Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate. Inoltre utilizza cookie tecnici per migliorare la navigazione. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno, accetti il servizio e gli stessi cookie.

Gallery 3 Columns - MontagnaOnline.com

About The Author

binda

Gender: Male
Email address: infoi@teaweb.it

Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 14:19
Category: Portfolio

La cittadina della Val Pusteria è stata insignita per il 2018 del titolo che dal 1997 una giuria internazionale assegna a quei centri alpini che si distinguono per la qualità delle loro politiche amministrative in relazione ai valori e ai dettami della Convenzione delle Alpi. La vivace viva culturale, la bellezza dell’ambientazione paesaggistica, la cura del decoro urbano, l’attenzione alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente montano, il rapporto con i giovani e le nuove tecnologie sono alcune delle motivazioni che hanno consentito a Brixen di essere insignita del titolo insieme agli impegni sottoscritti per proseguire anche nel futuro sulla stessa strada


Brixen/Bressanone è la nuova «Città alpina dell’anno» per il 2018 secondo la valutazione della giuria internazionale che dal 1997 assegna il riconoscimento tra le città dello spazio alpino che realizzano in maniera esemplare e paritaria gli interessi dell’economia, dell’ambiente e del sociale nel proprio comune in linea con i dettami della Convenzione delle Alpi. Il titolo costituisce da un lato un riconoscimento per le politiche finora adottate da una città, dall’altro vuole anche essere un incoraggiamento e un impegno a proseguire con decisione la via intrapresa. Le città premiate cooperano nell’ambito dell’omonima associazione. Attualmente aderiscono alla rete 16 città di Slovenia, Germania, Austria, Svizzera, Italia e Francia. Bressanone (2018) dopo Tolmezzo (2017), Belluno (1999), Trento (2004), Sondrio (2007), Bolzano (2009) e Lecco (2013), è la settima Città alpina dell’anno italiana. Bressanone rappresenta il centro regionale di uno dei principali complessi vallivi della Provincia autonoma di Bolzano. La vivace città alpina, che conta circa 22.000 abitanti, ha ottenuto il titolo grazie a diversi meriti e ai suoi ambiziosi obiettivi. Secondo la motivazione della Giuria internazionale, la città presenta successi sostenibili in particolare per quanto riguarda una politica alpina capace di futuro, orientamenti innovativi e per sapersi proporre come destinazione modello in una posizione cruciale tra città e montagna. Inoltre Bressanone attua in modo mirato strategie della Convenzione delle Alpi e fa emergere elementi promettenti per il futuro.

Metropoli alpina per la cultura
e la consapevolezza alpina
Con l’assegnazione del titolo di «Città alpina dell’anno» Bressanone entra a far parte dell’omonima associazione, che quest’anno festeggia il ventesimo anniversario della propria costituzione. Con la sua attività l’associazione si impegna per uno sviluppo ecologicamente e socialmente compatibile dello spazio alpino. «Il conferimento del titolo, oltre al riconoscimento per le iniziative realizzate, intende fornire una motivazione per dare al futuro un’impostazione sostenibile. In particolare occorre rafforzare la consapevolezza alpina e consolidare le relazioni con il territorio circostante, senza perdere di vista gli obiettivi di fondo di una politica alpina sostenibile, che non è coerente con pesanti progetti infrastrutturali. In futuro questo potrebbe essere percepito come l’aspetto centrale della città»: questa la raccomandazione formulata dai membri della Giuria. In novembre i rappresentanti delle altre città alpine e della Giuria si sono incontrati per un seminario di lancio dell’iniziativa. «Il seminario ci ha offerto l’opportunità di approfondire insieme le priorità che Bressanone si è data per il 2018 nella prospettiva di dare attuazione alla Convenzione delle Alpi», ha dichiarato la consigliera comunale Elda Letrari.
La vivace vita culturale è di per sé sufficiente per fare di Brixen/Bressanone una città alpina per eccellenza: tre lingue alpine riconosciute, l’iniziativa Città-Montagna, così come il contesto paesaggistico, sono tutti elementi che determinano il carattere alpino della città. Il quadro è completato da diversi programmi lungimiranti, come il progetto Smart city-destination, o il processo di acquisizione di un profilo all’insegna della simbiosi tra città e montagna. È inoltre evidente un forte impegno anche nella protezione della natura e del paesaggio, infatti a Bressanone e nei dintorni sono presenti diverse aree protette e di interesse ecologico, così come alcune significative aree archeologiche. Da anni infine il comune punta allo sviluppo delle energie rinnovabili.

Una città attiva, in rete e
orientata ai giovani
Bressanone può già vantare un collegamento in rete di buon livello. Dal 2018 l’adesione alla «Città alpina dell’anno», un vivace partenariato tra città alpine sostenibili, si aggiunge all’appartenenza, già operativa e significativa nella prospettiva della messa in rete, alle associazioni Alleanza per il Clima e al Patto dei sindaci.
Inoltre Brixen/Bressanone pratica un’attiva politica giovanile e ha istituito un proprio Parlamento dei giovani, un importante presupposto per la futura partecipazione alla rete delle città alpine insignite del titolo. «Per la nostra città è un onore essere eletta «Città alpina dell’anno» - ha detto il sindaco Bressanone Peter Brunner -  Allo stesso tempo, ciò rappresenta anche una grande responsabilità, di cui siamo pienamente consapevoli. Durante questo anno e i successivi noi intendiamo vivere e praticare a tutto tondo la filosofia della «Città alpina dell’anno». Un aspetto fondamentale in tal senso è la collaborazione con altre città appartenenti all’associazione. Solo così si possono gettare ponti, allacciare nuove amicizie e conseguire obiettivi comuni per lo sviluppo sostenibile dello spazio alpino».

Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 10:42
Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni
 

Si terrà dal 10 al 12 aprile Prowinter, la fiera di Bolzano dedicata agli operatori del settore neve

Per il mondo della montagna bianca e tutti i suoi protagonisti, la fiera in programma a Bolzano dal 10 al 12 aprile è ormai da anni la tradizionale occasione per tracciare un bilancio consuntivo sull’andamento dell’inverno appena trascorso e fare il punto su possibili strategie per il futuro, tra le quali lo sviluppo delle iniziative per la «montagna verde» dell’estate. Come sempre, particolare attenzione sarà rivolta all’attività del noleggio, tema ispiratore della fiera bolzanina fin dalle sue origini e fulcro di una profonda trasformazione in atto nei mercati dell’attrezzatura e del turismo. E, dopo aver lanciato con successo nel 2016 lo Startup Village riservato alla presentazione di giovani operatori con nuove idee, quest’anno la fiera di Bolzano rilancia Alpitec, il settore B2B per le tecnologie di montagna, dagli impianti a fune all’innevamento tecnico

Si terrà dal 10 al 12 aprile Prowinter, la fiera di Bolzano dedicata agli operatori del settore neve come noleggiatori e gestori di impianti. Un appuntamento sempre più importante per tracciare il bilancio consuntivo della stagione invernale, come quella che stiamo vivendo in pieno svolgimento, partita positivamente con le diffuse nevicate di novembre/dicembre e durante la quale, come ogni anno, il mondo della montagna bianca con tutte le sue componenti ( dai gestori degli impianti di risalita e delle skiarea, al mercato delle attrezzature tecniche,  agli albergatori) vuole dimostrarsi pronto per rispondere  alle esigenze degli sciatori in tutti i loro aspetti. Ma da parte di Prowinter prosegue la volontà di allargare il proprio raggio d’azione anche alle tematiche della montagna estiva. Prowinter è qualcosa di più di un semplice evento espositivo, perché gli organizzatori l’hanno configurata come piattaforma focalizzata nelle tematiche del noleggio per gli sport alpini e rivolta anche ai gestori di impianti che vogliono conoscere lo stato dell’arte delle infrastrutture per la montagna. 

Uno sguardo al presente e al futuro
Ma non solo, perché Prowinter viene sempre più considerata come luogo di incontro anche per associazioni e sci club, oltre ai negozi specializzati: un palcoscenico di attori che vogliono incontrare l’offerta del mercato a loro dedicata. E nel proprio spirito innovativo, Fiera Bolzano dal 2016 ha introdotto lo Startup Village, un’area riservata alla presentazione di giovani operatori pronti a lanciare nuove idee per il futuro delle discipline della montagna.
Infine Prowinter sarà anche l’occasione per tracciare un bilancio della stagione invernale sotto il profilo agonistico, accogliendo numerose premiazioni di atleti elite (la fiera si terrà due mesi dopo i Giochi Olimpici di PyeongChang in Corea, evento agonistico clou della stagione 2017/18) così come giovani promesse e, naturalmente, i nuovi maestri di sci.
«Siamo fortemente motivati nel voler creare un evento in grado di rispondere a specifiche esigenze del mercato del rental invernale e di tutto ciò che ruota intorno alla pratica degli sport invernali – ha commentato Geraldine Coccagna, Exhibition Manager di Prowinter – stando molto attenti ai segnali che il comparto presenta anche oltre la stagione della neve».
Infatti, da un paio di edizioni, Prowinter ha accolto anche operatori del settore ciclismo, poiché sta crescendo la sovrapposizione di noleggiatori di sci che nel periodo estivo si «convertono» al mondo delle due ruote: «Indubbiamente l’evoluzione delle e-bike ha dato un forte impulso al mercato del rental e noi siamo sicuramente degli interlocutori in grado di cogliere le opportunità che il settore montagna è in grado di sviluppare», conclude Geraldine Coccagna.

Continua Prowinter LAB
Diversificazione e innovazione sono i temi chiave per soddisfare le aspettative dei clienti: i cambiamenti climatici, per esempio, impongono alle destinazioni turistiche di adeguarsi e sviluppare nuove attività da offrire alla clientela tutto l’anno, anche in assenza di neve. Con questo scenario in continuo cambiamento, le decisioni devono essere prese in tempi rapidi e con la maggiore conoscenza possibile di informazioni, ed è per questo che Fiera Bolzano riconferma la propria volontà di far crescere Prowinter LAB, l’Osservatorio sul noleggio che vuole analizzare il pianeta del noleggio sportivo e consentire agli operatori di prendere decisioni in base a dati oggettivi di mercato.

Il ritorno di Alpitec
Infine, nell’edizione 2018 torna Alpitec nel programma di Prowinter, il settore B2B per le tecnologie di montagna: una parte espositiva verrà dedicata ai temi delle infrastrutture alpine come gli impianti a fune e quelli per l’innevamento, ma anche agli strumenti per la realizzazione e manutenzione di piste e snowpark, fino alla accessoristica di base.

Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 10:42
Category: Portfolio
Tags: Fiere Convegni
 

Incontro e intervista con Geraldine Coccagna,
Exibition Manager della manifestazione fieristica di Bolzano

Al timone di Prowinter e di Alpitec nel ruolo di Exhibition Manager («Si deve dire così, in inglese») della fiera di aprile c’è una signora altoatesina dal nome stranamente francese («È stata mia madre a sceglierlo in omaggio all’attrice figlia Charlie Chaplin, dopo aver chiamato Natalie e Tobias mia sorella e mio fratello») e padrona di una vita quantomai intensa vissuta tra multiformi esperienze professionali e personali. Geraldine Coccagna, 48 anni, è nata a Bressanone dove ha condotto gli studi primari per poi conseguire la maturitá (IB) presso la scuola internazionale «Collegio del Mondo Unito» a Duino (TS) e poi laurearsi in relazioni pubbliche allo IULM di Milano.  Era il 1992 e da lì, con tanta voglia di fare e la conoscenza perfetta di italiano, tedesco e inglese, è partita per costruirsi una vita autonoma e una carriera. Lavora una stagione allo Stelvio quando direttore degli impianti era Aldo Del Bò. Contribuisce all’organizzazione dei Mondiali di Hockey su ghiaccio che nel 1994 si disputarono a Bolzano/Val di Fassa/Milano. Dal 1994 al 2000 le conseguenze dell’amore («Il mio compagno di vita era un medico veterinario» la portano in giro per i mari in barca a vela fino all’approdo sull’Isola di Guam (Oceano Pacifico occidentale!) dove l’apertura di un ospedale veterinario è anche il traguardo definitivo di una relazione ormai finita. Verso la fine del 2000 Geraldine torna in Alto Adige e trova lavoro in una agenzia di eventi.  Nel 2002 viene assunta in Fiera Bolzano in tempo per organizzare Interpoma (la fiera delle mele) e per vivere nel 2003 l’ultima edizione «autonoma» di Alpitec, la fiera italiana delle tecnologie alpine che era nata nel 1997  ma si era trovata quasi subito a confrontarsi con la  «concorrenza» dei colossi Interalpin austriaca e dell’attuale Mountain Planet francese. «Da parte dei grandi costruttori – ricorda Geraldine – era  emersa la difficoltà di  dover sostenere con lo stesso carico di impegno la partecipazione a troppe fiere. Per cui si era deciso in pratica di tagliarne due, Bolzano e Martigny». Da allora  Alpitec si è accompagnata in versione ridotta a Prowinter, già nata intanto dall’intraprendenza di Erwin Stricker, pioniere in Italia della diffusione del noleggio di qualità. Ma quel  2003 è da ricordare anche perché tra i cannoni dell’allora York Neve esposte per Alpitec, Cupido scocca una freccia che centra al cuore  Franco Balada, attuale direttore della filiale italiana dell’azienda svizzera Bartholet Maschinenbau di Flums.  Colpo di fulmine,  trasferimento in Lombardia, la terra di lui, tra Sarnico e Lovere, un periodo di collaborazione con l’alpinista Agostino Da Polenza e il suo comitato che cura la gestione della piramide di ricerca del CNR in Himalaya. La prima figlia, Emma, nasce nel 2006; la seconda, Ginevra, nel 2010 quando già la nuova famiglia era tornata in Alto Adige nel 2008. Per una donna dal carattere positivo e forte, il ruolo di madre non impedisce certo di proseguire nel lavoro. Nel 2009 parte l’avventura di Alpitec Cina a Pechino, un’iniziativa di successo, «che sta andando a gonfie vele, suscitando un interesse sempre maggiore da parte delle aziende in un clima di grande sviluppo del settore in quel Paese anche in vista delle Olimpiadi invernali del 2022». Ed ora eccoci qua, verso la metà di dicembre 2017, per parlare del prossimo appuntamento di aprile, non in Cina ma in Italia, presso Fiera Bolzano.

