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Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Le motoslitte classiche
dell'inverno «made in USA»

Le macchine della Arctic Cat sono importate da vent’anni in Italia dalla società di Balerna (Svizzera). Vengono prodotte da cinquant’anni con rigorosi sistemi di monitoraggio industriale a Thief River Falls, un paesino del Minnesota dove  la neve non manca mai e dove i suoi abitanti le usano ogni giorno, anche per andare al lavoro. Negli anni la produzione si è allargata ad una gamma che conta ormai ben 38 modelli tra i quali spicca la «Bearcat 7000 XT», l’ammiraglia di una flotta in grado di risolvere qualsiasi problema di spostamento e di lavoro sulla neve

Arctic Cat è il marchio che per il 2017 vanta una gamma di motoslitte  vastissima, ben 38 modelli, oltre alle tante varianti e colori diversi! Nel nord del Minnesota (Midwest degli Stati Uniti), a pochi chilometri dal confine canadese vengono prodotte e assemblate queste motoslitte da ben 55 anni. Arctic Cat é il maggior datore di lavoro a Thief River Falls dove gli 8500 abitanti, durante i lunghi inverni gelidi con temperature che di solito toccano i -30°C, si mettono alla guida della loro motoslitta ogni giorno, anche per andare al lavoro! Nello stabilimento della Arctic Cat ogni ciclo di montaggio, ogni serraggio di un bullone, viene monitorato puntigliosamente tramite un sistema elettronico che non ammette errori: se scappa un errore il sistema blocca automaticamente la linea di produzione fino a quando l’errore non viene risolto. Questa severità nel controllo di qualità operata sui motori garantisce la quasi perfezione che supera il 99%. Nel settembre 2016 Arctic Cat ha trasferito tutta l’amministrazione, il reparto design e la dirigenza in uno stabile totalmente ristrutturato di fine ’800 che a quei tempi era un deposito per le merci che arrivavano o partivano dal fiume Mississipi. Una parte dei motori che vengono installati nelle motoslitte vengono prodotte in uno stabilimento a 400 km più a sud, a ca. 100 km dalla capitale Minneapolis.
Qui a Saint Cloud, Arctic Cat assembla motori per quads e motoslitte da ben 10 anni in uno stabilimento considerato il più moderno del mondo. Da oltre 20 anni i mezzi Arctic Cat sono importati e distribuiti in Italia dalla Snopex SA di Balerna (Svizzera), azienda attiva da trent’anni che opera anche nei settori delle macchine agricole e dei Quad (ATV e UTV).

Arctic Cat Bearcat 7000 XT,
la fuoriclasse nel lavoro pesante

Il nuovo motore con raffreddamento indipendente dalla neve
Il cuore del Bearcat 7000 XT è il moderno e affidabilissimo motore C-TEC 4-tempi da 1049cc che eroga ben 100 KW/ 135 CV, un tre cilindri a 12 valvole; molto silenzioso, a basse emissioni nocive e con un consumo di carburante talmente irrisorio che permette di condurre la Bearcat, con il suo serbatoio di 56 litri, per tanti chilometri. Il sistema di raffreddamento a liquido é completamente indipendente, come in un autovettura: non necessita della neve per raffreddare così da permettere il funzionamento del motore per ore senza il rischio che si surriscaldi (classico problema delle motoslitte quando la neve é poca e/o gelata). Per il gravoso traino di rimorchi a slitta  a basse velocità il raffreddamento del motore é sempre garantito. Dotato di una tripla alimentazione a iniezione elettronica (EFI) e anche di un sistema elettronico di gestione «state-of-the-art» progettato per aumentare il freno motore nelle ripide discese.

Sospensione posteriore XTRA-Action
La parte posteriore è articolata: questo permette un confort maggiore sulle piste polverose o in neve fresca, geniale quando si va a ritroso nella neve profonda perché la motoslitta non si «scava» nella neve. Ben pensato è inoltre la possibilità di bloccare la parte articolare con un semplice movimento della mano, che dà la sensazione di una sospensione standard.

Nuovi Variatori Team
Tutti i modelli con motori 9000, 8000, 7000 e 6000cc, compreso il Bearcat 7000 XT, sono dotati dai nuovi variatori Team prodotti in un azienda sempre del Minnesta Il variatore primario é a reazione rapida «Team Rapid Response», più leggero di ben 113 grammi, riduce così le masse rotanti del 5%. I cuscinetti più affi dabili e le boccole hanno il 70% in più di superfice a contatto e ciò migliora la durata di vita.

Tanti accessori
Oltre alla luce di retromarcia c’è in più una luce di sostegno (standard) per un ottima visione notturna. Per il Bearcat sono a disposizione tanti accessori, per esempio: Portapacchi anteriori e posteriori, Rollbar, porta sci e snowboard, freni elettroidraulici di sicurezza sotto le pedane, sedile per terzo passeggero per menzionarne alcuni.
www.snopex.com

Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Una notte di luna piena, una spettacolare processione luminosa fatta di tecnologica potenza, con i quindici «gatti» Kässbohrer che compongono la flotta in forza alla Mottolino S.p.A. di Livigno ad arrampicarsi sui pendii innevati fino a raggiungere il rifugio  Camanel e  raccogliersi  a semicerchio in una sorta di religiosa intimità intorno al «protagonista» della fantastica serata, il PistenBully «600 Polar W» numero 2500 uscito dalla Casa tedesca da quando è entrato in produzione nel 2006. Un destino favorevole e intelligente ha voluto che la consegna del modello che reca con sé un numero di produzione così rotondo e importate avvenisse in Italia e in uno dei comprensori che più di altri hanno stretto negli anni con l’azienda tedesca, attraverso la filiale italiana guidata da Valter Tura, un rapporto di collaborazione che travalica l’ambito professionale e commerciale per diventare un rapporto di amicizia e di reciproca stima. La notte di luna piena del 10 gennaio scorso era carica di emozione e di commozione per la consegna del Pisten Bully «600» numero 2500. I fari dei «gatti rossi» illuminavano la scena sullo sfondo bianco della neve, nel freddo calmo e siderale dei 2000 metri. La simbolica chiave di accensione è passata con una calorosa stretta di mano da Jens Rottmair, CEO di Kässbohrer arrivato dalla sede centrale di Laupheim per la grande occasione accompagnato dal direttore commerciale  Stefan Spindler, a Luciano Rocca, il giovanotto di settant’anni (classe 1945) che è  stato il fondatore del piccolo impero del Mottolino e oggi continua ad essere il sanguigno «capotribù» di una larga famiglia costruita con il non trascurabile contributo della formidabile, simpaticissima signora Imelde, legata in uno stretto vincolo di amore e di passione con  il proprio lavoro e il proprio territorio.  

Una grande famiglia
per un grande progetto
Per celebrare l’avvenimento erano presenti, infatti, quasi tutti i componenti della famiglia Rocca, insieme a Rottmair e Spindler, insieme a Valter Tura e Barbara Pucci, direttore e assistente marketing di Kässbohrer Italia, insieme a noi di pM e  insieme a tutti i gattisti della flotta impegnati per l’evento prima di sguinzagliarsi nella notte a preparare le piste per il giorno dopo. Luciano ha cinque figli: i gemelli Davide (responsabile piste e innevamento) e Marco, amministratore delegato della Mottolino S.p.A., sono del 1970; Andrea, che ha aperto e gestisce il birrificio «1816» nel centro del paese, è del 1971; Anna, che insieme alla cognata Siria, moglie di Marco,  cura i due negozi  di abbigliamento della famiglia, è del 1974; Sara, la più «piccola», è del 1984 e collabora nel controllo di gestione della società. I nipotini (per il momento) sono sette, due i figli di Marco, tre di Andrea, due le bambine di Sara. Ecco a voi la grande famiglia Rocca che è sinonimo di Mottolino, la skiarea esposta sul versante sud della lunga valle incisa dal torrente Spöll che sigilla l’ultimo


I gemelli Marco e Davide Rocca,
il cuore commerciale
e tecnico della Mottolino Spa

lembo settentrionale della Lombardia, porzione sopraelevata della Valtellina, territorio extradoganale,  «piccolo Tibet lombardo» dalle temperature talvolta siberiane e dalle neve sempre certa. «Il suo isolamento – dice Marco Rocca – ha sempre favorito una frequentazione stanziale, da settimana bianca o week end lungo, e scoraggiato il mordi e fuggi, diventando quindi un fattore positivo per la fidelizzazione della clientela che per l’80%, ormai, è straniera». Acquistando le prime quote dalla famiglia Quadrio Curzio che aveva avviato l’attività impiantistica, Luciano Rocca è entrato nella società di gestione nel 1990, l’anno stesso in cui venne inaugurata la telecabina che ancora oggi sale dai 1816 metri del fondovalle («1816», non a caso, è anche il marchio delle preziose birre prodotte da Andrea) ai 2400 metri della stazione d’arrivo dove negli anni Novanta è stato aperto un rifugio-ristorante, il M’eating Point capace di oltre 1000 posti a sedere. Proprio quest’anno sono state acquisite le ultime quote residue sul mercato e la Mottolino S.p.A. è interamente nel portafoglio della famiglia Rocca.

Un «brand» che vuol dire sci
ma non soltanto sci
Mottolino S.p.A vuol dire sci ma non solo, come vedremo. Attualmente gestisce una telecabina, quattro seggiovie ad agganciamento automatico (di cui una a sei e tre a quattro posti) e due skilift.  Questi  impianti  servono, su un’area di 210 ettari, 70 km di piste battute («A parte quella dedicata a Giorgio Rocca, veramente molto ripida e difficile, tutte le altre piste, comprese le nere, sono in campo aperto, talmente larghe da non creare nessun problema per nessuno») di cui 80% è coperto da un impianto di produzione per la neve programmata. «Abbiamo 150 dipendenti tra addetti agli impianti, ristorazione, noleggio – dice Marco – contiamo mediamente sei milioni di passaggi a stagione e il nostro fatturato si aggira sui 16 milioni di Euro, di cui 4 provengono dall’attività di ristoro dei nostri due rifugi». Il M’eating Point, all’arrivo della cabinovia,  è stato realizzato nel 1997 e si compone, oltre agli spazi attrezzati all’esterno, di tante salette distinte «la realizzazione di ognuna della quali – ricorda papà Luciano – era stata affidata ad una impresa del posto, perché volevamo valorizzare il più possibile il lavoro locale». Il Camanel, in quota, prende il nome dialettale dello scomparto d’areazione degli antichi fienili contadini ed è un capolavoro architettonico di bellezza rustica, costruito nel 2001 con roccia, travi e assi antichi ricavati da baite del posto in demolizione, ma talmente «vero» dall’apparire autenticamente antico.  È questo un must del Mottolino che è un vero e proprio «brand» legato all’idea del fun e di una vita da vivere con gioia: la qualità, lo spirito d’iniziativa, l’invenzione. «Abbiamo allestito uno snowpark che è tra i più belli d’Europa – continua Marco -  ma ci piace fare anche altre cose. Il nostro brand è su una linea di abbigliamento giovane che proponiamo nei nostri negozi Rinascente e Galleria, abbiamo avviato l’iniziativa “Adotta un vigneto in Valtellina” con la quale ci impegnamo già da cinque anni a ritirare il raccolto di un vigneto sopra Teglio garantendo il reddito al contadino che lo coltiva per poi consegnarlo ad una casa vinicola che gestisce la vinificazione da cui ricaviamo 5000 bottiglie etichettate con il marchio Mottolino; abbiamo creato il “Mottolino the Team”, una squadra professionale di freestylers composta da quattro ragazzi dai 15 ai 20 anni, tra i quali mio figlio Jan, da avviare ad una attività di livello professionale a cui garantiamo il sostegno per quanto riguarda la preparazione atletica e mentale, l’assistenza medica, il marketing;  abbiamo anche una piccola televisione locale che si chiama “Street the voice” per comunicare e rappresentare la vita di  Livigno».

