intuitivo, possono essere equipaggiati con la versione aggiornata del collaudato quadro elettrico Demaclenko Control, dotato di Wi-Fi. Infine l'ultima versione del software di gestione Snowvisual, completa una delle migliori offerte d’innevamento automatico al 100%.
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