Come sta andando Prowinter?
L’edizione 2018 promette bene anche se bisogna dire che ogni anno l’esito di partecipazione degli espositori dipende molto dall’andamento della stagione. Da come è cominciata la stagione invernale non possiamo che essere ottimisti. Da parte sua Prowinter ha la consapevolezza di essere una fiera B2B che si offre come piattaforma utile per relazioni e contratti tra operatori del settore, l’unica in Europa ad avere come principale focus il noleggio. Infatti il grosso della partecipazione è dato  dai negozianti e dai noleggiatori. Ad oggi, metà dicembre,  è ancora difficile dire a quale quota si stabilirà la vendita degli spazi espositivi ma ritengo che si possa parlare di una fondamentale stabilità rispetto all’anno scorso. Bisognerà vedere anche quali saranno gli umori del mercato all’ISPO di Monaco che si terrà negli ultimi giorni di gennaio. I dubbi maggiori riguardano il settore dell’accessoristica

Sul tema del noleggio che cosa si propone Prowinter Lab?
L’iniziativa è in mano ad Alfredo Tradati che l’ha proposta e avviata l’anno scorso.  Quest’anno sarà in grado di fornire un dettagliato «censimento» della realtà del noleggio in Italia, un database aggiornato e circostanziato di una realtà che sta crescendo in maniera esponenziale nel nostro Paese, un fenomeno che sta modificando profondamente il trade tra aziende e utenti. Una apposita tavola rotonda tra addetti ai lavori metterà a fuoco la situazione  con le relative problematiche che si legano sempre allo sviluppo di un settore.  Si comincia a sentire, ad esempio, la necessità di una normativa di settore che omologhi i livelli di valore verso l’alto per quanto riguarda la qualità delle attrezzature fornite, le competenze, l’affidabilità e la sicurezza. Ma chi può svolgere questo compito? Certamente non noi come fiera. Noi mettiamo a disposizione la piattaforma  ma dovrebbe esistere un ente, una associazione che raccolga tutti i noleggiatori e sia capace di stendere un codice condiviso di standard operativi e qualità di offerta. Esistono già dei piccoli nuclei  associativi come quello che fa capo alla moglie di Erwin Stricker, la catena Rent a Sport, ma servirebbe un organismo di rappresentanza più ampio e inclusivo. È stato chiesto a noi di svolgere questa funzione ma non è il nostro compito.  Spero che Prowinter Lab possa servire per far compiere questo ulteriore salto di qualità al noleggio.

E Alpitec?
Dopo le scelte compiute dalle grandi aziende del settore delle tecnologie alpine di cui abbiamo già parlato, Alpitec in Italia non può essere ovviamente quello che è in Cina, dove tutto è immagine e tutto è gigantesco. Non può essere più nè Interalpin né Mountain Planet. Ma può e vuole continuare ad essere un punto di incontro e di relazioni fondamentale soprattutto per le aziende italiane del settore dalle quali, non a caso, ci sono giunte molte sollecitazioni a non interrompere assolutamente la storia di Alpitec.  Molte aziende, anche alcune tra quelle più grosse e importanti dell’impiantistica funiviaria, hanno già confermato lo stand. La maggioranza è però composta da  aziende medio-piccole che vogliono curare i rapporti con i loro clienti italiani. Per farlo non servono megastand da centinaia di metri quadrati anche perché alle fiere non si va più per vedere le novità ma per incontrare persone; per farlo bastano piccoli stand, basta un tavolo attorno al quale confrontare le esigenze della domanda e dell’offerta. Quello che serve soprattutto è un punto di incontro, quello che Alpitec vuole continuare ad essere.           

Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 10:42
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita, Trasporto urbano
 

In Spagna l’azienda di Vipiteno ha curato l’ammodernamento della Funicular de Montjuïc, lo storico impianto del capoluogo catalano che si inerpica sul colle a sud della città, inaugurato nel 1928 in previsione dell’ esposizione universale del 1929.
Già ritoccata in occasione delle Olimpiadi estive del 1992, mezzo di trasporto fondamentale per la mobilità urbana e il turismo, la funicolare ha visto ora la ristrutturazione generale dei due vagoni, la sostituzione dei componenti elettromeccanici e delle funi, la modernizzazione dei freni nonché l’applicazione del sistema di controllo LeitControlto complessivo da parte del Gruppo su tutto il polo produttivo di circa 25 milioni di Euro

Da decenni ormai il Montjuïc, il promontorio che si erge nei pressi di Barcellona, è un luogo d’attrazione sia per i turisti sia per gli abitanti del capoluogo catalano. Alto circa 170 metri e situato a sud della città, il colle ha già ospitato l’Esposizione universale del 1929 e i Giochi Olimpici Estivi del 1992. Proprio in occasione dell’Esposizione universale, nel 1928 entrò in funzione la Funicular de Montjuïc, che oggi collega la stazione «Parallel» della linea 3 della metropolitana con l’Avinguda Miramar, sul Montjuïc, dove si trovano il Parco di Montjuïc, lo stadio e la piscina olimpionica. Per raggiungere la cima su cui troneggia il Castell de Montjuïc, la fortezza di Barcellona, si deve proseguire il viaggio con la Téléferic de Montjuïc, una cabinovia 8 posti realizzata da Leitner ropeways nel 2007. Gran parte del percorso della funicolare, il 75% circa, scorre in galleria. Ristrutturata da Waagner Biró per i Giochi Olimpici Estivi del 1992, era già allora uno degli impianti più moderni d’Europa. Da novembre 2015 ad aprile 2016 l’impianto è stato oggetto di un’opera di ammodernamento da parte di Leitner ropeways, che ha comportato la ristrutturazione generale dei due vagoni, la sostituzione dei componenti elettrici e meccanici e delle funi e la modernizzazione dei freni e dei freni d’emergenza. La funicolare è stata inoltre dotata di un nuovo sistema di controllo, il LeitControl, e di un impianto audio e video sia per i veicoli sia per le stazioni. Carlos Sanchez, direttore della funicolare e della cabinovia del Montjuïc, si dichiara soddisfatto del moderno sistema di controllo LeitControl e dice: «La caratteristica principale del LeitControl è sicuramente la quantità e la varietà delle informazioni che si possono rilevare a colpo d’occhio». I due vagoni, con una capienza di 400 persone, superano un dislivello di 72 metri su una distanza di 718 metri in meno di due minuti. Con una capacità di trasporto di 8000 persone all’ora in ciascuna direzione, la Funicular de Montjuïc raggiunge prestazioni tra le migliori al mondo. L’impianto, in funzione tutti i giorni dalle 7.30 alle 22, trasporta complessivamente 1,5 milioni di passeggeri all’anno

LA SCHEDA

Funicular de Montjuïc
Lunghezza: 720 m
Dislivello: 72 m
Velocità: 10 m/sec
Capacità: 8.000 p/h
Tempo di percorrenza: 2 min
Capienza vagoni: 400 persone/convoglio
Motori: 2x555 kW
Fune traente: Ø 50 compattata
Fune zavorra: Ø 24 compattata

 

www.leitner-ropeways.com

Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 10:42
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
 

Il famoso comprensorio sciistico del Tirolo si è arricchito di una cabinovia dieci posti e di una seggiovia sei posti prodotte e installate dal gruppo di Vipiteno. Con questi due importanti interventi la località austriaca compie un grande salto di qualità sul piano delle potenzialità di risalita e perfeziona ulteriormente il progetto che i proprietari svedesi della società di gestione si sono posti: elevare il livello qualitativo della fruibilità delle piste per l’utenza e fare della loro stazione sciistica un modello di accoglienza a misura di famiglie

Se tutto andrà secondo i piani degli svedesi di SkiStar, proprietari di maggioranza della stazione sciistica, St. Johann in Tirol dovrà diventare in futuro un modello di accoglienza «family friendly». Da questa stagione, con i due nuovi impianti realizzati da Leitner ropeways, l’obiettivo è un po’ più vicino. Ammontano complessivamente a 20 milioni di Euro gli investimenti destinati alla costruzione di nuovi impianti e ad altri interventi per l’innalzamento del livello qualitativo del comprensorio. Sull’Eichenhof la modernizzazione arriva con una seggiovia 6 posti e una cabinovia 10 posti di Leitner ropeways. La particolarità del progetto risiede nel fatto che i due impianti servono zone molto diverse tra loro dal punto di vista topografico, rispondendo così contemporaneamente alle esigenze di più gruppi di utenza. Mentre la seggiovia è concepita per gli sportivi, poiché copre la parte alta della regione dell’Eichenhof con piste particolarmente impegnative, la nuova cabinovia assolve invece principalmente alla funzione di mezzo di trasporto per sciatori principianti e semplici escursionisti. «Per le nostre funivie - afferma Manfred Bader, amministratore delegato di SkiStar St. Johann -  cerchiamo sempre la soluzione in grado di soddisfare al 100% le esigenze specifiche, dalla scelta della tecnologia fino all’implementazione, che deve essere in perfetta sintonia con le nostre aspettative. E con Leitner ropeways abbiamo trovato il partner ideale». La cabinovia Eichenhof è un mezzo pratico e confortevole per accedere alla stazione sciistica soprattutto per i bambini, i principianti e le scuole di sci e inoltre, essendo situata nei pressi del parcheggio, è utile anche per coloro che intendono raggiungere facilmente a piedi il rifugio senza incontrare alcun tipo di barriera od ostacolo. Le 24 cabine, che sono in grado di trasportare fino a 1880 persone l’ora, percorrono una distanza di 904 metri con arrivo al «Granderschupf». Da lì l’accesso al cuore del comprensorio per gli sciatori esperti è reso possibile dalla nuova seggiovia 6 posti che dal «Granderschupf» sale fin sopra la vecchia stazione a monte «Eichenhof 2». L’impianto, dotato di cupole di protezione e sedili riscaldati, trasporta 2400 persone all’ora e si sviluppa per una lunghezza di 1630 metri. Grazie alla maggiore capacità di trasporto e con la fine dell’epoca in cui per salire bisognava togliersi gli sci, il gestore SkiStar prevede un aumento delle corse pro capite. Considerando anche gli altri investimenti, St. Johann si prepara quindi a vivere con grande slancio la nuova stagione invernale. SkiStar, azienda leader sul mercato scandinavo nella gestione di impianti sciistici, punta ad offrire nel centro sciistico austriaco non solo un’accoglienza il più possibile a misura di famiglia, ma soprattutto un’esperienza invernale a tutto tondo. E grazie alla più moderna tecnologia funiviaria di Leitner ropeways ci sono ora tutti i presupposti per riuscirci. Affidabilità e qualità sono stati criteri decisivi nella scelta, come spiega Per Granas, direttore tecnico di SkiStar: «Perché tutto fili liscio, è essenziale che gli impianti forniscano effettivamente nella pratica le prestazioni previste e che siano consegnati e completati nei tempi concordati. Da questo punto di vista la collaborazione con LEITNER ropeways funziona alla perfezione!»