  «Le nostre macchine al lavoro
sulla neve e sulla terra»

Jens Rottmair è per la seconda volta a Livigno per la consegna del PistenBully 600 numero 2500. Simpatico, affabile, nato 49 anni fa ad Augsburg, località bavarese nota già al temo dei Romani come Augusta Vindelicorum,  Rottmair è «felicemente sposato da 25 anni con Corinna e padre di due figli maschi». Da 11 anni è anche il CEO della Kässbohrer di Laupheim dopo aver ricoperto un altro incarico dirigenziale presso la Phoenix, società di vendita e gestione dei farmaci equivalenti della Ratiopharm appartenente al gruppo Merkle. Con lui, seduto accanto al direttore commerciale Stefan Spindler a una tavola del ristorante Luciano's del M’eating Point, si snocciolano i numeri della azienda tedesca di Laupheim. «Il nostro fatturato – dice Rottmair -  si aggira sui 200 milioni di Euro. Ogni anno produciamo 600 nuovi mezzi che esportiamo in 70 Paesi del mondo che diventano 110 se si calcola la produzione BeachTech avviata nel 1991 per la costruzione dei mezzi adatti alla pulizia e alla manutenzione delle spiagge. Kässbohrer ha prodotto il suo primo battipista da neve nel 1969 e da allora sono usciti dagli stabilimenti di Laupheim 21 mila mezzi di cui 12 mila sono ancora in esercizio. Per il prossimo futuro puntiamo naturalmente sul costante perfezionamento dei nostri mezzi e dei nostri prodotti, tra i quali il sistema SNOWsat di gestione della flotta e di misurazione dell’altezza del manto nevoso delle piste. È un prodotto fortemente innovativo che ci ha portati nel futuro e su cui puntiamo molto.  Proprio  il Mottolino, dove siamo adesso, è stato il primo cliente italiano; attualmente SNOWsat è stato venduto a 90 clienti ed equipaggia 600 mezzi battipista, non soltanto i nostri PistenBully ma anche macchine della concorrenza. Un altro settore su cui puntiamo molto  nel prossimo futuro sono i mezzi utility del marchio PowerBully avviato due anni fa, mezzi da lavoro per spostamenti terra, per attività di sollevamento, rimozioni, attività di lavoro varie, base per escavatori, trivelle, gru, cestelli porta persone ecc., un  mercato particolarmente attivo negli Stati Uniti. Così Kässbohrer diventerà leader non soltanto sulla neve».


Lo sviluppo nella «Vallaccia»,
un problema da risolvere
Basta così? No. Ci sarebbe, anzi c’è, un altro argomento importante, un progetto di sviluppo dell’area sciabile che è incagliato in una vicenda «indegna di un Paese civile», come ci tiene a sottolineare Marco. «È il progetto di allargamento dello skirama nella Vallaccia – racconta l’AD della Mottolino S.p.A. – una valle vergine molto aperta che consentirebbe un aumento del 30% delle nostre potenzialità di offerta sciistica. L’iter per l’installazione di una nuova seggiovia a sei posti della lunghezza di 2000 metri sviluppati su 600 metri di dislivello è partito nel 2007.  Dopo aver superato lo scoglio dei primi ricorsi che ci erano piovuti addosso, l’autorizzazione all’avvio dei lavori è arrivato nel 2015 a firma del presidente del Consiglio Matteo Renzi e infatti noi abbiamo cominciato a lavorare posando i plinti, predisponendo la linea per l’innevamento, tenendo le componenti dell’impianto ferme in un deposito. Sembrava che non ci fossero più problemi quando ci è piovuto addosso un altro ricorso al TAR, questa volta da parte   di Legambiente, che ci ha bloccati di nuovo. A nostra volta abbiamo inoltrato un ricorso al Consiglio di Stato che sarà discusso in maggio».

Un rapporto di fiducia
consolidato negli anni
In attesa di una sentenza sperabilmente favorevole, siamo nel cuore di un’altra stagione «partita con poca neve ma con temperature propizie che ci hanno consentito di sparare neve e di offrire alla nostra clientela piste perfette». Un’altra stagione, dunque, sottobraccio a Kässbohrer e ai PistenBully, un legame esclusivo che («Salvo un rarissimo ed isolato “cornino”…», ha detto qualcuno…) dura dal 1992, quando è arrivato a Livigno il primo mezzo della Casa tedesca, un «PB43.320D».  Tanti anni dopo, nel 2010, al Mottolino è arrivato anche il primo SNOWsat, il sistema satellitare di gestione della flotta prodotto da Kässbohrer, venduto in Italia e ora montato su tutti i mezzi. Il rapporto si consolida, si rafforza di anno in anno e, con la consegna del 600 Polar W numero 2500, sono saliti a quindici i mezzi battipista della flotta Pisten Bully al Mottolino: quattro «600 Polar» con verricello, tre «600 Park Bully», un «300 Polar», quattro «600 Standard», un «100», un «300 cabinato», un «200» dotato di gru e cestello. «Sono mezzi che lavorano solo cinque mesi l’anno – dice Davide Rocca, responsabile delle piste e dell’innevamento, una roccia di giovane uomo appassionato di motori -  ma in quei cinque mesi lavorano tutti i giorni, per 25 ore al giorno se fosse possibile, per una media complessiva di 1000 ore a stagione. È chiaro che con questo carico di impegno l’affidabilità e l’efficienza dei mezzi sono fondamentali come è fondamentale poter contare su un servizio di assistenza pronto, puntuale, competente come quello che noi otteniamo dalla Essevi di Valerio Degasperi officina autorizzata Kässbohrer». «Con un parco macchine come il nostro – aggiunge Marco – il rapporto di fiducia con l’azienda fornitrice non deve avere ombre. È quel rapporto di fiducia che dura da tanti anni tra Kässbohrer e Mottolino, tra Valter Tura e me, mio padre, la nostra famiglia». E parte istintivo un bel «cinque» di ringraziamenti reciproci tra l’amministratore di Kässbohrer Italia e l’AD della Mottolino S.p.A., sedici anni di differenza anagrafica, perfetta sintonia sul piano umano e professionale.  Succede quando, dopo  la consegna ufficiale all’aperto dell’ultimo 600 Polar W e della «chiave simbolica», la compagnia si è raccolta per la cena nella bellissima sala con travi a vista del Camanel e ha già voluto prendere la parola, tradotto dal tedesco dall’ottima Barbara Pucci, Jens Rottmair, il CEO di Kässbohrer, ormai totalmente di proprietà del magnate tedesco Ludwig Merkle. «Grazie al Mottolino per questa stupenda giornata, per questa fantastica organizzazione, per il rapporto di collaborazione che ci lega da tanti anni. È stato tutto veramente molto bello ed emozionante». Confermiano: il 10 gennaio 2017 al Mottolino di Livigno si è vissuta una giornata veramente bella ed emozionante.                 


SNOWsat ... e in sei anni ha già conquistato
l'Italia con 100 sistemi di gestione

Già nelle due passate stagioni invernali SNOWsat ha fornito il proprio supporto a diversi comprensori sciistici italiani. Oltre alla garanzia di un manto nevoso uniforme, ci sono anche molti altri motivi per cui un numero sempre maggiore di comprensori sciistici sceglie SNOWsat. Quasi 50 sistemi di gestione della flotta e delle piste SNOWsat, comprensivi di misurazione della profondità della neve (V3), entreranno presto in funzione nei comprensori sciistici italiani. Di questi, circa la metà sono nuovi e saranno installati in queste settimane. Altrettanti veicoli sono già o saranno presto equipaggiati con il sistema base di gestione della flotta (V1) che serve a registrare i dati del veicolo e alla gestione della flotta.
Tutto iniziò nel 2010 a Mottolino, dove oggi ci sono 14 veicoli equipaggiati con SNOWsat. Seguirono poi altri comprensori sciistici, come Sitc Canzei, Carosello 3000 Livigno, Grandi Funivie Alta Badia, Colfosco e Madonna di Campiglio, che oggi non vogliono più rinunciare ai vantaggi di SNOWsat. Ciò che conta per loro non è soltanto il continuo perfezionamento del sistema, ma anche il fatto di ricevere tutto da un unico fornitore: Kässbohrer, che è leader del mercato. C'è poi, naturalmente, anche la rassicurante sensazione di poter garantire con SNOWsat ottime condizioni di innevamento per tutta la stagione. Per questi motivi, alcuni di questi comprensori sciistici stanno potenziando e completando la loro flotta con SNOWsat. Nel frattempo se ne sono aggiunti di nuovi: come Funivie del Boè e Sciovie Ladinia in Alta Badia, o ancora San Vigilio dove, insieme con l'area sciistica Miara, è in corso il passaggio da PowerGIS a SNOWsat. C'è anche il comprensorio di Schnalstaler Gletscherbahnen AG, che già alla fine della scorsa stagione ha iniziato a installare SNOWsat. Presto, lassù, 6 veicoli – alcuni dei quali di altra marca – saranno equipaggiati con il sistema base di gestione della flotta V1 di Kässbohrer. Un altro nuovo acquisito è il comprensorio di Obereggen, che ripone grandi speranze nel costante perfezionamento di SNOWsat. Dal canto suo, SNOWsat sta facendo di tutto, con la sua squadra di oltre venti collaboratori, per non deludere queste speranze.
Maggiori particolari e il resoconto di alcune esperienze arriveranno a fine stagione!

www.pistenbully.it

 

Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Nell’Area di Arexpo a Milano, di fronte all’Albero della Vita, si sono cimentanti dal 10 al 12 Novembre 2016 120 tra i più grandi campioni di sci e snowboard di tutto il mondo, di fronte a un parterre di oltre 21.000 appassionati entusiasti. Due settimane più tardi, i migliori freestyler si sono spostati a Mönchengladbach in Germania per la Coppa del Mondo dell’Arag Big Air Festival. Con acrobazie l'élite dello snowboard e del freestyle ha entusiasmato il pubblico, in entrambi le manifestazioni.
A Milano l’evento è stato allestito da Funivie al Bernina S.p.A., l'area sciistica cara ai milanesi. Una sfida importante che l'Avv. Franco Vismara, titolare del comprensorio sciistico, accarezzava da anni. «Dopo anni di considerazioni, quest'anno ho trovato i giusti partners per far decollare un tale evento», ha detto Franco Vismara. Ora può guardare indietro con orgoglio. «Abbiamo avuto 20 giorni di tempo per costruire il tutto e circa sei giorni sono stati necessari solo per il montaggio della struttura in acciaio.» Importantissimo per la riuscita della manifestazione anche il Pisten Bully 100 che ha fresato e lisciato in maniera impeccabile la parte dell’atterraggio, consentendo a tutti gli atleti di dare il meglio.La perfezione della pista, realizzata anche con le nevi della Valmalenco e magistralmente disegnata dall’ing. Antonio Noris, unita alla bellezza di saltare di notte davanti all’Albero della Vita, ha trasformato l’evento in un’esperienza unica per tutti: atleti e spettatori. La pista del Big Air and The City Milano, dedicata al Cav. Francesco Vismara, padre del patron della manifestazione, è stata giudicata da tutti, atleti, allenatori, giudici e dirigenti della F.I.S. (la Federazione Internazionale Sci), la pista più bella del mondo.  Dice ancora Vismara: «Come titolare della Schooner Viaggi, agenzia specializzata in incentive, ho realizzato eventi in tutto il mondo per i nostri clienti, ma questo li batte davvero tutti. Avendo come solo interlocutore me stesso e l’amico Noris, ho potuto dar fondo all’immaginazione realizzando qualcosa che ha entusiasmato il pubblico e reso felici gli sponsor! » Un momento da ricordare? «Il sabato immediatamente antecedente la gara, quando per un problema di collegamenti si è fermata una delle macchine per la produzione della neve. Fortunatamente pochi giorni prima era nevicato sulle nostre Alpi e siamo riusciti a far arrivare dalla Valmalenco 8 Tir di neve fresca che, velocemente spianata e fresata dal nostro PistenBully, ha salvato la manifestazione.»
www.pistenbully.it

 

Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
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Tags: Motori Sulla Neve
A novembre la rivista economica tedesca «WirtschaftsWoche» ha pubblicato un ranking sul tema «Le aziende di fascia media più innovative». Kässbohrer Geländefahrzeug AG ha conquistato un convincente 21esimo posto su 3.500 imprese.  La si usa molto spesso, ma quanti significati abbraccia la parola «innovazione»? Oltre a indicare inventiva, perfezionamento di qualcosa di già esistente e creazione di prodotti e funzioni sempre nuovi, il termine «innovazione» è sinonimo di coraggio, curiosità e volontà incondizionata di tradurre in realtà una buona idea e di farne un'applicazione di successo. Su incarico della rivista WirtschaftsWoche, la società di consulenza aziendale Munich Strategy Group (MSG) ha monitorato e valutato anche le nuove forme di approccio, ad esempio nel settore del marketing e dell'organizzazione. L'analisi è stata condotta su 3.500 aziende tedesche con un fatturato compreso tra dieci milioni e un miliardo.  Nella prima fase, MSG ha confrontato i dati aziendali e ha parlato con clienti, esperti del ramo nonché amministratori delegati, titolari e consiglieri. È stato così selezionato un gruppo più ristretto di 400 aziende, per le quali è stato elaborato un «punteggio innovazione». Sebastian Theopold, fondatore di MSG e responsabile di questo studio, non soltanto ha prestato particolare attenzione agli indicatori economici, come crescita del fatturato e redditività, ma ha anche valutato dinamismo, reputazione e leadership in rapporto alla capacità innovativa, chiedendosi se un'azienda si distingue perché introduce continue novità, se è considerata innovativa dalla concorrenza e se contribuisce a consolidare una cultura che promuove lo sviluppo di nuove idee.  Considerata la severità dell'analisi, approdare al 21esimo posto è stata una conferma della strategia aziendale di Kässbohrer Geländefahrzeug AG, che da sempre ha uno sguardo lungimirante e fornisce costantemente nuovi impulsi all'intero settore.
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Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
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Tags: Motori Sulla Neve
«La prova di Coppa del Mondo di combinata nordica, a gennaio, è stata un buon banco di prova per i Campionati del Mondo!». Hannu Krouvi, responsabile delle piste di Lahti, è davvero rilassato e guarda con fiducia alle prossime settimane. «Al momento stiamo usando quattro PistenBully, un PistenBully 400, due modelli più piccoli PistenBully 100 e un PistenBully Paana. Adesso, per i Campionati del mondo, riceveremo ancora da Kässbohrer un PistenBully 300 e un PistenBully 100 4f. A quel punto avremo davvero un equipaggiamento perfetto!». Per i Campionati del Mondo dovranno essere realizzate a febbraio due diverse piste di gara, una per il pattinato e l'altra per lo stile classico. Ci vorrà inoltre un «anello di riscaldamento» lungo un chilometro. «Quando fa più caldo usiamo il PistenBully 100 con cingoli in gomma, per non rovinare il manto nevoso superficiale. Con il Paana trasportiamo la neve artificiale fin sulle piste. Il PistenBully 400, invece, si occupa di rendere più soffice lo strato superficiale per le gare di freestyle».  Normalmente le piste vengono preparate la sera, in modo tale che possano indurirsi di notte. Spesso, però, Hannu Krouvi deve decidere sul momento: «Stabiliamo se preparare le piste la sera sempre in base alle condizioni del tempo. Se il bollettino meteo promette neve per la notte, rimandiamo la preparazione al mattino. Ma normalmente usciamo alle 21.00. Lo stadio lo prepariamo sempre con le macchine grandi, le altre piste con quelle più piccole. Del tracciato dello skiathlon, invece, si occupa regolarmente il PistenBully 400, perché per questa gara servono 4 corsie».

Solo professionisti all’opera
per tracciare i binari
Sono appena otto in tutto gli operatori che preparano le piste per i Campionati del Mondo. Questo perché la pista classica presuppone un enorme know-how, in particolare con il PistenBully 400 e il tracciatore quadruplo. Durante le gare, poi, sono continuamente in funzione tutti e cinque i battipista. Nemmeno il salto con gli sci può fare a meno di PistenBully: «Il trampolino lo prepariamo sempre con il rullo. Ma per la pista di atterraggio e la zona di stacco usiamo sempre un PistenBully grande». Hannu non si occupa soltanto dei Campionati del Mondo. «Lahti ha 65 chilometri di piste per fondisti ‘normali’. Se durante i Mondiali nevicherà parecchio, non ci sarà davvero di che annoiarsi», commenta Hannu, ridendo. Un ottimo augurio per tutti i partecipanti!
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Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
Un battipista del tutto nuovo e speciale, capace di arrampicarsi dovunque sulla neve e che, quando «si apre», diventa una straordinaria cucina superattrezzata da cui escono prelibatezze di ogni genere proprio lì, in alta quota, direttamente sulle piste. Si chiama Snowlicious, è il binomio di successo nato dalla collaborazione tra l’azienda di Vipiteno del gruppo Leitner e lo starkoch italiano Andrea Campi, di casa presso l’Osteria al Dosso di Aprica. L’idea si è trasformata in un grande successo che ha attirato una partnership prestigiosa come quella di Audi

La straordinaria idea di una cucina mobile è venuta ad Andrea Campi, giovane e intraprendente cuoco valtellinese dell’Aprica, desideroso di ridare slancio al fiacco flusso di lavoro dell’ora di pranzo: i clienti preferivano infatti rimanere fuori a quell’ora, trascorrendo il tempo in montagna o all’interno dei comprensori sciistici. Ecco quindi la decisione: se le persone non vengono nel mio ristorante, allora sarò io a portare il mio ristorante da loro. Quello che all’inizio era solo una postazione mobile esterna, si è presto trasformata in una vera e propria visione, ovvero creazioni culinarie servite nei luoghi più affascinanti del mondo, il tutto preparato e impiattato sul momento a bordo di un battipista. Nasce così l’esclusiva collaborazione tra Prinoth e l’ingegnoso chef. I ruoli sono così suddivisi: uno fornisce l’idea gastronomica, l’altro trasforma i battipista e li allestisce con una cucina degna di un vero professionista e tutta la dotazione tecnica necessaria.

Con il marchio Audi
alle gare di Coppa del Mondo
Il feedback da parte del pubblico è stato talmente positivo che ora sulle Alpi viaggia una piccola armata di battipista gourmet, presenti presso diverse location dei comprensori sciistici, con l’intento di fare comunicazione utilizzando esperienze coinvolgenti. Perché il battipista gourmet può essere personalizzato con il proprio marchio, assicurando così massima visibilità anche durante gli eventi più caotici. Proprio per questo, per l’inverno 2016/17, Audi ha realizzato una partnership con Snowlicious, rafforzando così la propria presenza sul territorio in qualità di sponsor degli sport invernali. La prima occasione si è presentata lo scorso dicembre in occasione della Coppa del mondo di sci FIS Audi a Sestriere, per proseguire poi con gli eventi di Coppa del mondo in Val Gardena e in Alta Badia. E nel 2017 il food truck Snowlicious marchiato Audi continuerà ad entusiasmare il pubblico!

Hard Rock Café
sulla neve dei Pirenei
Con oltre 200 chilometri di piste, Grandvalira è il più grande comprensorio sciistico dei Pirenei ed è situato nell’area orientale di Andorra. Si compone di sei settori (Encamp, Canillo, El Tarter, Soldeu, Grau Roig und Pas de la Casa) tutti collegati tra di loro e che fungono da punto di accesso all’area. Il comprensorio è apprezzato da famiglie in cerca di relax come anche da freeskier amanti della neve. Il truck Snowlicious richiama gli sportivi che dopo mangiato desiderano tornare subito sulle piste, ma anche chi non vuole proprio slacciare gli scarponi durante il giorno, il tutto godendosi tanta aria fresca e un meraviglioso panorama a 360 gradi. Qui Snowlicious è stato scelto da Hard Rock Cafè.