LA SCHEDA
GD10 Eichenhof:
Lunghezza: 904 m
Dislivello: 140 m
Velocità: 5 m/sec
Capacità: 1880 p/h
Numero di cabine: 24
Numero di sostegni: 8

CD6C Eichenhof:
Lunghezza: 1.630 m
Dislivello: 445 m
Velocità: 6 m/sec
Capacità: 2.400 p/h
Numero di seggiole: 66
Numero di sostegni: 13

www.leitner-ropeways.com

Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 10:42
Category: Portfolio
Tags: Impianti Di Risalita
 

II prodotti dell’azienda di Vipiteno soddisfano i più elevati standard in termini di qualità, innovazione e funzionalità, e per garantire agli impianti prestazioni eccezionali tutti i giorni anche i ricambi devono offrire la massima affidabilità. Mai come nel settore degli impianti a fune vale quindi la certezza che i ricambi originali garantiscono ai clienti la massima sicurezza e servizi esclusivi: consulenza dedicata, qualità originale e One Stop Shopping

Per i clienti uno dei principali criteri di valutazione di un fornitore è il perfetto funzionamento dell’impianto e la riduzione dei tempi di fermo. Per questo Leitner ropeways non si limita a fornire e costruire nuovi impianti, ma garantisce tempestività e qualità dei pezzi di ricambio grazie ad un elaborato sistema e programma di gestione del servizio di assistenza, che garantisce ai clienti massima sicurezza ed affidabilità. I ricambi originali Leitner ropeways sono fatti per durare a lungo; grazie alla qualità dei ricambi quindi, insieme ad un team di assistenza altamente qualificato che conosce le specifiche di ogni singolo sistema, l’azienda di Vipiteno può offrire ai propri clienti un pacchetto di servizi davvero completo.

Si possono ridurre i costi
migliorando l’operatività
I componenti originali Leitner garantiscono ai clienti la piena conformità e la stessa qualità degli impianti cui sono destinati e permettono di ridurre al minimo i tempi di fermo-impianto e quindi i costi connessi. Un pacchetto di servizi non può dirsi completo se però non è supportato dal giusto know-how: per questo motivo il team di assistenza è formato da esperti in grado di individuare tempestivamente i problemi dei clienti e di garantire la consegna delle componenti necessarie in tempi record, in tutto il mondo, anche quando si tratta di impianti datati, per i quali Leitner ropeways garantisce nel tempo la disponibilità dei pezzi di ricambio

One Stop Shopping:
tutto da un unico fornitore
Leitner ropeways, con una gamma di prodotti e servizi personalizzati, garantisce ai clienti la massima sicurezza, a partire dai pezzi di ricambio, componenti che rispettano gli standard più severi, ma offerte ad un ottimo rapporto prezzo-qualità; componenti prodotte direttamente dall’azienda che garantiscono massima sicurezza ed affidabilità. Ma la proposta di Leitner ropeways non si ferma qui: l’azienda ha infatti sviluppato il concetto di «One Stop Shopping», un modo innovativo per garantire al cliente di avere sempre a disposizione, in maniera rapida e semplice, i ricambi necessari; è infatti possibile ordinare con un semplice passaggio qualsiasi ricambio o utensile Leitner direttamente all’azienda, senza dover ricorrere a fornitori terzi. Un ulteriore vantaggio è la capillare presenza globale, che garantisce a clienti la consegna di migliaia di componenti in tempi record in tutto il mondo; il tutto unito ad un eccellente supporto tecnico, con un team di tecnici esperti a disposizione dei clienti. Leitner ropeways è il partner d’elezione per l'acquisto di utensili e ricambi originali, anche per impianti non più nuovissimi.
Servizi moderni, massima qualità e prezzi interessanti: questa è la ricetta vincente che ha convinto anche Tomáš Markoči, responsabile tecnico del comprensorio sciistico di Tatranská Lomnica in Slovacchia: «Se abbiamo bisogno di pezzi di ricambio per il nostro impianto Leitner ropeways – dice Markoči - scegliamo sempre ricambi originali acquistati direttamente dal produttore: in questo modo possiamo essere sicuri di avere componenti di qualità, la cui sicurezza è stata testata. Questa per noi è la soluzione migliore e più conveniente, perché ci garantisce un ottimo rapporto prezzo-qualità. Inoltre, Leitner ropeways, grazie alla divisione sviluppo prodotti, è in grado di offrirci anche versioni modificate dei componenti. Per tutti questi motivi noi scegliamo esclusivamente ricambi originali Leitner».

Ricambi originali Leitner: ecco, per concludere, i vantaggi per i clienti:
• massimi standard di qualità a prezzi convenienti
• funzionamento sicuro ed affidabile dell'impianto
• one stop shopping: tutte le componenti e i ricambi Leitner direttamente dal produttore
• consegna in tutto il mondo: il giusto pezzo al momento giusto nel posto giusto
• eccellente supporto tecnico da parte del nostro personale esperto

www.leitner-ropeways.com

Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 10:12
Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile

I poliziotti sciatori in pista
per la sicurezza e il soccorso

Il servizio coordinato dal Centro Addestramento Alpino di Moena opera da sessant’anni fedele come sempre all’impegno di tutelare gli sciatori di tutte le età sulle piste da sci. Quest’anno sono 194 gli operatori che compongono le pattuglie presenti in 53 località sciistiche italiane. Sono grandi appassionati della montagna altamente qualificati, usciti da specifici corsi di formazione, che hanno il compito di sorvegliare sul traffico sciistico e di intervenire in caso di incidenti e infortuni, svolgendo anche funzioni di prevenzione controllo sempre più sollecitate dall’alta frequentazione delle stazioni invernali e da tendenze sportive talvolta pericolose