Il successo senza segreti
di un’idea che piace a tutti
Anche sul versante francese dei Pirenei, nel piccolo e familiare comprensorio sciistico Formiguères, gira un food truck Prinoth. I responsabili del comprensorio sono convinti di aver arricchito l’offerta gastronomica tradizionale a disposizione all’interno della zona sciistica grazie a questo investimento. «Per rimanere al passo con la concorrenza, negli ultimi anni abbiamo effettuato alcuni interventi di ammodernamento agli impianti di risalita. Snowlicious è la ciliegina sulla torta, un dono che dedichiamo ai nostri clienti più affezionati in occasione del Natale 2016 - dichiara il direttore del resort Gianni Ragona - Chi si ferma a provare Snowlicious ha l’opportunità di assaggiare le nostre specialità regionali e riparte con un pieno di energie per divertirsi sulle piste».Il successo di Snowlicious non ha segreti, è semplice, l’idea piace a tutti: al cliente perché è una soluzione nuova, semplice e autentica e al gestore perché è flessibile e altamente personalizzabile. La conquista dei battipista gourmet è iniziata!
www.prinoth.com

Created: Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Motori Sulla Neve
 

L’azienda del gruppo Leitner che produce mezzi battipista ha partecipato alla fiera Interalpin 2017 di Innsbruck con una novità molto speciale: una fune sintetica per verricelli sviluppata insieme a Teufelberger. Horst Haller, responsabile della strategia di prodotto e dell'assistenza post-vendita, e Andreas Muigg, direttore del product management, spiegano nell’intervista che pubblichiamo le particolarità di questa fune

Parlando di questa fune sintetica per verricelli, di che cosa si tratta precisamente?
Horst Haller
«In questa fune per verricelli rinunciamo completamente al metallo. All'interno della nuova fune vi sono fibre sintetiche ad alta resistenza contornate da una guaina protettiva, anch'essa sintetica. In tal modo, si garantisce la stessa forza di trazione fino a 4,5 t che troviamo nelle funi in acciaio».

Quali sono i vantaggi di questa fune?
Andreas Muigg
«Uno dei vantaggi è il suo peso ridotto. Se paragoniamo il peso di una fune sintetica lunga 1.200 m con quello di una fune in acciaio della stessa lunghezza, riscontriamo una differenza di oltre 500 kg. Questo ha sicuramente effetti positivi sul battipista in termini di comportamento di marcia, consumi ed efficienza. Inoltre, la movimentazione risulta molto più agevole. A livello di manutenzione, la fune è più facile da trasportare e da sostituire. Grazie alla fune sintetica, abbiamo anche eliminato l'abrasione nei componenti, nonché la ruggine e le tracce di grasso, insomma lo sporco nel veicolo».
Horst Haller
«A conti fatti, riteniamo che il concetto della fune sintetica sia un'alternativa avvincente per il cliente, a cui viene offerta così la possibilità di scelta in determinati terreni».

Per quanto riguarda eventuali rotture o deformazioni della fune?
Andreas Muigg
«Gli studi di laboratorio e i testi di stracannaggio del produttore Teufelberger attestano una vita utile della fune sintetica notevolmente più lunga rispetto alla fune in acciaio. Ovviamente, questi risultati non hanno un riscontro 1:1 nelle diverse applicazioni pratiche dei verricelli. Vanno infatti considerati vari fattori, come il contatto diretto con il terreno o con le pietre, nonché la relativa sollecitazione o reazione del materiale. Pertanto, la fune sintetica non è adatta a tutti i clienti e a tutti i tipi di terreni. Ma là dove la topografia delle piste presenta le condizioni adeguate, essa può essere impiegata con buoni risultati».

State già testando la fune nel suo uso pratico?
Andreas Muigg
«Stiamo testando le funi di alcuni clienti, alcune delle quali già nel loro secondo anno di utilizzo. Quanto alla vita utile, stiamo già raggiungendo i valori medi di una fune in acciaio e le condizioni sono ancora buone. Non vediamo l'ora di avere dei dati definitivi tra una o due stagioni e poter finalmente documentare in cifre i nostri calcoli di una vita utile molto più lunga. Sappiamo anche che Teufelberger ha avuto ottime esperienze con tali funi in ambito forestale e nelle gru».

In quali battipista si può impiegare la fune sintetica?
Horst Haller
«In linea di massima, la fune sintetica può essere utilizzata solo nei verricelli a tamburo. Tuttavia, qui il suo ambito di applicazione non trova limiti, potendo essere impiegata in tutti i verricelli configurati per funi di 11 mm. È quindi adatta a tutti i nuovi modelli di Leitwolf, Bison o Beast».

www.prinoth.com


 

La tecnologia 3 D e Leica Geosystem
per snowpark più belli e più sicuri

L'hi-tech è fondamentale per definire la costruzione dei parchi moderni, anche perché non sarebbe possibile altrimenti creare uno snowpark perfetto a partire da un terreno accidentato. Prima di tutto, il territorio viene misurato tramite GPS, poi i dati raccolti vengono trasferiti in un programma 3D. In seguito, si passa alla progettazione del parco, che inizia a prendere forma con i rendering. Niente è lasciato al caso, tutto può essere calcolato. Questi dati possono essere trasferiti nel sistema per la misurazione della profondità della neve iCON alpine di Leica Geosystems. Così, il conducente del battipista visualizza i dati direttamente nel display installato nel veicolo. Tutto il resto funziona proprio come se si dipingesse con la matematica. Con grande precisione ed efficienza, il conducente può plasmare gli elementi del parco secondo il progetto che deve rispondere alle domande di divertimento ma anche di sicurezza. È infatti opportuno divertirsi rischiando?  Meglio di no, la gestione dello snowpark deve puntare sulla sicurezza. E la modellazione 3D contribuisce anche alla sicurezza dell'impianto. Gli esperti di snowpark conoscono le relazioni tra velocità di arrivo, slancio e atterraggio, nonché le distanze di sicurezza tra gli ostacoli. «Si tratta di un mix tra esperienza pluriennale e conoscenze derivanti da simulazioni al computer», spiega Alex Berger, CEO dell'altoatesina F-Tech, attiva nella progettazione di snowpark. Anche solo una dinamica di atterraggio mal riuscita causa lesioni nei freestyler. Pertanto, è importante seguire i progetti calcolati sia a livello di costruzione che di manutenzione di snowpark. Prinoth ha scelto l'affermata tecnologia Leica Geosystems, che consente la misurazione della profondità della neve con la massima precisione. Il software si chiama iCON alpine, la profondità della neve e il profilo del terreno vengono visualizzati in tempo reale nel monitor del battipista. Ciò non solo permette di risparmiare tempo e costi, ma contribuisce anche al risparmio energetico e idrico, nel pieno rispetto dell'ambiente.  Tirando le somme: grazie alla digitalizzazione, si raggiungono tre obiettivi fondamentali. 1. il parco è più bello. 2. il parco è più sicuro. 3. il parco è più produttivo. Così non si divertono solo i freestyler, ma anche i controllori.


La flotta Prinoth in pista
per i Mondiali di sci alpino 2019

I fan dello sci alpino nei prossimi mesi avranno gli occhi puntati su Åre (Svezia), che nel 2018 ospiterà la finale della Coppa del Mondo e nel 2019 i campionati mondali. I preparativi sono già iniziati e prima ancora che vengano resi noti gli atleti in gara, tre nomi sono già sicuri: Husky, BisonX e Leitwolf. Saranno questi i rappresentanti della nuova generazione di battipista all'estremo nord, visto che Prinoth è il fornitore ufficiale per la preparazione delle piste nei due imporanti eventi sportivi. Si sono qualificati come la flotta più potente e pulita al mondo, infatti tutti i veicoli soddisfano la normativa sui gas di scarico «Stage IV / Tier 4 final» e sono equipaggiati con il sistema di gestione delle flotte nonché «snow depth measurement», l’innovativo sistema di misurazione del livello di innevamento iCON alpine di Leica Geosystems. Basato sul sistema collaudato Leica iCON alpine, il software è stato appositamente progettato per soddisfare le esigenze di chi lavora con la neve. Un modello 3D del terreno non innevato costituisce il parametro di riferimento per la misurazione del livello di innevamento. Il tutto è stato conquistato grazie a un accordo biennale tra Prinoth e Skistar che prevede la fornitura di battipista nelle aree sciistiche operate da Skistar in Norvegia, Svezia e Austria. Peraltro, ai mondiali di febbraio 2019, Prinoth sarà doppiamente rappresentata: come Official Supplier per la preparazione delle piste e come partner di TirolBerg, proprio come ai mondiali 2017 a St. Moritz. E allora: «Hjärtliga hälsningar från Åre!»