Dice il dottor Vittorio Zamparelli, funzionario della Polizia di Stato e direttore del Centro Addestramento Alpino di Moena: «Quest’anno il nostro Servizio Sicurezza e Soccorso in montagna vede impegnati 194 operatori da noi formati e altamente qualificati distribuiti in 53 località sciistiche. Le pattuglie attive sui territori, composte da un minimo di tre elementi, dipendono da 13 Questure ma durante la loro attività continuano a fare riferimento a noi per quanto riguarda il coordinamento tecnico.  I nostri poliziotti sciatori rappresentano un presidio dello Stato in montagna, svolgono una funzione di tutela della sicurezza e compiti di assistenza che sono molto apprezzati dalle società di gestione delle località che dagli stessi sciatori, dai quali abbiamo avuto molti attestati di riconoscimento e di stima». Si sta parlando del servizio che la Polizia di Stato svolge da sessant’anni, vale a dire da quando il suo embrione nacque con la costituzione di un nucleo di 100 agenti destinati a garantire ordine pubblico e sicurezza in occasione delle Olimpiadi bianche di Cortina d’Ampezzo del 1956. Da allora, salvo un brevissimo periodo a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta quando tutte le risorse delle forze dell’ordine vennero impegnate nella lotta al terrorismo, questo servizio gestito all’interno dell’ufficio Affari Generali dal Centro Addestramento Alpino di Moena ha costituito un presidio di legalità e sicurezza sulle nevi dei comprensori sciistici. Nel corso degli anni ha assunto avanzatissime caratteristiche professionali, e non è un caso che le polizie europee più volte facciano riferimento all’esperienza italiana per ricevere corsi di formazione e di aggiornamento. Alla meticolosa preparazione giuridica gli operatori del servizio devono aggiungere un’elevata abilità sciistica ed approfondite conoscenze dell’ambiente montano. I «poliziotti sciatori» («Ricordo un articolo di giornale degli anni Sessanta – dice Zamparelli -  che li aveva già definiti allora “angeli della neve”») presidiano le  skiarea, intervengono in caso di comportamenti irregolari da parte degli sciatori e sono in grado anche di assistere gli infortunati nella sterminata casistica di incidenti più o meno gravi che si registrano ogni inverno. Vengono addestrati in corsi di formazione e di costante aggiornamento e costituiscono una presenza spesso fondamentale e risolutrice per le vite umane in pericolo o in difficoltà. Soprattutto in questi ultimi anni, l’esplosione del fenomeno del freeride, la pratica dello sci fuori pista e in neve fresca, ha visto impegnati giornalmente gli operatori della Polizia di Stato in recuperi di sciatori infortunati o addirittura, purtroppo, deceduti a causa di traumi o poiché travolti da valanghe. «Sono naturalmente ottimi sciatori, la maggior parte dei quali ha anche frequentato corsi di specializzazione sci /alpinistica tenuti presso il CAA, animati soprattutto da una grande passione per la montagna e per questa attività di servizio gratificante ma anche molto impegnativa». Il dottor Zamparelli («Mi ritengo un discreto sciatore»), romano, 58 anni, laureato in Giurisprudenza nel 1987 e sposato con due figli («La mia

 
 
 

famiglia sta a Roma ma è sempre felice di venirmi a trovare in una località splendida come la Val di Fassa») dirige il Centro Addestramento Alpino di Moena da tre anni: «Operiamo la prima selezione tra i poliziotti che si candidano a questo incarico, organizziamo e gestiamo i corsi di formazione e di addestramento tenuti da istruttori della struttura, molti dei quali sono anche Guide Alpine e molti provengono dal  Gruppo Sportivo FFOO Moena che ha sede presso il Centro. A questi, ogni anno, segue un corso di aggiornamento. Provvediamo all’equipaggiamento delle pattuglie coordinandoci con le Questure presso le quali verranno inviati a presidio delle aree sciistiche». Gli uomini della Polizia di stato in servizio sulle piste sono in grado di assicurare un’efficace controllo del territorio, prevenendo e reprimendo i comportamenti illeciti o scorretti, e nel caso di incidenti di operare i necessari rilievi per accertare le reali responsabilità. «I nostri poliziotti sciatori – dice  Zamparelli – sono ufficiali di pubblica sicurezza e agenti e ufficiali di polizia giudiziaria.  Possono operare in ambiti di polizia giudiziaria, comminare sanzioni in caso di comportamenti scorretti nel rispetto del codice di comportamento sulle piste da sci. Con la loro presenza danno sicurezza, fanno sentire ai cittadini-sciatori la presenza delle forze dell’ordine e hanno le capacità e le competenze per intervenire in missioni di soccorso, sono forniti di un’efficace preparazione per il primo intervento su traumi ed una consolidata e documentata abilitazione all’utilizzo del defibrillatore». Importante è il rapporto di collaborazione che si instaura con le società di gestione dei comprensori sciistici che forniscono alle pattuglie loro assegnate la sistemazione logistica. «È importante per le località poter disporre di un servizio che garantisce legalità e sicurezza sulle piste, capacità di intervento in diversi ambiti, professionalità e dedizione. Ma un altro non trascurabile contributo a cui i gestori tengono molto è la professionalità che i nostri uomini possono fornire nelle rilevazioni necessarie a seguito di incidenti  in pista, una casistica che spesso produce lunghi strascichi giudiziari e vede pesantemente coinvolti i gestori degli impianti. Le valutazioni oggettive e fattuali sul luogo dell’incidente svolte dai nostri uomini hanno valore probatorio e assumono rilevanza determinante».
Il Servizio Sicurezza e Soccorso in montagna, di recente regolamentato da un Decreto del Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, viene svolto alle dirette dipendenze delle Questure di riferimento ed in particolare degli Uffici Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, sotto il coordinamento tecnico del Centro Addestramento Alpino. L’attività, che impiega uomini e mezzi secondo un piano di anno in anno licenziato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, inizia, di norma, l’8 dicembre con l’apertura dei primi impianti e cessa soltanto alla chiusura dell’ultimo comprensorio servito. Viene svolto 7 giorni su 7 dall’orario di apertura delle piste alla chiusura giornaliera degli impianti. Le pattuglie operanti sono tenute a garantire l’efficacia del servizio gestendo, d’intesa con la Questura, la fruizione di ferie o recuperi. Qualora se ne verificasse la necessità viene sostituito con altro personale in modo da non pregiudicare la funzionalità del dispositivo. Tutto ciò comporta evidentemente uno sforzo logistico non indifferente ed un continuo coordinamento tra Questure, competenti Direzioni Centrali della Polizia di Stato e Centro Addestramento Alpino . «I nostri ragazzi – dice Zamparelli – sono tosti perché amano la montagna e quello che fanno. Cominciano alla mattina presto e staccano solo alla fine della giornata facendo “la scopa”, vale a dire verificando che, a impianti chiusi, non ci siano più sciatori sulle piste e quindi che nessuno sia in difficoltà. È un impegno continuo che si può sostenere solo se si è animati da una grande passione».