 

Created: Domenica, 29 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Osservatorio Turistico
Sta per cominciare una nuova avventura, un nuovo inverno che coinvolge interessi imprenditoriali, economie di interi territori, miliardi di impegni finanziari e fatturati. Il tutto mosso dal fascino irresistibile della montagna bianca, dalla passione di un popolo di turisti e appassionati delle diverse possibilità di sport e vacanza proposte dalla stagione invernale.
Come ogni anno, da diversi anni, le incognite delle bizzarrie meteorologiche incombono sugli esiti della stagione ma il mondo professionale della neve ha dimostrato di possedere ormai le risorse per affrontare (salvo cataclismi epocali…) anche le contingenze più critiche. Ed ecco dunque con quali proposte, con quali novità e con quali obiettivi i più importanti comprensori sciistici italiani si sono preparati anche quest’anno per vivere un altro inverno di passione

VALLE D’AOSTA

Monte Bianco, Rosa, Cervino: lo sci al cospetto dei «quattromila»

Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino: sulla Valle d’Aosta si affacciano i «quattromila» delle Alpi e al loro cospetto si scia tra panorami di imponente bellezza. La stagione invernale dello sci in Valle d’Aosta è già partita, con l’apertura completa dal 28 ottobre del comprensorio di Cervinia e si concluderà, sempre nel medesimo comprensorio il 6 maggio 2018. Le altre stazioni sciistiche valdostane stanno invece preparando e attrezzando i loro comprensori per poter garantire l’apertura il 25 novembre prossimo. Nel suo insieme la Valle d’Aosta mette in campo 23 stazioni, 800 chilometri di piste, 160 impianti di risalita, 10 snowpark, un unico skipass elettronico internazionale. Anche nella stagione 2017-2018, le tariffe dello skipass «stagionale regionale», che permette di sciare in tutti i comprensori di sci valdostani, inclusi quelli di fondo, non subiranno aumenti. Infatti, quest’inverno si potrà sciare in tutte le 23 stazioni valdostane, compresi il comprensorio di La Rosière, sul territorio Francese, e quello di Alagna, su quello Piemontese, acquistando lo stagionale «rosso» al prezzo invariato di 998,00 Euro, mentre lo stagionale «rosso+ Zermatt», che permette di sciare anche sull’intero comprensorio della località Svizzera, sarà disponibile al prezzo invariato di 1.179,00 Euro. Con l’acquisto dello «stagionale regionale» è inoltre confermata, per l’inverno prossimo, la possibilità di sciare, nell’ambito dello «Ski découverte», nel comprensorio sciistico delle «4 Vallées», in territorio Svizzero; tale opportunità, sarà nuovamente estesa anche ai possessori degli «stagionali di stazione» validi sulle principali stazioni valdostane (Pila, Courmayeur, La Thuile, Cervinia, Monterosa-ski). Inoltre, con lo stagionale a validità regionale, sarà possibile accedere alle nuove Funivie Skyway del Monte Bianco a Courmayeur sia per godere degli splendidi panorami sia per affrontare emozionanti discese in fuoripista sui pendii innevati ai piedi della vetta più alta d’Europa oltre alla possibilità di beneficiare di molte altre occasioni e agevolazioni in convenzione: l’accesso gratuito alle piscine regionali, al Casinò di Saint-Vincent, oppure l’accesso scontato a musei e castelli della Valle d’Aosta, al Forte di Bard, alle terme di Pré-Saint-Didier, all’osservatorio astronomico e al planetario di Saint Barthélemy, a voli in mongolfiera, e tante altre opportunità.
Continua poi l’impegno dei comprensori valdostani per facilitare l’accesso diretto agli impianti di risalita ed evitare così le fastidiose code di attesa alle biglietterie. il servizio «Pick Up» si affianca all’acquisto on line con tessera magnetica e alla possibilità di acquistare lo skipass direttamente in hotel. A partire dalla stagione invernale 2017/2018 sarà possibile acquistare lo skipass on line senza essere in possesso della tessera magnetica. Dopo aver selezionato il biglietto desiderato e effettuato il pagamento verrà rilasciato un voucher da presentare alle casse dedicate per il ritiro dello skipass. Accedere alle piste diventa sempre più veloce!
Un altro servizio molto apprezzato dagli sciatori è il Teleskipass. Valido in tutte le stazioni sciistiche della Valle d’Aosta, il teleskipass consente di accedere direttamente agli impianti di risalita senza dover acquistare lo skipass alle biglietterie. A fine giornata verrà calcolato automaticamente l’importo della giornata di sci in base alla tipologia di skipass fruito (giornaliero o mezzo giornaliero), alla tariffa relativa alla stazione sciistica interessata, eventuale sconto legato all’età (junior < 8 anni, junior < 14 anni , giovane < 18 anni o senior > 65 anni). E’ possibile attivare il servizio presso tutte le biglietterie della stazioni sciistiche valdostane.

Nuovi impianti e più piste con l’innevamento programmato
Per quanto riguarda i singoli comprensori, gli investimenti e gli adeguamenti realizzati nel periodo della pausa estiva, hanno riguardato diversi ambiti sia con rinnovi tecnologici degli impianti (funiviari e per l’innevamento programmato) sia in materia di sicurezza (miglioramenti, livellamenti e allargamenti piste, messa in opera di reti di protezione fisse, ecc.) sia incentrati ad incrementare l’attuale offerta turistica (nuovi tracciati, implementazione della dotazione nei parchi giochi, ecc)
A Cervinia è stata predisposta un’area riservata all’esercitazione per la ricerca con l’ARTVA ed è stato potenziato l’innevamento artificiale sulla pista 3bis per il rientro sic ai piedi presso la partenza della telecabina. Nel Monterosa nasce l’offerta Monterosa Freeride Paradise per promuovere la consapevolezza dell’alta montagna. Per prepararsi adeguatamente, in località Sant’Anna a Gressoney, è stato allestito un campo ARTVA per allenarsi alla sicurezza. Per chi si diverte ad andare controcorrente e le discese più belle vuole guadagnarsele, Monterosa Ski propone tre percorsi di risalita, tracciati e battuti, da percorrere con le pelli. Interventi di ampliamento e potenziamento degli impianti di innevamento programmato sono stati realizzati nelle stazioni sciistiche del Monterosa, di Pila, di Courmayeur e del Cervino mentre i lavori sulle piste per migliorare la percorribilità e aumentare le larghezze per una maggiore sicurezza degli sciatori sono stati realizzati a Cervinia, Torgnon, La Thuile e a Gressoney Saint Jean.

Arriva anche lo «Ski-Pic» per condividere le emozioni in pista
L'utilizzo dei social media per condividere in tempo reale le proprie esperienze è sempre più diffuso anche tra gli amanti di sport invernali. Questi ultimi però hanno difficoltà a registrare i momenti migliori delle proprie esperienze ed è qui che Ski-Pic entra in azione. Ski-Pic ha sviluppato un sistema unico di fotografia basato su geolocalizzazione univoca delle persone in spazi aperti. L'obiettivo è di offrire allo sciatore la possibilità di salvare i momenti migliori delle proprie vacanze e condividerli con gli amici senza interruzioni, senza la collaborazione di terzi e senza acquistare equipaggiamenti specifici. Per avere le proprie immagini sarà sufficiente scaricare l'app Ski-Pic nel proprio smartphone e sciare in prossimità delle postazioni di Ski-Pic. SKI-PIC sarà presente nelle stazioni di sci di Cervinia, Monterosa ski, La Thuile e Pila!

Una lunga stagione ricca di appuntamenti
Anche per l’inverno 2017-2018 non mancheranno importanti appuntamenti ed eventi sportivi sulla neve: Pila dal 30 novembre al 3 dicembre ospiterà una tappa di Coppa del Mondo Master. Il mese successivo, il 19 e 20 gennaio, a La Thuile, dopo il successo del 2016 con la Coppa del mondo di discesa libera femminile e le gare di Coppa del Mondo di Telemark del 2017, per la prossima stagione invernale è rientrata a pieno titolo nel circo bianco come località ufficiale per eventuali recuperi di gare di coppa di Sci Alpino. Il 3 e il 4 marzo a Courmayeur, infine, per gli amanti dello sci fuoripista farà tappa il circuito Freeride World Tour qualifier. L’emozione di una discesa in notturna si può vivere a Gressoney-Saint-Jean con l’apertura serale della pista Leonardo David: le date saranno definite nel corso della stagione considerando le migliori condizioni del tracciato per offrire un’esperienza esclusiva. Non mancheranno anche per questo inverno gli appuntamenti dedicati alla solidarietà e alla beneficenza come la fiaccolata «I Light Pila» o le gare di sci solidali non competitive come quella a supporto di «Telethon» o del «Telefono Azzurro» di La Thuile, oltre poi alle numerose occasioni più folkloristiche dedicate alle tradizionali cene e aperitivi nei numerosi rifugi/ristoranti in quota e alle numerose fiaccolate organizzate con i maestri di sci. Gli amanti dello sci di fondo e dello scialpinismo non potranno non seguire la 37° edizione della Marciagranparadiso in programma a Cogne dal 2 al 4 febbraio 2018 e nei giorni 21/22 dicembre arriva a Breuil-Cervinia la Coppa del Mondo di Boardercross
Tra le altre iniziative segnaliamo che, anche per questa stagione invernale, l’Associazione Valdostana Impianti a Fune (AVIF), l’Associazione Valdostana Maestri di sci (AVMS) e l’Associazione Sport Invernali della Valle d’Aosta (ASIVA) riproporranno l’iniziativa «Safe Ski Project» con l’obiettivo di contribuire a sviluppare una coscienza collettiva più consapevole e rispettosa, per il bene di tutti gli sciatori, della montagna e dello sci. Tramite volantini, poster e la creazione di un QR-Code, verranno divulgate all’interno dei comprensori sciistici, 12 semplici regole di condotta da tenere e rispettare nella pratica dello sci alpino. Durante la stagione invernale, inoltre, saranno allestiti dei “campi sicurezza” dove verranno esposti i cartelli e la segnaletica utilizzati nei comprensori sciistici valdostani, illustrati dal personale delle società di impianti a fune e/o dai maestri di sci.


MONTEROSASKI
Una scorpacciata di piste e di storia tra la «pétite patrie» e la Valsesia

Situato nel cuore delle Alpi Occidentali, ai piedi del secondo massiccio più alto d’Europa, Monterosa Ski è oggi un vasto sistema di stazioni sciistiche: allo storico
comprensorio che da Champoluc e Gressoney-La-Trinité permette di raggiungere, sci ai piedi, Alagna Valsesia, si affianca una costellazione di stazioni satellite. Possibilità di sci per tutti i gusti e le possibilità, fino alle discese più impegnative sul carosello principale, salendo a quote che sfiorano i 3.000 m per poi scendere fino a fondo valle, su dislivelli fino a 2.000 metri. Panorami mozzafiato, impianti efficienti e numerose alternative di piste e percorsi garantiscono divertimento ed adrenalina. Su fronte dell’impiantistica la novità più importante per la stagione 2017/2018 è la nuova seggiovia quadriposto Cimalegna-Passo Salati in Valsesia che andrà ad affiancare il funifor già in attività da qualche anno. Sul fronte della comunicazione, durante l’ultimo periodo la volontà aziendale è stata fortemente indirizzata al rafforzamento delle sinergie con il territorio: per consolidare questo legame dal luglio 2017 il sito web del comprensorio è stato dismesso e Monterosa Ski è diventata parte integrante nel nuovo portale di destinazione www.visitmonterosa.com che mira alla promozione turistica dell’area Monterosa, identificata nelle valli valdostane di Ayas, Gressoney e Champorcher e da Alagna Valsesia in Piemonte. Perché il Monterosa è un segreto da scoprire, fatto di tradizioni ancora vive e ben radicate, dominato da una natura incontaminata e selvaggia e popolato da persone che diventano amici. Il Monterosa è il luogo in cui si può  vivere la tradizione della montagna sentendosi parte della natura e, essendo raggiungibile percorrendo una distanza che non supera le due ore di auto dalle principali città di Piemonte e Lombardia, diventa luogo in cui rifugiarsi per ritrovare il contatto con ritmi più lenti e rilassati godendo di una natura senza eguali.
Compatbilmente con le condizioni di innevamento, la stagione dello sci prenderà il via venerdì 1° dicembre 2017 e proseguirà fino a domenica 15 aprile 2018. Da domenica 8 aprile rimarrà aperta la dorsale Frachey-Stafal-Alagna che garantirà il collegamento intervallivo, mentre rimarranno chiuse le sezioni del Crest in Val d’Ayas e di Punta Jolanda a Gressoney La Trinité. La prevendita degli abbonamenti stagionali è già iniziata con l’interessantissimo prezzo di prevendita, che sarà valido fino al 5 novembre e che permette un notevole risparmio. Esclusivamente nel periodo di prevendita è anche possibile abbinare il divertimento sugli sci a momenti di puro relax nei centri benessere in Val d’Ayas e in Valle di Gressoney acquistando lo ski pass insieme all’ingresso stagionale a MonterosaTerme di Champoluc ed alla SportHaus di Gressoney-Saint-Jean. Riconfermata anche per la prossima stagione la formula che differenzia il prezzo dello ski pass in feriale e festivo con suddivisione in tre stagionalit.. Il prezzo del giornaliero per lo sci in pista costerà, in base a periodo e giorno scelto, 40, 43 o 48 Euro. Per chi desidera accedere a Monterosa Freeride Paradise è  disponibile un’integrazione giornaliera di 2,00 Euro che dà accesso all’impianto che conduce al ghiacciaio ed alla freeride zone. Rimane invariata la scontistica riservata a determinate fasce d’età. Riduzioni tutti i giorni ed in tutte le stagionalità anche per la categoria Senior, nella quale rientrano tutti coloro nati prima del 31/05/1953 e ski pass gratuito per i nostri affezionati  sciatori nati prima del 01/11/1937. Anche per la prossima stagione nel Monterosa Ski sarà possibile «Sciare Gratis» prenotando la propria vacanza in Val d’Ayas o in Valle di Gressoney nei periodi di validità dell’iniziativa. Per i soggiorni dal 9 al 24 dicembre 2017, dal 6 gennaio al 4 febbraio 2018 e dal 17 marzo al 15 aprile 2018 lo ski pass è in regalo.
Il comprensorio Monterosa Ski si sviluppa a quote elevate, su un territorio complesso. La Società vuole trasmettere ad alta voce un messaggio di consapevolezza dell’alta montagna. L’impianto che dal Passo dei Salati conduce al ghiacciaio di Indren, quota 3.275 m, è la porta di accesso al Monte Rosa, meta di amanti del freeride in inverno e di alpinista in estate. Negli ultimi anni l’alta quota e gli sport estremi sono stati oggetto di una massiccia esposizione mediatica portando un numero crescente di persone ad avventurarsi sul ghiacciaio senza un’adeguata preparazione. Il funifor di Indren diventa dunque Monterosa Freeride Paradise, a disposizione di tutti coloro che si sentono pronti a fare il passo successivo, che ritengono di avere una preparazione adeguata per affrontare una discesa in fuoripista o l’ascesa ad una delle ve(e del Monte Rosa. L’accesso all’impianto non sarà più dunque compreso nello ski pass Monterosa Ski, ma lo sarà nello ski pass Monterosa Freeride Paradise, che include il passaggio ai tornelli del Funifor che porta al ghiacciaio.

La sicurezza resta sempre la nostra mission più importante
Garantire la sicurezza di chi frequenta il nostro comprensorio è il nostro obiettivo principale. Uno staff dedicato ed attento si occupa della preparazione e della battitura delle piste, tecnici addestrati e competenti verificano la loro sicurezza ed un’équipe di pisteurs aiuta coloro che si infortunano o si trovano in difficoltà in pista. Grande attenzione va sicuramente riservata a Monterosa Freeride Paradise: chi decide di acquistare l’accesso al ghiacciaio deve obbligatoriamente avere con s. gli strumenti necessari per garantire la propria sicurezza. ARTVA, pala e sonda diventano dunque parte indispensabile per l’accesso alla Freeride Zone, dove le operazioni di soccorso si fanno più complicate. Per offrire l’opportunità di allenarsi alla sicurezza è stato installato un campo di addestramento ARTVA in località Sant’Anna a Gressoney-La-Trinit. il cui utilizzo è totalmente gratuito. Il progetto, attivato da Fondazione Montagna Sicura nell’ambito del progetto n. 342 «PrévRiskHautesMontagnes», finanziato all’interno del Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg V-A Italia-Francia Alcotra 2014-2020, vuole diffondere la cultura della sicurezza in alta montagna. La pratica del fuoripista richiede profonda conoscenza del territorio, capacit. di valutazione ed esperienza nell'utilizzo dei materiali di autosoccorso.In caso di incidente da valanga é necessario saper agire in modo tempestivo ed efficace per soccorrere le eventuali vittime. Questo richiede un costante allenamento nell'utilizzo dei materiali da soccorso quali l'ARTVA, la pala e la sonda in modo tale da saper far fronte ad un evento valanghivo. Il sistema, prodotto dalla ditta svizzera Genswein, è gestito da una centrale di comando dove gli utenti possono allvare uno o più trasmettitori (5 in totale) sepoti a diverse profondità e inclinazioni simulando situazioni realistichedi ricerca, con diversi livelli di difficoltà.



PIEMONTE

Arrivano gli stagionali
differenziati per confermare una stagione record


Nel più vasto comprensorio delle Alpi Occidentali gestito dal 2007 dalla società Sestrière S.p.A. ci si prepara ad una stagione che confermi  gli ottimi risultati commerciali di quella passata, arricchita tra l’altro anche dal grande ritorno nel calendario della Coppa del Mondo femminile con le gare disputate sulla pista Kandahar Giovanni Alberto Agnelli. La sciopoli fondata dal senatore Giovanni Agnelli nel 1930 ha nel suo pedigree un pezzetto di storia dello sci con la presenza, in era pre-Coppa, tra le località ospitanti il celebre concorso dell’Arlberg Kandahar e poi con la partecipazione costante anche se intermittente al calendario della Coppa del Mondo e con l’organizzazione dei Campionati Mondiali di sci alpino del 1997. Una gara del massimo circuito dello sci alpino mancava dal 2011 ed è quindi evidente che l’evento, in attesa del replay previsto per il dicembre 2019, ha dato ulteriore lustro ad una località e a un comprensorio che guardano comunque oltre l’agonismo di vertice per consolidare la propria presenza nel Gotha delle zone sciistiche in Italia e nel mondo. Sono Sestriere, Sauze d’Oulx Cesana Sansicario, Oulx, Claviere, Pragelato, Montgenevre le località dell’alta Val Susa sul confine tra Piemonte e Francia che compongono il comprensorio sciistico della Via Lattea, un immenso skirama integrato che offre agli appassionati la possibilità di sciare su 212 piste (7 verdi, 67 blu, 97 rosse e 41 nere) con l’ausilio di 69 impianti di risalita. Il comprensorio ha chiuso la stagione scorsa con un consuntivo che il presidente della società Seistrières Spa Giovanni Brasso ha così riassunto  nella sua relazione introduttiva alla stagione 2017/18: «Prima di concludere vi invito a riflettere sui numeri che avete visto esposti sui monitor per quasi tutta la durata della conferenza: il primo (1.246.600) rappresenta il numero delle giornate sci vendute, il secondo (13.797.742) rappresenta il numero di passaggi realizzati sugli impianti, il terzo (29.951.994) gli incassi provenienti solo dalle biglietterie ed il quarto (0) l’indebitamento bancario. Non credo che in Italia ci siano, oggi, tante società del settore anche solo capaci di avvicinarsi a questi numeri e credo che anche in Europa siano poche quelle che fanno meglio di noi. Questa è la Sestrieres e questi sono i nostri numeri, più importante ancora però è il nostro potenziale di crescita, ma la crescita non dipende solo da noi, la crescita come ho già detto è una questione di sistema che parte dalla politica, passa attraverso le Istituzioni e finisce con le imprese, ovviamente non solo la nostra, più in generale la crescita è una questione di fiducia e soprattutto di certezze e le certezze, in Italia ma anche nel nostro Piemonte, oggi sono una merce rara. Purtroppo senza certezze non ci possono essere investimenti (almeno investimenti importanti) e senza investimenti non si va da nessuna parte». Per questa stagione si è studiata una soluzione diversa rispetto al passato nell’offerta degli skipass stagionali, introducendo per la prima volta tre categorie di prodotto: Open, destinata ai clienti che vogliono sciare dall’apertura alla chiusura degli impianti, Standard, destinata a coloro che vogliono sciare solo in quella che chiamiamo stagione vera e propria, dal 23 dicembre alla prima domenica di aprile, e Montiluna, destinata a chi intende sciare solo sull’area Montiluna Claviere.  Si è leggermente ritoccato il prezzo degli stagionali per armonizzarlo al nuovo progetto, mentre per quanto riguarda i settimanali e i giornalieri abbiamo mantenuto le tariffe inalterate. La politica della Sestrieres resta sempre quella di fornire il miglior prodotto possibile al minor prezzo praticabile per aumentare la base dei clienti. Ma vediamo più da vicino l’offerta 2017/18 degli stagionali che formano «lo zoccolo duro» dell’utenza.