Created: Venerdì, 19 Gennaio 2018 10:12
Category: Portfolio
Tags: Gestione area sciabile


La stagione invernale 2016-2017 è stata sulle Alpi  italiane divisa in 2 periodi come quella  precedente. La prima parte dell’inverno è stata scarsa di precipitazione e mite a dicembre e novembre, la seconda da febbraio in poi nevosa ma non con importanti quantità. Questo andamento si è ripercosso molto sulla disponibilità della risorsa idrica nivale, specie nelle Alpi orientali.
I dati utilizzati in questo lavoro provengono dai data base dei Servizi Valanghe AINEVA, dalle stazioni di rilevamento presso le dighe delle diverse Compagnie di gestione delle acque superficiali dell’arco alpino (CVA Valle D’Aosta, Enel) , dalla Società Meteorologica Italiana,  dalla consultazione  delle banche dati on-line di alcune regioni, (www.meteotrentino.it, www.provincia.bz.it, http://www.arpa.veneto.it), da comunicazioni personali (http://marcopifferetti.altervista.org/) e dalla consultazione di  alcuni bollettini valanghe del Meteomont (www.meteomont.org).
Per quanto riguarda i dati degli incidenti da valanga sull’arco alpino sono stati consultati i siti www.aineva.it, www.avalanches.org, www.slf.ch e www.anena.org.

La precipitazione nevosa e la neve al suolo
Per analizzare il cumulo stagionale di neve fresca (HN), che viene utilizzato come riferimento per descrivere l’andamento della stagione invernale con riferimenti storici, espresso come SAI Index e calcolato per tutto l’Arco Alpino Italiano, sono state utilizzate 80 stazioni nivometeorologiche ubicate fra i 400 e 2740 m di quota.  Il SAI Index della stagione 2017, per le Alpi, è stato pari a -0.93 (l’indice è adimensionale, 1= inverno medio), sotto la soglia dello 0.10 percentile (-0,80) ad indicare un inverno eccezionalmente (raro) scarso di neve
La spazializzazione del valore del SAI Index evidenzia l’andamento nelle diverse geografiche, con i valori maggiori nelle Alpi Marittime e in Valle d’Aosta, frutto delle nevicate autunnali, in Alto Adige lungo la cresta di confine con l’Austria e nel gruppo dell’Adamello. In tutte le altre aree i valori sono stati fortemente al di sotto della media. I valori dei SAI Index per le Alpi occidentali è stato di -0.53 , per quelle centrali di -0,96 e per quelle orientali di -1,27.
Lo scarto percentuale della precipitazione nevosa rispetto alla media 2010-2016 per novembre-gennaio e febbraio-aprile, evidenzia oltremodo la scarsità di neve della prima parte dell’inverno e la maggior nevosità della seconda parte. In particolare, da febbraio in poi, la precipitazione è stata maggiore nelle Alpi occidentali e lungo la cresta di confine con l’Austria. Anche le Dolomiti meridionali e le Orobie hanno avuto un discreto innevamento.
A fine novembre, nelle Alpi occidentali, in particolare dalle Alpi Liguri alle Alpi Graie, l’inverno era partito bene con oltre 100-120 cm di neve fresca in pochi giorni (21-25 novembre) e oltre i 200 cm in alta quota, andando a formare un normale manto nevoso. Sul resto delle Alpi, in quel periodo le nevicate sono state ridotte man mano che si procedeva verso oriente fino ad essere quasi assenti come neve dalla sinistra del fiume Adige alla Slovenia.
Il  19-21 dicembre nevica ancora nella parte occidentale delle Alpi mentre per vedere la neve anche sulle Alpi orientali occorre aspettare il 12-14 gennaio 2017 con 15-20 cm in quota. Il 13 gennaio nevica anche in pianura.
La prima nevicata importante del 2017 arriva solo tra il 2 e il 6 febbraio quando grazie a diversi impulsi perturbati cadono circa 40-60 cm ovunque oltre i 1500 m con limite neve a 700 m nelle Alpi e più elevata nella fascia prealpina.
Fra il 6 e l’9 febbraio un nuovo impulso determina la comparsa della neve ancora a bassa quota. Dall’11 di febbraio in poi le temperature dell’aria aumentano di nuovo e rimangono sopra la media fino a fine mese.
Poi occorre aspettare la fine del mese di febbraio (28-1 marzo) per avere ancora nuove precipitazioni che proseguiranno anche nei primi giorni di marzo (4-6 marzo)  con abbondanti nevicate un po’ su tutto l’arco alpino.
L’ultima decade del mese marzo è stata caratterizzata invece da una maggiore variabilità che ha interessato maggiormente la parte occidentale delle Alpi con neve (23-26 marzo)  a fine episodio anche a bassa quota..
Il 2-3 aprile un nuovo episodio porta 50-70 cm di neve fresca in quota nelle Alpi occidentali e solo 15-20 nelle Alpi orientali. Seguono poi temperature molto miti fino a fine mese.
Infine, fra il 25 di aprile e il 4-5 di maggio, avviene l’ultimo periodo nevoso importane sull’Arco alpino meridionale. La neve e poi le basse temperature del mese di maggio, hanno contribuito a far rimanere la neve in montagna a lungo.
Questo andamento della stagione invernale ha portato ad un importante deficit di risorsa idrica nivale specie nelle alpi orientali.

Durata ed estensione del manto nevoso nelle Alpi
La stagione invernale da dicembre ad aprile (DJFMA) è durata -25 giorni oltre i 1600 m di quota, la più breve dal 1950 preceduta solo dall’inverno 1988-89 e di - 76 giorni fra gli 800 e i 1600 m di quota, valore più basso in assoluto degli ultimi 67 anni. Nei mesi di marzo e aprile (MA), la neve al suolo è durata rispettivamente -9 giorni ad alta quote (> 1600 m)  e -26 giorni bassa quota (< 1600 m). In quota la neve è poi durata a lungo nel mese di maggio e a seguito delle nevicate del periodo 25 aprile- 5 di maggio.
Nell’immagine da satellite MODIS del 21 dicembre 2016 è ben visibile la neve (color rosso) sulle montagne del Piemonte e della Valle d’Aosta, nel gruppo dell’Adamello Ortles Cevedale e la mancanza di neve naturale nelle Dolomiti e su tutto il Friuli Venezia Giulia. Il 27 di dicembre il settore centro occidentale delle Alpi è innevato mentre il settore orientale è ancora senza neve. La situazione non è molto differente anche il 21 gennaio 2017. Nell’immagine del 14 febbraio, finalmente si osserva la neve sulle Alpi orientali e la copertura nevosa è estesa. Il 21 di Aprile la neve ormai e scarsa su tutte le Alpi italiane. Le precipitazioni di fine Aprile determineranno una ripresa temporanea della copertura nevosa sulle Alpi.  