CUNEESE
Un inverno per tutti i gusti nel paradiso della «Provincia Granda»

Le montagne di Cuneo sono un gioiello incastonato tra le Alpi ed il mare, dove ogni attività  sportiva è praticabile. Dal cicloturismo, alla MTB, dall’escursionismo all’arrampicata, sino alle attività invernali quali lo sci da discesa, il fondo, lo sci escursionismo, lo sci alpinismo, il freeride, lo snowboard e le arrampicate su ghiaccio. Un vero paradiso per gli amanti dello sport e della natura incontaminata. Dalla Valle Po, con la cima del Monviso che svetta con i suoi 3.481 m, alla Val Tanaro, venti vallate si aprono a raggiera intorno alla splendida città capoluogo, offrendo panorami mozzafiato, borghi alpini autentici ed accoglienti, centri storici e moderne strutture ricettive. Binomi perfetti caratterizzano la «provincia Granda»: Alpi e Mare, sport e benessere, arte e gastronomia.
Limone Piemonte, in inverno stazione sciistica internazionale e in estate importante centro di villeggiatura, ospita il comprensorio sciistico della Riserva Bianca, che vanta un bacino sciabile di 80 km. 19 impianti di risalita all’avanguardia (cabinovia, seggiovie, tapis roulant) e sistema manilibere servono le 41 piste sempre ben innevate, garantendo divertimento in sicurezza per tutti, grandi e piccini. Per chi non scia, oltre alle mille occasioni di divertimento con pista di pattinaggio, piste per la pratica del fondo e per l’escursionismo su neve, l’accogliente centro storico offre svago con locali alla moda e caffè ricercati, oltre alla possibilità di fare un salto nella storia visitando l’antica parrocchiale gotica e la storica «Fontana blu» dove si dissetò Papa Pio VII. L’eccellente riqualificazione del centro storico ha riportato allo splendore questo borgo alpino già conosciuto dai romani. Per i più piccini, che si avvicinano allo sci, sono presenti due kinder park con giochi gonfiabili, percorsi divertenti e 4 tapis roulant, mentre per gli amanti dello snowboard sono a disposizione due snowpark. La Valle Vermenagna è una valle di passaggio verso la vicina Francia: con poco meno di 2 ore di auto si possono raggiungere Nizza e Montecarlo, cuore pulsante della Costa Azzurra. Vicino a Limone Piemonte, il piccolo abitato di Vernante propone a grandi e piccini i Murales dedicati a Pinocchio, oltre ad un centro fondo illuminato anche in notturna.
Mondolé Ski è il secondo grande comprensorio delle Alpi di Cuneo con le stazioni sciistiche di Artesina, Frabosa Soprana e Prato Nevoso, dove gli oltre 120 km di piste sono serviti da 31 impianti di risalita tra seggiovie, skilift e tapis roulant. Tutto il dominio sciabile è accessibile con un unico biglietto. Il comprensorio propone animazioni e servizi per tutti: ristoranti, locali tipici, bar, discoteche, baite e rifugi, due musei dedicati alle tradizioni locali, le grotte del Caudano e di Bossea con le loro suggestive ambientazioni sotterranee, attività commerciali che rendono il comprensorio vivo per tutta la stagione invernale. A disposizione anche Snowpark per gli amanti della tavola e lo sci notturno a Prato Nevoso ogni martedì, venerdì e sabato e tutti i giorni durante le vacanze di Natale. Per i bambini l’offerta è variegata, con campi scuola serviti da tapis roulant, kinder park e parchi di divertimento sulla neve e più di 400 maestri di sci a disposizione. Ricchissimo il programma eventi sulla neve con più di 50 appuntamenti per l’inverno 2016/17: si parte dall’Open Season che dà ufficialmente il via alla stagione sciistica ai mercatini sulla neve ed al Market day di Frabosa Soprana, dagli eventi natalizi con il Presepe Vivente di Pianvignale al Capodanno in piazza a Frabosa ed Artesina ed in Conca a Prato Nevoso, fino alla Festa delle Mascottes di Artesina e lo Spring Splash che chiuderà la stagione sciistica.
Il Monregalese comprende le stazioni sciistiche adagiate sulle Alpi Liguri, località che permettono uno sci «a misura di Famiglia». Sangiacomo Cardini Ski, con 35 km di piste, è una stazione adatta a tutti e propone un campo scuola in paese illuminato in notturna ed un campo scuola in quota, al Monte Alpet (1.611 m) con vicina area gioco bimbi e tapis roulant. La stazione propone anche molti itinerari per il freeride. A St. Grée di Viola le piste molto tecniche per la discesa e lo snowpark sapranno far divertire gli amanti del brivido. A disposizione degli sciatori un ristorante sulle piste, un agriturismo e pizzerie. Lurisia è un paradiso a portata di mano, con le terme ed i centri benessere ottimi per il relax del doposci. 30 km di piste da discesa adatte a tutti, con vista mozzafiato delle Marittime al Cervino. Completano la stazione una pista da fondo, itinerari per lo scialpinismo e per racchette da neve. A disposizione, un baby parking sul piazzale per permettere ai genitori di sciare in tutta tranquillità.Pacchetti turistici per weekend dedicati alle famiglie, a prezzi contenuti.
Garessio, prima stazione sciistica a nascere sulle Alpi Marittime, quest’anno non attiverà gli impianti, ma sarà comunque possibile effettuare in loco escursioni con racchette da neve e sci alpinismo. Luogo ideale per la pratica dello sci di fondo e del biathlon è Chiusa di Pesio, in Valle Pesio, con il Centro Fondo Marguareis, ai piedi della Certosa fondata nel 1173 e sviluppatasi fino al XVIII secolo, visitabile anche nel periodo invernale. Il Centro Fondo è rinomato a livello nazionale ed i suoi tracciati sono aperti anche agli amici delle ciaspole. Nel 2016 è stato ristrutturato il Centro Sportivo Marguareis che offre agli sciatori la possibilità di usufruire di una sala polivalente, di nuovi servizi e spogliatoi e di un nuovo locale ristoro, con free wifi.
Entracque, in Valle Gesso, offre sia piste di discesa, sia anelli per il fondo. Il Centro Fondo Gelas, vero paradiso naturale nel cuore delle Marittime, conta un totale di 35 km di piste. Le Sciovie del Viver, a soli 20 minuti da Cuneo, sono un ottimo campo scuola per i principianti: la particolarità della stazione è che tutte le piste per lo sci alpino sono ben visibili dal solarium. L’offerta turistica ad Entracque è varia, basti pensare alla presenza del Centro Faunistico «Uomini e lupi» dove le famiglie possono «avvicinarsi» e conoscere i lupi delle Aree protette delle Alpi Marittime. Dalla passata stagione è attivo uno skilift in più, il Santa Lucia.
La Valle Stura vanta molti centri per il fondo: Festiona ed Aisone formano un anello servito anche da minibus per coloro che vogliono usufruire di un comodo mezzo per il rientro. Festiona si conferma un ottimo campo scuola per la pratica del fondo da parte di studenti e diversamente abili. Bagni di Vinadio, più in quota, garantisce panorami mozzafiato. Sarà attivo il servizio di Ski shuttle di collegamento da Vinadio a Festiona per tornare alla partenza in piena comodità. Argentera, con 4 impianti (1 seggiovia e 3 skilift) per 20 km di piste, è meta ideale per gli amanti dello sci alpino e del free ride. Qui il campo scuola è separato dagli impianti che servono gli altri sciatori, per garantire ai principianti il massimo della tranquillità. Sport praticabili ad Argentera: free ride, snowboard ed eliski.
A Castelmagno in Valle Grana, dove sorge il noto Santuario e si produce l’omonimo formaggio D.o.p., sono disponibili percorsi per escursioni con racchette da neve e sci alpinismo. Più a valle, in località Pradleves, è disponibile una pista di pattinaggio su ghiaccio coperta. Nella passata stagione invernale si è estesa di ulteriori 6 km la pista da fondo.
La Valle Maira viene annoverata tra le più affascinanti mete invernali alpine per lo sci nordico, lo sci alpinismo e le racchette da neve, ancora così selvaggia senza impianti di risalita. Numerose e spettacolari le possibili escursioni con gli sci ai piedi: in tutta la valle gli itinerari sci alpinistici sono più di 100 di cui circa la metà nel territorio di Acceglio. In alta valle sono presenti anche piste per il fondo omologate FISI. Anelli per il fondo sono presenti anche a Canosio, Marmora, Prazzo ed Elva. La valle è costellata da borgate alpine ancora autentiche e da piccole chiese che custodiscono tesori sconosciuti ai più.
La Valle Varaita offre sia impianti di risalita che anelli per il fondo: Bellino, Casteldelfino (con la sua pista omologata «La Trasà»), Chianale e Valmala sono centri specializzati per lo sci nordico con anelli praticabili sia da esperti che da principianti. A Sampeyre gli impianti portano fino a quota 1800 m e garantiscono il divertimento per grandi e piccini, grazie a 2 seggiovie e 2 tapis roulant che servono sia le piste, sia i 2 campi scuola. La stazione è dotata di 4 cannoni per la neve artificiale e propone piste per tutti, dalla verde alla nera. Sulla neve anche servizi ristoro e relax aperti a tutti. Più in quota, le piste di Pontechianale si sviluppano tra distese di pinete e di abeti, per untotale di 20 km, al cospetto del «Re di pietra», il Monviso (3841 m) che dà vita al fiume Po. 5 gli impianti di risalita attivi, di cui una seggiovia (attiva anche in estate), 3 skilift ed 1 tapis roulant. Notevoli, in alta Valle Varaita, le colate di ghiaccio sulle quali è possibile scalare, in sicurezza.


 

Created: Sabato, 28 Gennaio 2017 08:27
Category: Portfolio
Tags: Uomini e Aziende
 

Passo dopo passo
verso una nuova rivoluzione

Incontro con Erich Gummerer, amministratore delegato della Technoalpin di Bolzano,  azienda leader nella produzione
di impianti per l’innevamento programmato. Incontro con la storia di un’impresa artigianale nata in un piccolo laboratorio della Val d’Ega dall’intraprendenza di due dipendenti della società degli impianti di Obereggen e diventata grande in 25 anni di lavoro.
Incontro con l’uomo che ha contribuito non poco a far crescere questa azienda in Italia e nel mondo, a cui piace correre,
che punta a fare la maratona di New York e che sta programmando le nuove tappe di uno sviluppo industriale che non conosce soste

A Bolzano, nella zona industriale, tra la sede attuale di Technoalpin costruita nel 2010 in Via Piero Agostino e la vecchia sede di Via Copernico ci sono solo poche centinaia di metri ma, idealmente, montagne di neve sparate ai quattro angoli del mondo nel corso di una storia di successo lunga 25 anni che sta per inaugurare ancora nuovi capitoli. «Nel 2017 la produzione sarà trasferita là, in un’altra sede sempre qui a Bolzano, in uno stabilimento su una superficie di 15 mila metri quadrati». Erich Gummerer, lancia un’indicazione per aria alzando un braccio e intanto cammina spedito come gli permette di fare la forma fisica di uno che corre almeno una maratona all’anno («La prima l’ho fatta a Berlino 25 anni fa, il prossimo obiettivo è quella di New York»), gioca a tennis, fa impegnato ciclismo su strada («Cento, centocinquanta km a uscita, da solo o in compagnia») e naturalmente scia da quando era bambino («Ho fatto spesso settimane bianche in località che non erano ancora nostre clienti e la cosa è servita…»).  È l’amministratore delegato dell’azienda leader nel mondo («Lo eravamo già prima dell’acquisizione di York Neige nel 2012») nella produzione di sistemi per l’innevamento tecnico, un’azienda che ha chiuso il bilancio 2016 con 161 milioni fatturato di cui 85% derivanti dall’export, l’uomo che insieme ai fondatori Walter Rieder e Georg Eisath  dal 1990 ha fatto crescere un’iniziativa artigianale fino a farla diventare un’impresa dalle dimensioni di multinazionale che oggi «nei periodi di picco produttivo» dà lavoro a 550 persone. 