Le diverse temperature dell’aria in montagna
La stagione invernale (DJFMA) è stato mite (+1,1°C) e con importanti differenze nei vari mesi. Il mese di dicembre è stato particolarmente mite con una temperatura media positiva (come anche novembre) e uno scarto di 3-4°C rispetto alla media. Questa situazione ha condizionato molto la produzione di neve programmata. A titolo di esempio si riporta un grafico delle giornate utili per la produzione di neve per le Dolomiti in cui si evidenzia questa “difficoltà” climatica per la neve artificiale. Il mese di dicembre è stato in quota  il più mite degli ultimi 30 anni e particolarmente calda è stata la 3^ decade del mese. Tuttavia la neve si è mantenuta fredda per la combinazione delle giornate corte e del forte raffreddamento notturno per irraggiamento.
Il mese di gennaio è stato caratterizzato da un lungo periodo freddo (3-21 gennaio) in cui la prima decade del mese di gennaio è una delle più fredde degli ultimi 30 anni e questo ha favorito la formazione di strati basali fragili di brina di profondità Anche i mesi successivi sono risultati miti, ed in particolare marzo con +2,8°C.
Anche il mese di febbraio è stato mite, specie dal 11 in poi. La prima decade di marzo è stata fredda mentre miti sono state le altre 2 decadi. Complessivamente il periodo MA è stato mite con +1,8°C come nel recente 2014 e nel 2007 .  

Attività valanghiva spontanea e provocata sulle Alpi
L’attività valanghiva spontanea è stata più marcata e incisiva dove gli apporti nevosi sono stati maggiori in una stagione con poca neve.
Al di là di singoli periodi con una attività valanghiva significativa (molte valanghe di medie dimensioni, singole grandi valanghe), i periodi con la maggior attività valanghiva spontanea sulle Alpi sono stati la seconda e la terza decade del mese di marzo, in un periodo caratterizzato da elevate temperature dell’aria e, nella terza decade, da una serie di precipitazioni nevose nelle Alpi occidentali.
Per quanto riguarda gli incidenti da valanga,  ci sono stati 3 periodi importanti e critici.
Il primo in occasione della prima nevicata significativa di febbraio quando dal 4 al 7 di febbraio si registrano ben 5 incidenti da valanga (anche in Svizzera e in Austria si registrano 4 incidenti nello stesso periodo), poi dal 9 al 12 di febbraio con 5 incidenti da valanga in Italia e ben 8 in Francia con 1 sola vittima in provincia di Cuneo e infine dal 1 al 5 marzo con ben 14 incidenti da valanga e 6 vittime.  Nel primo periodo la causa principale degli incidenti è stata la presenza diffusa di strati basali di brina di profondità e di cristalli sfaccettati fragili sui quali si sono adagiate le precipitazioni nevose senza consolidarsi. Nella prima decade di marzo, oltre alla neve fresca, il vento ha giocato un ruolo importante nella maggior parte degli incidenti da valanga. Nella stagione invernale 2016 2017 sono stati classificati 46 incidenti da valanga sulle Alpi italiane con 19 vittime da valanga  (25 in Austria, 22 in Francia, 9 in Svizzera)  e in particolare  6 sci alpinisti, 6 sciatori fuori pista e 7 alpinisti).
A queste vittime occorre sommare 1 vittima su strada ad Ortolano (TE) e le 29 vittime a Rigopiano di Farindola (PE).
L’ultima vittima in abitazione registrata in Italia, risaliva al 23 febbraio 1999 al  Villaggio Dailey  di  Morgex (AO)

Nevosità e incidenti da valanga
Indice di pericolosità
Anche per questa stagione è stato calcolato il valore dell’indice di pericolosità della stagione invernale che mette in relazione il numero di morti da valanga e l’innevamento (Valt e Cianfarra, 2015) .
Globalmente la stagione invernale (da novembre ad aprile) è stata inferiore alla norma per la quantità di precipitazione nevosa  (SAI Index oltre lo 0.10 percentile) ma nella media  come numero di morti in valanga.  La combinazione porta ad un indice pari a 1, ovvero “Più morti e meno neve”. In questo conteggio non sono state considerate le vittime di Farindola (Fig. 15).

Conclusione
La stagione invernale 2016-2017 è stata caratterizzata da due importanti periodi: il primo da novembre a fine gennaio  con poca neve e temperature miti a dicembre, con poche valanghe scarso innevamento eccetto per alcune aree delle Alpi occidentali  e pochi incidenti da valanga. Il secondo periodo, da febbraio ad aprile, con l’inverno caratterizzato da  precipitazioni nevose e periodi di forte instabilità del manto nevoso con  incidenti da valanga concentrati in brevi periodi.

Ringraziamenti
Si ringraziano per il contributo nella raccolta dei dati in campo e per aver messo a disposizione gli archivi: Uffici Valanghe afferenti all’AINEVA, il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), l’Alpin Verein Sudtirol (AVS), il Servizio Valanghe Italiano (SVI/CAI), il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF), il Corpo Forestale dello Stato ed in particolare Stefano Pivot  rappresentate di AINEVA in CISA IKAR nella sessione valanghe.               n

Created: Giovedì, 07 Dicembre 2017 12:38
Category: Portfolio
 

 

Grande novità per la 12° edizione di Orobie Film Festival: l'evento cambia location!
L’iniziativa ha registrato negli anni un’affluenza di pubblico sempre maggiore, attirando sia appassionati di cinematografia sia amanti della montagna. Proprio a questo è dovuto il cambiamento: il Cinema Gavazzeni di Seriate, dal 23 al 27 gennaio 2018, con i suoi 452 posti, diventerà il nuovo punto di riferimento per l'evento cinematografico e nel quale si terranno tutte le proiezioni dei film in concorso, la cerimonia di premiazione e gli spettacoli.

www.montagnaitalia.com