La presenza in tutto il mondo
ma con il cuore a Bolzano
Technoalpin vanta 1800 clienti in 50 Paesi del mondo; dalla fondazione ha prodotto più di 90 mila generatori neve, ne vende più di 5000 ogni anno; «unici al mondo, gestiamo centralmente noi, qui a Bolzano, le attività delle nostre 16 filiali sparse sul pianeta perché soltanto così si riesce a  razionalizzare perfettamente il rapporto tra le esigenze locali e i nostri standard operativi». Gummerer cammina spedito e, «en passant» dice  altre cose come il fatto che «stiamo assumendo un’altra trentina di persone, destinate ai diversi settori della nostra attività, dalla produzione all’amministrazione, dal marketing alla comunicazione», oppure «a Kranjska Gora presenteremo il nostro nuovo generatore TR8 che costituirà una nuova rivoluzione  nella tecnologia di produzione della neve tecnica», oppure «quest’anno senza il nostro intervento le gare di Coppa del Mondo ad Adelboden e a Wengen non si sarebbero potute fare». Senza la neve programmata negli ultimi vent’anni non si sarebbe potuto nemmeno sciare in molti inverni e in molte stazioni sciistiche; Technoalpin si è fatta largo fino a primeggiare tra la concorrenza nel processo che ha condotto l’innevamento tecnico ad essere la  condizione indispensabile per garantire il funzionamento della giostra economica mossa del turismo invernale trainato dallo sci ma, dice Gummerer, «l’innevamento tecnico è ormai un intervento indispensabile anche in presenza di precipitazioni naturali per garantire il massimo livello qualitativo delle piste. E comunque se nevica un po’ dal cielo è anche meglio perché la gente va più volentieri a sciare».

Il lavoro continuo
nella ricerca della qualità
Technoalpin investe circa 5 milioni l’anno  in ricerca e sviluppo «per migliorare costantemente i nostri prodotti, poter lavorare meglio sulle temperature marginali e sulla qualità della neve». Snowfactory, la macchina per la produzione di neve in condizioni di temperature sopra lo zero, «ci ha lasciati perplessi per il successo che ha avuto, per le richieste che sono arrivate, per il fatturato di cinque milioni di Euro che ha già prodotto». Il software di comando ATASSplus, progettato e realizzato dall’azienda altoatesina, garantisce prestazioni di gestione e controllo dell’impianto di innevamento chiudendo il cerchio della fornitura «chiavi in mano» di tutte le componenti del sistema, dai tubi di  condotta dell’acqua alle sale di pompaggio, dalle valvole di miscelazione acqua/aria, ai generatori, a ventola e ad asta («La formula «chiavi in mano» è stata fin dall’inizio una delle ragione del nostro successo. Solo così si può garantire la qualità e l’efficienza di tutto il sistema e solo così costruisce un rapporto di fedeltà con il cliente»).  Gummerer cammina e con lui arriviamo alla vecchia sede «dove lavorare era un delirio, con un reparto qua e uno là, uffici piccoli e senza finestre» ma dove ha lasciato  un pezzo del suo cuore perché in «quel casino» Technoalpin è diventata grande seguendo idee di sviluppo precise, concrete, illuminate. «Questo è stato per anni il mio ufficio, questa la scrivania». Scorre per un attimo un velo di nostalgia nei suoi occhi chiari. Forse ripensando alla sua storia, alla storia del legame con il cugino Georg Eisath  che l’ha coinvolto nell’impresa e con Walter Rieder, l’altro fondatore, l’attuale presidente della società, «una persona importante, cura tutto il settore ricerca e sviluppo, ha più di 60 anni ma sembra ancora il più giovane nella nostra azienda che ha un’età media di 32 anni con la sua capacità di tenere la mente sempre aperta all’innovazione e di non perdere mai né la calma né la pazienza».

L’infanzia in Val d’Ega
con il cugino Georg
Sciano insieme, «Georg meglio di me, aveva la stessa capacità di far correre gli sci che ha trasmesso a suo figlio Florian, non a caso arrivato alla Nazionale e a un podio in Coppa del Mondo», poi le strade si dividono ma per poco. Eisath lavora presso la società degli impianti di Obereggen con un compagno che si chiama Walter Rieder. Nel 1983, nei primi anni di vita della generazione di neve «artificiale» nata in America, Obereggen acquista negli Stati Uniti un generatore a bassa pressione della Hedco e lo colloca alla stazione a valle degli impianti, dove l’esposizione al sole mangiava la neve naturale. Il voluminoso macchinario produceva però una miseria di quantità di neve in troppe ore di attività.  Eisath e Rieder, che hanno  il bernoccolo dell’intelligenza e dell’intraprendenza, si chiedono: perché non proviamo noi  a farci un nostro «cannone»? Sono del tutto autodidatti ma si danno da fare e con l’aiuto di un fabbro costruiscono una macchina che funziona meglio di quella americana al punto da spingere i dirigenti di Obereggen di proporsi come primi clienti. Nel 1985 Georg Eisath e Walter Rieder fondano la WI.TE (Winter Technik). Intanto Erich Gummerer lavorava come venditore presso Sanidental, una società produttrice di  arredamento per studi dentistici. Lui invece aveva il bernoccolo del commercio, suo cugino Georg lo sapeva e aveva cominciato a chiedergli di mettersi con lui nell’avventura dell’innevamento tecnico. La primissima produzione artigianale di generatori di Georg Eisath e Walter Rieder si svolgeva ancora nella piccola officina di Ega. Gummerer decide di cambiare strada e di accettare l’invito del cugino ma «durante una cena tra noi tre che abbiamo fatto nell’ottobre 1989 avevo detto alcune cose che mi sembravano fondamentali: se vogliamo andare avanti dobbiamo cambiare mentalità e lavorare in team in maniera professionale, dobbiamo spostarci a Bolzano e guardare fin da subito all’estero, pensare in termini internazionali. Così è nata l’impresa, così è nata Technoalpin».

Un mercato che si allarga,
la famiglia che cresce
Sul mercato italiano, infatti,  gli operatori che si stavano lanciando nel nuovo settore della produzione di neve tecnica stavano aumentando sempre di più e sarebbero diventati  addirittura una quindicina nei primi anni Duemila. Per distinguersi ed emergere nella concorrenza era indispensabile coniugare la qualità e l’efficienza del prodotto con una politica commerciale incisiva, elastica, di ampio respiro. «Nel 1990 – ricorda Gummerer – il nostro primo bilancio era stato di un miliardo di lire e avevamo un solo dipendente. Quando abbiamo iniziato il 90% della produzione era ancora manuale, si attivavano i generatori uno ad uno. Poi si è introdotta l’automazione, poi l’integrazione del sistema, adesso siamo arrivati a poter innevare un intero comprensorio in 70 ore gestendo tutto il sistema con il nostro software di comando». Intanto, nella vecchia sede di Bolzano dove continua ancora oggi un pezzetto della produzione con lavori di presaldatura e dove è partita una diversificazione di cui parleremo,  Technoalpin cresce, perfeziona la sua produzione che oggi, nell’offerta del «pacchetto completo chiavi in mano», propone una gamma completa di sei diversi generatori a ventola il cui «leader», il TF10, nel 2016 è stato venduto nel numero di 1550 esemplari,  e sei lance, dal modello TL6 al modello Safyr. «Già nel 2005 – racconta Gummerer -  ci eravamo convinti che il numero di aziende operanti nel settore si sarebbe ridotto e ci eravamo chiesti cosa fare per emergere tra la concorrenza. Ci eravamo risposti indicandoci tre obiettivi: noi facciamo innanzittuto quello che interessa e serve ai nostri clienti; facciamo tutto quello che è collegato con la neve; facciamo tutto quello che ci permette di fare la tecnologia che ci siamo costruiti in casa». Vuol dire specializzazione estrema, continua innovazione, rapporto strettissimo di collaborazione con la committenza, valorizzazione del proprio know-how.

Se ne va uno dei fondatori,
arrivano nuove iniziative
Nel 2007 succede che uno dei fondatori, il cugino Georg Eisath, decida di abbandonare la società per dedicarsi  ad un’altra impresa, rilevando  la gestione del polo sciistico di Passo Carezza. Il distacco è amichevole, Eisath lascia un’impresa ormai consolidata e lanciata verso il futuro. Nel 2010 sorge dal niente la nuova, grande, modernissima sede di Via Piero Agostino con le sue ampie vetrate piene di luce, la sua officina attrezzatissima, la sua mensa interna per i dipendenti, il vasto spazio per le gioiose feste aziendali, il suo sistema di videoconferenza per poter tenere in contatto diretto tutte le presenze Technoalpin nel mondo. Nel 2012 avviene l’acquisizione della francese York Neige e della Innovag, piccola ditta tedesca che però è specializzata  nell’importante segmento dei cannoni speciali per attività indoor. Con la fondazione della consociata EmiControls parte una diversificazione che porta in nuovi ambiti di applicazione la tecnologia maturata negli anni nella produzione di neve tecnica. «Produciamo generatori che sparano acqua nebulizzata, modelli  operativi nel settore antincendio dove è molto spesso più importante raffreddare un ambiente a rischio che spegnere delle fiamme e nel settore industriale della cave o dei grandi cantieri per abbattere le polveri. È un’iniziativa che sta presentando interessanti margini di sviluppo e già produce da sola un fatturato di quattro milioni di Euro».  Neve finissima e croccante è invece quella prodotta per un’altra diversificazione sempre studiata e resa possibile con il lavoro del centro ricerca e sviluppo, vale a dire le «cabine del freddo» da abbinare  alle saune nei grandi resort e nei centri benessere per scambiare velocemente il calore corporeo in una salutare frustata di energia. Erich Gummerer ci fa vedere e ci spiega le nuove «invenzioni» prodotte dalla Technoalpin nella vecchia e gloriosa sede di via Copernico. Poi si torna nella nuova sede dove l’unica cosa che non si può fotografare sono i prototipi del nuovo generatore di neve  TR8 «che sarà una vera rivoluzione». Si cammina di buon passo alla Technoalpin di Bolzano. È sempre stato così fin dalla sua nascita. E ogni passo è una rivoluzione che guarda al futuro.                     n